Notiziario FLP DIFESA n. 16 del 19 febbraio 2019 –
Avevamo denunciato ai lavoratori, solo qualche giorno fa (Notiziario n. 13 dell’11 feb.) l’assordante silenzio che, sul fronte sindacale prima ancora che su quello di A.D., stava incredibilmente caratterizzando il “dopo” la pubblicazione del bando di mobilità interna volontaria, che PERSOCIV ha effettuato in data 23 gennaio u.s., con il seguito di problemi che si è portato dietro, e per rappresentare al meglio questa circostanza avevamo richiamato le famose tre scimmiette giapponesi del “non vedo, non sento, non parlo”. Ora il miracolo: finalmente, si vede, si sente e si parla!
A distanza di 21 (ventuno!) giorni dalla pubblicazione del bando, che ha umiliato le attese di tante lavoratrici e lavoratori dopo oltre due anni e mezzo di vergognoso ritardo dal primo bando del luglio 2016, CGIL-CISL-UIL + UNSA (gli oramai famosi 3+1) si son fatti vivi, inviando in data 13 u.s. una nota agli OO.PP. e – ma solo per conoscenza – al Gabinetto, nella quale, dopo aver dichiarato “l’assoluta insoddisfazione” per il nuovo bando (era ora!!!!) arrivato dopo la “biennale inerzia” di A.D., e dopo aver denunciato “gli errori grossolani” e rappresentato il forte “malumore tra i lavoratori”, hanno chiesto che, “al termine delle procedure…venga emanato un ulteriore bando che risponda alle effettive carenze”, che non vorremmo si riferisse all’ “interpello” già previsto al punto g. della “procedura”.
Dobbiamo innanzitutto dire che siamo molto soddisfatti di questa presa di posizione critica dei 3+1 nei confronti di A.D. per l’emanazione del bando. Ma, lo confessiamo, siamo anche un po’ sorpresi.
In primo luogo, perché l’iniziativa è stata messa in moto solo dopo venti giorni di silenzio (la denuncia e l’iniziativa di FLP DIFESA sono invece del 25.01.2019, due giorni dopo la pubblicazione del bando: si veda l’allegato 1 pubblicato su questa stessa pagina, con il successivo seguito di cui all’allegato 2 sempre qui pubblicato), e perchè che la questione non è stata neanche toccata, da parte degli stessi 3+1, nella riunione con la Ministra del 5 u.s., come si evince peraltro dal loro stesso comunicato del 6 u.s..
In secondo luogo, perché non si comprende come, pur in presenza di una situazione di reale urgenza (il bando scade il 28 p.v. …), i 3+1 non abbiano richiesto, come tante volte in precedenza, un incontro urgente al Gabinetto per ottenere lo stop del bando o una soluzione urgente.
Infine, perchè non sono state date spiegazioni plausibili rispetto a quanto avvenuto (AD ha gravemente disatteso un accordo!), il che lascerebbe intendere che si voglia solo chiudere rapidamente questa partita per andare al prossimo giro.
Tutto un po’ strano, anche se comprendiamo bene le loro difficoltà (sono stati loro a chiedere di rinviare alle nuove norme del CCNL, così impedendo la riscrittura del protocollo d’intesa; le risultanze conclusive dei confronti sui gradi di scopertura recano anche le loro firme; etc. etc.).
Bisognerebbe capire cosa è successo sul c.d. grado di scopertura “0”, che in base all’accordo politico del 13.12.2017 doveva essere azzerato e che invece nel nuovo bando fa tanta bella mostra di sé..
Questo sul piano del metodo. Sul piano dei contenuti, poi, non possiamo non esprimere riserve e perplessità ancor più convinte.
A nostro avviso, il bando del 23.01.2019 andava rapidamente stoppato; si doveva poi richiedere con urgenza al Gabinetto una “interpretazione autentica” dell’accordo del 13.12.2017 (si veda il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA in Notiziario n. 128 di pari data); infine, a seguire, si sarebbe dovuto sollecitare l’urgente ri-pubblicazione di un nuovo bando secondo le regole convenute. Purtroppo, nulla di tutto questo è avvenuto, e dunque parlare oggi di “una mobilitazione che deve dunque continuare” appare più uno slogan a buon prezzo che una indicazione coerente con i propri comportamenti.
Su una cosa, però, esprimiamo una totale convergenza con CGIL-CISL-UIL + UNSA: l’idea che, a fronte di quanto accaduto – e che a nostro avviso denota le permanenti e (forse) insuperabili nostalgie di molti (anche sul fronte sindacale…) per il vecchio sistema dei “pareri degli OO.PP.” – ci sia la necessità di “ripensare un’organizzazione che rappresenta un unicum nel P.I.”.
Siamo d’accordo, ad una condizione, però: che non trascorrano altri due anni e mezzo per un nuovo e più decente bando, in linea con le attese dei colleghi. Di tempo, purtroppo, ne abbiamo già perso troppo, stiamo attenti a non perderne ulteriormente.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: 11 02 19 – lettera Ministra anticipazione incontro bando mobilità
Allegato 2: 25 01 19 – lettera Gabinetto richiesta incontro urgente su bando mobilità
Notiziario n. 12 del 5 febbraio 2018 –
Come si ricorderà, in data 29.09.2015, è stato sottoscritto dalle OO.SS. nazionali e dell’allora Sottosegretario on. Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. A), per la mobilità volontaria ordinaria (all. B) e straordinaria (all. C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D), che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina.
Quell’intesa concludeva una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che si era poi chiusa solo dopo quattro anni centrando un risultato certamente storico all’interno della nostra Amministrazione, atteso che la procedura di mobilità prevista dal CCNI del 6.7.2000 (bando annuale di mobilità interna volontaria) era stata sempre volutamente disattesa, negli anni, da A.D. .
La questione, anche a seguito delle nostre ripetute sollecitazioni, era tornata d’attualità solo nell’autunno 2012, con i tavoli tecnici a PERSOCIV dell’ 11 settembre (Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ottobre (Notiziario n. 137 di pari data), ma anche allora la questione si arenò per tutta una serie di punti controversi (pareri Organi Programmatori (OP), in particolare). Il successivo confronto, in ordine di tempo, avvenne sul tavolo politico con l’allora Sottosegretaria Pinotti il 20.01.2014 (vds. Notiziario n. 4 di pari data), che ancora una volta non approdò a risultato a causa del nodo irrisolto dei pareri degli O.P. .
Da qui, allora, il valore storico del protocollo 29.09.2015, atteso che per la prima volta i lavoratori interessati avrebbero potuto partecipare a un bando di mobilità con regole chiare e definite per tutti come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero state più soggette ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (OP), in alcuni casi troppo discrezionali e incomprensibili, come era sempre avvenuto sino ad allora.
La gestione della nuova procedura, che ha visto per la prima volta la luce nel 2016, ha però evidenziato diverse criticità.
Innanzitutto, erano stati fissati dagli OP “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale” molto alti nella media e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno eretto muri invalicabili rispetto alle legittime aspettative dei lavoratori. E’ un problema che abbiamo segnalato sin da subito, ottenendo però solo qualche correzione, in particolare con riferimento all’area di SEGREDIFESA. Ma i gradi di scopertura erano rimasti lo stesso complessivamente molto alti, viziando in un qualche modo la stessa procedura.
Ma di criticità se ne sono viste anche altre, e anche per questo, dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilita 2016, in data 9.01.2017 abbiamo inviato all’on. Rossi una nota che chiedeva la “verifica circa la necessità di revisione” della procedura, che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina.
Quella nostra richiesta è stata poi recuperata nell’accordo del 5 aprile 2017 (vds il comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA in Notiziario n. 39 di pari data ), cui ha poi fatto seguito la nota unitaria delle stesse sigle inviata all’on. Rossi (vds. Notiziario n. 64 del 30 giugno u.s.), con la quale si chiedeva di procedere rapidamente alla verifica prevista dal protocollo. Richiesta prontamente accolta dall’on. Rossi, che nella riunione del 5 luglio u.s. (vds Notiziario n. 66 di pari data), ha consegnato alle OO.SS. le proposte di AD, poi seguite dai contributi/osservazioni di CGIL FP – UIL PA- FLP DIFESA inviati in data 18 luglio (vds. Notiziario n. 69 di pari data). Quindi il successivo tavolo tecnico a SMD del 20.09.2017 (comunicato unitario in Notiziario n. 90 di pari data), seguito dalla riunione al Gabinetto del 13.12.2017, ritenuta conclusiva dalla stessa A.D. e di cui al comunicato unitario in Notiziario n. 128 di pari data.
Poi più nulla. Intanto, il 31 gennaio è già passato, e la prima tappa (riconfermata) della procedura non ha avuto corso per la mancata sottoscrizione del nuovo protocollo. Dunque, ancora ritardi.
Per questo, abbiamo inviato al Gabinetto l’allegata nota che chiede le risposte che mancano e la convocazione urgente.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: 05.02.2018-lettera a Gabinetto per convocazione revisione protocollo mobilità
Allegato 2: Protocollo 29.09.2015 mobilità e rempieghi con firme
Allegato 3: 09.01.2017-lettera a Sottosegretario per verifica protocollo mobilità
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