Riportiamo di seguito il Notiziario n. 61 del 26 Ottobre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, e che rende conto di un bilancio tutt’altro che soddisfacente del quadro maturato, dove FLP è l’unico sindacato che si oppone all’ennesimo attacco di Brunetta alla dignità e all’efficienza del lavoro pubblico:
Quello che sempre più sta prendendo corpo nel corso del negoziato con l’Aran, iniziato ormai da circa sei mesi, per il rinnovo del Contratto delle Funzioni Centrali, è, purtroppo l’ennesimo contratto al ribasso, non solo dal punto di vista del recupero del potere d’acquisto, ma anche nella definizione dell’ordinamento professionale e nella tutela dei diritti.
Mentre appare sempre più necessario dotare le lavoratrici e i lavoratori e le stesse Amministrazioni di uno strumento contrattuale in grado di riconoscere, dopo anni di blocco contrattuale e di contratti al ribasso, le professionalità acquisite e il lavoro svolto, definendo un sistema di regole e di prospettive di carriera coerente con i nuovo compiti per Amministrazioni che in questi decenni sono profondamente cambiate, l’Aran nella riunione di oggi ha riproposto, ancora una volta, un modello di ordinamento professionale basato unicamente sulla riscrittura delle cosiddette fasce retributive all’interno delle Aree.
Un modellopeggiorativo della situazione attuale (che non è certamente idilliaca), sia in termini di valore economico delle progressioni, che sarà unico per Area e non più progressivo e correlato alle diverse fasce economiche, di fatto dimezzato rispetto a quello attuale, sia per il mancato riconoscimento dell’attuale inquadramento conseguito dalle lavoratrici e dai lavoratori all’interno delle Aree (si verrebbe tutti inquadrati alla posizione economica iniziale dell’Area, a prescindere dall’attuale posizione economica, mantenendo solo il differenziale acquisito negli anni con un trattamento economico ad personam).
L’Aran ha proposto un numero massimo di differenziali (possiamo definirli anche “scatti”) che possono essere conseguiti dal personale nella vita lavorativa, pari a 6 per la seconda e la terza Area e a 3 per la prima Area, che sostituirebbero le attuali posizioni economiche (fasce retributive) all’interno delle Aree. Si potrebbe partecipare alle procedure per l’attribuzione dei differenziali solo dopo almeno tre anni dal conseguimento del differenziale acquisito.
In merito al valore economico di tali differenziali stipendiali unici di area, l’Aran ha proposto due ipotesi:
basata sulla media delle diverse fasce retributive oggi presenti nei settori che compongono l’attuale comparto (Agenzie fiscali, EPNE e Ministeri) che produrrebbero differenziali con i seguenti importi:
I Area: € 460 II Area: € 840 III Area: € 1.518 (importi lordi annui)
basata su importi nettamente più bassi motivando la proposta che con tale impostazione potrebbero essere attribuiti un numero maggiore di differenziali:
I Area: € 281 II Area: € 616 III Area: € 1.247 (importi lordi annui)
E’ evidente che il valore di tali “scatti” è inferiore ai benefici economici che scaturiscono dall’attuale sistema di progressioni interne alle Aree che, come è noto, variano anche in aumento per le indennità di Amministrazione e non solo per gli stipendi tabellari.
Evidenziamo anche che il “nuovo“ modello nulla cambia rispetto al finanziamento delle progressioni (ora denominati differenziali) che rimangono sempre a carico delle esigue risorse del Fondo di Amministrazione. In più vi sarebbero anche nuovi criteri di conferimento che appaiono ora vieppiù sbilanciati verso la valutazione del dirigente rispetto all’equilibrio ora esistente tra i tre criteri contrattuali (esperienza professionale, titoli, valutazione).
Insomma una proposta che dal punto di vista economico appare più vicina ad un mero scatto di anzianità, ma che non lo è in alcun modo nella pratica per i vincoli appena esposti.
Se a questo aggiungiamo che al momento non vi è nessuna garanzia di poter dare applicazione alla norma che prevede la possibilità di passaggi tra le Aree in quanto la materia, essendo finanziata dalle facoltà assunzionali delle singole Amministrazioni, sarà attivata (se attivata…) in modo diversificato Amministrazione per Amministrazione, e che lo stesso primo inquadramento nelle Aree superiori (quello per intenderci che si può fare valorizzando l’esperienza professionale anche in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno con le tabelle di equiparazione) potrà essere previsto, in modo random, solo in presenza di risparmi conseguiti da ogni singola Amministrazione sulle assunzioni autorizzate dall’esterno.
Il quadro che emerge è decisamente negativo e lascerebbe ancora una volta al palo il personale della prima e della seconda area che da anni svolge mansioni superiori .
Per quanto concerne l’Area delle elevate professionalità essa verrebbe istituita con il CCNL, ma vuota, senza nessuna lavoratrice e lavoratore oggi in servizio, dal momento che sempre secondo l’interpretazione Aran della norma inserita nel DL 80/2021 così come convertito dal Parlamento, i costi contrattuali relativi alla nuova Area saranno sempre a carico delle singole Amministrazioni che potranno decidere di attivarla o meno nel rispetto delle risorse derivanti dalle facoltà assunzionali autorizzate, con la conseguenza che nell’immediato futuro potrà essere inquadrato unicamente il personale assunto in questi giorni a tempo determinato con fondi del PNRR.
Una vera e propria beffa nei confronti delle decine di migliaia di colleghi inquadrati nella terza Area che da anni svolgono funzioni e attività di elevata responsabilità e professionalità.
In questi mesi di negoziato abbiamo più volte proposto come FLP un modello di nuovo ordinamento organico, basato su una riscrittura del sistema delle progressioni economiche che mantenendo l’impianto e la progressività delle fasce, fosse più coerente con le dinamiche professionali e soprattutto esigibile con il superamento dei tetti ai Fondi di Amministrazione che costituiscono oggi il principale collo di bottiglia per la loro attivazione.
Il ripristino e la contrattualizzazione dei passaggi tra le Aree sui criteri delle procedure e sulla loro periodicità, una norma di primo inquadramento che riconoscesse e valorizzasse la professionalità acquisita e le mansioni svolte, anche in deroga al possesso del titolo di studio previsto dall’esterno, per superare decenni di blocco delle carriera e di sottoinquadramento del personale.
Obiettivi assolutamente percorribili, che le recenti modifiche normative, da noi fortemente sollecitate e parzialmente realizzate, possono certamente permetterne la realizzazione.
La proposta dell’Aran invece è, purtroppo, a nostro parere, assolutamente insufficiente e sarebbe auspicabile, ora più che mai, un fronte sindacale compatto nel chiederne sostanziali modifiche.
Invece, e lo diciamo con preoccupazione, al di là di qualche distinguo, qualche richiesta di chiarimento, o qualche tentativo di prendere tempo per “studiare”, di fatto solo la FLP ha dichiarato la sua contrarietà al modello proposto, ritenendolo non solo inadeguato rispetto a quanto ci eravamo prefissi tutti con la nota unitaria di ottobre 2020 inviata all’ex Ministra Dadone, ma addirittura peggiorativo dell’attuale ordinamento.
E lo stesso atteggiamento lo ritroviamo anche su altri aspetti non condivisibili della proposta di CCNL dell’Aran, come ad esempio sulla regolamentazione del lavoro agile, sulla tutela della salute e sul regime dei permessi in caso di accertamenti diagnostici e visite mediche specialistiche.
La prossima riunione è prevista per il 3 novembre alle 10,30.
La Segreteria generale
Val la pena ricordare in particolare le posizioni di contrasto assunte da FLP e CSE con il comunicato stampa del 22 ottobre, in merito alle Linee Guida sul Lavoro Agile presentate da Brunetta, in difesa della esperienza e dei risultati di questi mesi, rivendicandone la piena contrattualizzazione.
Le linee guida sono valutate negativamente in quanto:
appaiono caratterizzate da una visione punitiva e impeditiva di questo importante strumento di conciliazione vita lavoro e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni;
mettono nuovi e ulteriori paletti, in gran parte pretestuosi, a livello procedurale e organizzativo, oltre a quelli già oggetto della “controriforma dei mesi scorsi;
Intervengono in modo unilaterale su aspetti puramente negoziali relativi alla gestione del rapporto di lavoro (contratto individuale, diritto alla disconnessione, definizione della contattabilità, flessibilità dell’orario di lavoro etc ) riproponendo in modo pedissequo parti della proposta Aran sulla materia, per niente condivise in sede di rinnovo del CCNL FC e già oggetto di forti critiche da parte della FLP;
non tengono conto della proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza e della disciplina prevista dal DL 34/2020 sullo smart working semplificato, mai abrogata, ponendo le basi per un rientro indiscriminato e non graduale, delle attività in presenza, in contrasto con la prudenza necessaria in un momento in cui, purtroppo, si rischia una nuova fase critica, come testimoniato dalla possibilità sempre meno remota di una ripresa massiccia della campagna vaccinale necessaria, a parere del Governo, per scongiurare una ripresa della pandemia.
In questa battaglia contro il ritorno al medioevo, nonostante il silenzio e l’acquiescenza della quasi totalità delle altre OO.SS., sulle nostre posizioni si ritrova la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, settori rilevanti del mondo accademico e della ricerca, buona parte della stessa dirigenza pubblica, praticamente tutto il mondo del lavoro privato, con l’obiettivo di superare la logica punitiva e arcaica nei confronti delle PA di Brunetta, di cambiare finalmente passo e di valorizzare le professionalità esistenti, nell’interesse dell’intero sistema Paese che ora più che mai ha bisogno di Amministrazioni efficienti, aperte ai cittadini e all’utenza, inclusive, volano di sviluppo e non collo di bottiglia.
FLP continuerà a battersi per una completa riscrittura di quelle linee guida, in opposizione e contrasto alle decisioni ideologiche che le supportano
Vi terremo come sempre aggiornati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 10 settembre 2021–
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 45 del 9 settembre 2021, che riferisce dei contenuti della riunione all’ARAN tra OO.SS. e Funzione Pubblica nel corso della quale si è sviluppato il confronto in materia di riforma dell’Ordinamento Professionale:
Si è tenuta nel pomeriggio di oggi, come previsto, una nuova riunione in Aran nell’ambito del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.
Il confronto ha riguardato, nel merito, il nuovo ordinamento professionale sulla base di una bozza fatta pervenire dall’Aran nella serata di ieri.
Il documento oggetto di esame nella riunione non è al momento completo in quanto manca di una serie di aspetti, ovviamente decisivi, quali quelli della definizione del numero e dei livelli retributivi delle nuove fasce economiche all’interno delle Aree (ora rinominati differenziali economici), delle tabelle di equiparazione tra vecchie e nuove Aree, necessarie a dare applicazione a quanto previsto dal DL 80/2021 in materia di reinquadramento del personale nel passaggio tra vecchio e nuovo ordinamento, e dell’inserimento all’interno del CCNL dei passaggi tra le Aree, ora possibili a regime, come parte integrante del nuovo ordinamento professionale. In tale ambito riveste un’importanza certamente non secondaria la declinazione per via contrattuale della norma che prevede il superamento dei tetti dei Fondi Risorse Decentrate disponibili per la contrattazione integrativa.
Per quanto concerne invece l’impianto della proposta Aran nella parte già definita, nel dare atto all’organismo negoziale di parte pubblica di aver presentato un documento che costituisce un primo momento per affrontare finalmente nel dettaglio le varie questioni, abbiamo però manifestato numerose perplessità sui suoi contenuti, in particolare sulla parte relativa alle progressioni economiche e ai requisiti di accesso alla nuova Area delle elevate professionalità.
Sulle progressioni economiche (differenziali stipendiali) non condividiamo che l’unico criterio per la loro attribuzione debba essere la valutazione della performance individuale nel triennio precedente. In questo modo si peggiorano in modo significativo le previsioni contrattuali vigenti, rendendo tali procedure del tutto assimilabili alla cosiddetta procedura di metodo comparativo prevista dalla norma per i passaggi tra le Aree (che noi tra l’altro vogliamo definire e chiarire in sede negoziale nell’ambito del rinnovo del CCNL).
Così come non condividiamo l’idea di escludere dalle procedure il personale che nell’ultimo triennio ha subito un provvedimento disciplinare, anche di lieve entità, senza distinguere i diversi livelli di sanzione erogata.
I sistemi di valutazione vigenti sono stati adottati in via unilaterale, senza alcun reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, nella gran parte dei casi si fondono su valutazioni soggettive e spesso arbitrarie, del tutto scevre dal contributo lavorativo reale dato dalle lavoratrici e dai lavoratori, non danno alcuna garanzia di poter riconoscere efficacemente l’esperienza professionale acquisita che è una delle condizioni, a nostro parere, per accedere alle dinamiche salariali e ai cosiddetti differenziali stipendiali.
La proposta contenuta nella bozza Aran di prevedere in sede di contrattazione integrativa un differenziale di incremento della valutazione per coloro che per un certo numero di anni non ha ottenuto incrementi stipendiali di per se non garantisce tale dinamica retributiva, essendo ancorata alle risorse certe e stabili disponibili in ogni singola Amministrazione (e sappiamo che la situazione è molto differenziata e comunque le risorse sono esigue), al numero di posizioni rese disponibili, alla stessa percentuale di incremento che, dovendo essere definita congiuntamente con le Amministrazioni, potrebbe, in caso di posizioni rigide o chiusura delle controparti, essere del tutto inesigibile.
Tra l’altro la norma contrattuale proposta svuota in gran parte gli ambiti e le prerogative della contrattazione integrativa limitandone il ruolo unicamente all’individuazione delle posizioni attribuibili e dell’eventuale incremento di punteggio per chi non si vede attribuire i differenziali stipendiali.
Insomma l’impressione è che alla fine la proposta Aran tenda a circoscrivere l’istituto limitandone la portata essenzialmente alle scelte che i singoli dirigenti effettueranno in sede di valutazione. Appare inoltre necessario meglio definire quello che nel documento Aran viene presentato come salario di professionalità che, all’interno della nuova busta paga, verrebbe attribuito ad personam per riconoscere l’attuale livello retributivo conseguito dal personale negli anni per l’avvenuto inquadramento nelle diverse fase retributive oggi presenti all’interno delle Aree a seguito delle progressioni economiche effettuate. Questo porterebbe ad un azzeramento della fascia economica conseguita negli anni e ad una norma di primo inquadramento che di fatto retrocederebbe il personale tutto alla posizione iniziale dell’Area.
Sulla definizione delle nuove Aree, pur prendendo atto dell’istituzione di quella delle elevate professionalità, che riteniamo un punto qualificante per riconoscere le professionalità presenti nelle nostre Amministrazioni, continuiamo a manifestare contrarietà per la previsione del mantenimento di una Prima Area, denominata degli Operatori, che non la riteniamo coerente con le dinamiche organizzative di questi anni e sostanzialmente ancorata ad una visione del lavoro arcaica basata sull’eccessiva manualizzazione e su attività ormai non più in essere nelle nostre Amministrazioni.
Quando abbiamo definito la nostra piattaforma contrattuale, e conseguentemente lavorato in questi mesi per ottenere modifiche normative capaci di riconoscere le professionalità presenti e rimuovere le ingessature e gli ostacoli al riconoscimento del diritto alla carriera anche nei settori del lavoro pubblico, non intendevamo certo allungare gli attuali livelli di gerarchizzazione, limitarci a fotografare la situazione attuale o creare unicamente una ulteriore nuova Area di nicchia, per pochi, da riempire negli anni a venire con le nuove assunzioni. Ecco perché ci battiamo per la definizione di Aree che al loro interno in sede di primo inquadramento riconoscano, anche in deroga al titolo di studio per l’accesso dall’esterno, le professionalità conseguite nello svolgimento di attività che non possono essere cristallizzate nuovamente al ribasso nelle “nuove “Aree.
L’Area delle elevate professionalità, pur essendo a differenza delle altre comunque soggetta anche in sede di primo inquadramento al vincolo normativo del possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, in sede di definizione della declaratoria e della relativa tabella di equiparazione (che per noi andrà fatta ovviamente anche per quest’Area) dovrà riconoscere in modo significativo, e coerente, le diverse competenze acquisite e le attività svolte (non per intenderci limitarsi ad una mera sanatoria delle posizioni di responsabilità attribuite spesso in modo unilaterale dalle Amministrazioni).
Il confronto con l’Aran proseguirà in una prossima riunione, già fissata per il 15 settembre, che avrà però all’odg il lavoro agile.
La Segreteria Generale
Dunque, in assenza di una tabella di corrispondenza fra i vecchi e i nuovi profili, non si può formulare una valutazione compiuta in merito ad una proposta non esauriente da parte dell’ARAN.
Non sfugge tuttavia l’importanza di arrivare ad un testo chiaro ed esaustivo, che risponda alle aspettative di tutto il personale in servizio, ivi ovviamente compreso quello della Difesa. Né può sfuggire in particolare che è questa la sede giusta per dare soluzione alla vexata quaestio del personale di 1^ Area: una questione di tale rilevanza nella Difesa al punto che nell’Accordo Nazionale sul FRD 2021, è stato finalmente introdotto per i nostri colleghi di 1^ area un incentivo, almeno economico, come la “Maggiorazione della Performance Organizzativa per la 1^ area”, per cui FLP Difesa da anni si è battuta non firmando i precedenti accordi, che ancora non la prevedevano.
Ci aggiorniamo, cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 53 del 22 luglio 2021 –
Riportiamo di seguito il n. 39 del 21 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali.
“Abbiamo apprezzato la decisione dell’Aran, che nella riunione che si è appena conclusa, all’interno del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2019/2021, ha posto finalmente al centro della discussione il tema del nuovo ordinamento professionale.
La FLP, come è noto, ritiene decisiva per la firma del CCNL la definizione di un nuovo ordinamento professionale, che superi quello attuale, ormai desueto e risalente ormai a più di 20 anni fa.
Questo non solo per riconoscere al personale le maggiori professionalità acquisite, che hanno permesso il mantenimento di efficienti standard qualitativi nonostante le eccezionali carenze di organico dovute al mancato turn over, ma anche per modernizzare l’organizzazione del lavoro, rendere coerenti le professionalità necessarie con i nuovi modelli lavorativi, migliorare i servizi resi a cittadini e imprese, offrire prospettive e rendere appetibili le nuove assunzioni che ormai sono ineludibili.
È nostro intendimento riscrivere le attuali aree di inquadramento, riaprire e dare continuità ai percorsi di carriera tra le aree, impediti per anni da punitive incursioni legislative, permettere la ricollocazione del personale sulla base di una norma contrattuale di primo inquadramento, riconoscere le elevate professionalità, presenti in tutte le Amministrazioni e oggi non riconosciute, sottopagate, precarizzate con gli istituti temporanei delle cosiddette posizioni organizzative.
Per raggiungere tale obiettivo, in questi anni abbiamo incalzato i Governi che si sono succeduti e lo stesso Parlamento, per rimuovere i vincoli di legge che impedivano tale processo, ottenendo un primo importante risultato con l’approvazione del DL 80/2021 che ripristina a regime i passaggi tra le aree per il personale interno, istituisce l’area delle elevate professionalità, prevede modalità di accesso alla dirigenza anche dall’interno e il superamento dei tetti predeterminati ai Fondi di amministrazione per la contrattazione decentrata.
E siamo impegnati a migliorarne i contenuti con la proposta di numerosi emendamenti, poi presentati, e oggi all’esame del Senato in sede di conversione in legge del Decreto, mirati a riconoscere l’esperienza e la professionalità acquisita nei percorsi interni ai fini dell’ammissione alle procedure in deroga al possesso del titolo di studio previsto dall’esterno, il ripristino della contrattazione sui criteri di selezione, il pieno utilizzo, oggi negato, delle risorse stanziate e già nella disponibilità delle amministrazioni per la contrattazione decentrata.
Pur consapevoli della necessità di ulteriori risorse da destinare al nuovo ordinamento, che inopinatamente il cosiddetto Patto per il lavoro pubblico firmato da CGIL CISL UIL con il Premier Draghi e il Ministro Brunetta nel mese di marzo, rinviano al 2022, e quindi oltre la vigenza del CCNL in discussione, e dello stesso esito dell’iter parlamentare di conversione del DL 80, riteniamo la bozza di documento presentata dall’Aran, pur con le necessarie modifiche e integrazioni che scaturiranno nel corso del negoziato, un utile punto di partenza.
In particolare apprezziamo la previsione di ricomprendere all’interno del nuovo ordinamento e quindi del contratto, l’istituto dei passaggi tra le aree, la previsione dell’istituzione dell’area delle elevate professionalità, anche per superare le notevoli differenze e sperequazioni oggi esistenti all’interno del comparto tra le diverse Amministrazioni provenienti dagli ex comparti, una nuova modalità di progressioni all’interno delle aree, con una procedura inclusiva basata principalmente sull’esperienza professionale acquisita.
Restano però ancora importanti nodi da affrontare come il finanziamento di dette ultime procedure (non è pensabile un “doppio canale” che prevede una procedura per “merito” finanziata dalle amministrazioni e quella cosiddetta “inclusiva” a carico del Fondo, con il rischio che, in mancanza di una adeguata provvista di risorse, in molte Amministrazioni questo secondo canale resterebbe sulla carta) come pure il finanziamento della retribuzione omnicomprensiva per il personale dell’area delle elevate professionalità che, nella proposta Aran, graverebbe sui Fondi con il risultato di prosciugare, a danno degli altri lavoratori, le già esigue disponibilità economiche destinate alla produttività, alle indennità e alle progressioni.
Così come vanno rivisti i requisiti di accesso alle nuove aree, che debbono essere differenziati tra chi già è in servizio e chi viene assunto, con il riconoscimento dell’esperienza professionale acquisita in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno.
E, lo ribadiamo, è necessario prevedere una norma di primo inquadramento nelle nuove aree per dare risposta a chi è attualmente sotto-inquadrato nella prima, nella seconda e nella stessa terza area.
È importante inoltre omogeneizzare le fasce retributive all’interno delle aree tra gli ex comparti, sia come numero che come differenziale economico, per rendere effettivo un nuovo ordinamento professionale di comparto che superi le attuali differenziazioni.
Siamo convinti che entrando maggiormente nel merito delle questioni molti dei problemi possono essere affrontati e anche risolti, definendo un modello ordinamentale che da subito possa dare concrete risposte al personale e, con il mix tra norma di primo inquadramento e passaggi tra le aree previste a regime fino al 50 per cento delle carenze di organico, offrire una risposta soddisfacente alle aspettative del personale da troppo tempo al palo.
Sulla materia ci sarà una nuova riunione la prossima settimana per entrare nel dettaglio delle singole questioni, con l’auspicio che nel frattempo il Senato, in sede di conversione in legge del DL 80, apporti le modifiche da noi richieste che sono centrali per definire il nuovo ordinamento.
LA SEGRETERIA GENERALE”.
Avviato dunque l’esame del nuovo ordinamento professionale partendo dai contenuti della bozza di documento presentata dall’ARAN, da FLP considerata comunque una utile base di partenza ma che necessita comunque di modifiche e integrazioni all’interno del negoziato in atto. Il confronto con l’Agenzia dovrà in ogni caso essere accompagnato dalla messa in disponibilità di ulteriori ed adeguati finanziamenti e, auspichiamo, anche da modifiche dell’attuale assetto legislativo, nella quale direzione si muovono le proposte di FLP con gli emendamenti presentati al DDL di conversione in legge del DL 80/2021.
Seguiremo gli sviluppi, e come sempre, vi aggiorneremo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 49 del 6 luglio 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 36 del 3 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, peraltro ormai in scadenza.
“Prosegue il negoziato, con riunioni a cadenza settimanale, per il rinnovo del CCNL 2019/2021 delle Funzioni Centrali. Nell’ultima riunione, tenutasi giovedì 1 luglio, l’Aran ha presentato nel dettaglio le risorse economiche disponibili che portano ad un incremento del tabellare di 78,39 euro medi lordi mensili con decorrenza 1 gennaio 2021.
Per il 2019 e i 2020 gli incrementi, sulla base degli stanziamenti delle rispettive leggi di bilancio, sono pari rispettivamente a 31,56 (1,3%) e 48,80 (2,01%) euro lordi mensili. Una quota dell’incremento contrattuale, euro 9,82 pari allo 0,56%, sarebbe destinata a stabilizzare il cosiddetto “elemento perequativo”, già percepito da parte del personale del comparto, finanziato provvisoriamente con il CCNL 2016/2018 e la cui erogazione, in attesa del rinnovo del CCNL, è stata confermata per legge, portando l’incremento contrattuale complessivo del tabellare al 4,34%. A questi andrebbero ad aggiungersi, con decorrenza 2021, circa 15 euro lordi medi da destinare all’implementazione dei Fondi risorse decentrate per la contrattazione integrativa.
Come era già noto, e da noi più volte denunciato in occasione della predisposizione delle leggi di bilancio, le risorse stanziate sono del tutto insufficienti, anche se fossero destinate tutte ai cosiddetti incrementi tabellari, e non permettono alcun investimento sul nuovo ordinamento professionale che invece, unitamente alla regolamentazione del lavoro agile e al miglioramento di molti istituti normativi, costituiscono il punto di svolta e il parametro di riferimento per la sottoscrizione di un contratto soddisfacente.
Su questi punti, lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo, intendiamo qualificare e concentrare la nostra azione, convinti che non si debba perdere l’occasione per aumentare i livelli di partecipazione e di confronto sindacale, migliorare gli istituti che tutelano il diritto alla salute e alle cure, ampliare le tutele, rilanciare il lavoro agile come importante strumento di conciliazione vita-lavoro e di miglioramento organizzativo delle nostre Amministrazioni.
Sul lavoro agile la bozza di articolato presentata dall’Aran è ancora insoddisfacentee ne abbiamo chiesto la modifica, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento e di articolazione della prestazione lavorativa in modalità agile, alla piena specificazione del diritto alla disconnessione, alla previsione del riconoscimento dei buoni pasto e di ristori connessi ai costi sostenuti, alle dotazioni informatiche e alla tutela assicurativa.
Per quanto concerne il nuovo ordinamento professionale riteniamo che sia giunto il momento di affrontare ed entrare nel merito di tale importante capitolo, senza alcun rinvio, definendone da subito gli ambiti, le aree di inquadramento, l’istituzione dell’area delle elevate professionalità, le modalità di primo inquadramento, il superamento del mansionismo, i criteri e le modalità per i passaggi dentro e tra le aree.
Riteniamo infatti che la definizione dell’ordinamento professionale sia non solo ineludibile, ma costituisca la necessaria cornice di riferimento anche per gli anni a venire, e per i prossimi rinnovi contrattuali (questo di fatto verrà rinnovato alla fine del triennio di applicazione). Tra l’altro molti degli aspetti (profili professionali, passaggi dentro e tra le aree) andranno poi regolati comunque in sede di contrattazione nazionale di Amministrazione.
Quindi, per poterne quantificare i costi contrattuali è necessario prima definirne gli aspetti, altrimenti il tutto si risolve nell’ennesimo escamotage per buttare la palla in calcio d’angolo, non affrontare i problemi e differirne le soluzioni. Esercizio che non ci interessa e che contrasteremo.
La prossima riunione è prevista per il giorno 8 luglio.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Dunque i punti salienti sono la inadeguatezza delle risorse, e la scarna prospettiva in materia di lavoro agile e ordinamento professionale, temi di notevole interesse anche in ambito Difesa. Seguiremo gli sviluppi, e come sempre, vi aggiorneremo. Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 –
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno:
Si è riaperta con una bozza di accordo tutta rielaborata la trattativa sul FRD e sulle progressioni 2021, e con una bozza di accordo integrativo per l’Integrazione della Indennità di Amministrazione, che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro sito.
Alla quarta riunione, dopo le prime tre che erano state caratterizzate dalla sostanziale riproposizione generale delle proposte sindacali, con l’Aran che si era limitata registrare le diverse posizioni, nella riunione di ieri sono iniziati ad emergere con sufficiente nettezza quelli che per l’Aran sono gli ambiti – e diremo noi i limiti – entro i quali dovrebbe muoversi il negoziato per il rinnovo contrattuale.
In buona sostanza, su alcune materie per noi rilevanti e che necessitano di interventi di profonda riscrittura – come il sistema di partecipazione, le relazioni sindacali, il rafforzamento della contrattazione, sia nelle materie che nei diversi livelli di relazione e, in particolare, il superamento delle norme punitive sul diritto alla salute -, tutte materie contenute nella proposta di articolato provvisorio presentata dall’Aran e su cui ci siamo confrontati in riunione, la posizione dell’Aran è stata di sostanziale chiusura.
Sono stati di nuovo rievocati i vincoli normativi che impedirebbero il ripristino della contrattazione sull’articolazione dell’orario di lavoro, sulla definizione dei profili professionali, sui criteri per le procedure di mobilità volontaria, sull’individuazione e la graduazione delle posizioni organizzative.
Così come il maquillage proposto per gli Organismi Paritetici per l’Innovazione appare inadeguato a renderlo effettivamente esigibile nelle Amministrazioni riottose, prevedendo inoltre tra le materie di confronto alcune tipicamente negoziali come le misure per il benessere organizzativo, la formazione , o il lavoro agile.
Mentre noi riteniamo che possano avere un ruolo solo se deputati al confronto sulle materie rientranti direttamente nelle potestà datoriali come l’organizzazione delle Amministrazioni e degli Uffici, e non certo come surrogato e depotenziamento della contrattazione.
Riscontriamo ancora una posizione di netta chiusura sul superamento dell’istituto delle 18 ore di permesso annue per visite mediche specialistiche ed esami diagnostici, che invece per noi devono essere ricondotti al trattamento di malattia, perché riteniamo non praticabile la proposta di altre Organizzazioni sindacali di misurarsi unicamente sull’aumento di ore di permesso.
Tra l’altro l’Aran, considerando detto innalzamento un costo contrattuale, ne vincola la rideterminazione a scapito delle già esigue risorse economiche stanziate per il rinnovo contrattuale.
Abbiamo ribadito nel nostro intervento che su queste materie, anche a invarianza normativa, vi sono le condizioni per migliorare il contratto vigente. I vincoli normativi evocati erano in gran parte già esistenti al momento della stipula dei contratti precedenti a quello delle Funzioni centrali 2016-2018, e nonostante questo, molti istituti relativi alla contrattazione continuano oggi ad essere presenti nei CCNL di altri comparti del lavoro pubblico.
Sulla nostra richiesta di mantenere l’istituto della malattia in caso di visite specialistiche ed esami diagnostici, ricordiamo che la norma – nel rinviare alla contrattazione le modalità applicative – non esclude tale fattispecie, tanto che è stata confermata anche nei rinnovi contrattuali 2016/2018, ad esempio per il personale docente.
Sugli altri punti oggetto della proposta di “riscrittura” dell’Aran portati in discussione, quali la regolamentazione dei turni abbiamo segnalato la necessità di garantire il recupero della maggiore attività lavorativa svolta, ad esempio nel caso dei turni festivi infrasettimanali, e per quanto concerne le ferie, la necessità di rendere coerenti gli archi temporali di fruizione in caso di rinvio per motivi di servizio, o motivate esigenze del lavoratore e di prevederne la fruizione fino almeno ai nove mesi dell’anno successivo a quello di maturazione.
Pur non essendo entrati ancora nel merito degli altri istituti fondamentali (la riunione di ieri era limitata agli aspetti sopra evidenziati) che costituiscono il vero banco di prova per il rinnovo del contratto (parteeconomica, ordinamento professionale, lavoro agile), questa fase conferma tutte le nostre preoccupazioni che sin dalla prima riunione ci hanno portato a definire questa, una trattativa in salita.
Dopo dieci anni di blocco contrattuale e un rinnovo 2016-2018 assolutamente insufficiente dal punto di vista economico e peggiorativo su quello normativo, è necessaria una svolta che non può certamente limitarsi alla riproposizione di gran parte del contratto precedente.
Questo non solo per riconquistare spazi di agibilità, di partecipazione, di tutela e di valorizzazione per le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche per fare del CCNL un formidabile strumento che sia in grado di accompagnare gli ineludibili processi di rilancio delle nostre Pubbliche Amministrazioni alla luce delle sfide richieste dall’attuazione del PNRR .
Dobbiamo contrastare il rischio dicotomia con l’approvazione da parte del Governo e del Parlamento di una serie di norme tutte mirate (almeno nelle intenzioni e nei titoli) alla modernizzazione e all’efficientamento, e un CCNL che invece stancamente ripropone soluzioni datate e inadeguate.
Dobbiamo cioè evitare un “contratto fotocopia” rispetto a quello relativo al triennio 2016-2018, che era apparso già da subito in molte parti inadeguato e che poi tale è risultato nei fatti dopo 3 anni di applicazione, ma che oggi, a fronte del quadro di situazione prodotto dall’emergenza Covid, apparirebbe del tutto anacronistico e inadatto rispetto alle esigenze delle PP.AA. e più in generale del Paese.
Il rinnovo del contratto non è infatti un adempimento burocratico, basato sui “precedenti”, ma deve essere in grado di recepire e normare tutte le modifiche che si sono succedute e guardare al futuro, per regolare e governare il cambiamento in atto.
La prossima riunione è stata fissata per il 1 luglio e in quella sede verificheremo l’ulteriore andamento del confronto.
Nel frattempo confermiamo le nostre iniziative a livello politico e parlamentare per migliorare i contenuti del DL 80 in sede di conversione in legge, allo scopo di agevolare il raggiungimento degli obiettivi che ci prefiggiamo, e continueremo a confrontarci, come abbiamo fatto in questi mesi con le lavoratrici ed i lavoratori, nel corso delle Assemblee indette in tutte le Amministrazioni del comparto.
LA SEGRETERIA GENERALE
La prossima riunione, dunque, il 1° luglio. E’ tutto, vi terremo aggiornati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 35 del 17 maggio 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 28 del 14 maggio 2021, che riferisce dei contenuti della seconda riunione all’ARAN sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Funzioni Pubbliche:
Nel corso della seconda riunione convocata ieri per proseguire il negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, l’Aran ha presentato un indice di argomenti e materie su cui sviluppare il confronto.
Relazioni sindacali, ordinamento professionale, rapporto di lavoro, lavoro agile e trattamento economico, le macro-aree individuate dall’Aran su cui ci siamo pronunciati in un primo giro di interventi.
Come FLP, dando seguito a quanto già dichiarato nella riunione di apertura, il cui resoconto è pubblicato sul nostro Notiziario n. 26, abbiamo ribadito che questo deve essere un Contratto di svolta, che non può limitarsi ad un’operazione di mera manutenzione di alcuni istituti del CCNL 2016/2018, che lo ripetiamo, è stato un Contratto non solo insufficiente dal punto di vista economico, dopo un decennio di blocco, ma peggiorativo su numerosi istituti come quelli sul diritto alla salute, sul sistema di partecipazione e sulle relazioni sindacali, senza parlare poi del rinvio di fatto sine die dell’ordinamento professionale.
La nostra disponibilità a confrontarci quindi sui capitoli dell’indice proposto dall’Aran parte da questa considerazione, che non può essere derubricata e tantomeno sottaciuta.
In particolare è impensabile recuperare il gap di partecipazione pensando di aggiungere qualche parolina sui compiti degli Organismi Paritetici per l’Innovazione che non solo non stati mai attivati in molte Amministrazioni, ma dove sono stati costituiti hanno dimostrato la loro sostanziale irrilevanza, ai fini dell’assunzione delle decisioni che poi le Amministrazioni assumevano in totale autonomia. Per la FLP la strada da seguire è quella di riportare all’interno del sistema di partecipazione, con le sue diverse accezioni, tutte quelle materie che hanno riflessi diretti sul rapporto di lavoro quali l’organizzazione e i carichi di lavoro, il regime degli orari e delle flessibilità, le ricadute delle innovazioni organizzative.
Cosi come è necessario riscrivere l’Ordinamento professionale, a partire dall’individuazione delle nuove Aree di classificazione, che debbono riconoscere le professionalità, i profili necessari e il lavoro svolto in questi anni dalle lavoratrici e dai lavoratori, attualmente sottoinquadrati in tutte le attuali tre Aree, il riconoscimento del middle management e delle Alte professionalità, le nuove modalità di progressioni all’interno delle Aree, riportando all’interno del Contratto anche l’istituto delle progressioni tra le Aree, superando i vincoli normativi in materia di accesso e di percentuali di copertura. Dobbiamo in sintesi definire un Ordinamento professionale che serva per i prossimi anni e che con una norma di primo inquadramento valorizzi le attuali professionalità.
Vanno inoltre significativamente rimosse tutte quelle norme punitive che hanno messo in discussione il diritto alla salute, che hanno limitato in modo inaccettabile la prevenzione e le cure, limitandone incredibilmente l’esercizio ad un numero contingentato annuo di ore di permesso.
In tale ambito, e con i risvolti drammatici derivanti dall’emergenza pandemica, non è pensabile che continui a sussistere la decurtazione dell’indennità di amministrazione in caso di assenze per malattia.
Tagliare lo stipendio a chi si ammala è una follia che non si pratica neppure nelle peggiori “democrature” del mondo, figuriamocise è tollerabile nel nostro Paese, che è una delle culle del miglior giuslavorismo.
Sul trattamento economico, nella considerazione dell’inadeguatezza complessiva delle risorse stanziate per il triennio 2019/2021 dalle leggi di bilancio, riteniamo sia necessario muoverci lungo due direttrici: da un parte
rimuovere il blocco ai Fondi della contrattazione integrativa permettendone il pieno utilizzo e l’implementazione, e dall’altro proseguire in modo generalizzato e non episodico, verso la perequazione delle indennità di amministrazione. A tal fine è necessario liberare subito le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2020 per tale scopo, oggi in attesa del DPCM di ripartizione tra le Amministrazioni interessate, per definire in sede contrattuale le nuove Indennità di Amministrazione.
Sul lavoro agile siamo convinti che sia necessario definire in modo compiuto una specifica regolamentazione contrattuale che garantisca pienamente diritti e tutele, che non penalizzi lo svolgimento di questa modalità lavorativa per noi essenziale non solo per garantire una migliore conciliazione vita-lavoro, ma anche per innovare profondamente l’organizzazione del lavoro delle nostre Amministrazioni, la trasparenza dell’azione amministrativa, la semplificazione e la fruibilità dei servizi resi. In tale ambito andranno quindi riconosciuti non solo tutti gli istituti del rapporto di lavoro, ma anche i buoni pasto e le dotazioni informatiche e infrastrutturali per svolgere con efficacia ed efficienza il lavoro agile. Una regolamentazione tanto più urgente considerato che seppure con le modalità emergenziali il lavoro agile da più di un anno è entrato prepotentemente nei nostri Uffici e ancora oggi troppe sono le discriminazioni e le penalizzazioni subite dalle lavoratrici e dai lavoratori del comparto.
Siamo consapevoli che per dare corpo e sostanza a molte di queste rivendicazioni è necessario apportare modifiche al quadro normativo di riferimento e, proprio per questo, nei mesi scorsi come FLP abbiamo iniziato un forte pressing nei confronti del Governo e del Parlamento predisponendo specifiche proposte ed emendamenti. Così come, nel mese di ottobre del 2020, abbiamo concorso, insieme a tutte le Segreterie nazionali delle OO.SS. rappresentative del comparto, alla definizione di un documento unitario inviato all’allora Ministra Dadone, nel quale sollecitavamo l’adozione di quelle modifiche necessarie a permettere un rinnovo contrattuale che andasse nella direzione da noi auspicata.
Proprio per questo, pur ritenendo un imperdonabile errore la firma di CGIL CISL UIL del cosiddetto Patto per il lavoro pubblico, che ha diviso il fronte sindacale e permesso al Governo di considerarli corresponsabili dei contenuti dell’inaccettabile Atto di indirizzo inviato dal Ministro Brunetta all’Aran, abbiamo rinnovato l’invito a tutte le OO.SS. del comparto a riprendere il percorso unitario per condurre una trattativa sia in sede Aran che nei confronti del Governo, capace di definire un buon Contratto, quello che serve ai lavoratori e al Paese e non una fotocopia sbiadita di quello vigente.
Non perdiamo tempo quindi! Lavoriamo da subito, auspicabilmente insieme, per superare i vincoli e i limiti dell’Atto di indirizzo e del mandato dato all’Aran.
La prossima convocazione è prevista tra una quindicina di giorni e in tale sede l’Aran presenterà una prima bozza di testo su cui confrontarsi.
LA SEGRETERIA GENERALE
Una partita importante per provare a dare regolamentazione più adeguata alle norme punitive introdotte dal precedente contratto quali quelle relative alle relazioni sindacali e alle assenze, e per introdurre con lungimiranza le regole del lavoro agile nella PA. Per la Difesa poi, assume più specifico e particolare interesse la materia della perequazione delle Indennità di Amministrazione, posto che la legge di bilancio per il 2021 ha assegnato alla Difesa in particolare 30 milioni, vincolandoli all’effettivo raggiungimento dei numeri del personale per come previsti dalla riforma Di Paola, oggetto oggi di tre diverse proposte di modifica giacenti presso le Commissioni Difesa delle Camere.
Ne seguiremo da vicino gli sviluppi. Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 59 del 15 giugno 2020 –
Si è svolta giovedì 11 giugno una riunione della Commissione Paritetica ex art. 12 CCNL per la definizione del Nuovo Ordinamento Professionale del Comparto FF.CC., avente ad oggetto la revisione e l’allineamento degli ordinamenti professionali dei tre comparti originari (Ministeri; Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici – EPNE). La Commissione, a termini di contratto avrebbe dovuto concludere i propri lavori entro maggio 2018; i lavori invece non sono allo stato ancora conclusi, e dovrebbero portare alla redazione di un documento di analisi e proposta, propedeutico alla redazione di apposita disciplina all’interno del nuovo CCNL. In merito si riporta di seguito la nota redatta dalla nostra Federazione :
“Come anticipato nei giorni scorsi nella giornata di ieri si è tenuta una nuova riunione della Commissione Paritetica istituita presso l’Aran per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni Centrali. Nel corso dell’incontro il Presidente Naddeo ha presentato la bozza di documento redatta dall’Aran nel quale vengono forniti elementi di dettaglio e di analisi dell’attuale situazione nei tre settori che compongono l’attuale comparto delle Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti dell’ex Parastato), viene presentata la proposta formulata dall’Aran e riassunte, per linee omogenee, le diverse proposte fatte al tavolo in questi mesi dalle Organizzazioni sindacali.
Nel nostro intervento come FLP abbiamo apprezzato l’operazione di ricognizione fatta dall’Aran sulla situazione attuale e dato atto dello sforzo compiuto nel cercare di riassumere e di mettere a fattor comune, per quanto possibile le diverse ipotesi prospettate dal Sindacato.
Abbiamo però rappresentato la nostra posizione critica in merito alla proposta Aran, che così come formulata, appare sostanzialmente ancorata all’attuale modello, non fornisce spunti innovativi e si limita ad alcune operazioni di pura manutenzione che, a nostro parere, sono del tutto riduttive rispetto alle questioni poste e alla necessità di dotare le Pubbliche amministrazioni di un nuovo ordinamento, capace di valorizzare le professionalità esistenti, adeguando gli inquadramenti alla nuova organizzazione del lavoro e dei processi, che è sempre più all’ordine del giorno, se vogliamo rispondere con efficacia alle esigenze di modernizzazione e di sviluppo del nostro Paese.
Abbiamo sottolineato le nostre priorità che sono quelle di una riscrittura delle attuali aree che a nostro parere debbono essere individuate rispettivamente in quella delle Attività Operative, in quelle del Funzionariato e in quella dei Quadri, con il superamento del mansionismo e dell’attuale prima area.
Un ordinamento professionale aperto, che garantisca il passaggio tra le aree, superando gli attuali vincoli in termini di percentuali di posti da coprire e di titolo di studio per l’accesso, che non utilizzi le risorse dei Fondi di Amministrazione per le procedure di progressioni economiche all’interno delle aree, che vanno riviste in termini numerici, di accesso e di livelli retributivi.
Riteniamo necessario che la Commissione faccia un buon lavoro, produttivo e lo faccia in tempi brevi, considerato che l’ordinamento professionale deve essere uno dei punti centrali del rinnovo dei contratti scaduti a dicembre 2018, insieme alla riscrittura dello stipendio (necessario a superare l’ingiusta trattenuta e le decurtazioni sulle indennità di amministrazioni) e alla modifica delle parti penalizzanti sui diritti e sui trattamenti di malattia. Contratti che chiediamo vengano rinnovati, senza ulteriori alibi o perdite di tempo.
Ecco il perché abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a confrontarci in tempi brevi con tutte le altre OO.SS. per verificare la possibilità di una maggiore convergenza delle diverse posizioni espresse, al fine di poter accelerare i lavori e permettere il recepimento delle proposte, ove largamente condivise, nel documento finale che in quel caso potrebbe anche orientare l’Atto di indirizzo che il Governo dovrà emanare.
Il Presidente Naddeo, nel confermare che il documento prodotto è una bozza che fotografa l’attuale situazione, ha auspicato che tale convergenza possa realizzarsi e a tal fine ha preannunciato una nuova riunione che si terrà entro la fine del mese di giugno.
La Segreteria Generale FLP”
Dalla bozza di documento redatta dall’ARAN, si evince, fra le altre cose, che non è ancora stata ipotizzata la eliminazione della 1^ Area; ma poiché tutte le OO.SS. al tavolo hanno condiviso un opposto orientamento, speriamo che si possa finalmente trovare soluzione all’annoso e spinoso problema di questi colleghi, per i quali FLP da 10 anni chiede il transito in area 2^ .
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 58 del 11 giugno 2020 –
In data odierna è convocata presso l’ARAN una riunione della Commissione Paritetica ex art. 12 CCNL per la definizione del Nuovo Ordinamento Professionale del nuovo comparto FF.CC., posto che fosse necessario ed inderogabile rivedere e allineare gli ordinamenti professionali dei tre comparti originari (Ministeri; Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici – EPNE). A tal proposito, il CCNL ha istituito (con l’art. 12) una Commissione Paritetica con compiti essenzialmente istruttori e propositivi, che avrebbe dovuto concludere i propri lavori entro maggio 2018, lavori che invece non sono allo stato ancora conclusi. Stamattina, alle 11.00, una nuova convocazione, sui cui contenuti e temi la nostra Federazione ha prodotto una nota, che riportiamo integralmente.
“ A seguito delle nostre sollecitazioni, formulate da ultimo in sede di sottoscrizione definitiva in Aran della sequenza contrattuale relativa al personale a contratto del Ministero degli Affari Esteri, è stata convocata per il giorno 11 giugno 2020 una nuova riunione della Commissione paritetica per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni centrali.
In tale sede riaffermeremo le proposte più volte rappresentate in questi mesi dalla FLP nel corso delle riunioni, poi interrotte per l’emergenza Covid-19, per rendere l’ordinamento professionale più moderno e aderente alla nuova organizzazione del lavoro, uno strumento che sia in grado di superare tutte le criticità di questi anni e possa garantire un reale percorso di carriera al personale, riconoscendone la professionalità acquisita ed espressa, a garanzia del buon funzionamento delle nostre Amministrazioni.
Non una pura e semplice operazione di manutenzione, quindi, quella che noi rivendichiamo, ma una vera riscrittura delle aree, dei profili, con il superamento del mansionismo e della prima area, l’individuazione di una specifica area delle alte professionalità.
Un ordinamento professionale aperto, che garantisca anche la possibilità di passaggio tra le attuali aree, e che possa superare gli attuali vincoli in termini di percentuali di posti da coprire e di titolo di studio per l’accesso. E che non utilizzi le risorse sempre più esangui dei Fondi di Amministrazione per le procedure di progressioni economiche all’interno delle aree.
Pur comprendendo la situazione di questi mesi e le urgenze che abbiamo affrontato come sistema Paese per contrastare il diffondersi della pandemia, garantendo nel contempo lo svolgimento di tutte le funzioni e i servizi essenziali assicurati dalla Pubblica Amministrazione, riteniamo che sia però necessario rimettere al centro del confronto con il Governo e l’Aran il tema del rinnovo dei contratti scaduti ormai da diciotto mesi.
Ecco il perché chiederemo di concludere in tempi brevi i lavori della Commissione per portare sul tavolo negoziale, che è quello deputato alle scelte finali, non solo le questioni dell’ordinamento professionale, ma anche quelle relative ai benefici economici del triennio di vigenza contrattuale, alla struttura dello stipendio, per superare le artificiose trattenute sulle indennità di amministrazione, al superamento dei tetti sui Fondi decentrati ,che impediscono di erogare le risorse già stanziate e disponibili.
Questione quest’ultima di estrema rilevanza, attesi anche i consistenti risparmi che le Amministrazioni hanno fatto in questi mesi per la mancata erogazione dei buoni pasto e degli straordinari, e che non possono certamente essere sottratti alle lavoratrici ed ai lavoratori, ma a nostro parere dovranno essere destinati ad incrementare i Fondi Risorse Decentrate, senza nessun taglio o impedimento.
La Segreteria Generale FLP”
FLP Difesa condivide naturalmente la linea della Federazione ed auspica in particolare che, in sede di costruzione dell’ordinamento del nuovo comparto, trovi soluzione anche l’annoso e spinoso problema legato al personale di area 1^, rispetto al quale FLP da 10 anni chiede il transito di tutti in area 2^
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 6 del 21 gennaio 2020 –
Si riporta, di seguito, il testo del Notiziario n. 1 della Segreteria Generale della FLP del 16 gennaio con il quale si da notizia della riunione in ARAN della Commissione sull’Ordinamento Professionale prevista dall’art. 12 del vigente CCNL del Comparto delle Funzioni Centrali:
RIUNIONE DELLA COMMISSIONE PARITETICA SULL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE DEL 16 GENNAIO 2020
Si è tenuta oggi in Aran una nuova riunione della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale.
Si è trattato di una riunione interlocutoria in quanto l’Aran sta ancora lavorando ad una ricognizione delle proposte presentate, al fine di predisporre un documento di base da portare in condivisione nella prossima riunione.
Come FLP nel nostro intervento abbiamo segnalato la necessità di entrare finalmente nel merito delle questioni, ribadendo le linee guida della nostra proposta, formalizzate il mese scorso all’Aran e pubblicate sul nostro sito.
Abbiamo anche fatto presente che è necessario cercare di arrivare a breve ad una possibile ipotesi di lavoro, preferibilmente comune, o quanto più possibile condivisa, in modo da intervenire in modo qualificato sulla materia come Commissione paritetica, dando così un senso ai lavori di questi mesi.
L’obiettivo è quello di definire un nuovo quadro di riferimento e di proposte sull’ordinamento professionale prima che venga emanato l’atto di indirizzo da parte del Governo per il rinnovo del CCNL.
Proposte che dovranno essere anche recepite nel Memorandum che il Governo intende proporre alle OO.SS. quale accordo quadro a monte del rinnovo dei Contratti.
In tale direzione come FLP chiederemo al Governo ulteriori stanziamenti economici da inserire nel DEF (Documento Economico Finanziario) per rivalutare in modo consistente le somme ora stanziate in legge di bilancio per il 2021 (terzo anno di vigenza del CCNL), il superamento della politica dei tagli al salario accessorio, significative modifiche normative che permettano il superamento dei vincoli sulle progressioni tra le aree, sia in materia di titoli di studio che di percentuali di copertura, l’eliminazione della tassa sulla malattia (ritenuta sull’indennità di amministrazione) e la modifica delle norme punitive sul diritto alla salute inserite nell’ultimo CCNL.
In considerazione di quanto rappresentato resta confermato lo stato di agitazione proclamato dalla FLP nei giorni scorsi.
La Segreteria Generale FLP
La nostra Federazione ha dunque inviato un segnale forte all’ARAN sulla necessità di iniziare immediatamente e senza ulteriori indugi, a confrontarsi su quello che sarà certamente uno dei temi principali del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni Centrali, ormai scaduto da oltre un anno. L’Ordinamento professionale costituisce, infatti, uno degli elementi portanti attorno al quale si sviluppa il riconoscimento e la valorizzazione, anche economica, del Lavoro Pubblico e che deve finalmente consentire di approdare ad una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente e ai cui membri venga riconosciuto il giusto ruolo nella modernizzazione del Sistema Paese. L’importanza e la necessità di un nuovo Ordinamento professionale, con nuovi meccanismi di progressione, sia verticale fra le Aree che economica, è certamente un tema molto sentito anche nella nostra Amministrazione; è di tutta evidenza che quello attuale si dimostra del tutto superato e incapace di fornire risposte adeguate sia sul piano delle professionalità e delle funzioni richieste da un’Amministrazione complessa come quella del nostro Dicastero (si pensi, in proposito, alla richiesta di AID di confrontarsi con le OO.SS su questo tema e ai lavori dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione), sia per fornire il giusto riconoscimento al lavoro qualificato e alla professionalità dimostrata quotidianamente dal personale civile della Difesa. In questo senso la proposta FLP del superamento dell’attuale meccanismo di finanziamento delle progressioni economiche che non può e non deve gravare sui fondi del salario accessorio del Personale e la richiesta al Governo di ulteriori stanziamenti economici, da inserire nel DEF (Documento Economico Finanziario), per rivalutare in modo consistente le somme ora stanziate in legge di Bilancio per il 2021.
In allegato riproponiamo il documento della Segreteria Generale FLP con il quale erano state fornite all’ARAN, già lo scorso dicembre, le prime proposte della nostra Federazione per un nuovo ordinamento profesionale del Personale del Comarto Funzioni Centrali.
Notiziario FLP DIFESA n. 86 del 28 settembre 2019 –
Il nuovo Presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo
Come noto, il CCNL del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2016-2018 non ha, pur a distanza di ben sette anni dall’ultimo contratto 2006-2009 e con tutti i problemi nel frattempo emersi, in alcun modo affrontato il tema dell’urgente riassetto dell’ordinamento professionale, lasciando così irrisolte problematiche importanti come, per esempio, quello delle alte professionalità o quello della cancellazione della 1^ area con il transito di tutto il personale all’area 2^, che da anni rappresenta uno dei nodi inestricati nel Ministero della Difesa e che tale è rimasto nel corso degli anni in quanto l’ARAN e le altre Parti sindacali hanno detto sempre no alla proposta di soppressione della 1^ area avanzata da FLP nelle sue tre ultime piattaforme.
L’unica cosa che, al riguardo, il CCNL 2016-2018 ha invece fatto, è stata quella di nominare l’ennesima Commissione Paritetica (art. 12) alla quale è stato affidato il compito di analizzare gli attuali sistemi di classificazione, valutarne l’appropriatezza e proporre idee per il riassetto professionale.
La quale Commissione avrebbe dovuto completare il proprio lavoro entro il maggio 2018, e invece è stata insediata con quasi un anno di ritardo e ha sinora effettuato solo tre riunioni. L’ultima delle quali è avvenuta il 26 u.s., e quelle che seguono sono le riflessioni e le valutazioni della nostra Federazione sui suoi contenuti e risultanze
“Si è tenuta ieri, dopo una lunga interruzione durata mesi, una nuova riunione della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale, prevista dal CCNL delle Funzioni Centrali. Tale Commissione ha il compito di predisporre una serie di proposte da sottoporre al tavolo contrattuale per definire il nuovo ordinamento professionale del personale del comparto, alla luce del rinvio che il CCNL ha operato, non affrontando le questioni spinose che emergevano dopo un decennio di blocco contrattuale. Ma in questi diciotto mesi, poco o nulla è stato fatto, dal momento che l’ARAN ha di fatto congelato il funzionamento di quest’Organismo, non convocandolo. Nel frattempo è scaduto il CCNL 2016/2018 e si rende necessario aprire con urgenza le trattative per il rinnovo del CCNL.
Un nuovo Contratto che non può e non deve limitarsi a recuperare in modo significativo il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici, falcidiato da un decennio di blocco e da un rinnovo (quello del 2016/2018) assolutamente insufficiente. Deve finalmente mettere mano al nuovo ordinamento professionale, rivisitando in modo significativo l’attuale sistema delle aree e delle carriere, ridando dignità al lavoro pubblico, superando i vincoli e i laccioli imposti dalla legge e dalla limitatezza dei fondi destinati al personale, adeguando i profili professionali e gli inquadramenti ai nuovi processi lavorativi e alla nuova organizzazione del lavoro delle nostre Amministrazioni.
Non ci interessa come FLP una semplice manutenzione di istituti ormai superati, improbabili e improponibili “maquillage”, tipo l’incremento del numero di posizioni economiche all’interno delle attuali aree, che non solo sarebbero inadeguate a riconoscere le professionalità espresse, ma sconterebbero le attuali iniquità nella distribuzione delle risorse tra le singole fasce e, soprattutto, l’esiguità dei fondi che le Amministrazioni possono ora destinare a questi istituti, alla luce dei tagli consolidatisi in questi anni a seguito dell’applicazione della normativa punitiva sul lavoro pubblico susseguitasi negli ultimi dieci anni.
Per la FLP bisogna innanzitutto fare giustizia e quindi portare a soluzione l’inaccettabile fenomeno del mansionismo, che ancora oggi vede decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori inquadrati in posizioni che non rispecchiano in alcun modo il lavoro effettivamente svolto.
Bisogna altresì superare le rigidità che impediscono, o limitano in modo inaccettabile, il passaggio tra le aree, disconoscendo in questo modo la professionalità acquisita sul campo.
Va data inoltre una risposta organica e un percorso di carriera alla alte professionalità, sempre più presenti nelle nostre Amministrazioni, che lo ricordiamo ancora, ogni giorno si misurano con controparti agguerrite e che mettono al servizio del Paese e dei cittadini il loro bagaglio di esperienze e di competenze; che non possono essere tenute nella precarietà delle posizioni organizzative e nella perenne discrezionalità dei vertici per l’attribuzione di dette funzioni
Partendo dalle criticità dell’esistente, che debbono prioritariamente essere sanate, dobbiamo quindi costruire, per via contrattuale, e senza colpi di mano episodici del legislatore, un nuovo modello professionale che orienti l’azione dei lavoratori pubblici per il nuovo decennio, fotografando le innovazioni che sempre più dovranno diffondersi nella PA, e rendendo coerente tali processi con il riconoscimento delle professionalità espresse.
Questa è stata la posizione che la FLP ha formalmente e con decisione portato ieri al tavolo della Commissione paritetica.
La necessità di un intervento del Governo, che lo ricordiamo è in questo caso il committente dell’ARAN nella stipula del CCNL, è ineludibile affinchè adotti una direttiva per il rinnovo del CCNL che si muova in tale direzione e intervenga per le modifiche normative necessarie per superare alcuni aspetti che rendono a tutt’oggi asfittica e problematica la negoziazione a legislazione vigente. Insomma vogliamo e dobbiamo fare sul serio.
Abbiamo apprezzato la disponibilità e la chiarezza del nuovo Presidente dell’ARAN Antonio Naddeo, e la sua volontà di non tirarsi indietro in un confronto che non sarà certamente facile. Abbiamo anche trovato sostanziali punti di convergenza sul metodo da seguire e, in alcuni aspetti, anche nel merito delle cose da fare.
La riunione è stata aggiornata a metà ottobre e vi è l’impegno dell’Aran a calendarizzare riunioni quindicinali per definire in tempi utili proposte operative.
Invitiamo nel frattempo le nostre strutture, e tutti i lavoratori interessati, a farci pervenire contributi e proposte all’indirizzo flp@flp.it, perché le nostre Amministrazioni sono diverse e articolate, così come i processi lavorativi e lo stato di avanzamento dei modelli di innovazione organizzativa.
In questo modo potremo esprimere una proposta ancora più organica e definita.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP“
Questo il comunicato diffuso dalla FLP. Non ci resta che attendere la prossima riunione della Commissione prevista per metà ottobre, per vedere se la nuova Presidenza imprimerà al suo lavoro quell’accelerazione sinora mancata e di cui certamente necessita.
Notiziario FLP Difesa n. 73 del 27 ottobre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 61 del 26 Ottobre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, e che rende conto di un bilancio tutt’altro che soddisfacente del quadro maturato, dove FLP […]
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 10 settembre 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 45 del 9 settembre 2021, che riferisce dei contenuti della riunione all’ARAN tra OO.SS. e Funzione Pubblica nel corso della quale si è sviluppato il confronto in materia di riforma dell’Ordinamento Professionale: Si è tenuta nel […]
Notiziario FLP DIFESA n. 53 del 22 luglio 2021 – Riportiamo di seguito il n. 39 del 21 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali. “Abbiamo apprezzato la decisione dell’Aran, che nella riunione che si è appena conclusa, all’interno del negoziato […]
Notiziario FLP Difesa n. 49 del 6 luglio 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 36 del 3 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, peraltro ormai in scadenza. “Prosegue il negoziato, con riunioni a cadenza settimanale, per il rinnovo […]
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno: Si […]
Notiziario FLP Difesa n. 35 del 17 maggio 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 28 del 14 maggio 2021, che riferisce dei contenuti della seconda riunione all’ARAN sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Funzioni Pubbliche: Nel corso della seconda riunione convocata ieri per proseguire il negoziato per il rinnovo del […]
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Notiziario FLP DIFESA n. 86 del 28 settembre 2019 – Come noto, il CCNL del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2016-2018 non ha, pur a distanza di ben sette anni dall’ultimo contratto 2006-2009 e con tutti i problemi nel frattempo emersi, in alcun modo affrontato il tema dell’urgente riassetto dell’ordinamento professionale, lasciando così irrisolte […]