Notiziario n. 46 del 4 maggio 2015 –

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti

Chi, nella giornata di giovedì 30 u.s., si fosse portato sul nostro sito web per leggere la “news” del giorno prima che dava notizia dell’uscita del testo definitivo del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa” presentato dalla Ministra Pinotti al Consiglio Supremo di Difesa il 21 aprile u.s., si sarà trovato di fronte  a tre diversi documenti connotati come allegati di quella “news”:

Va anche aggiunto che i predetti tre documenti, che abbiamo pubblicato sul nostro sito uno dopo l’altro non appena messi in circolazione,  ne seguivano altri due che avevano visto la luce in precedenza.

Il primo di questi due testi, da noi pubblicato insieme al Notiziario n. 42 del 22 u.s., ha costituito in assoluto il primo testo del “Libro Bianco” uscito dalla segrete stanze del Ministero  e ha davvero fatto il botto in tutta la nostra Amministrazione e anche fuori  (il primo a  girare anche in Parlamento….),  inducendo  il Gabinetto del Ministro, qualche ora dopo la nostra pubblicazione, a mandarci una mail che così recitava testualmente: “Si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa”, mail della quale abbiamo dato correttamente conto sullo stesso sito. Certo, era solo un’ ipotesi di lavoro, ma al di là della diversa forma grafica e di qualche aggiustamento allo scopo di renderlo più snello (i paragrafi sono passati da 353 a 300), i contenuti e le scelte più importanti sono le stesse poi recepite nel testo definitivo,  dunque l’anticipazione ha avuto un senso. In ogni caso, la mail del Gabinetto ci porta a chiederci: ma il Libro Bianco presentato al CSD il 21 u.s. è stato un anticipo d‘esame?  E ancora:  ma è il CSD che deve “approvare” il “testo definitivo del Libro Bianco”?  A noi pare che il ruolo del CSD sia un po’ diverso. In ogni caso, attendiamo un chiarimento da parte del Gabinetto.

A distanza di qualche giorno dalla nostra pubblicazione, è comparso un secondo testo sul web, caratterizzato da una diversa grafica e con i capitoli riquadrati in colore arancione, che, nel confronto con quello da noi pubblicato, mancava della prefazione del Presidente Renzi, al quale, proprio per questo “buco”, non abbiamo dato credito, e infatti non l’abbiamo pubblicato. E’ utile ricordare, a tal proposito, che il testo definitivo del “Libro Bianco”  manca non solo della “prefazione” di Renzi, ma anche dell’ “indirizzo” della Ministra, presenti entrambi nel primo testo da noi pubblicato: una scelta editoriale o altra motivazione?

Pubblichiamo su questa stessa pagina, come allegati al presente Notiziario,  tutti e cinque i testi del “Libro Bianco”,  in rigoroso ordine di uscita.  Dunque, in meno di dieci giorni, cinque diverse versioni. Per le prime due, la cosa potrebbe non sorprende trattandosi verosimilmente di affinamenti successivi.  Quello che invece non si comprende,  sono le tre successive versioni connotate tutte come “definitive”, che appaiono non solo differenti sotto la veste graficama  – il raffronto è tra quella cartacea girata in Parlamento e quella pubblicata sul sito del MD – addirittura diverse nei contenuti: nella versione cartacea e pdf (allegati 3 e 4) date ai parlamentari,  il para. 1 si apre con “Quando il 9 novembre del 1989…”, mentre nella versione pubblicata sul sito (allegato 5) l’inizio dello stesso paragrafo recita “Il contesto globale nel quale viviamo…”. Vedere per credere!

Dunque, un brutta partenza per il “Libro Bianco”, che ha già sortito molte critiche e anche danni d’immagine. Sui contenuti e sulle scelte del “Libro Bianco”, usciremo a breve con uno specifico Notiziario.

Nel segnalare che il 14 p.v. la Ministra dovrebbe relazionare sul “Libro Bianco” alle Commissioni Difesa ed Esteri delle Camere, abbiamo inviato l’allegata richiesta di incontro alla nostra Ministra (si veda l’allegato 6).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco -21.04.2015, 1^ versione (ipot) pubblicata da FLP DIFESA

Allegato 2:Libro Bianco -24.04.2015, 2^ versione (ipot) reperibile internet

Allegato 3:Libro Bianco – 29-04-2015, 3^ versione (def) cartaceo alle Camere

Allegato 4:Libro Bianco -30.04.2015, 4^ versione (def) in pdf alle Camere

Allegato 5: Libro Bianco – 30.04.2015, 5^ versione (def) sul sito MD

Allegato 6:04.05.15-Lettera di FLP DIFESA alla Ministra Pinotti con la richiesta d’incontro

Notiziario n. 71 del 3 luglio 2014 –

FF.AA. 2Dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa da parte della Ministra Pinotti, le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa  sono state pubblicate sul sito del Ministero della Difesa (disponibili anche su questa stessa pagina). Si tratta di 90 tesi per i diversi argomenti,  redatte da un “gruppo di esperti”, e che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, che fisserà la strategia di evoluzione nei prossimi 15 anni dello strumento mil.

Le  tesi muovono  dal contesto attuale,  caratterizzato da una diffusa e frequente instabilità” . Ricordato “il legame con la comunità internazionale”, il rapporto con la NATO e il ruolo dell’ONU come “riferimento principale ed ineludibile di legittimazione” ,  le tesi segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, che dovrà poggiare sui tre pilastri: integrazione europea., coesione transatlantica e relazioni globali”.

Siccome è   la Costituzione che li fissa,   occorre   interrogarsi non tanto sui compiti assegnati alle FF.AA. quanto piuttosto su come esse potranno essere assolti e su come lo Strumento militare dovrà essere  configurato per poterli assolvere anche nel futuro”.  Il Libro Bianco dovrà  individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.”,  che dovrà essere configurata in base a quattro parametri: “geostrategico”  (in funzione di interessi e priorità nazionali); quantitativo” (in base alla dimensione numerica delle disponibilità umane e materiali);“qualitativo” (cioè adeguato per tecnologia, formazione, addestramento e prontezza);  infine “capacitivo”,  per poter conseguire gli obiettivi assegnati.  In sintesi, lo strumento militare futuro dovrà essere “interforze,internazionale, interoperabile”  e inoltre “efficace, efficiente ed economico”. Occorrerà dunque individuare ”il  più idoneo modello organizzativo generale”,eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”  e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture.

In questo contesto, un ruolo fondamentale è assegnato al personale del MD: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”.  Per i militari,  occorrerà  “interrogarsi se la condizione di militare e le relative assolute peculiarità, anche di impiego e di stato giuridico, non possano essere meglio garantite e rese di maggiore utilità per il Paese riconoscendo a tale condizione una differenza tanto marcata dal pubblico impiego da superare il rapporto di genere e specie che, fino ad ora, ha condizionato entrambi i domini”.  Dunque, una specificità ancor più specifica…… A noi civili, i redattori delle “Linee guida” dedicano poche righe: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”.  Bene, ma a quando, allora?

In materia di acquisti,  andranno affrontati i nodi relativi al “rapporto fra i Vertici T-O e quelli T-A”, al rapporto fra Difesa e lndustria”   e,  ai fini dell’attività di acquisizione,  occorrerà porsi il problema  della formazione del personale “riconsiderando la formazione e l’impiego della componente civile, al fine di poter disporre di personale più qualificato a livello gestionale”.  Infine, l’ultima tesi: da valutare la percorribilità di una legge di bilancio quinquennale scorrevole per i maggiori investimenti della Difesa”,  per dare stabilitàal sistema.

Segnaliamo  però ai colleghi che  neanche un rigo viene dedicato all’area industriale,  da sempre definita “strategica”.   Mah!

Per completare questi brevi note sulle “Linee Guida”,   va infine detto che la Ministra ha fatto attivare un indirizzo  mail, librobianco@difesa.it , già operativo,  al quale è possibile inviare dei contributi per il Libro Bianco che il Governo intende licenziare entro l’anno. Bene, speriamo solo che, come avvenuto per la c.d. riforma P.A.,  non si usi strumentalmente questa iniziativa per negare il doveroso e utile confronto con le Rappresentanze del personale, su scelte che comunque  peseranno enormemente sulla pelle dei lavoratori.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Linee Guida per il Libro Bianco

Allegato 2: Articolo de L’ESPRESSO

nuovo modello difesa




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