13.04.2017 – Lavoratori civili nell’assemblea a Taranto indetta da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA
Facendo seguito a quanto anticipato nei due precedenti Notiziari, il primo (Notiziario n. 27 del 12.03.20199) relativo all’incontro di pari data con la Ministra e il secondo (Notiziario n, 29 del 18.03.2019) che recava alcune considerazioni sulla proposta fatta da alcune sigle per l’attribuzione di una indennità di funzione al personale civile della Difesa, riportiamo di seguito il testo della lettera inviata in data di ieri all’attenzione della Ministra con la proposta di FLP DIFESA per la riduzione del gap tra il nostro trattamento economico e quello in godimento presso altre PP.AA.
” Dando seguito a quanto anticipato nel corso della riunione del 12 u.s. con la S.V., la scrivente O.S. formalizza con la presente lettera la propria proposta tesa a recuperare il gap retributivo che colloca il trattamento economico del personale civile del M.D. nelle ultime posizioni nel raffronto con altre Amministrazioni Pubbliche.
Il punto di partenza non può che riferirsi alle risultanze conclusive dello studio (relativo all’anno 2013) condotto dal “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015, che ha evidenziato il notevole gap esistente tra i trattamenti economici in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP. Nel settore pubblico contrattualizzato, il trattamento nel M.D. presentava un differenziale medio di -9% sui dirigenti e di -15% sul personale non dirigente, e le differenze riguardavano in misura minore il trattamento stipendiale (differenze intorno a -3/4%) e in modo molto più sostanzioso il trattamento accessorio (per il personale delle aree funzionali, il differenziale negativo si attestava sul –34%). Sul fronte dei dirigenti, invece, il differenziale risultava addirittura positivo (+ 11%).
Delle quattro soluzioni ipotizzate dallo stesso “Gruppo di lavoro” (creazione di un fondo speciale; istituzione di una sezione contrattuale specifica presso ARAN; incremento indennità di Amministrazione; transito nei ruoli speciali ex art. 3 D.Lgs. 165), l’opzione prioritaria si era alla fine indirizzata sulla prima soluzione, e dunque sulla costituzione di un fondo integrativo speciale, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF,.
Quanto sopra tenuto anche conto del fatto che la seconda e la terza delle soluzioni prospettate “presentavano la difficoltà di dover essere messe in campo in sede ARAN all’interno del nuovo compartone”, e che la quarta soluzione ipotizzata (transito nei ruoli speciali di cui all’art. 3 del D. Lgs. 165) “non potrebbe essere portata avanti senza coinvolgere giocoforza anche altre PP.AA. ovvero quelle del Comparto Sicurezza e Difesa per analogia con i militari” e che, alla fine, “potrebbe anche non necessariamente dare i benefici economici auspicati” e comunque non avrebbe prodotto “effetti finanziari immediati”.
FLP DIFESA condivise a suo tempo l’analisi e gli approdi conclusivi del Gruppo di lavoro, e sostenne convintamente l’iniziativa posta in essere da Amministrazione Difesa presso F.P. e MEF per la costituzione di quel fondo speciale, che prese il via a seguito dall’accordo politico del 5 aprile 2017 e degli impegni che l’allora Vertice politico assunse con CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA, e anche con altre OO.SS..
Quell’iniziativa portò poi, alla fine, ad un risultato che, insieme ad altre sigle, considerammo “storico”, in quanto, a conclusione di una lunga, complessa e complicata trattativa con il MEF, la legge di bilancio 2018 (Legge 27.12.2017, n. 205, comma 590) autorizzò la spesa di 21 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, da destinare, tramite la contrattazione nazionale, all’incentivazione della produttività. Cosa peraltro già avvenuta e attuata per l’anno 2018, il primo del triennio.
Un risultato “storico” perché, a fronte del lamentato gap già noto da tempo, era la prima volta che veniva assegnata al M.D. una somma di quella entità, pari a oltre il 40% della dotazione 2018 del Fondo Risorse Decentrate, anche se, ovviamente, non ci sfuggono i limiti intrinseci di questa assegnazione, che riguardano la destinazione autorizzata dalla legge di bilancio 2018: il fondo di produttività, appunto, e non già quel “fondo integrativo speciale” che era negli auspici e nelle attese delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ma, al contempo, siamo consapevoli che, in quella ma non solo in quella circostanza, la resistenza è venuta in particolare dal MEF, per le motivazioni dichiarate e così riassumibili:
il personale civile appartiene al comparto Ministeri, oggi confluito nel comparto FF.CC., “il cui trattamento è definito dai contratti collettivi nazionali “ e pertanto “le istanze relative al trattamento economico accessorio possono essere affrontate solo in tale sede”;
l’istituzione di un fondo integrativo speciale “altererebbe gli equilibri di sistema definiti dalla normativa contrattuale” e “determinerebbe rivendicazioni del personale civile del comparto, primo fra tutti quello del Ministero dell’Interno….”.
Le motivazioni di cui sopra, poste a fondamento del “parere contrario” espresso dal MEF all’istituzione del “fondo integrativo speciale”, renderebbero di fatto impraticabile anche la stessa proposta di una ““indennità funzionale…. pari a € 600,00 lordi mensili pro capite e pensionabili” avanzata, nella riunione del 12 u.s., da alcune OO.SS. Non osiamo immaginare quale potrebbe essere il parere del Ministero dell’Economia e Finanze, e gli ostacoli che porrebbe, in ordine all’ipotizzata “indennità di funzione”.
Se questo è il quadro complessivo di riferimento, appare allora evidente come, a premessa di qualsiasi iniziativa credibile e praticabile di riduzione del gap, sia necessario modificare la classificazione indistinta, a noi riservata, di “personale civile appartenente al comparto”, riconoscendo alla nostra categoria quelle connotazioni che ne fanno davvero un “unicum” nel panorama delle Pubbliche Amministrazioni.
Sappiamo che le Sue opinioni al riguardo, manifestate apertamente anche in riunione e di cui Le diamo ampiamente atto, sono molto vicine a questa idea, e peraltro l’Atto di indirizzo emanato con direttiva a Sua firma in data 19.09.2018, riconosce che “la componente civile della Difesa… opera in settori specialistici con professionalità peculiari non facilmente rinvenibili nelle altre Pubbliche Amministrazioni”.
Occorrerebbe però un riconoscimento pieno e indiscutibile di questa “peculiarità”, attraverso un percorso analogo a quello a suo tempo posto in essere per il personale militare, che si è visto riconoscere la “specificità” del proprio ruolo per via legislativa (art. 19 legge 4.11.2010, n. 183), e dunque indipendentemente dalla sua collocazione nella sfera pubblicistica sancita ex art. 3 D.Lgs. 165/2001.
Ecco allora che, una volta affermata per via legislativa la “peculiarità” del ruolo, delle funzioni e dell’impiego del personale civile, tutte le prime tre soluzioni prospettate dal “Gruppo di lavoro” ex DM 16.06.2015 sarebbero teoricamente perseguibili in costanza di CCNL: sia il “fondo integrativo speciale”, in quanto destinato ad una “categoria speciale”; sia entrambe le soluzioni da affrontare in sede ARAN, e questo alla luce di quanto previsto dall’ultimo periodo dell’art. 40, comma 2, del D. Lgs. 30.03.2001, n. 165 con successive integrazioni e modifiche (“nell’ambito dei comparti di contrattazione, possono essere costituite apposite sezioni contrattuali per specifiche professionalità”).
Dunque, in ragione di quanto sopra esposto Le chiediamo, sig.ra Ministra, l’avvio, il più rapido possibile, di una Sua decisa e autorevole iniziativa nelle giuste Sedi, politiche e istituzionali, per il varo di una norma di legge che riconosca la peculiarità del ruolo e dei compiti del personale civile della Difesa.
Si ringrazia della cortese attenzione.
F.to: Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA “
Questo il testo della lettera inviata ieri alla Ministra, che pubblichiamo su questa stessa pagina anche in formato originale, e dalla quale naturalmente attendiamo a breve una prima risposta, che immaginiamo possa già avvenire nel corso del prossimo incontro.
Su questa nostra proposta, e sugli altri temi che giacciono tuttora irrisolti sul tavolo politico, avvieremo nelle prossime settimane una grande campagna informativa e di ascolto attraverso le numerose assemblee che organizzeremo in giro per l’Italia.
Il dr. Franco Massi, coordinatore tecnico del Gruppo di lavoro sul gap retributivo
Quando, nella primavera del 2017, insieme a CGIL FP e UIL PA, promuovemmo decine e decine di assemblee unitarie nei principali Enti del M.D. per illustrare ai lavoratori l’accordo del 5 aprile 2017, in alcune riunioni (poche, per la verità) ci fu richiesto il nostro parere in merito all’ipotesi del transito nei ruoli speciali ex art. 3 D. Lgs. 165/2011, e in particolare se fosse a nostro avviso credibile e praticabile l’idea che quel transito si potesse accompagnare a un incremento retributivo di circa 300 € mensili.
La risposta che fornimmo unitariamente fu in sequenza: la convinzione sulla scarsa praticabilità del transito, già affermata dal Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2015; la nostra scelta di restare all’interno del comparto; infine, la “demagogia” (sì, la connotammo proprio così) della ipotizzata contropartita economica (300 €) che, stante le norme vigenti, appariva di fatto impraticabile e per questo demagogica, concludendo che saremmo comunque rimasti in attesa di vedere quanti soldi sarebbero stati resi disponibili per l’operazione (ad oggi, zero euro).
I lavoratori comprenderanno allora la nostra sorpresa nel sentire, nel corso della riunione con la Ministra del 12 u.s., la proposta presentata da CGIL-CISL-UIL+UNSA con la quale chiedono una “indennità funzionale…. pari a € 600,00 lordi mensili pro capite e pensionabili”.
Una sorpresa davvero grande, anche perché, così formulata, appare a noi ancora più impraticabile di quella legata al transito. E ne spieghiamo brevemente le ragioni.
Innanzitutto il quantum economico necessario (600 € x 12 mesi x 26.000 dipendenti +oneri datoriali), pari a circa 200 mln di €, rispetto al quale risulta arduo immaginare che il MEF li renda disponibili solo per il M.D.(Interni, Esteri, Giustizia, etc. assisterebbero benedicenti?), tenuto anche conto dei tempi in cui viviamo e dell’attuale, preoccupante quadro economico.
In secondo luogo, la richiesta parla di “indennità”, la quale, dunque, al pari di tutte le altre indennità (si veda il Titolo II del CCNI 6.11.2018), dovrebbe essere corrisposta, a mente delle norme legislative e contrattuali vigenti, attraverso il Fondo Risorse Decentrate (FRD, ex FUA), la cui dotazione è stabilita annualmente dal MEF in linea con le previsioni dello stesso CCNL, il che significa che MEF dovrebbe assegnare quei circa 200 mln direttamente al FRD, che ricordiamo nel 2018 è stato pari a meno di un quarto (51,9 mln), così di fatto quadruplicandolo. C’è qualcuno che pensa che MEF possa mai fare un’operazione del genere per il M.D.?
Infine, l’ultima ragione: l’indennità ad categoriam, come si configurerebbe di fatto quella richiesta, non è ammessa dal CCNL (è il motivo per il quale è risultata impraticabile una indennità per tutti gli “ausiliari”, pur ampiamente giustificata), e pertanto verosimilmente non otterrebbe mai la certificazione di MEF e FP.
Poste così le cose, l’indennità proposta appare dunque ancor più problematica di quella che dovrebbe accompagnare il transito ex art. 3, che almeno sarebbe legata ad un nuovo status e non intervenire ad assetto invariato e in vigenza di questo CCNL. Della cosa, paiono convinti gli stessi proponenti che, nel comunicato del 12 u.s., mettono le mai avanti con il richiamo al sindacato “serio e non corporativo”. Alla faccia!
Ci starebbe infine un’altra lettura: che sia solo una provocazione. Ma allora bisognerebbe farlo capire, anche per evitare di ingenerare attese e alimentare sogni destinati inevitabilmente a naufragare.
Ovviamente, abbiamo qui espresso, con molta onestà, le nostre perplessità sulla proposta di indennità di funzione, che poi sono quelle di tanti lavoratori, ma certo non ci metteremo mai contro: se il MEF o altri soggetti dicessero si all’indennità, ne saremmo molto felici, ci mancherebbe altro. Solo che, allo stato, ci crediamo poco…
Noi, invece, abbiamo un’altra idea rispetto al gap, posto che la soluzione del transito ex art. 3 non ci entusiasma, preferendo, come altre sigle, la permanenza dentro il comparto di contrattazione.
L’esperienza di questi anni dimostra che il nodo è sempre e solo uno: il MEF. Ci chiediamo allora: come si può superare l’ostacolo? A nostro avviso, per non perdere altro tempo invano, la via giusta, peraltro già positivamente sperimentata per il personale militare (art. 19 L.183/2010), sarebbe una norma legislativa che riconosca la “peculiarità” di compiti, funzioni e impiego dei civili, dopo che tutte le strade potrebbero essere praticabili.
Formalizzeremo a breve questa nostra proposta presso il Gabinetto, e ne daremo conto ai lavoratori.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 27 del 12 marzo 2019 –
Foto del tavolo nel corso di un precedente incontro tra Ministra e OO.SS. della Difesa
Si è tenuto oggi, al Gabinetto, il terzo incontro periodico mensile tra Ministra e OO.SS. (“i martedì della Trenta”), dopo il primo del 15 gennaio (vds. Notiziario n. 4 di pari data) e il secondo del 5 febbraio (vds. Notiziario n. 12 di pari data). Un incontro, quello di oggi, al quale ha partecipato direttamente, pur limitatamente alla prima parte, la stessa Ministra, e la circostanza ci sembra apprezzabile e degna di nota.
Un incontro certamente cordiale, quello odierno, ma ancora una volta solamente interlocutorio, all’interno del quale, come al solito, si è discusso di più cose con grande disponibilità all’ascolto da parte della Ministra e della delegazione pubblica, ma, come avvenuto anche per i precedenti incontri, senza “quagliarne” una che sia una, in quanto la riunione è decisamente mancata sul piano degli approdi operativi. La frase che abbiamo ascoltato più volte da parte dell’Amministrazione, con riferimento alle diverse questioni poste dalle Parti sociali, è stata “stiamo approfondendo il problema, ne riparleremo appena possibile”, il che, a distanza di ben nove mesi dalla nomina della Ministra, dopo ben cinque incontri con la stessa (un record!) e a fronte di problemi storici ed irrisolti della categoria, non suona proprio così rassicurante e pone comunque degli interrogativi.
Ad aprire l’incontro di oggi, è stata la stessa Ministra che ha semplicemente ricordato i due punti iscritti all’o.d.g. (gap retributivo ed assunzioni) passando però subito la parola alle OO.SS., che su entrambi i punti si erano pronunciati nelle precedenti riunioni. Ad essere franchi, ci aspettavamo che fosse la Ministra a dirci qualcosa sui due argomenti già trattati (approfondimenti effettuati; ipotesi di soluzioni; iniziative avviate; etc.), e invece la Ministra ha passato subito il pallino, invitando le OO.SS. al giro di tavolo.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha proposto allora le seguenti considerazioni/proposte e altri argomenti.
GAP RETRIBUTIVO.
L’argomento è ben conosciuto dai colleghi. Esiste, essendosi consolidato nel corso degli anni, una notevole differenza (gap) tra i trattamenti economici (in particolare sull’accessorio) in essere nella Difesa e quelli di altre AA.PP.,, reso evidente anche dal documento elaborato dal Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2015, che ripubblichiamo sul nostro sito web. Un gap che, è bene ricordare, va accrescendosi anche nei confronti del personale militare, dopo il recente riordino di ruoli e carriere. Si ricorderà anche come fossero quattro le soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro al fine di ridurre quel gap (creazione di un fondo speciale; istituzione di una sezione contrattuale specifica presso ARAN; incremento indennità di Amministrazione; transito nei ruoli speciali ex art. 3 D.Lgs 165), e come alla fine la scelta fu quella di puntare sul “fondo speciale” che divenne il piatto forte dell’accordo del 5.4.2017.
Come FLP DIFESA, convenimmo sin da subito sulla scelta del fondo speciale, in quanto ritenemmo non proponibili le ipotesi legate alla sezione contrattuale e all’incremento dell’Indennità di amministrazione e al contempo “non perseguibile” (il giudizio era stato dello stesso “Gruppo di lavoro”) l’ipotesi del transito nei ruoli speciali in quanto “non potrebbe non essere portata avanti senza coinvolgere giocoforza anche altre PP.AA. del comparto sicurezza e difesa per analogia con i militari”, con tutti gli annessi e connessi.
Una posizione che, pur senza aver mai posto alcuna pregiudiziale di partenza, sul punto relativo all’ex art. 3, manteniamo tuttora,: c’è qualcuno che può oggi ragionevolmente immaginare che i Ministri Salvini o Bonafede assisterebbero inerti ad una operazione che porterebbe più soldi al personale della Difesa e non anche al proprio personale? E se poi l’operazione si allargasse ad altri Ministewrei, diventerebbe a nostro avviso ancor più “non perseguibile” per evidenti ragioni di cassa, soprattutto nel momento di grave crisi che il Paese vive.
Va comunque segnalato che la Ministra ha comunque precisato in riunione che non ritiene il transito nei ruoli speciali ai sensi dell’art. 3 del 165 “l’unica soluzione percorribile” (come pur affermato da qualcuno) e che la stessa, a suo dire, si pone invece sullo stesso piano delle altre tre, precisazione questa che abbiamo apprezzato.
Ebbene, alle quattro soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro, se n’è aggiunta oggi una nuova, avanzata da CGIL-CISL-UIL+UNSA: l’attribuzione di una non meglio precisata “indennità funzionale” differenziata per area professionale. Una ipotesi, in assenza di maggior dettagli al riguardo, che ci sembra faccia il paio con i 300 € pro capite annunciati da qualcuno per il transito ex art. 3, ora addirittura raddoppiate…. E che pone comunque lo stesso interrogativo: i soldi per pagare l’indennità da dove arrivano e dove stanno? Dal MEF, dovrebbero arrivare. E allora campa cavallo, soprattutto di questi tempi. Senza contare che saremmo di fronte ad una sorta di indennità “ad categoriam”, che tutti sanno essere impraticabile alle luce delle norme vigenti.
In ogni caso, tutte le soluzioni prospettate propongono lo stesso problema di partenza: difficile che venga riconosciuto ai dipendenti civili del MD un quantum economico aggiuntivo se non preceduto dal riconoscimento, per norma di legge, di una condizione d’impiego peculiare e particolare in quanto realizzata all’interno di un Ministero peculiare e particolare come quello della Difesa e in situazioni anch’esse peculiari e particolari (pensiamo all’area industriale, unica nel suo genere nel panorama delle PP.AA.).
Da qui la proposta da noi avanzata in riunione: una norma ad hoc che riconosca ai lavoratori civili della difesa la “peculiarità” dei loro compiti, funzioni e impiego in Difesa. Un percorso già sperimentato per il personale militare e che ha portato a quella norma (art. 19 L. 183/2010) che ora costituisce il riferimento primo per ogni iniziativa a favore del personale militare.
Se ottenessimo una norma analoga, ecco allora che tutte le soluzioni prospettate potrebbero essere perseguibili, partire dal fondo speciale a quella relativa al transito ex art. 3 – che continuiamo a ritenere comunque scarsamente praticabile per le ragioni anzidette – e (perché no?) anche quella relativa all’indennità funzionale proposta dai 3+1.Una proposta, la nostra, che formalizzeremo nei prossimi giorni, e che affidiamo, sin da subito, all’attenzione e all’iniziativa politica della Ministra nelle sedi opportune (Governo e Parlamento).
Sull’argomento, avremo modo di ritornare a breve
ASSUNZIONI.
Sono ben note ai colleghi la criticità presenti nel nostro Ministero, in particolare nell’area industriale ma non solo, legate alla gravi carenze di professionalità civili, in particolare tecniche.
Esiste un piano assunzionale per il 2019 (vedasi il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale (PTFP) di cui al Notiziario n. 83 del 30.08.2018, con i relativi problemi, per esempio le insufficienti n. 50 progressioni dall’area 1^ alla 2^), che è in attesa del via libera della FP con relativo DPCM; ci sono poi le 98 assunzioni tecniche 2019 (n. 88 assistenti e n. 10 funzionari), destinate all’area industriale e disposte dalla legge n. 145/2018, rispetto al quale ci è stata consegnato il prospetto con i profili e la loro distribuzione, ma solo per Regione e non per Ente, che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina.
Da parte nostra, abbiamo solo ribadito che l’unica soluzione per risolvere le criticità è l’accoglimento del “piano straordinario” proposto da PERSOCIV a F.P. a fine settembre per n. 1227 assunzioni straordinarie.
BANDO DI MOBILITA’.
La nostra è stata, ancora una volta, l’unica sigla che ha rappresentato la necessità di stringere i tempi per i necessari correttivi sui “gradi di scopertura” fissati per il bando del 23 gennaio u.s., e che la delegazione di parte pubblica ha chiarito essere stato comunque convenuti con le le OO.SS. presenti agli incontri di luglio. Per A.D., si dovrà prima attendere la conclusione dell’attuale bando e poi avviare i tavoli di confronto, e tutti zitti. Se va bene, si andrà al 2020…… Campa cavallo!
TRANSITO EX MILITARI.
Abbiamo riproposto l’urgenza di avviare un “tavolo tecnico di confronto che consenta un dettagliato punto di situazione in ordine alla precisa quantificazione, pre e post 2012, del personale transitato e alle prospettive di ordine generale legate alle attuali esistenze soprannumerarie anche alla luce delle riduzioni ex D.lgs. 8/2014 e alle novità introdotte dal riformulato art. 930 del COM relativamente ai VFP4, e che consenta inoltre di esaminare le non poche criticità legate ai transiti (attribuzione profili; mancata formazione; assegnazione sede; incarichi e impiego; etc. ) più volte segnalate ad A.D.”, come già rappresentato al Gabinetto con nostra nota del 26 febbraio u.s..
La risposta venuta dalla delegazione pubblica è che si sta studiando il problema e che, non appena acquisiti gli elementi necessari, si procederà a informare le Parti sindacali, ed eventualmente ad aprire ai confronti. Una risposta che non convince: sono anni che il problema è noto agli OO.PP. e a tutta l’Amministrazione. Cosa ci sarà da approfondire ancora? Si continua dunque nella melina, e sembra che il problema sia solo nostro…. Mah!
FORMAZIONE.
Abbiamo chiesto e ottenuto che l’Amministrazione informi le OO.SS., e anche rapidamente, sugli sviluppi operativi del “progetto formativo” messo a punto dal prof. Bonaccini e illustrato per grandi linee alle OO.SS. nella riunione del 26 ottobre u.s. (vds Notiziario n. 119/2018).
OPS.
Sull’affidamento della gestione ad associazioni di civili, posto da altre sigle, l’Amministrazione si è riservata l’ennesimo “approfondimento”. Attendiamo dunque, a noi interessa in primis la qualità dei servizi erogati.
La prossima riunione dovrebbe esserci il 2 aprile p.v., e speriamo con più polpa e finalmente sostanza.
Notiziario FLP DIFESA n. 30 del 21 marzo 2019 – Facendo seguito a quanto anticipato nei due precedenti Notiziari, il primo (Notiziario n. 27 del 12.03.20199) relativo all’incontro di pari data con la Ministra e il secondo (Notiziario n, 29 del 18.03.2019) che recava alcune considerazioni sulla proposta fatta da alcune sigle per l’attribuzione di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 29 del 18 marzo 2019 – Quando, nella primavera del 2017, insieme a CGIL FP e UIL PA, promuovemmo decine e decine di assemblee unitarie nei principali Enti del M.D. per illustrare ai lavoratori l’accordo del 5 aprile 2017, in alcune riunioni (poche, per la verità) ci fu richiesto il nostro […]
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