Dobbiamo dire subito che in questa circostanza abbiamo fortemente apprezzato l’operato dei Vertici militari e della Ministra della Difesa, E. Trenta. Ci riferiamo alla schiena dritta mostrata in una vicenda, quella avvenuta nella settimana di Pasqua, che ha avuto davvero dell’incredibile, che ha rischiato peraltro di aprire un pericolosissimo conflitto istituzionale e della quale non si ricordano episodi analoghi nel passato più o meno recente della storia del nostro Paese. Ma vediamo i fatti.
Lo scenario di partenza è quello che fa riferimento alla crisi che sta vivendo oggi la Libia e alla guerra civile che si è scatenata dopo l’offensiva lanciata dal generale Haftar per prendere Tripoli. C’è un rischio reale per il nostro Paese, e lo ha ricordato lo stesso premier libico Al Sarraj, che ha detto che “800.000migranti” potrebbero raggiungere le nostre coste per fuggire dalla guerra e dai suoi drammi.
Ebbene, di fronte a questa evenienza, che creerebbe evidentemente non pochi problemi nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del nuovo Parlamento europeo che si dice decisiva per i futuri equilibri interni ed europei, cosa fa il Ministro dell’Interno Salvini? Al fine di scongiurare possibili sbarchi nei nostri porti, predispone la sua terza “direttiva”, datata 15 aprile e cucita questa volta addosso alla nave Mare Ionio della ongMediterranea Saving Humanns (ripartita pochi giorni fa da Lampedusa verso la Libia), affidandone ai suoi destinatari l’esecuzione “a partire da ogni possibile forma di notificazione ed intimazione agli interessati, e la stretta osservanza”.
Il problema è che , tra i destinatari, oltre al Capo della Polizia di Stato, al Comandante Generale dei Carbinieri, al Comandante Generale della Guardia di Finanza e al Comandante Generale della Guardia Costiera, ci sono anche due Autorità Militari, e precisamente il Capo di Stato Maggiore Marina (per competenza) e il Capo di Stato Maggiore Difesa (per conoscenza), il che appare ben strano, posto che i Vertici militari non dipendono certo dal Ministro dell’Interno ma dal Presidente della Repubblica, che è il Capo supremo delle Forze Armate, e dal Ministro della Difesa, che ne è Comandante in capo. Insomma, quel che si dice “farla fuori dal vaso”……
Immediata la reazione della Difesa che, a leggere la notizia non smentita di Adnkronos e poi ripresa da tutti i media, ha considerato l’intimazione (questo il titolo della controversa direttiva) “una vera e propria ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica”, giudicando “gravissimo“ l’accaduto perché “viola ogni principio e ogni protocollo” e costituisce “una pressione impropria”. E ancora: “queste cose accadono nei regimi”, e dunque “è stata superata una linea rossa”.
Una reazione forte, apprezzabile e apprezzata, quella dei Vertici Militari, alla quale è seguita poco dopo anche quella della nostra Ministra, sinora alquanto silente sul “tema ingerenze”, che ha affermato che nell’attuale situazione di conflitto “chi fugge dalla Libia è un rifugiato”, invitando in via XX Settembre coloro che manifestano idee opposte “così gli spiego un po’ di diritto internazionale”.
E, poche ore dopo, in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare, la Ministra ha affermato che occorre “scongiurare una crisi umanitaria, che sarebbe devastante per il popolo libico e che potrebbe avere ricadute anche sul nostro Paese” e inoltre “chenon ripeteremo gli errori del passato” e che “non esiste soluzione militare”, ottenendo nella circostanza il plauso del Capo politico del M5S Di Maio, mai tenero in passato, del Ministro Toninelli (“Sicuramente solo chiudere i porti non basta più”) e anche del Premier Conte (“la politica sull’immigrazione non può ridursi a porti aperti sì o porti aperti no”).
E, di fronte a reazioni così forti, Salvini il colpo pare proprio averlo avvertito, atteso che una nota tecnica degli Interni ha chiarito che “continuano le interlocuzioni dirette tra Viminale e Vertici militari anche per definire le prossime strategie operative” e che “sono esclusi dissapori, polemiche o malumori”.
“Quanno ce vò, ce vò”, scriveva Trilussa. E, nella circostanza, ce voleva proprio questa reazione.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 5 febbraio 2019 –
L’ex Ministra R. Pinotti e la nuova Ministra della Difesa E. Trenta
Dopo la riunione del 15 gennaio u.s. (si veda il Notiziario n. 4 di pari data) e la conferma in quella sede della disponibilità della Ministra Trenta a incontri mensili con le OO.SS. sulle tematiche relative al personale civile (rispetto alle quali abbiamo fornito al Gabinetto la lista delle nostre priorità – si veda il Notiziario n. 11 del 31 u.s.), in data odierna si è svolto al Gabinetto il primo incontro a tema, alla presenza della stessa Ministra. All’o.d.g., tre argomenti pesanti (gap retributivo, assunzioni e progressioni verticali) ai quali si sono aggiunti altri due (decurtazioni cedolino e bando mobilità) da noi segnalati all’Amministrazione.
Nel suo breve intervento introduttivo, la Ministra ha parlato innanzitutto del gap retributivo che oggi esiste tra i dipendenti civili della Difesa e quelli di altre AA.CC.; ha fatto riferimento alle risultanze dello studio condotto dal Gruppo di lavoro nominato con DM 16.06.2015 che quel gap ha certificato (ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 47 del 20.04.2016), ha affermato che le scelta allora fatta (“fondo”) non ha raggiunto i risultati sperati e si è detta disponibile a “ripartire” dalle quattro soluzioni emerse dallo studio del Gruppo di lavoro (che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina) e a “rivalutarle” attraverso il confronto con le OO.SS.
Sul secondo tema all’o.d.g. (le assunzioni), ha ricordato le 294 assunzioni autorizzate dalla Legge 145/2018 per il triennio 2019-21 e ha affermato che A.D. sta lavorando per accrescere le assunzioni; infine, sul terzo tema posto all’o.d.g. (le progressioni tra area e area), ha comunicato alle OOSS. che l’Amministrazione è alla ricerca del primo utile veicolo normativo per riproporre l’emendamento messo a punto dal Gabinetto nel 2017 e non recepito nelle leggi di bilancio 2018 e 2019, che prevede di alzare, per la Difesa, la soglia riservata alle progressioni interne dall’attuale 20% al 50%, il che dovrebbe assicurare lo svuotamento di tutta l’area 1^ che da qui al 2024 e il transito in area 2^ di tutti i colleghi con profilo di “ausiliario”.
E poi iniziato il rituale giro di tavolo, ed FLP DIFESA ha espresso le seguenti osservazioni/richieste.
GAP RETRIBUTIVO
Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità e interesse a riprendere il tema ripartendo dalle quattro soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro, ricordando però al contempo che la soluzione prescelta (il “fondo speciale” sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute) era frutto di una precisa indicazione operativa dello stesso Gruppo di lavoro. Quella scelta è stata poi il primo risultato dell’accordo con CGIL-UIL FLP DIFESA del 5 aprile 2017, si è concretizzata con la legge di bilancio 2018, e porterà nelle tasche dei lavoratori 63 milioni di € in tre anni. Un risultato di tutto rispetto, l’unico nei fatti nell’ultimo quindicennio, che non può essere dimenticato né sottovalutato.
I soldi sono però arrivati con destinazione FUA (ora FRD), e non come “fondo speciale”. Ma era proprio su questo, che A.D. da una parte e OO.SS. dall’altro, avrebbero dovuto avviare nuove iniziative, per riconfigurare i 21 milioni del 2020 e 2021 e anche per ottenere nuove risorse dal bilancio del M.D.. Purtroppo, lo ha fatto solo la nostra O.S., ponendolo la questione al primo punto del programma elettorale RSU e avviando iniziative al riguardo, la più importante delle quali è stata la messa a punto, dietro nostra precisa sollecitazione, di emendamenti alla legge di bilancio 2019 (vds Notiziario n. 126 del 29.11.2018), poi neanche esaminati in Commissione per le note vicende.
FLP DIFESA continua a ritenere che quella della riconfigurazione del “fondo” e la sua implementazione (il bilancio Difesa viaggia quest’anno interno ai 21 mld €) possa essere una strada da perseguire, e questo anche in considerazione del nuovo quadro politico.
Nulla contro però, da parte nostra, a valutare altre strade se l’obiettivo è quello dell’allineamento retributivo alle altre AA.PP., e tra queste anche quella del transito del personale civile negli ordinamenti speciali ex art. 3 D.lgs. 165, verso la quale, come abbiamo chiarito in diversi Notiziari del 2015, non abbiamo alcuna pregiudiziale di partenza. Il punto è però un altro, anche in considerazione degli effetti che quella scelta produrrebbe nei fatti: l’A.D. ci deve dire prima quanti soldi, in quali tempi e con quali modalità rende disponibili per questa operazione, e un minuto dopo ci siederemo intorno ad un tavolo per ragionare.
Sulla opzione transito ex art. 3, due cose vanno dette: la prima, è che la stragrande maggioranza delle OO.SS. presenti ha espresso le stesse nostre considerazioni: “ci si dica quanti soldi ci sono, e poi si discuterà”; la seconda è che la Ministra, in sede di replica prima di lasciare il tavolo dopo circa un’ora, non ha espresso alcun valutazione e neanche esplicitato intendimenti al riguardo, e neanche la delegazione di parte pubblica è ritornata sull’argomento. Sul punto, vedremo, se ci saranno, le future evoluzioni.
ASSUNZIONI.
La nostra O.S. ha ribadito il proprio giudizio sulle 294 assunzioni tecniche prevista dalla Legge di bilancio: un risultato certamente importante che dà un po’ di ossigeno agli Enti industriali, ma ovviamente insufficiente a risolvere i loro grandi problemi, che peraltro sono presenti anche in altre aree (Area T/A, per esempio). Occorre dunque una forte iniziativa politica su FP E MEF per varare quel “piano straordinario di assunzioni” da anni da noi sollecitato e finalmente proposto da PERSOCIV in risposte alle aperture della Ministra per la P.A. a settembre u.s. (200 funzionari, di cui 120 tecnici; 1227 assistenti, di cui 1027 tecnici). Infine, dietro nostra richiesta, il Vice Capo di Gabinetto ha smentito che sono garantite alla Difesa n. 1147 assunzioni tecniche per il prossimo triennio, come riportato da Il Giornale del 15 u.s. che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina.
PROGRESSIONI TRA LE AREE.
FLP DIFESA ha preso positivamente atto dell’intenzione dell’Amministrazione di ripresentare l’emendamento messo a punto dal Gabinetto a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017 sulle progressioni tra le aree (deroga alla Difesa a riservare alle progressioni verticali il 50% dei posizioni da coprire, al posto del 20% fissato dal D. Lgs 75/2017).
Sul punto abbiamo ribadito due concetti con riferimento alle progressioni tra 1^ e 2^ area: la prima, è che lo svuotamento dell’area 1^ avrebbe comunque tempi lunghi, e che l’unica azione risolutiva sarebbe la cancellazione della 1^ area in sede di riordinamento professionale, che il CCNL ha purtroppo rinviato alle calende greche; la seconda, è che, per il 2019, occorrerebbe rimodulare il PTFP (Piano Triennale Fabbisogno Personale) che prevede solo 50 (diconsi cinquanta!) progressioni da area 1^ ad area 2^ che suonerebbero come una presa in giro.
In sede di riunione, abbiamo rappresentato inoltre altre due questioni emerse di recente.
DECURTAZIONI CEDOLINO FEBBRAIO.
Come noto, siamo intervenuti presso il Gabinetto con lettera in data 1 febbraio u.s., che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, segnalando le gravosissime decurtazioni operate da NoiPA nei cedolini di febbraio e chiedendo un intervento di carattere politico su MEF e la stessa NoiPA per la rateizzazione delle somme.
Ebbene, dalle risposte tecniche venute dal Cons. P. Izzo e dal gen. S. Vergari Capo del CUSI (Centro Unico Stipendiale Interforze), abbiamo verificato la giustezza della nostra impostazione, sia per quanto riguarda l’origine del problema (perdita del bonus Renzi per superamento delle soglie) sia in merito alla non diretta responsabilità del M.D. (chi ha operato i tagli è stato NoipA, che ha agito con la consueta rigidità in virtù di una norma che obbliga alla restituzione immediata delle somme, che lo stesso NoiPA nella circostanza avrebbe temperato prevedendo due rate di rimborso – febbraio e marzo – ma solo per conguagli superiori ai 300 €.).
Il Cons. Izzo ha precisato che, su imput della Ministra, è in atto un’azione di A.D. che va nella direzione da noi sollecitata, quella di rateizzare le somme a debito. Che potrebbe anche concretizzarsi, ma solo per la rata in cedolino di marzo, in quanto non ci sono più i tempi per agire sul rimborso previsto con il cedolino di febbraio.
A tal riguardo, come FLP DIFESA abbiamo espresso l’idea che, siccome siamo ancora al 5 del mese, sia ancora possibile la modifica del cedolino e la rateizzazione del rimborso previsto per febbraio, e abbiamo fortemente sollecitato AD ad agire in questo senso.
BANDO DI MOBILITA’
Sono ben noti a tutti i problemi innescati dal bando di mobilità interna, avviato dopo due anni di blocco, in data 26 u.s., e che ci hanno portato a scrivere in data 25 u.s. la nota al Gabinetto con richiesta di incontro urgente, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Abbiamo riproposto il problema in riunione, ma incredibilmente abbiamo dovuto registrare la mancanza di una benchè minima osservazione al riguardo da parte di tutte le altre sigle presenti al tavolo.
Questo silenzio è perlomeno sospetto, e verosimilmente rimanda alle risultanze dei tavoli tecnici sui gradi di scopertura, ai quali noi non abbiamo potuto partecipare per la nota nostra esclusione in ragione della non firma del CCNL.
Il silenzio è ovviamente venuto anche dalla Delegazione pubblica, che, però, dietro nostra sollecitazione, si è impegnata a metter in o.d.g l’argomento per la prossima riunione del 5 marzo, ovviamente troppo in là per produrre effetti sull’attuale bando, insieme al punto di situazione sul transito ex militari nei ruoli civili, da noi risollecitato.
Ovviamente non ci arrendiamo, e proveremo a far anticipare la trattazione dell’argomento prima del 5 marzo.
I Sottosegretari Tofalo e Volpi in visita al Segretariato Generale della Difesa-DNA
Nella G.U. n. 187 del 13.08.2018, sono stati pubblicati i Decreti Ministeriali datati 27.07.2018 che recano le deleghe attribuite dalla Ministra ai Sottosegretari, registrati alla Corte dei Conti il 1.08.2018.
Su questa stessa pagina, pubblichaimo in allegato i due decreti a firma della Ministra.
Di seguito, le materie delegate a ciascun SSS:
Al Sottosegreteraio on. Angelo Tofalo sono state attribuite, tra le altre, le deleghe a:
promuovere riunioni e attività facenti capo alle operazioni “Strade sicure” e “Terra dei fuochi”;
trattare le problematiche relative alla sicurezza cibernetica;
autorizzare l’impiego all’estero degli ufficiali dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri;
firmare i provvedimenti di conferimento degli incarichi di Capo Reparto e Capo Divisione delle DD.GG e delle DD. di livello non generale, degli Uffici Centrali e di Direttore UTT agli Ufficiali AM e CC;
trattare le problematiche connesse alla diffusione della cultura della difesa e sicurezza;
per l’area del personale militare della Difesa, trattare i rapporti con le altre Amministrazioni pubbliche, con particolare riferimento alle relazioni con le rappresentanze militari;
Al Sottosegretario on. Raffaele Volpi sono state attribuite, tra le altre, le deleghe a:
trattare le problematiche relative alla difesa civile;
autorizzare l’impiego all’estero degli ufficiali dell’Esercito e della Marina Militare;
trattare le problematiche relative alla razionalizzazione, dismissione, valorizzazione e gestione immobiliare, nonché quelle concernenti gli alloggi per il personale;
trattare i provvedimenti di nomina dei rappresentanti della Difesa in seno ai comitati misti paritetici e nei comitati aventi fisionomia di natura tecnica”.
Promuovere e coordinare le attività sportive e militari
trattare le problematiche di Enti/Associazioni /Organismi vigilati (no AID e Difesa Servizi SpA!);
Va detto subito che, a differenza dei suoi predecessori, la Ministra Trenta ha tenuto per sé competenze importantissime, che sono tutte indicate nell’art. 3 di ambedue i Decreti, al quale naturalmente si rinvia.
Oltre agli atti normativi, a quelli da sottoporre al CdM e ai comitati Interministeriali, agli indirizzi e di carattere politico di alle direttive di carattere generale, riservate da sempre direttamente al Ministro, la nuova Ministra ha tenuto per sé, tra le altre, le questioni afferenti: alle relazioni internazionali; ai programmi d’armamento delle varie Armi; alle problematiche dell’area industriale della Difesa, anche con riferimento alle attività, ai programmi e alle pianificazioni diverse; agli atti e provvedimenti riguardanti le FF.AA. e anche a quelli relativi a Difesa Servizi SpA e ad Agenzia Industrie Difesa; le iniziative di riforma delle legge penale militare; e, infine, i provvedimenti concernenti bilancio e pianificazione economico-finanziaria.
Per quanto riguarda le competenze in materia di personale civile, a conferma di quanto la prof. Trenta ci aveva anticipato nel corso dell’incontro del 19 luglio u.s. (vds Notiziario n. 78 di pari data), la Ministra ha tenuto per sé, ed è in assoluto la prima volta che accade, “l’area del personale civile….. con particolare riferimento alle relazioni con le rappresentanze sindacali”.
Una scelta, questa, di grande spessore e importanza, che potrebbe aprire un’ orizzonte davvero nuovo per la nostra categoria, in particolare sul piano delle iniziative concrete da portare avanti e da gestire anche sotto il profilo politico-parlamentare.
Per completezza d’informazione, aggiungiamo che la Ministra ha tenuto per sé anche la “firma delle richieste di parere al Consiglio diStato in materia di ricorsi straordinari al Capo dello Stato” del pers. civ. .
Ovviamente, verificheremo sul campo la reale efficacia di questa scelta, che appare certamente innovativa, come pure innovative sembrano profilarsi altre scelte (vds sul ns. sito, l’articolo di Money sul taglio delle missioni).
Giovedì 26 luglio u.s., la prof. Elisabetta Trenta ha svolto in Senato la sua prima audizione da Ministro della Difesa presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, nella quale ha illustrato le sue “linee programmatiche” . Sul nostro sito, la relazione integrale e il video dell’audizione.
La Ministra è partita delineando gli indirizzi programmatici (tutela del personale civile e militare; protezione del territorio; tutela dell’industria italiana della Difesa; finanziamenti alla ricerca; rivalutazione presenza italiana nelle missioni internazionale e razionalizzazione dell’impiego delle risorse) e indicando le due parole chiave che caratterizzeranno l’azione di governo dei prossimi 5 anni, e che sono “esilienza” (intesa come“la capacità di adattarsi al cambiamento della minaccia, ibrida e dal carattere poliedrico, che il nostro Paese si trova ad affrontare”, e “dual use” “(intesa come “la consapevolezza di dover sostenere, e al contempo ampliare, le opportunità di duplice uso delle capacità della Difesa per scopi non militari e a supporto, appunto, della resilienza stessa”.
A tal riguardo, “sarà promossa la pianificazione e l’implementazione di una vera e propria Strategia Nazionale Sistemica per il potenziamento della Sicurezza Collettiva e della Resilienza Nazionale, da sviluppare attraverso la collaborazione fra Ministeri, ma anche con l’Industria, l’Accademia, la Ricerca e il settore privato”, anche supportando in questo la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In materia di personale, ha Ministra ha segnalato la necessità di tutela (dei rapporti familiari; della condizione generale; della condizione genitoriale; della salute) dei lavoratori sia militari che civili, ma in termini che sono apparsi troppo general generici.
Le promozioni (dei militari, evidentemente) dovranno viaggiare “esclusivamente su criteri meritocratici e con tempistiche coerenti”; sarà realizzato “il continuo aggiornamento del processo di riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare in un contesto di unitarietà del comparto Difesa e Sicurezza”; saranno implementati i programmi occupazionali.
In ordine alla sentenza della C.C n. 120/2018, ha riconosciuto ai militari “il diritto a costituire associazioni professionali a carattere sindacale”.
Temi, questi, tutti cari al personale militare, a fronte del nulla esibito sulle questioni d’interesse dei lavoratori civili.
Sui temi più generali, la Ministra ha riconosciuto il ruolo centrale della NATO e ha detto che “la Difesa, continuerà a promuovere tutte le iniziative per orientare e rafforzare l’Alleanza”; ha sottolineato il ruolo strategico dell’industria italiana della difesa e ricerca (“con questo governo nascerà una Difesa anche delle Imprese, una Difesa della ricerca e dell’innovazione strategica”); sul programma F35 non ha preso impegni, in attesa ”degli esiti di una valutazione approfondita da parte degli uffici tecnici competenti”, come se il problema legato all’acquisto dei 90 caccia fosse solo tecnico e non politico; ha poi mostrato grande attenzione alla cyber defence: “è necessario continuare ad investire, al fine di potenziare ulteriormente le dotazioni strumentali e organizzative di protezione cibernetica e sicurezza informatica, incrementando progressivamente la capacità di contrastare in maniera efficace le minacce”, anche attraverso le attivitàoperative del “neocostituito Comando Interforze Operazioni cibernetiche (CIOC)”.
La Ministra ha poi rivalutato le missioni internazionali (“l’Italia manterrà il proprio ruolo di primo piano e proseguirà il suo sforzo.… i militari italiani continueranno a svolgere – con professionalità, passione e grande senso di responsabilità – quelle missioni che l’attuale governo, con l’ausilio della Difesa riterrà vitali in aderenza all’interesse nazionale”. Un’idea un pò diversa rispetto alle posizioni portate avanti in questi anni dal M5S, o no?
Ultimo tema, la razionalizzazione delle risorse e la lotta agli sprechi (“lavoreremo per la valorizzazione degli immobili anche a supporto e a integrazione delle esigenze locali. Si pensi, per es, alle varie basi navali nelle vicinanze di porti mercantili o turistici che potranno potenziare l’attrazione dei porti civili limitrofi”.
Queste le linee espresse da Ministra. Della discontinuità che Le abbiamo chiesto, ce n’è davvero poca!
Ora la prof.Trenta è alle prese con il problema delle nomine nella Difesa (su questa stessa pagina, in allegato 3, un articolo comparso su La Repubblica)
Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti che lo hanno sottoscritto.
Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis, del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento”. Era stato questo l’approdo più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (era il luglio 2013). Ebbene, nonostante le ripetute richieste e le sollecitazioni venute per quasi un anno solamente da FLP DIFESA (ne fanno fede i diversi comunicati sindacali), solo dopo oltre 15 mesi, e precisamente in data 15.07.2015, fu avviato il tavolo tecnico (si veda il Notiziario n. 79 di pari data), seguito a distanza di tre mesi dalla seconda riunione (vds. Notiziario n. 114 del 22.10.2015) e poi dalla terza (vds Notiziario n. 8 del 19.01.2016).
Nel frattempo, era avvenuto però un fatto che ha modificato profondamente lo scenario di fondo. Nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL l’abbandono della strada maestra legata al Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. FLP DIFESA avrebbe potuto, anche in maniera strumentale, assumere posizioni aventiniane e lasciare tutta intera sulle spalle di CGIL-CISL-UIL quella scelta al ribasso. E invece scegliemmo responsabilmente un’altra strada, quella di continuare a partecipare ai tavoli di confronto e a fornire contributi importanti, su alcuni aspetti anche decisivi come sa bene la stessa A.D., ai fini della messa a punto finale di questo “protocollo”. E lo abbiamo fatto avendo comunque chiari i limiti dell’operazione che si andava a fare(un “protocollo” è cosa ben diversa rispetto da un “regolamento”, non ci vuol poi molto a capirlo). E così, passo dopo passo e in pochi mesi, si è giunti a conclusione del lavoro.
Il testo finale non presenta certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia. Molti colleghi penseranno magari alla “montagna che ha partorito il topolino”, e forse rimarranno anche delusi dagli approdi conclusivi e dai suoi contenuti, che in molte parti più che segnare una novità storica, appare quasi come una fotografia dell’esistente.
FLP DIFESA è davvero ben conscia dei limiti attuali dell’operazione, pur tuttavia riteniamo che il “protocollo” vada colto come una “opportunità”, quanto grande si vedrà, e che vada al contempo raccolta la sfida che esso propone. La firma, politicamente pesante della Ministra che per questo abbiamo fortemente richiesto, supporta questa nostra convinzione.
Alcuni passaggi del protocollo appaiono significativamente innovativi: l’affermazione che i colleghi di 3^ area possono “dirigere e coordinare unità organizzative, anche di rilevanza esterna, la cui responsabilità non è riservata ai dirigenti, oltre a poter rappresentare l’Amministrazione anche di fronte a terzi” o il richiamo al “livello di responsabilità” anche per i lavoratori di altre aree, in primis la 2^; la previsione che le attività corrispondenti alle relative professionalità dovranno essere previste “nella configurazione ordinativa degli Enti, anche relativamente ai livelli di responsabilità”; l’elevazione al rango di “area” del settore industriale del MD; e altri ancora.
Questo, lo sappiamo bene, allo stato non garantisce alcunché in prospettiva. C’è, però, una sorta di “clausola sospensiva”, da noi espressamente richiesta e ottenuta: SMD e SGD predisporranno “entro tre mesi specifiche e coordinate direttive applicative”, precedute da apposite “sessioni informative con le OO.SS.” ed “entro 12 mesi” ci sarà la “verifica dell’attuazione del protocollo”. Quasi una clausola di garanzia, rispetto alla quale assumiamo l’impegno nei confronti dei colleghi che, laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo un solo istante a ritirare la nostra firma dal protocollo.
La Ministra Roberta Pinotti a Porta a Porta di Vespa
La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da Ministra della Difesa. Un Ministero, il nostro, da sempre complesso e complicato, e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha bisogno di una guida esperta ed autorevole. E la sen. Pinotti sembrava avere proprio il profilo giusto: più volte componente delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, durante il Governo Letta è stata Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali. Un incarico durato solo 10 mesi (mag 2013/feb 2014), ma in un periodo nodale nella vita dell’AD, durante il quale furono definiti i decreti attuativi della L. 244/2012.
In quella fase, dopo gli anni davvero bui nelle relazioni sindacali al tempo dei Ministri La Russa e Di Paola, il Sottosegretario Pinotti volle recuperare il confronto con le Parti sociali, e fu attraverso questo confronto che furono riscritte intere parti dei decreti attuativi. Particolarmente importante appariva il contenuto dell’art. 1, comma 2-bis, let. e) del D. Lgs. 28.10.2014, n.7, che prevede l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, che più oltre rinvia al “Regolamento”, previsto dallo stesso comma 2-bis, per la definizione dei “criteri” che assicurino l’attribuzione di quei compiti. Appare evidente la centralità di questo passaggio, e la successiva nomina a Ministro della sen. Pinotti lo rendeva finalmente quasi a portata di mano.
Una speranza divenuta quasi certezza dopo la prima uscita da Ministro in Parlamento – 15 marzo 2014, Commissioni Difesa di Camera e Senato, illustrazione linee programmatiche del Dicastero – nella quale la sen Pinotti pronunciò parole nuove, mai sentite da altri Ministri, nei confronti del lavoro civile. Ne riportiamo alcuni passaggi all’attenzione dei colleghi: ”La Difesa ha bisogno di personale ancor più qualificato…. E mi riferisco, tra gli altri, al personale degli Stabilimenti, degli Arsenali e dei Centri di manutenzione, il cui lavoro è cruciale per garantire l’efficienza dello Strumento Militare in un settore di “eccellenza” nazionale, garantendo che venga assicurato il “travaso” di competenze tra “anziani” e “giovani”, per non disperderne il prezioso bagaglio professionale. …. In primo luogo, dobbiamo superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare. Con la ovvia eccezione dei compiti operativi, propri delle FF.AA., questo genere di differenziazione oggi non ha più alcun senso e, anzi, si tramuta in una penalizzazione per la stessa A.D. che, così facendo, rischia di sprecare l’opportunità di valorizzare le eccellenze sicuramente presenti anche tra il personale civile. In secondo luogo, dobbiamo sostenere adeguatamente questa trasformazione, assicurando ai civili una formazione costante e progressiva nell’arco della carriera…”. Parole sante e benedette, mai sentite in passato.
E’ trascorso poco più di un anno da quel 15 marzo 2014. E, nel mezzo, non è successo nulla: nonostante le richieste quasi ossessive della nostra O.S. sulla necessità di scrivere quel Regolamento, non si è fatto niente. E la gente se ne è accorta: vi invitiamo a leggere i risultati e a partecipare al sondaggio che abbiamo attivato sulla home page – parte alta sinistra – del nostro sito. Forse ha pesato il fatto che FLP DIFESA è stata sinora sempre sola in questa richiesta (e anche in piazza). Anche per questo abbiamo letto con piacere la nota di CISL DIFESA inviata il 12 u.s. all’on. Rossi nel quale chiede di “riprendere il confronto di merito sul Regolamento” (a dire il vero, non ci eravamo accorti che il confronto era già cominciato…. quando?). Va bene lo stesso, comunque.
La questione va affrontata e subito, questo è certo, abbiamo perso già troppo tempo, occorre aprire subito il confronto di merito sul Regolamento e chiarirne preliminarmente il quadro di fondo. Per questo, abbiamo scritto alla Ministra Pinotti la nota qui allegata, che reca la richiesta di incontro.
Pubblichiamo, su questa stessa pagina, una interrogazione del M5S, attendiamo ora di conoscere le risposte della Ministra.
Notiziario FLP DIFESA n. 38 del 23 aprile 2019 – Dobbiamo dire subito che in questa circostanza abbiamo fortemente apprezzato l’operato dei Vertici militari e della Ministra della Difesa, E. Trenta. Ci riferiamo alla schiena dritta mostrata in una vicenda, quella avvenuta nella settimana di Pasqua, che ha avuto davvero dell’incredibile, che ha rischiato peraltro […]
Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 5 febbraio 2019 – Dopo la riunione del 15 gennaio u.s. (si veda il Notiziario n. 4 di pari data) e la conferma in quella sede della disponibilità della Ministra Trenta a incontri mensili con le OO.SS. sulle tematiche relative al personale civile (rispetto alle quali abbiamo fornito al […]
Notiziario n. 92 del 27 agosto 2018 – Nella G.U. n. 187 del 13.08.2018, sono stati pubblicati i Decreti Ministeriali datati 27.07.2018 che recano le deleghe attribuite dalla Ministra ai Sottosegretari, registrati alla Corte dei Conti il 1.08.2018. Su questa stessa pagina, pubblichaimo in allegato i due decreti a firma della Ministra. Di seguito, le […]
Notiziario n. 86 del 9 agosto 2018 – Giovedì 26 luglio u.s., la prof. Elisabetta Trenta ha svolto in Senato la sua prima audizione da Ministro della Difesa presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, nella quale ha illustrato le sue “linee programmatiche” . Sul nostro sito, la relazione integrale e il […]
Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 – Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme […]
Notiziario n. 33 del 26 marzo 2015 – La sen. Roberta Pinotti ha festeggiato da poco il Suo primo compleanno da Ministra della Difesa. Un Ministero, il nostro, da sempre complesso e complicato, e che tale oggi ancor di più appare per l’ampliarsi e l’acuirsi dei teatri di crisi internazionale, che proprio per questo ha […]