Notiziario FLP DIFESA n. 23 del 24 marzo 2022 –

A seguito della pubblicazione della nuova circolare emanata dall’INPS sui lavori particolarmente usuranti e sui lavori notturni a turni che interessano anche i lavoratori civili della Difesa, il Sindacato CSE FLP Pensionati ha diffuso una nota nella quale, oltre a informare gli interessati dei contenuti della circolare INPS, coglie l’occasione per fare un punto di situazione sul confronto Governo-Parti Sociali in merito alla nuova  riforma delle pensioni,  il cui testo riportiamo di seguito integralmente.

“ Dopo aver fornito le istruzioni per le domande di pensionamento in base a “quota 102” (si veda il nostro precedente Notiziario n. 5 dell’11 u.s.), la Direzione Centrale Pensioni dell’ INPS ha pubblicato sul proprio sito il messaggio n. 1201 del 16 marzo u.s., che alleghiamo al presente Notiziario per i lavoratori eventualmente interessati, avente per oggetto le istruzioni dell’Istituto previdenziale ai fini della presentazione, entro il 1° maggio p.v., delle domande di riconoscimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti di cui al Decreto legislativo 21.04.2011 n 67 come modificato dalla legge 11.12.2016 n. 232 (legge finanziaria 2017), che interessano le lavoratrici e i lavoratori che maturano i requisiti agevolati per il collocamento in pensione nel corso del 2023.

Il messaggio INPS fornisce tutte le informazioni utili per l’accesso al beneficio, i requisiti richiesti, la documentazione da produrre e la decorrenza che è fissata in base alla presentazione della domanda.

I destinatari del beneficio sono i lavoratori così individuati:

Le domande di riconoscimento del beneficio vanno presentate entro il 1° maggio p.v. per via telematica, utilizzando il modulo “AP45” (qui allegato) corredate dalla documentazione richiesta.

L’INPS comunicherà direttamente al lavoratore l’esito della domanda (accoglimento con riserva, in quanto l’efficacia del provvedimento è subordinata all’accertamento della sussistenza dei requisiti al 31.12.23, o rigetto), e in caso di accoglimento l’INPS indicherà anche la decorrenza del trattamento pensionistico.

La presentazione della domanda in ritardo e dunque dopo il 1° maggio 2022 comporta il differimento del trattamento pensionistico nei termini indicati al punto 3 del messaggio INPS.

L’accesso anticipato al trattamento pensionistico sarà comunque riconosciuto dall’INPS solo a seguito della presentazione della domanda di pensionamento

A tal proposito, ribadiamo  come la Confederazione CSE in questi mesi ha richiesto con forza l’aggiornamento e

l’estensione delle attività gravose e usuranti, che nell’attuale formulazione non fotografano tutte le situazioni

meritevoli di tutela, a partire da quelle individuate dalla Commissione tecnica istituita presso il Ministero del Lavoro. A nostro parere tale proposta deve essere rapidamente portata all’attenzione del Governo e delle parti sociali per l’approvazione, e necessariamente implementata con l’inserimento di altre figure, a partire dagli operatori della sanità (personale infermieristico, OSS e socio sanitario) e socio assistenziale.

Con l’occasione, si forniscono informazioni in merito agli sviluppi del confronto tra Governo e Parti Sociali in merito alle modifiche da introdurre nella riforma pensionistica proposta dall’allora Ministra Fornero, di cui abbiamo già informato i lavoratori nei nostri precedenti Notiziari nn. 2 e 3. 

Diciamo subito che il confronto è entrato attualmente in fase di stallo, dopo gli incontri di gennaio e febbraio uu.ss., nei quali la Parte pubblica aveva finalmente reso noto i propri intendimenti in materia di flessibilità in uscita, che non sono apparsi alle Parti Sociali particolarmente convincenti:  disponibilità di massima a prevedere una uscita anticipata dal lavoro rispetto alle due opzioni previste dalla riforma Fornero del 2011 (pensione di vecchiaia a 67 anni d’età e pensione anticipata con 42 anni –  41 per le donne – e 10 mesi di anzianità contributiva), ma a condizione di prevedere o un ricalcolo contributo sull’intero montante sul tipo di “opzione donna” (30% circa di penalizzazione) o, in subordine, una penalizzazione dell’assegno pensionistico (si è ipotizzato una uscita a 64 anni, con un taglio del 3% per ogni anno d’anticipo rispetto ai 67).  Proposte che ovviamente non ci convincono affatto, perché produrrebbero una significativa riduzione della pensione. Da qui lo stallo nel confronto tra Governo e Parti Sociali, che ci preoccupa parecchio perché non si vedono ad oggi ipotesi di riforma condivise, e nel frattempo il tempo continua a scorrere (vale la pena di ricordare che le novità in materia previdenziale dovranno essere indicate in seno al DEF 2022, che il Governo dovrà presentare a settembre p.v. a premessa del DDL Bilancio 2023).

L’unica novità, se così si può dire, riguarda una proposta venuta l’8 marzo u.s. dal Ministro del Lavoro Orlando circa la possibilità di “rendere strutturale o quantomeno pluriennale la c.d. “opzione donna”, associandola anche ad altri strumenti che tengano conto delle condizioni in cui le persone lavorano e delle differenze indotte dai diversi lavori” (ricordiamo che “opzione donna”, in vigore già da qualche anno e dall’ultima legge di bilancio prorogata a tutto il 2022, prevede il collocamento anticipato in pensione per le lavoratrici dipendenti che hanno maturato 58 anni d’età e 35 di contributi, che comporta però il ricalcolo interamente contributivo della pensione, il che rappresenta il suo nervo scoperto e la rende conseguente poco appetibile per moltissime lavoratrici). Il Ministro Orlando propone la strutturalità o quantomeno la pluriennalità di “opzione donna” e va anche bene a nostro giudizio, ma non dice però nulla sul ricalcolo contributivo, che nel caso dovesse essere confermato renderebbe la sua proposta comunque irricevibile.

Va detto che il negoziato Governo Parti sociali è sostanzialmente fermo al palo perché le Parti mantengono posizioni divaricate rispetto al nodo centrale, che è quello della flessibilità in uscita, anche se su altre questioni i punti di convergenza sono emersi, per esempio sulla pensione di garanzia per i giovani con impieghi lavorativi precari e discontinui e con basse remunerazioni.

In materia di flessibilità in uscita, l’idea di CSE-FLP Pensionati è ben nota da tempo: noi pensiamo che, in primo luogo, occorra rendere possibile l’uscita volontaria con 41 anni di contributi o con 62 anni d’età, per tutti, e senza alcuna penalizzazione sul calcolo; pensiamo che vada resa strutturale “opzione donna” ma senza ricalcolo contributivo; chiediamo infine la riduzione a 30 anni del requisito contributivo per APE Social dei lavori gravosi, ampliandone comunque la platea. 

Seguiremo comunque da vicino gli sviluppi del negoziato e ne daremo conto ai lavoratori interessati.    CSE FLP Pensionati “

Come FLP DIFESA, esprimiamo la nostra preoccupazione per lo stallo che si sta registrando nel confronto tra le Parti, e confidiamo che a breve si possano riprendere le fila del discorso interrotto, che interessa da vicino migliaia di lavoratori civili che sono oramai vicini al momento del pensionamento.

Pubblichiamo su questa stessa pagina lil messaggio dell’INPS e il modulo per le domande.

FLP DIFESA Coordinamento Nazionale

Allegato 1: MsgINPS1201_2022_Lavori_faticosi_pesanti_istanze_1_maggio

Allegato 2: Modulo AP45 per presentare le domande

Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2015 –

lavori-usuranti-360x225Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 5 del 9.01.2015 che dà notizia del messaggio INPS n. 9963 del 30.12.2014, qui allegato, che fornisce istruzioni per la presentazione, entro il 1 marzo 2015, delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori usuranti da parte di quei lavoratori che maturano  i prescritti requisiti entro l’anno in corso.

 “Il Decreto Legislativo n.67 del 21 aprile 2011, modificato dalla legge 214/2011, reca disposizioni  in materia di “Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’art. della legge 4.11.2010 n. 183”. La norma riconosce ai lavoratori dipendenti pubblici e privati, impegnati in attività particolarmente faticose e pesanti, il diritto a conseguire il pensionamento con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Per il 2015, l’INPS (con messaggio n. 9963 del 30.12.2014 allegato) fornisce le indicazioni per la presentazione, entro il 1 marzo 2015, delle domande, opportunamente documentate, di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, con riferimento ai soggetti privati e pubblici che perfezionano nell’intero anno 2015 i prescritti requisiti agevolati.

Di seguito, si riassumono i lavoratori interessati:

Per l’art.1 comma 1 lett. a) – lavoratori impegnati nelle seguenti lavorazioni:

Anzianità contributiva: almeno 35 anni; requisito anagrafico: minimo 61 e 3 mesi; per raggiungere la Quota (somma e anzianità contributiva): 97,3 

 er l’art.1 comma 1 lett. b) – lavoratori impegnati in LAVORI NOTTURNI

 Per l’art.1 comma 1 lett. c) – lavoratori impegnati in processi produttivi in serie:

voce 1462 – lavorazioni prodotti dolciari additivi per bevande

voce 2197 – lavorazioni e trasformazioni resine sintetiche e polimeri

voce 6322 – macchine da cucire e impagliatrici

voce 6411 – costruzione autoveicoli e rimorchi

voce 6581– apparecchi termici, di produzione vapore, riscaldamento, refrigerazione

voce 6582 – elettrodomestici

voce 6590 – altri strumenti e apparecchi

voce 8210 – confezione con tessuti articoli abbigliamento e accessori

voce 8230 – confezione di calzature

Per l’art.1 comma 1 lett. d) – i lavoratori conducenti di veicoli di capienza non inferiori a 9 posti , adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo

Il requisito temporale di svolgimento dell’attività usurante, per ottenere l’anticipo pensionistico, è quello per aver svolto effettivamente, regolarmente e continuativamente

  1. almeno 7 anni, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, nel caso di accesso alla pensione con decorrenza entro il 31 dicembre 2017
  2. almeno la metà della vita lavorativa complessiva, nel caso di accesso alla pensione con decorrenza dal 1° gennaio 2018

Anzianità contributiva: almeno 35 anni; requisito anagrafico: minimo 61 e 3 mesi per raggiungere la Quota (somma e anzianità contributiva): 97,3 

 Il beneficio, a favore dei lavoratori riconosciuti impegnati in attività usuranti, in effetti, consiste in un più favorevole requisito di età anagrafica e di quota per andare in pensione, per cui il requisito dei 35 anni di anzianità contributiva non si modifica mai ed il regime della decorrenza del pensionamento è quello vigente al momento della maturazione dei requisiti agevolati.

Riteniamo pleonastico aggiungere che solo dopo aver accertato l’esito positivo della domanda, si andrà  a fare istanza di pensionamento.

Se la domanda viene presentata oltre i termini stabiliti, in caso di accertamento positivo dei requisiti, la decorrenza sarà differita di uno, due e tre mesi a seconda del ritardo.

Le amministrazioni e i datori di lavoro devono rendere disponibile la documentazione necessaria per il riconoscimento e l’accesso ai benefici per l’attività usurante.

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI FLP “

Allegato 1: Messaggio INPS n. 9963 del 30.12.1014 su lavori usuranti

Allegato 2: Decreto legislativo 21.04.2011, n. 67

messaggio INPS


Circolare INPS in merito alle presentazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di mansioni particolarmente usuranti e dei lavori notturni a turni, che vanno presentate entro il 1° maggio 2022 per coloro che maturano i requisiti agevolati per l’accesso alla pensione nell’anno 2023. Comunicato di CSE FLP Pensionati, che fa anche il punto di situazione sul confronto tra Governo e OO.SS. sulla riforma della c.d. legge Fornero, confronto che vive oggi una fase di stallo. Il nodo è la flessibilità in uscita

24 Mar 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 23 del 24 marzo 2022 – A seguito della pubblicazione della nuova circolare emanata dall’INPS sui lavori particolarmente usuranti e sui lavori notturni a turni che interessano anche i lavoratori civili della Difesa, il Sindacato CSE FLP Pensionati ha diffuso una nota nella quale, oltre a informare gli interessati dei contenuti […]



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