Notiziario n. 45 del 4 maggio 2017 –

Sembra davvero scomparso dai radar il Disegno di Legge (DDL) di attuazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che reca la “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture”  e conferisce inoltre deleghe al Governo in materie diverse (formazione, per es).

Come si ricorderà, il DDL era stato adottato dal Consiglio dei Ministri in data 10 febbraio u.s. e, dopo lunghissima gestazione negli Uffici di Palazzo Chigi, era finalmente approdato al Senato e assegnato alla IV Commissione (DDL n. 2728, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, insieme, in allegato 2,  al testo del Libro Bianco che vide la luce l’oramai lontano 30 aprile 2015 e, giusta previsione degli artt. dal 293 in avanti, avrebbe dovuto essere implementato entro i sei mesi successivi, e siamo già, invece, oltre i due anni).

C’è dunque qualcosa che non sta andando nel verso sperato, in primis dalla Ministra Pinotti,  dal Capo di SMD gen. Graziano che ne diventerà il primo beneficiario, e anche dal gen. Mosca Moschini, in pensione dal 2006 dopo essere stato Capo di SMD dal 2001 al 2004 ma tuttora in auge come Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, che né è stato l’ispiratore e ne è tuttora di fatto il nume tutelare.

Quello che pare stia creando qualche problema  è la crescente percezione, che ci risulta alquanto condivisa e trasversalmente bipartisan  all’interno dei gruppi parlamentari, di ciò che sta effettivamente dietro all’operazione Libro Bianco. Sono in molti infatti a pensare che, dietro al paravento delle supposte esigenze operative interne ed internazionali legate alla sicurezza e alla difesa del Paese, ci sia al fondo il tentativo di creare l’uomo forte della Difesa, che rappresenterebbe un fatto del tutto nuovo che confliggerebbe apertamente con la nostra storia e stravolgerebbe gli equilibri fissati dalla L. 25/1997.

Ricordiamo le principali scelte del Libro Bianco: il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di tutte le vecchie leve, ma anche di nuove e robuste (il costituendo Comando Logistico Difesa, per es.), che fissano competenze di fatto più efficaci rispetto a quelle dello stesso Ministro e che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA.,  in primo luogo in  materia di carriere della dirigenza militare e di formazione,  e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando”  che non può non preoccupare chi crede fortemente nell’equilibrio dei poteri come del vero sale della democrazia; inoltre, il forte depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi, legati all’industria privata della Difesa, che si trascinerà dietro.

Immaginiamo per un momento il futuro Capo di Stato Maggiore Difesa disegnato dal DDL 2728: Comandante in capo delle Forze Armate Italiane, e dunque di tutta l’area operativa che rappresenta oggi l’87% della Difesa, ma con aggiunti poteri enormi e di fatto esclusivi in materia di armamenti, di logistica, di selezione della classe dirigente militare e di formazione della stessa. Qualcuna ha parlato di ritorno ai tempi di Badoglio, che certo appare una immagine forzata, ma ha comunque il pregio di dare il senso dei rischi sottesi all’operazione. E, di questi rischi, pare proprio che se ne siano accorti in molti in Parlamento, e anche per questo il percorso non risulta facile allo stato.

Anche i tempi non giocano a favore dell’operazione Libro Bianco: in questi giorni, la Commissione Difesa del Senato è impegnata nell’esame dell’Atto Senato n. 396 (Schema decreto legislativo sul riordino di ruoli e carriere del personale delle FF.AA. ), e siamo già a maggio… Si aggiunga che le elezioni politiche anticipate, si dice a settembre in contemporanea a quelle tedesche, appare oggi una eventualità che non si può escludere, e con l’interruzione della legislatura il DDL verrebbe cestinato. Ma anche nel caso di voto alla scadenza naturale (febbraio 2018), i tempi a disposizione non sono poi così rassicuranti.

Intanto, le OO.SS. rimangono in attesa di essere convocati dal Sottosegretario Rossi per discutere appunto del DDL..

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il testo del Disegno di Legge A.S. 2728

Allegato 2: Libro Bianco – pubblicato  il 30.04.2015

Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015 –

L'on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa

Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi.  Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v.,  partirà finalmente il confronto con l’A.D. per  la definizione dei “criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non dirigente”, secondo la previsione contenuta nel  D. Lgs. 28.01.2014,  n 7 e con riferimento  al “Regolamento” previsto dall’art. 1.  Approda dunque ad un primo risultato operativo una questione che tocca profondamente il cuore della tanto invocata, ma mai realizzata, “civilizzazione”,  a nostro avviso la “madre” di tutte le questioni che toccano il personale civile della Difesa,  atteso che attraverso questa strada sarà possibile definire un quadro di regole che assicurino la differenziazione di impieghi e di responsabilità rispetto alla componente militare.  Una questione che la nostra O.S. ha posto da lungo tempo al primo posto della propria piattaforma, inizialmente in totale solitudine, e oggi fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle.  Ha anche trovato conferma nel Sottosegretario, a seguito di nostra precisa domanda, che  il confronto sul “Regolamento” ricomprenderà anche la riorganizzazione dell’area del Segretariato  (SGD; DD.GG.; UU.CC.  e UU.TT.TT.) discendente  dal DL 6.7.2012, n. 95 che ancora, a differenza di altre Amministrazioni Centrali., non si è ancora concretizzata in un provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Vedremo quali saranno gli sviluppi del confronto e le sue risultanze conclusive, per il momento registriamo in positivo e con molta soddisfazione l’impegno di apertura del tavolo a breve.

La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, come noto, aveva come punto all’o.d.g.  la definizione delle  procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e la revisione di quelle relative alla mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”) connessa con i provvedimenti di riordino di Enti del M.D.. A tal riguardo, l’Amministrazione ha inviato alle OO.SS. le proprie proposte (schemi di procedura  e criteri per la formazione delle graduatorie, che pubblichiamo su questa pagina), che presentano qualche elemento di novità rispetto a quelle oggetto dell’ultimo confronto tecnico del 20.01.2014 (si veda il Notiziario n. 4 di pari data).

Per quanto attiene la mobilità volontaria, la nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario i punti per noi essenziali, già rappresentati nei precedenti confronti tecnici: l’allineamento alle procedure in essere nelle altre Amministrazioni  e che prevedono bandi di norma annuali;   la inderogabile necessità di eliminare i pareri – oggi praticamente vincolanti – degli OO.PP.,  affidando alla nostra Direzione Generale il ruolo di pieno gestore della procedura in un quadro di regole ben definite, come avviene peraltro nelle altre AA.CC.,  e non solo quello di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti da parte degli OO.PP.;  infine, la previsione di deroghe/garanzie per situazioni gravi e legge 104.

Le proposte pervenute dall’A.D. presentano significative aperture sui punti da noi ritenuti essenziali, ad esclusione dei “pareri” che vengono ancora riproposti: in modo un po’ più attenuato a livello di Ente (“relazione funzionale del datore di lavoro”), e ancora ben marcato ed evidente a livello di Organo Programm. Trattasi della questione sulla quale si era arenato il precedente confronto, che purtroppo è stata nella sostanza riproposta. Noi non siamo d’accordo, continuiamo a non essere d’accordo. Gli artt. 95 e 106 TUOM, posti a fondamento del “parere”,  pongono in capo ai Capi degli OO.PP. “la determinazione…. delle esigenze di personale civile per gli EDR del MD”:  ebbene, l’individuazione delle “esigenze funzionali per aree e profili professionale”  ai fini dei bandi di mobilità danno attuazione a quella norma del TUOM, e configurano l’espressione di fatto di un “parere” a monte della procedura, senza bisogno di reintrodurlo a valle introducendo elementi discrezionali che oggettivamente confliggono con una ordinato sviluppo della procedura, e rappresentano  un unicum rispetto alle altre AA.PP. . Inoltre, il mantenimento del “parere” non assicura la gestione piena della mobilità da parte di PERSOCIV.

Per quanto riguarda  la mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”),  la questione da noi a suo tempo posta (anche qui praticamente in solitudine) riguardava la necessità di ottimizzare e semplificare la procedura prevista dal CCNI Difesa del 6.7.2000, ma nel quadro di un principio intangibile: la definizione condivisa dei piani di reimpiego.  Un principio sin qui perseguito e applicato, e che ha consentito la gestione di migliaia di reimpieghi in modo sostanzialmente indolore, senza operazioni di macelleria sociale. Si tratta di un principio che per noi dovrà essere salvaguardato  e continuare ad essere il nerbo della nuova procedura,  e su questo abbiamo invocato una chiara risposta da parte dell’A.D., atteso che nella nuova procedura questo principio andrà declinato in modo espresso e chiaro, in particolare per quanto attiene la “partecipazione alle OO.SS. nazionali”,  che, messa così,  non chiarisce la vera sostanza della relazione.

Per entrambe le due tipologie di mobilità, quella volontaria e quella collettiva, la proposta venuta dell’AD contiene sia la nuova procedura che  i criteri per la formazione della graduatoria, che sono già pubblicati sul nostro sito.  Al riguardo, avendo già sforato i tempi assegnati al nostro tavolo,  non abbiamo potuto completare l’avviata esposizione delle nostre osservazioni tecniche e delle nostre proposte al riguardo, motivo per il quale, su invito dell’on. Rossi, li riverseremo in una nota scritta che invieremo nella prossima settimana al Gabinetto, a premessa del successivo incontro che sarebbe utile avesse carattere tecnico, prima del tavolo politico conclusivo nel quale –se ci troveremo d’accordo – dovrebbe essere siglato uno specifico protocollo, seconda la finalizzazione da noi auspicata e che, a nostra richiesta, ha trovato conferma  da parte del Sottosegretario.

In conclusione, giudichiamo in modo positivo questa ripresa del confronto su una materia di grandissimo interesse dei lavoratori,  e auspichiamo che questa volta si possa chiudere rapidamente e in modo soddisfacente.

Nel corso della riunione, abbiamo anche rappresentato al Sottosegretario il corposo ritardo che si sta accumulando in materia di distribuzione del FUA 2015,  che vede oggi,  sul livello nazionale non ancora avviata la trattativa e, sui tavoli locali, tutta una serie di criticità, di cui abbiamo ampiamente riferito nel nostro precedente Notiziario n. 71 del 29 u.s. . Il problema sta nel mancato scioglimento da parte dell’A.D. del nodo relativo al sistema di valutazione delle performance individuale.  Atteso che siamo oramai arrivati a luglio, il che rende quantomeno problematico  l’avvio della “performance”,  al solo fine di sbloccare l’attuale stallo  abbiamo chiesto al Sottosegretario che venga valutata la possibilità di una “soluzione ponte” per l’anno in corso, sul tipo di quella adottata in ordine alla distribuzione del FUS 2014,  con il conseguente differimento al 2016 del sistema di valutazione della performance individuale, rispetto alla quale abbiamo comunque ribadito le nostre riserve di base e i nostri intendimenti, già  da tempo comunicati all’on. Rossi con nostra lettera del 31 gennaio 2015, pubblicata su questo nostro sito in allegato al Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2015.

Infine, in materia di esternalizzazioni, il Sottosegretario ha negato contraddizioni tra Libro Bianco e D. Lgs. n. 8., da noi segnalate. Ne riparleremo nell’apposito riunione prevista nel corrente mese di luglio. Questi, in sintesi, i contenuti e le risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, nella quale, dopo molti mesi  di continui rinvii  e di non risposte,  abbiamo finalmente percepito un nuovo clima di attenzione e di confronto costruttivo e positivo con il Sindacato.  Speriamo duri, ce n’è davvero bisogno.

Chiudiamo con un’ultima importante informazione.  Di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario,  abbiamo trovato in sede  un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala,  nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali ex art.3 D.Lgs 165/2001” (da far recepire nel DDL delega Madia – attualmente all’esame della 1^ Commissione della Camera – che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri, ipotesi rispetto alla quale ci risulta anche depositato un emendamento da parte di un deputato ex M5S), e anche l’intendimento di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare strano che non si sia mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali.  A tal proposito, attesa la grande rilevanza politica di entrambe le questioni, abbiamo già inviata alla Ministra Pinotti una richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”.

(Giancarlo Pittelli)

Le proposte dell’Amministrazione (clicca):  Procedura di reimpiego  Criteri mobilita reimpieghi Mobilita Volontaria Ordinaria Criteri mobilita volontaria  Mobilita Volontaria Straordinaria

Notiziario n. 48 dell’ 11 maggio 2015 –

La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti

Ha fatto davvero rumore, all’interno dell’A.D. e non solo, la pubblicazione sul nostro sito in data 22 aprile u.s. del testo del “Libro Bianco”, che ha avuto il merito di rendere per la prima volta note le scelte che si andavano delineando nelle segrete stanze del Ministero. Certo, era solo un’ “ipotesi di lavoro”,  come è stata connotata nella mail a noi inviata dal Gabinetto,  ma,  al di là di un utile snellimento del testo (paragrafi da 353 a 300) e della diversa forma grafica, l’impianto complessivo e le scelte sono rimaste in massima parte le stesse nel testo definitivo,  pur a fronte di qualche pur importante novità. Ci dispiace molto che l’anticipazione fatta dalla nostra O.S. abbia determinato il “grave disappunto” della nostra Ministra  (si veda il comunicato del 30 u.s., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1),  ma il problema non è chi ha pubblicato notizie su scelte di cui i lavoratori e le Parti sociali sono state tenute totalmente fuori,  semmai è chi quel testo lo ha fatto uscire dalle segrete stanze del M.D. Una prova di nuova governance?

Ciò premesso, e come già anticipato, proviamo a proporre ai lavoratori alcune prime considerazioni in undici punti sulla “riforma” disegnata dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che ripubblichiamsu questa stessa pagina in allegato 6.

  1. Dopo l’illustrazione delle ragioni che ne sono alla base (capitolo 1), i due successivi capitoli sono dedicati al “quadro strategico”  e alle “politiche in materia di sicurezza e difesa”. Partendo dall’attuale diffusa instabilità internazionale, generatrice di possibili conflitti in aree geografiche vicine al nostro Paese, si teorizza, ai fini della sicurezza, la centralità della regione euro-mediterranea non disgiunta però da quella dell’area euro-atlantica, sottolineando il “ruolo internazionale” del nostro Paese. Una parte, questa, forse un po’ troppo scolastica e ridondante, che peraltro ripropone  analisi e scelte in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa  già note e consolidate.  Nulla di nuovo, insomma.
  2. Con il Libro Bianco, il Governo intende avviare una nuova profonda trasformazione della Difesa (capitolo 6). Ancora un’altra riforma, dunque.   Con quali risorse, in tempi di magra come quelli che viviamo ed ora appesantiti dalla sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale?  Il Libro Bianco non fornisce alcuna risposta a questa domanda,  atteso che le riforme a costo zero nei fatti non esistono.  Dove si prenderanno allora le risorse necessarie per avviare e portare a compimento questa nuova riforma, già definita epocale?  In tema di bilancio,  l’operazione che con il Libro Bianco si propone è il “superamento dell’attuale tripartizione delle spese” (personale/esercizio/investimenti) e la rimodulazione in tre bacini (“personale/operatività FF.AA./missioni militari”),  così il progressivo crollo  dell’esercizio che si è verificato in questi anni si noterà un po’ meno. Ma non è che le risorse si trovano con il gioco delle tre carte.  Per fare la riforma, ci vogliono soldi, tanti soldi. Da dove si prenderanno? Nel primo testo da noi pubblicato, era anche scritto “l’auspicio per un progressivo aumento di risorse per la Difesa con l’obiettivo di puntare a 2% del PIL nel medio termine” (parte finale paragrafo 39), che  nel testo definitivo è opportunamente scomparso. Averlo scritto nel primo testo,  fa comunque pensare.
  3. La riforma di cui sopra si porta dietro un nuovo riassetto delle FF.AA. (capitolo 7). L’ennesimo!!!! La legge delega n. 244/2012 e i due decreti attuativi (DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014) hanno rivisto in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA. (-30% delle strutture entro il 2019; da 190.000 a 150.000 i militari e da 28.700 a 20.000 i civili nel 2024). Il Libro Bianco non chiarisce però il legame tra Legge 244 e questa nuova riforma,  semplicemente perché non ne parla proprio: in tutto il testo, si cita solo un paio di volte la Legge 244 e neanche una sola volta i due DD. LLgs. attuativi, che peraltro sono già in fase di costosa attuazione: pensiamo solo ai riordini in itinere dei Poli Esercito e Arsenali MM.  Questa “dimenticanza” appare perlomeno assai sospetta. Quante energie e quanti soldi è già costata sinora la L. 244?  Facciamo finta di avere scherzato?  La cosa appare incomprensibile anche sotto un altro punto di vista: quel  riassetto, la Ministra Pinotti ha contribuito a definirlo in veste allora di Sottosegretario, l’ha condiviso, sostenuto, e valorizzato anche negli incontri con le OO.SS.. Già invecchiato precocemente?  E se così fosse, quanti soldini è costato ai cittadini questo scherzetto?
  4. Il Libro Bianco esalta a più riprese la necessità di riforma della governance, con in primis l’annunciata implementazione delle attribuzioni del Ministro, cui verosimilmente si accompagnerà l’incremento di spesa per consulenti e collaboratori esterni.  Insomma, il Ministro vuole avere maggiori leve di comando a sua disposizione.  Il modello è quello tipicamente renziano, con il disegno dell’uomo politico solo al comando, che ora prende corpo anche nell’ A.D.  Ci si deve chiedere, però,  quale sarà il ruolo del Parlamento – espressione dei cittadini elettori – in rapporto alle scelte in materia di difesa ricondotte alla governance politica del Ministro.  E’ illuminante, ma anche preoccupante a nostro avviso, l’ultimo capitolo, paragrafo 294: il Libro Bianco costituisce “direttiva ministeriale”  a normativa vigente, dunque già operativa prima di qualsiasi confronto politico di merito con il Parlamento, chiamato a esprimersi solo su leggi nuove e non sulle scelte operate all’interno del MD in vigenza di leggi esistenti.  Sotto questo profilo,  si va molto oltre la stessa riforma Andreatta del 1997, che il Libro Bianco peraltro incensa (ma i guasti di quella riforma sono tuttora visibili ed evidenti, specie in area industriale). Perché la Ministra illustrerà il 14 maggio p.v. alle Commissioni Difesa riunite (la convocazione è pubblicata su questa pagina, allegato 5) il Libro Bianco/Direttiva solo dopo la sua pubblicazione? Non sarebbe stato utile ed  opportuno un confronto con il Parlamento prima dell’emanazione del Libro Bianco/Direttiva? Una sottovalutazione preoccupante, a noi pare, del ruolo del Parlamento, che fa il paio con il mega ruolo attribuito al Capo di SMD  che – in sintonia con la giustamente molto contestata riforma della c.d. “buona scuola” –  appare come il “Preside”  della Difesa,  con poteri enormi e a cui tutto fa capo. E’ il Capo di SMD che definirà la nuova riforma delle FF.AA., proponendo entro sei mesi un nuovo riassetto in chiave più interforze e una nuova struttura organizzativa dello strumento militare. Così messa la questione, e con un ruolo al minimo del Parlamento, la riforma della governance crea una sorta di diarchia (Ministro e Capo di SMD),  nella quale però il ruolo del Ministro appare meno forte e con meno leve rispetto a quello del Capo di SMD.  Era un po’ quello che le alte gerarchie militari volevano, o no?
  5. La crescita prepotente del ruolo e delle competenze del Capo di SMD si associa al depotenziamento del Segretario Generale. La funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti (D.N.A.)  viene sottratta al Segretario Generale e abbinata alla funzione di “Responsabile per la logistica” (L).  Dal nuovo DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile per la Logistica),  posto alle dipendenze del Capo di SMD, dipenderanno Reparti e  GG. tecniche e anche il costituendo  Comando Logistico della Difesa,  che diventerà l’asse centrale nel supporto a tutte le FF.AA..  Rispetto all’area Operativa,  quella  Amministrativa risulta pertanto alquanto ridimensionata,  perdendo peso e consistenza: in sede di esame dei DD. LLgs. attuativi L.244,  il Parlamento si era espresso in modo diverso. Sorge allora il dubbio che il disegno portato avanti dai Vertici militari ai tempi del Ministro Mauro, e dallo stesso a suo tempo bloccato con il rinvio al Regolamento per la ripartizione delle competenze tra le due aree, potrebbe aver trovato un diverso compimento, anche perché l’idea di depotenziare PERSOMIL e PREVIMIL sembra per ora accantonata:  evidentemente, ha pagato la lotta dei lavoratori delle due DD.GG. che sono scesi in piazza per difendere il loro posto di lavoro, con la sola FLP DIFESA al loro fianco. In ogni caso occorrerà attendere la riorganizzazione ex DL 95/2012 (spending review Governo Monti) dell’area di SGD, ancora non attuata: qualche problema si porrà, tenuto conto del taglio di 24 figure dirigenziali.  Il potenziamento del ruolo del Capo di SMD,  responsabile in primis dell’impiego delle Forze funzione per il quale si avvarrà di un “Vice Cte per le operazioni” e  del “Comando Operativo di Vertice Interforze” posto al di sopra dei c.d. “comandi di componente”, segna in ogni caso una fortissima accelerazione in avanti del processo di “interforzizzazione” delle FF.AA., che perderanno così molta autonomia. Anche per questo,  si sono già registrate le prime grida di allarme come quelle di cui si è reso portavoce l’ex Capo di SMD, Amm. Binelli Mantelli, che in una intervista al IL SECOLO XIX – si legga l’allegato e pubblicato su questa stessa pagina – denuncia che la sen. Pinotti sarebbe stata “influenzata”  dal gen. Mosca Moschini,  grida all’isolamento dell’A.M.  e si mostra allarmato da scelte che privilegiano l’Esercito a discapito delle altre FF.AA.  La logistica interforze sembra andare proprio in questa direzione, e comunque oggi a capo di  SMD, SGD e COI ci sono tutti Generali provenienti dall’Esercito….  Il testo definitivo del “Libro Bianco”  reca però anche una buona novella, e cioè la  previsione di un civile nell’incarico di Segretario Generale, incarico sinora riservato rigorosamente a un militare. E si capisce anche il perché: tolta la polpa (DNA) e dunque con competenze  molto ridotte, un civile viene meglio, si sà!
  6. Particolare attenzione ed enfasi il “Libro Bianco” lo pone sul rapporto tra Difesa e industria, con la quale si creerà una “stretta collaborazione”.  E’ prevista la revisione del “modello acquisizioni”,  ma nel testo definitivo è scomparsa la previsione di “esternalizzazione di alcuni funzioni della Difesa a imprese o società private”  presente nel primo testo da noi anticipato il 22 aprile (paragrafo 328). Menomale!   Confermata invece l’idea che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”.   Mai si era adombrata così esplicitamente l’intenzione di privatizzare Poli e Arsenali o, meglio, di liquidare in futuro l’intera  aria industriale del M.D., atteso che neanche un solo rigo viene dedicato nel Libro Bianco al futuro degli Enti di Agenzia Industrie Difesa. E’ futuro della Difesa anche quella, o no?
  7. Anche come conseguenza diretta di questo nuovo e straordinario rapporto con l’industria, e allo scopo dichiarato di assicurare stabilità nel tempo agli investimenti, il Libro Bianco prevede che il Parlamento approvi una legge pluriennale sugli investimenti con copertura di almeno 6 anni. Una scelta forse suggerita dalla vicenda F-35, rispetto al quale  non sono arrivate dal Libro Bianco le risposte che qualcuno attendeva sul c.d. “lodo Scanu”  (riduzione acquisti e scelta del Parlamento ex art.4   244). Pare invece che il MD abbia recentemente confermato l’acquisto di tutti i  90 aerei per 13 mld di €!. Alla base della legge pluriennale,  che ovviamente dovrà essere votata dal Parlamento, ci saranno comunque i contenuti  della “Revisione Strategica della Difesa”, approvata entro sei mesi dal Ministro su proposta del Capo SMD, e dunque fatta in proprio in ambito Difesa, cui seguirà un nuovo ciclo di pianificazione.
  8. La nuova riforma avrà al centro il personale militare: troppo al centro, a ben vedere! Confermato il modello a 150.000 nel 2024, l’obiettivo è quello di FF.AA. più giovani e operative e di un riequilibrio nella ripartizione tra gradi e categorie. Previste nuove modalità di arruolamento (in particolare per i sottufficiali), di trattenimento in servizio, di avanzamento, di progressione di carriera, di formazione e addestramento (su base interforze), con un nuovo sistema di valutazione e misure di accompagnamento ed esodo agevolato (torna l’idea degli “scivoli d’oro”?).  I militari verranno articolati in due categorie in quota parte al 50%,  di cui la prima in servizio permanente (oggi pari all’88%)  e la seconda con contratti a tempo determinato  (oggi pari al  12%), e verrà anche creata una “riserva”, con una capacità operativa a più basso contenuto di professionalità, ma integrabile.  Prevista anche una nuova struttura del trattamento economico, più carriera e più soldi (ancora?), e pure  un’indennità di congedo.   Ci chiediamo: chi paga tutto questo?  La spesa per il personale (oggi al 73% del bilancio!) non schizzerà ancora più in alto? E ancora:  perché nulla o quasi di dice sui circa 30.000 militari che dovrebbero lasciare le FF.AA. da qui al 2024 per l’attuazione del modello a 150.000?  E “come” e in “che misura” avverranno i transiti nei ruoli civili del MD?  E’ un gran problema, ma non c’è neanche un solo accenno.  Infine, nulla o quasi sul “Servizio Civile Nazionale”, che darebbe una dimensione anche civile alla difesa.
  9. In materia di formazione, il Libro Bianco indica la strategia futura, lasciando intravvedere in un qualche modo – questa almeno è la nostra impressione – il tentativo di recupero all’interno del MD di attività formative andate con la soppressione di CEFODIFE. Non possiamo che apprezzare evidentemente, tenuto conto della strategicità della formazione e delle previsioni del D. Lgs. n.8/2014.
  10. In questo Libro Bianco, al personale civile tocca il ruolo della cenerentola, secondo un antico copione. Una mezza paginetta in un testo di oltre 60 pagine, appena 6 paragrafi sui 300 complessivi!  Per noi, solo le solite affermazioni general generiche sulla “valorizzazione” del  lavoro civile, che lasciano ovviamente  il tempo che trovano.  “Parole, parole, parole” recitava una famosa canzone di Mina. Nessun accenno all’ “attribuzione  di compiti e funzioni specifiche  al personale civile”, voluto dall’ allora Sottosegretario Pinotti  e che aveva costituito il positivo approdo del D. Lgs n. 7/2014 (art. 1, comma 2-bis, let e),  e, cosa ancor più grave, nessun indicazione operativa nel segno degli impegni programmatici solennemente assunti dalla Ministra di fronte alle Commissioni Difesa il 15.03.2014.  Sembra tutto cancellato, d’ un solo colpo.  E menomale che il Sottosegretario Rossi aveva chiesto alle OO.SS. di fornire dei contributi per la stesura del Libro Bianco,  e noi l’avevamo anche preso in parola, producendo un documento di ben 12 pagine, che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina come allegato 3.   Non c’è assolutamente nulla di quanto da noi e da altre sigle richiesto.  C’era un punto forte nelle nostre argomentazioni,  quell’“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile dirigente e non dirigente”  fissato dalla norma di legge sopra richiamata e poi seguito dall’impegno solenne in Parlamento della Ministra Pinotti.  La cui attuazione avrebbe innescato la “separazione di competenze” tra le due categorie,  anche con evidenti e rilevanti benefici economici e operativi per il MD atteso che, a parità di impiego, il lavoro civile costa la metà della metà di quello militare  (questa, abbiamo detto più volte, è la prima spending review  del MD, quella più semplice e a portata di mano). Niente di tutto questo, ma con una chicca conclusiva che segnaliamo all’attenzione dei colleghi. Nel  primo testo da noi pubblicato il 22 u.s., c’erano un paio di cosette interessanti, che recepivano peraltro alcune richieste contenute nel documento FLP DIFESA inviato al Sottosegretario: la prima (paragrafo 258)  prevedeva “norme per sancire una più estesa differenziazione e peculiarità del personale civile della Difesa rispetto al resto del personale della P.A.”   e la seconda (paragrafo 260) che “saranno introdotte norme per una più ampia valorizzazione stipendiale…. e saranno nel tempo superate tutte le differenziazioni di natura amministrativa con il personale militare in caso d’impieghi equivalenti”Ebbene, nel testo definitivo,  la prima frase è scomparsa del tutto e la seconda è stata così riscritta: “ove indispensabile per evidenti motivi di equità, saranno inserite previsioni per corrispondere ai civili, in caso di medesimo impiego operativo all’estero, un’indennità equivalente a quella corrisposta ai militari”.  Segnaliamo ai colleghi l’aggettivo”indispensabile”: che penna straordinaria e fantasiosa!  C’è bisogno di commenti?  Nel contributo richiesto dal Sottosegretario Rossi e  prodotto da FLP DIFESA, il riconoscimento della specificità/peculiarità del personale civile  e la riduzione della forbice tra militari e civili in situazione d’impiego equivalenti, erano due richieste centrali. Ebbene, non c’è la benchè minima traccia nel testo definitivo del Libro Bianco.   Questo, sig.ra Ministra,  è dunque il modo con il  quale  si progetta e si costruiscono i percorsi  per  “superare definitivamente quegli “steccati” che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”,  come Ella affermava il 15.03.2014? Delle due, l’una:  o  chi ha scritto il testo definitivo se n’è fregato bellamente degli intendimenti della nostra Ministra, fornendo così un primo straordinario esempio della nuova governance, o la stessa sen. Pinotti ha fatto marcia indietro rispetto ai suoi stessi impegni. E’ lecito chiedere qualche risposta?    In merito poi alle assunzioni  del personale civile, dopo anni di blocco del turnover  e il conseguente depauperamento degli organici e delle professionalità, l’unica cosa che viene proposta nel Libro Bianco è un incremento, in prospettiva futura, delle assunzioni a tempo determinato (precariato). Altro che un“piano straordinario di assunzioni”  per l’area industriale della Difesa!  Marcia indietro anche qua?
  11. Infine, il testo definitivo manca della prefazione di Renzi, presente invece nel testo (“ipotesi di lavoro”) da noi pubblicato il 22 aprile : trattasi di un segnale di presa di distanza?

Dunque, questo Libro Bianco avrebbe dovuto rappresentare un passaggio decisivo verso la c.d. “civilizzazione” e invece segna, a nostro avviso,  un deciso passo indietro, che rende oramai poco credibile alla categoria chi, al dunque, si è tirato indietro rispetto agli impegni assunti.  Ci si dimostri il contrario!

Si apre quindi per noi lavoratori civili uno scenario davvero preoccupante, rispetto al quale dovremo scendere in campo e difenderci. Con le OO.SS. unite e non separate, così almeno si spera: la straordinaria manifestazione dell’altro giorno dei lavoratori della scuola, qualcosa dovrebbe pur aver insegnato…. Motivare dai tavoli separati la nostra gente a scendere in piazza, appare francamente un po’ arduo: o no?

Queste le nostre prime considerazioni sul “Libro Bianco”. Nell’invitare tutti a partecipare al  sondaggio sul Libro Bianco in home page del nostro sito, attendiamo ora di sentire l’audizione della Ministra e poi decideremo il da farsi.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Comunicato Ministero della Difesa del 30 04 2015

Allegato 2: L’opinione dell’ex Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli

Allegato 3: il documento di FLP DIFESA inviato al Sottosegretario il 10.12.2014 con le proposte per il Libro Bianco

Allegato 4: 11.05.2015 – Lettera a Comm. Difesa con richiesta audizione su Libro Bianco

Allegato 5: Audizione Ministra Pinotti su Libro Bianco 14.05.2015

Allegato 6: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa

Notiziario n. 42 del 22 aprile 2015 –

La riunione di ieri del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione di ieri del Consiglio Supremo di Difesa

A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale prevedeva la presentazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa e indicazioni programmatiche per l’attuazione delle misure di riforma delle Forze Armate”.

Un evento, quello del Libro Bianco,  che ha occupato le cronache della Difesa nel corso degli ultimi due anni,  e per questo davvero molto atteso.  L’idea originaria era stata dell’ex Ministro Mauro che, dopo l’entrata in vigore della Legge L. .244/2012 e alla luce del nuovo quadro geo politico internazionale, chiedeva una profonda riflessione sul “modello Difesa” ai fini di una sua possibile riforma.  Un’idea fatta propria dall’attuale Ministra, che ne ha fatto di sicuro il punto programmatico più esibito del proprio Dicastero. Da qui, l’individuazione del “gruppo di esperti”, la prima informativa al CSD del 15.06.2014, e infine la pubblicazione delle “Linee guida”,  90 tesi per i diversi argomenti,  redatte dal “gruppo di esperti”.  L’ obiettivo dichiarato delle “Tesi” era quello di fissare la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni,  attraverso “una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”,  e di individuare per questo “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” e “”il  più idoneo modello organizzativo generale”, eliminando duplicazioni,  riducendo “il numero dei livelli gerarchici”, razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. A tal riguardo, un ruolo fondamentale era assegnato al personale civile e militare e, “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirne le possibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”.  Queste le premesse, forse un po’ troppo trionfalistiche e anche strumentali.

Oggi, a distanza di quasi un anno,  il Libro Bianco ha visto finalmente la luce con la presentazione al Presidente del la Repubblica nella riunione di ieri del CSD.  FLP DIFESA è venuta in possesso del corposo testo (67 pagine, 8MB), e lo rende immediatamente disponibile attraverso il proprio sito pubblicandolo su questa pagina.  Lo leggeremo con grande attenzione, soprattutto per quanto attiene la parte relativa al lavoro civile, per il momento ci limitiamo a esprimere alcune primissime sensazioni, anche attingendo allo stesso “comunicato” del Quirinale (anch’esso qui pubblicato).

All’orizzonte del nostro Ministero,  si delinea dunque “una significativa riforma volta a realizzare una maggiore integrazione interna del sistema-Difesa, a rafforzare la direzione politica del Ministro e la capacità di direzione unitaria del Vertice militare e a migliorare l’attuale modello professionale”. Se questo è l’obiettivo della riforma, occorrerà realizzarlo “attraverso una complessa opera di riorganizzazione”  (un’altra ancora?  e di quella attualmente in fase iniziale di attuazione ex DD. LLgs. 7 e 8/2014 che ne facciamo?), “unitamente alle conseguenti misure di revisione della vigente normativa, da specifiche commissioni guidate dal Capo di Stato Maggiore della Difesa sulla base delle direttive del Ministro”.  A nostro giudizio, assegnare questo ruolo a commissioni tecniche guidate dal Capo di SMD, prevedibilmente formate da Generali e Ammiragli,  potrebbe significare per la politica abdicare al proprio ruolo e  consegnarsi  ai Vertici militari.  Colpisce anche  nel comunicato del Quirinale l’auspicio formulato dal CSD a che “nell’ambito di tali commissioni sia possibile eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e razionalizzare organici e competenze”.  Ma come,  non doveva proprio il Libro Bianco a dire qualcosa di preciso al riguardo?  E siamo ancora a livello di auspici?  Mah!

In conclusione, la primissima impressione è che il “Libro Bianco” sia tale proprio perché vuoto di indicazioni,  e che di fatto si sia deciso di non decidere.  Ne riparleremo diffusamente e a breve!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco 2015

Allegato 2: Il comunicato del Quirinale sulla riunione del CSD

PRECISAZIONE DEL GABINETTO DEL MINISTRO

In merito al presente Notiziario, nella tarda mattinata di oggi abbiamo ricevuto dal Gabinetto del Ministro una mail recante la seguente testuale precisazione:

“Buongiorno, si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa. Quanto sopra per il seguito di competenza. Cordiali saluti”.

Nel prenderne atto, ne diamo doverosamente conto ai  nostri lettori e colleghi. Abbiamo comunque bene a mente il comunicato del Quirinale che recita testualmente “Il Consiglio ha espresso il suo apprezzamento per il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa presentato dal Ministro Pinotti”. Attenderemo il testo ufficiale definitivo, che il Gabinetto sicuramente ci trasmetterà prontamente, e vedremo quali e quante differenze emergeranno rispetto a quello da noi pubblicato reperito via internet.

Giancarlo Pittelli

 

 

Notiziario n. 37 del 13 aprile 2015 –

Il Libro Bianco dovrebbe vedere la luce già in aprile e dovrà individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” per poter conseguire  gli obiettivi assegnati.Un ruolo fondamentaleverrebbe assegnato anche al personale civile, ma sinora, nonostante gli impegni, nulla è cambiato nell’impiego, nei compiti e nelle funzioni assegnate ai civili, e la nostra gente se ne è accorta… L’intenzione del Governo è quella di promuovere una legge pluriennale sugli investimenti, e inoltre, sulla base delle risultanze del Libro Bianco, di procedere ad una nuova opera di riforma e di adeguamento delle FF.AA.  Ancora una?  La risposta sugli F-35.

La Ministra Roberta Pinotti in Parlamento
La Ministra Roberta Pinotti in Parlamento

Nel “question time” alla Camera, nella seduta del 9 u.s.,  la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti ha risposto a due interrogazioni a risposta immediata, la prima sugli sviluppi legati alla messa a punto del “Libro Bianco” e la seconda sulla riduzione dei caccia F-35 (su questa stessa pagina pubblichiamo il resoconto e l’audio).

Sulla prima questione, va preliminarmente ricordato come, dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa avvenuta il 15.06.2014 (Notiziario n. 67/2014),  sono state pubblicate sul sito del Ministero Difesa le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco (che ripubblichiamo su questa pagina). Trattasi di 90 tesi per i diversi argomenti,  redatte da un “gruppo di esperti”, che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro,  che fisserà la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni.  Le  tesi muovono dal contesto attuale,  caratterizzato da una diffusa e frequente instabilità”  e segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”.   Il Libro Bianco dovrà dunque individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.”  per poter conseguire  gli obiettivi assegnati.  Occorrerà dunque individuare ”il  più idoneo modello organizzativo generale”,  eliminando duplicazioni,  riducendo “il numero dei livelli gerarchici” ,  e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. Un ruolo fondamentale è assegnato al personale civile e militare: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”.  Importante l’affermazione che segue: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirne le possibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”.  FLP DIFESA lo chiede da anni alla sen. Pinotti, perché non se ne è fatto ancora nulla?

Nella sua risposta, la Ministra ha confermato che il “Libro Bianco” è prossimo a vedere la luce. Dopo la presentazione al Presidente della Repubblica, che avverrà verosimilmente nel prossimo C.S.D. di aprile, sarà trasmesso al Parlamento che “avrà un ruolo decisivo in quanto i principi di indirizzo contenuti nel Libro Bianco dovranno poi trovare concreta attuazione in provvedimenti legislativi..”.  A tal proposito, la Ministra ha detto che “è intenzione del Governo promuovere una legge pluriennale sugli investimenti, al fine di garantire risorse finanziarie certe per garantire risorse certe e stabili”.   La sen. Pinotti ha infine rilevato che gli elementi contenuti nel  libro Bianco “costituiranno un punto di partenza per una complessa opera di riforma e adeguamento delle nostre FF.AA…”.  Ancora un nuovo giro? Ancora un’altra riforma,  magari sulle linee gattopardesche sinora osservate, della serie si fa finta di cambiare per non cambiare nulla?  Siamo proprio ansiosi di conoscere gli approdi e le indicazioni di questo taumaturgico Libro Bianco, per il momento ci limitiamo a ribadire quanto già fatto presente nella nostra lettera del 26 marzo u.s. indirizzata alla Ministra (che ripubblichiamo sul sito), nella quale lamentavamo che,  a distanza di oltre un anno dalla Sua nomina, sul fronte del lavoro civile non era assolutamente cambiato nulla, ma proprio nulla, risultando non attuati né le previsioni dell’art. 1  D.Lgs. n. 7/2014 né gli impegni programmatici della stessa Ministra.  Se ne sono accorti in molti tra i colleghi: il nostro sondaggio line, al quale invitiamo tutti a partecipare,  evidenzia allo stato una percentuale altissima – oltre il 70% – di giudizi di “insufficienza” nell’azione del Vertice politico sul fronte del lavoro civile. Sembra di essere tornati ai tempi di La Russa..

Ovviamente, quella nostra lettera non ha ancora avuto risposta e chissà se mai l’avrà! Il confronto politico è oramai ridotto ai minimi termini, rimane solo quello tecnico.A quando il prossimo tavolo tecnico?

Sulla seconda questione oggetto del “question time”,  la Ministra è apparsa alquanto evasiva. Ha ricordato l’impegno del Governo di “riesaminare il programma per dimezzare il budget finanziario”  e ha detto che si procederà “alla luce delle risultanze del Libro Bianco”.C’è qualcuno che crede ancora ai tagli?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto stenografico Camera dei Deputati – 9 aprile 2015

Allegato 2: video intervento della Ministra Pinotti nel question time

Allegato 2: Linee Guida per il Libro Bianco

Allegato 3: 26.03.15- la lettera di FLP DIFESA alla Ministra Pinotti

Notiziario n. 122 del 22 novembre 2014 –

Il Sottosegretario alla Difesa, on. D. Rossi
Il Sottosegretario alla Difesa, on. D. Rossi

Doveva essere una giornata importante quella della riunione di ieri, venerdì’ 21 novembre, con il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi,  in quanto avrebbe dovuto avviare il confronto con le OO.SS. nazionali sul redigendo“Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, al quale la nostra O.S. annette un valore decisivo nella costruzione del percorso di “civilizzazione”  del nostro Dicastero. Così però non è stato, e. alla fine della riunione, l’impressione che se ne è ricavata è che si sia voluto rinviare a tempi successivi quel confronto, utilizzando a tal proposito gli impegni attuali legati alla messa a punto del “Libro Bianco”.  Perchè ?

Le “linee guida”  del redigendo “libro bianco” sono già state definite (vds. Notiziario n. 71 del 3.07.2014) e la Ministra Pinotti ne ha già riferito in Parlamento il 2 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 11 del 22.10.2014). Si tratta di 90 tesi per i diversi argomenti,  redatte da un gruppo di esperti, che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, il quale determinerà la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni.  Ebbene, il Sottosegretario Rossi ci ha detto in riunione di voler coinvolgere anche il Sindacato nel percorso di costruzione del “Libro Bianco”, come peraltro da noi richiesto (Notiziario n. 71), e per questo ha invitato le OO.SS. a inviare delle “osservazioni scritte” entro il 10 dicembre p.v., per poi andare ad un confronto tecnico sulle stesse nella seconda decade dello stesso mese, da concludersi comunque entro gennaio 2015. Questa la “road map” disegnata dall’on. Rossi, che naturalmente farebbe slittare a metà febbraio l’avvio del confronto sul“Regolamento”.

Apprezziamo il coinvolgimento delle OO.SS sul “Libro Bianco”,  ma francamente non comprendiamo i motivi della sovrapposizione e dell’intreccio delle due questioni, “Regolamento” e “Libro Bianco” , che a nostro avviso risultano diverse e separate tra loro, anche perché – lo ha detto in riunione lo stesso Sottosegretario – presentano percorsi “paralleli”  e quindi non sovrapponibili.  Perché allora posporre il “Regolamento” alle scelte del “Libro Bianco”?  Non ne comprendiamo davvero la necessità e l’utilità,  lo abbiamo detto all’on. Rossi,  l’unica ragione potrebbe essere quella di prendere ulteriore tempo in attesa di sciogliere i nodi sul Regolamento, che evidentemente sciolti ancora non sono.

Nel suo intervento, FLP DIFESA ha richiamato le tre questioni che rendono così urgente il Regolamento:

Proprio per questo, atteso che sono già trascorsi invano 10 mesi e che il MD, a differenza di altre Amministrazioni Centrali  che lo hanno già fatto,  non ha ancora varato il proprio nuovo regolamento di organizzazione  modificativo del DM 16.01.2013,  e viste anche le urgenze in campo, abbiamo chiesto che il confronto sul “Regolamento” accompagni,  e non segua,  quello sul“Libro Bianco”, rispetto al quale ci siamo comunque impegnati a fornire, nei tempi indicati e anche nel dettaglio,  le“osservazioni scritte” richieste dal Sottosegretario.

 In sostanza, il nostro ragionamento è stato il seguente: ben venga il confronto sul “Libro Bianco” e molto apprezzata e ben accetta è la richiesta di fornire un contributo al riguardo, che la nostra O.S. onorerà fino in fondo. Ma questo non può certo avvenire a discapito del confronto, essenziale e urgente, sul Regolamento ex art. 1  D. Lgs. n. 7, che  per noi rappresenta davvero la “madre di tutte le questioni”, come il Sottosegretario ci ha benevolmente ricordato in riunione.  I due percorsi, lo ha apertamente riconosciuto anche  l’on. Rossi,  hanno “percorsi paralleli”,  che quindi possono (e per noi devono) rimanere separati, anche se poi non potranno non incrociarsi tra loro e con le scelte future in ordine all’assetto dello  strumento militare,  alla cui base ci saranno gli approdi del “Libro Bianco”.

Se allora qualcuno tenta di mettere insieme queste due questioni, e lo fa a distanza di oltre 10 mesi dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 7  e peraltro in un contesto che già dai tempi del Ministro Mauro prevedeva la redazione di un “Libro Bianco”,  è per noi alquanto evidente l’intenzione di rinviare a chissà quando le scelte sul Regolamento e la definizione di partite strategiche per la vita della nostra Amministrazione,  come sono la ripartizione delle competenze tra le due aree (tecnico-operativa e tecnico-amministrativa ) del nostro Ministero,  la riorganizzazione e l’assetto dei tutta l’area del Segretariato e delle DD.GG. e  l’attribuzione di funzioni e i compiti ai civili, che se correttamente posta in essere, rappresenta la prima e più efficace operazione di “spending review” del M.D.,  atteso che, a parità di prodotto lavorato, il costo del lavoro civile risulta di molto inferiore a quello militare.

Abbiamo pertanto chiesto all’on. Rossi che l’impegno di avviare il confronto tecnico sul Regolamento, assunto nella precedente riunione del 13 ottobre u.s (si veda il Notiziario n. 108), venga mantenuto, senza inutili e dannosi slittamenti.  Il Sottosegretario ha preso atto delle nostre argomentazioni e della nostra richiesta, e si è riservato una risposta nella prossima riunione, che dovrebbe essere messa in agenda per il 2 o 3 dicembre p.v..

 L’on. Rossi ci ha anche comunicato che, nel corso della prossima riunione dei primi di dicembre,  verranno fornite le risposte in merito ad alcune questioni da noi poste in precedenza e che ricordiamo di seguito:1.     sovrannumeri  e pensionamenti  ex norme Fornero e pre Fornero (numeri e scelte conseguenti);2.    reinternalizzazioni  (richieste da noi info anche sulle previsioni di cui al c. 2, art. 2259-sexies, COM).3.    tabelle di equiparazione civ/mil  (la F.P., che deve emanare il relativo DPCM, ha deciso in merito?);4.    permessi di servizio: chiediamo risposte rispetto  alle questioni da noi sollevate, e questo anche sulla base della attesa risposta della F.P. alla nota del Sottosegretario Rossi (vds. Notiziario n. 83/2014).Si tratta di questioni peraltro non nuove, poste e riposte ripetutamente da FLP DIFESA, su alcune delle quali le risposte dovrebbero già essere pronte  (per esempio, su“sovrannumeri e pensionamenti”, i cui dati dovrebbero essere già noti all’A.D. a seguito della ricognizione disposta dal Gabinetto in agosto u.s., che dovrebbe aver generato il piano di riassorbimento delle eccedenze  che verosimilmente ha fatto da battistrada allo sblocco delle assunzioni dei vincitori di concorsi civili per il M.D. .   E sui “permessi di servizio”,  ci risulta che dovrebbe essere già arrivata la risposta di F.P.: cosa facciamo al riguardo?       Ci chiediamo allora: perché  differire i tempi delle risposte?  Per prendere anche qui tempo? C’è una necessità di temporeggiare su questo? E a qual fine? Sono domande del tutto legittime, le nostre.        A nostro avviso, i problemi urgono e vanno affrontati e risolti. Noi pensiamo che i tempi di riflessione sulle scelte  da operare siano abbondantemente trascorsi  e che sia davvero venuto il momento di andare in operativo rispetto agli impegni assunti dal Vertice politico su tutta una serie di partite per noi decisive, in primis il “Regolamento” e, all’interno di esso, la “civilizzazione” del M.D.. Non possiamo più attendere, i lavoratori vogliono risposte e non possiamo fare a meno di farci interpreti di questa richiesta. Attendiamo dunque, anche con fiducia,  la prossima riunione, dicendo però, sin da ora e con franchezza,  che nel caso le risposte non dovessero arrivare o non fossero coerenti con gli impegni assunti,  non potremmo che trarne le relative conseguenze, denunciando lo spread tra  impegni assunti e cose realizzate,  e l’occasione della campagna elettorale RSU ne fornirebbe uno strumento straordinario. In un quadro di grandi criticità quale è quello attuale (blocco dei contratti e attacco ai diritti dei lavoratori e del Sindacato, per i quali si andrà allo sciopero generale già deciso  dalla  CSE),  crediamo che sia nell’interesse di tutti che almeno le problematiche della Difesa trovino una loro rapida soluzione.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 110 del 20 ottobre 2014 –

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa del 15 ottobre 2014

Mercoledì  15 u.s. si è tenuta,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri,  il Presidente Renzi,  le Ministre Pinotti, Mogherini e Guidi, i  Ministri Alfano e Padoan e  il Capo SMD, amm. Binelli Mantelli. All’o.d.g.,  l’esame della situazione internazionale e il legame con il redigendo Libro Bianco.

Al termine della riunione,  il Quirinale ha emanato un comunicato che dà conto dei contenuti della riunione. Con riferimento alla situazione internazionale, dopo aver segnalato come il quadro della situazione internazionale mostra tensioni e instabilità crescenti”,  il documento opera una sintetica ricognizione dei conflitti e delle criticità in atto: in Ucraina, dove il conflitto appare tendenzialmente frenato dagli sforzi politici e diplomatici in atto che vedono il costante impegno del nostro Paese; in Siria ed Iraq, dove “la pressione militare dell’ISIS implica rischi rilevanti per l’Europa e per l’Italia, anche per la forza attrattiva che il movimento sembra poter esercitare su altre formazioni jihadiste e dell’estremismo islamico in aree non contigue ai territori controllati”; in  Libia, dove occorre agire per evitare  “l’ulteriore destabilizzazione”.   Il CSD segnala quindi la grandissima minaccia proveniente dai c.d. “foreign fighters” (gli oltre 15.000 miliziani stranieri provenienti da oltre 80 nazioni, che hanno raggiunto l’Iraq e la Siria per unirsi ai combattimenti in corso) e avverte “che la situazione in atto dimostra l’urgenza e l’importanza, pur nei limiti della ridotta disponibilità di risorse, di una rapida trasformazione delle nostre Forze Armate e dell’organizzazione europea della sicurezza”.   L’intreccio con il redigendo Libro Bianco  appare dunque evidente, ed è  su di esso che si concentra la seconda parte del documento.

            Come si ricorderà, nella precedente riunione del 15 giugno u.s. (Notiziario n. 67),  il CSD aveva discusso e approvato le “Linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle FF.AA.  sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”,  e il percorso operativo ad esso connesso.  Anche in questa circostanza,  il CSD ne riafferma la centralità ai fini della messa a punto “della strategia di integrazione politico-militare che il Governo intende realizzare in ambito UE e NATO”  e del ruolo a cui il nostro Paese è chiamato, che è quellodi fornire, nei consessi internazionali, un apporto qualificante e incisivo sul piano delle iniziative di prevenzione e di risoluzione delle crisi”,  con l’aggiunta di una sollecitazione rivolta  al  “nuovo Alto Rappresentante” (la Ministra Mogherini) di ”sostenere le iniziative italiane e imprimere adeguato impulso alla rivitalizzazione del fondamentale settore della sicurezza”.

L’ultima parte del documento è invece tutta dedicata  al processo di riorganizzazione delle FF.AA: “il Libro Bianco dovrà poi conferire massima priorità all’obiettivo dell’integrazione interforze e, più in generale, dell’integrazione interna delle nuove FF.AA. e del sistema Difesa nel suo complesso. Provvedimenti in questa direzione, insieme a quelli altrettanto urgenti volti a consentire un rapido deflusso o reimpiego del personale militare in esubero, sono essenziali per risolvere il fondamentale problema di efficienza e di economicità dell’apparato militare. La sfida più importante da vincere attraverso l’integrazione resta comunque quella dello sviluppo della massima sinergia tra le diverse componenti logistiche e amministrative, ma soprattutto operative e di comando delle Forze Armate rispetto agli effettivi compiti da assolvere”.    Infineil richiamo al legame tra il riordino delle FF.AA.  e il “ grande processo di riforma della P.A.  promosso dal Governo per la realizzazione di una struttura dello Stato meno onerosa ma, allo stesso tempo, in grado di servire più efficacemente il cittadino”.

Cogliamo infine l’occasione per informare i colleghi che il 2 ottobre u.s. si è tenuta in Senato l’audizione della Ministra Pinotti sul Libro Bianco.  Ne riferiremo a breve in un prossimo Notiziario.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 71 del 3 luglio 2014 –

FF.AA. 2Dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa da parte della Ministra Pinotti, le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa  sono state pubblicate sul sito del Ministero della Difesa (disponibili anche su questa stessa pagina). Si tratta di 90 tesi per i diversi argomenti,  redatte da un “gruppo di esperti”, e che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, che fisserà la strategia di evoluzione nei prossimi 15 anni dello strumento mil.

Le  tesi muovono  dal contesto attuale,  caratterizzato da una diffusa e frequente instabilità” . Ricordato “il legame con la comunità internazionale”, il rapporto con la NATO e il ruolo dell’ONU come “riferimento principale ed ineludibile di legittimazione” ,  le tesi segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, che dovrà poggiare sui tre pilastri: integrazione europea., coesione transatlantica e relazioni globali”.

Siccome è   la Costituzione che li fissa,   occorre   interrogarsi non tanto sui compiti assegnati alle FF.AA. quanto piuttosto su come esse potranno essere assolti e su come lo Strumento militare dovrà essere  configurato per poterli assolvere anche nel futuro”.  Il Libro Bianco dovrà  individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.”,  che dovrà essere configurata in base a quattro parametri: “geostrategico”  (in funzione di interessi e priorità nazionali); quantitativo” (in base alla dimensione numerica delle disponibilità umane e materiali);“qualitativo” (cioè adeguato per tecnologia, formazione, addestramento e prontezza);  infine “capacitivo”,  per poter conseguire gli obiettivi assegnati.  In sintesi, lo strumento militare futuro dovrà essere “interforze,internazionale, interoperabile”  e inoltre “efficace, efficiente ed economico”. Occorrerà dunque individuare ”il  più idoneo modello organizzativo generale”,eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”  e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture.

In questo contesto, un ruolo fondamentale è assegnato al personale del MD: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”.  Per i militari,  occorrerà  “interrogarsi se la condizione di militare e le relative assolute peculiarità, anche di impiego e di stato giuridico, non possano essere meglio garantite e rese di maggiore utilità per il Paese riconoscendo a tale condizione una differenza tanto marcata dal pubblico impiego da superare il rapporto di genere e specie che, fino ad ora, ha condizionato entrambi i domini”.  Dunque, una specificità ancor più specifica…… A noi civili, i redattori delle “Linee guida” dedicano poche righe: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”.  Bene, ma a quando, allora?

In materia di acquisti,  andranno affrontati i nodi relativi al “rapporto fra i Vertici T-O e quelli T-A”, al rapporto fra Difesa e lndustria”   e,  ai fini dell’attività di acquisizione,  occorrerà porsi il problema  della formazione del personale “riconsiderando la formazione e l’impiego della componente civile, al fine di poter disporre di personale più qualificato a livello gestionale”.  Infine, l’ultima tesi: da valutare la percorribilità di una legge di bilancio quinquennale scorrevole per i maggiori investimenti della Difesa”,  per dare stabilitàal sistema.

Segnaliamo  però ai colleghi che  neanche un rigo viene dedicato all’area industriale,  da sempre definita “strategica”.   Mah!

Per completare questi brevi note sulle “Linee Guida”,   va infine detto che la Ministra ha fatto attivare un indirizzo  mail, librobianco@difesa.it , già operativo,  al quale è possibile inviare dei contributi per il Libro Bianco che il Governo intende licenziare entro l’anno. Bene, speriamo solo che, come avvenuto per la c.d. riforma P.A.,  non si usi strumentalmente questa iniziativa per negare il doveroso e utile confronto con le Rappresentanze del personale, su scelte che comunque  peseranno enormemente sulla pelle dei lavoratori.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Linee Guida per il Libro Bianco

Allegato 2: Articolo de L’ESPRESSO

Notiziario n. 67 del 19 giugno 2014 –

La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Si è tenuta nella giornata di ieri,  al Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri:  il Presidente del Consiglio;  le Ministre della Difesa, degli Esteri e dello Sviluppo economico; i  Ministri  degli Interni e dell’Economia e delle Finanze e il Capo di Stato Maggiore della Difesa.  All’o.d.g. della riunione,  in particolare,  la “presentazione ed esame delle linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco della Difesa e delle modalità per il suo completamento entro l’anno con il coinvolgimento del Parlamento”.

Al termine della riunione,  il Quirinale ha emanato il comunicato che pubblichiamo su questa stessa pagina,  nel quale, con riferimento ai  primi due  punti iscritti all’o.d.g.,  si afferma che nel corso di questi mesi, la situazione internazionale ha mostrato preoccupanti segni di peggioramento”,  rendendosi per questo  “assolutamente prioritaria l’esigenza di sostenere il dialogo volto a individuare idonee soluzioni politiche e diplomatiche alle questioni sul tappeto”.  In questo  percorso il nostro Paese dovrà inevitabilmente impegnarsi in prima persona e, anche per questo, sarà necessario portare al più presto a compimento il profondo processo di rinnovamento, riorganizzazione su basi interforze e integrazione multinazionale intrapreso per rendere lo strumento militare più pronto ed efficace nei confronti delle effettive minacce da fronteggiare, considerate realisticamente le limitate risorse finanziarie a disposizione”.

Ma il piatto forte della riunione era sicuramente costituito dalla presentazione da parte della Ministra Pinotti delle “Linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle Forze Armate sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”,  che hanno fatto registrare il pieno sostegno del CSD. Dette linee guida prevedono“la realizzazione di uno strumento militare che costituisca componente attiva e qualificante della politica multidisciplinare e interministeriale del Governo per la sicurezza e la difesa, in grado di concorrere efficacemente alla salvaguardia delle direttrici di sviluppo economico e sociale del Paese nel contesto internazionale”.  A tal fine “la struttura delle Forze Armate dovrà essere strettamente integrata in termini interforze e in termini di organizzazione di comando, e dovrà disporre di capacità bilanciate e specializzate rispetto alle specifiche esigenze da assolvere. Le Linee Guida ribadiscono la fondamentale importanza di una difesa collettiva pronta e funzionale”.

Il comunicato stampa del Quirinale si sofferma quindi sul nodo risorse:“ per  una riforma delle FF.AA.  utile al Paese,  resta centrale il problema delle risorse che, pur nella ricerca di ogni possibile efficienza ed economicità, non dovranno comunque scendere al di sotto di livelli minimi invalicabili”.

Infine, i percorsi operativi: “Il Ministro della Difesa invierà le Linee Guida ai Presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento,  affinché ne possano eventualmente venire valutazioni e suggerimenti utili alla definizione del Libro Bianco, di cui il governo si è assunto l’iniziativa e la responsabilità. Proseguirà inoltre il dialogo informale con accademici, esponenti dell’industria, esperti di economia e finanza, mentre sarà avviato un più ampio confronto con l’opinione pubblica”.   A tal proposito, ci chiediamo:  e il confronto con le Rappresentanze del personale?  Una omissione che ci appare grave,  tenuto conto che il Libro Bianco dovrà  disegnare il nuovo modello Difesa e le FF.AA. future.  Segno dei nuovi tempi che viviamo,  forse,  in cui i confronti si fanno invitando i cittadini a inviare semplici email della serie “dimmi, poi ci penso io”,  straordinario esempio questo di democrazia partecipativa,  e  mettendo in un angolo le Parti Sociali.  Anche a seguito di alcune recenti iniziative, di cui diremo prossimamente ai lavoratori,  abbiamo il fondato timore che il MD stia imboccando proprio questa strada. Ne riparleremo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:   Comunicato Consiglio Supremo di Difesa 18.6.14

libro bianco difesa


Strada in salita per di disegno di legge di attuazione del Libro Bianco. Cresce in Parlamento, in modo bipartisan, la percezione di una operazione pericolosa, tesa a creare l’uomo forte della Difesa e a stravolgere gli equilibri fissati dalla Legge 25/1997. DDL fermo in Commissione Difesa del Senato, mentre le OO.SS. attendono di essere convocati per discuterne i contenuti

4 Mag 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 45 del 4 maggio 2017 – Sembra davvero scomparso dai radar il Disegno di Legge (DDL) di attuazione del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”, che reca la “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture”  e conferisce inoltre deleghe al Governo in materie diverse (formazione, per es). […]


A metà luglio, il confronto sul Regolamento su compiti e funzioni al personale civile. Ripreso il confronto su mobilità volontaria e reimpieghi. Il nodo “pareri”

1 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015 – Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi.  Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v.,  partirà finalmente il confronto con l’A.D. per  la definizione dei “criteri per l’attribuzione […]




Question time alla Camera. La Ministra: il Libro Bianco e, dopo, legge pluriennale sugli investimenti e nuova riforma delle FF.AA..

13 Apr 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 37 del 13 aprile 2015 – Il Libro Bianco dovrebbe vedere la luce già in aprile e dovrà individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” per poter conseguire  gli obiettivi assegnati.Un ruolo fondamentaleverrebbe assegnato anche al personale civile, ma sinora, nonostante gli impegni, nulla è cambiato nell’impiego, nei compiti e nelle funzioni assegnate ai […]


Il confronto sul “Libro Bianco” sorpassa quello sul “Regolamento” previsto dal D. Lgs. n. 7 attuativo della delega L. 244

22 Nov 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 122 del 22 novembre 2014 – Doveva essere una giornata importante quella della riunione di ieri, venerdì’ 21 novembre, con il Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi,  in quanto avrebbe dovuto avviare il confronto con le OO.SS. nazionali sul redigendo“Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014, al quale la nostra O.S. annette […]




Sostegno del Consiglio Supremo di Difesa alle linee guida per il Libro Bianco

19 Giu 2014 - Flp Difesa

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