Notiziario n. 80 del 22 luglio 2015 –

Il Sottosegretario alla P.A., Angelo Rughetti
Il Sottosegretario alla P.A., Angelo Rughetti

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2  di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE)  nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di un emanando D.M. in materia di mobilità,  all’ultimo capoverso del quale è presente un preciso riferimento alla mobilità del personale civile del Ministero Difesa, sul quale diremo qualcosa a conclusione.

 “Nei giorni scorsi presso la Sala Tarantelli della FP si è tenuta una riunione, presieduta dal  Sottosegretario alla Funzione Pubblica Angelo Rughetti, a cui hanno partecipato le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego, con all’ordine del giorno la presentazione dello schema di DM recante le procedure e i criteri di mobilità del personale delle province, ai sensi di quanto previsto dalla Legge di stabilita 2015 (legge 190/2015). Schema che alleghiamo al notiziario.

La riunione è stata la prosecuzione di due precedenti incontri effettuati rispettivamente nelle date del 28 gennaio e del 2 aprile uu.ss., nei quali il Governo prima ha presentato il percorso di mobilità per i circa ventimila lavoratori delle province da ricollocare, poi il DPCM relativo alle modalità di equiparazione salariale e di inquadramento tra i diversi comparti di contrattazione e, da ultimo, la bozza di DM attuativo dei percorsi di mobilità.

 Il tutto, ovviamente e come da copione, in assenza di qualsivoglia vero confronto con le parti sociali, ma solo ed esclusivamente come mera e asfittica informazione.

Nello schema di DM viene previsto  di collocare il personale in soprannumero presso le regioni e i comuni, mentre per quanto riguarda le amministrazioni centrali viene confermata in primo luogo l’amministrazione della giustizia quale quella che dovrà ricevere parte del personale; in più, e contrariamente a quanto previsto a suo tempo da una specifica circolare interministeriale (Funzione Pubblica e Affari Regionali), il personale potrà essere ricollocato anche negli Enti del Servizio Sanitario Nazionale.

Analoghi percorsi sono previsti per il personale della Polizia Provinciale, della Croce Rossa, il tutto con un cronoprogramma previsto all’interno del schema di DM e modalità applicative attraverso lo specifico portale “Mobilità gov”.

La nostra Confederazione – la CSE – in primo luogo ha stigmatizzato l’approccio che ha caratterizzato la presenza del Sottosegretario, in alcuni casi persino spocchioso, e comunque privo di sostanziali aperture al confronto.

Abbiamo  rappresentato che tutti i processi di mobilità verso le amministrazioni pubbliche, in particolare per la Giustizia, non potranno non scontare l’assoluta mancanza di una politica legata alla formazione del personale, indispensabile quando si cambiano attività e soprattutto si entra in Amministrazioni complesse e delicate.

In particolare, abbiamo denunciato il percorso contraddittorio e caotico di individuazione delle Amministrazioni riceventi.

Per quanto attiene l’Amministrazione della Giustizia, quest’ ultima proprio in ragione di un ricorso presentato e vinto da FLP Giustizia, sia in primo grado sia in appello, dovrà dare corso innanzitutto alla propria mobilità interna che interessa migliaia di lavoratori in attesa, da anni, prima di poter ricevere gli esuberi di qualsivoglia Amministrazione.

Per quanto riguarda il Ministero dell’Ambiente, se l’obiettivo vero è quello di renderlo maggiormente funzionale, l’occasione della riorganizzazione delle province da un lato e del Corpo Forestale dello Stato dall’altro, può essere utilizzata per devolvere a quella Amministrazione compiti e funzioni di grandissima rilevanza istituzionale e sociale, in ragione della necessità, da noi sostenuta, di rivedere, internalizzare e riposizionare sui territori, verso la cittadinanza,  le attività oggi svolte  invece specifica  da società in house che costano milioni di euro.

A questo si aggiunga lo stranissimo e inaspettato riferimento nella bozza del DM al personale civile del Ministero della Difesa che a far data dall’anno 2016 potrà essere oggetto di tali procedure di mobilità in ragione del possibile avvio di processi di trasferimento presso altre Amministrazioni. Una sorpresa, in negativo ovviamente, tenuto di conto che proprio in questa Amministrazione già la Legge Di Paola del 2012 ha  avviato un importante processo di riorganizzazione con la definizione di esuberi di personale (43.000) sia civile che militare.

Si delinea sempre più uno scenario assolutamente problematico, che a suo tempo avevamo previsto e denunciato, che invece di razionalizzare e rendere più efficiente i livelli di governo, non diminuisce i costi, rende meno servizi ai cittadini ed alle imprese mette in mobilità decine di migliaia di lavoratori.

Mentre la iper pubblicizzata riforma della PA, ora in vista della definitiva approvazione del Senato, rinvia a decine di decreti delegati gli ambiti di applicazione dei processi di riforma. In buona sostanza il governo ricolloca decine di migliaia di lavoratorio e lavoratrici senza sapere quale modello a regime vi sarà di amministrazione e di pubblica amministrazione. Quali gli organici e le missioni.

Il tutto mentre continua il colpevole silenzio del governo sul rinnovo dei contratti, nella speranza neanche celata, di continuare a farla franca, giocando sui tempi di deposito della sentenza della Corte, sulle decorrenze, sulle lungaggini dell’Aran e dei tempi connessi all’individuazione dei comparti e dell’emanazione dell’atto di indirizzo.

Nulla di nuovo sotto il sole. Ma lor signori sappiano che noi non molliamo.

Li porteremo al tavolo del negoziato e chiederemo il conto dei danni subiti dai lavoratori per questi anni di blocco dei contratti e di denigrazione del lavoro pubblico.

Prima di quanto pensino.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Lo schema di DM presentato alle Parti sociali è pubblicato su questa stessa pagina.

Vale la pena di soffermarsi un momento sul periodo conclusivo dello schema di provvedimento, che riportiamo testualmente: “Per l’anno 2016 si terrà conto di quanto previsto dall’articolo 2259-ter del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il codice dell’ordinamento militare, in merito all’avvio di processi di trasferimento presso altre amministrazioni pubbliche del personale civile del Ministero della difesa”.

Formulazione che appare un po’ strana, francamente di non facile comprensione, atteso che la norma richiamata è quella discussa con l’allora Sottosegretario Pinotti nel corso   dei confronti,  prima tecnici e poi politici,  sugli schemi del decreto attuativo della delega ex L.244 riguardante il personale, e che ha visto appunto la luce all’interno del D. Lgs. 28.01.2014.  Una norma legata alla rideterminazione triennale degli organici e che pone la mobilità verso altre PP.AA., intanto a conclusione di altri percorsi tesi a recuperare in ambito Difesa le eventuali eccedenze e, in secondo luogo, in condizioni di maggior favore, atteso che è prevista dalla stessa norma una riserva di mobilità verso altre AA.PP. in misura non inferiore al 15%,   in prima battuta per i civili della Difesa e, in seconda battuta, anche per il personale militare.

Avendo già conoscenza dei contenuti dello schema di DM, abbiamo posto la questione al tavolo tecnico sul Regolamento del 16 u.s., ma nella circostanza anche l’Amministrazione non è riuscita a fornire una lettura precisa al riguardo.

Vedremo di capirne qualcosa nei prossimi giorni, e ne riferiremo tempestivamente ai colleghi.                                                      COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Schema di DM sulla mobilità presentato alle OO.SS.

 

Notiziario n. 15 del 5 febbraio 2015 –   

Le Ministre M. Madia e M.C. Lanzetta
Le Ministre M.C. Lanzetta e M. Madia

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 1 datato 2.02.2015  della nostra Confederazione CSE che reca il comunicato stampa emesso a conclusione della  riunione del 28 u.s. presso il Ministero degli Affari regionali nella quale il Governo ha presentato alle OO.SS.  le  linee guida della bozza di circolare del Ministero della Funzione Pubblica sulle procedure di mobilità del personale a seguito della chiusura delle Province e sulle procedure di ricollocazione.

 “Nella tarda mattinata del 28 gennaio, presso la Sala Riunioni del Ministero degli Affari regionali, si è svolta una riunione tra i rappresentanti del Governo, Regioni, Province e Comuni, con le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative, avente all’odg la presentazione delle La Parte Pubblica rappresentata dal Ministro agli Affari Regionali Lanzetta (anche se dimissionario) e dal Sottosegretario alla Funzione Pubblica Onorevole Rughetti, prima di discutere con le Confederazioni Sindacali, ha incontrato i responsabili dell’ANCI, dell’UPI e delle Regioni.

Gli interventi in riunione dei rappresentanti del Governo e degli Enti locali hanno fatto emergere le diverse interpretazioni e le contraddizioni sull’attuazione della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità) e della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Riordino degli Enti Territoriali).

Non vi è chiarezza, infatti, né sulle modalità di individuazione del personale in eccedenza e sui criteri di mobilità in uscita dalle Province, anche in relazione alla partecipazione prioritaria dei dipendenti delle Province al bando di mobilità volontaria adottato dal Ministero della Giustizia con provvedimento del 25 novembre 2014, per la copertura di 1.031 posti vacanti, né sui principi dell’applicazione della legge pre-Fornero in materia pensionistica, Non vi è chiarezza, infatti, né sulle modalità di individuazione del personale in eccedenza e sui criteri di mobilità in uscita dalle Province, (Enti di area vasta), attraverso una riduzione della spesa corrente di 1.000 milioni di euro per l’anno 2015, di 2.000 milioni di euro per l’anno 2016 e di 3.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

Nel provvedimento mancano, inoltre, effettive garanzie sulla tutela del reddito del personale in mobilità e sulla decorrenza dei termini di definizione delle deleghe regionali sulle nuove funzioni e servizi da affidare alle Province che rimangono, alle Città Metropolitane e/o ai Comuni.

Tutte le Confederazioni, seppure con sfumature e toni diversi, hanno segnalato e sottolineato le palesi contraddizioni del quadro normativo e hanno messo in risalto, tra le altre cose, l’assenza di relazioni sindacali costanti e globali in relazione a tutta la vicenda.

In modo particolare, la CSE ha stigmatizzato la carenza di confronto e ha  sostenuto la necessità impellente dell’emanazione di una circolare esplicativa che chiarisca tutti i passaggi sulle effettive relazioni sindacali che sono indispensabili per un confronto costante e a 360 gradi con le OO.SS. su una problematica difficile, seria e drammatica.

Il Segretario Generale Carlomagno ha aggiunto che la partecipazione sindacale deve essere a pieno titolo sia nell’Osservatorio Nazionale che negli Osservatori Regionali, con un coordinamento e monitoraggio continuo e trasparente sulle dinamiche gestionali di questa partita, al fine di garantire, nel modo più ampio possibile, i servizi nel contesto delle Aree Territoriali e di conseguenza le funzioni e gli organici nelle Regioni, nelle Province che rimangono e nelle Città Metropolitane.

A nostro parere vanno affrontate con cautela  iniziative che, in nome del risparmio, possono  provocare tensioni e inefficienze, soprattutto in quelle Amministrazioni dove le funzioni, i compiti e le attività sono particolari, peculiari e specifiche, come ad esempio nel Ministero della Giustizia, dove per altro il personale giudiziario (DOG) attende da circa 15 anni una “vera” riqualificazione professionale e da più di 20 anni la progressione in carriera.

Così come va assolutamente evitato il caos normativo e la contrapposizione di norme emanate in contrasto tra di loro, che, in quanto contraddittorie, rendono oltremodo difficile coniugare efficienza e razionalizzazione e portano spesso all’immobilismo se non alla scomparsa delle Amministrazioni sul territorio.

Bisogna prioritariamente investire sulla formazione concreta ed efficace del personale in mobilità, garantendo gli stipendi e i redditi, dopo aver stabilito dove può andare su base volontaria, in seguito a ricognizioni e verifiche serie e rigorose.

Bisogna tenere alto il livello di servizi erogati alla cittadinanza, recuperando risorse dal taglio dei veri sprechi, mediante la re-internalizzazione delle funzioni, l’eliminazione delle consulenze d’oro e una seria lotta, e non meramente di facciata, alla corruzione.

Occorre rinnovare e rafforzare la Pubblica Amministrazione aprendo le porte alle giovani generazioni, alle migliaia di uomini e donne che in questi anni hanno superato o sono stati dichiarati idonei ad un pubblico concorso, a quelli che per anni con contratti precari hanno garantito attività e servizi rilevanti, a tutti coloro che – ogni giorno – alle prese con contratti bloccati, carriere ferme, bersagli di offese continue, rappresentano le nostre pubbliche amministrazioni e garantiscono istruzione, sanità, giustizia, lotta all’evasione, tutela dei beni culturali e cosi via…

Abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione moderna, efficiente capace di offrire servizi a cittadini e imprese e allo stesso tempo garantire le funzioni nevralgiche dello Stato con imparzialità e trasparenza.

Intervenire in modo confuso sui livelli di governo, pensando solo a tagliare o eliminare attività e servizi pubblici, senza aver chiaro in mente quali servizi debbano essere assicurati ai cittadini e chi e come debba svolgere queste funzioni, è sbagliato e si configura come una riforma al contrario, una controriforma.

Noi operiamo e agiamo per tenere insieme il Paese, per il futuro e il bene dell’Italia.

Speriamo che la stessa cosa voglia fare il Governo.

 UFFICIO STAMPA CSE “

Allegato: Circolare F.P. n. 1-2015 – Linee guida in materia di mobilità del personale a seguito riordino delle Province e Città metropolitane

mobilità pubblico impiego


Gli intendimenti della F.P. in materia di mobilità. Scelte sbagliate e nessun confronto vero con le OO.SS. E un riferimento alla Difesa…..

23 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 80 del 22 luglio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2  di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE)  nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di […]



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