Ha suscitato molto interesse tra i colleghi (al momento in cui scriviamo, oltre 1.350 contatti sul sito in pochissimi giorni) l’interrogazione parlamentare (n. 3-01219) avanzata da un gruppo di senatori del M5S sulla gestione della mobilità del personale civile, di cui abbiamo riferito nel recente Notiziario n. 108 del 13 ottobre u.s..
I “cittadini” interroganti, presso atto dei ripetuti “no” alla istanze di mobilità di lavoratori civili che vengono dalla nostra Amministrazione e che stanno generando diversi contenziosi, hanno chiesto di sapere “quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contraddittori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”.
A rispondere alla predetta interrogazione, mercoledì 22 u.s., in Commissione Difesa del Senato, è stato sorprendentemente il Sottosegretario G. Alfano, il quale notoriamente non si occupa di questioni relative ai civili. Sorprendono però ancor di più i contenuti della risposta, alquanto generici ed evasivi (vds. allegato pubblicato in questa stessa pagina).
Nella sua risposta, l’on. Alfano parte innanzitutto dal processo di riduzione dello strumento militare (Legge 244/2012 e Decreti attuativi nn. 7 e 8/2014) che, come noto, prevede un consistente taglio di posizioni civili (-7.500 circa, da qui al 2024) con rideterminazione triennale degli organici e gestione delle eccedenze con le procedure di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8/2014. Trattasi però di un “contesto” ben di là da venire, atteso che all’attuazione di quelle procedure si darà corso solo a partire dal 2016. E allora, cosa c’azzecca questo “contesto” con i problemi di oggi in materia di gestione della mobilità dei civili?
Ma c’è, all’interno di questa risposta francamente sfuggente, un passaggio invece facilmente comprensibile ed illuminante, ed è quello nel quale l’on. Alfano afferma che “la competente Direzione Generale per il personale civile…deve pertanto necessariamente tenere conto dei pareri espressi dai competenti organi programmatori, istituzionalmente deputati a valutare le esigenze funzionali organizzative della Difesa”. Già, i famosi pareri degli Organi Programmatori (OO.PP.: SS.MM.; Cdo Gen. CC; SGD; etc), che sono stati il pomo della discordia e il punto irrisolto nel confronto con l’AD sulla mobilità, poi arenatosi.
Come è ampiamente noto a tutti, in materia di mobilità, la nostra è una D.G. a “libertà vigilata” che, a differenza delle altre DD.GG. di Ministero, non gestisce in proprio l’impiego e la mobilità del personale, rivestendo nei fatti un ruolo sostanzialmente notarile. A decidere in materia di mobilità sono gli Organi Programmatori, che lo fanno appunto fanno attraverso i predetti “pareri”, che vincolano la nostra D.G.: se il loro parere è positivo, Persociv dispone il trasferimento, se invece il parere è negativo, la D.G. dispone il rigetto dell’istanza. E’ ben vero che, alla luce del CCNI Difesa 06.07.2000 (disapplicato anche qui?), esisterebbe uno spazio di autonomia del D.G. in presenza di “casi gravi” o “legge 104”, ma ultimamente, anche su queste fattispecie, Persociv chiede il c.d. “utile impiego” agli OO.PP., che configura un ulteriore “parere” , di fatto anch’esso vincolante ai fini del trasferimento. Non va poi dimenticato che i “pareri” sono resi dagli OO.PP. sulla base degli organici vigenti negli Enti interessati, che l’esperienza di questi anni ci racconta in continuo e non sempre conosciuto divenire, in quanto gestiti in proprio dagli OO.PP., al punto che la D.G. chiede pareri e utili impieghi proprio perché non è a conoscenza degli organici degli Enti del MD.
E, allora, il problema sta a nostro avviso proprio nei “pareri”, e nella “sottoposizione” della D.G. agli OO.PP. E’ un problema che poniamo da tempo immemore, rispetto al quale il vicino confronto sul Regolamento ex art.1 D.Lgs n. 7/2014, che recherà anche la riorganizzazione delle DD.GG., potrebbe offrire materia di attenta riflessione. Noi vorremmo una D.G. con funzioni piene, pari a quelle delle DD.GG. di altri Ministeri, e procedure chiare di mobilità con bandi e interpelli. Sarà interessante comprendere, al riguardo, la posizione del nostro Direttore Generale.
Il D.G. E. Preti in una manifestazione all’IGM tra Ufficiali
Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante:
” Premesso che:
le disposizioni recate dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono il riferimento legislativo “per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere trasferito presso altra sede o altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
l’art. 42-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”, prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere assegnato temporaneamente presso altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
risulta agli interroganti che il Capo di SMD avrebbe inviato una e-mail in data 7.04. 2014 nelle caselle di posta elettronica di tutto il personale del M.D. civile e militare, in cui dichiara di voler agevolare le famiglie e applicare le leggi citate per la tutela degli invalidi e dei figli minori fino a 3 anni;
……….
considerato che, risulta agli interroganti:
……….
presso il Ministero della difesa la mobilità temporanea (comandi) è disciplinata da una circolare interna di SEGREDIFESA datata 28.03.2011, prot. M_D GSGDNA 0518641, recepita e diramata il 26 maggio 2011, protocollo 0036713, dalla Direzione generale per il personale civile che ne favorisce l’adozione;
………….;
considerato inoltre che:
le richieste provenienti dal personale civile, riferito al personale ex militare che mantiene la sede dell’ultimo impiego in servizio, soprattutto quello assegnato agli enti tecnici, vengono spesso respinte dalla Direzione generale per il personale civile, non di meno quelle provenienti dagli arsenali militari marittimi, cagionando gravi ripercussioni familiari, in palese contraddizione con le indicazioni del Ministro della difesa e le indicazioni del capo di Stato maggiore della difesa;
l’aumentare del contezioso giudiziario, derivante dal mancato accoglimento delle richieste, genera una microconflittualità pregiudizievole per la funzionalità delle strutture e produce un aumento dell’intasamento dei tribunali già oberati di procedimenti del giudice del lavoro,
si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contradditori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”
Attendiamo ora di conoscere la risposta della Ministra, che renderemo nota ai colleghi aggiungendovi anche alcune nostre considerazioni al riguardo della gestione complessiva della mobilità del personale civile.
Notiziario n. 114 del 3 novembre 2014 – Ha suscitato molto interesse tra i colleghi (al momento in cui scriviamo, oltre 1.350 contatti sul sito in pochissimi giorni) l’interrogazione parlamentare (n. 3-01219) avanzata da un gruppo di senatori del M5S sulla gestione della mobilità del personale civile, di cui abbiamo riferito nel recente Notiziario n. 108 […]
Notiziario n. 109 del 16 ottobre 2014 – Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante: ” […]