La Corte dei Conti ha debitamente registrato in data 29 lug. u.s. al n. 1429, il Decreto Ministeriale (DM) datato 29.06.2016 che reca la nuova ripartizione, per Organo Programmatore (OP) e per Regione, degli organici civili, nonché dei professori e dei ricercatori, del M.D., già fissate dal DPCM 22.01.2013, con contestuale abrogazione del precedente DM 19.11.2014. (su questa stessa pagina pubblichiamo: in allegato 1 il DM 29.06.2016 con relative tabelle; in allegato 2, il DM 19.11.2014; infine, in allegato 3, il DPCM 22.01.2013 articolato per tabelle).
Come si ricorderà, il predetto DPCM ha recepito i nuovi organici del Ministero Difesa, in applicazione dell’art. 2, comma 1, del DL 95/2012 (spending review Monti), ed ha così fissato le nuove dotazioni civili rispetto alla precedenti fissate dal D.L. n. 138/2011: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori. Invece, la nuova dotazione organica dei dirigenti è pari a n. 117 (erano n. 133).
Così determinati i nuovi organici per area professionale della Difesa, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 è consistita nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione) delle dotazioni in esso indicate, e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono il M.D. (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.), e dunque per O.P. Una operazione, questa, che ebbe una gestazione di oltre due anni da parte di AD e che si concretizzò poi nel DM 19.11.2014, con non poche critiche da parte di FLP DIFESA che riteneva che le scelte di ripartizione avrebbero determinato ““una condizione di evidente rigidità nel sistema, con pericolose ricadute” sotto diversi aspetti, e propose “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale” (riunione del 24.06.2014, vds. Notiziario n. 69 di pari data), che però non sortì allora alcun effetto positivo e dunque il DM vide la luce con quella ripartizione.
Tra le rigidità introdotte con il DM 14.11.2014, la più pesante risultava certamente la presenza dell’organico di fascia retributiva, che avrebbe limitato fortemente il numero dei passaggi economici interni alle aree, i cui numeri non avrebbero potuto eccedere i limiti di capienza di ciascuna fascia. E infatti, la previsione iniziale di A.D. era di appena 1.095 passaggi ( n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^), e traeva origine dalle disponibilità di fascia risultanti dal differenziale tra organici di fascia e presenze effettive. Un problema notevole, che andava risolto urgentemente per poter incrementare i passaggi. Alla soluzione da noi proposta di attribuire all’organico di fascia un valore solo ricognitorio (vds. Notiziario n. 134 del 15.12.2015), A.D. preferì quella di predisporre un nuovo DM in sostituzione di quello vigente, soluzione questa facilitata dal fatto che i ritardi nell’emanazione della determina sul FUS 2015, che vide la luce solo il 4.12.2015 dopo la diffida legale della nostra O.S. (vds. News FLP DIFESA del 7.12.2015), hanno impedito la chiusura della trattativa FUA 2015 entro il corso dell’anno e conseguente rinviato i passaggi economici all’anno 2016.
Il DM 29.06.2016 con i nuovi organici civili della Difesa, che dovrà essere ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficale, ripropone quasi in toto l’impianto e le scelte del DM 14.11.2014, e dunque riconferma le attribuzioni ai singoli O.P., con solo qualche piccolo aggiustamento interno. Modifiche modeste anche nella distribuzione regionale: -10 posizioni in Lombardia; -8 in Puglia; -5 in Sardegna; -2 Veneto; -1 Umbria; +5 in Campania; + 8 nel Lazio; + 8 in Toscana. Dunque, la distribuzione per Regione e O.P. è rimasta sostanzialmente invariata, l’unica vera novità risultando la cancellazione dell’organico di fascia utile a far crescere il numero dei passaggi interni.
Sappiamo però bene che, pur avendo operato la rimozione di questo ostacolo, i passaggi economici previsti per l’anno in corso sono solo 7.002, avendo Amministrazione Difesa e CGIL-CISL-UIL Difesa deliberatamente lasciato a terra altri 10.000 lavoratori che avrebbero potuto beneficiare dell’avanzamento di fascia già da quest’anno.
Una scelta incomprensibile e dannosa, il cui peso, attuale e futuro, ricade e ricadrà tutto sulle spalle di chi l’ha promossa e perseguita. Al riguardo, siamo curiosi di ascoltare l’opinione del Sottosegretario Rossi nella riunione già programmata per il 9 settembre p.v..
Ultima notizia al volo: il gen. dei Carabinieri Salvatore Luongo sarà il nuovo capo Capo Ufficio Legislativo del MD. Auguri!
Si è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un numero di passaggi economici decisamente insufficienti, la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse, e con la prepotente entrata in scena della valutazione della performance individuale, sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più, per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, che appare decisamente sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!). Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà nella categoria che per i lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.
A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, che da quanto ci risulta potrebbero essere sottoscritti, oltre che da CGIL-CISL-UIL, anche da sigle che solo qualche giorno diffondevano via FB dubbi sulle nostre scelte e da altre che giudicavano “irresponsabili” i fautori di modifiche dell’accordo (anche sui 12.000 passaggi 2017) ora bellamente fatte proprie, non potrà che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente, di non sottoscrivere la predetta ipotesi di accordo. Una scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutte le ipotesi di accordo FUA degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno altrettanto responsabilmente ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.
Come si ricorderà, la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica” di cui all’art. 16 dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002 passaggi economici 2016 espressamente richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del 21.01.2016 e seduta stante graziosamente accolti dalla dr.ssa Corrado (la richiesta era di 7.000 passaggi 2016; la risposta è stata di….7.002: no comment per carità di patria).
In tutte le successive riunioni (8 luglio-vds. Notiziario n. 86; 20 luglio, vds Notiziario n. 89; 27 luglio, vds Notiziario n. 91) abbiamo sempre cercato di evidenziare il danno enorme che sarebbe stato arrecato ai lavoratori, dopo sei anni di blocco delle retribuzioni e in un momento in cui l’orizzonte dei conti pubblici tornava a preoccupare, da una scelta così al ribasso che, nel confronto con le altre AA.CC. e anche con Agenzia Industrie Difesa, faceva del nostro Ministero il fanalino di coda. Abbiamo davvero confidato nel ravvedimento operoso di AD, che ad un certo punto ha fatto propria la nostra proposta sui 16.974 passaggi per il 2016, rimangiandosela però solo un minuto dopo sotto i colpi poderosi inferti dalle scandalizzate CGIL-CISL-UIL Difesa: quando si dice la tenacia nelle proprie scelte! Ma quella proposta ha lasciato anche in CGIL, CISL e UIL Difesa segni evidentissimi, sviluppandone le forti contraddizioni al loro interno, tuttora presenti, e obbligandole ad azioni separate, che oggi forse si ricompongono nella rivendicazione del grande risultato raggiunto (sic) e nella celebrazione dell’agognato traguardo (boh).
La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura, la prima legata alla cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS e la seconda all’avvento poderoso su FUS e passaggi economici della performance individuale. Avanti tutta! Ne vedremo i grandi risultati a breve!
Con riserva di ulteriori riflessioni al riguardo, pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina la nota a verbale presentata oggi.
INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A PARTECIPARE AL NOSTRO SONDAGGIO
SULLE SCELTE DELL’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2016
CHE E’ PUBBLICATO NELLA PARTE ALTA DELLA HOME DEL SITO
Notiziario n. 91 del 27 luglio 2016 –
La trattativa sul FUA 2016, giunta oggi al suo quarto appuntamento, si è virtualmente conclusa con alcune novità rispetto alla terza bozza predisposta da PERSOCIV, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e 2, novità che proviamo così a sintetizzare:
art. 5: come da noi richiesto, le somme per i turni torneranno ad essere quelle del 2015, mentre quelle per la reperibilità subiranno un taglio (10%); proposto da AD l’ennesimo (ed ancora inconcludente?) tavolo tecnico per Turni/Reperibilità/P.O. 2017;
art.10: confermati (purtroppo) i 7.002 passaggi economici con decorrenza 1.1.2016, potrebbero però essere cancellati i numeri dei passaggi apicali (n. 10 da F6 a F7 in area 3^ e n. 30 da f5 a F6 in area 2^) e redistribuiti all’interno dei passaggi relativi alle fasce sottostanti;
art.11: la D.G. si è impegnata a riesaminare ancora la nostra proposta di modificare le percentuali di ripartizione delle somme destinate alle Sedi: 10% (era il 20 nella terza bozza, nella prima addirittura il 50% ) alla remunerazione della performanceindividuale e 90% al Fondo di Sede;
art.12: la D.G. sta valutando la possibilità di accorpare in tre fasce di punteggi (O-40; 41-70; 71-100) le cinque fasce previste dalla Direttiva 10.11.2015, rispetto alla quale abbiamo espresso qualche dubbio sulla sua reale praticabilità tecnica e per questo riproposto la nostra richiesta precedente di portare le percentuali di remunerazione della performance delle fasce intermedie rispettivamente a 70/80/90%;
art.14: la D.G. ha accolto la nostra richiesta di cancellare i commi 2 e 3 delle precedenti bozze, che sancivano di fatto la cancellazione della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, riformulandoli in un unico comma teso a dare significato e sostanza ai tavoli locali e a fissare lo specifico del confronto negoziale con il Dirigente per l’attribuzione del FUS, atteso che i criteri di distribuzione delle somme non potranno purtroppo che essere quelli fissati dalla Direttiva 10.11.2015;
art.19:l’A.D. parrebbe orientata ad alzare significativamente (oltre il 20%) i numeri dei passaggi economici con decorrenza 1.1.2017, che dai previsti 9.972 potrebbero salire a circa 12.000. Una novità importante, che nasce verosimilmente dalla presa d’atto di un problema, quello legato ai pochi numeri dei passaggi 2016 (7.002) da noi ripetutamente sollevato sin dalla firma dell’ipotesi di accordo 2015, e che evidentemente si cerca ora di controbilanciare aumentando quelli del 2017. Continuiamo ad essere convinti, per i motivi già detti, che la scelta migliore era quella da noi sollecitata e poi tradotta dalla D.G. nella “proposta” dei 16.974 passaggi dal 1.1.2016, che aveva raccolto peraltro il consenso della stragrande maggioranza dei lavoratori, ma che l’alzata di scudi di alcune sigle (“proposta scandalosa”) ha evidentemente bloccato sul nascere. Certo, ci sarebbe voluto un po’ più di coraggio da parte di A.D., che nella circostanza è mancato, ma come diceva Manzoni “il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare”. Apprezziamo comunque la correzione di rotta, ancorchè minima, che pensiamo sia anche frutto della nostra iniziativa e conseguenza della forte azione di contrasto che abbiamo portato avanti in queste settimane anche nei confronti delle sigle che hanno proposto i 7.002 passaggi 2016, tra le quali qualche problema si è evidentemente generato: è anche da qui che nasce l’idea dei 12.000 passaggi nel 2017. Abbiamo infine riproposto la necessità di un impegno triennale, che ricomprenda dunque anche il 2018.
alleg. 12: la verifica preventiva operata dalla D.G. presso la F.P. imporrà il recupero della valutazione individuale, quasi certamente però solo con riferimento al 2015, quale terza gamba dei criteri per le graduatorie, in un rapporto ponderato con gli altri due (esperienza professionale maturata e titoli di studio). Riconfermate alla delegazione dell’AD le nostre perplessità al riguardo.
Queste le novità della riunione odierna. Attendiamo ora il testo definitivo di ipotesi di accordo che la D.G. si è impegnata ad inviarci entro venerdì p.v. e che renderemo subito noto attraverso il nostro sito, che sarà poi sottoposto alla firma delle Parti nella riunione già fissata per il 2 agosto p.v.
La dr.ssa Anita Corrado, Direttore di PERSOCIV e delegata dal Ministro alla contrattazione nazionale, ci ha fatto pervenire poco fa una mail con il nuovo testo – completo dei relativi allegati – dell’ ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016 , accompagnandola con la seguente testuale comunicazione:
“L’Amministrazione Difesa ha preso atto degli esiti del secondo incontro, avvenuto il 6 luglio 2016, nell’ambito della trattativa per la definizione dell’accordo integrativo di amministrazione sul FUA per l’anno 2016 e ha predisposto un nuovo testo della piattaforma, recependo, nei limiti del possibile, le osservazioni e le richieste formulate dalle OOSS.
L’Amministrazione Difesa ha sempre voluto dare corso, nel rispetto reciproco dei ruoli, all’intesa programmatica sugli sviluppi economici da realizzare nel 2016, raggiunta in sede di sottoscrizione definitiva dell’accordo integrativo di amministrazione sulla distribuzione del FUA per l’anno 2015 (art. 16), e il contestuale impegno a proseguire nel 2017 il percorso di crescita professionale dei dipendenti (nota congiunta all’accordo).
L’Amministrazione ha esaminato le proposte delle OO.SS. di verifica della possibilità di effettuare già nel 2016 un programma di sviluppi economici che interessi il maggior numero possibile di lavoratori. Le stesse, tuttavia, da un lato incontrano il limite invalicabile dell’incompatibilità finanziaria, dall’altro, in caso di coinvolgimento di un numero comunque molto elevato di dipendenti, creerebbero, nell’immediato, uno squilibrio nell’impiego delle risorse del FUA, in quanto i dipendenti che non accedessero agli sviluppi economici parteciperebbero alla distribuzione di una quota limitata di risorse del fondo.
L’Amministrazione ritiene, pertanto, che la trattativa debba proseguire sulla base dell’impegno a realizzare per l’anno 2016 un numero di sviluppi economici pari a 7.002 unità e a proseguire nel 2017 il programma di crescita economica e professionale dei dipendenti e confida in una sua rapida conclusione. Quest’ultima è, infatti, presupposto indispensabile per la realizzazione tempestiva degli sviluppi economici, per i quali condizione critica di successo è la definizione delle graduatorie entro il 2016.
Facendo seguito quindi agli accordi intercorsi, si trasmette, in allegato, la convocazione relativa al giorno 20 Luglio 2016 avente all’ordine del giorno il Fondo Unico di Amministrazione 2016.
Si coglie altresì l’occasione per trasmettere, in annesso, documentazione utile allo svolgersi del predetto incontro.
Cordiali saluti. Dr.ssa Anita CORRADO”
In merito ai contenuti della comunicazione, prendiamo atto che la dr.ssa Corrado si dichiari da sempre convinta della scelta dei 7.002 passaggi nel 2016; francamente, con l’invio alle OO.SS., alla vigilia della riunione del 6 luglio u.s., dello sviluppo dell’ipotesi sui 16.794 passaggi da realizzare tutti nel 2016, era sembrato un pò diverso, come le stesse CGIL-CISL-UIL avevano fatto notare nel loro comunicato del 6 luglio 2016 parlando espressamente di una “proposta” diversa (oltre che “scandalosa”) , e come avevano interpretato peraltro tutti i soggetti comunque interessati, a partire dagli stessi lavoratori civili, che avevano giudicato la “proposta” dei 16.974 passaggiin modo altamente positivo (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, oltre l’80% dei partecipanti condivide l’ipotesi a 16.974).
Interessanti poi le motivazioni fornite: la scelta dei 7.002 si giustificherebbe con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance individuale e progetti locali. Ci chiediamo allora: e nel 2017, quando comunque i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 16.974, allora questo problema non si porrà più, magari di fronte ad Fondo meno dotato di quello del 2016? Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti? Boh…..
Bene, nell’informare doverosamente i lavoratori di questi ulteriori sviluppi della vicenda, rinviamo le nostre valutazioni di dettaglio al tavolo di confronto nazionale del 20 p.v., di cui forniremo un ampio resoconto e daremo ovviamente ampia informazione ai lavoratori.
Una cosa perciò ci sentiamo di dirla sin da subito: che questa vicenda è stata gestita male, molto male, e che ancora una volta l’Amministrazione si è comportata nei confronti dei propri dipendenti civili in modo sconfortante e sconcertante. E questo comportamento pone, indiscutibilmente, un problema politico grande quanto una casa.
Quarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv, per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine.
In apertura, il Direttore Generale di Persociv che ha presieduto la riunione ci ha comunicato che l’Ispettorato Generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (IGOP) ha fatto presente alla D.G. per le vie brevi l’improponibilità di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2015, atteso che il relativo accordo non è stato sottoscritto entro lo stesso anno 2015, e che pertanto non avrebbe certificato alcuna ipotesi di accordo sottoscritta nel 2016 recante il finanziamento di passaggi economici con decorrenza 1.1.2015. Nel merito della posizione IGOP, è ben vero che c’è un precedente al riguardo (la tornata di passaggi con decorrenza 1.1.2010 è stata avviata con ipotesi di accordo A.D.-OO.SS. sottoscritto in data 4.11.2010), ma è anche vero che non se ne comprende il fondamento normativo (le finalità appaiono invece ben chiare: lasciare le risorse ancora per un anno nel FUA). A nostro giudizio, però, e lo abbiamo detto al tavolo, questa interpretazione restrittiva di IGOP, che in altre Amministrazioni è stata contestata dal fronte sindacale, può paradossalmente farci comodo in questa circostanza, facendoci uscire dalle secche nelle quali siamo scivolati a seguito delle improvvide scelte (da noi allora contestate) che l’AD ha operato nella messa a punto del DM 19.11.2014 sulle ripartizione degli organici attribuiti dal DPCM 22.01.2013.
Si deve infatti ricordare che quel DM fissa anche gli organici ripartiti per fasce retributive, che pertanto verrebbero a costituire un punto di riferimento obbligato per la determinazione del numero dei passaggi, che andrebbero fissati sulla base della differenza tra organici di fascia e presenze effettive ricomprendendosi nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. Questo anche in ragione del fatto che l’Amministrazione non ha inteso recepire la proposta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 112 di pari data) e solo della nostra O.S., di “attribuire una connotazione meramente ricognitoria ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014” . Con i numeri del 2015, allora, l’approdo finale sarebbero i 1.095 passaggi previsti dalla bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’A.D. che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1, che FLP DIFESA ha sin da subito (si veda il Notiziario n. 105 del 29 set. 2015) giudicato comunque irricevibili anche in relazione alle attese dei colleghi, tenuto conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010) ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014). Dunque, gran parte dei lavoratori oggi verrebbero esclusi dai passaggi economici, dovendosi rispettare quei limiti numerici. Meglio allora star fermi un giro.
Abbiamo però proposto che, all’interno dell’ipotesi di accordo FUA 2015 o anche con accordo separato, le Parti si impegnino ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi e che l’AD si impegni, espressamente e preliminarmente, a modificare il DM 19.11.2014, ridefinendo la ripartizione degli organici in termini meno vincolanti e comunque senza alcun riferimento alle fasce retributive, come hanno intelligentemente fatto altre AA.CC. Per esempio il MIUR (si veda il DM che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2), che ha ripartito i propri organici solo su base regionale, consentendo così che in quella Amministrazione sia già stata sottoscritta una ipotesi di accordo che, rispetto alle 5.978 posizioni in organico, prevede n. 2328 passaggi (il 38%). Con il DM attualmente vigente, invece, la percentuale nel MD sarebbe stata ben diversa (il 3,9 %, 1095 passaggi rispetto ai 27.894 in organico).
Ecco perché ci vuole subito un nuovo DM sugli organici del MD. Su questo tipo d’impostazione, la delegazione di parte pubblica si è dichiarata d’accordo. Proprio per questo, possiamo considerare sostanzialmente chiusa la trattativa sul FUA 2015, con lo stralcio dell’art. 10 della bozza predisposta dall’AD qui pubblicata (passaggi 2015) e l’inserimento degli impegni di cui sopra sui passaggi 2016, rispetto ai quali pubblichiamo su questa stessa pagina l’allegato 3 con i dati, da noi richiesti e ottenuti dalla DG, relativi alle presenze nelle diverse fasce al 1.1.2016. La prossima riunione, quella immaginiamo conclusiva, è già stata fissata per il 21 p.v. .
Proseguiamo allora questo Notiziario informando i colleghi sugli altri aspetti affrontati in riunione.
Partiamo innanzitutto dalla conferma definitiva della riassegnazione al FUA 2015 del Ministero della Difesa di 6.104.074 euro, che avevamo in un qualche modo anticipato sin dalla prima riunione di luglio (si veda il Notiziario n. 84 del 30.07.2015) e confermato nella successiva (si veda il Notiziario n. 105 del 29.09.2015). La conferma ufficiale viene dal DPCM 12.11.2015 pubblicato nella G.U n. 303 del 31.12.2015, che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 4. Va comunque rilevato che, a seguito dello stralcio dei passaggi economici 2015, i 2.025.112,64 euro lordo oneri AD che avrebbero dovuto finanziarli porteranno ad un incremento dei Fondi di sede (FUS), con conseguente crescita della quota media pro capite di circa una ottantina di euro sempre al lordo oneri AD. Un modestissimo incremento (6 € circa) della quota pro capite FUS ci sarà inoltre per i circa 140.000 € transitati dal FESI al FUA ex art. 1805/bis del C.O.M. introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014 (nel 2015, ai sensi al D.I.M. 18.04.2002, sono transitati nei ruoli civili n. 186 ex militari, di cui 36 dall’Arma dei Carabinieri).
Una novità certamente positiva emersa in riunione riguarda il fatto che finalmente l’ipotesi di accordo FUA 2015 sarà accompagnata dal dettaglio delle somme che alimentano il FUA 2015. Trattasi di una richiesta antica della nostra O.S., avanzata invano negli ultimi due anni e non accolta con la scusante che il MEF non forniva i dati, e che quest’anno invece la dr.ssa Corrado ha deciso di soddisfare impegnando i propri Uffici a tal proposito. Gliene diamo ampiamente atto, atteso che appariva illogico, oltre che poco trasparente, il dover distribuire somme sulla base di dati non noti e verificabili.
Novità di un certo interesse anche per quanto riguarda turni, reperibilità e Particolari Posizioni di lavoro (PPL). Come si ricorderà, gli accantonamenti presenti nella bozza della ipotesi predisposta dall’AD per la riunione del 29 set. u.s. prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, e al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni). Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 € rispetto ai 3.582.900,00 € del 2014), che pare quasi tutto dovuto alle richieste di SMM (peraltro contestate dallo stesso COM LOG MM, si veda il foglio che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5), e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD. A tal riguardo, la nostra O.S. aveva espresso sin dalla prima riunione le proprie riserve, posto che ogni incremento di somme per la reperibilità comporti una corrispondente riduzione del FUS.
Ora, però, dobbiamo responsabilmente fare i conti con il ritardo (siamo già nel 2016) con cui vengono assegnate i finanziamenti per queste fattispecie lavorative, trattandosi di attività di lavoro già effettuate negli Enti del MD che andranno necessariamente pagate (ove non lo si facesse, bisognerebbe pescare nei FUS entro i limiti previsti, che potrebbero anche non essere sufficienti, con danno evidente per i lavoratori). E dunque: per il 2015, le somme assegnate al finanziamento di PPL, turni e reperibilità dovrebbero rimanere le stesse (forse, una riduzione potrebbe riguardare il finanziamento della sola reperibilità). Ma per il 2016 la musica dovrebbe cambiare: abbiamo infatti chiesto e ottenuto dalla dr.ssa Corrado un impegno preciso dell’Amministrazione affinché, prima della solita ricognizione annuale delle esigenze avviata dalla D.G. (nel 2015, con la circolare n. 21105 del 24.03.2015), vengano definite in apposito tavolo nazionale delle linee guida e fissati dei paletti precisi, con particolare riferimento all’istituto della reperibilità, con l’obiettivo di ridurne il finanziamento 2016 rendendo così disponibili le somme risparmiate per altri impieghi, in primis per passaggi economici e FUS (si ricordi che nel 2016 ci sarà pure la performance…….).
In ogni caso, prima della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2015, avremo i dati da noi richiesti nelle precedenti riunioni sulle somme assegnate agli Enti del MD per PPL, turni e reperibilità relativi all’anno 2015.
Notiziario n. 100 del 29 agosto 2016 – La Corte dei Conti ha debitamente registrato in data 29 lug. u.s. al n. 1429, il Decreto Ministeriale (DM) datato 29.06.2016 che reca la nuova ripartizione, per Organo Programmatore (OP) e per Regione, degli organici civili, nonché dei professori e dei ricercatori, del M.D., già fissate dal […]
Notiziario n. 95 del 2 agosto 2016 – Si è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un numero di passaggi […]
Notiziario n. 91 del 27 luglio 2016 – La trattativa sul FUA 2016, giunta oggi al suo quarto appuntamento, si è virtualmente conclusa con alcune novità rispetto alla terza bozza predisposta da PERSOCIV, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e 2, novità che proviamo così a sintetizzare: art. 5: come da noi richiesto, […]
News del 15 luglio 2016, h. 13.00 – La dr.ssa Anita Corrado, Direttore di PERSOCIV e delegata dal Ministro alla contrattazione nazionale, ci ha fatto pervenire poco fa una mail con il nuovo testo – completo dei relativi allegati – dell’ ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2016 , accompagnandola con la seguente testuale comunicazione: […]
Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 – Quarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv, per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine. In apertura, il […]