Notiziario FLP DIFESA n. 85 del 27 settembre 2019 –
Con la pubblicazione avvenuta nella mattinata di oggi delle graduatorie definitive (riportiamo, a fine articolo in fondo a questa pagina il link per accedervi), si conclude il secondo bando di mobilità volontaria ordinaria per il personale civile della Difesa. Una procedura, questa, che tanta indignazione ha suscitato tra i Colleghi per avere riproposto, a quasi tre anni di distanza, le stesse criticità emerse nel primo bando del 2016 e che lo hanno reso, nuovamente, incapace di rispondere alle esigenze di mobilità di centinaia di lavoratrici che con i tanto agognati trasferimenti speravano di poter conciliare vita professionale ed esigenze familiari.
I numeri finali rendono, più di ogni altro commento, la misura del fallimento della procedura di mobilità volontaria interna 2019:
n. 622 le istanze di partecipazione alla procedura 2019 di mobilità interna ordinaria volontaria;
n. 172 i “vincitori”, comprendendo assegnatari iniziali e interpello, dell’agognato trasferimento in altra sede
Le tante criticità denunciate a più riprese da FLP DIFESA (si vedano in proposito i nostri Notiziari n. 66 del 18.7.19, n. 54 del 13.6.19, n. 52 del 03.6.2019) stanno rendendo un miraggio ciò che da anni chiediamo e che è realtà in altre Amministrazioni dello stesso Comparto Funzioni Centrali: una procedura snella e trasparente, che consenta la mobilità interna senza vincolarla a incomprensibili poteri di veto, spesso oscuri e incomprensibili.
Quello che rimane per noi sconcertante, però, è che tali vizi, primo fra tutti il famigerato grado di scopertura, erano da tutti conosciuti e altrettanto prevedibili ne sarebbero state le conseguenze.
Effetti che noi denunciammo già a febbraio di quest’anno (vedasi Notiziario n. 21 del 26.2.19) in sede di riunione tecnica a Persociv, dove FLP DIFESA chiese l’annullamento immediato del bando in corso per poi andare, con rapidità, ad un chiarimento politico sul grado di scopertura zero, a premessa dell’emanazione, in tempi certi e rapidissimi, di un nuovo bando in linea con le aspettative dei Lavoratori.
Altre OO.SS. chiesero invece in quella stessa occasione di portare a compimento il bando pur con le criticità già evidenti, chiedendo “l’emissione di un nuovo bando di mobilità al termine delle procedure di quello in corso” (che verosimilmente non ci sarà, in quanto si andrà dritti al 2020), offrendo la disponibilità “a proseguire i necessari incontri tecnici sull’argomento” (che poi non ci sono stati) e chiedendo “le TT.OO. e le relative vacanze di tutti gli Enti per le verifiche del caso.” (che non sono mai arrivate).
Purtroppo la nostra richiesta rimase allora una voce isolata e oggi, a sette mesi da quella riunione a PERSOCIV e a tre anni dalla prima procedura di mobilità, non ci rimane che l’amara consolazione di aver visto giusto.
La nostra battaglia per una procedura di mobilità più giusta e trasparente, però, non si ferma qui, alle sole recriminazioni.
Già in occasione della prossima riunione a Persociv, programmata per il prossimo 1° ottobre, proporremo al tavolo tecnico una riflessione sui risultati della procedura appena conclusa inserendo, poi, questa delicata e sentitissima problematica nell’agenda delle questioni da portare all’attenzione del nuovo Vertice Politico.
Ci auguriamo, in questa battaglia, di ritrovare un fronte sindacale compatto, unica via per superare le resistenze interne all’A.D. al superamento dei “gradi di scopertura zero”.
Intanto formuliamo ai vincitori del bando di mobilità interna 2019 i nostri auguri affinché possano svolgere, nella nuova sede di servizio, le proprie funzioni con ritrovata serenità e a coloro che non sono risultati vincitori chiediamo di supportarci nella nostra battaglia per ottenere una procedura di mobilità interna volontaria ordinaria realmente capace di dare una risposta alle legittime aspettative dei Lavoratori e alle loro Famiglie.
Mercoledì 8 luglio u.s., e dunque dentro i tempi stabiliti nel corso dell’ultima riunione del 1 luglio u.s. al Gabinetto del Ministro (vds. Notiziario n. 72 di pari data), abbiamo inviato al Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi le nostre osservazioni e proposte in ordine agli intendimenti espressi dall’A.D. nei documenti inviati alle OO.SS. nazionali in data 22 u.s. in materia di mobilità volontaria e collettiva (c.d. “reimpieghi”).
Come è a tutti noto, l’argomento “mobilità” è da lungo tempo nell’agenda delle relazioni sindacali, essendo parte importante delle piattaforme presentate nel 2008 da noi e da CGIL-CISL-UIL per la ridefinizione del 2° C.C.N. Integrativo del personale non dirigente. Il momento buono sembrava essere arrivato ad aprile 2011, con le riunioni tecniche a PERSOCIV del 6 e 7 di quel mese, ma poi non se ne fece nulla, anche perché quelle proposte della D.G. pare non fossero piaciute molto agli Organi Programmatori (O.P.), che (si disse allora) in un qualche modo le stopparono; in ogni caso, la “questione mobilità” fu riposta in un cassetto, dove poi è rimasta per oltre un anno e mezzo. La ripresa del confronto avvenne a PERSOCIV solo nell’autunno 2012 con i tavoli tecnici dell’ 11 settembre (vds. Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ottobre (vds. Notiziario n. 137 di pari data), ma poi anche allora non se ne fece più nulla per tutta una serie di punti controversi (pareri O.P.; trasferimenti funzionali, è cioè d’ufficio, in ambito regionale; graduatorie dei dipendenti in esubero; etc.). L’ultimo confronto, in ordine di tempo, fu quello avvenuto sul tavolo politico, presieduto dall’allora Sottosegretaria R. Pinotti, il 20 gennaio 2014, che ancora una volta non approdò ad alcun risultato e non ebbe alcun seguito a causa del nodo irrisolto dei pareri dell’O.P. in materia di mobilità volontaria (nella circostanza, la formulazione proposta da AD era: “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”), al quale si aggiunse però, nell’occasione, anche un nodo legato al palese ridimensionamento del ruolo delle Parti sociali nella definizione dei piani di reimpiego, oggetto di “esame congiunto” a livello locale e di “partecipazione” a livello nazionale, dunque fuffa o quasi. Un tentativo di ridimensionamento che faceva il paio con quanto avvenuto qualche mese prima, quando, in sede di esame degli schemi dei DD. LLgs. attuativi L. 244/2012, l’AD rigettò ogni nostra proposta di inserire all’interno del decreto sul personale un richiamo anche indiretto alla contrattazione in materia di reimpieghi.
Questa ricostruzione storica del lungo, ancorchè discontinuo, difficile e tuttora incompiuto confronto con l’AD che dura oramai da quattro lunghi anni, serve a dimostrare la profondità e la sostanza vera del contrasto tra le Parti, atteso che l’Amministrazione vorrebbe continuare ad avere mano libera sulle istanze di mobilità volontaria attraverso i “pareri” (che non esistono nelle altre AA.CC.) e, in ultima istanza, decidere in proprio anche in materia di reimpiego del personale a seguito dei provvedimenti di riordino, ricorrendo a formule tipo “partecipazione alle OO.SS.” che le consentirebbero un’amplissima gestibilità.
Dunque, al di là degli aspetti più tecnici legati alla procedura e ai criteri/punteggi, sono due i nodi politici sottesi al confronto con A.D. in materia di mobilità: il primo, è quello dei “pareri” sulle istanze di mobilità volontaria; il secondo, è il ruolo delle Parti sociali nella definizione dei piani di reimpiego. E non si tratta certamente, come si può ben comprendere, di questioncine di poco conto o scarsamente rilevanti.
E proprio perché i nodi, prima che tecnici, sono di natura politica, abbiamo volutamente anteposto alle nostre osservazioni e proposte tecniche la messa a fuoco dei due nodi, e lo abbiamo fatto nella parte relativa alle “Osservazioni generali”, pagine 2 e 3 del documento inviato all’attenzione del Sottosegretario, che pubblichiamo su questa stessa pagina, dove sono anche pubblicati i documenti predisposti dall’Amministrazione.
Invitiamo tutti i colleghi a partecipare al sondaggio on line che abbiamo predisposto in materia e che si trova nella parte alta a sinistra della home page.
Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi. Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v., partirà finalmente il confronto con l’A.D. per la definizione dei “criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non dirigente”, secondo la previsione contenuta nel D. Lgs. 28.01.2014, n 7 e con riferimento al “Regolamento” previsto dall’art. 1. Approda dunque ad un primo risultato operativo una questione che tocca profondamente il cuore della tanto invocata, ma mai realizzata, “civilizzazione”, a nostro avviso la “madre” di tutte le questioni che toccano il personale civile della Difesa, atteso che attraverso questa strada sarà possibile definire un quadro di regole che assicurino la differenziazione di impieghi e di responsabilità rispetto alla componente militare. Una questione che la nostra O.S. ha posto da lungo tempo al primo posto della propria piattaforma, inizialmente in totale solitudine, e oggi fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle. Ha anche trovato conferma nel Sottosegretario, a seguito di nostra precisa domanda, che il confronto sul “Regolamento” ricomprenderà anche la riorganizzazione dell’area del Segretariato (SGD; DD.GG.; UU.CC. e UU.TT.TT.) discendente dal DL 6.7.2012, n. 95 che ancora, a differenza di altre Amministrazioni Centrali., non si è ancora concretizzata in un provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Vedremo quali saranno gli sviluppi del confronto e le sue risultanze conclusive, per il momento registriamo in positivo e con molta soddisfazione l’impegno di apertura del tavolo a breve.
La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, come noto, aveva come punto all’o.d.g. la definizione delle procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e la revisione di quelle relative alla mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”) connessa con i provvedimenti di riordino di Enti del M.D.. A tal riguardo, l’Amministrazione ha inviato alle OO.SS. le proprie proposte (schemi di procedura e criteri per la formazione delle graduatorie, che pubblichiamo su questa pagina), che presentano qualche elemento di novità rispetto a quelle oggetto dell’ultimo confronto tecnico del 20.01.2014 (si veda il Notiziario n. 4 di pari data).
Per quanto attiene la mobilità volontaria, la nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario i punti per noi essenziali, già rappresentati nei precedenti confronti tecnici: l’allineamento alle procedure in essere nelle altre Amministrazioni e che prevedono bandi di norma annuali; la inderogabile necessità di eliminare i pareri – oggi praticamente vincolanti – degli OO.PP., affidando alla nostra Direzione Generale il ruolo di pieno gestore della procedura in un quadro di regole ben definite, come avviene peraltro nelle altre AA.CC., e non solo quello di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti da parte degli OO.PP.; infine, la previsione di deroghe/garanzie per situazioni gravi e legge 104.
Le proposte pervenute dall’A.D. presentano significative aperture sui punti da noi ritenuti essenziali, ad esclusione dei “pareri” che vengono ancora riproposti: in modo un po’ più attenuato a livello di Ente (“relazione funzionale del datore di lavoro”), e ancora ben marcato ed evidente a livello di Organo Programm. Trattasi della questione sulla quale si era arenato il precedente confronto, che purtroppo è stata nella sostanza riproposta. Noi non siamo d’accordo, continuiamo a non essere d’accordo. Gli artt. 95 e 106 TUOM, posti a fondamento del “parere”, pongono in capo ai Capi degli OO.PP. “la determinazione…. delle esigenze di personale civile per gli EDR del MD”: ebbene, l’individuazione delle “esigenze funzionali per aree e profili professionale” ai fini dei bandi di mobilità danno attuazione a quella norma del TUOM, e configurano l’espressione di fatto di un “parere” a monte della procedura, senza bisogno di reintrodurlo a valle introducendo elementi discrezionali che oggettivamente confliggono con una ordinato sviluppo della procedura, e rappresentano un unicum rispetto alle altre AA.PP. . Inoltre, il mantenimento del “parere” non assicura la gestione piena della mobilità da parte di PERSOCIV.
Per quanto riguarda la mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”), la questione da noi a suo tempo posta (anche qui praticamente in solitudine) riguardava la necessità di ottimizzare e semplificare la procedura prevista dal CCNI Difesa del 6.7.2000, ma nel quadro di un principio intangibile: la definizione condivisa dei piani di reimpiego. Un principio sin qui perseguito e applicato, e che ha consentito la gestione di migliaia di reimpieghi in modo sostanzialmente indolore, senza operazioni di macelleria sociale. Si tratta di un principio che per noi dovrà essere salvaguardato e continuare ad essere il nerbo della nuova procedura, e su questo abbiamo invocato una chiara risposta da parte dell’A.D., atteso che nella nuova procedura questo principio andrà declinato in modo espresso e chiaro, in particolare per quanto attiene la “partecipazione alle OO.SS. nazionali”, che, messa così, non chiarisce la vera sostanza della relazione.
Per entrambe le due tipologie di mobilità, quella volontaria e quella collettiva, la proposta venuta dell’AD contiene sia la nuova procedura che i criteri per la formazione della graduatoria, che sono già pubblicati sul nostro sito. Al riguardo, avendo già sforato i tempi assegnati al nostro tavolo, non abbiamo potuto completare l’avviata esposizione delle nostre osservazioni tecniche e delle nostre proposte al riguardo, motivo per il quale, su invito dell’on. Rossi, li riverseremo in una nota scritta che invieremo nella prossima settimana al Gabinetto, a premessa del successivo incontro che sarebbe utile avesse carattere tecnico, prima del tavolo politico conclusivo nel quale –se ci troveremo d’accordo – dovrebbe essere siglato uno specifico protocollo, seconda la finalizzazione da noi auspicata e che, a nostra richiesta, ha trovato conferma da parte del Sottosegretario.
In conclusione, giudichiamo in modo positivo questa ripresa del confronto su una materia di grandissimo interesse dei lavoratori, e auspichiamo che questa volta si possa chiudere rapidamente e in modo soddisfacente.
Nel corso della riunione, abbiamo anche rappresentato al Sottosegretario il corposo ritardo che si sta accumulando in materia di distribuzione del FUA 2015, che vede oggi, sul livello nazionale non ancora avviata la trattativa e, sui tavoli locali, tutta una serie di criticità, di cui abbiamo ampiamente riferito nel nostro precedente Notiziario n. 71 del 29 u.s. . Il problema sta nel mancato scioglimento da parte dell’A.D. del nodo relativo al sistema di valutazione delle performance individuale. Atteso che siamo oramai arrivati a luglio, il che rende quantomeno problematico l’avvio della “performance”, al solo fine di sbloccare l’attuale stallo abbiamo chiesto al Sottosegretario che venga valutata la possibilità di una “soluzione ponte” per l’anno in corso, sul tipo di quella adottata in ordine alla distribuzione del FUS 2014, con il conseguente differimento al 2016 del sistema di valutazione della performance individuale, rispetto alla quale abbiamo comunque ribadito le nostre riserve di base e i nostri intendimenti, già da tempo comunicati all’on. Rossi con nostra lettera del 31 gennaio 2015, pubblicata su questo nostro sito in allegato al Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2015.
Infine, in materia di esternalizzazioni, il Sottosegretario ha negato contraddizioni tra Libro Bianco e D. Lgs. n. 8., da noi segnalate. Ne riparleremo nell’apposito riunione prevista nel corrente mese di luglio. Questi, in sintesi, i contenuti e le risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, nella quale, dopo molti mesi di continui rinvii e di non risposte, abbiamo finalmente percepito un nuovo clima di attenzione e di confronto costruttivo e positivo con il Sindacato. Speriamo duri, ce n’è davvero bisogno.
Chiudiamo con un’ultima importante informazione. Di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario, abbiamo trovato in sede un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala, nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali ex art.3 D.Lgs 165/2001” (da far recepire nel DDL delega Madia – attualmente all’esame della 1^ Commissione della Camera – che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri, ipotesi rispetto alla quale ci risulta anche depositato un emendamento da parte di un deputato ex M5S), e anche l’intendimento di reperire “200mil nel bilancio 2015da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare strano che non si sia mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali. A tal proposito, attesa la grande rilevanza politica di entrambe le questioni, abbiamo già inviata alla Ministra Pinotti una richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”.
Notiziario FLP DIFESA n. 85 del 27 settembre 2019 – Con la pubblicazione avvenuta nella mattinata di oggi delle graduatorie definitive (riportiamo, a fine articolo in fondo a questa pagina il link per accedervi), si conclude il secondo bando di mobilità volontaria ordinaria per il personale civile della Difesa. Una procedura, questa, che tanta indignazione ha […]
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