Notiziario FLP Difesa n. 07 del 24.01.2023 –
Si è tenuta oggi a Persociv la riunione convocata per il confronto sulla bozza di circolare che dovrà aggiornare la regolamentazione degli istituti che disciplinano il personale turnista e per il testo revisionato del nuovo NOP (Allegato 1).
In premessa il DG ha comunicato la certificazione positiva del CCNI stralcio sulle famiglie professionali, la cui ipotesi era stata sottoscritta dalle parti lo scorso 31 ottobre, da parte di MEF e FP in data 18 gennaio u.s. (Allegati 2 e 3), che si sono espresse con pesanti rilievi recepiti nella versione oggi sottoposta alla firma delle OO.SS. nazionali. La D.G. ha tenuto a precisare che le parti eliminate dal testo originario non sono andate perdute, in quanto non è stata richiesta la modifica della relazione illustrativa allegata all’ipotesi di Accordo, e che pertanto i loro contenuti saranno recepiti nella relativa circolare di prossima emanazione. Restano dunque confermate le prime indicazioni fornite da Persociv con la circolare 76593 del 5 dic. u.s.. In merito FLP Difesa osserva ancora una volta come gli organi certificatori abbiano arrogantemente assunto il ruolo di censori della contrattazione, senza alcun riguardo nemmeno per il termine di 30 giorni che la norma prevede per il loro pronunciamento, arrivato dopo quasi 3 mesi dalla sottoscrizione dell’Ipotesi di Accordo; di qui la riserva in merito alla firma del documento definitivo; abbiamo inoltre sollecitato il riscontro della D.G. in merito ai nostri contributi di cui alla nota del 28 dicembre u.s. sulla Ipotesi di CCNI stralcio sulle competenze delle famiglie professionali, auspicandone la rapida definizione e sottoscrizione.
Per quanto attiene invece alla bozza di circolare sui turnisti, il confronto non si è esaurito oggi, ma proseguirà nella prossima riunione calendarizzata a fine mese, nella quale sarà posto all’ordine del giorno anche il Regolamento del lavoro agile. Intanto la D.G. ha registrato le nostre proposte, contenute nelle note inviate a Persociv il 27 maggio 2022 e il 18 gennaio 2023 (Allegati 4 e 5), che sono state illustrate ed integrate nel corso della riunione, sottolineandone i punti di maggior rilievo, fra cui:
- la necessità che la circolare ribadisca in premessa il principio che l’ammontare del monte ore annuo delle prestazioni complessivamente rese debba essere pari sia per il personale in servizio con l’orario ordinario che per il personale turnista: una premessa fondamentale per dirimere eventuali dubbi interpretativi degli Enti;
- la necessità di dare l’avvio alla contrattazione integrativa in materia di:
- elevazione del numero massimo di turni notturni/mese e festivi/anno;
- studio di fattibilità della riduzione di orario fino a 35 ore settimanali;
- la gestione dei certificati medici a sostegno delle assenze per malattia (rileviamo infatti che la bozza di circolare prevede la decorrenza del certificato medico dal primo giorno di turno, con ciò andando in contrasto con l’INPS che invece ribadisce che il certificato decorre dal giorno di emissione);
- il recepimento di quanto previsto dall’art. 22 del CCNL FC 2019-2021 in materia di pausa per il recupero psicofisico del personale turnista, laddove si prevede la possibilità che la prestazione lavorativa non venga interrotta in presenza di attività per le quali va obbligatoriamente assicurata la continuità dei servizi;
- la deroga all’art. 37 del CCNL 2019-2021 in materia di lavoro agile, prevedendo il temporaneo ricorso a tale istituto, uscendo dai turni, in particolari situazioni quali la partecipazione ad attività formative;
- l’integrazione della disciplina della reperibilità nella parte in cui si prevede che, in caso di chiamata, il posto di lavoro sia raggiunto entro 30 minuti, posto che il pendolarismo e il traffico cittadino ci hanno oggi abituato a una tempistica mediamente ben superiore.
La D.G. ha registrato le nostre proposte, esprimendo apprezzamento complessivo per il contributo, riservandosi le decisioni nel prosieguo del confronto.
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Allegato 1 :CCNI famiglie profess. revisionato 24.01.2023
Allegato 2 : Certificazione MEF 18.01.2023
Allegato 3 : Certificazione FP 18.01.2023
Allegato 4 : Nota FLP DIFESA 27.05.2022
Allegato 5 : Nota FLP DIFESA 18.01.2023
Notiziario FLP Difesa n. 63 del 28 ottobre 2022 –
Dopo la riunione del 18 nov. (vds. Notdif n.60 e le ns. proposte pubblicate sul sito), ieri si è tenuta la 2^ Riunione a Persociv per il NOP, che dovrebbe andare in operativo il 1° novembre, nel rispetto dei termini previsti dal nuovo CCNL FC. Già il Titolo III del CCNL ha introdotto la classificazione del personale in 4 aree: la 1^ area diventa “Area degli Operatori”, la 2^ Area diventa “Area degli assistenti” assorbendo i due precedenti profili degli addetti e degli assistenti, la 3^ Area diventa “Area dei Funzionari”, e nasce la 4^ area, delle “Elevate professionalità. Ora, la contrattazione integrativa definisce le “Famiglie professionali” (ambiti di professionalità omogenee) e i nuovi “Profili di ruolo”, secondo le indicazioni dettate dalle Linee Guida dell’ormai ex ministro della PA Brunetta.
Oggi sono individuate 3 nuove “Famiglie Professionali” (che riproducono i contenuti dei 4 Settori di cui al “NSC-2010”), ed i nuovi “Profili di Ruolo” (assimilabili ai preesistenti profili), dando così il via alla trasposizione automatica del personale nei nuovi profili a far data dal 1° novembre 2022. Le novità consolidate nella bozza di Accordo sono dunque principalmente tre:
- La nascita della 4^ area delle “Elevate Professionalità”, che si caratterizzano per un elevato grado di specializzazione, conoscenze associate al diploma di laurea magistrale, abilità e responsabilità.
- In 2^ Area, l’assorbimento del profilo di “Addetto” nel profilo unico di “Assistente”, cui si applica la specifica professionalità sulla base del precedente profilo e della famiglia professionale di inquadramento. In merito è stato poi convenuto che debbano essere trattate in modo specifico due situazioni:
- all’ “Addetto del Settore dei Servizi Generali” impiegato in attività di Vigilanza sarà da subito attribuito il profilo di Assistente ai Servizi di Supporto, e dopo una ricognizione disposta da Persociv con apposita circolare, gli Enti di appartenenza procederanno al reinquadramento nel profilo di “Ass. ai Servizi di Vigilanza”;
- analogamente, l’“Addetto tecnico per le Lavorazioni e la meccanica” che sia impiegato in attività inerenti la motoristica e meccanica, sarà inizialmente inquadrato nel profilo di Ass. Tecnico per le Lavorazioni e successivamente potrà essere reinquadrato in quello di “Assistente tecnico per la motoristica, la meccanica e le armi”.
- Per il personale di 1^ Area, come da nostra richiesta, le famiglie professionali di riferimento sono state incrementate in analogia alle altre aree: dunque si apre per questi colleghi la possibilità che, dopo il primo inquadramento in automatico nel profilo di Operatore ai Servizi di Supporto, si possa procedere, come nei casi sopramenzionati degli Addetti, al reinquadramento negli altri profili di tipo amministrativo o sanitario, in base alle mansioni sin ora effettivamente svolte, così valorizzando finalmente le competenze acquisite in quest’area, e consentendo le progressioni verticali verso l’area “ASSISTENTI”, nelle famiglie professionali corrispondenti.
Per quanto attiene alle Famiglie professionali, la bozza inviata da Persociv nella versione 21 nov. (In all. 1), ispirata ad un modello “conservativo con approccio evolutivo”, ha incluso pressochè tutte le proposte di parte sindacale, recepite dall’A.D. ed è accompagnata da un documento esplicativo, il “razionale”. Fra le proposte di FLP Difesa accolte da Persociv sono anche quelle relative al reintegro delle competenze professionali del personale della Giustizia Militare nell’ambito della famiglia “Amministrativo, contabile, linguistico, giudiziario e storico culturale ”, così come l’integrazione nell’ambito della famiglia “Tecnico, scientifico, informatico, servizi di supporto e della logistica, sicurezza/ambientale” delle attività di Supporto prestate all’Esercito e alle Foresterie.
Dunque fin qui tutto bene, in riunione è parso che tutti fossero orientati a condividere il rinvio della trattazione dell’Allegato 1), riportante la descrizione di dettaglio delle famiglie professionali e delle relative competenze, in quanto ciò non avrebbe pregiudicato l’avvio dei nuovi inquadramenti nel termine previsto del 1° novembre. Certo sarà necessario colmare questa lacuna prima possibile, in quanto necessaria per la redazione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale nel nuovo PIAO, che deve essere perfezionato entro il 31 gennaio 2023. E val la pena sottolineare che è proprio quest’ultimo documento che riporterà numeri e le professionalità utili all’avvio delle tanto attese nuove progressioni verticali (che potranno godere solo entro il 2024 della deroga al possesso del titolo di studio attualmente previsto per l’accesso all’area superiore).
In merito, abbiamo chiesto aggiornamenti circa le risorse che le finanzieranno (e AD ce ne ha ha fornito nella stessa serata lo specchio riepilogativo), e le modifiche da portare al Piano Triennale di Fabbisogno del Personale e al PIAO. L’AD ha precisato che l’urgenza di concludere l’Accordo definitivo sul NOP, nasce proprio in quanto il documento è propedeutico alla elaborazione del citato PTFP di cui sopra. Abbiamo anche chiesto se le assunzioni, ivi comprese le progressioni verticali, già autorizzate con precedenti DPCM dovessero essere oggetto di revisione, e la D.G. ha asserito che le rispettive procedure stanno seguendo il loro (pur lento) autonomo iter.
In conclusione, abbiamo anche manifestato all’A.D. il nostro apprezzamento per il cambiamento di approccio in tema di relazioni sindacali: stavolta è stata riconosciuta l’opportunità degli approfondimenti e di una tempistica di lavoro meno stringente, e sono stati esaminati e recepiti positivamente i nostri contributi. Un buon segnale, che contiamo trovi conferme anche rispetto al debito di informazione ormai da molto tempo e in diverse occasioni rappresentato (di particolare rilevanza oggi l’approfondimento sui dati utili alla pianificazione delle progressioni verticali e alle assunzioni: la quantificazione delle esigenze in termini di famiglie professionali e profili, la composizione delle tabelle organiche aggiornate, la composizione organica complessiva del personale, articolata per aree, profili e titoli di studio).
Ma probabilmente questo approccio non piace a CGIL CISL E UIL, che stanno facendo informazione sul NOP come di un Accordo il cui contenuto sarebbe stato stravolto solo grazie a loro, e come fosse già sottoscritto. Peccato che ci risulti invece che l’Accordo non sia ancora sottoscritto proprio da loro almeno fino al pomeriggio dioggi, nonostante l’accoglimento di 2 delle 3 richieste di modifica suppletiva dell’ultim’ora dagli stessi presentate… (vedasi la email di Persociv del 28.11 – ore 14,20 (in all. 2) che, nel sottoporre alle parti il Testo definitivo da firmare, preannuncia anche la convocazione per il giorno 8 novembre p.v., per la ripresa dei lavori sulle competenze delle famiglie professionali,
Per ora è tutto. Come sempre, vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
All. 1 Bozza Accordo Famiglie Professionali
All. 2 Mail Persociv 28.10.2022 ore 1420
Annesso 1 all. 2 Bozza Accordo Famiglie professionali – ultima versione
Annesso 2 all. 2 – RAZIONALE 25.10.2022
Notiziario FLP Difesa n. 60 del 18 ottobre 2022 –
Partita oggi a Persociv la trattativa per il Nuovo Ordinamento Professionale, che definisce le nuove “Famiglie Professionali” (figlie dei “Settori” del vigente “Nuovo Sistema di Classificazione”), e i nuovi “Profili di Ruolo”. La bozza di lavoro presentata dall’A-D. ha carattere conservativo, mirato a non disperdere l’esperienza maturata con la precedente disciplina, ma naturalmente è stata adeguata alle novità introdotte dal nuovo CCNL FC e dalle Linee Guida della F. P. dello scorso settembre. Le novità sono principalmente due:
- La nascita di una 4^ area delle “Elevate Professionalità”, che si caratterizzano per un elevato grado di specializzazione, di conoscenze (che il CCNL associa al possesso di un diploma di laurea magistrale), di abilità e di responsabilità. In merito sono emerse le problematiche derivanti:
- dalla previsione da parte dell’A.D., nell’ambito delle conoscenze richieste, di lauree triennali anziché quinquennali; infatti la deroga al possesso del titolo di studio previsto per l’accesso a ciascuna area, è stata in realtà indicata dal nuovo CCNL FC per le sole progressioni verticali che saranno attuate entro il 31 dicembre 2024, e che riguardano i passaggi dalla 1^ alla 2^ e dalla 2^ alla 3^ area.
- dalla previsione da parte di A.D., quale elemento utile per la definizione della denominazione del profilo, dell’“abilitazione e/o iscrizione all’albo”. Il problema nasce dal fatto che l’iscrizione all’albo, consentita per i Dirigenti sanitari, non pare compatibile con le “Elevate professionalità”, collocate nell’ambito del personale contrattualizzato; e quest’ultimo infatti è soggetto al divieto di esercizio della professione privata ed ai vincoli derivanti dalla disciplina delle incompatibilità.
Su questi punti l’A.D. si è riservata di approfondire.
- Nella 2^ Area, l’assorbimento del profilo di “Addetto” nel profilo unico di “Assistente”, con tutte le variabili legate al transito nella nuova “Famiglia professionale”.
In merito abbiamo chiesto in particolare che si rivisitasse il percorso per l’attribuzione del nuovo profilo per il personale attualmente in possesso:
- dal vecchio profilo di “Addetto del Settore dei Servizi Generali”, nel caso in cui sia svolta attività di Vigilanza, al nuovo profilo di “Ass. ai Servizi di Vigilanza” (e non a quello di Ass. ai Serv. Di Supporto);
- dal vecchio profilo di “Addetto tecnico per le Lavorazioni e la meccanica”, nel caso in cui sia svolta attività inerente la motoristica e meccanica, al nuovo profilo di “Assistente tecnico per la motoristica, la meccanica e le armi” (e non a quello di Ass. Tecnico per le Lavorazioni).
Quanto sopra anche al fine di evitare di dover perdere ulteriore tempo prezioso per sanare situazioni concrete non rispondenti, mediante l’attivazione di cambi di profilo.
- Per il personale di 1^ Area, abbiamo chiesto che il previsto nuovo profilo di “Operatore dei Servizi Generali” sia rettificato in “Operatore Amministrativo-tecnico”, e riconducibile sia alla famiglia Professionale Amministrativa che a quella tecnica. Una proposta che trova supporto nell’ analogo Accordo contenuto nel CCNI ARAN del 5 ottobre u.s., e che fornisce gli strumenti per consentire a questi colleghi sia sviluppi di carriera anche verso la famiglia professionale amministrativa, sia nuove potenzialità sul piano formativo, finora bloccato sia sul fronte della informatizzazione che su quello più generale.
Per quanto attiene più in generale alle Famiglie professionali, abbiamo rappresentato:
- la sparizione dal quadro complessivo delle competenze professionali riconducibili al settore della Giustizia Militare, che pure sono tuttora operanti, e che rappresentano un elemento “Caratterizzante”, per dirla alla Brunetta, della attività svolta dal nostro personale.
Ne abbiamo richiesto dunque il reintegro, sia nella definizione dell’ambito di competenza professionale amministrativo, contabile, linguistico e giudiziario, sia nei vari elementi di dettaglio delle competenze di ciascun profilo appartenente alla stessa Famiglia Professionale.
- la necessità di recuperare, nell’ambito delle competenze riconducibili ai “Servizi Generali”, oltre alle attività di Supporto per Marina e Aeronautica, anche quelle prestate all’Esercito, e alle Foresterie.
Ora è preannunciato un prossimo presumibilmente conclusivo incontro per il 27 ottobre p.v., dopodiché, completata questa fase, in tempi relativamente brevi l’A.D. procederà ad attribuire a ciascuno, in base al profilo di provenienza, la appartenenza alla nuova “Famiglia Professionale” ed al nuovo Profilo Professionale, operazione necessaria per poter avviare le nuove progressioni verticali. Intanto la D.G. non ci ha potuto fornire gli elementi utili a determinare le risorse che le finanzieranno, riservandosi gli approfondimenti a dopo la definizione del NOP.
Ma FLP DIFESA ha anche nuovamente contestato le modalità utilizzate dall’A.D. per gestire le relazioni sindacali: come già accaduto per il FRD 2022, dove la trattativa si è svolta in un arco temporale ristrettissimo, con una sola seduta, senza la ricerca da parte di A.D. del massimo consenso, e costringendo le rappresentanze a decisioni forzate dall’urgenza, anche l’importante materia del NOP è oggi sviluppata in tempi stringenti, nonostante che il CCNL FC prevedesse già dalla sua entrata in vigore, a maggio, la tempistica di 5 mesi per arrivare all’Accordo e all’entrata in vigore del NOP a far data dal 1° novembre 2022; e rileva anche la inadeguatezza dell’A.D. rispetto al debito di informazione (vds le nostre richieste dei dati relativi alle risorse che alimentano il FUS); scelte che non hanno precedenti nella storia, e che hanno portato la ns. O.S. a segnalare la problematica al Gabinetto del Ministro con una specifica nota.
Per ora è tutto. Come sempre, vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
In allegato:
Allegato 1: 07.10.2022 PERSOCIV – bozza accordo NOP
Allegato 2: 17.10.2022 Nota FLP DIFESA NAZ a PERSOCIV su NOP;
Allegato 3: 18.10.2022 Nota FLP DIFESA NAZ riepilogativa delle integrazioni alle Osservazioni presentata in riunione ;
Allegato 4: 05-10.2022: CCNI ARAN contenente il NOP concordato per il personale ARAN;
Allegato 5: 06.10.2022 Nota FLP DIFESA NAZ – a GdM-SSSD-SMD-SS.MM.-SGD-PERSOCIV su Criticità delle relazioni sindacali.
Notiziario FLP Difesa n. 31 del 09 maggio 2022 –
Riportiamo di seguito il comunicato stampa rilasciato dal Segretario Generale di FLP, Marco Carlomagno, nella giornata di oggi in merito alla firma del CCNL FC 2019-2021, che pubblichiamo nelle news sul nostro sito.
Roma, 9 maggio – Nella tarda mattinata di oggi sarà firmato definitivamente il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2019-2021, che si applica ai lavoratori dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali e degli Enti Pubblici non Economici (INPS, INAIL, ENAC, ACI e altri enti minori) e che riguarda quindi oltre duecentomila lavoratori del pubblico impiego.
Il nuovo contratto nasce già scaduto e giunge alla fine di un lungo iter di approvazione durato oltre quattro mesi dalla firma della preintesa, avvenuta all’inizio di gennaio.
Sui contenuti è intervenuto il Segretario Generale della Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche (FLP) Marco Carlomagno: “Non possiamo certo essere soddisfatti degli aumenti stipendiali in senso stretto, vista anche l’inflazione che ha ricominciato a correre negli ultimi mesi, né delle manovre dilatorie del governo, che ha ritardato in ogni modo possibile la firma definitiva per rinviare il pagamento degli arretrati.
Nonostante ciò, Carlomagno rimarca i tratti positivi che hanno portato la FLP a firmare questo contratto: “Malgrado le criticità siamo soddisfatti per le potenzialità innovative di questo contratto. La contrattazione integrativa dei nuovi istituti contrattuali può portare a un ammodernamento della struttura organizzativa dello Stato i cui buoni frutti sarebbero colti sia dai lavoratori che da utenti e imprese.
“Si aprono nei prossimi mesi opportunità formidabili. La contrattazione di nuove famiglie professionali più rispondenti al lavoro da svolgere rispetto a quelle precedenti vecchie di venti anni, il finanziamento extra contrattuale delle carriere, il recupero e l’utilizzo di maggiori fondi per la produttività, l’istituzione dell’area delle alte professionalità assente sinora nei contratti, la possibilità di contrattare nuove forme di conciliazione vita-lavoro, a partire dallo smart working, sono tutti temi sui quali ci misureremo entro il 2022 e che faranno emergere la reale volontà delle amministrazioni dello Stato di cambiare pelle e passare dal mero adempimento formale dei propri compiti alla soddisfazione reale dei bisogni di cittadini e operatori economici.
“È proprio nei momenti di crisi come l’attuale – conclude il Segretario Generale della FLP – che si affermano i cambiamenti epocali. La FLP è pronta a scommettere sul senso di appartenenza dei lavoratori pubblici e sulla loro capacità di innovare. Dall’altra parte ci aspettiamo analoga dimostrazione a non difendere l’esistente e a puntare sulla valorizzazione delle persone e sulla loro professionalità all’interno di modelli organizzativi meno burocratizzati e caratterizzati da più autonomia e responsabilità, a ogni livello”.
Entra in vigore dunque il CCNL FC già scaduto, finalmente vedremo finalmente riconosciuti gli arretrati, e inizia la nuova fase di contrattazione e confronto, di particolare interesse nella Difesa, soprattutto per le novità che riguarderanno il nuovo sistema di classificazione, le nuove progressioni, le assunzioni e i passaggi verticali, il lavoro agile ordinario e il lavoro da remoto, di cui vi renderemo mano a mano conto.
Fraterni saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 85 del 21 dicembre 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 72 del 21 dicembre 2021, nel quale la nostra Federazione annuncia la sottoscrizione del CCNL 2019-2021, e ne delinea i contenuti, i contributi, gli aspetti innovativi e positivamente valutati, le criticità e le materie intorno alle quali dovrà proseguire l’azione sindacale, dopo una trattativa che ha visto FLP assolutamente protagonista fino all’ultimo, migliorando in extremis le parti sul diritto alla salute e alla sicurezza.
È stato raggiunto oggi un accordo politico sulla firma del rinnovo contrattuale del Comparto Funzioni Centrali, che si perfezionerà non appena sarà approvata la Legge di Bilancio per il 2022.
Infatti, è lì che sono appostati i fondi per finanziare il nuovo ordinamento professionale, che nell’ultima settimana il Governo ha quasi raddoppiato, come aveva chiesto con forza la FLP.
Le oltre venti sessioni di trattativa, durate mesi, sono state caratterizzate dal ruolo di assoluta protagonista da parte della FLP, che ha portato le proprie idee in un tavolo sindacale che ne era quasi completamente privo, riuscendo a mettere al centro dell’agenda i punti qualificanti della piattaforma presentata ai lavoratori.
Ad esempio, i fondi stanziati inizialmente per l’ordinamento professionale avrebbero permesso soltanto di svuotare la prima area mentre quasi tutta la seconda area sarebbe rimasta al palo, nonostante le mansioni superiori svolte per decenni. Con l’aumento dei fondi in bilancio ottenuti dalla FLP, invece, sarà possibile un’operazione di largo respiro anche per i passaggi dalla seconda alla terza area già in fase di prima applicazione del nuovo contratto.
I miglioramenti delle ultime bozze di contratto chiesti e ottenuti dalla FLP non finiscono qui: abbiamo ottenuto, finalmente, che i malati oncologici, dializzati, di Covid dopo la guarigione e tutti gli altri malati che hanno avuto bisogno di terapie salvavita possano fare i controlli in malattia senza alcuna decurtazione salariale e non gravando sulle proprie ferie, come invece prevedeva il precedente contratto. Era questo uno dei punti che aveva spinto la FLP a non firmare il contratto 2016-2018.
Inoltre, abbiamo ottenuto la piena contrattualizzazione delle materie che riguardano la sicurezza sul lavoro, che l’ARAN aveva cercato di affievolire.
E anche sul lavoro agile, proprio nell’ultima fase siamo riusciti ad ottenere il superamento della fascia di operatività, la definizione della fascia di contattabilità all’interno dell’orario di lavoro e non coincidente con esso e la previsione della corresponsione di specifiche indennità in sede di contrattazione integrativa. Infine vengono implementate altre forme di lavoro a distanza, tra le quali il telelavoro e il co-working.
A questi risultati dell’ultima ora possiamo aggiungere quelli già ottenuti durante il lungo confronto e cioè l’esigibilità della perequazione dei trattamenti economici per l’ex comparto ministeri che, pur previsto dalle norme, rischiava di non essere attuato dal contratto, e l’istituzione della quarta area delle elevate professionalità.
Su questa materia, in particolare, ci siamo dovuti battere contro tutto e tutti perché né l’ARAN né, ancor di più, i sindacati avrebbero voluto istituirla. E teniamo conto che le norme vigenti prevedevano la possibilità, ma non l’obbligo, per la contrattazione di istituire un’area che porta finalmente il lavoro pubblico più vicino a quello privato per la valorizzazione delle professionalità interne. Da 36 anni nel lavoro privato esiste l’area dei quadri – anche lì inizialmente ostacolata dal sindacato tradizionale – mentre nulla di tutto ciò, fino a ieri, esisteva nel pubblico impiego.
Un contratto tutto rose e fiori, dunque? No, tutt’altro. Avremmo preferito che la nostra azione riformatrice fosse ancora più incisiva e per questo continueremo a lavorare sia in contrattazione integrativa che a livello politico per migliorare le condizioni di lavoro e la funzionalità delle pubbliche amministrazioni, soprattutto se voi lavoratori ci darete ancora più fiducia, ad iniziare dal prossimo voto alle elezioni RSU di aprile 2022.
Qualche esempio:
- siamo riusciti ad istituire la quarta area, ma in prima battuta l’area resterà vuota grazie alla pervicacia dell’ARAN e delle altre Organizzazioni Sindacali nel rifiutare qualunque forma di valorizzazione del personale altamente specializzato. Ebbene, la FLP incalzerà le amministrazioni affinché usino le loro capacità assunzionali per iniziare a riempirla il prima possibile.
- le progressioni economiche saranno più difficoltose a causa della carenza di fondi sul nostro salario accessorio? E noi continueremo a fare pressione sul Parlamento perché sia reso realmente esigibile il superamento dei tetti di legge su tutto il salario di produttività;
- Il contratto ha recepito le norme che assegnano almeno il 40 per cento del punteggio per le nuove progressioni economiche alla valutazione dei dirigenti? E la FLP lavorerà affinché i sistemi di valutazione siano trasparenti e responsabilizzino la dirigenza a valutare il personale in base alle competenze e non alla fedeltà;
- Il contratto ha ingessato, almeno in parte, il ricorso allo smart working? E la FLP farà pressione, a cominciare dal giorno successivo alla firma definitiva, per utilizzarlo al massimo possibile giacché una volta firmato il contratto verranno meno le linee guida ministeriali e con esse il principio di prevalenza della prestazione da rendere in presenza.
Insomma, il nostro lavoro non è finito al tavolo di trattativa di primo livello, che per la FLP è solo un passo del lungo cammino che dobbiamo e vogliamo percorrere per ammodernare la macchina amministrativa e valorizzare da tutti i punti di vista il lavoro pubblico.
Con questo spirito in questi mesi non ci siamo accodati al Governo e ai sindacati conservatori, che hanno paura del cambiamento e non hanno fiducia nei lavoratori, e nemmeno fatto solo testimonianza rinunciando a cambiare ciò che si poteva.
Le nostre idee sono sempre state al centro della trattativa, anche quelle che poi non hanno trovato sbocco in modifiche contrattuali. Con il vostro aiuto contiamo di cambiare domani tutto ciò che non siamo riusciti a fare oggi.
perché la FLP è IL sindacato
L’UFFICIO STAMPA
In Difesa questo contratto dà prima di ogni altra cosa finalmente risposte ai colleghi di 1^ area, che dopo anni di stop potranno passare in 2^ area in tempi relativamente brevi. Pubblichiamo nel settore “News” del nostro sito il testo della Preintesa e, in allegato al presente notiziario, la “Dichiarazione alla preintesa di FLP”. La materia dovrà essere sviluppata per diversi argomenti in sede integrativa, ma per ora è tutto. Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: 21.12.2021 Dichiarazione FLP sulla Preintesa del CCNL FC 2019-2021
Notiziario FLP Difesa n. 82 del 26 novembre 2021 –
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 69 del 25 novembre 2021, che fa il punto di situazione delle trattative in corso all’ARAN per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali:
Nonostante il forte impegno di questi mesi della FLP, sia sul tavolo Aran che a livello politico, e le proposte che continuiamo a fare in ogni sede, gli aspetti al momento potenzialmente positivi, e conseguentemente rispondenti alle aspettative del personale, (possibilità di definire finalmente un nuovo ordinamento professionale, svuotamento dell’attuale prima area, riconoscimento delle funzioni svolte e inquadramento nell’Area superiore, creazione effettiva dell’Area delle elevate professionalità, miglioramento delle attuali progressioni economiche, regole a regime per lavoro agile e lavoro da remoto), sono in questa fase del negoziato in gran parte ancora da definire in modo soddisfacente e anzi le proposte dell’Aran vanno purtroppo nella direzione opposta a quella da noi auspicata.
Infatti :
- restano insufficienti le risorse economiche per gli aumenti stipendiali che mediamente non supereranno a regime e per i tre anni di vigenza contrattuale i 50 euro mensili, a fronte di un gap salariale che in questo decennio è fortemente aumentato per il blocco decennale dei contratti e che diventa ancora più irrisorio per effetto della ripresa dell’inflazione;
- è totalmente inadeguata la misura ideata per il superamento dei tetti ai Fondi risorse delle Amministrazioni tramite la previsione di uno stanziamento di 200 milioni con la legge di bilancio 2022. Praticamente, invece di sbloccare risorse in gran parte già presenti nei bilanci delle amministrazioni (e quindi a costo zero per le casse dello Stato) viene creato un “tetto sui tetti” ripristinando, con una nuova norma, il tetto che era stata abolito con il D.L. 80/21 a seguito di una forte iniziativa sindacale. Questo in pratica significa che la presunta maggiore operatività e fattibilità del sistema proposto da Aran è solo un mero esercizio teorico;
- non si affronta pienamente il tema della perequazione delle indennità di Amministrazione ignorando gli effetti della legge di bilancio 2020 che stanziava a tale fine 72 milioni di euro;
- viene proposto un ordinamento professionale che rischia di ingessare la stragrande maggioranza del personale del comparto nelle attuali Aree, nonostante la norma oggi preveda la possibilità di un reinquadramento verticale del personale tra le diverse Aree in sede di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale;
- vengono rese ancora più difficoltose le progressioni economiche all’interno delle Aree, con l’azzeramento delle fasce retributive conseguite in questi anni a seguito delle progressioni economiche o delle assunzioni nei livelli intermedi delle attuali seconda e terza Aree; inoltre, nelle nuove progressioni economiche diventerebbe preponderante il peso della valutazione del dirigente rispetto a titoli oggettivi come anzianità di servizio e titoli di studio;
- viene istituita, solo sulla carta, l’Area delle elevate professionalità, riservandola unicamente alle future nuove assunzioni, in spregio alle decine di migliaia di funzionari che in questi anni si sono assunti notevoli responsabilità e hanno garantito il coordinamento e la direzione di tanti Uffici;
- verrebbero confermate le misure punitive sul diritto alla salute e alle cure con il mantenimento della decurtazione delle indennità di amministrazione in caso di malattia e il contingentamento su base oraria, come permessi, delle visite mediche specialistiche e gli accertamenti diagnostici, nonostante la pandemia abbia dimostrato in modo drammatico come la salute sia un bene inalienabile tutelato dalla Costituzione e non possa essere oggetto di risparmi sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori;
- viene proposta una regolamentazione contrattuale del lavoro agile e del lavoro da remoto sostanzialmente disincentivante a dispetto di una modalità lavorativa che invece dovrebbe essere implementata per le sue caratteristiche di innovazione, modernizzazione dei processi e delle Amministrazioni e come strumento di migliore conciliazione vita-lavoro.
- nessuna modifica viene prevista rispetto all’attuale sistema delle relazioni sindacali e della partecipazione, ad oggi assolutamente insufficiente, che mette all’angolo le Organizzazioni sindacali, svuota di ogni ruolo le RSU, e lascia mano libera alle Amministrazioni su tutti gli atti e le iniziative che i hanno un diretto rapporto con l’organizzazione degli Uffici, i carichi di lavoro, la tutela professionale, il benessere lavorativo.
A questo quadro si aggiunge la difficile situazione che si sta vivendo negli Uffici a seguito della scellerata decisione di Brunetta del rientro generalizzato del personale in presenza, in una fase in cui l’emergenza sanitaria sta ormai, purtroppo, riprendendo i connotati di gravità dell’inverno scorso, con forti rischi sulla salute del personale, e un disegno di legge di bilancio in queste ore in discussione al Senato che interviene pesantemente sulle pensioni, non confermando quota 100, e non fornendo adeguate risposte sui temi caldi del lavoro pubblico, stanziando somme irrisorie anche per il prossimo rinnovo contrattuale, sottodimensionando gli stanziamenti necessari per rifinanziare i Fondi risorse decentrate e il nuovo ordinamento professionale.
Sulla base di queste considerazioni, e ritenuto che in questi giorni si gioca la partita decisiva per imprimere una svolta al negoziato per il rinnovo del CCNL, la Segreteria Generale FLP, nella riunione del 22 novembre, ha deciso di proseguire l’azione politica di questi mesi intervenendo presso i Gruppi parlamentari del Senato per modificare gli aspetti che riteniamo più penalizzanti per il lavoro pubblico della legge di bilancio 2022, attraverso specifici emendamenti che abbiamo predisposto in queste ore mirati a incrementare le somme esigue previste per il nuovo ordinamento professionale, a modificare la norma che di fatto ripristina un tetto al superamento dei tetti ai Fondi risorse decentrate, a prevedere adeguate risorse (oggi è finanziata solo l’indennità di Vacanza Contrattuale) per il rinnovo dei contratti 2022/2024.
Questo allo scopo di dare al rinnovo contrattuale in corso adeguate risorse economiche capaci di dare piena attuazione al nuovo ordinamento professionale, scongiurando l’ipotesi di una firma al ribasso di un contratto che si limiterebbe al massimo ad enunciare buoni propositi non realizzabili in sede di contrattazione integrativa.
Ma è di tutta evidenza che, al di là dell’esito delle necessarie e auspicate modifiche normative, permangono numerosi nodi da sciogliere che restano nella piena disponibilità delle parti negoziali e su cui sia l’Aran che le altre Organizzazioni sindacali presenti al tavolo, debbono pronunciarsi senza alcun alibi.
Subito dopo la riunione in Aran prevista per lunedì 29 novembre, sulla scorta del quadro che si andrà sempre più delineando, anche con riferimento all’andamento dei lavori parlamentari sulla sessione della legge di bilancio, faremo un ulteriore valutazione dello stato dell’arte e decideremo le conseguenti iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione del personale.
Facendo in modo che le lavoratrici ed i lavoratori del comparto possano pronunciarsi e dire la loro sulle diverse questioni e che soprattutto la loro voce conti sull’esito dello stesso.
A tal fine è stato convocato il Comitato Direttivo nazionale della nostra Federazione per il 2 dicembre prossimo.
La Segreteria generale
Molte delle questioni rappresentate rivestono notevole importanza per i colleghi della Difesa, che, dopo il decennio di sospensione del rinnovo contrattuale, e dopo aver subito tutte le negative ricadute del CCNL attualmente vigente, hanno riposto molte aspettative sul rinnovo contrattuale in discussione, sia sul piano giuridico che su quello economico, anche considerando che il personale civile della Difesa rientra a pieno titolo fra le Cenerentole dei Ministeri. Restiamo dunque in attesa degli imminenti sviluppi, sui quali vi terremo aggiornati.
Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 71 del 20 ottobre 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 57 del 19 ottobre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN:
La bozza presentata oggi da Aran nel corso della riunione per il prosieguo del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, relativa ad un aggiornamento delle sole parti dell’ordinamento professionale e del lavoro agile non apporta sostanziali passi in avanti nella discussione e non contiene significative modifiche rispetto a quanto già discusso nel corso delle precedenti riunioni.
LAVORO AGILE
In particolare, sul lavoro agile permangono tutte le criticità preesistenti, già da noi evidenziate, con un’ipotesi di regolamentazione che si configura addirittura peggiorativa dell’attuale quadro normativo, con norme contrattuali che non solo sono inadeguate, ma che, ove adottate, penalizzerebbero l’istituto anche rispetto al lavoro in presenza, con la riproposizione ancora una volta di fasce di contattabilità e di operatività che addirittura sconfinerebbero in un arco temporale superiore allo stesso orario di lavoro, con penalizzazioni anche dal punto di vista economico, sia rispetto alla corresponsione dei buoni pasto e dei ristori per i costi sostenuti, che su alcune voci della retribuzione accessoria.
Così come la nuova proposta di regolamentazione delle altre tipologie di lavoro da remoto appaiono addirittura meno attuali e con minori tutele di quelle oggi vigenti in materia di telelavoro e co-working, con riferimento alla normativa vigente, agli accordi quadro e alle intese sottoscritte in questi anni in molte Amministrazioni del comparto.
ORDINAMENTO PROFESSIONALE
Sull’ordinamento professionale, chiarito che al momento la proposta Aran si limita a riscrivere il sistema delle progressioni economiche all’interno delle Aree, al di là di un’apertura sul ruolo della contrattazione integrativa nell’implementazione dei criteri di possibile conferimento, permane la necessità di chiarire alcune questioni fondamentali, quali il numero di differenziali stipendiali (tipologia che sostituirebbe le attuali fasce economiche) attribuibili in ciascuna area, il valore economico di tali differenziali, l’attivabilità e la cadenza di tali procedure che, ove non definite con chiarezza, peggiorerebbero l’attuale sistema di fasce economiche.
Così come è necessario rimodulare il peso da attribuire alla cosiddetta valutazione, che nella proposta Aran continua a essere prevalente rispetto all’esperienza professionale, modificando l’attuale previsione contrattuale che prevede un equilibrio tra i diversi criteri.
Le progressioni economiche costituiscono non solo il riconoscimento dell’esperienza professionale acquisita, ma sono anche un momento importante di accrescimento salariale, in un sistema contrattuale “duale” che con il CCNL garantisce (in maniera sempre meno significativa) l’incremento tabellare, e che con la contrattazione integrativa in questi anni ha permesso dinamiche salariali fisse e ricorrenti, stabili e valide ai fini pensionistici.
E’ di tutta evidenza che un indebolimento di tale sistema, con procedure più ingessate, diluite nel tempo (Aran propone almeno tre anni di permanenza nella posizione per partecipare), con meno differenziali (fasce) disponibili e di importo inferiore rispetto alle attuali, comporterebbe un arretramento non solo professionale, ma anche economico.
Così come all’attualità nella proposta Aran manca ogni riferimento alla norma di prima applicazione, prevista dal DL 80, in materia di inquadramento del personale all’interno delle nuove Aree, essendo disciplinata solo quella relativa a fare salvi gli effetti delle procedure all’interno e tra le aree bandite dalle diverse amministrazioni del comparto ai sensi del vecchio ordinamento.
Per la FLP questo è un altro punto fondamentale e non negoziabile, nella riscrittura dell’ordinamento professionale.
Vedremo se le anticipazioni relative ad alcune norme che sarebbero inserite nel disegno di legge sul bilancio, relative alla specificazione delle modalità del possibile superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate e sul finanziamento aggiuntivo per la definizione del nuovo ordinamento professionale, saranno in grado di migliorare il quadro di riferimento contrattuale che all’attualità appare, a parere della FLP, ancora assolutamente insoddisfacente.
La prossima riunione è prevista per il 26 ottobre alle 10,30.
La Segreteria Generale
Non possiamo ignorare le possibili ricadute di un contratto di tal sorta sui colleghi della Difesa, e in particolare sul prosieguo dell’esperienza del lavoro agile da un lato, e sul trattamento economico accessorio del personale civile dall’altro. Val la pena di rilevare come, contestualmente, sembrerebbe essere ritornata nelle mani della Funzione Pubblica la trattativa sull’incremento della Indennità di Amministrazione della Difesa (i 30 milioni derivanti dai risparmi della Difesa di cui all’Ipotesi di Accordo dello scorso mese di luglio, mai perfezionata); non è da escludere infatti che quelle risorse possano essere oggetto di distribuzione su base premiale, secondo il modello tanto caro a Brunetta.
Vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa 22 del 23 marzo 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 17 del 20 marzo 2021, che fa il punto di situazione e presenta le sue proposte sui temi della riforma della P.A. e dei rinnovi contrattuali:
Sono bastati pochi giorni e, come prevedevamo, inizia a prendere corpo e consistenza tutta l’ambiguità del cosiddetto “Patto per il lavoro pubblico” siglato da cgil, cisl e uil con Brunetta. Che, portato a “casa” il risultato da lui auspicato, (è proprio il caso di dire così, dopo l’annuncio che la storica intesa era stata raggiunta nella sua residenza, tra un manicaretto e l’altro, cucinato generosamente con le proprie mani, e consumato con i segretari generali di cgil, cisl e uil, dando vita ad una nuova formula negoziale definibile dal “piatto al patto”) ha iniziato a enunciare nel dettaglio le sue proposte in materia di lavoro pubblico e di rinnovo dei contratti.
Piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici delle Pubbliche amministrazioni dopo anni di blocco delle assunzioni? Non proprio, bensì l’assunzione mirata di specifiche professionalità, con contratti a tempo determinato, da scegliere come si fa con le “migliori ciliegie sugli alberi” (ancora una citazione gastronomica).
Verificheremo nei fatti queste affermazioni, ma la sensazione è che si voglia bypassare la questione della carenza di organici e privilegiare, invece, poche migliaia di assunzioni, a chiamata sostanzialmente diretta. Inoltre Brunetta ha chiarito che siccome ci sono tanti soldi per rinnovare i contratti (sic), queste risorse debbono essere indirizzate in gran parte su istituti da lui già proposti negli anni scorsi e che, in mancanza di un quadro organico e condiviso, sono miseramente falliti e, aggiungiamo noi, hanno aumentato divisioni, inefficienze e peggiorato il clima interno nelle Amministrazioni. Ci riferiamo in particolare al “bonus per le eccellenze” da lui rilanciato e alle somme da destinare genericamente ai progetti di innovazione. In buona sostanza gli 80 euro lordi medi a regime (50 euro netti) per Brunetta (e per chi ha avallato le sue proposte) non vanno in busta paga, ma buona parte di essi dovrebbero essere destinati solo a pochi, ai cosiddetti “eccellenti”, valutati dagli stessi che in questi anni hanno fatto fallire tutti i sistemi di valutazione nelle nostre Amministrazioni.
Niente sul nuovo ordinamento (le risorse aggiuntive non ci sono e si promette che verranno parzialmente inserite solo nella legge di bilancio 2022), e nessun dietrofront sulle norme penalizzanti in materia di diritti e tutela della salute (tassa sulla salute, permessi contingentati per visite mediche specialistiche e accertamenti diagnostici, etc).
Insomma il quadro di riferimento non è per niente rassicurante, e per rimandare al mittente la cambiale in bianco firmata da cgil, cisl e uil a Brunetta, si rende quindi ancora più necessario un ampio confronto con le lavoratrici e i lavoratori per fare chiarezza sulla situazione, per definire insieme gli obiettivi e le rivendicazioni per il rinnovo di un Contratto, già scaduto da due anni, che non può essere la fotocopia di quello 2016/2018, assolutamente insufficiente nei contenuti, e confezionato con le medesime modalità del Patto a escludendum quella volta siglato da cgil, cisl e uil con Renzi (prima delle elezioni del 2018).
Consulteremo e ci confronteremo con il personale sulle proposte che trovate riassunte nel volantino allegato, con assemblee di livello nazionale e territoriale che progressivamente interesseranno tutte le Amministrazioni (il 26 marzo è in calendario quella per il Ministero dell’Interno e il 31 marzo quella per il Ministero della Cultura (ex Mibact ) e terremo il 24 marzo, sempre in videoconferenza, l’Attivo nazionale dei quadri e dei dirigenti FLP nazionali e territoriali. Per condividerle e approvarle insieme. Perché non è solo una questione di contenuti, ma anche di metodo. E pensare di predeterminare un rinnovo di contratto, tra quattro mura, e senza alcun reale mandato del personale, è qualcosa che grida vendetta. La Segreteria Generale
Molti temi da discutere, che saranno oggetto della assemblea nazionale dei quadri FLP di domani 24 marzo.
Pubblichiamo in allegato su questa pagina il volantino con le proposte FLP.
Vi terremo aggiornati, come sempre.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: 23.03.2021 Volantone sulla piattaforma FLP per il rinnovo del CCNL FC