Nel pomeriggio di oggi, PERSOCIV ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 62108 di pari data con la quale fornisce in via anticipata importanti informazioni circa le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione della procedura selettiva che avverrà rigorosamente ed esclusivamente on-line, attraverso la specifica piattaforma che si sta testando proprio in questi giorni (la circolare della D.G. è anche pubblicata su questa pagina in allegato 1).
La circolare “introduttiva” della Direzione Generale anticipa dunque il vero e proprio “bando” che vedrà la luce lunedì 31 ottobre, e solo dopo la sua pubblicazione sarà possibile per i lavoratori civili interessati, in servizio alla stessa data, proporre le istanze di partecipazione alla procedura. I giorni a disposizione per la proposizione per via telematica delle predette domande – su apposito modulo differenziato in relazione all’area di appartenenza – saranno 15 (termine perentorio) a partire dalla data di pubblicazione del bando, come peraltro avvenuto per la prima tornata realizzata nel 2011.
A tal proposito, atteso che la procedura sarà telematica, consigliamo ai colleghi interessati di effettuare da subito la pre-registrazione (accreditamento) attraverso il sito “concorsi on line” (accessibile anche da qui, cliccare sul link), spazio “Registrati”, opzione “Registrazione senza Smart Card”, avendo a portata di mano un documento di riconoscimento valido e un cellulare, al quale perverrà in corso di registrazione un “PIN” per l’identificazione del profilo. L’opzione “Registrazione con Smart Card”, per il tramite della Carta Multiservizi Difesa (CMD), non risulta allo stato attiva.
Attraverso la procedura di registrazione, il lavoratore acquisirà le proprie credenziali (username e password) per poter accedere al proprio profilo e procedere poi a tutte le operazioni successive.
Non sono ammesse modalità di partecipazione alla procedura selettiva diverse da quella on line ; i lavoratori che non fossero nelle condizioni di assolvervi, potranno far capo all’Ufficio personale del proprio Ente, presentando l’allegato 1 alla circolare (“fac-simile autocertificazione”), che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che dovrà essere compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, e sarà poi l’Ufficio Personale a trasporlo in forma telematica.
Tutte le comunicazioni di carattere collettivo, e dunque d’interesse della generalità dei partecipanti, e con valore di notifica, verranno pubblicate sul sito di Persociv, sezione “Sviluppi economici 2016”; quelli di carattere personale verranno invece veicolate direttamente agli interessati anche attraverso messaggio email inviato alla casella di posta elettronica indicata al momento della registrazione.
Il numero di passaggi 2016 messi complessivamente a concorso sono, come oramai ben noto a tutti, 7.002, che rispetto al numero dei dipendenti in servizio alla data di pubblicazione del bando danno una copertura di poco superiore al 25%. Poca cosa, davvero, rispetto a quanto si sta realizzando in altre Amministrazioni, dove le percentuali di copertura sono ben superiori ( 67% MEF; 75% MISE; 40% nella stessa AID-Agenzia Industrie Difesa).
Una scelta incomprensibile, quasi suicida (tenuto conto che in F.P. sono allo studio norme che limiteranno al 20% il numero di passaggi alla fascia superiore), di cui portano interamente la responsabilità, da una parte CGIL-CISL-UIL che hanno giudicato “scandalosa” e“irricevibile” la nostra proposta di arrivare a 16.974 sviluppi economici (il 63% circa), tutti con decorrenza 1.1.2016 (si veda il loro comunicato del 6.07.2016), e dall’altra l’Amministrazione Difesa che dopo aver ben compreso l’utilità e la praticabilità di quella proposta, non ha tirato fuori gli attributi necessari per difenderla.
E poi ci dicono che A.D. è impegnata a far crescere il nostro trattamento economico: e dopo sei anni di blocco delle retribuzioni, si butta alle ortiche la possibilità di aumentare sin da quest’anno lo stipendio di altri 10.000 lavoratori? Mah!!!
Buona partecipazione alla procedura alle colleghe e ai colleghi che vi prenderanno parte.
La dr.ssa Corrado con il gen. Stano -Padova, Festa del personale civile , maggio 2016
Con una successione temporale che lascia un po’ pensare, nella fine mattinata di venerdì 15 u.s. abbiamo assistito: prima alla ricezione della mail di PERSOCIV che recava la scelta dei 7.002 passaggi per il 2016 e con essa l’abbandono definitivo dell’opzione a 16.974 da noi sollecitata; poi, subito dopo, alla pubblicazione sul sito della CGIL Difesa, ancora una volta bissato in quello della UIL Difesa, di un comunicato di replica al nostro Notiziario n. 85 del 12 luglio u.s. con il quale avevamo risposto al loro primo comunicato dell’8 luglio. Il nuovo comunicato di CGIl e UIL Difesa ripropone però, di nuovo, una rappresentazione fuorviante, opportunistica e assolutoria dei fatti e necessita pertanto di una nuova replica, che proponiamo per punti.
Il testo del comunicato di CGIL FP-CISL FP-UIL PA (N.B.: loro, non della Ministra o congiunto) del 14.12.2015, riportato all’inizio del nuovo scritto di CGIL-UIL Difesa, si riferisce alla riunione del 14.12.2015 tra Ministra e quelle Federazioni, di cui noi stessi avevamo riferito nel Notiziario n. 136/2015.Dunque vi è la conferma che c’è stata una riunione e non sottoscritto alcun protocollo. Noi avevamo parlato nel Notiziario n. 85 di un “protocollomai esistito (c’è stata solo una riunione di pochi minuti)”. Perché allora si grida allo scandalo? Dove sta l’offesa alla verità?
La nota del Gabinetto prot. n. 47764/2015, che qui ripubblichiamo in allegato 1, è indirizzata a tutte le OO.SS. nazionali e reca comunicazioni della Ministra “in merito ad alcune problematiche del personale civile, emerse nell’ambito delle interlocuzioni con le OO.SS. (talune in sede tecnica)”. Tutte, non solo CGIL-CISL-UIL! Il tentativo di attribuirsene tutti i meriti appare francamente goffo, come sanno bene tutti gli attori delle “interlocuzioni” avvenute in questi anni, e in primo luogo gli stessi componenti delle delegazioni di parte pubblica. Due esempi per tutti: l’anticipazione al 2016 e l’incremento della quota destinata al nostro FUA dei risparmi da riordini nasce da una precisa proposta di FLP DIFESA nella riunione con l’on. Rossi del 12.11.2015 u.s. (vds Notiziario n. 123 di pari data), subito colta favorevolmente dal Sottosegretario; in merito poi alla questione relativa alle funzioni del pers. civile, FLP DIFESA è andata avanti oltre un anno (sin dalla prima riunione con i Vertici politici del 17.04.2014, si veda il Notiziario n. 41 di pari data, e per molto dopo) a parlare in totale solitudine (si vedano i comunicati… ) della necessità aprire il confronto sul“Regolamento” ex D.Lgs. n. 8/2014, che era stato la grande conquista dei tavoli del luglio 2013, poi derubricato nel comunicato del 14.12.2014 a “protocollo” (non sfuggirà certo neanche a CGIL-UIL Difesa la diminutio, anche su questo sbagliamo?).
Ancor più goffo appare il tentativo di attribuirsi meriti e paternità del riavvio dei passaggi economici, nel contesto di una rappresentazione alquanto fantasiosa. Ci permettiamo di ricordare agli amici un po’ disattenti di CGIL e UIL Difesa che la nostra O.S. chiese con lettera del 15.01.2015 alla Ministra (che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) il tavolo negoziale per la seconda fase dei passaggi economici (vds. Notiziario n.8 del 19.01.2015), e che questa richiesta venne ribadita successivamente, in più occasioni e sedi. Passaggi che si sarebbero potuti fare anche con decorrenza 1.1.2015, se solo si fosse stati tutti più attenti al nodo relativo alla mancanza della determina del SSS che impediva la chiusura del CCNI, poi emanata a seguito della nostra diffida legale. Sul fatto poi che CGIL-CISL-UIL avrebbero il merito di aver “convinto” PERSOCIV a superare i 1.095 passaggi inizialmente previsti, è appena il caso di ricordare che quei numeri sono la risultante oggettiva dell’organico di fascia contenuto nel DM 19.11.2014, su cui non si levarono contestazioni, e che il loro superamento è ora affidato al nuovo DM sugli organici, oggi al vaglio della Corte dei Conti, che è stato da noi richiesto e sollecitato più volte. Solo con il nuovo DM, il numero dei passaggi potrà salire, non solo a 7.002 ma anche oltre, se lo si volesse. Ma non lo si vuole!
Non risponde a verità che FLP DIFESA abbia sottoscritto l’intesa programmatica contenuta nell’art. 16 dell’accordo FUA 2015. Come è noto, la nostra O.S. ha sì sottoscritto l’accordo 2015, ma in merito ai contenuti dell’intesa programmatica ex art. 16 ha assunto una posizione critica e differenziata, come è facilmente desumibile dalla lettura delle “Note a verbale” allegate, la prima all’ipotesi di accordo 1.03.2016 e la seconda al CCNI 21.06.2016, nelle quali si leggono le medesime considerazioni che sono alla base delle posizioni assunte dalla nostra O.S. nella trattativa 2016.
C’è un punto della nostra prima risposta del 12 u.s. (Notiziario n.85 di pari data), per il resto ampiamente vivisezionata, sulla quale gli amici di CGIL e UIL Difesa glissano platealmente, e riguarda la loro richiesta dei 7.002 passaggi 2016. Noi abbiamo ricordato (e ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3) il loro comunicato del 21.01.2016 che rende evidente come i 7002 passaggi nascano da una iniziale e precisa richiesta di CGIL-CISL-UIL Difesa, poi accolta dalla D.G. E’ così o non è così? Ovviamente è così, il comunicato del 21 gen. sta lì a dimostrarlo, anche perché non può essere smentito. La richiesta dei 7.002 passaggi è dunque loro, ma è indicativo che, sul punto, CGIL e UIL Difesa non dicano assolutamente nulla. Pensavamo che la rivendicassero con orgoglio quella loro richiesta, prendiamo atto invece che glissano. Inoltre, perché in AID si è andati ben oltre il numero dei bloccati 2010, e in Difesa non va bene?
Nella loro straordinaria ricostruzione, la “proposta” di PERSOCIV che prevedeva 16.974 passaggi nel 2016, inviata alle OO.SS. alla vigilia della riunione del 21 giugno, viene banalizzata come “soluzione teorica che non offre certezze sulla quantificazione delle risorse economiche, non si rivolge a tutti i lavoratori ma solo ad una parte di essi”. Soluzione teorica? La “proposta” è venuta direttamente dalla D.G., e se è stata mandata alle OO.SS. “per la discussione”, significa che ne era stata verificata la praticabilità. O no? Sarebbe ben strano che dalla D.G. pervenga una proposta su cui la stessa D.G. dissenta. L’affermazione poi che la proposta a 16.974 passaggi “non offre certezze sulla quantificazione delle risorse economiche” risulta un po’ strampalata: basta leggere infatti le carte inviate dalla D.G. per la riunione del 21 giugno (comma 2 dell’art. 10 e allegato 13, modificati), che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 4, e la quantificazione c’è tutta (€ 32.924.263,05, rispetto ad una dotazione iniziale FUA pari a 57.142.318 €.), ed è dunque ampiamente sostenibile. Risibile poi, per non dire altro, l’affermazione che la proposta a 16.974 si rivolge solo ad una parte di lavoratori. Certo, ma 7.002 passaggi costituiscono in tutta evidenza una parte ancora più piccola. La matematica non è un’opinione (pare). Se sono parziali 16.974 passaggi, comunque accompagnati da un impegno triennale per la seconda progressione per tutti come abbiamo sempre detto e scritto, ancora di più lo sono i 7.002.
Incomprensibile poi l’affermazione “perché accontentarci di 16.974 progressioni quando potremmo ottenerne 25.000?”. Ma perché, per farne 25.000 in tutto, bisogna per forza farne 7.002 quest’anno? Appare evidente che, con 16.974 passaggi quest’anno, i due terzi dell’obiettivo sarebbero già raggiunti, e il traguardo dei 25.000 sarebbe più a portata di mano e in minor tempo.
Come si vede, si tratta di ricostruzioni e affermazioni che fanno un po’ a pugni con la logica, e che rappresentano solo il tentativo di giustificare una scelta, quella dei 7.002 passaggi, che appare ingiustificabile e che sta registrando un dissenso, forte ed evidente, da parte della nostra gente. PERSOCIV, ad un certo punto, si era accorta dei limiti evidenti dell’opzione a 7.002 e aveva cercato, con la proposta a 16.974, di superarli. Ma la levata di scudi di CGIL-CISL-UIL l’ha fatta ritornare sui suoi passi, è chiaro…. Ci voleva un po’ più di coraggio, che evidentemente è mancato. Peccato davvero!
Con questo Notiziario, si chiude, per quanto ci riguarda, la polemica con CGIL UIL Difesa, innescata (lo si ricordi bene) solo dalle gratuite ed incredibili accuse di “sciacallaggio” a noi rivolte (quelle di “paladino”, contenuti nell’ultimo comunicato, ci fanno invece onore e non ci irretiscono affatto).
Ed ora, noi tutti ci prepariamo alla riunione del 20 p.v., e alle scelte sui passaggi 2016. Ciascuno si dovrà assumerà le sue responsabilità, e il tempo, come sempre, dirà chi ha visto meglio.
Re-invitiamo i colleghi a partecipare al nostro sondaggio sui passaggi 2016 che è accessibile da questa stessa pagina (vds in alto a sinistra).
Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 –
E partito in data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno, in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 1) in materia di passaggi economici e di premialità (performance individuale), presenta allo stato, a nostro avviso, non poche criticità, che abbiamo puntualmente rappresentato alla dr. Corrado.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA: le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.634.654,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 501.793 €, dovuta verosimilmente alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno rispetto al 2015 (abbiamo comunque richiesto la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA). Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 della bozza di ipotesi predisposta da PERSOCIV, che alleghiamo, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00), indennità di mobilità (€ 370.000) e PPL, turni e reperibilità (rispettivamente 3.158.260,00; 7.271.960,00 e 3.666.584,48). In merito a quest’ultima fattispecie (reperibilità), abbiano rappresentato l’esigenza, nella prospettiva realistica di una costante e progressiva riduzione dei FUS nei prossimi anni, di un rivisitazione di questo istituto, che ha rappresentato – come noto a tutti – l’impegno disatteso di questi anni del tavolo nazionale. Infine, la dotazione FUA per Agenzia Industrie Difesa, è quest’anno pari a € 2.305.386,16 € e corrisponde al solito 4% del totale somme FUA.
Ciò premesso, entriamo ora nella parte relativa alle novità del FUA 2016, che riguardano: passaggi e relativi criteri selettivi; la remunerazione della performance individuale; contrattazione locale sul FUS.
PASSAGGI ECONOMICI 2016
La bozza predisposta dalla D.G. prevede 7.002 passaggi complessivi con decorrenza 1.1.2016, con i contingenti di cui all’art. 10, e dunque con la riconferma in toto dell’ ”intesa programmatica” recepita all’art. 16 dell’ipotesi di accordo 2015, che ha visto allora il dissenso forte della nostra O.S. .
Come detto e ridetto più volte, e riproposto anche nella circostanza alla delegazione dell’AD, prevedere 7.002 rispetto ai 26.871 lavoratori del MD al 1.1.2015, significa assicurare il passaggio di fascia solo al 26,06 % dei lavoratori civili del MD a fronte di percentuali di copertura enormemente più robuste che si registrano in altre AA.CC. Davvero poca cosa i 7.002 passaggi di oggi rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 del M.D., quando la copertura è stata del 69,82% (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori allora presenti), e poca cosa anche rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle progressioni 2016: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti); Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti); Agenzia Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 67 % (6.390 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare, includendo anche AID (vds. Notiziario n. 63 del 18.05.2016). Perché non alzare i numeri, facendo in modo che, oltre ai 7.002, altre migliaia di lavoratori abbiano qualche migliaio di € in più in busta paga sin dal 1.1.2016 e non aspettare gli anni a venire? Ma non abbiamo in Difesa il problema legato al basso trattamento economico dei civili? Ed ora, che si presenta l’occasione, perché ne impediamo la crescita sin da quest’anno per molti più lavoratori, dopo i 6 anni di duro blocco?
Qualcuno dice che i 7002 passaggi sono destinati ai colleghi che nel 2010 sono rimasti fermi al palo. Intento lodevolissimo e condivisibilissimo, lo abbiamo detto in più circostanze. Ci chiediamo però: siamo sicuri che, con i criteri di cui all’allegato 12, l’obiettivo venga centrato in pieno? Noi non ne siamo affatto convinti, e lo abbiamo detto alla dr. Corrado, anzi pensiamo che con quei criteri si possa raggiungere invece un risultato ben diverso: che molti di quelli che sono rimasti al palo nel 2010 lo siano anche nel 2016, e viceversa che molti di quelli che nel 2010 hanno avuto il passaggio di fascia ne ri-beneficino anche nel 2016. Una iattura possibile e indigesta, che potrebbe starci dentro i criteri proposti da PERSOCIV: anzianità nei ruoli civili e di fascia, ancorchè rimodulate e con maggior peso rispetto al 2010, hanno un peso di max 33 punti, mentre il combinato disposto tra titoli, incarichi e idoneità porta a 42 punti, e dunque è possibilissimo che si riproponga la situazione del 2010, quando titoli, incarichi e idoneità hanno fatto la differenza.
Certo, si potrebbe agire alzando di più il peso dell’ anzianità nei ruoli civili e di fascia, soprattutto quest’ultima, come previsto dall’accordo sui passaggi 2016 del MEF che abbiamo segnalato alla dr.ssa Corrado (1,5 punti per ciascun anno di permanenza nella fascia retributiva d’appartenenza), e si potrebbe parimenti ridurre/eliminare il peso di incarichi, titoli (già dimezzato rispetto al 2010) e idoneità (già ridotto rispetto al 2010 essendo riferito solo a idoneità per posizioni di inquadramento superiore, non esistendo tecnicamente l’idoneità per i passaggi interni, infatti nell’accordo MEF si parla di “riqualificazioni”). E si potrebbe azzerare del tutto il peso (max 25 punti) legato alla valutazione della prestazione resa, come noi abbiamo chiesto espressamente, atteso che i criteri selettivi di cui all’art. 18 CCNL 2006/2009 nulla prevedono al riguardo. Ma l’obiettivo di assicurare a tutti i 7.000 non transitati nel 2010 il passaggio di fascia 2016 non sarebbe neanche in tal caso certo, visto anche quanto prevede il comma 7 dell’art. 18 sopra richiamato (“i criteri… sono equamente valutati…. e tra loro combinati e ponderari in modo da evitare la prevalenza dell’uno sull’altro” e più oltre “evitare di considerare la mera anzianità di servizio”, il che potrebbe anche portare alla non certificazione dell’ipotesi di accordo arrivando alla fine fuori tempo massimo per la realizzazione dei passaggi economici 2016.
C’è un modo per evitare questo rischio e assicurare il passaggio ec. 2016 a tutti i 7000 esclusi dalla fascia superiore nel 2010? C’è, a nostro avviso, ed è quello di alzare corposamente il numero dei passaggi 2016, il che, anche in presenza di criteri più o meno vicini a quelli proposti da PERSOCIV (ma qualche correttivo andrebbe comunque introdotto: perché escludere dagli incarichi i contabili agli assegni?) ridurrebbe praticamente allo zero il rischio di una nuova esclusione nel 2016 dei colleghi esclusi del 2010.
Su questa base, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado l’accorpamento del numero di passaggi 2016 (n. 7.002) con quello previsto per il 2017 di cui all’art. 19 della bozza di PERSOCIV (n. 9.972) per un complessivo di n. 16.974 passaggi cui dare a tutti decorrenza 1.1.2016, alzando cosi la percentuale di copertura, che arriverebbe dunque al 63% (63 lavoratori del MD su cento accederebbero alla fascia superiore, e dunque più vicino alle percentuali di altre AA.CC.) e assicurerebbe anche ad altri 9.972 lavoratori un migliaio di euro in più sin dal 1.1.2016. E’ questa, ragionevole e ragionata, la nostra proposta.
REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE
Dal 1.01.2016, come noto, è entrato in vigore il “sistema di misurazione e valutazione della performance” di cui alla Direttiva della Ministra del 10.11.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2, rispetto alla quale, com’è altrettanto noto, pende di fronte al TAR Lazio il ricorso promosso da FLP DIFESA, e solo da FLP DIFESA (altre sigle producono dossier, denunciano criticità e chiedono tavoli, ma poi sul concreto accettano il sistema di valutazione voluto da Brunetta, che è a nostro avviso del tutto ingestibile nelle condizioni date del Ministero Difesa). Il primo effetto della performance è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs brunettiano n. 150/2009, e pertanto la bozza predisposta da PERSOCIV prevede che le risorse che residuano dagli accantonamenti di cui abbiamo già detto (P.O; passaggi ec.; turni; etc.), per la precisione 24.082.282,30 €, vadano suddivise al 50% tra remunerazione della performance e destinazione al FUS. Con il risultato che la quota pro capite del FUS, già ridotta per effetto del finanziamento dei passaggi, passerà dalle 1079,09 € del 2015 alle 337,68 lordo lav. del 2016 (attenzione: il dato finale riportato nel prospetto allegato 13 della bozza della D.G. si riferisce alla quota pro capite FUS + performance). Ovvia e consequenziale, da parte di chi come noi contesta alla radice il sistema di valutazione, la proposta di ridurre ai minimi termini l’accantonamento per la performance (azzerarlo non si po’, purtroppo, in base alle norme vigenti).
C’è però un altro problema: la predetta direttiva, passata di fatto senza grandi contestazioni sul fronte sindacale a parte FLP DIFESA, prevede (pg 2, primo capoverso) che il sistema di valutazione adottato per la performance individuale sia operante anche per il trattamento “correlato ad eventuali obiettivi aggiuntivi conseguiti mediante specifici progetti”, e dunque per la distribuzione del FUS. Questa indicazione viene tradotta, nella bozza di PERSOCIV, art.14, nella previsione che “il titolare dell’Ente procede alla distribuzione del FUS secondo i punteggi e nelle misure previste dall’art.12”, che è a sua volta figlio di quanto previsto dall’allegato C della Direttiva del 10.11.2015. Dunque, sarà il titolare dell’Ente a distribuire le risorse per i progetti locali (FUS) dopo quelle per la remunerazione della performance. La conseguenza automatica è che verrà di fatto cancellata la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS: cosa andranno a fare le OO.SS terr e le RSU, se i criteri di distribuzione sono predeterminati a monte e gestiti solamente dal Dirigente? Nel proporre queste considerazioni alla dr.ssa Corrado, che ci ha detto di comprendere il problema ma di essere in un qualche modo vincolata alle previsioni sopra richiamate della Direttiva, abbiamo provocatoriamente detto che, stando così le cose, la cosa più coerente sarebbe quella di dichiarare morta e sepolta la contrattazione locale sul FUS, evitando di perdere tempo e risorse. Lo abbiamo detto ovviamente in forma provocatoria, perché riteniamo che una O.S. seria non possa in alcun modo accettare questo stato di cose che porta dritto all’azzeramento del ruolo del Sindacato in materia di distribuzione del fondo di produttività. Noi siamo convinti che non solo noi di FLP DIFESA, ma anche tutto il resto del tavolo sindacale, non possa certo mettere una firma su un testo di accordo che annienta il ruolo delle Parte sociali a livello locale. Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 reca il “ricoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”. Il problema, lo ripetiamo, sta nella Direttiva sulla performance, che è passata praticamente senza colpo ferire a parte il contrasto posto in essere da FLP Difesa. Occorre dunque una forte iniziativa, primariamente politica ma anche tecnica per trovare una soluzione adeguata, al fine di recupere pienamente ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali. Lo faremo!
Per completare il quadro sul FUA 2016, aggiungiamo che abbiamo espresso forte dissenso in merito alla previsione dell’art. 1, comma 1, dell’allegato 11 (“fondo trattamento economico di trasferimento”) che alza da 30 a 50 KM la distanza minima utile a percepire l’indennità di mobilità, in caso di reimpiego post riordini dell’AD. Un dissenso motivato anche dal fatto che non riteniamo la norma sulla mobilità d’ufficio entro i 50 KM introdotta dal DL 90/2014 applicabile a questo nostro istituto, che, non dimentichiamolo, serve a ridurre il disagio del trasferimento e dunque è strategico per i reimpieghi. Prossima riunione il 6 di luglio: considerati i tempi stretti e i problemi, non andiamo un po’ in là?
ACCORDO FUA 2015
Come preannunciato nel nostro Notiziario n. 72 del 14 giugno u.s., abbiamo sottoscritto in data odierna l’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2015 (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3), certificato con rilievi da FP e MEF (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4), che ha portato ad alcune leggere modifiche (espunto il comma 1 dell’art. 13 dell’Ipotesi sottoscritta il 1 marzo u.s., si veda il Notiziario n. 25 di pari data) ma anche alla riduzione imposta dal MEF, peraltro senza fornire alcuna motivazione alla stessa nostra D.G., della dotazione FUA 2015 per un importo pari a € 828.540, che ha conseguentemente ridotto la quota pro capite di FUS (da 1101,20 € a 1079,09 €, lordo lavoratore).
La sottoscrizione dell’accordo 2015, necessaria per poter procedere alla distribuzione delle risorse, è stata accompagnata dalla presentazione di una nota a verbale della nostra O.S. che qui pubblichiamo in allegato 5, nella quale, oltre a riproporre la nostra posizione di dissenso sui passaggi 2016, segnaliamo l’inaccettabilità del taglio del FUA imposto dal MEF, rispetto al quale interverremo presso il nostro Vertice politico.
La Ministra e Sottosegretario all’esibizione delle Frecce Tricolori a Rivolto a settembre scorso
E’ in via di notifica alla Ministra della Difesa R. Pinotti e al Sottosegretario delegato D. Rossi l’atto predisposto dal nostro legale con il quale, visto che siamo oramai arrivati a fine anno, la nostra O.S. diffida Ministra e Sottosegretario “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione della direttiva relativa al sistema di valutazione per la distribuzione del FUS, atto preliminare alla definizione dell’accordo nazionale, in conseguenza del quale, da una parte, si potrà dar corso all’avvio delle progressioni economiche interne alle aree di cui all’articolo 10 della bozza di ipotesi di accordo per il 2015 predisposta da PERSOCIV e, dall’altra, procedere alla definizione degli accordi locali per la erogazione della retribuzione incentivante a valere sulle risorse del FUS per il corrente anno 2015, al fine di consentire lo svolgimento della autonomia negoziale e di procedere, di conserva, alla erogazione dei compensi accessori, legati alle progressioni ed alla produttività”. Vedremo dunque, ora, se la determina mancante vedrà finalmente la luce.
Riprendiamo i fili di una vicenda preoccupante e anche pericolosa, che dimostra la disattenzione del Vertice politico verso le questioni che riguardano i civili. Come è maturata questa incredibile situazione?
Sino al 2014, i criteri per la distribuzione del FUA/FUS apparivano sostanzialmente consolidati, e conseguentemente consolidati erano anche i percorsi locali per la messa a punto dei progetti di produttività, la loro realizzazione e la valutazione dell’’apporto partecipativo del dipendente. Il modello è entrato in crisi a fine 2014 a seguito del rilievo mosso dalla F.P. in sede di certificazione dell’accordo FUA 2014 con la nota n. 50850 del 13.12.2014, con la quale F.P. ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA. Eravamo a fine 2014, e dunque del tutto giustificata era apparsa la “soluzione ponte”, poi concretizzatasi nella determina del Sottosegretario Rossi datata 13.02.2015, che recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) previsto dagli accordi FUA precedenti, nelle more dell’ ”aggiornamento in corso del sistema di valutazione della performance individuale”. Da allora sono passati più di dieci mesi, e nel frattempo l’A.D.: da una parte non ha varato il nuovo sistema di valutazione (quello recentemente pubblicato entrerà in vigore dal 1.1.2016, per il 2015 permane ancora la sospensione del 2012) e, dall’altra, non ha prodotto alcuna iniziativa tesa a fissare, anche solo in via provvisoria, il sistema di valutazione per il FUS 2015. Con questo straordinario risultato: che, a meno di 25 giorni dalla fine dell’anno, comprensivi del periodo natalizio, i Dirigenti degli Enti del MD non conoscono ancora i criteri con i quali dovranno valutare l’apporto partecipativo del dipendente ai progetti locali e i lavoratori non sanno ancora con quali criteri verranno valutati, e, cosa ancor ben più importante, il buco sul sistema valutativo 2015 non consente la chiusura dell’accordo nazionale che è la precondizione per l’avvio delle progressioni interne, le cui ipotesi di accordo in altre Amministrazioni (per esempio, nel Ministero dei Beni Culturali) sono già siglate. Una inadempienza grave, gravida di possibili problemi in prospettiva (ci sono molti Enti che ancora non hanno convocato OO.SS./RSU per i progetti, PERSOCIV in primis), che peraltro lede anche l’autonomia negoziale delle Parti sociali e, sul fronte “progressioni”, determina uno stato di dannoso ritardo nell’avvio della procedura.
Da mesi denunciavamo questo incredibile stato di cose, ma invano: il Sottosegretario non ha mantenuto gli impegni con noi assunti (vds. Notiziario n. 112 del 14.10.2015) e nessun riscontro è sinora pervenuto alla nostra nota del 3.11.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2). Comportamenti davvero incomprensibili da parte del Vertice politico, viste anche le ripetute sollecitazioni al riguardo venute dagli OO.PP., rimaste anch’esse lettera morta. Disattenzioni gravi e potenzialmente pericolose, come capita sempre più spesso sulle questioni civili.
Da qui la nostra diffida, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori. Ed ora vediamo un po’ cosa succederà.
Notiziario n. 119 del 14 ottobre 2016 – Nel pomeriggio di oggi, PERSOCIV ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 62108 di pari data con la quale fornisce in via anticipata importanti informazioni circa le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione della procedura selettiva che avverrà rigorosamente ed […]
Notiziario n. 87 del 18 luglio 2016 – Con una successione temporale che lascia un po’ pensare, nella fine mattinata di venerdì 15 u.s. abbiamo assistito: prima alla ricezione della mail di PERSOCIV che recava la scelta dei 7.002 passaggi per il 2016 e con essa l’abbandono definitivo dell’opzione a 16.974 da noi sollecitata; poi, subito […]
Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 – E partito in data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno, in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e […]
Notiziario n. 130 del 4 dicembre 2015 – E’ in via di notifica alla Ministra della Difesa R. Pinotti e al Sottosegretario delegato D. Rossi l’atto predisposto dal nostro legale con il quale, visto che siamo oramai arrivati a fine anno, la nostra O.S. diffida Ministra e Sottosegretario “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione […]