I Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL felici e contenti dopo l’accordo con il Governo sull’APE
Si riporta di seguito il comunicato CSE diffuso in data 3 ottobre u.s. che esprime le proprie valutazioni al riguardo dell’accordo tra Governo e CGIL-CISL-UIL (solo loro…) sulle modifiche della legge Fornero e del varo con la prossima legge di stabilità dell’A.P.E. (Anticipo Pensionistico), presentato come “la soluzione” per dare più flessibilità in uscita. Mah!
” La Legge Fornero, che ha provocato lo slittamento della pensione per la maggior parte dei lavoratori italiani, è ormai universalmente riconosciuta come una legge iniqua, ma ha il pregio di non avere né babbo né mamma.
Benché, infatti, quasi tutti i partiti allora presenti in Parlamento l’abbiano votata, oggi non si trova più nessuno che ne rivendichi la paternità. Anzi, è usata come comodo paravento dalle forze politiche per continuare a far cassa sui lavoratori senza prendersi responsabilità, tanto la colpa è della Fornero.
Pensavamo quindi, che con il confronto sulle pensioni che si è aperto a Palazzo Chigi mesi fa, al quale “stranamente” sono stati invitati solo CGIL, CISL e UIL, si potesse dar corso alla modifica di una norma che ha portato l’Italia ad avere il triste primato di essere uno dei Paesi industrializzati con l’età pensionabile più alta.
Invece no, perché il nostro è un Paese in cui anche quando si tratta di correggere le iniquità più palesi, il gioco dei diritti è sempre a somma zero, cioè se si fa giustizia da una parte si deve togliere qualcosa dall’altra.
Così, il 28 settembre scorso, si è giunti alla firma di un verbale d’intesa tra Governo e triplice confederale nel quale, al fianco di condivisibili obiettivi quali l’aumento delle pensioni minime, la possibilità di ricongiungimento non oneroso di periodi contributivi o la revisione del regime pensionistico per lavoratori precoci e lavori usuranti (che però devono essere tradotti ancora in provvedimenti legislativi), è spuntato uno strano animale di cui si sente molto parlare: l’APE.
Eravamo abituati a sentir parlare di api regine o api operaie. Invece ora c’è anche l’APE bancaria, che sugge soldi da coloro che vorrebbero andare in pensione per portarli moltiplicati a banche e assicurazioni.
In cosa consiste l’APE Bancaria? Semplice! Si propone di mandare in pensione lavoratori a un’età che, prima della Legge Fornero, avrebbe dato diritto alla pensione di anzianità, previa accensione di un mutuo che, formalmente, il lavoratore chiede all’INPS, ma è erogato dalle banche, con l’obbligo ulteriore di stipulare un’assicurazione per il caso di premorienza.
In sintesi, per ridarti un diritto che era già tuo, devi accendere un mutuo ventennale al tasso del 5 per cento annuo – che per inciso è talmente alto da essere attualmente fuori mercato – al quale bisogna aggiungere un altro 5 per cento della somma sotto forma di premio assicurativo.
L’esborso medio per tre anni e sette mesi di anticipo ed un assegno pensionistico poco oltre i mille euro è di oltre 60.000 euro.
La misura è ancora più fuorviante, al limite del truffaldino, se pensiamo che per i primi tre anni di pensione la decurtazione è minima, mentre dal quarto anno in poi la pensione si abbassa drasticamente fino a portare il pensionato sotto la soglia di povertà.
Il metodo usato dai sindacati per giustificare l’APE è più o meno come quello che i politici hanno usato per la Legge Fornero cioè scaricare le proprie responsabilità. Infatti, il verbale siglato con il Governo prevede due parti: la prima, quella migliore (ma non perfetta) è preceduta dalla dicitura “le parti convengono”; la seconda, quella dell’APE, invece è una dichiarazione del Governo e i sindacati, formalmente, non aderiscono e possono dire di non essere d’accordo.
La realtà è che se un sindacato non è d’accordo con qualcosa chiede che venga tolta dall’accordo; se non lo fa sta dando il proprio assenso all’operazione. Appunto ciò che è avvenuto con il verbale del 28 settembre.
D’altronde, se è chiaro e lampante che questo Governo è amico delle banche, è altrettanto chiaro che i sindacati sono molto amici delle assicurazioni. E il nuovo insetto punge i lavoratori ma porta tanti soldi alle banche, ma anche alle società assicurative.
Alla fine, la previsione (e il rischio) è che solo i lavoratori già ricchi si avvarranno del nuovo strumento, il ché anziché diminuire le iniquità della Legge Fornero le farà aumentare, alimentando divisioni “di classe” tra chi potrà permettersi di farsi suggere soldi dall’APE Bancaria e chi no.
Con il consenso di chi dovrebbe difendere i lavoratori e invece, tra una crociera e l’altra, continua a difendere le caste. LA SEGRETERIA GENERALE “
Pubblichiamo su questa stessa pagina:
il verbale d’intesa firmato dalla triplice confederale;
una scheda tecnica sull’APE elaborata dal Dipartimento Politiche previdenziali della nostra Federazione.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 del 15.09.2015 2015 con il quale il “Dipartimento politiche previdenziali ed assistenziali” della nostra Federazione fa un utilissimo punto punto di situazione sull’istituto della c.d “pensione anticipata” alla vigilia di possibili provvedimenti di modifica della legge Fornero di cui parlano quasi quotidianamente gli organi di informazione.
“Visto l’attuale balletto sulle modifiche alla Legge Fornero, e considerato che è in scadenza al 31.12.2015 la legge sulla “Opzione Donna”, il Dipartimento ritiene cosa utile fare il punto della situazione pensionistica sull’istituto della cosiddetta “pensione anticipata” varata dal duo Monti-Fornero, prima che avvengano auspicabilmente modifiche a fine anno con la legge di stabilità 2016.
La pensione anticipata è una prestazione economica che i lavoratori dipendenti ed autonomi chiedono con apposita domanda e l’importo mensile erogato dall’INPS può aversi, quando non si raggiunge l’età anagrafica per accedere alla pensione di vecchiaia, soltanto, se sono stati versati i contributi per un certo numeri di anni (minimo 20).
Per i lavoratori dipendenti, dal 1 gennaio 2012 si può conseguire la pensione anticipata quando si matura un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 1 mese per il 2012, 42 anni e 5 mesi per il 2013, 42 anni e 6 mesi nel 2015, e 42 anni e 10 mesi dal 2016 al 2019; per le lavoratrici dipendenti, invece, i requisiti sono ridotti in ogni caso di dodici mesi.
Il requisito contributivo aumenta in quanto soggetto all’adeguamento relativo alle “speranze di vita”. Per i soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 si può conseguire il diritto a pensione anticipata, correlandola al compimento di 63 anni, a condizione che siano stati versati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” (obbligatoria, volontaria, da riscattare), con esclusione di quella “figurativa” e che l’ammontare mensile della prima rata di pensione dovrà risultare non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Anche per questi dal 1 gennaio 2016 il requisito anagrafico viene elevato a 63 anni e 7 mesi, ma non operano penalizzazioni.
Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad una età inferiore a 62 anni, era prevista una riduzione pari ad un punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni, elevata a due punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.
Detta riduzione non si applica a coloro che accedono alla pensione anticipata a decorrere dal 1 gennaio 2015 e che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si colloca successivamente alla predetta data e l’interessato ha un età inferiore ai 62 anni alla data di collocamento in pensione (legge di stabilità 2015).
Per richiedere la pensione anticipata si presenta la domanda, informando l’Ufficio di appartenenza, via Web attraverso il portale INPS (www.inps.it) utilizzando l’apposito PIN, richiesto in precedenza allo stesso portale, oppure tramite Enti di Patronato che mettono a disposizione i necessari servizi telematici o infine tramite telefono chiamando il numero gratuito da rete fissa 803164 o il numero da rete mobile a pagamento 06164164.
La pensione anticipata spetta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, mentre per quelli iscritti ai Fondi decorre dal giorno successivo alla cessazione dal servizio, previa maturazione dei requisiti contributivi finora descritti.
Il Governo Renzi ha intenzione con la prossima legge di stabilità di intervenire sulle pensioni, introducendo una maggiore flessibilità in uscita, anche attraverso una riduzione dell’assegno INPS, per consentire ai lavoratori di decidere in piena libertà e così incentivare il ricambio generazionale.
Si parla di un’uscita flessibile con penalizzazioni che consentirebbe il pre- pensionamento ad una età minore rispetto a quella prevista, ma con una decurtazione percentuale del proprio assegno nell’ordine del 3% per ogni anno di mancata contribuzione… Ma soltanto nei prossimi mesi saremo in grado di conoscere la linea intrapresa dal Governo e i progetti di legge che andranno all’approvazione parlamentare, e vi terremo informati.
Il Dipartimento Politiche Previdenziali ed Assistenziali”
Vi terremo naturalmente informati degli sviluppi della questione.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 4 dell’ 8 gennaio 2015 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 3 del 7 gennaio 2015 con il quale il Dipartimento Politiche Previdenziali ed Assistenziali della nostra Federazione fa il punto sulle principali novità intervenute a far data dal 1 gennaio 2015 in materia previdenziale con l’entrata in vigore della Legge 23.12.2014, n. 190 (c.d. “legge di stabilità 2015”).
” All’inizio del nuovo anno, come da tradizione, facciamo il punto sulle pensioni, anche in virtù della novità introdotta dalla legge di stabilità approvata il 23.12.2014.
Pensione anticipata: modificata la Fornero
Per lasciare il lavoro in anticipo, rispetto alla pensione di vecchiaia, gli uomini, per tutto l’anno 2015, devono avere almeno 42 anni e 6 mesi di contributi, mentre alle donne bastano 41 anni e 6 mesi.
Ma dal 2016 l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita aumenta di 4 mesi, per cui il requisito salirà a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, mentre per le donne sarà 41 anni e 10 mesi.
La novità però è che, dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, il sistema di penalizzazioni previste dalla legge Fornero per chi raggiunge questo minimo contributivo e va in pensione con meno di 62 o 60 anni, è stato abolito!!!
Infatti il comma 113 della legge di stabilità n. 190 del 23.12.2014, prevede che coloro che hanno raggiunto il minimo contributivo (42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne per il 2015, come detto) vanno in pensione con l’assegno pieno, cioè senza la decurtazione dell’1% o 2% annuo per tutti gli anni prima dei 62 o dei 60 anni di età
Pensione di vecchiaia
Per gli uomini e le donne del pubblico impiego per il solo 2015 rimangono i vecchi limiti di età per andare in pensione cioè 66 anni e 3 mesi, mentre dal 2016 serviranno 66 anni e 7 mesi, 4 mesi in più legati all’adeguamento legato alla speranza di vita, per andare in pensione di vecchiaia (oltre a un minimo di 20 anni di contributi).
Scadenze pagamenti
pensione INPS unitamente a quella dell’ ex INPDAP, per cui:
1° del mese per sole pensioni INPS;
10 del mese per pensioni INPS unitamente a ex INPDAP;
16 del mese per pensioni ex INPDAP
Il Dipartimento Politiche Previdenziali ed Assistenziali FLP “
Notiziario n. 113 del 4 ottobre 2016 – Si riporta di seguito il comunicato CSE diffuso in data 3 ottobre u.s. che esprime le proprie valutazioni al riguardo dell’accordo tra Governo e CGIL-CISL-UIL (solo loro…) sulle modifiche della legge Fornero e del varo con la prossima legge di stabilità dell’A.P.E. (Anticipo Pensionistico), presentato come “la […]
Notiziario n. 98 del 19 settembre 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 del 15.09.2015 2015 con il quale il “Dipartimento politiche previdenziali ed assistenziali” della nostra Federazione fa un utilissimo punto punto di situazione sull’istituto della c.d “pensione anticipata” alla vigilia di possibili provvedimenti di modifica della legge Fornero di cui […]
Notiziario n. 4 dell’ 8 gennaio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 3 del 7 gennaio 2015 con il quale il Dipartimento Politiche Previdenziali ed Assistenziali della nostra Federazione fa il punto sulle principali novità intervenute a far data dal 1 gennaio 2015 in materia previdenziale con l’entrata in vigore della Legge […]