E’ stata emanata il 4 maggio u.s. la Direttiva n. 3 della Funzione Pubblica, che si pubblica su questa pagina in allegato 1, recante indicazioni alle Pubbliche Amministrazioni sulle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell’evolversi della situazione epidemiologica. Posto che le PA non hanno sospeso l’erogazione dei servizi, ricorrendo al lavoro agile come modalità ordinaria di prestazione lavorativa, ora si pensa al riassetto delle modalità organizzative mediante la revisione delle prestazioni indifferibili da rendere in presenza, delle modifiche alle percentuali di personale in lavoro agile, del ricorso a turnazioni, di possibili articolazioni dell’orario che tengano conto delle criticità di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici. Dall’altra parte però viene ribadito l’impulso al mantenimento e alla promozione del lavoro agile, sollecitando la PA alla programmazione dell’acquisto di strumenti informatici in ausilio allo SW, all’investimento in nuove tecnologie, alla formazione informatica del personale, all’implementazione dell’analisi organizzativa mirata alla diffusione della capacità di lavorare in modalità agile, peraltro garantendo fra l’altro il diritto alla disconnessione.
Si riporta di seguito la nota CSE del 5 maggio u.s., nella quale vengono esplicate le ragioni della richiesta alla Ministra Dadone, con la quale viene sollecitata la richiesta di definire uno specifico protocollo di intesa, al fine di evitare eventuali fughe in avanti da parte di Amministrazioni che perseguissero l’obbiettivo di tornare tout court alle modalità organizzative ante-emergenza.
“E’ stata emanata nella giornata di ieri la Direttiva n. 3 della Ministra Dadone recante indicazioni alle Pubbliche Amministrazioni sulla gestione della fase due, a seguito dell’emanazione del DPCM 26 aprile 2020.
Nella stessa, nel riconfermare che anche in questa fase il lavoro agile resta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa fino al termine del periodo emergenziale, individuato dalla normativa al 31 luglio 2020,viene anche prevista la possibilità da parte delle singole Amministrazioni di rimodulare le percentuali di personale in lavoro agile, con riferimento alle necessità del sistema Paese connesse alla ripresa economica e all’esigenza di continuare ad assicurare i servizi ai cittadini ed alle imprese, nella massima sicurezza e adottando quanto previsto al tal fine dalle disposizioni del Ministero della Salute e dal documento tecnico dell’Inail, recepito come allegato nel DPCM 26 aprile 2020.
La CSE ritiene che le Pubbliche Amministrazioni, in questi mesi di grave situazione emergenziale, grazie al sacrificio ed all’impegno di centinaia di migliaia di lavoratori, abbiano continuato a svolgere il loro dovere, garantendo la massima sicurezza degli addetti e dei cittadini, e offrendo senza soluzione di continuità, tutte le prestazioni e i servizi necessari al Paese.
Le lavoratrici ed i lavoratori non si tireranno certo indietro neanche nella fase due e daranno, come sempre, il loro contributo professionale e sociale per accompagnare la necessaria ripresa economica.
Ma questo va fatto nella massima sicurezza e senza disperdere in alcun modo il bagaglio di professionalità e di innovazione che comunque questa fase emergenziale incredibilmente ha prodotto.
Lo diciamo perché notiamo in troppe Amministrazioni la voglia di ritorno al passato, una accelerazione sul rientro alle attività in presenza non giustificate dalla tipologia di servizio e dall’attività espletata, che mette a rischio il personale e la cittadinanza, che non rispetta le norme di distanziamento sociale all’interno degli uffici, aumenta la circolazione delle persone che è ancora limitata specie nell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, complica la vita alle lavoratrici ed ai lavoratori che sono costretti ad assistere i figli minori per la chiusura delle scuole, o parenti anziani o ammalati.
Assistiamo al riemergere dei vecchi paradigmi di chi vuole comandare il personale e non dirigerlo o coordinarlo, pensando che tenendolo chiuso nel recinto dell’Ufficio e della stanza, obbligandolo ad orari predeterminati, questo possa comportare una tenuta, o un incremento della produttività.
Non possiamo permetterci di disperdere un’esperienza che seppure dettata da una situazione emergenziale, ha prodotto notevoli risultati ed ha dimostrato che anche nella PA il lavoro può e deve cambiare
Dobbiamo gestire la fase due con l’accortezza di tutelare al massimo la salute, al fine di evitare una possibile ripresa del contagio, e allo stesso tempo accompagnare nei prossimi mesi il processo di modernizzazione delle Amministrazioni, delle procedure, dell’organizzazione del lavoro, attraverso il decollo di tutte le nuove modalità di lavoro, per farne un volano di sviluppo e di riconoscimento delle professionalità.
In questi giorni siamo impegnati sul campo, con tutte le nostre strutture, per affermare questi principi e contrastare le scelte di parte della vecchia burocrazia e degli apparati, che si ostina a mettersi di traverso e ostacolare il cambiamento.
Stiamo proponendo e definendo Accordi in molte Amministrazioni, partendo dalla firma del Protocollo d’intesa dell’8 aprile 2020 con la Ministra per la Pubblica Amministrazione e chiedendo l’attuazione delle norme e degli istituti contrattuali a tutela della salute e della sicurezza dei posti di lavoro.
Ma c’è bisogno anche di altro. Di definire a monte un quadro di regole che impedisca fughe in avanti pericolose per i lavoratori, i cittadini ed il Paese, e che individui i tempi e le modalità della ripresa del lavoro in presenza, con precisazioni, aggiornamenti e interpretazioni di regole e norme pensate e concordate in situazioni non caratterizzate dall’emergenza attuale, e che invece vanno applicate e garantite in questa fase che, al momento, si estende fino al 31 luglio 2020.
Un Protocollo per gestire in modo organico e coerente la fase due nella Pubblica Amministrazione, che contenga anche gli elementi per avviare il confronto nella competente sede negoziale che è l’Aran, all’interno del rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro, scaduti da più di un anno e che è urgente rinnovare, non solo dal punto di vista economico, ma anche ordinamentale, professionale e negli istituti che regolano il rapporto di lavoro.
Ecco il perché in data odierna, con la nota che alleghiamo, abbiamo sollecitato la Ministra per la Pubblica Amministrazione a riprendere il confronto, per dare riscontro alla richiesta da noi formulata nei giorni scorsi, tendente a definire, in tempi brevi, un Protocollo che vada nella direzione da noi formulata”.
Naturalmente FLP Difesa non può che auspicare un riscontro quanto mai sollecito alla richiesta di CSE, nella convinzione che l’esperienza del lavoro agile nel corso dell’emergenza non sia stata solo un modo per arginare l’epidemia, e che abbia creato un importante viatico per il suo consolidamento quale innovativa ed efficace modalità di prestazione di lavoro nella PA.
La Ministra Dadone alla camera nell’audizione in video conferenza di ieri
Nella tarda mattinata di ieri, la Ministra per la P.A. Fabiana Dadone è stata audita dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati in merito alle iniziative adottate dalla Funzione Pubblica per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Diversi i temi in discussione: l’introduzione del lavoro agile (S-W) come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA.; la sospensione delle procedure concorsuali nel P.I. e la semplificazione delle procedure; la sospensione temporanea dei procedimenti amministrativi e disciplinari, ed altre. Nell’occasione, la Ministra ha anche svolto alcune interessanti considerazioni in merito alla riorganizzazione della PA nel dopo Coronavirus, in particolare nella direzione di una maggiore digitalizzazione e di una semplificazione delle procedure.
A fine audizione, la CSE ha diffuso il seguente comunicato stampa che reca le considerazioni al riguardo della Confederazione:
“ Abbiamo apprezzato particolarmente i contenuti dell’audizione di oggi della Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone in Commissione Affari Costituzionali della Camera. La conferma del lavoro agile come importante momento di innovazione organizzativa, di semplificazione dei processi, di valorizzazione delle competenze, di conciliazione vita-lavoro, con l’obiettivo dopo la conclusione della fase emergenziale di mantenere almeno il 30 per cento del personale in lavoro agile, sono indicazioni importanti che vanno nella direzione di proseguire con fermezza sulla strada del cambiamento delle nostre Pubbliche Amministrazioni” dichiara Marco Carlomagno Segretario Generale della Confederazione CSE.
“Così come è stato importante che abbia ribadito che in questa fase, caratterizzata ancora da una grave situazione di emergenza sanitaria, il lavoro agile, adottato in via straordinaria con il DL 18/2020, resta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa , allo scopo di contenere il contagio e contribuire a diminuirne la curva epidemica, garantendo nel contempo il livello di servizi che la PA offre a cittadini e imprese. Questo, continua Carlomagno, fa chiarezza su come le Amministrazioni Pubbliche debbono gestire la cosiddetta fase due, evitando le fughe in avanti, che in qualche caso sono iniziate con proposte che prevedono ingiustificati abbandoni di massa del lavoro agile, rientri massicci nella attività in presenza non giustificati, con conseguente ricadute sull’utilizzo dei mezzi pubblici, sull’affollamento degli Uffici, sul mancato rispetto delle norme di sicurezza, sugli enormi problemi creati ai genitori nell’accudimento dei figli minori, in presenza della chiusura delle scuole”.
“Bene anche il forte impulso alla digitalizzazione dei processi e all’interoperabilità delle banche dati, prosegue Carlomagno, l’individuazione di nuove risorse e procedure più veloci per gli acquisti di beni e servizi tecnologici, l’impegno a supportare le Amministrazioni in ritardo a colmare in tempi brevi il gap tecnologico, l’attenzione alla necessità di rafforzare la formazione e le nuove competenze con il superamento del tetto delle spese sulla formazione, l’accelerazione sul tema dello svolgimento dei concorsi, mediante adempimenti semplificati e procedure digitalizzate” .
“Come CSE, dopo aver siglato l’importante Protocollo sulla salute e la sicurezza del lavoro negli Uffici pubblici, abbiamo chiesto alla Ministra di proseguire il percorso di confronto e condivisione, definendo un nuovo Protocollo. L’obiettivo è quello di uno strumento che possa accompagnare questa seconda fase, per gestirla, attraverso un continuo lavoro di monitoraggio, nella massima sicurezza, per non disperdere il patrimonio di innovazione e di qualità del lavoro che si è raggiunto in questi giorni, confrontandoci sui nuovi modelli organizzativi e sugli aspetti legati al rapporto di lavoro in smart working in quanto non più sperimentale. Ci auguriamo che il confronto, che è ripreso nei giorni scorsi, possa portare a tale importante risultato”, conclude Carlomagno.
Va anche segnalato che, alla fine dell’audizione, è scoppiata una polemica molto forte tra la Ministra per la PA Dadone e l’ex Ministro Salvini.
A tal proposito, riportiamo di seguito nel suo testo integrale l’agenzia ADNKRONOS di ieri pomeriggio che dava notizia dell’accaduto:
“ Invece di aiutare i lavoratori, che aspettano da settimane la cassa integrazione promessa, il governo pensa di togliere anche i buoni pasto… Ma hanno capito che siamo in guerra e i lavoratori hanno fame e famiglia o no?”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini sui dubbi espressi dal ministro Fabiana Dadone oggi in commissione affari costituzionali alla Camera sui buono pasto dati a chi è in smart working”.
A stretto giro la dura replica della ministra: “Capisco la noia di stare a casa e la depressione da calo dei consensi – attacca Dadone -, ma cosa c’entrano i dipendenti pubblici con la cassa integrazione? E dov’era Salvini quando il centrodestra al governo massacrava il pubblico impiego? Se vuole aiutare, doni parte del suo stipendio”.
Su questa pagina, in allegato 1, pubblichiamo l’audiovideo integrale dell’audizione di ieri della Ministra integrale e, in allegato 2, il link con l’Ufficio Studi della Camera con il dettaglio delle misure adottate in questa fase di emergenza in materia di Pubbliche Amministrazione.
In ultimo, venendo alle questioni d’interesse della Difesa, ricordiamo ai colleghi che, a seguito delle nostre ripetute sollecitazione l’ultima delle quali con la lettera di cui al Notiziario n. 36 del 20 aprile u.s., sono in agenda per i prossimi giorni:
la riunione in video conferenza con la DG AID di domani 30 aprile;
la riunione in video conferenza con la Delegazione trattante Difesa presieduta dal D.-G. PERSOCIV inizialmente programmata per il 6 p.v. ma che, a seguito nostra richiesta (vds. Notiziario n. 38 del 27 aprile u.s.) è stata anticipata al 5 maggio (in allegato 3, la lettera di riconvocazione della D.G.).
Si riporta, di seguito, il testo della nota della Confederazione CSE inviata in data di ieri alla Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, in relazione alla decisione assunta dal Governo di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 15 marzo p.v.:
OGGETTO: EMERGENZA CORONA VIRUS. CHIUSURA DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
Gentile Ministra,
la scrivente Confederazione, in relazione alla decisione assunta dal Governo di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio nazionale fino al 15 marzo pv, Le reitera la richiesta, già formulata più volte in questi giorni, di assumere urgenti provvedimenti che permettano la copertura, sia sotto il profilo economico che giuridico, delle assenze delle lavoratrici e dei lavoratori che saranno coinvolti da tale decisione per il necessario accudimento dei figli minori.
Infatti è di tutta evidenza come le pur condivisibili azioni di implementazione delle forme di lavoro agile e di flessibilità dell’articolazione dell’orario di lavoro, da Lei attivate con le recenti Direttive del Dipartimento della Funzione Pubblica, non possono coprire le situazioni che si verificheranno per effetto della decisione, del tutto straordinaria, assunta oggi dall’Esecutivo.
Si resta in attesa di urgente riscontro e si riconferma la disponibilità a fornire tutto il contributo di idee e di proposte per affrontare questa difficile e particolare fase che deve vedere il massimo coinvolgimento delle forze sociali e della società civile.
Il Segretario Generale
L’iniziativa della Confederazione, tempestivamente avviata nella stessa giornata in cui è stato varato il DPCM con il quale si è disposta la chiusura delle scuole (in allegato), intende sollecitare il Governo ad adottare misure che rispondano con urgenza alle pressanti necessità dei Lavoratori con figli minori. Non è pensabile, infatti, che di fronte ad un’emergenza di tale portata, il peso della gestione di situazioni così critiche debba ricadere unicamente sulle spalle dei Lavoratori, costretti a usufruire massicciamente delle ferie o a sobbarcarsi ingenti spese per assicurare l’assistenza ai figli minori. Della problematica, fortemente avvertita anche nella nostra Amministrazione, si era già fatta interprete FLP DIFESA non più tardi di due giorni fa, inviando un forte richiamo al Gabinetto del Ministro e a tutti gli Organi di Vertice affinché venissero affrontate, con determinazione e rapidità, le molteplici problematiche segnalate dalla nostra O.S. in ordine alle gestione dell’emergenza corona-virus. In quella nota, in particolare, segnalavamo la necessità indifferibile di dare disposizioni immediate che consentissero, da una parte l’utilizzo dello smart-working nella Difesa e dall’altra di dare risposte alla necessità di garantire l’assistenza ai figli minori.
La FLP DIFESA, come più volte ribadito, sollecita perciò l’adozione di misure concrete a tutela dei Lavoratori della Difesa, rimanendo disponibile a fornire, come sempre, il proprio contributo fattivo di idee e proposte. Ora tocca all’Amministrazione della Difesa mettere in campo azioni e risorse.
Notiziario FLP DIFESA n. 19 del 27 febbraio 2020 –
Il Ministro della F.P. Fabiana Dadone
Si riporta, di seguito, il testo del Notiziario della nostra Confederazione del 27 febbraio u.s. con la quale si dà notizia della richiesta – inviata alla Ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone – di adottare ulteriori misure a tutela del Personale delle PP.AA. nonché di affrontare le numerose criticità che l’emanazione della Direttiva FP n. 1/2020, pubblicata in allegato, non ha risolto:
EMERGENZA CORONAVIRUS
LA CSE SCRIVE ALLA MINISTRA DADONE CHIEDENDO ULTERIORI MISURE URGENTI A TUTELA DEL PERSONALE
Gentile Ministra,
con la Direttiva da Lei emanata in tema di emergenza coronavirus vengono raccomandate alle Pubbliche amministrazioni una serie di azioni da adottare con particolare riferimento all’implementazione delle diverse forme di lavoro agile e a distanza, di articolazione e ampliamento della flessibilità dell’articolazione dell’orario di lavoro, di igiene e profilassi sui luoghi di lavoro, di modalità di svolgimento delle attività esterne, di afflusso del pubblico all’interno degli Uffici.
Indicazioni apprezzabili, ma che si muovono all’interno dell’attuale quadro normativo e contrattuale, che ovviamente non può regolare in modo puntuale situazioni in divenire, createsi in una situazione di emergenza sanitaria nazionale come è quella in atto.
Permangono quindi notevoli criticità legate al trattamento economico e di malattia per tutta quella parte di lavoratrici e lavoratori che per effetto delle disposizioni delle Autorità competenti in molte parti del Paese sono costrette ad interrompere la propria prestazione lavorativa in tutte quelle casistiche previste dalle Autorità sanitarie e dalle Regioni.
Le chiediamo quindi di voler prevedere all’interno del nuovo Decreto legge sull’emergenza coronavirus la cui adozione sarebbe prevista per la giornata di domani, specifiche norme che garantiscano pienamente, dal punto di vista economico e normativo queste situazioni.
Così come dovrà essere data adeguata garanzia a tutte quelle situazioni che, per effetto della chiusura delle scuole, comportano la necessità di assistenza ai figli minori, che non sempre possono essere coperte da una generica indicazione alle Amministrazioni di prevedere una maggiore flessibilità nell’articolazione dell’orario di lavoro, o dall’ampliamento delle forme di lavoro agile e domiciliare che, purtroppo in molte Amministrazioni non risulta attivato, neppure con le forme ordinarie e con i limiti previsti dalla normativa vigente.
Certi di un Suo intervento sulla questione le inviamo i più cordiali saluti.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE
La lettera di cui abbiamo pubblicato il testo segue il Notiziario del 26 febbraio u.s. della nostra Confederazione (anch’esso pubblicato in allegato), con la quale si forniva un giudizio moderatamente positivo della Direttiva della F.P. ma, al contempo, se ne mettevano in luce le criticità, in particolare sul fronte della disciplina delle assenze legate all’emergenza in atto. Per questo la CSE ha reiterato la richiesta di intervenire, nell’ambito del preannunciato nuovo intervento normativo per Decreto Legge, per specifiche modifiche che tutelino pienamente e senza incertezze il diritto alla salute, con riferimento al trattamento economico e all’assenza dal servizio, in una situazione che è oggettivamente emergenziale.
In questo contesto continuiamo invece a registrare l’assenza della nostra Amministrazione la quale, nonostante le sollecitazioni giunte anche da FLP DIFESA con la propria lettera inviata al Gabinetto del Ministro in data 24 febbraio u.s., non ci risulta abbia emanato alcuna Direttiva riguardo alle misure da adottare per garantire la tutela della salute nell’ambito delle proprie articolazioni. A tal proposito sarebbe necessario chiarire, altresì, la posizione amministrativa del Personale eventualmente interessato dalle disposizioni di quarantena precauzionale emanate dalle Regioni o dalle Autorità di Governo competenti.
In ultimo, ma non meno importante, la vicenda Corona-virus ha messo in luce i colpevoli ritardi della Difesa nel dotarsi di una disciplina per il lavoro agile (smart-working) che interessi l’intera Amministrazione e che avrebbe sicuramente permesso di gestire più efficacemente situazioni come quella attuale.
Notiziario FLP Difesa n.44 del 7 maggio 2020 – E’ stata emanata il 4 maggio u.s. la Direttiva n. 3 della Funzione Pubblica, che si pubblica su questa pagina in allegato 1, recante indicazioni alle Pubbliche Amministrazioni sulle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell’evolversi della situazione epidemiologica. Posto che le PA non hanno sospeso […]
Notiziario FLP Difesa n. 39 del 29 aprile 2020 – Nella tarda mattinata di ieri, la Ministra per la P.A. Fabiana Dadone è stata audita dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati in merito alle iniziative adottate dalla Funzione Pubblica per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Diversi i temi in discussione: l’introduzione del lavoro agile (S-W) […]
Notiziario FLP DIFESAn. 21 del 5 marzo 2020 – Si riporta, di seguito, il testo della nota della Confederazione CSE inviata in data di ieri alla Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, in relazione alla decisione assunta dal Governo di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 15 marzo p.v.: […]
Notiziario FLP DIFESA n. 19 del 27 febbraio 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del Notiziario della nostra Confederazione del 27 febbraio u.s. con la quale si dà notizia della richiesta – inviata alla Ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone – di adottare ulteriori misure a tutela del Personale delle PP.AA. nonché di […]