In questi ultimi giorni, diverse questioni inerenti alla valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa sono emerse all’attenzione dei colleghi.
In primo luogo, i ritardi con i quali si è proceduto da parte dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) al conteggio delle rispettive medie ponderate in ordine alle cosiddette “valutazioni multiple” ai sensi di quanto previsto dalla seconda alinea, secondo capoverso, del punto 1.7 della “Sistema di misurazione e valutazione della performance” datato 10.11.2015. Dette medie purtroppo non sono state ancora partecipate a tutti gli Enti del Ministero della Difesa, e dunque vi è il rischio reale che si creino problemi di non poco conto ai lavoratori ai fini della presentazione delle domande di partecipazione alla procedura selettiva per le progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017 (da qui, la lettera del 30 ottobre u.s. di sollecitazione inviata da CGIL FP-UIL PA-FLP DIFESA E CONFSAL UNSA agli Organi Programmatori).
In secondo luogo, ed evidentemente anche in conseguenza dei ritardi di cui sopra di OIV, lo slittamento del pagamento della “quota performance” prevista dall’accordo FUA 2016 (CCNI 30.09.2016, € 101,56 netto oneri AD), di fatto sbloccata da PERSOCIV solo in data 23 u.s. con la circolare n. 64587, quota che dovrebbe essere corrisposta a dicembre p.v. a condizione che le somme da pagare siano caricate nel portale NoiPA non oltre il 21 novembre p.v., e che gli Enti periferici provvedano a caricare i dati di loro competenza entro il 16 p.v. e quelli centrali più l’Arma dei CC entro il 20 p.v.. Un ritardo, inoltre, che, per una parte non indifferente di lavoratori, si è riversato purtroppo anche sulla quota FUS 2016, a tutt’oggi ancora non percepita in ragione della scelta, da noi fortemente avversata, che è stata operata da alcuni tavoli locali di dare attuazione all’art. 14, comma 2, del CCNI nella parte in cui prevedeva la possibilità di destinare le somme FUS (l’85%) “a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale…” (15%). Ricordiamo, a tal riguardo, che negli Enti in cui quella scelta non è stata operata, il FUS 2016 è già stato percepito con il cedolino di ottobre u.s..
Infine, l’attenzione dei lavoratori è oggi per gran parte indirizzata alla “valutazione della prestazione professionale” (performance individuale 2016), che costituisce, dopo la “esperienza professionale maturata” e i “titoli di studio culturali e professionali”) la terza gamba dei criteri selettivi finalizzati alle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017 fissati dal CCNI 9.10.2016 su FUA 2017.
A tal riguardo, informiamo i colleghi che il sistema di valutazione della performance 2016 è stato validato da OIV , in linea con quanto previsto dall’art. 14, comma 4, let. c) del D. Lgs. 150/2009 e delle delibere della soppressa CiVIT nn. 5 e 6/2012. La validazione, formalizzata da OIV con fg. n. 1637 del 14.09.2017 che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, è intervenuta a conclusione dell’esame della “Relazione sulla performance 2016” del giugno 2017, redatta da Amministrazione Difesa e che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5 insieme al documento di OIV denominato “processo di validazione” (in allegato 2), che reca le considerazioni conclusive dell’Organismo di valutazione, e ad altri due documenti (le “risorse disponibili” in allegato 3 e la “scheda di sintesi” in allegato 4). Va detto che i giudizi di OIV che ne supportano la validazione risultano tutti positivi e attestano la “conformità” del nostro sistema (sul contesto esterno; sull’azione di A.D. in materia di performance; sugli obiettivi individuali; sulla sua efficienza, e addirittura sulle pari opportunità e sul bilancio di genere), giudizi che, per quanto ci riguarda, facciamo fatica a fare nostri e, con noi, pensiamo, i lavoratori che, proprio per averlo sperimentato sulla propria pelle, in grande parte esprimono valutazioni di ordine ben diverso (si vedano i risultati del sondaggio attivato sul nostro sito).
Prima di concludere, informiamo che, dopo l’azione di protesta che CGIL-UIL-FLP-UNSA hanno avviato contro il D.G. PERSOCIV, qualcosa si sta muovendo: con il cedolino di novembre verranno pagate le somme relative agli sviluppi economici 2016 (si veda sul nostro sito la risposta di NoiPA a un collega).
Nella mattinata di oggi, sul sito “concorsi on line” del M.D., è stata pubblicato il bando di selezione per realizzare il transito nella fascia economica immediatamente superiore di n. 9.940 dipendenti civili del M.D., e che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 1.
Come noto, detto bando è stato anticipato dalla circolare PERSOCIV n. 63283 del 17 u.s., che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2 e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 100 di pari data, con la quale la D.G. ha fornito informazioni circa le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione della procedura esclusivamente telematica, attraverso la specifica piattaforma da oggi on line.
Dopo la pubblicazione del bando, a partire da oggi 30 ottobre 2017, sarà possibile per i lavoratori civili in servizio alla stessa data proporre le istanze di partecipazione alla procedura. Il tempo disponibile per la presentazione per via telematica delle predette domande – su apposito modulo differenziato per area di appartenenza – è fissato fino al 21 novembre, termine perentorio a partire da oggi.
A tal proposito, atteso che la procedura è telematica, consigliamo ai colleghi interessati che non lo abbiano già fatto di effettuare subito la pre-registrazione (accreditamento) attraverso il sito “concorsi on line” (accessibile anche da qui, cliccare ), spazio “Registrati”, opzione “Registrazione senza Smart Card”, avendo a portata di mano un documento di riconoscimento valido e un cellulare, al quale perverrà in corso di registrazione un “PIN” per l’identificazione del profilo. L’opzione “Registrazione con Smart Card”, per il tramite della Carta Multiservizi Difesa (CMD), non risulta allo stato attiva. Attraverso la registrazione, il lavoratore acquisirà le proprie credenziali (username e password) per accedere al proprio profilo e procedere poi a tutte le operazioni successive.
Ad ogni buon conto, per chi non lo avesse ancora fatto, alleghiamo un “promemoria” appositamente messo a punto dalla nostra O.S. a beneficio dei colleghi, che reca, passo dopo passo, tutte le istruzioni, le FAQ (Frequently Asked Questions, domande poste frequentemente) la configurazione e i contatti per la registrazione o l’accesso al portale dei concorsi on line del Ministero della Difesa.
Non sono ammesse modalità di partecipazione alla procedura selettiva diverse da quella on line; i lavoratori che non fossero nelle condizioni di assolvervi, potranno far capo all’Ufficio personale del proprio Ente, presentando l’allegato 1 alla sopra richiamata circolare n. 63283 (“fac-simile autocertificazione”), che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3, che dovrà essere compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, e sarà poi l’Ufficio Personale dell’Ente a trasporlo in forma telematica.
Tutte le comunicazioni di carattere collettivo, e dunque d’interesse della generalità dei partecipanti e con valore di notifica, verranno pubblicate sul sito di Persociv, sezione “Sviluppi economici 2017”; quelli di carattere personale verranno invece veicolate direttamente agli interessati anche attraverso messaggio email inviato alla casella di p.e. indicata al momento della registrazione.
Il numero di passaggi 2017 messi a concorso sono, come noto, n. 9.940, dopo l’inopinato taglio disposto dalla F.P. che ha assunto quest’anno, come criterio base per la determinazione del numero dei posti da mettere a concorso, il coinvolgimento non superiore al 50% della platea dei potenziali beneficiari, con esclusione di tutti coloro che hanno avuto lo sviluppo economico nell’anno 2016.
Rimane purtroppo, allo stato, per quei lavoratori che hanno avuto nel 2016 “valutazioni multiple” della performance individuale, il problema dei punteggi relativi alla “valutazione della prestazione professionale”, atteso il ritardo con il quale OIV ha provveduto al riguardo e atteso che molti Enti sono tuttora sprovvisti degli elenchi tramessi da PERSOCIV. In allegato 4, la lettera unitaria CGIL-UIL-FLP-UNSA inviata agli OO.PP..
Buona partecipazione alla procedura alle lavoratrici e ai lavoratori che vi prenderanno parte.
Quaderno FLP DIFESA n. 2 / 2016 (pubblicato in data 2.02.2016) –
Pubblichiamo, di seguito, in allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 2/2016″ che reca:
la Direttiva del 10.11.2015 con il nuovo “Sistema di misurazione e valutazione della performanceindividualedel personale civile delle aree funzionali”, entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno e che esplicherà i propri effetti nell’anno a venire attraverso le valutazione dei Dirigenti, la successiva formazione delle graduatorie e la corresponsione dei premi connessi.
tutte le norme legislative di riferimento attualmente vigenti.
Dunque, uno strumento che riteniamo molto utile, e che la nostra O.S. mette a disposizione di tutti i lavoratori interessati alla vigilia della consegna delle schede di valutazione.
L’occasione è utile per fare il punto della situazione alla data odierna.
Ricordiamo innanzitutto che il nuovo sistema è entrato in vigore dal 1 gennaio di quest’anno, dopo una gestazione pare molto difficile e un parto lungo e laborioso da parte della nostra Amministrazione. Di esso non è ancora noto il genitore naturale, e cioè chi lo ha generato materialmente. L’altra volta (Direttiva del 23.10.2010) era stato l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV Difesa), ma questa volta il suo ruolo appare del tutto marginale.
Come i colleghi ben sanno (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 25 gennaio u.s.), la nostra O.S. ha già notificato all’A.D. l’ atto di motivi aggiunti (che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) e, dunque, in continuità con quanto avvenne nel 2011, riporteremo l’Amministrazione Difesa in Tribunale, chiedendo l’annullamento di questo nuovo atto.
Nel Notiziario sopra richiamato (Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 25 gennaio u.s.) abbiamo fatto il riassunto delle puntate precedenti, seppur lontane nel tempo, precisando che “lo stesso D. Lgs. 150 prevede inoltre che la parte prevalente del FUA venga distribuita con criteri premiali, nella misura e con le destinazioni per fascia fissate dalla contrattazione (le tre fasce 25 – 50 – 25 %, cui devono corrispondere premi differenziati, con zero € per l’ultima), la cui applicazione, però, l’art. 6 del D. Lgs. 141/2011 ha poi differito a dopo il rinnovo e l’entrata in vigore del prossimo CCNL”. Abbiamo anche ricordato tutta la storia del nostro ricorso del 2011 e le ragioni che lo hanno supportato, la cui udienza di discussione del merito, fissata per il giorno 24 aprile 2012, non si tenne in quanto, in virtù delle enormi criticità emerse in sede di applicazione delle direttiva ma primariamente a causa di quel nostro ricorso, l’A.D. decise di sospendere l’applicazione del sistema di valutazione con la nota n. 500565 del 16.02. 2012 a firma del Sottosegretario on. Magri. Val la pena comunque di precisare che il nostro ricorso è tuttora iscritto a ruolo ed il “motivo aggiunto”, già notificato al Ministero, è in via di deposito al TAR Lazio che avverrà comunque entro i termini previsti dal Codice del processo amministrativo.
Nel frattempo, siamo a conoscenza che le linee guida elaborate in bozza da SMD per l’area operativa sono all’esame degli OO.PP. di quell’area, che però verosimilmente non riguarderanno l’area di SEGREDIFESA, che dovrebbe elaborare linee guida proprie. Aspettiamo dunque dette “linee guida” anche per individuare eventuali ulteriori “motivi aggiunti” da notificare al Ministero e da depositare al TAR Lazio.
Pubblichiamo inoltre su questa stessa pagina:
il msg di SMA del 29.01.2016 recante alcuni chiarimenti riguardo alla procedura (allegato 3);
il nuovo messaggio SME del 29.01.2016 (allegato 4);
il piano della performance organizzativa del M.D. per il triennio 2015-2017 (tomo 1; il tomo 2 con i discendenti obiettivi operativi “non è divulgabile all’esterno da parte dell’Amministrazione”), in allegato 5.
La pubblicazione del presente “Quaderno n. 2/2016” sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversale alta della stessa home page.
La Ministra e Sottosegretario all’esibizione delle Frecce Tricolori a Rivolto a settembre scorso
E’ in via di notifica alla Ministra della Difesa R. Pinotti e al Sottosegretario delegato D. Rossi l’atto predisposto dal nostro legale con il quale, visto che siamo oramai arrivati a fine anno, la nostra O.S. diffida Ministra e Sottosegretario “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione della direttiva relativa al sistema di valutazione per la distribuzione del FUS, atto preliminare alla definizione dell’accordo nazionale, in conseguenza del quale, da una parte, si potrà dar corso all’avvio delle progressioni economiche interne alle aree di cui all’articolo 10 della bozza di ipotesi di accordo per il 2015 predisposta da PERSOCIV e, dall’altra, procedere alla definizione degli accordi locali per la erogazione della retribuzione incentivante a valere sulle risorse del FUS per il corrente anno 2015, al fine di consentire lo svolgimento della autonomia negoziale e di procedere, di conserva, alla erogazione dei compensi accessori, legati alle progressioni ed alla produttività”. Vedremo dunque, ora, se la determina mancante vedrà finalmente la luce.
Riprendiamo i fili di una vicenda preoccupante e anche pericolosa, che dimostra la disattenzione del Vertice politico verso le questioni che riguardano i civili. Come è maturata questa incredibile situazione?
Sino al 2014, i criteri per la distribuzione del FUA/FUS apparivano sostanzialmente consolidati, e conseguentemente consolidati erano anche i percorsi locali per la messa a punto dei progetti di produttività, la loro realizzazione e la valutazione dell’’apporto partecipativo del dipendente. Il modello è entrato in crisi a fine 2014 a seguito del rilievo mosso dalla F.P. in sede di certificazione dell’accordo FUA 2014 con la nota n. 50850 del 13.12.2014, con la quale F.P. ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA. Eravamo a fine 2014, e dunque del tutto giustificata era apparsa la “soluzione ponte”, poi concretizzatasi nella determina del Sottosegretario Rossi datata 13.02.2015, che recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) previsto dagli accordi FUA precedenti, nelle more dell’ ”aggiornamento in corso del sistema di valutazione della performance individuale”. Da allora sono passati più di dieci mesi, e nel frattempo l’A.D.: da una parte non ha varato il nuovo sistema di valutazione (quello recentemente pubblicato entrerà in vigore dal 1.1.2016, per il 2015 permane ancora la sospensione del 2012) e, dall’altra, non ha prodotto alcuna iniziativa tesa a fissare, anche solo in via provvisoria, il sistema di valutazione per il FUS 2015. Con questo straordinario risultato: che, a meno di 25 giorni dalla fine dell’anno, comprensivi del periodo natalizio, i Dirigenti degli Enti del MD non conoscono ancora i criteri con i quali dovranno valutare l’apporto partecipativo del dipendente ai progetti locali e i lavoratori non sanno ancora con quali criteri verranno valutati, e, cosa ancor ben più importante, il buco sul sistema valutativo 2015 non consente la chiusura dell’accordo nazionale che è la precondizione per l’avvio delle progressioni interne, le cui ipotesi di accordo in altre Amministrazioni (per esempio, nel Ministero dei Beni Culturali) sono già siglate. Una inadempienza grave, gravida di possibili problemi in prospettiva (ci sono molti Enti che ancora non hanno convocato OO.SS./RSU per i progetti, PERSOCIV in primis), che peraltro lede anche l’autonomia negoziale delle Parti sociali e, sul fronte “progressioni”, determina uno stato di dannoso ritardo nell’avvio della procedura.
Da mesi denunciavamo questo incredibile stato di cose, ma invano: il Sottosegretario non ha mantenuto gli impegni con noi assunti (vds. Notiziario n. 112 del 14.10.2015) e nessun riscontro è sinora pervenuto alla nostra nota del 3.11.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2). Comportamenti davvero incomprensibili da parte del Vertice politico, viste anche le ripetute sollecitazioni al riguardo venute dagli OO.PP., rimaste anch’esse lettera morta. Disattenzioni gravi e potenzialmente pericolose, come capita sempre più spesso sulle questioni civili.
Da qui la nostra diffida, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori. Ed ora vediamo un po’ cosa succederà.
Come promesso dalla Ministra Pinotti nel brevissimo incontro con le OO.SS./RSU dell’Arsenale che ha poco felicemente concluso la sua trasferta a Taranto del 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), il vertice politico del Ministero è tornato nella città jonica per uno specifico incontro con le Rappresentanze del personale arsenalizio. Lo ha fatto, in questa circostanza, il Sottosegretario delegato, l’on. Domenico Rossi, che aveva accompagnato la Ministra nella trasferta precedente, che ha avuto un confronto diretto con le Rappresentanze dei lavoratori, che ne hanno dato un giudizio positivo.
Ma riprendiamo, seppur sinteticamente, il filo della vicenda vertenziale di Taranto. Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra, le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali di Taranto avevano redatto un duro documento unitario e convocato un’assemblea dei lavoratori nella zona antistante lo Stabilimento il 30 successivo. A seguito del confronto assembleare, e dopo la riunione con l’Amministrazione Comunale (A.C.) del 10 agosto, delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88 (impegno dell’A.C. a convocare un Consiglio Comunale ad hoc sulle problematiche dell’Arsenale, e più in generale degli Enti Difesa di Taranto), le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 nel quale, tra le altre cose, chiedevano che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito“tavolo istituzionale permanente”, vedesse la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale, con proiezione nei prossimi 10 anni, previsione di nuove attività lavorative, e conferma del suo ruolo pubblico. Il Consiglio Comunale del 28 agosto ha recepito tutte le richieste delle Parti sociali, impegnando il Sindaco e chiedendo il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, con una mozione approvata all’unanimità (i due documenti sono pubblicati su questa stessa pagina, allegato 1).
Questi gli antefatti della visita a Taranto del 10 settembre dell’on. Rossi e del confronto con le OO.SS./RSU, che l’A.D. ha voluto in Arsenale e non come richiesto dall’A.C in Municipio, e che – come chiarito in avvio dallo stesso on. Rossi – era teso a individuare le problematiche, con relative priorità, da portare e sostenere in sede di tavolo istituzionale. E’ poi seguito il consueto giro di interventi del tavolo sindacale. La FLP DIFESA Territoriale di Taranto ha richiamato le parti più significative del documento unitario del 15 agosto ed ha espresso posizioni molto chiare, che fanno peraltro storicamente parte della analisi e della piattaforma nazionale di FLP DIFESA: l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Ente; la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione, che rappresenta la prima operazione di spending review del M.D.; la cronica carenza di risorse, elemento comune alla prima riorganizzazione del duo Andreatta-Saragoza, e la necessità inderogabile di reperirne di certe ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8; le opportunità per la Difesa da non disperdere, che sono assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale.
A conclusione, l’on Rossi si è impegnato a rappresentare le predette problematiche al tavolo istituzionale già convocato per il 23 p.v., e a riferirne degli esiti in un nuovo incontro con OO.SS./RSU.
A tal riguardo, le OO.SS./RSU hanno diffuso in data odierna il “comunicato stampa” che pubblichiamo in allegato 2.
Infine, in allegato 3, il filmato del servizio del telegiornale di Telenorba sul’incontro di Taranto, con le interviste al Sottosegretario Rossi e al Coordinatore Territoriale FLP DIFESA di Taranto.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di un emanando D.M. in materia di mobilità, all’ultimo capoverso del quale è presente un preciso riferimento alla mobilità del personale civile del Ministero Difesa, sul quale diremo qualcosa a conclusione.
“Nei giorni scorsi presso la Sala Tarantelli della FP si è tenuta una riunione, presieduta dal Sottosegretario alla Funzione Pubblica Angelo Rughetti, a cui hanno partecipato le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego, con all’ordine del giorno la presentazione dello schema di DM recante le procedure e i criteri di mobilità del personale delle province, ai sensi di quanto previsto dalla Legge di stabilita 2015 (legge 190/2015). Schema che alleghiamo al notiziario.
La riunione è stata la prosecuzione di due precedenti incontri effettuati rispettivamente nelle date del 28 gennaio e del 2 aprile uu.ss., nei quali il Governo prima ha presentato il percorso di mobilità per i circa ventimila lavoratori delle province da ricollocare, poi il DPCM relativo alle modalità di equiparazione salariale e di inquadramento tra i diversi comparti di contrattazione e, da ultimo, la bozza di DM attuativo dei percorsi di mobilità.
Il tutto, ovviamente e come da copione, in assenza di qualsivoglia vero confronto con le parti sociali, ma solo ed esclusivamente come mera e asfittica informazione.
Nello schema di DM viene previsto di collocare il personale in soprannumero presso le regioni e i comuni, mentre per quanto riguarda le amministrazioni centrali viene confermata in primo luogo l’amministrazione della giustizia quale quella che dovrà ricevere parte del personale; in più, e contrariamente a quanto previsto a suo tempo da una specifica circolare interministeriale (Funzione Pubblica e Affari Regionali), il personale potrà essere ricollocato anche negli Enti del Servizio Sanitario Nazionale.
Analoghi percorsi sono previsti per il personale della Polizia Provinciale, della Croce Rossa, il tutto con un cronoprogramma previsto all’interno del schema di DM e modalità applicative attraverso lo specifico portale “Mobilità gov”.
La nostra Confederazione – la CSE – in primo luogo ha stigmatizzato l’approccio che ha caratterizzato la presenza del Sottosegretario, in alcuni casi persino spocchioso, e comunque privo di sostanziali aperture al confronto.
Abbiamo rappresentato che tutti i processi di mobilità verso le amministrazioni pubbliche, in particolare per la Giustizia, non potranno non scontare l’assoluta mancanza di una politica legata alla formazione del personale, indispensabile quando si cambiano attività e soprattutto si entra in Amministrazioni complesse e delicate.
In particolare, abbiamo denunciato il percorso contraddittorio e caotico di individuazione delle Amministrazioni riceventi.
Per quanto attiene l’Amministrazione della Giustizia, quest’ ultima proprio in ragione di un ricorso presentato e vinto da FLP Giustizia, sia in primo grado sia in appello, dovrà dare corso innanzitutto alla propria mobilità interna che interessa migliaia di lavoratori in attesa, da anni, prima di poter ricevere gli esuberi di qualsivoglia Amministrazione.
Per quanto riguarda il Ministero dell’Ambiente, se l’obiettivo vero è quello di renderlo maggiormente funzionale, l’occasione della riorganizzazione delle province da un lato e del Corpo Forestale dello Stato dall’altro, può essere utilizzata per devolvere a quella Amministrazione compiti e funzioni di grandissima rilevanza istituzionale e sociale, in ragione della necessità, da noi sostenuta, di rivedere, internalizzare e riposizionare sui territori, verso la cittadinanza, le attività oggi svolte invece specifica da società in house che costano milioni di euro.
A questo si aggiunga lo stranissimo e inaspettato riferimento nella bozza del DM al personale civile del Ministero della Difesa che a far data dall’anno 2016 potrà essere oggetto di tali procedure di mobilità in ragione del possibile avvio di processi di trasferimento presso altre Amministrazioni. Una sorpresa, in negativo ovviamente, tenuto di conto che proprio in questa Amministrazione già la Legge Di Paola del 2012 ha avviato un importante processo di riorganizzazione con la definizione di esuberi di personale (43.000) sia civile che militare.
Si delinea sempre più uno scenario assolutamente problematico, che a suo tempo avevamo previsto e denunciato, che invece di razionalizzare e rendere più efficiente i livelli di governo, non diminuisce i costi, rende meno servizi ai cittadini ed alle imprese mette in mobilità decine di migliaia di lavoratori.
Mentre la iper pubblicizzata riforma della PA, ora in vista della definitiva approvazione del Senato, rinvia a decine di decreti delegati gli ambiti di applicazione dei processi di riforma. In buona sostanza il governo ricolloca decine di migliaia di lavoratorio e lavoratrici senza sapere quale modello a regime vi sarà di amministrazione e di pubblica amministrazione. Quali gli organici e le missioni.
Il tutto mentre continua il colpevole silenzio del governo sul rinnovo dei contratti, nella speranza neanche celata, di continuare a farla franca, giocando sui tempi di deposito della sentenza della Corte, sulle decorrenze, sulle lungaggini dell’Aran e dei tempi connessi all’individuazione dei comparti e dell’emanazione dell’atto di indirizzo.
Nulla di nuovo sotto il sole. Ma lor signori sappiano che noi non molliamo.
Li porteremo al tavolo del negoziato e chiederemo il conto dei danni subiti dai lavoratori per questi anni di blocco dei contratti e di denigrazione del lavoro pubblico.
Prima di quanto pensino.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
Lo schema di DM presentato alle Parti sociali è pubblicato su questa stessa pagina.
Vale la pena di soffermarsi un momento sul periodo conclusivo dello schema di provvedimento, che riportiamo testualmente: “Per l’anno 2016 si terrà conto di quanto previsto dall’articolo 2259-ter del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il codice dell’ordinamento militare, in merito all’avvio di processi di trasferimento presso altre amministrazioni pubbliche del personale civile del Ministero della difesa”.
Formulazione che appare un po’ strana, francamente di non facile comprensione, atteso che la norma richiamata è quella discussa con l’allora Sottosegretario Pinotti nel corso dei confronti, prima tecnici e poi politici, sugli schemi del decreto attuativo della delega ex L.244 riguardante il personale, e che ha visto appunto la luce all’interno del D. Lgs. 28.01.2014. Una norma legata alla rideterminazione triennale degli organici e che pone la mobilità verso altre PP.AA., intanto a conclusione di altri percorsi tesi a recuperare in ambito Difesa le eventuali eccedenze e, in secondo luogo, in condizioni di maggior favore, atteso che è prevista dalla stessa norma una riserva di mobilità verso altre AA.PP. in misura non inferiore al 15%, in prima battuta per i civili della Difesa e, in seconda battuta, anche per il personale militare.
Avendo già conoscenza dei contenuti dello schema di DM, abbiamo posto la questione al tavolo tecnico sul Regolamento del 16 u.s., ma nella circostanza anche l’Amministrazione non è riuscita a fornire una lettura precisa al riguardo.
Vedremo di capirne qualcosa nei prossimi giorni, e ne riferiremo tempestivamente ai colleghi. COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
I risultati del voto del 3, 4 e 5 marzo per le elezioni RSU, non ancora completi ma per quanto ci riguarda già consolidati, hanno visto, nel complesso, la crescita delle liste FLPnella Difesa, pur nel contesto di situazioni certamente diverse e differenziate.
Cresciamo significativamente (un paio di punti in %) nel dato di rappresentatività elettorale e nel numero di membri RSU, consolidando ed in molti casi rafforzando la nostra presenza nella gran parte degli Enti dove abbiamo presentato le nostre liste, anche con punte di autentica eccellenza in alcune Regioni/Sedi e in alcune aree (area centrale, per es.). Anche là dove ci presentavamo per la prima volta, per es. in Enti della c.d. “area industriale”, registriamo nel complesso una buona affermazione.
Al momento in cui scriviamo, sulla base dei dati già in nostro possesso, sappiamo di viaggiare verso il superamento dei 3.500 voti complessivi e dunque oltre il dato- ragguardevolissimo – del 2012, e questo pur a fronte di una importante riduzione del corpo elettorale (circa 1.500 aventi diritto in meno) e, soprattutto, di una consistente minore partecipazione al voto (dai nostri dati, l’astensionismo riguarda quasi 2500 lavoratori rispetto al dato 2012). E’ di tutta evidenza come il combinato disposto di questi due fattori (votanti in meno e crescita dell’astensionismo) produca un quadro di situazione diverso, e induca conseguentemente ad alcune letture del risultato finale. Le nostre attuali previsioni ci attestano su un dato nazionale intorno al 15% di rappresentatività, prima di gran lunga tra le OO.SS. autonome, e con percentuali da sindacato confederale. Inoltre, sulla base dei dati emersi dalle sedi RSU da noi rilevate e di altri più generali che farebbero registrare arretramenti importanti da parte di altre sigle, possiamo dire che FLP esce dal voto come la sigla che ha accresciuto la propria forza, pur già importante,e raccolto proporzionalmente più consenso.
Non è poco, decisamente, per un sindacato autonomo che deve affrontare la competizione elettorale in condizioni ben diverse dalle OO.SS. che vanno per la maggiore. Sappiamo tutti come, ogni giorno, in ogni Ente della Difesa di ogni territorio, ci troviamo a confrontarci e a competere con Organizzazioni Sindacali (il riferimento è in particolare a CGIL, CISL e UIL) molto più robuste della nostra, che mettono in campo risorse, strutture, apparati e mezzi enormemente superiori ai nostri e che occupano stabilmente spazi rilevanti nei media, cosa che in campagna elettorale si traduce in pubblicità e voti. Di contro, FLP ha dovuto affrontare la sfida elettorale affidandosi solo alla propria capacità di parlare indirettamente (attraverso sito e Notiziari) e direttamente (attraverso i propri iscritti e le centinaia di assemblee organizzate) agli elettori. In questo quadro, dunque, possiamo dire di essere andati ben al di là delle previsioni. Il positivo risultato elettorale dimostra in ogni caso come esista uno spazio ampio di consenso e dunque di iniziativa per FLP, e soprattutto che questo spazio potrà ancora accrescersi ancora! Per questo obiettivo, lavoreremo da oggi!
Ovviamente, non possiamo nasconderci dietro il paravento del positivo risultato complessivo nazionale per negare che in alcune realtà locali si sono evidenziate delle criticità in termini di voti e di consenso, in alcuni casi anche pesanti, come in alcune Regioni e Città e in alcuni settori (Enti AID, per esempio), che andranno analizzate in profondità e affrontate rapidamente per promuovere e rilanciare la nostra presenza su quei territori.
Nel complesso, però, esprimiamo piena soddisfazione per il risultato ottenuto, che è certamente frutto del lavoro e dell’impegno di tutti i nostri dirigenti e candidati, ai quali va per questo il nostro ringraziamento.
A chi ci ha votato, il nostro più sentito “grazie” con il rinnovato impegno da parte nostra, già a partire da domani, di continuare a lavorare per fare più informazione e far crescere l’attenzione dei lavoratori sui problemi della categoria, e per traguardare gli obiettivi che ci siamo dati: dare più forza, un ruolo qualitativamente superiore e prospettive più positive per le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa!
Nell’area “RSU 2015” collocato in home del n sito, accessibile solo con PW, pubblicheremo il file excel con i risultati RSU aggiornati.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 11 del 26 gennaio 2015 –
Il premier Renzi e il Ministro Padoan
Seconda puntata dedicata alle novità introdotte dalla legge di stabilità 2015 (L. 23.12.2014, n. 190, il cui testo ripubblichiamo su questa stessa pagina). Con il Notiziario n. 5 del 12 gennaio u.s., abbiamo già fornito alcune informazioni di carattere generale, e in particolare i numeri del bilancio previsionale 2015 della Difesa, contenuti nella “Tabella 11” allegata al Decreto MEF del 29.12.2014, un bilancio che si attesta quest’anno poco al di sotto dei 20 mld di euro. Di questi, 13,5 mld ca. sono destinati alla c.d. “funzione difesa”, al cui interno crescono ancora le spese per il personale, viaggiando verso il 72% (personale militare, naturalmente, con un costo per gli ufficiali praticamente uguale a quello della truppa e quello per i marescialli quattro volte superiore a quello per i sergenti), mentre le spese di esercizio subiscono ulteriori e preoccupanti tagli. Per quanto riguarda la spesa per investimenti, il taglio di 550 mlm circa trova ampia compensazione attraverso il bilancio del MISE (Ministero per lo sviluppo economico) che da anni gestisce fondi destinati ad acquisti legati all’industria della Difesa (quasi 3 mld di euro, con un incremento di oltre 200 mln sul 2014): è qui che si trovano i finanziamenti per Eurofighter e investimenti aeronautici per le fregate FREMM, per il programma di blindati VBM e per le nuove navi della Marina. Se comprendiamo anche queste voci, la spesa destinata a nuovi sistemi d’arma supera allora i 5, 5 mld, francamente non poco dati i tempi che corrono.
Il “Fondo per le missioni internazionali di pace” registra quest’anno un incremento di 850 milioni (sul 2015 e sul 2016), in aggiunta ai 49,9 milioni di cui il capitolo risulta già dotato.
Questa seconda puntata, come anticipato, la dedichiamo invece ai provvedimenti d’interesse diretto del personale del Ministero Difesa, riproducendo lo schema già seguito nell’ illustrazione dei contenuti del disegno di legge di stabilità assegnato alla Camera dopo l’adozione in Consiglio dei Ministri del 15 ott. u.s.
DISPOSIZIONI A CARATTERE GENERALE
Il c.d. “bonus fiscale di 80 €”, originariamente previsto per il solo anno 2014, assume una connotazione organica ed entra stabilmente in busta paga.
Dal 1 lug. p.v., ritoccato il tetto di esenzione (da 5,29 a 7 €) per i buoni pasto in formato elettronico.
PUBBLICO IMPIEGO
Proroga del blocco economico dei contratti di lavoro del personale pubblico a tutto il 31.12.2015.
Estensione al 2018 della norma che prevede il computo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) in godimento al 31.12.2013, e dunque conseguente blocco del suo pagamento per il 2015, norma quest’ultima che presta il fianco a ipotesi di ulteriori proroghe del blocco dei rinnovi dei CCNL..
Sbloccate per il personale del comparto sicurezza e difesa gli aumenti derivanti da promozioni, assegni di funzione, indennità operative, scatto parametro e rimosso il blocco delle retribuzioni al 31.12.2010 del personale contrattualizzato, e dunque anche dei dipendenti ministeriali, disposto dall’art. 9, comma 1, del DL 78/2010 per il quadriennio 2010-2013, e successivamente esteso fino al 2014. Dunque, si potrà avviare una nuova fase di passaggi interni, come la nostra O.S. ha già richiesto (vds. Notiziario n. 7/2015).
MINISTERO DELLA DIFESA
Taglio di oltre 500 mln. di € della dotazione finanziaria della Difesa (vds. elenco 3 della L.190, che pubblichiamo su questa stessa pagina).
Blocco degli automatismi stipendiali per il personale dirigente non contrattualizzato (anche FF.AA.) previsti dalla L. 448/1998, e pertanto il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione di classi/scatti.
Abrogazione delle norme che prevedono per il personale delle FF.AA. (Ufficiali e per il ruolo di marescialli, Ispettori, sergenti, e altri) la promozione il giorno precedente la cessazione del servizio.
Riduzione dal 70 al 50% dell’indennità di ausiliaria, calcolata quale differenza tra il trattamento di quiescenza e quello del parigrado in servizio. Dunque, solo un piccolo segnale nella riduzione di questo privilegio di casta, che nel 2015 costerà allo Stato ( e a tutti i cittadini) oltre 440 mln di euro!
Riduzione del 50% degli incentivi per piloti (Ufficiali in SPE) e di quella per i controllori di volo (Ufficiali e Sottufficiali in SPE) e abolizione dei premi residuali.
Riduzione (-119 mln €) dell’autorizzazione di spesa relativa al riordino delle carriere del personale non direttivo/dirigente delle FF.AA., con trasferimento al bilancio dello Stato dei residui 2011-2014.
Abrogazione dell’indennità di trasferimento in patria di personale FF.AA., pari a trenta diarie intere di missione per il primo anno e del 30 % per il secondo, dopo l’impiego in Enti/organismi internazionali
Prolungamento da tre a quattro anni del personale trasferito all’estero e riduzione del 10% degli organici civili presso gli Uffici degli Addetti militari all’Estero.
Riduzione del 20% del personale assegnato agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
Abrogazione dei c.d. “stage difesa” nell’ambito delle iniziative di pubblicizzazione delle FF.AA. .
Medaglie mauriziane, concesse al personale militare con 10 lustri di servizio, coniate non più in oro.
Vietata la possibilità di esperire nuove gare o rinnovare i contratti in scadenza al 31.12.2014 per l’affidamento a terzi del servizio di trasporto collettivo del personale del MD mediante linee bus.
Energica riduzione del numero di alloggi ASIR (di rappresentanza), dagli attuali 55 a soli 6, che saranno assegnati solo ai Vertici mil. (Capo SMD; Capi SS.MM; Segr. Gen. e Cte Gen. Arma CC), con contestuale recupero ai fini della loro valorizzazione degli alloggi oggi in uso a Cti territoriali e altri.
Ulteriore taglio degli oneri per la progressiva riduzione dell’organico complessivo delle FF.AA. nella misura di 62,3 mln di € per l’anno in corso e del 12% a partire dal prossimo anno.
Accelerazione ed efficientamento delle procedure di dismissione in corso degli immobili del MD, inclusi quelli a carattere residenziale, i cui proventi verranno integralmente e definitivamente versati all’entrata del bilancio dello Stato, e non più riassegnati al nostro Ministero. In aggiunta, i bandi di gara verranno effettuati con prezzi-base ridotti del 20%. Destinati all’entrata del bilancio dello Stato anche le risorse derivanti dalla cessione di quote di fondi comuni di investimento immobiliare. Il MD dovrà mettere a reddito, vendendo o affittando, i propri immobili per circa 220 mln di € e ove tale somma non dovesse arrivare, è previsto il blocco di una somma pari nel bilancio della Difesa.
Abrogazione della norma che prevede l’attribuzione del grado di tenente generale o corrispondente, ancorchè non organicamente previsto, agli Ufficiali più anziani di vari Corpi (TRAMAT, Commissariato, Sanità, Capitanerie di Porto e ruolo armi AM) se in possesso di un’anzianità minima pari a un anno nel grado di maggiore generale o corrispondente.
Assegnazione a Difesa Servizi SpA delle risorse aggiuntive, rispetto a quelle iscritte a bilancio, derivanti dai servizi resi a terzi e dalla gestione economica dei beni del Ministero difesa.
Come si ricorderà, invece, le norme destinate al nuovo riordino in chiave riduttiva degli Uffici Giudiziari e quelle che riguardavano la riduzione del numero di delegati e delle spese delle Rappresentanze Militari, entrambe presenti nel d.d.l. originario del Governo, dovrebbero trovare in altri veicoli normativi.
AGENZIA INDUSTRIE DIFESA
differimento al 31.12.2016 del termine previsto dalla L. n. 13/2012 per la “liquidazione” degli Enti che non abbiano raggiunto la “capacità di operare secondo criteri di economica gestione”.
proroga di solo un terzo dei contratti attualmente in essere in Agenzia;
riduzione non inferiore al 60% delle spesa 2014 per il personale con contratto a tempo determinato
rideterminazione in numero di 12 degli Uffici dirigenziali non generali dell’Agenzia.
Che dire,? Innanzitutto che i tagli sono di entità modesta, e non quelli paventati dai Vertici. In secondo luogo, che si colgono certamente alcuni segnali volti alla riduzione dei tanti privilegi e sprechi che ancora esistono da noi, ma che sono, purtroppo, ancora timidi e poco incisivi (si pensi solo all’ ausiliaria). Ci sarebbe voluto ben altro! Sulla nostro sito, parte alta della home page, abbiamo aperto un sondaggio, al quali vi invitiamo a partecipare.
Dunque, un bilancio Difesa in linea con le scelte di bilancio dello Stato: tanto fumo e davvero poco arrosto!
La manovra di bilancio per il 2015 si compone, come vuole la legge 196/2009, di due provvedimenti legislativi: il primo, costituito dalla Legge 23.12.2014, n. 190 che è la c.d. “legge di stabilità” (un tempo denominata “legge finanziaria”), e il secondo costituito dalla Legge 23.12.20115, n. 191 che contiene il bilancio previsionale (entrate/uscite) dello Stato per il 2015/2017, entrambe in vigore dal 1 gennaio 2015. I numeri che interessano il bilancio previsionale del Ministero Difesa, la oramai nota “Tabella 11”, è contenuta nel Decreto del MEF datato 29.12.2014 pubblicato nel S.O. n. 101 della GU n. 302 del 31.12.2014.
Il bilancio di previsione 2015 del M.D., articolato nelle solite quattro missioni (“Difesa e sicurezza del territorio”; “Ricerca ed innovazione”; “Servizi istituzionali e generali” e “Fondi da ripartire”), è pari quest’anno a poco meno di 20 miliardi di euro, per la precisione a 19.776,78 €, con un decremento di € 535,5 mln rispetto al 2014, -2,64%). Rispetto alle risorse totali, 13.578,9 mln di € (498,02 mln in meno rispetto al bilancio 2014) sono destinate alla c.d. “funzione Difesa”, di cui 4,6 mld circa per l’Esercito, poco meno di 2 mld per la Marina, 2,4 mld per l’Aeronautica, e infine 4 mld. per la pianificazione generale delle FF.AA..
A carico della c.d. “funzione sicurezza” (Carabinieri), sono invece postate 5.563 mln di €; 102 mln di € sono invece previsti per le cd. “funzioni esterne” mentre per la c.d “ausiliaria” sono inserite in bilancio 442,9 mln. di euro, ancora una enormità nonostante la riduzione al 50%. Rispetto alla usuale tripartizione di spesa del nostro Ministero (“personale”, ”esercizio” e “investimenti” ), le spese per il personale in servizio (militare e civile) sono pari quest’anno a 9.739,3 milioni di € con un incremento sul 2014 di 227,83 milioni di euro; le spese per investimenti subiscono anch’esse un decremento rispetto al 2014 di € 552 milioni, attestandosi così a 2.668,7 milioni di €; infine, le spese per l’esercizio sono pari a 1.170,9 milioni di € con un decremento di 173,81 mln sul 2014, e dunque si aggraverà la già precaria situazione in cui versano gli Enti.
La legge di stabilità 2015 prevede in particolare per il nostro Ministero: il rifinanziamento del fondo per le missioni internazionali, la cui dotazione è incrementata di 850 milioni di euro per il 2015 e il 2016; il differimento dal 2014 al 2016 del termine previsto dall’art. 2190 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM) entro il quale gli Enti AID dovranno conseguire la c.d “economica gestione”, che si accompagna alla riduzione da 19 a 12 unità degli uffici dirigenziali di livello non generale della stessa AID; l’integrale assegnazione alla società “Difesa Servizi s.p.a.” delle risorse derivanti dalla gestione economica dei beni del MD e dai servizi resi a terzi, al fine dello svolgimento delle attività negoziali; la realizzazione, attraverso la dismissione di immobili in proprio uso, di introiti di importo non inferiore a 220 milioni di euro nel 2015 e a 100 milioni di euro in ciascuno degli anni 2016 e 2017, pena la riduzione di pari importo delle risorse assegnate al nostro Dicastero, davvero una tagliola; la riduzione dei termini per taluni adempimenti inerenti al procedimento di vendita con il sistema dell’asta, il versamento allo Stato delle risorse derivanti dalla cessione di quote dei fondi comuni di investimento immobiliare e, infine, la possibilità di cessione a titolo oneroso, previa intesa con l’Agenzia del Demanio, di immobili liberi, anche residenziali, a fondi comuni di investimento immobiliare; infine, interventi vari concernenti, in particolare, il personale militare ma anche quello civile, a cui, data la rilevanza e l’ampiezza delle misure, dedicheremo a seguire uno specifico Notiziario.
Dunque, anche quest’anno dei tagli, ancorchè ridotti rispetto a quelli temuti dai Vertici politici e militari. L’auspicio è che queste risorse vengano impiegate in modo sensato, e non spendendo, come ha fatto PMAL Terni, la somma di 34.300 € per 2.000 rotoli di panno carta (lo “scottex”), pari a 17 € cadauno!!!!!
Pubblichiamo su questa stessa pagina la “tabella 11” relativa allo stato di previsione 2015 del M.D. che reca un ulteriore affinamento dei numeri forniti in questo Notiziario e tratti dalla Commissione Difesa del Senato; in aggiunta, il testo della Legge di stabilità e una sintesi delle principali disposizioni di carattere generale in essa contenute.
E’ forse passato un po’ sotto silenzio, complice anche il periodo natalizio, la firma di un importante protocollo sottoscritto a Piacenza, nella sala degli affreschi di Palazzo Farnese, il 9 dicembre u.s. per la valorizzazione di alcuni beni immobili di proprietà del Ministero della Difesa ubicati nelle città di Piacenza, Torino, Trieste e Padova.
L’iniziativa di cui sopra si iscrive all’interno di un processo già avviato da tempo e che ha visto in precedenza la sottoscrizione di analoghi protocolli. Primo fra tutti quello che ha interessato le città di Roma, Milano e Torino, siglato dalla Ministra Pinotti e dai Sindaci delle tre città in data 7 agosto u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 88 del 19.08.2014), e che ha riguardato la messa in disponibilità di 13 complessi immobiliari di proprietà della Difesa per un milione di metri quadrati complessivi.
L’accordo di Piacenza ha riguardato importanti beni del patrimonio immobiliare della Difesa che la nostra Amministrazione ritiene non più utili alle proprie necessità. Riguardano le seguenti città e immobili:
TORINO: le caserme Saluzzo, La Marmora, De Sonnaz ed il Magazzino Artiglieria;
PIACENZA: le caserme Bixio, Lusignani e Nicolai, l’ex-Arsenale militare, l’ex-Ospedale militare e l’ex-Pertite, ma anche Palazzo Madama e Palazzo Landi (già sedi del Tribunale Militare);
PADOVA: le caserme Romagnoli (già sede del Centro Amministrativo), Barzon (già sede del Comando Servizi Sanitari Nord), e Palazzo Rinaldi (già sede di Tribunale e Procura Militari);
TRIESTE: le caserme Vittorio Emanuele III, Monte Cimone, più due caserme dei Carabinieri ed una della Guardia di Finanza ed altri edifici storici.
Il protocollo è stato sottoscritto per il Ministero della Difesa dal Sottosegretario Alfano, per l’Agenzia del Demanio dal Direttore Roberto Reggi, già sindaco di Piacenza, e per le quattro città: da Paolo Dosi, sindaco di Piacenza; da Massimo Bitonci, sindaco di Padova; da Andrea Dapretto, Assessore Lavori pubblici del Comune di Trieste e da Gianguido Passoni, assessore comunale al Bilancio del Comune di Torino.
Nel suo intervento, il Sottosegretario alla Difesa Alfano ha sottolineato come “la scommessa aperta e che stiamo vincendo è quella di restituire alle città le aree militari non più utilizzate, una partita nella quale crediamo”. Si deve ricordare, a tal riguardo, che la nostra Amministrazione ha costituito un’apposita task force sulle dismissioni presieduta dal Generale di Divisione Antonio Caporotundo.
La FLP DIFESA condivide e apprezza lo sforzo che il MD sta facendo, forse per la prima volta in modo serio, in materia di dismissioni dell’ingente patrimonio immobiliare ritenuto non più utile alla Difesa. Ci sembra però che di risultati concreti se ne siano visti ancora pochi. Che fine ha fatto l’impegno assunto nella “lettera d’intenti” firmata con l’ANCI che prevedeva “la stesura, entro il 15 settembre, di una norma di semplificazione in materia urbanistica che faccia perno su concetti di premialità e tempi certi ”? Sono state create nelle città interessate “gruppi di lavoro per definire le destinazioni degli strumenti urbanistici” ? Sono arrivate le tanto attese risorse pubbliche e private? Sono state costruite partnership? Non vorremmo che questi protocolli costituissero solo una straordinaria vetrina per politici in cerca di facili consensi, e che il terreno sul quale si fondano continui ad essere insicuro e franoso, come sin qui avvenuto.
Peraltro va ricordato che , in materia di dismissione di immobili, la legge di stabilità 2015 approvata in via definitiva dalla Camera prima di Natale, prevede la realizzazione, attraverso le dismissioni, di introiti di importo non inferiore a 220 milioni di euro nel 2015 e a 100 milioni di euro in ciascuno degli anni 2016 e 2017, pena la riduzione di pari importo delle risorse assegnate al nostro Dicastero. Dunque, le dismissioni questa volta vanno fatte davvero e introitate le relative risorse, altrimenti i danni saranno maggiori!
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