Notiziario n. 19 del 19 febbraio 2018 –

Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 8 del 15 u.s. con il quale la nostra Federazione propone una disamina attenta e rigorosa delle diverse questioni che stanno dentro la vicenda contrattuale.

” La FLP, dopo aver consultato gli iscritti e i lavoratori, ha deciso di non firmare il testo definitivo del Contratto delle Funzioni Centrali sottoscritto il 12 febbraio 2018.

Riteniamo doveroso che una Federazione che si dichiara “libera, autonoma e indipendente”, che rivendica di “non dover rispondere a lusinghe o pressioni di partiti politici” e di non “avere altri padroni se non i propri iscritti”, e che fonda la propria storia sul rispetto della democrazia interna, spieghi a tutti i lavoratori, anche non iscritti, i motivi della sua scelta.

Che il Contratto sottoscritto da CGIL, CISL, UIL, UNSA e CONFINTESA:

è evidente a tutti, tranne ai sindacalisti e al Governo che elogiano “un contratto epocale che cambierà la vita dei lavoratori statali”.

Ebbene, qualcuno potrebbe chiederci il motivo per il quale la FLP, pur avendo svolto diligentemente il compito di predisporre una piattaforma contrattuale, fare proposte in sede ARAN, chiedere modifiche, analizzare, evidenziare e aggiornare costantemente, durante le finte trattative, tutti i lavoratori sui vari punti del contratto che lo rendono pessimo, poi alla fine non abbia sottoscritto il contratto, magari con una bella nota a verbale per salvarsi la coscienza.

Perché impegnarsi a presentare diffide e ricorsi contro possibili ritorsioni ed esclusioni dalle trattative in sede decentrata, con notevoli impegni economici, di tempo e di risorse umane per gestire una fase contenziosa particolarmente capillare e stressante, invece di dedicarsi tranquillamente solo alle elezioni RSU, magari spiegando che noi abbiamo fatto il possibile, ma poi gli altri sindacati, avendo la maggioranza, hanno voluto così e non ci abbiamo potuto fare niente?

Perché non si può dire sempre di si e rassegnarsi alle violazioni dei diritti civili, anche se ciò comporta dei costi e delle ritorsioni.

Sessantadue anni fa Rosa Parks disse “no” all’autista che le chiese di lasciare libero il posto a sedere sull’autobus. Lei non si scompose e rifiutò di alzarsi con dignitosa fermezza. Per quel “no” fu arrestata e portata in carcere per condotta impropria e per non aver rispettato il divieto che obbligava i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nei settori cosiddetti comuni. Un atto coraggioso e determinato in seguito al quale si avviò una protesta storica.

Noi non paragoniamo certo i nostri gesti e le nostre decisioni a monumenti della Storia.

Nel nostro piccolo, da soli, abbiamo avuto il coraggio di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il blocco dei rinnovi contrattuali che varie leggi, dichiarate incostituzionali dalla Consulta, avevano reiterato per oltre 6 anni.

Non avevano avuto il coraggio di farlo nessuno degli altri 3 sindacati maggioritari CGIL, CISL e UIL, che pure annoverano molti più iscritti e hanno notevoli risorse economiche più di noi.

Ebbene noi riteniamo che in questo contratto, indipendentemente dalle mancate risorse economiche, ci siano almeno tre violazioni fondamentali che vanno portate all’attenzione dei giudici:

E su questi punti, a partire dal primo che incide sulla possibilità di rappresentare i lavoratori sui tavoli negoziali, chiederemo ai giudici di pronunciarsi con urgenza per l’eliminazione di norme che riteniamo liberticide.

Se, come riteniamo coerente al giudicato costituzionale, i giudici dovessero pronunciarsi sulla incostituzionalità di tale norma disponendone la disapplicazione oppure, in attesa del giudizio di merito, l’ammissione con riserva alle trattative, assisteremo ad una vera RIVOLUZIONE nel pubblico impiego, in quanto IL SINDACATO non sarà più soggetto a minacce e ricatti, che comportano per i vari seguaci di Don Abbondio  il dover firmare le preintese (tanto non c’è nulla da fare) o di firmare con triplo salto carpiato il CCNL definitivo dopo non aver firmato la preintesa.

Ma d’altronde, come diceva Manzoni, “il coraggio se uno non ce lo ha, non se lo può dare”.

E sarà una vittoria per la DEMOCRAZIA SINDACALE, per tutti i sindacati non solo per la FLP.

D’altronde quando nel 2009, oltre ad FLP, anche la CGIL e la smemorata FP CGIL non firmarono i CCNL dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali, queste ultime gridarono e scrissero fiumi di parole contro l’incostituzionalità della norma di esclusione. E non ci sembra che il segretario generale della CGIL sia diverso da quello che si è costituito nel ricorso FIOM alla Corte Costituzionale.

Solo qualora i giudici dovessero darci torto, prenderemmo atto della decisione e del fatto che per tutelare i lavoratori saremmo costretti ad apporre una firma tecnica al CCNL, che ci consentirebbe IMMEDIATAMENTE di ritornare alle trattative decentrate, ma anche in questo, malaugurato, caso lo faremmo in modo da chiarire inequivocabilmente la costrizione alla quale saremmo sottoposti e la nostra distanza siderale da contratti che comprimono, oltre ai diritti fondamentali della persona, la libertà delle associazioni sindacali di difendere i propri iscritti e quella dei lavoratori a partecipare attivamente alla vita dei propri uffici. Un ritorno ad un passato buio che pensavamo di aver superato grazie alla lotta di generazioni di uomini e donne e che invece ritorna e sceglie come nemico principale i dipendenti dello Stato, in tutte le sue forme, cioè coloro ai quali è demandata l’attuazione pratica dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione. 

IN OGNI CASO, A PRESCINDERE DAI RISULTATI CHE OVVIAMENTE CI AUGURIAMO SIANO POSITIVI, CIÒ CHE NESSUNO POTRÀ TOGLIERCI SARÀ L’ORGOGLIO DI AVER COMBATTUTO CON LA SCHIENA DRITTA PER DIFENDERE LE NOSTRE IDEE E LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI CHE OGNI GIORNO SI AFFIDANO A NOI.

QUELLA STESSA DIGNITÀ CHE ALTRI PERDONO OGNI GIORNO NEL PIEGARSI AI DIKTAT DEI POTENTI DI TURNO, CHE SIANO POLITICI O SINDACALISTI IMPORTA POCO.

IL NOSTRO AGIRE È PRIVO DI SOTTERFUGI, TESO A RIVENDICARE UNICAMENTE I DIRITTI DEI LAVORATORI E NON PREBENDE E POLTRONE.

I NOSTRI PRINCIPI NON SONO IN VENDITA, GLI UOMINI DELLA FLP NON SONO IN VENDITA, I LAVORATORI PUBBLICI E I LORO DIRITTI NON SONO IN VENDITA!

La Segreteria Generale FLP “

Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati e di  procedere all’affissione in tutte le bacheche degli enti.

 

Sul nostro sito, in alto a sinistra della home page, abbiamo avviato un sondaggio in merito all’incremento contrattuale a regime da marzo 2018.

Nel ricordare  che – per la fascia media A2 F4 del personale dei Ministeri –  dopo ben 9 anni di blocco contrattuale e 7 di blocco retributivo, sono previsti i seguenti incrementi medi lordi mensili:

invitiamo tutti i colleghi ad esprimere la loro opinione al riguardo partecipando al predetto sondaggio,  che non ha valore scientifico, evidentemente,  ma serve solo a raccogliere il sentimento prevalente tra i colleghi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

 

notiziario flp difesa n. 19 del 19.02.2018


Rinnovo contrattuale. Il coraggio di dire di no ad un contratto pessimo, povero e antidemocratico. Tre, in particolare, le violazioni: l’indegno ricatto alle OO.SS. “o firmi o sei fuori dai tavoli”; la decorrenza dal 1.1.2016 e non dal giorno dopo la sentenza della Corte Costituzionale; la mancata creazione delle Sezioni speciali. FLP chiederà ai giudici di pronunciarsi con urgenza.

19 Feb 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 19 del 19 febbraio 2018 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 8 del 15 u.s. con il quale la nostra Federazione propone una disamina attenta e rigorosa delle diverse questioni che stanno dentro la vicenda contrattuale. ” La FLP, dopo aver consultato gli iscritti e i lavoratori, ha […]


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