Notiziario n. 81 del 4 luglio 2016 –

Guardie forestali in servizio
Guardie forestali in servizio

Noi di FLP DIFESA l’allarme l’avevamo lanciato qualche mese fa, esattamente a febbraio scorso con lettera inviata al SSS Rossi il 18 di quel mese (vds. Notiziario n. 21 del 22.02.2016), nella quale esprimevano tutta la nostra preoccupazione per  il temuto arrivo nei ruoli civili del Ministero Difesa di migliaia di lavoratori del Corpo Forestale dello Stato e chiedevamo una specifica riunione per approfondirne i problemi e individuare le possibili soluzioni.  Ma, come purtroppo accade spesso,  siccome la nostra era stata l’unica O.S. a sollevare il problema, è stato facile per A.D. riporlo sotto cenere. Ora però il problema sta finalmente emergendo, ed è approdato in Parlamento tramite l’audizione delle OO.SS. CGIL-CISL-UIL ed FLP del Ministero Difesa che sono state convocate dalla Commissione Difesa Camera per essere sentite sugli aspetti d’interesse del Ministero Difesa. Audizione avvenuta il 30 u.s., e che ha visto nella FLP DIFESA l’unica O.S. a porre il problema del transito nei ruoli civili.

Ma andiamo con ordine. Nella riunione del 20 gennaio 2016, su proposta della Ministra Madia, il Consiglio dei Ministri ha adottato in prima lettura i primi undici schemi di decreti attuativi della L. 7.8.2015, n. 124 recante “deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle AA.PP.”, la c.d. riforma delle riforme.  Il primo di quei decreti, quello recante “modifiche in materia di licenziamento disciplinare”, è già stato adottato in seconda lettura, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (D. Lgs. 20.06.2016, n.116) ed entrerà in vigore dal 13 luglio p.v.

Tra gli schemi di decreti adottati in prima lettura, c’era quello recante “Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato”. A tal riguardo, pubblichiamo su questa stessa pagina: il testo dello schema di provvedimento inviato da Palazzo Chigi alle Camere, Atto Governo n. 306 (allegato 2); il “dossier” del Senato (allegato 3); il parere della Conferenza Unificata (allegato 4).

Come già detto nel precedente Notiziario,  il Presidente Renzi ha spesso richiamato la necessità di una razionalizzazione delle funzioni di polizia, e dunque anche di una riduzione dei diversi corpi oggi in attività. Una necessità condivisibile, anche nell’ottica di una efficace ed efficiente spending review.  Ma, come sempre succede in epoca renziana,  alla fine la montagna ha partorito il topolino, e nel frullatore c’è finito solo il piccolo “Corpo Forestale dello Stato”, mentre altri pezzi (per esempio la Guardia di Finanza, che rappresenta davvero un unicum sul piano internazionale) ne sono rimasti, allo stato, rigorosamente fuori.

Venendo alla parte che più ci riguarda,  in attuazione dell’art. 8, comma 1, lettera a), della L. 124/2015  che dispone la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia…”, è stato predisposto dalla Ministra Madia lo schema di decreto attuativo di che trattasi che, all’art. 18 (“disposizioni transitorie e finali”), comma 10,  dispone che “il personale tecnico del Corpo Forestale  (periti; revisori e operatori; collaboratori) transiti nei ruoli forestali dell’Arma dei Carabinieri”, disponendo altresì che il personale che, durante la frequenza o al termine del corso di formazione militare,  non dovesse risultare idoneo al servizio nell’Arma dei Carabinieri, “transiti nei ruoli civili del Ministero della Difesa”, venendo così a confluire all’interno dei suoi ruoli civili, unica collocazione allo stato prevista.

Il grido d’allarme da noi lanciato qualche mese fa traeva origine anche dai numeri e dalle previsioni che circolavano allora nei corridoi dei sacri palazzoni del Ministero: su 7.000 forestali da ricollocare, una buona metà – prevedibilmente-, in particolare lavoratrici donne, non avrebbero ottenuto il via libera per il transito nei ruoli militari dell’Arma, e conseguentemente, in virtù dell’art. 18,  sarebbero transitati nei ruoli civili del Ministero Difesa.  Che è poi quel Ministero, la Madia questo forse non lo sa, che vive oggi un durissimo processo di riorganizzazione in chiave riduttiva, che prevede anche corposi tagli di personale civile (organici ridotti a 20.000 unità a fine 2024), e tagli anche del personale militare. E, con queste prospettive, prevedere  l’ingresso di migliaia o anche centinaia di forestali appare davvero una follia.

E’ quello che noi pensiamo, che abbiamo detto in audizione  e che è contenuto nel documento presentato alle Commissioni Parlamentari e che reca anche la nostra proposta di modifica dell’art.18 (prevedere il transito dei lavoratori forestali non idonei all’Arma nelle sole Amministrazioni Pubbliche con carenze di organico), che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 30.06.2016 – Documento FLP DIFESA per l’audizione sullo schema di D.Lgs. recante razionalizzazione P.S.e assorbimento Corpo Forestale

Allegato 2: Atto Governo n. 306, testo schema D.Lgs. inviato dal Governo alle Camere

Allegato 3: Atto Governo n. 306 – il dossier del Senato

Allegato 4: Atto Governo n. 306 – Parere conferenza unificata

Clicca qui per vedere il video integrale dell’audizione di CGIL-CISL-UIL e FLP DIFESA  (l’intervento di FLP DIFESA è collocato a 1 ora, 17 minuti e 15 secondo dall’inizio)

Notiziario n. 62 del 17 maggio 2016 –

Renzi & Madia: ed hanno pure il coraggio di sorridere....
Renzi & Madia: ed hanno pure il coraggio di sorridere….

Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP  con il quale  la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi &  Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del P.I.

” Da notizie in nostro possesso, confermate dal Giornale “Il Messaggero” in edicola oggi, solitamente ben informato sulle dinamiche interne a Palazzo Vidoni, il Governo avrebbe ormai ultimato la scrittura dell’atto di indirizzo all’ARAN, in vista dell’apertura delle trattative dei rinnovi contrattuali fermi come è noto da ben 7 anni.

Ebbene le linee ispiratrici sarebbero queste:

Ovviamente questo ricco contratto decorrerebbe dal 2016 perché del 2015, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, il Governo Renzi non ne vuole proprio sentir parlare…

Ecco questo è il menù che stanno predisponendo ai nostri danni…

A questa sciagurata ipotesi come FLP ci contrapporremo con forza :

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL Messaggero di ieri

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Articolo de IL MESSAGGERO del 17.05.2016

News del 24 ottobre 2015, h. 15.00 –

DDL StabilitàA distanza di più di una settimana dalla sua formale approvazione in Consiglio dei Ministri, il Disegno di Legge di stabilità 2016 si avvia finalmente, dopo i diversi testi che si sono succeduti in questi giorni e che abbiamo pubblicato su questo nostro sito, alla sua stesura definitiva.

Ne pubblichiamo oggi, su questa stessa pagina, il testo che, al punto in cui siamo, dovrebbe essere quello definitivo, dopo le ultime integrazioni e modifiche operate dalla Presidenza del Consiglio.

L’articolato finale,  dopo l’esame e la firma del Capo dello Stato, sarà trasmesso alla Presidenza del Senato, che l’assegnerà, come da prassi, alla Commissione Bilancio. Ed è proprio da qui, lunedì 26 ottobre p.v., che prenderà il via l’iter parlamentare che occuperà, da qui a fine anno, la grande parte dei lavori dei due rami del Parlamento, e che si concluderà (verosimilmente qualche giorno prima di Natale, come è avvenuto quasi sempre sinora) con l’approvazione definitiva della legge di bilancio per l’anno a venire che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016.

Avremo modo, nei giorni che seguiranno, a entrare diffusamente nel merito delle misure in esso contenute, con riferimento sia a quelle che ci interessano come cittadini sia a quelle che invece ci toccano direttamente come lavoratori   e come lavoratori pubblici in particolare.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

26.10.2015 – Pubblichiamo i testi finali e ufficiali dei due disegni di legge formalmente approdati al Senato dopo la firma del Capo dello Stato:

Notiziario  FLP DIFESA n. 3 del 5 gennaio 2015 –

imagesRiportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2  del 2 gennaio 2015  con il quale la nostra Federazione prende posizione in merito alla operazione di disinformazione, strumentalizzazione  e di criminalizzazione  legata alla incresciosa vicenda delle assenze fatte registrare dai Vigili Urbani di Roma l’ultimo dell’anno.

 I giornali (e le televisioni) oggi traboccano di indignazione per il fatto che oltre l’ottanta per cento dei vigili urbani della capitale fosse assente per malattia o per donazione di sangue l’ultimo dell’anno.

Negli stessi giorni, otto vigili del fuoco del Comando Provinciale di Brindisi, venivano spediti d’urgenza sul rimorchiatore che doveva prestare soccorso e poi trainare la Norman Atlantic, sulla quale hanno trovato la morte un numero ancora imprecisato di persone. Gli otto vigili sono rimasti sei giorni in balia del mare in burrasca senza che nessuno abbia dato loro il cambio o li avesse preavvertiti che la missione sarebbe stata così lunga, dando loro la possibilità di portarsi anche solo un cambio di biancheria. Hanno vomitato l’anima per sei lunghi giorni a causa delle condizioni proibitive del mare e del luogo dove si svolgevano le operazioni di salvataggio, con i telefoni cellulari scarichi, costretti ad affidarsi ai telefoni satellitari dei rimorchiatori per comunicare il loro stato di salute ai familiari.

Ebbene, per il trattamento che hanno ricevuto, nessuna indignazione, solo silenzio da parte della maggior parte della stampa e televisione.

Uomini e donne, come i vigili del fuoco di Brindisi, gli ispettori del lavoro, quelli del fisco, le forze dell’ordine, ogni giorno rischiano la vita per assicurare il rispetto delle leggi in Italia, ma in questi giorni la classe politica ha parlato di pubblico impiego solo  per rivendicare la licenziabilità più facile utilizzando in modo assolutamente demagogico   le assenze dal servizio dei vigili urbani capitolini l’ultimo dell’anno senza fare distinzioni tra ferie, congedi, assenze per malattie e mancata prestazione di lavoro straordinario.

Ricordiamo che anche coloro che non rischiano la vita assicurano comunque servizi importanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, nei settori della scuola, della ricerca, della sanità, della giustizia, dei beni culturali, ricambiati da anni con insulti dei politici e contratti, carriere, stipendi da fame e, per di più, bloccati da cinque anni.

Lo avevano capito imprenditori certo non illuminati cent’anni fa che se tratti male o li denigri, prima o poi questi tendono a lavorare senza motivazione; lo aveva ribadito Pietro Micheli, dimessosi meno di un anno dopo essere stato chiamato da Brunetta a riformare la pubblica amministrazione, che sbatté la porta affermando che non si potevano fare riforme solo con i tagli e insultando gli attori principali di una riforma del pubblico impiego cioè i lavoratori.

Sono cambiati i direttori d’orchestra ma la musica non è cambiata!

Se ci sono state irregolarità o comportamenti censurabili o sanzionabili lo si faccia, ma basta con le generalizzazioni e gli attacchi ai lavoratori ed alle lavoratrici del pubblico impiego. La disorganizzazione degli uffici, i ritardi, la forte burocrazia, il lassismo e la corruzione sono dovuti alle gestioni clientelari delle strutture pubbliche sia  a livello centrale che locale, volute e  funzionali ai partiti ed alla cattiva politica, spesso e volentieri in accordo con i sindacati compiacenti, i cosiddetti confederali e i sindacati di comodo, quelli gialli  “corporativi”.

Noi della FLP che non abbiamo gestito assunzioni o chiesto promozioni, in questi anni abbiamo denunciato inascoltati le storture e le inefficienze della PA che contemporaneamente penalizzava i cittadini per la scarsa qualità dei servizi ed i lavoratori abbandonati, demotivati e lasciati senza una vera guida all’iniziativa e alla coscienza personale.

E adesso la politica non può certo cavarsela con la criminalizzazione o la denigrazione dei lavoratori. Con la minaccia quotidiana del licenziamento o il blocco reiterato dei contratti e del riconoscimento delle professionalità.

Gli stipendi restano bloccati, gli insulti identici a quelli dell’era Brunetta.

O ”riforme” fatte con decreti legge raffazzonati o Disegni di legge punitivi da far passare sotto l’emozione di casi costruiti ad arte.

 Serve un vero piano industriale capace di definire gli ambiti delle competenze e delle funzioni tra amministrazione centrale e poteri locali, che ridisegni le attività, motivi il personale, investa sulla tecnologia e sui saperi.

Che metta in campo un piano di assunzioni che stabilizzi chi per tanti anni, da precario, ha permesso il funzionamento di scuole, università, enti di ricerca, ospedali e musei. Che riconosca un ruolo e un futuro a chi si è messo in gioco ed ha superato le tante procedure concorsuali indette e non portate a compimento in questi anni.

Che garantisca il giusto equilibrio tra esperienza e nuove professionalità e che trovi le risorse per fare questo da una vera lotta agli sprechi, agli appalti gonfiati, alle esternalizzazioni, alla corruzione  che sono il vero male di questo Paese.

Infine, non possiamo non rilevare come quanto è avvenuto sia il prodotto inevitabile della cosiddetta disintermediazione renziana, della chiusura verso ogni forma di confronto e negoziazione con le forze sociali.

Abbiamo speso mesi e mesi a spiegare che solo il sindacato può rappresentare coerentemente la sintesi delle varie esigenze delle categorie lavorative e che le rivendicazioni vanno ascoltate e non liquidate con un’alzata di spalle.

Se il Governo continua così andrà sempre peggio e sarà sempre più difficile continuare ad usare dipendenti e pensionati come bancomat senza aspettarsi reazioni forti. La motivazione è ormai ai minimi storici, i dipendenti pubblici attingono al loro senso di responsabilità che però è sempre più in contrasto con le tasche vuote e le umiliazioni continue.

Se Renzi e la Madia vogliono punire i lavoratori pubblici per questo, ancora una volta noi di FLP non possiamo che gridare forte il nostro dissenso:

BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO!

                                                                          LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Notiziario FLP DIFESA n. 2 del 3 gennaio 2014 –

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi
Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 1 del 2 gennaio u.s. con il quale la nostra Federazione propone alcune considerazioni sui contenuti del c.d. “decreto milleproroghe”  di fine anno, pubblicato sulla G.U n. 302 del 31.12.2014, che pubblichiamo su questa stessa pagina.

” Il rottamatore, il cultore del nuovo, il Presidente del Consiglio che si è presentato come colui che avrebbe spazzato le lentezze della burocrazia, sia sta rivelando sempre più come il garante di nuovi equilibri per i vecchi poteri economici. Gli unici sicuramente fuori dalle sue grazie sono i dipendenti pubblici, ai quali non ha rinnovato il contratto e contro i quali non perde occasione di parlare.

Delle nomine fatte in questi mesi non serve nemmeno parlare, tanto è chiaro e lampante che non è cambiato proprio nulla, con tanto di boiardi e politici “trombati” messi ai posti chiave. Ma anche le misure di fine anno, dalla legge di stabilità al decreto milleproroghe (che Renzi aveva promesso di abolire quando al governo c’era Letta), non fanno eccezione anzi confermano la regola. Ma andiamo con ordine:

Concessioni autostradali: non bastano i regali di fine anno sotto forma di aumento di pedaggi, che il Governo ha concesso anche se l’economia è ferma e gli stipendi degli italiani pure. Infatti, il Governo, che aveva regalato con lo Sblocca Italia ai grandi padroni delle autostrade (Benetton, Banca Intesa, Gavio ma anche le cooperative rosse) 6 miliardi di euro (praticamente quanto un rinnovo triennale del pubblico impiego), ha anche prorogato i termini per usufruire del regalo. Poiché per accedere ai soldi bisognava presentare un piano di modifica del rapporto concessorio entro il 31 dicembre 2014 e i destinatari del cadeau miliardario non erano pronti nemmeno con questo adempimento formale, il decreto mille proroghe ha rinviato i termini al 30 giugno 2015. Detto per inciso, oltre a costarci circa sei miliardi di euro, questa misura ci espone a una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per aiuti di stato che violano la libera concorrenza.

Questione MAXXI e stipendio del Presidente della Fondazione: l’Italia è il Paese dove non si trovano i soldi per pagare gli straordinari ai lavoratori per tenere aperti musei e opere di interesse artistico e storico, dove i servizi alla cittadinanza diminuiscono perché gli uffici sul territorio chiudono ma dove si affronta una querelle burocratica se solo c’è di mezzo un politico o un ex-politico. È il caso della ex-ministro per i Beni e le Attività Culturali (che ha fatto più danno della grandine) Melandri, nominata Presidente della Fondazione MAXXI, incarico che doveva essere senza stipendio (a sentire lei) e che invece da novembre 2013 percepisce 91.500 euro all’anno (più retribuzione variabile) nonostante l’avviso contrario della Ragioneria Generale dello Stato che ritiene che la Fondazione MAXXI sia ente di ricerca solo ai fini fiscali e quindi non possa retribuire il suo Presidente. Ma quando si fa parte della casta è per sempre.

Voti doppi per i vecchi capitalisti: abbiamo assistito proprio in questi giorni alle dichiarazioni di politici di primo piano (di destra, di sinistra e di centro) che invocavano licenziamenti più facili – prontamente esauditi dal Governo con l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – come unica possibilità per attrarre investimenti dall’estero. Peccato che nel frattempo il Governo, guidato dal nuovissimo Renzi che aveva promesso di far piazza pulita di tutto il vecchio, ha varato una norma che dà la possibilità a coloro che detengono azioni di una società da almeno due anni di attribuirsi un voto doppio rispetto al numero di azioni possedute. Un regalo quindi a tutte quegli imprenditori (nella maggior parte dei casi sono solo prenditori) responsabili dello sfacelo dell’industria italiana, capitalismo familista più che familiare. Ora, ci chiediamo, questa misura allontana gli investitori stranieri più o meno dell’articolo 18?

Dulcis in fundo, le care vecchie municipalizzate: abbiamo visto come il grosso dello scandalo di “mafia capitale” ruoti attorno agli appalti delle cosiddette municipalizzate che, chiariamo, non sono di per sé uno spreco e un costo ma lo diventano quando non producono servizi, diventano mero strumento clientelare e di aggiramento del blocco delle assunzioni o servono solo per garantire posti in consiglio di amministrazione a ex-politici “da sistemare” ad ogni costo. Ed è un fatto che la stragrande maggioranza delle migliaia di società municipalizzate o “in-house” fanno parte della categoria sprechi e ruberie ai danno dello Stato.

Per questo era previsto che entro il 31 dicembre 2015 (che comunque non è proprio domani), si provvedesse ad un riordino delle municipalizzate con la chiusura di quelle società che fatturavano meno di centomila euro. Ebbene, cosa ti fa il Governo con la legge di stabilità? Proroga i termini per il riordino e cancella la norma sulla chiusura delle società che servono praticamente solo a pagare stipendi ai consiglieri di amministrazione! Bell’esempio di spending review e di politica anticorruzione!

Insomma, nessuno venga più a dirci che non ci sono i soldi per rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici e nessuno ci venga a spiegare che i lavoratori non hanno bisogno di mobilitazioni e di scioperi contro la politica del Governo Renzi perché è chiaro che l’unica operazione che si sta facendo è quella dell’affossamento dei diritti dei lavoratori mentre contemporaneamente si sostituisce un’oligarchia con un’altra oligarchia.

Altro che governo dei boy scout, questi sono boy scout mannari!

                                                    Il Dipartimento politiche economiche e fiscali FLP “

Allegato: DL 31.12.2014, n. 192 – proroga di termini previsti da disposizioni legislative (c.d. decreto milleproroghe)

Notiziario n. 136 del 30 dicembre 2014 –

images (1)Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 45 del 29.12.2014 con il quale la nostra Federazione propone una propria riflessione in merito al dibattito di questi giorni sulla estensione al pubblico impiego delle norme contenute nella legge di riforma del mercato del lavoro (L.10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”).

 ” Il regalo di fine anno del Governo Renzi è stato il varo dei primi decreti delegati relativi al cosiddetto jobs act. E fedele ad una tradizione, breve ma ormai consolidata, che vuole questo governo fare poco ma riuscire nel gioco di dividere il mondo in due scatenando inutili guerre, il dibattito si è spostato da una norma ingiusta che toglie tutele al lavoro all’applicabilità di questa solo al lavoro privato o anche al lavoro pubblico.

Il tentativo è chiaro: scatenare una guerra interna al mondo del lavoro per evitare che si discuta nel merito dell’ennesima norma che riduce il lavoro a una merce quando invece è la base fondamentale del diritto di cittadinanza, sancito nel primo articolo  della nostra Costituzione.

La pantomima, appositamente organizzata dal Governo nelle sue varie anime (ma gradita alla minoranza parlamentare di Forza Italia che non fa mistero di voler togliere ogni tutela ai lavoratori), è una vera e propria “arma di distrazione di massa”. Prima hanno cancellato ogni riferimento al lavoro pubblico e poi scatenano un dibattito che porti i lavoratori pubblici a schierarsi contro quelli privati e viceversa.   Sia chiaro che la FLP a questo gioco al massacro non si presterà!

Tutta questa vicenda prova in modo plastico ciò che abbiamo scritto nel documento congressuale “Per i diritti, per il lavoro”:  non possiamo lasciare che il mondo del lavoro sia diviso, se si accetta una riduzione delle tutele nel lavoro privato, le nuove norme non potranno che applicarsi, prima o poi, anche al lavoro pubblico.  È la deriva neoliberista, che vede nel lavoro una merce come un’altra e non considera in alcun modo le persone, quella che bisogna combattere tutti insieme, mondo del lavoro pubblico e privato.

È qui il grave errore che hanno commesso CISL, CONFSAL e altre confederazioni sindacali nel rifiutare lo sciopero generale per concentrarsi solo e soltanto su uno sciopero del pubblico impiego. Lo stesso errore grave che hanno commesso quei lavoratori pubblici che non hanno partecipato allo sciopero generale del 12 dicembre, convinti che il jobs act e le altre misure di riduzione delle tutele non li riguardassero.

Anche oggi, guai a chi pensasse che il contratto a “precarietà crescente” e licenziabilità facile riguarderà solo i nuovi assunti. Queste misure sono solo un altro passo sul cammino di precarizzazione iniziato con il “pacchetto Treu” e continuato con la Legge Sacconi e la Legge Fornero, tutte norme che sono state spacciate come interventi per aumentare l’occupazione, hanno avuto come conseguenza la riduzione totale dei posti di lavoro e il peggioramento globale delle condizioni di lavoro e dei livelli salarial

Purtroppo, anche i sindacati storici hanno spesso sottovalutato e avallato misure che hanno celato il reale fine ultimo: la creazione di un lavoratore a resistenza zero, prono a tutti i voleri datoriali e senza diritti.

Per questo è inutile discutere se la monetizzazione del diritto a non essere licenziato senza giusta causa si applichi solo al lavoro privato o anche a quello pubblico e rilanciare la mobilitazione di massa contro chi ci vorrebbe, tutti, sfruttati e silenti.

Il lavoro non è una merce!   

                                                                           LA SEGRETERIA GENERALE FLP

Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 –

Renzi e Madia  sorridenti e soddisfatti
Renzi e Madia, sorridenti e soddisfatti

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico Impiego.

 “Il Governo Pinocchio getta la maschera e annuncia, per bocca del Ministro per la Pubblica amministrazione Madia, l’ulteriore blocco dei contratti dei dipendenti pubblici anche per il 2015.

Nonostante le smentite agostane dopo le prime voci raccolte in ambienti governativi, Renzi ha preferito la via più facile: continuare ad usare i 3,3 milioni di dipendenti pubblici come bancomat e lasciare che evasione fiscale, società partecipate, corruzione continuino imperterrite a drenare risorse pubbliche.

Non sono bastati i quasi 400mila posti di lavoro persi nel settore pubblico negli ultimi 10 anni, il 15 per cento del salario lasciato per strada grazie ad un blocco contrattuale che va avanti dal 2010, un’intera categoria che da ceto medio sta precipitando pericolosamente nella categoria dei nuovi poveri, un calo dei consumi così forte da innescare una deflazione che ci fa tornare indietro di oltre cinquant’anni.

Soprattutto, non sono bastate le proposte costruttive presentate dal sindacato – FLP in primis – per raggiungere risparmi e recuperare fondi anche per rinnovare i contratti. Renzi, così come i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni ha individuato nel pubblico impiego la categoria da colpire oppure semplicemente non ha il coraggio di fare scelte eque perché deve “comprare” il consenso politico.

Abbiamo 180 miliardi di evasione fiscale ma, si sa, gli evasori votano; abbiamo migliaia di società partecipate che hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti, che non producono alcun servizio per la collettività e drenano miliardi di euro ogni anno. E Renzi aveva anche annunciato (tra le centinaia di annunci di cui è costellata la sua non-azione di governo) un piano per eliminarne la maggior parte ma qualcuno deve averlo richiamato all’ordine: le casse del PD sono vuote e gli stipendi dei consiglieri di amministrazione di nomina politica servono anche a finanziare i partiti e così il piano è letteralmente sparito; la corruzione è arrivata oltre i livelli di guardia ma nemmeno in quel campo, a parte gli annunci, si muove nulla.

“Di fronte a questa situazione non resta più alcuno spazio di mediazione – così ha commentato l’annuncio del Ministro Madia il Segretario generale della FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche) Marco Carlomagno.

“L’annuncio del Ministro è la riprova che abbiamo fatto bene ad adire la Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale e speriamo che entro l’anno questa si pronunci positivamente.

“Riuniremo nei prossimi giorni i nostri organismi decisionali– ha concluso Carlomagno – ma di fronte a un attacco di questo genere occorre che, unitariamente, il movimento sindacale e i pubblici dipendenti mettano in campo una forte mobilitazione. Verificheremo la fattibilità di uno sciopero generale della categoria per i primi giorni di ottobre!

                                                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE FLP “.

                                                                               

Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 91 del 2 settembre 2014 –

drrenzyll_2Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 28 del 1.09.2014,  in cui la nostra Federazione commenta alcune uscite ferragostane del nostro Presidente del Consiglio.

Il 14 agosto scorso il Presidente del consiglio Renzi ha rilasciato la seguente dichiarazione alla stampa: “La crescita non si innesca abbassando i salari e facendo riforme che dovrebbero essere finalizzate all’abbassamento della qualità della vita dei lavoratori con la motivazione che saremmo più competitivi”.   Di fronte a dichiarazioni di questo genere ci sembra di essere davanti ad una sorta di dottor Jekyll e Mr. Hyde, un personaggio che si trasforma a seconda delle circostanze. (altro…)

Notiziario n. 81 del 30 luglio 2014 –

L'aula della Camera dei Deputati
L’aula della Camera dei Deputati

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 24 del 29 luglio 2014 nel quale la nostra Federazione  dà notizia dell’approdo della c.d. riforma della P.A., targata Renzi-Madia, in aula alla Camera e delle modifiche apportate in Commissione al Decreto Legge 24.06.2014, n  90.

 ” E’ approdato ieri in aula alla Camera il provvedimento di conversione in legge del DL 90/2014, Atto Camera 2486-A, dopo l’esame avvenuto in sede referente in Commissione  Affari costituzionali.

Come ricorderete nei giorni scorsi la nostra Organizzazione sindacale è stata audita  presso la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera , impegnata ad esprimere il proprio parere sul provvedimento in questione.

In tale sede abbiamo rappresentato, in modo analitico, tutta la nostra contrarietà nei confronti di un provvedimento “spot”, raffazzonato, privo di un quadro organico di riferimento data l’assenza, dopo circa due mesi dall’approvazione in Consiglio dei Ministri, del Disegno di legge che doveva accompagnare le misure urgenti invece inserite nel D.L.

Un provvedimento che si limita (e non è certamente poco) a scrivere nuove norme, assolutamente discriminatorie, nei confronti dei lavoratori pubblici sia in materia di mobilità coatta che di mancata tutela delle professionalità.

 Le modifiche apportate in questi giorni in Commissione, pur affievolendo alcuni aspetti negativi in materia di mobilità, garantendo alcune tutele ai soggetti più deboli (genitori con figli minori ai tre anni o con figli disabili), limitando (si fa per dire) il demansionamento al solo livello inferiore e prevedendo una generica formazione per i lavoratori messi in mobilità, non mutano però il quadro del provvedimento e la nostra valutazione assolutamente negativa sui suoi contenuti.

 La stessa previsione, inserita dalla Commissione, della consultazione sindacale sulla mobilità non volontaria, è solo un pannicello caldo che non vincola le amministrazioni, che continueranno ad assumere unilateralmente le decisioni, in ossequio ad una spending review sempre più ottusa e priva di sbocchi riformatori.

Così come alcune scelte inserite nel nuovo testo in materia di assunzioni di idonei nelle sole forze dell’ordine  e nei vigili del fuoco, in mancanza di analoghe decisioni per altre amministrazioni  centrali,  pur alle prese con le medesime carenze di organico, con graduatorie aperte e deputate a svolgere funzioni rilevanti per il sistema Paese, aumenta il livello di iniquità e di pressapochismo del provvedimento, dimostrando come ancora una volta a contare sono solo alcuni settori e poteri forti, alla faccia del tweet  #cambiareverso voluto dal Premier Renzi per sintetizzare la sua azione di governo rispetto al passato.

Ma noi non ci arrendiamo.  Siamo convinti della bontà delle nostre proposte, della giustezza delle nostra azioni e soprattutto dell’importanza, in un momento come questo,  che non si distrugga la pubblica amministrazione.

Che va certamente riformata e modernizzata, superando duplicazioni, persistenti inefficienze e approcci spesso burocratici e farraginosi; ma nella direzione di garantire comunque funzioni e servizi pubblici di qualità, a garanzia della collettività e del bene comune. Ecco perché contrasteremo con tutte le nostre forze iniziative che invece di tagliare i veri sprechi, gli interessi delle caste, dei potentati e delle lobbies, smantellano le amministrazioni, chiudono Uffici e presidii sul territorio, umiliano centinaia di migliaia di lavoratori con il blocco degli stipendi, il taglio dei salari, il disconoscimento del loro ruolo e delle professionalità  possedute. Ecco il perché continuiamo a portare la nostra voce e le nostre proposte lì dove comunque si approvano le leggi.

In Aula, ieri, all’apertura della discussione sono stati presentati moltissimi nuovi emendamenti, e per alcuni di essi, abbiamo direttamente contribuito alla presentazione, sensibilizzando in questi giorni tutti i gruppi parlamentari.

Sappiamo che Renzi intende porre la fiducia sul provvedimento alla Camera  per arrivare alla sua approvazione in settimana, per poi fare solo un passaggio formale al Senato, in vista della sospensione dei lavori di metà agosto.

Gli spazi sono quindi pochi. Ma il nostro pressing, anche in questi giorni, continuerà per fare in modo che il testo approvato dalla Camera sia comunque in forte discontinuità con i contenuti del D.L.

E stiamo comunque predisponendo un’analoga iniziativa nei confronti dei gruppi parlamentari del Senato per sensibilizzarli quando sarà la loro volta.

Vi terremo informati, come di consueto, degli sviluppi.                    

                                                                                                               LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo di seguito su questa stessa pagina, il testo dell’A.C. 2486/A approdato in aula della Camera dei Deputati con le modifiche apportate in Commissione  e  gli emendamenti presentati.

                                                                                              IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: AC 2486 A – testo DL 90 emendato

Allegato 2: Emendamenti al DL 90

News dell’11 luglio 2014 – ore 19.00

NEWS 2Pubblichiamo  il testo del disegno di legge (DDL) recante la delega al Governo, da esercitare nei 12 mesi successivi, per la “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”,  entrato  nel Consiglio dei Ministri che si è tenuto nella giornata di ieri 10 luglio 2014.  e poi presumibilmente adottato  nello stesso testo.

Il provvedimento in questione  rappresenta la seconda puntata della cosiddetta “riforma” della Pubblica Amministrazione annunciata dal Presidente  Renzi e dalla Ministra per la P.A. Madia,  la prima tappa essendo rappresentata dal Decreto Legge 24.06.2014, n. 90, che ripubblichiamo su questa stessa pagina,  sui contenuti del quale rinviamo al documento della nostra Confederazione consegnato alla Commissione lavoro della Camera il 9 u.s. e che è disponibile sul nostro sito quale  quale allegato al Notiziario n. 74 del 10 luglio 2014. 

Il DDL in argomento  contiene, tra le altre cose,  all’art. 7,  alcuni provvedimenti di  riorganizzazione di Amministrazioni dello Stato, sia centrali che periferiche, e, all’art. 10,  le tanto attese norme riguardanti la Dirigenza Pubblica.

Pubblichiamo altresì uno stralcio del comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei Ministri.

Come per il DL 90, seguiranno nei prossimi giorni specifici Notiziari della nostra O.S. in ordine ai contenuti e ai nostri commenti  e  giudizi sul DDL, sia quelli di carattere generale che emanerà la nostra Confederazione sia quelli più specifici curati dallo scrivente Coordinamento Nazionale  sulle questioni che dovessero interessare  direttamente  il Ministero della Difesa.

                                                                                          IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:  DDL – riorganizzazione AA. PP.

Allegato 2: Comunicato stampa di palazzo Chigi sul DDL sulla riorganizzazione PP.AA.

Allegato 3: Decreto Legge 24.06.14-n. 90

Matteo Renzi


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