La Ministra Pinotti con l’attuale Capo di SMM amm. De Giorgi
Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere, avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci renziani sbarca anche nel Ministero Difesa” (vds. Notiziario n. 136/2015).
Ebbene, dopo la prima puntata sul problema ausiliari (vds. Notiziario 20 del 18.02.2016), proponiamo oggi la seconda sulla “tabella di equiparazione”
Iniziamo con il ricordare innanzitutto l’ “annuncio” della Ministra: “Si conferma altresì il contenuto della tabella di equiparazione tra gradi militari e qualifiche funzionali civili, inviata nel dicembre 2013 al Dipartimento della F.P. (in tal senso interlocuzione in corso con il medesimo Dipartimento per la finalizzazione del provvedimento, si veda l’allegato 4 pubblicato su questa pagina)Va benissimo ovviamente la conferma autorevole da parte della Ministra, ma perché allora da F.P. non esce ancora il DPCM con la nuova tabella di equiparazione?
Proviamo ad abbozzare qualche risposta. Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede che il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale (NSC 2010), la ridefinizione della tabella. La prima proposta di A.D. (Notiziario n. 45 del 18.04.2013) prevedeva per il grado apicale dei Sottufficiali (Luogotenenti e Primi marescialli) la possibilità di inquadramento in area 3^anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi. Rispetto a quella proposta, si saldò allora una posizione sindacale unitaria che prevedeva, come FLP DIFESA chiedeva da sempre, il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretario Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente A.D. inoltrò alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche, con lo stralcio delle due note asteriscate in calce (si veda l’allegato 2 pubblicato su questa pagina).
Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano ben 2 anni e mezzo, e in merito alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili non è giunto alcun segnale dalla F.P. . Nel frattempo, ha visto la luce il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17.09.2015 e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 3. E, più recentemente, il Presidente Renzi ha firmato, su proposta del Ministro della Salute di concerto con MEF, Ministero Difesa e Funzione Pubblica., il DPCM in cui vengono stabiliti “i criteri e le modalita’ di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della Croce Rossa Italiana (CRI) e quelli del personale appartenente al Corpo militare, nonche’ tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della P.A.”, di cui al D. Lgs. 28.09.2012, n. 178 relativo alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana.
Dunque, mentre gli altri DPCM vengono adottati, quello relativo alla tabella di equiparazione tra militari e civili non vede mai la luce, a distanza di oltre 2 anni e mezzo dall’invio della proposta a F.P. La cosa, a nostro avviso, comincia a puzzare un po’.
Perché questo ritardo? E’ la Difesa che ha scarsa udienza presso FP e MEF oppure c’è dell’altro? Per esempio, un ripensamento in ambito Amministrazione Difesa alla luce delle previsioni del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli). O magari che il ritardo sia voluto dalla stessa A.D. per sfruttare ancora la vecchia tabella (D.I.M 18.04.2002) con i tantissimi ingressi di SU in area 3^.
Quale che sia il motivo vero, servono però risposte urgenti e per questo abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera qui pubblicata come allegato 1, che chiede notizie anche in merito al lavoro del Gruppo costituito con DM 16.06.2015 (si veda a tal riguardo la nota del Gabinetto inviata alle OO.SS. in data 9.11.2015, che qui ripubblichaimo in allegato 5).
Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”, la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D.
Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e solo su quello) prende il via la vicenda legata alla c.d. “specificità”, che arriva in superficie attraverso un documento/verbale di una assemblea delle RSU dell’area romana, inviato a tutte le OO.SS. nazionali ma anche diffuso su più ampia scala, in cui si fa riferimento ad un incontro del Vice Segretario Generale con la RSU di un Ente, nel quale il predetto Dirigente avrebbe parlato di precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”, il che avrebbe configurato di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e comportato l’uscita dal comparto dei Ministeri; in aggiunta, veniva segnalata l’intenzione di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Nel merito, FLP DIFESA ha già espresso le proprie opinioni al riguardo (si vedano, in particolare, i Notiziari n. 108 del 6.10.2015 e n. 121 del 10.11.2015), ponendo solo alcune domande (dove stanno i soldi? “se per il rinnovo del CCNL di 2,5 milioni di lavoratori il MEF ha stanziato solo 230 mln di €, è immaginabile che conceda 200 mln di € ai civili del M.D.?”), ma al tempo stesso manifestando piena disponibilità e interesse a discutere del tema e ad un confronto tra tutte le OO.SS. sul da farsi (“organizziamo una bella assemblea pubblica, con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma, di fronte ai lavoratori….”). Attendiamo ancora la risposta, soprattutto da parte di chi grida “al lupo, al lupo” preferendo promuovere campagne demagogiche che non raccolgono molto (l’ultima: l’invito all’invio di mail attraverso una catena di S. Antonio non riuscita: ad oggi, meno di 160 mail in 20 gg. a fronte di 27.000 civili, circa un quinto solo degli iscritti delle due OO.SS…).
In questo contesto storico si colloca la vicenda del “Gruppo di lavoro” costituito con il DM 16.06.2015. (testo in allegato 1 su questa stessa pagina). Di fronte alla dura realtà che ci portiamo dietro e che FLP DIFESA denuncia da anni e anni (retribuzioni vergognose e sottoimpieghi, con “le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze di trattamento, retributivo e normativo” tra civili e militari), rimaste purtroppo tali anche in questi due anni di ripetuti proclami del Vertice politico, la Ministra ha deciso di costituire un “gruppo di lavoro” presieduto dal Sottosegretario Rossi e con lo stesso Vice Segretario Generale in qualità di “coordinatore tecnico”, finalizzato a studiare il “trattamento economico del personale civile del Dicastero”, a raffrontarlo con quello in essere presso altre AA.CC., e a prospettare, “anche attraverso contatti con MEF, FP e ARAN”, le “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario” che tengano in debito conto “lo specifico contesto di impiego del personale civile della Difesa”, volto a produrre “un incremento del detto trattamento economico”. Sembrava la volta buona, ma ancora una volta le attese sono andate deluse.
Dalle informazioni in nostro possesso, il “Gruppo di lavoro” ha fatto in sette mesi solo un paio di riunioni, da 4 mesi non si riunisce più, ed è dunque ben lontano dal traguardo nonostante con nota n. 42711 del 9.11.2015 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2) il Gabinetto del Ministro avesse preannunciato per la fine di novembre u.s. la messa a punto“delle ipotesi di soluzione possibili che potranno essere portate all’ attenzione di codeste OO.SS. per una proficua interlocuzione. Ciò, al fine di sottoporre al Ministro, le proposte percorribili”. Zero assoluto, invece!
Non possiamo dunque che prendere atto che ancora una volta gli impegni del Vertice sono disattesi!
Questa è purtroppo la realtà, al di là di chi cerca di raccontare una storia diversa. Se invece di dividersi, le OO.SS. si concentrassero tutte insieme sul da farsi, forse la storia potrebbe essere diversa. Oggi ne avvertiamo quanto mai l’urgenza, a fronte dei mesi non facili che ci attendono, con il Sottosegretario Rossi candidato alle primarie del centro-sinistra a Sindaco di Roma…
La Ministra con il Segr. Gen. e i due Dir. Gen. in visita alla mensa
I lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL sono impegnati da oltre un anno in una vertenza contro il tentativo di SMD di ridurre le competenze delle due DD.GG. e di trasferirle in capo agli SS.MM. di F.A.. Un tentativo reso evidente dallo stesso Capo di SMD, amm. L. Binelli Mantelli, che nel corso dell’ audizione parlamentare del 21.11.2013 sui decreti attuativi L. 244, ebbe molto candidamente a dichiarare che serviva “una diversa ripartizione di compiti tra SMD e SGD. Serve una soluzione che attualizzi le competenze delle FF.AA. su aspetti interconnessi, e difficilmente separabili tra di loro, come il reclutamento, l’addestramento, la disciplina, lo stato giuridico, la formazione, le operazioni, le dinamiche salariali e la previdenza, e per questo serve conferire ai Capi di S.M. di Forza Armata le competenze di cui sopra. La parte innovativa del presente riassetto, il suo punto chiave, è dunque la <<governance>> del personale, che va gestita dalle FF.AA. e posta alle dirette competenze dei Capi di S.M., eliminando l’accentramento che c’è stato sinora su SGD e l’approccio burocratico che l’ha caratterizzata in questi anni”.
Un disegno, questo, che è andato avanti lo stesso nel corso di questi mesi pur a fronte di un parere radicalmente avverso di entrambe le Commissioni Difesa (“garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la D.G. del personale militare”), attraverso il lavoro del “Gruppo di progetto” appositamente costituito e ora procrastinato sino al 30.06. 2015, e che più recentemente è approdata alla formale costituzione nell’ambito di SMD, a far data dal 1 settembre 2014, del CUSI (Centro Unico Stipendiale interforze, si veda il “dispongo” che pubblichiamo su questa stessa pagina). Un disegno, quello di SMD, di autentica decivilizzazione, contro cui sono scesi in campo direttamente i lavoratori delle due DD.GG. e le loro RSU, e che ha visto la FLP DIFESA sempre al loro fianco in tutti i momenti (vds. Notiziari n. 127/2013 e 9/2014).
E’ all’interno di questo quadro che va collocata la recente visita della Ministra Pinotti alle due DD.GG. avvenuta il 16 u.s., che ha fatto registrare sensazioni piuttosto positive da parte del personale e delle due RSU in considerazione dell’interesse mostrato dalla sen. Pinotti per il lavoro delle due D.G., per il fondamentale ruolo svolto all’interno dell’area T/A e per gli importanti risultati raggiunti in materia di uniforme trattamento del personale militare. La visita non è stata un semplice atto formale: la Ministra si è trattenuta per ca. quattro ore all’interno del comprensorio, ed ha voluto approfondire , nel briefing tecnico tenuto con le Dirigenza, le proprie conoscenze in merito alle attività istituzionali svolte dalle D.G., e questo anche in vista delle decisioni da prendere con il redigendo Regolamento attraverso il quale si distribuiranno le competenze tra le aree. Nell’ incontro che si è tenuto con i lavoratori, la Ministra ha ringraziato il personale per il lavoro che quotidianamente svolge, esprimendo il suo plauso per le sinergie esistenti tra personale civile e militare e per l’attuale organizzazione, manifestando chiaramente la sua volontà di valorizzare ulteriormente l’area T/A., come peraltro espresso dalla stessa Ministra nelle linee programmatiche del Ministero esposte nell’audizione presso le Commissioni Difesa il 12 marzo 2014.
Al termine dell’incontro con il personale, le due RSU hanno consegnato un documento congiunto con il quale si chiede alla Ministra una decisione in merito al Regolamento ex art. 1 D. Lgs. n. 7 con la conferma dell’attuale organizzazione all’interno dell’area T/A, in continuità con i processi di razionalizzazione che, a partire dalla riforma Andreatta, hanno portato alla costituzione delle due DD. GG. In conclusione, una visita senza dubbio positiva, che ha permesso alla Ministra di conoscere meglio le realtà in questione e fornito ulteriori elementi di conoscenza per una ponderata decisione in merito al citato Regolamento.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo anche le comunicazioni della Ministra alle Commissioni Difesa ed Esteri sulle missioni internazionali.
Il Ministro Pinotti con i tre Sindaci dopo la firma
I media hanno dato molto rilievo nei giorni scorsi ad una importante operazione di dismissione del patrimonio immobiliare del MD, che rappresenta la più grande dismissione immobiliare fatta in Europa.
In data 7 agosto u.s., infatti, il Ministro Pinotti ha firmato tre “protocolli d’intesa” con il D.G. dell’Agenzia del Demanio Stefano Scalera e con i Sindaci dei Comuni di Milano Pisapia, di Roma Marino e di Torino Fassino (vds la registrazione dell’evento su questa stessa pagina) , con i quali il MD dismette in totale 13 complessi immobiliari per un milione di metri quadrati complessivi, con il dichiarato obiettivo di ridurre le spese, contribuire ad abbattere il debito pubblico, far crescere l’occupazione, ridurre i fitti passivi e, infine, valorizzare e riqualificare “pezzi” importanti delle tre Città. Proprio per questo, il compito dei Comuni, da portare a termine entro 12 mesi, sarà quello di riconvertirli ad usi civili, attribuendo agli immobili una destinazione urbanistica sostenibile, promuovendo accordi di programma per la variazione degli strumenti di programmazione urbanistica per inserirli nella pianificazione cittadina, a premessa dell’immissione dei predetti beni sul mercato.
I tre protocolli del 7 agosto costituiscono la seconda tappa di una complessa operazione di dismissione di immobili ritenuti non più utili alla Difesa, che ha avuto la sua prima tappa nel “protocollo” del 17.04.2014 sottoscritto con il Comune di Firenze, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 43/2014.
Ad essere interessate sono questa volta le città di:
-ROMA: trattasi di sei stabilimenti militari, per un totale di circa 334mila mq -di cui 65.600 edificati- e per una volumetria totale di 347mila metri cubi, e comprende: Forte Boccea e l’area libera adiacente in via Boccea 251, destinata a nuova sede del mercato di via Urban II; la caserma Ulivelli in via Trionfale 7400, destinata a nuova sede del Municipio XIV; la caserma Ruffo in via Tiburtina 780; la caserma Donato in via del Trullo 533; la Direzione Magazzini di via del Porto Fluviale e, infine, la sede dello stabilimento POLMANTEO di viale Angelico 19, che dovrebbe diventare una grande area di parcheggio.
-MILANO: tre gli spazi che passeranno, via Agenzia del Demanio, dal MD alla città: Piazza delle Armi in via delle FF.AA. (328mila mq di superficie) con probabile destinazione a parco; i Magazzini di Baggio in via Olivieri (58mila mq) e la caserma Mameli in via Suzzani (117mila mq), per un complessivo di 48.300 di superficie edificata, che il Comune vuole destinare a edilizia convenzionata e ad attività socio-culturali;
-TORINO: le caserme interessate sono la “Cesare Saluzzo” di via Valdocco 7, la “La Marmora” di via Asti 22, la “De Sonnaz” posta nella stessa via e il “Magazzino” di viale Bologna 190 (in totale, 74.000 mq, con 34.000 di superficie edificata) che, ha detto il Sindaco Fassino, “si prestano a finalità plurime: residenze universitarie, accorpamento di funzioni, attività culturali e sociali, housing sociale».
Occorre al contempo segnalare che è stata pure firmata una “lettera d’intenti” con l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia) per condividere la stesura, entro il 15 settembre, di una norma di semplificazione in materia urbanistica “che faccia perno su concetti di premialità e tempi certi”. A tal proposito, il Presidente dell’ANCI Fassino ha detto che “nelle città si creeranno dei gruppi di lavoro per definire, entro un anno, le destinazioni degli strumenti urbanistici” ed ha anche osservato che “le dimensioni e l’ubicazione delle caserme consente di mobilitare capitali pubblici e privati, per costruire partnership essenziali in questo momento di crisi economica”. Va ricordato che il MD ha costituito una task force con a capo il gen. Caporotundo (contatti attualmente in corso con i Comuni di Bari e Piacenza).
La FLP DIFESA condivide e apprezza lo sforzo che il MD sta facendo, forse per la prima volta in modo serio, in materia di dismissioni. Ritiene però che questo sforzo dovrebbe essere accompagnato anche da una puntuale informazione ai lavoratori che vivono e operano in quelle strutture oggetto di dismissione. E’ il motivo per il quale abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la nota che pubblichiamo in questa stessa pagina.
R. Bolz e G.C. Anselmino dopo la firma del contratto F-35
L’ing. Gian Carlo Anselmino è il nuovo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID), in sostituzione dell’ing Marco Airaghi che occupava ininterrottamente quel posto dal lontano luglio 2008. Lo ha nominato il Consiglio dei Ministri del 31 luglio u.s., su proposta del Ministro della Difesa Pinotti.
Subito dopo averne appreso la nomina dalla lettura del comunicato stampa emanato da Palazzo Chigi a conclusione di lavori del Consiglio dei Ministri, abbiamo cercato di attingere notizie che servissero a delineare il profilo biografico e professionale del nuovo Direttore Generale, allo scopo di far conoscere ai colleghi di AID il “curriculum vitae” del loro nuovo Direttore Generale. Ma la nostra ricerca è approdata sinora a molto poco: sul sito dell’Agenzia Industrie Difesa è tuttora visibile la sola notizia della nomina (“31 Luglio, 2014 – Su proposta del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è stato conferito a Gian Carlo ANSELMINO l’incarico di Direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa”), non accompagnata però da alcun profilo biografico e professionale; sul web, c’è quasi nulla; da Linkedin, invece, abbiamo appreso che l’ing. Anselmino ha avuto l’incarico di “Chief Procurement & Supply Chain Officer SVP presso Alenia Aermacchi” e che, in precedenza, è stato “Senior Vice President presso Alenia Aeronautica”, già società di Finmeccanica e uno dei quattro pezzi in cui era suddivisa Alenia, che poi dal 1 gennaio 2012 è confluita in Alenia Aermacchi. Il nuovo D.G. AID è stato anche “responsabile della Business Unit Velivoli Militari” di Alenia Aeronautica, e in tale veste, nel settembre 2008, ha sottoscritto, insieme all’ing. Robert Bolz di Lockheed Martin, il primo contratto che dava il via alle attività industriali di Alenia Aeronautica per la produzione delle ali dell’F-35 Joint Strike Fighter (JSF), un contratto del valore totale di oltre 15 milioni di dollari e il primo di una serie che riguarderà le attività a lungo termine di Alenia Aeronautica nell’ambito del programma JSF. Su questa stessa pagina, pubblichiamo la foto che allora ha immortalato la firma di quel contratto da parte di Bolz e Anselmino, il quale nella circostanza rese dichiarazioni significative sulla bontà del programma relativo ai caccia F-35.
Noi non conosciamo le ragioni che hanno indotto il Ministro Pinotti a scegliere l’ing. Anselmino quale nuovo D.G. AID, ma i legami con FINMECCANICA e con il mondo dell’industria della Difesa appaiono ben evidenti. Quali ne potranno essere i riflessi sul futuro di AID e delle UU.PP., lo vedremo.
Gian Carlo Anselmino prende oggi il posto dell’ing. Marco Airaghi, che è stato direttore generale AID ininterrottamente dal luglio 2008, quando era stato chiamato a quell’incarico dall’allora Ministro Ignazio La Russa, suo mentore politico all’interno della vecchia Alleanza Nazionale, partito nel quale aveva militato ricoprendone incarichi importanti e divenendone anche parlamentare. Nel momento di assunzione dell’incarico da parte dell’ing. Airaghi, la situazione degli Enti AID appariva estremamente critica: il bilancio 2008 si sarebbe chiuso con una perdita secca di 34 mln di euro e, a parte il Farmaceutico di Firenze in pareggio di bilancio, tutte le altre Unità Produttive erano ben lontane dal raggiungimento dell’economica gestione, con un orizzonte davvero problematico per lavoratori e Stabilimenti stante anche il contesto dell’epoca (crisi finanziaria; ridotte capacità di acquisto da parte Difesa per i tagli di bilancio; contrazione dei mercati; etc). Oggi la situazione appare radicalmente diversa, come abbiamo avuto modo di evidenziare nel Notiziario n. 131 dell’11.12.2013 dedicato al “Piano triennale di attività e bilancio di previsione d 2014-2016”, che certificava la messa in sicurezza di quasi tutte le UU.PP. e un balzo in avanti notevole nel risultato di gestione AID, e di questi risultati si deve dare atto all’ing. Airaghi e alle scelte da lui operate nel corso di questi sei anni.
Quel “piano triennale 2014-2016”, presentato dall’ing. Airaghi, è stato approvato dal Ministro Pinotti con decreto del 30 giugno u.s., ma lo stesso Ministro ne ha affidato ora la gestione a un nuovo D.G. Vien da chiedersi il perché….
Notiziario n. 42 dell’ 11 aprile 2016 – Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere, avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci […]
Notiziario n. 19 del 15 febbraio 2016 – Che fine ha mai fatto il “Gruppo di lavoro” costituto con D.M. 16.06.2015? Non serve però andare a “Chi l’ha visto?”, la vicenda è chiara ed è un esempio illuminante di come vengono gestite le cose nel M.D. Siamo a primavera 2015, e sul territorio romano (e […]
Notiziario n. 99 del 22 settembre 2014 – I lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL sono impegnati da oltre un anno in una vertenza contro il tentativo di SMD di ridurre le competenze delle due DD.GG. e di trasferirle in capo agli SS.MM. di F.A.. Un tentativo reso evidente dallo stesso Capo di SMD, amm. L. […]
Notiziario n. 88 del 19 agosto 2014 – I media hanno dato molto rilievo nei giorni scorsi ad una importante operazione di dismissione del patrimonio immobiliare del MD, che rappresenta la più grande dismissione immobiliare fatta in Europa. In data 7 agosto u.s., infatti, il Ministro Pinotti ha firmato tre “protocolli d’intesa” con il D.G. […]
Notiziario n. 87 del 14 agosto 2014 – L’ing. Gian Carlo Anselmino è il nuovo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID), in sostituzione dell’ing Marco Airaghi che occupava ininterrottamente quel posto dal lontano luglio 2008. Lo ha nominato il Consiglio dei Ministri del 31 luglio u.s., su proposta del Ministro della Difesa Pinotti. Subito […]