Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 13 settembre 2019 –
L’arsenale Militare di La Spezia
Si è svolto ieri pomeriggio a Palazzo Marina un incontro tra le OOSS Nazionali e lo Stato Maggiore Marina.
La riunione, presieduta dal Capo del 4° Reparto (Infrastrutture e Logistica), Amm. Zappellini, presente anche l’Amm Gregori e il Comandante Burzi del 1° Reparto Personale, ha avuto per argomento la presentazione e l’approvazione delle nuove divise dei Vigilanti della Marina Militare in servizio su tutto il territorio nazionale.
La denuncia della problematica dell’inadeguatezza delle vecchie divise è stata sollevata dalla nostra O.S. del territorio spezzino, già dal 2014, ed è proseguita incessantemente nel corso di questi anni fino a portare al risultato di oggi.
La “campionatura” delle divise presentate e approvate nel corso dell’odierno incontro, era già stata presentata e approvata in un recente incontro, a livello locale, tra Marina Nord e le rappresentanze sindacali territoriali di La Spezia, anche per una “sorta di premialità”, come dichiarato dall’Amministrazione, verso quel territorio che maggiormente si è speso su questo argomento.
Il passaggio di oggi a livello centrale è servito per l’approvazione delle divise in questione poichè, al massimo entro un anno, un anno e mezzo, saranno approvvigionate e distribuite su tutto il territorio nazionale. Lo SMM ha già stanziato le somme e a ottobre darà mandato alla ditta aggiudicatrice della gara per il confezionamento delle nuove divise, sicuramente più funzionali, attualizzate e idonee rispetto a quelle in uso, che rispondono ancora alla caratteristiche enunciate in un vecchio Decreto Interministeriale del 1995, derivante, a sua volta, da Regi Decreti degli anni ’20.
Nel corso del nostro intervento, dopo aver preso atto della dichiarata rispondenza alle norme antinfortunistiche, della qualità dei tessuti e della loro adeguatezza alle varie stagioni, proponendo tuttavia alcune migliorie, la Delegazione FLP DIFESA ha espresso soddisfazione per questo traguardo, riconoscendo all’attuale Dirigenza del 4° Reparto quelle caratteristiche di disponibilità – anche nell’accogliere oggi le nostre richieste – concretezza e speditezza che forse, anche per motivi economici, erano mancate in precedenza ma, soprattutto, ha chiesto, prioritariamente,l’immediatezza dell’approvvigionamento e della distribuzione delle nuove divise su tutto il territorio nazionale, comprese quelle dei “vigilanti” in servizio nei “Palazzi romani”, per le quali è allo studio un altro tipo di divisa, più idonea al servizio di rappresentanza e non solo di vigilanza.
La nostra O.S. che, attraverso il territorio spezzino, ha portato avanti tenacemente, questa battaglia, si ritiene soddisfatta di questo incontro ma, come dichiarato anche in riunione, visti i lunghi trascorsi, continuerà a vigilare sulla tempistica di attuazione del progetto “nuove divise”.
L’Amm. Zappellini ha assicurato, sull’argomento, un’adeguata informazione.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 74 del 7 agosto 2019 –
L’Amm. Cavo Dragone nel 2012, a quel tempo Comandante dell’Accademia Navale di Livorno
Se non è un record, poco ci manca. A meno di 50 giorni dall’assunzione dell’incarico (21 giugno u.s.), il nuovo Capo di SMM Amm. G. Cavo Dragone ha incontrato le OO.SS., non avendo ad oggi peraltro ancora incontrato il COCER .
E’ stato, quello di ieri pomeriggio a palazzo Marina, un incontro davvero cordiale, nel quale il Capo di SMM ha ascoltato molto attentamente gli interventi delle OO.SS.. L’impressione che alla fine ne abbiamo ricavato è quella di un uomo molto pragmatico, attento alle questioni da noi poste e desideroso di risolverle anche tramite un positivo rapporto con il Sindacato. Davvero un ottimo inizio.
L’incontro si è aperto con l’intervento dell’Amm. Cavo Dragone, che ha candidamente riconosciuto di non aver maturato sin qui una grande esperienza di rapporti con le OO.SS., a parte il periodo di comando presso l’Accademia di Livorno.
Pur tuttavia, si è detto interessato e impegnato a costruire un “dialogo franco e costruttivo” con il Sindacato anche per farne “un punto di forza” e portare avanti battaglie comuni e condivise.
Come quella per scongiurare il declino degli Enti industriali della Difesa, in primis dei tre Arsenali, che appare inarrestabile ove non si dovesse intervenire, attraverso la modifica dei numeri fissati dalla Legge 244/2012 e attraverso un serio piano straordinario di assunzioni (le 59 quelle previste per M.M. nel 2019 “sono solo un contentino che certo non risolve il problema”) finalizzate a compensare le spaventose carenze che si sono accumulate negli anni a causa del blocco del turnover “e che porterebbero al 31.12.2024 al temuto punto di non ritorno”.
La discussione che ne è seguita attraverso gli interventi delle OO.SS. presenti ha spaziato a tutto tondo sui diversi problemi che vive oggi la categoria.
Si è parlato anche degli Enti industriali, ovviamente, ma altrettanto ovviamente non se ne sono approfondite le problematiche specifiche, compito questo che, a seguito della nostra richiesta, il Capo di SMM aveva assegnato al tavolo di riunione con il Cte Logistico di M.M., Amm. E. Serra, riunione alla quale però hanno partecipato solo FLP DIFESA e un’altra sigla (vds. Notiziario n. 69 del 26.07.2019), mentre a quella con il Cte Log. Esercito, gen. P.F. Figliuolo, sempre da noi richiesta, vi hanno partecipato tutte le sigle (vds. Notiziario n. 61 del 4.07.2019). Perché due pesi e due misure? Ad oggi, non ne sono ancora note le ragioni.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ringraziato l’Amm. Cavo Dragone di questo primo incontro, ma ha richiesto al contempo che le riunioni tra il Capo della M.M. e le OO.SS. sindacali nazionali assumano una cadenza periodica e siamo finalizzate a operare dei punti di situazione sulle problematiche in essere.
Ha anche chiesto, parallelamente a quanto già fatto per Esercito e Marina, che il 1° Reparto riprenda la buona abitudine degli incontri di informazioni sui processi di riordino della F.A. invece di limitarla solo a note scritte, e segnalato la necessità di operare un monitoraggio sui tavoli locali che, in alcune sedi, evidenziano contenziosi tra le Parti francamente poco comprensibili.
Sul piano delle problematiche effettive del personale civile, la nostra O.S. ha raccolto ben volentieri la richiesta venuta dallo stesso Amm. Cavo Dragone nella sua risposta del 18.07.2019 alla nostra nota dell’8.07.2019 (entrambe ripubblicate su questa stessa pagina in allegato 2 e 3), ed ha presentato il documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 che opera un giro d’orizzonte “sulle problematiche generali del personale civile e su quelle piu’ specifiche legate all’impiego nella M.M.”, che raccomandiamo alla lettura dei colleghi.
FLP DIFESA ha quindi osservato che molti di quei problemi, gap retributivo in primis, potrebbero essere risolti se venisse legislativamente riconosciuta, esattamente come già avvenuto per il personale militare (art.19, L.183/2010), quella “peculiarità” dei compiti del personale civile cui lo stesso Capo di SMM ha fatto cenno in sede di audizione e ribadito peraltro anche nell’incontro di ieri, senza dover dismettere la propria storia e l’ambito contrattuale, attesa anche la possibilità offerta dall’art. 40 del D. Lgs.165 di “sezioni contrattuali specifiche”
Dobbiamo dire subito che, questa volta, la parte più interessante dell’audizione del nuovo Capo di SMM, Amm. G. Cavo Dragone – avvenuta il 30 luglio u.s. in Senato di fronte alle Commissioni parlamentari Difesa riunite in seduta congiunta – è stata la seconda, che ha registrato cinque interventi (quasi un record) dei parlamentari e risposte davvero molto chiare da parte del Capo SMM.
L’audizione si è avviata con la relazione introduttiva dell’Ammiraglio, che è apparsa molto “istituzionale” e anche molto attenta e misurata nei toni e nei giudizi: abbiamo sentito, per fare degli esempi, solo accenni ai problemi che si vivono oggi nel Mediterranea e nessuna valutazione e, sul fronte a noi caro delle problematiche dell’area industriale del Ministero della Difesa, parole alquanto scontate e nulla di più.
Il Capo di SMM in apertura ha ricordato “la dimensione strategica del mare”, che l’ ”80% circa delle merci si muove su nave”, e che, anche per questo, “al centro del dibattito europeo vi è la creazione di una governance del mare”. Ha poi ricordato come “la Marina opera mediante il dispositivo Mare Sicuro”, e che lo stesso è in capo a CINCNAV che rappresenta “il cuore dell’intero sistema navale italiano e l’occhio dell’Italia nel Mediterranea”.
L’Amm. Cavo Dragone ha poi riassunto le missioni che vedono oggi protagonista la Marina Militare e affermato che sarà utile “intensificare i contatti e le cooperazioni nazionali e internazionali”; ricordando “la grande attenzione che M.M. pone agli aspetti sociali” e lodevolmente indicando in termini di priorità anche ”la tutela dell’ambiente marino”.
Sotto il profilo operativo, l’Amm. Cavo Dragone ha invece affermato “la volontà di disporre di uno strumento aeronavale bilanciato, equilibrato, in linea con i piani concordati in sede NATO e UE, e adatto a impieghi duali”, e per questo ha rappresentato le attuali necessità della F.A. che sono:
il “mantenimento del personale su livelli adeguati” in quanto ”le 9000 unità civili di oggi appaiono già insufficienti” e le 26.000 unità fissate dalla L. 244/2012 al 31.12.2024 “non appaiono realistiche”;
la “disponibilità delle capacità della Portaerei, da equipaggiare con i 15 F-35 B”;
infine, il disporre di maggiori risorse “per l’ammodernamento di basi navali e impianti e per il recupero del patrimonio alloggiativo”, segnalando l’insufficiente finanziamento del “Piano Brin” (solo 13 mln di euro a fronte dei 70 mln necessari).
A seguire, gli interventi dei Commissari e, questa volta, le interessanti risposte del Capo di SMM, sia sugli aspetti operativi relativi alla F.A. (che qui ovviamente tralasciamo) che su quelli di ordine più politico e sindacale.
Circa l’Operazione Sophia, l’Amm. Cavo Dragone ha detto che “non è stata depotenziata, ma cambiata nella sua conduzione” dopo che il nostro Paese “ha messo di fronte all’Europa determinate responsabilità”, mentre sulla spinosa vicenda relativa alla “chiusura dei porti” ha affermato che la questione non riguarda la Difesa e ancor meno M.M., negando peraltro dissensi tra i Ministri. E’ lecito dissentire?
Per quanto attiene alle questioni di nostro maggiore interesse, in risposta ad una domanda che chiedeva se “esistessero soluzioni” in ordine alla grave carenza di professionalità degli Arsenali, il Capo di SMM ha affermato che il blocco delle assunzioni è stato “una tragedia”, e che, ove non si invertisse la tendenza, il 2025 segnerebbe il “punto di non ritorno”.
Interessanti anche alcune sue considerazioni sulle attività di lavoro dei lavoratori civili degli Enti industriali, a suo dire “fondamentali e indispensabili”, e quelle sul ruolo più in generale dei dipendenti civili della Difesa, che a suo dire rappresentano “una peculiarità che andrebbe tutelata”.
E’ esattamente quello che pensiamo e diciamo noi da tempo. Il problema è però come affermarla e dare corpo a quella “tutela”, e su questo la nostra O.S. ha già indicato alla Ministra una strada: quella di una norma legislativa ad hoc che affermi detta “peculiarità”, esattamente come è avvenuto per i militari con il riconoscimento ex L. 183.
Fatto questo, come per i militari, si aprirebbero autostrade sotto il profilo economico e normativo, e senza mettere stellette o cambiare comparto e status.
Domani, 6 agosto, le OO.SS. incontreranno per la prima volta l’Amm. Cavo Dragone, e noi speriamo che sia un incontro utile e costruttivo e foriero di buone nuove per i lavoratori civili impiegati nella Marina Militare.
Dei contenuti e delle risultanze di questo incontro, ne de daremo ovviamente conto con successivo Notiziario.
Pubblichiamo su questa stessa pagina il video integrale dell’audizione (vds. allegato 1), il testo dell’intervento iniziale del Capo di SMM (vds. allegato 2) e le slides proiettate in audizione (vds allegato 3)
Il nuovo Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe Cavo Dragone
Fumata bianca, questa volta. A meno di 48 ore dalla cessazione dall’incarico da parte dell’attuale Capo di S.M.M. amm. V. Girardelli, il Consiglio dei Ministri ha finalmente sciolto il nodo che aveva prodotto nei giorni scorsi un forte contrasto nel Governo e, ieri 19 giugno, ha provveduto a nominare l’amm. Giuseppe Cavo Dragone nuovo Capo della Marina Militare. Ne ha dato notizia il comunicato stampa di Palazzo Chigi, che ne conferma la nomina “su proposta del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta”.
Come già riferito nel nostro precedente Notiziario n. 55 del 18 giugno u.s., la scelta era apparsa sin da subito nè facile e né piana, e questo in ragione di due fattori in particolare: in primo luogo, il ruolo decisivo che la Marina svolge, e svolgerà sempre più, nelle acque del Mediterraneo in ordine al “problema migranti”, rispetto al quale nei mesi scorsi si sono registrati contrasti anche forti tra la nostra Ministra e il Ministro dell’Interno, frutto di approcci e visioni certamente diverse; in secondo luogo perchè, in virtù della prassi consolidata della rotazione (interrotta però dalla Ministra Pinotti con la nomina del gen. Graziano), il nuovo Capo di S.M.M. dovrebbe diventare il prossimo Capo di S.M.D..
Come già riferito, erano cinque le candidature in campo: l’Amm. P. Treu, attuale Sottocapo; l’Amm. D. Marzano, attuale C.te della Squadra Navale; l’Amm. C. Massagli, attuale consigliere militare del Premier Conte; l’ Amm. D. Giacomin, già Capo del IV Rep., e, dulcis in fundo, l’Amm. G. Cavo Dragone, oggi al vertice del C.O.I. (Comando Operativo di vertice Interforze). Si sapeva che la candidatura sostenuta dalla prof. Trenta fosse decisamente quella dell’amm. Treu, mentre invece l’on. Salvini si era altrettanto decisamente posizionato su quella dell’amm. Cavo Dragone. Alla fine, la scelta è caduta proprio su quest’ultimo, pare anche a seguito della moral suasion che parrebbe essere stata esercitata dal Presidente Mattarella. Pubblichiamo su questa stessa pagina due interessanti articoli comparsi oggi su Giornale.it e FattoQuotidiano.it
C’è allora da chiedersi per quale motivo il Presidente Mattarella avrebbe avuto, in questa nomina, un ruolo così importante. Al di là dei meriti indiscutibili del designato, la ragione – a parere di qualcuno – potrebbe anche risiedere nell’attuale alto incarico interforze dell’amm. Cavo Dragone, che sarebbe di buon auspicio per il recupero del ridisegno delle FF.AA. in chiave interforze, che era un po’ il cuore del Libro Bianco del 2015, a suo tempo fortemente voluto dall’ex Ministra Pinotti e poi messo in disparte dalla prof. Trenta. Assisteremo a breve al recupero di quel progetto, certo poco allettante per i lavoratori civili?
Brevi note biografiche: l’amm. Cavo Dragone è nato ad Arquata Scrivia (Alessandria) il 28.02.1957 ed è entrato in Accademia nel 1976. Pilota d’elicotteri nella missione in Libano, quindi comandante del cacciamine “Milazzo”, nel settembre 1991 diviene il primo comandante del Gruppo Aerei Imbarcati. Da settembre 2002 a ottobre 2004 è stato il comandante, con il grado di Capitano di Vascello, della Portaerei “Giuseppe Garibaldi”, in quel momento nave ammiraglia della flotta. Comandante delle Forze Aeree della Marina dal 2005 al 2008, a settembre di quell’anno diventa Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori (COMSUBIN). Da ottobre 2011 a ottobre 2014 è stato Comandante dell’Accademia navale, e successivamente è stato nominato Capo del Comando Interforze per le operazioni delle Forze Speciali. Promosso Ammiraglio di squadra nell’aprile 2016, dal successivo 1 luglio ha assunto l’incarico di Comandante C.O.I. (Comando Operativo di vertice Interforze), quello attuale, essendo peraltro il primo Ufficiale Generale non proveniente dall’Esercito.
Al nuovo Capo di SMM, le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro nel nuovo incarico. A breve, gli chiederemo un incontro per illustrargli le problematiche d’interesse del personale civile, e in particolare quelle connesse alle forti criticità presenti negli Enti industriali della F.A.
L’amm. F. Gregori parla a bordo della fregata Fasan nel dicembre u.s.
Si è svolto, nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Marina la riunione tra le delegazioni di M.M. (SMM e COMLOG) ed FLP DIFESA, presieduta dal nuovo Capo del 1° Reparto, amm. F. Gregori, e che ha riguardato due riorganizzazioni: quella dei tre Arsenali (Taranto, La Spezia e Augusta) e dei Centri Tecnici (CC.TT.) CIMA di AULLA, CISAM di S.Piero a G. e CSSN di La Spezia), e quella del settore infrastrutturale.
Riorganizzazione Arsenali MM e Centri Tecnici
La riunione di oggi ha concluso la prima parte del percorso avviato dalla SMM con la nota n. 44956 del 5 giugno u.s..
Come si ricorderà, la nostra O.S. pose in più occasioni, ultima con il Notiziario n. 45 del 2.05.2018, la necessità di dar seguito all’impegno assunto dal Capo di SMM nei confronti delle OO.SS. (Notiziario n. 30 del 9.03.2017) di avviare uno specifico tavolo tecnico sulle problematiche dell’area industriale che servisse anche a operare una verifica rispetto al processo di riordino avviato con i DD.MM 31.12.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2. Richiesta ribadita anche nel corso del nostro ultimo incontro col 1° Reparto del 1 giugno u.s (vds. Notiziario n. 60 del 4.06.2018), cui è seguita l’invio della sopra richiamata nota SMM-1° Rep del 1.06.2018.
Dobbiamo dire che, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, i confronti locali in ordine alle risultanze della sperimentazione avviata nel 2016 e alle proposte di modifica degli organigrammi, sia per quanto riguarda la parte a monte dei Reparti oggetto dei DD.MM. sia quella a valle oggetto dei Decreti Dirigenziali, si sono svolti in tutti gli Enti e tutte le posizioni sono state registrate nei verbali poi inviati al 1° Reparto
Sulla base di quanto pervenuto, lo SMM – di concerto con COMLOG – ha messo a punto le bozza dei nuovi organigrammi (al netto organici) per ciascuno degli Arsenali e CC.TT., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e che entreranno, anche con modifiche, negli schemi dei nuovi DD.MM. di struttura che saranno posti all’attenzione e alla firma della Ministra.
I criteri che hanno orientato la sintesi operata dalla F.A. sono stati chiariti su nostra richiesta dall’amm. Gregori: sostanzialmente recepite le proposte condivise da Direzione e RSU/OO.SS., mentre non recepite le proposte di parte sindacale che non hanno trovato condivisione da parte della Direzione.
E questo naturalmente obbligherà alla ripresa dei confronti locali, che abbiamo segnalato allo SMM come esigenza per noi indifferibile e sulla quale abbiamo registrato la disponibilità e l’impegno da parte dello SMM, al fine di poter definire, in modo auspicabilmente condiviso tra Direzioni e Parti sociali, la parte di organigramma a valle dei Reparti che, al pari di quanto è successo nel 2016, verranno varati con decreti dirigenziali. Saranno invece oggetto dei DD.MM.: le mission (confermate); la parte di organigramma fino al livello di Reparto; infine, gli organici, che dovranno essere in linea con gli organici regionali della F.A. di cui al DM 29.06.2016 o con quello che verrà, essendo il D.M. in fase di revisione.
Il punto essenziale del nostro ragionamento conclusivo è stato che, per pervenire ad una davvero efficace ed efficiente riorganizzazione, occorrerà risolvere a monte alcuni nodi di fondo, che peraltro hanno trovato spazio anche nelle parole del Capo SMM in sede di audizione parlamentare: piano straordinario di assunzioni; maggiori risorse per esercizio e parco infrastrutturale; internalizzazioni; formazione e centri di formazione (ex scuole allievi operai) per la trasmissione dei saperi lavorativi, questioni, queste, tutte “politiche” e da noi già rappresentate alla Ministra. Inoltre, l’applicazione della Direttiva SGD/SMD sull’impiego civile, che a suo tempo ritenemmo soddisfacente nella parte relativa all’area industriale, e l’urgente punto di situazione sui colleghi ex militari transitati all’impiego civile (e molti in Enti MM).
Riorganizzazione settore infrastrutturale.
Abbiamo preso atto del processo di riorganizzazione in via sperimentale varato con OdG n. 174 del 30.07.2018 che riarticola il settore infrastrutturale (tutti i documenti pubblicati su questa stessa pagina ain allegato 3) operando un ritorno all’indietro rispetto al modello “per prodotto” voluto dall’ex Capo di SMM, amm. De Giorgi, abbiamo chiesto la parte mancante (organici/incarichi/funzioni), il completamento dei confronti locali e poi un conclusivo confronto nazionale prima del 1 dicembre 2018 data di entrata in vuigore del nuovo modello
L’ammiraglio Valter Girardelli, Capo di Stato Maggiore della Marina
Continuano, presso le Commissioni Difesa riunite congiuntamente, le audizioni dei Vertici della Difesa, che si iscrivono nel contesto della “ricognizione” disposta dalle stesse Commissioni in avvio del loro mandato. E così, dopo l’audizione della Ministra Trenta (Notiziario n. 86 del 9 u.s.), sono venute quelle del Capo SMD gen. Graziano (Notiziario n. 89 del 20 .08.2018) e del Capo SMA gen. Veciarelli (Notiziario n. 100 del 13.09.2018; e, quindi, del Capo SMM, amm. V. Girardelli, avvenuta il 12 settembre u.s., e della quale ora riferiremo.
Diciamo subito che l’intervento introduttivo del Capo di SMM (su questa stessa pagina ne pubblichiamo il video integrale) è stato estremamente pulito e preciso e ha offerto una panoramica a 360° di Marina Militare. e dei suoi problemi, indicando le sue linee programmatiche e dedicando spazio, caso infrequente in A.D., anche ai lavoratori civili.
Ha innanzitutto ricordato come l’economia italiana dipenda dal mare, essendo basata sulla trasformazione; ha fornito i dati di import/export per via mare e quelli relativi ai prodotti petroliferi (per il mare passano l’80% di petrolio e il 42% di gas importati), ha ricordato che i nostri porti intercettano il 30% del transito nel mediterraneo. Ha poi delineato le attività di M.M. che si articolano in quattro “domini”: la difesa nazionale e marittima; il supporto al sistema paese; la cooperazione internazionale e lo sviluppo del potere capacitivo anche in ottica interforze.
Ha quindi indicato le operazioni in corso della M.M.: quelle militari (operazioni “Mare sicuro”; “Sophia”; etc.); quelle “concorsuali” (nei campi: idroceanografico, segnalamenti e fari, antinquinamento, bonifica, monitoraggio vulcani, medicina iperbarica, etc.); e, infine , quelle afferenti alla “cooperazione internazionale” (abbiamo rapporti con 25 Marine e sono attivi 33 piani di cooperazione).
Per tutte queste attività, la nostra M.M mette in campo oggi n. 58 unità navali di prima linea a fronte delle 64 previste, che però si ridurranno solo a 30 tra 15 anni, e dunque in numero fortemente ridotto. Fortunatamente, è intervenuta la legge finanziaria 2014 che ha stanziato risorse importanti per la costruzione di unità navali di nuova generazione (n. 9 operative già da questo anno), che prenderanno il posto di quelle già andate o che andranno in disarmo (2018, nave Anteo). Servirebbe comunque un maggior efficientamento dello strumento navale, con acquisti di altre unità, in primis sul fronte della attività subacquee e di aviazione.
L’amm. Girardelli ha poi affrontato l’importantissimo tema del parco infrastrutturale della F.A. Ha ricordato che l’età media delle infrastrutture è molto alta, che il deficit manutentivo in essere riduce al 51% la loro efficienza, che occorrerebbe pertanto procedere ad un forte ammodernamento per il quale servirebbero circa 70 mln annui, mentre la F.A. ne dispone solo di 13 all’interno del bilancio 2018 del M.D.
Ha segnalato le criticità infrastrutturali degli Arsenali, che si intrecciano con quelle legate alla vetustà dei “macchinari” e alle carenze di professionalità civili, frutto delle riduzioni operate dalla Legge 244/2012 e dei ripetuti blocchi del turnover, che hanno aperto un buco sotto il profilo della trasmissione dei saperi.
Quindi, il richiamo alle problematiche del personale, definito “il grande capitale della Marina”. Il personale militare è oggi pari a 29.000 unità (34.000 previsti), che dovranno diventare 26.800 al 1.1.2025. Una previsione del tutto insufficiente, che renderebbe problematica la tenuta in efficienza dello strumento militare, per il quale servirebbero minimo 30.000 unità. Un appello indiretto a modificare la legge 244/2012, sembrerebbe.
In questo contesto si iscrive anche la situazione critica del personale civile: 9.400 unità in organico, ma molti di meno in termini di effettivi in particolare nei ruoli tecnici, anch’esse comunque in riduzione da qui al 2024, che hanno “un ruolo fondamentale nelle attività manutentive presso i tre Arsenali” e un ruolo altrettanto importante nelle attività di studio dei Centri Tecnici, in quelle del settore cartografico e in quelle del munizionamento.
Le competenze maturate dal personale civile, “uniche nel settore navale”, ne fanno “un patrimonio che risulta fondamentale preservare e non disperdere”.
Grazie Ammiraglio, ma per preservarlo servirebbe il “piano straordinario di assunzioni” che chiediamo da anni.
L’amm. Valter Giradelli, nuovo Capo di Stato Maggiore Marina
Il Consiglio dei Ministri (CdM), che si è tenuto nella mattinata del 29 aprile u.s., ha provveduto ad una serie di nomine importanti, in particolare quelle relative ai Vertici di settori della Sicurezza e Difesa (pubblichiamo su questa pagina in allegato il comunicato stampa di Palazzo Chigi).
Alla direzione del DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza, la nostra intelligence esterna) è stato chiamato, in sostituzione dell’ambasciatore G. Massolo, il prefetto Alessandro Pansa, attuale capo della Polizia; a quella dell’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza, la nostra intelligence interna), in sostituzione del gen. dei CC A. Esposito, è stato nominato il gen. Mario Parente, anch’egli dell’Arma; al vertice della Polizia di Stato, in sostituzione del prefetto Pansa, è stato chiamato l’attuale Prefetto di Roma, Franco Gabrielli; l’attuale Comandante in seconda, gen. Giorgio Toschi, è stato promosso a Comandante Generale della Guardia di Finanza; al gen. di divisione dell’Esercito, Carmine Masiello, è stato invece affidato l’incarico di consigliere militare del Presidente del Consiglio; infine, l’amm. Valter Girardelli, attuale Capo di Gabinetto della Ministra della Difesa R. Pinotti, è stato nominato nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina in sostituzione dell’amm. Giuseppe De Giorgi, che verosimilmente paga il coinvolgimento nell’inchiesta petrolio che sta portando avanti la Procura di Potenza, e che ha registrato parecchio clamore sui media anche per aver portato alle dimissioni di Federica Guidi, già Ministro dello Sviluppo Economico.
Proviamo, come sempre, a tracciare un piccolo profilo dell’Ufficiale posto al vertice della Marina Militare.
Il nuovo Capo di SMM è nato a Rovereto (Trento) il 22 luglio 1955. Sposato, ha conseguito due lauree, entrambe con lode, la prima in Scienze internazionali e diplomatiche e la seconda in Scienze marittime e navali. Ha frequentato l’Accademia Navale dal 1974 al 1978; ha quindi comandato la nave da trasporto acqua Busento. Il 1.01.1987 è stato promosso Capitano di Corvetta, e ha poi rivestito diversi incarichi, tra i quali quello di Capo servizio addestramento del Comando in Capo della Squadra Navale. Promosso Capitano di Fregata, ha comandato la Fregata antisommergibile Scirocco. Capitano di Vascello dal 1.07.1998, ha svolto presso lo SMM l’incarico di Capo Ufficio Pianificazione Generale e Finanziaria (PGF) e delle Forze. Ha poi comandato la portaerei Giuseppe Garibaldi, e quindi è stato destinato a STAMADIFESA con l’incarico di Capo Ufficio PGF. Promosso prima Contrammiraglio in data 1° gennaio 2004 e successivamente Ammiraglio di Squadra dal 1.01.2013, dal 16 settembre dello stesso anno ha ricoperto l’incarico di Vice Segretario Generale e DNA. Infine, in data 10 marzo 2015, è stato nominato dalla Ministra Pinotti Capo di Gabinetto della Difesa, incarico che attualmente disimpegna nel nostro Ministero.
All’amm. Valter Girardelli, le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro nel nuovo incarico.
Con l’occasione, informiamo i colleghi che lo stesso Consiglio dei Ministri del 30 aprile u.s. “su proposta del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, del ministro dell’Interno Angelino Alfano, della Giustizia Andrea Orlando e dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato un decreto legge di proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e delle forze di polizia….. Il provvedimento comprende anche un incremento del contingente del personale delle forze armate impiegate nell’operazione “strade sicure” che raggiungerà una consistenza complessiva di circa 5.500 unità” (nota dell’Agenzia Nova, 30 aprile, 09:01).
In ultimo, informiamo i colleghi che, sempre nella stessa riunione del 30 u.s., il C.d.M. ha adottato in via definitiva il “Regolamento sulla valutazione della performance nella P.A.”, in attuazione del D.L. 90/2014 che, come si ricorderà, ha trasferito all’ANAC i compiti che il D. Lgs 150/2009 aveva affidato alla CiVIT. Ritorneremo a breve sulle novità, anche per i riflessi che potrebbe avere nel nostro sistema di valutazione.
22.06.2015 -cambio di direzione all’Arsenale di Taranto
Lo Stato Maggiore Marina-1° Reparto, con email del 30 giugno u.s., ha anticipato alle OO.SS. nazionali il proprio intendimento di mettere in agenda per metà luglio la riunione nazionale che dovrebbe chiudere il confronto di doppio livello con le Parti sociali sulla riorganizzazione dei tre Arsenali in attuazione di quanto previsto dall’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014. Molto opportunamente, la email di MARISTAT precisa che la riunione conclusiva nazionale sul progetto Arsenali verrà posta “a valle della condivisione dello stesso a livello locale”, che rappresenta in un qualche modo un impegno estremamente significativo della FA ed evidenzia in modo chiaro la sua volontà di far procedere il riordino in modo condiviso con le Parti sociali, il che non può che essere molto apprezzato dal Sindacato tutto. Se questo è l’intendimento, occorre allora interrogarsi sul merito delle questioni e sulle prime risposte che stanno arrivando dal livello locale, dove si stanno effettuando in questi giorni i confronti.
Come già ricordato in un nostro precedente Notiziario, la base di partenza dei confronti locali sono i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino di SMM conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (Notiziario n. 118), a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso molto opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia. Era stato lo stesso amm. Marzano, Cte Logistico, a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 45), nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità di un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione”, a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per poter avere una base condivisa di partenza dal livello nazionale , in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali con le OO.SS. e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali. Questa opzione è stata respinta da SMM, che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Bene, anzi male dal nostro punto di vista, in ogni caso proviamo a vedere cosa sta avvenendo nei confronti locali.
Partiamo dall’Arsenale certamente più importante, quello di TARANTO. Ebbene, dopo aver preso visione del nuovo organigramma proposto da COMLOG, le OO.SS. (tranne CISL) e le RSU hanno diffuso una nota datata 22 u.s. (che pubblichiamo su questa stessa pagina) che esprime e motiva un “grave disappunto”, che ha pure registrato “la convinta adesione” del Sindaco della città jonica, che ha già scritto una lettera molto preoccupata alla Ministra Pinotti, pubblicata anch’essa su questa pagina. Invitiamo tutti a leggere la interessante nota unitaria delle OO.SS./RSU di Taranto, vi si troveranno posizioni molto vicine – per non dire quasi coincidenti – con quelle da noi espresse nel Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015.
Ad Augusta, dopo aver registrato alcuni passi in avanti rispetto alla prima proposta di SMM subito bocciata da OO.SS./RSU (ripubblichiamo sul nostro sito la nota congiunta di fine gennaio 2015), la RSU dell’Arsenale, con propria nota del 1 luglio, ha invocato chiarimenti e chiesto un tavolo tecnico, già fissato il 10 p.v., segno evidente che qualche problemino c’è. A La Spezia, infine, la richiesta che sta crescendo, comune agli altri due Arsenali, è quella di “più civilizzazione” rispetto alle previsioni di SMM/COMLOG, ed è possibile che, come su Taranto, si saldi una posizione sindacale unitaria e che vengano investite anche le Istituzioni Locali. Dunque, come si vede, una situazione in movimento che, allo stato delle cose, non appare però orientata verso una piena condivisione del progetto Arsenali messo a punto dalla MM.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo il msg. di MARICAPITALE del 25 u.s. sull’utilizzo in missione delle strutture di ROMA.
In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione che si è venuta a creare, hanno addirittura invitato i colleghi a provvedervi eccezionalmente in prima persona.
Una situazione incredibile, originata dai tagli operati dalla F.A. nei finanziamenti alle imprese di pulizia. Diamo uno sguardo, seppur veloce, a quanto sta accadendo nelle tre basi più importanti della Marina Militare.
A Taranto, è in atto lo stato di agitazione del personale delle imprese di pulizie che si sono visti ridurre gli stanziamenti da parte della M.M. dai 4,2 mln. di euro del 2012 a sotto 1 mln., il che ha comportato il taglio delle prestazioni che dal 1 maggio p.v. arriverà a meno il 34%. Una situazione gravissima, che è già sfociata in una rumorosa manifestazione dei lavoratori di fronte alla sede del CDO MARINA SUD, ed è stata anche oggetto di interrogazione parlamentare con risposta del Governo, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2. A La Spezia, lavoratrici in vertenza a causa della contrazione pari al 50% delle ore di lavoro delle cinquanta operatrici della ditta di pulizie che opera in Arsenale, dovuta ai tagli operati dalla Marina dopo l’aggiudicazione. Della vicenda si sta occupando anche l’Amministrazione Comunale spezzina, che il 10 aprile u.s. ha convocato una riunione cui ha partecipato anche un esponente della MM. Ad Augusta, infine, la situazione appare ancor più critica, i tagli si aggirerebbero intorno al 75%, e per questo la ditta P.T.S. srl che gestisce il servizio di pulizia e sanificazione negli Enti MM della Sicilia, ha comunicato alle OO.SS. che a fine aprile abbandonerà l’appalto e licenzierà i 96 lavoratori oggi impiegati. Anche qui i Sindacati del settore hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori e il Comando Marittimo Autonomo della Sicilia è stato messo in mora.
Dunque, come si può ben comprendere, una situazione gravissima, che mette anche in luce le responsabilità che ricadono su datori di lavoro, Organi di controllo nei singoli Enti, Uffici di Prevenzione e Protezione e sui Medici competenti. Una situazione peraltro figlia delle improvvide scelte di esternalizzazione dei servizi operate anni fa dall’A.D. e da MM, che avevano ipotizzato minori costi che invece, nei fatti, sono poi addirittura cresciuti!!!! E oggi, invece di tagliare altre voci (pensiamo solo alle ingenti risorse impegnate negli “straordinari”) che fanno anche capo a sprechi inaccettabili e a privilegi borbonici tuttora vigenti, si operano ulteriori tagli sui servizi mettendo nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie. Inaccettabile e, per certi versi, anche immorale. Di fronte a questo stato di cose, la nostra O.S. ha inviato a SMM la lettera che qui pubblichiamo come allegato 1.
L’occasione è utile per una ulteriore puntatina sulla spinosa vicenda legata al riordino degli Arsenali MM. Breve sintesi delle puntate precedenti: dopo l’unico incontro di livello nazionale sulla proposta di riordino di MARISTAT (12.11.2014, vds. Notiziario n. 118) che la nostra O.S. non ha condiviso in molte parti, SMM ha deciso comunque di andare avanti. Ma il primo (e per ora unico) confronto locale, quello di Augusta, si è concluso negativamente, in quanto tutte le OO.SS. e le RSU hanno respinto al mittente la proposta di riordino in quanto ritenuta molto “militarizzante” e con zero aperture sul fronte del lavoro civile. Dopo di che buio pesto, non abbiamo notizia di incontri locali già fissati né a Taranto né a Spezia.
A tal riguardo, siamo sempre convinti della necessità di riprendere il confronto nazionale prima di avviare quelli locali, e pensiamo sia il caso, di fronte alle criticità emerse ad Augusta e alle dure critiche venute anche da altre OO.SS., di riflettere tutti attentamente per poter trovare le più idonee soluzioni.
Nel frattempo, nello schema modificativo del TUOM inviatoci dal Gabinetto (che pubblichiamo come Allegati 3, 4 e 5), è previsto che le determinazioni sull’ordinamento degli Arsenali vengano poste direttamente in capo al Capo di SMM. Anche per questo, abbiamo scritto al Gabinetto la nota allegata con la quale abbiamo chiesto un incontro (vds. allegato 6)
Allarme lavorazioni per gli Arsenali della Marina Militare? Con nota prot. n. 14575 del 30.07.2014 a firma del suo Comandante, il Comando Logistico della M.M. ha confermato all’Arsenale Militare di Taranto “l’impossibilità di finanziare”, per carenza di risorse, diverse attività di lavoro per il 2015 in capo allo stesso ed ha contestualmente segnalato all’attenzione di MARISTAT, CINCNAV e altri EE.OO. i “risvolti occupazionali correlati all’attuale programmazione dei lavori”, in merito ai quali MARINARSEN Taranto, nel corso di una precedente riunione, aveva comunque già “espresso motivi di profonda preoccupazione”.
La nota di MARICOMLOG è stata accolta con grandissima preoccupazione da parte delle OO.SS. territoriali ed RSU, che hanno immediatamente diffuso una nota unitaria (che pubblichiamo su questa pagina) nella quale hanno sottolineato “la drammaticità degli eventi che si stanno susseguendo e la loro ricaduta sullo stabilimento e sull’intero territorio ionico”, evidenziato come non possa certo essere considerata una “soluzione ideale” quella che “alcune lavorazioni o attività logistiche e impiegatizie, siano affidate a personale militare (svolte in verità lodevolmente e con diligenza) ma addestrato e formato per fare altro”.Un vero e proprio grido di allarme, dunque, che è stato portato direttamente a conoscenza del Capo di SMM, amm. De Giorgi, che il 4 u.s. è stato proprio a Taranto ed ha incontrato in assemblea tutto il personale e subito dopo le OO.SS./RSU presenti all’assemblea con un simbolico sit-in (sul questa stessa pagina, una foto della manifestazione e un articolo comparso sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”).
Alle preoccupazioni espresse dalle Rappresentanze e alle loro domande, l’amm. De Giorgi ha fornito, tra le altre, anche le seguenti risposte: ha espresso l’intendimento alla massima internalizzazione possibile delle lavorazioni arsenalizie e ha comunicato che a breve si darà corso a 5 assunzioni a Taranto, 3 a La Spezia e 2 ad Augusta di vincitori di concorso per profili tecnici di area 2^(si veda al riguardo il nostro Notiziario n. 84 del 5 agosto u.s.); ha riconfermato l’intendimento ad aprire “scuole operai” al fine di formare professionalità d’interesse degli Arsenali, anche attraverso contratti di apprendistato e il coinvolgimento delle Istituzioni locali; in merito allo schema di DM di ripartizione degli organici, ha evidenziato gli effetti in negativo della distribuzione su base regionale delle dotazioni organiche e la necessità d’intervenire per superare gli attuali vincoli e poter così avere a riferimento solo l’organico nazionale. Infine, sul problema legato alla nota MARICOMLOG, ha anticipato che il bilancio 2015 recherà un ulteriore e robusto taglio al c.d. “esercizio” e riconfermato la riduzione dei finanziamenti per Arsenale TA, che consentiranno la programmazione di manutenzioni per una o al massimo due unità navali.
Dalle parola del Capo di SMM è arrivata dunque una sostanziale conferma del problema. Problema gravissimo, dunque, anche per i risvolti occupazionali che produce, e che potrebbe porsi anche per gli altri Arsenali e per i Centri Tecnici (CC.TT.) della M.M.. E’ il motivo per il quale FLP DIFESA ha chiesto a SMM, con la nota qui allegata inviata oggi, di conoscere la “situazione risorse 2015” degli altri Enti.
Serve ricordare, a tal riguardo, che nel recepire una precisa richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nelle successive riunioni e anche in entrambi gli incontri con il Capo di SMM del 5 feb e del 18 mar (rispettivamente, Notiziari nn. 11 e 27/2014), dopo il via libera dell’amm. De Giorgi, il Capo del 1° Reparto di MARISTAT ne ha già fissato la road map, che prevede appunto, per questo mese, l’invio alle OO.SS. di una bozza recante le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica, e poi, per il successivo mese di ottobre, l’avvio dei confronti, prima nazionale e poi locali, con le Parti Sociali. Operazione di fatto già partita, con la nota dello stesso SMM n. 43305 dell’8.07.2014 (si veda il Notiziario n. 80 del 29.07.2014).
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