Notiziario n. 1 del 4 gennaio 2016 –
Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 sono state pubblicate:
- la legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” d. “legge di stabilità 2016” (supplemento ordinario n. 70/L);
- la legge 28 dicembre 2015, n. 209 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018” (supplemento ordinario n. 71/L);
che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e allegato 2.
Sui contenuti generali e sulle scelte di fondo che hanno ispirato la manovra finanziaria 2016, la nostra Federazione ha diffuso il Notiziario n. 53/2015, che riportiamo di seguito in forma integrale.
” Il 22 dicembre scorso, con il voto di fiducia ottenuto al Senato, è stata approvata definitivamente la Legge di stabilità 2016, piena di mance più che una Finanziaria anni ’80, di tagli lineari e di regali agli evasori, in cui brilla per assenza qualsiasi disegno strategico.
La prima conclusione che possiamo trarre è che ha fatto bene la FLP a proporre il ricorso alla Corte Costituzionale contro il blocco dei contratti. Ricorderete, infatti, che a giugno, all’indomani della sentenza che dichiarava incostituzionale il blocco contrattuale, il Ministro Madia (e purtroppo anche molti sindacati) si affrettava a dire che era una sentenza inutile poiché il Governo aveva già deciso di rinnovare i contratti dal 2016. Ebbene, lo stanziamento di circa 200 milioni nella Legge di stabilità, ovvero meno di 5 euro di aumento dopo sei anni di blocco, è la prova che il Governo non ha mai avuto nessuna intenzione di rinnovare i contratti e, se non ci fosse stata la sentenza della Corte Costituzionale, avrebbe prorogato il blocco.
Solo grazie alla FLP si è riaperto un dibattito che però rischia, anche a causa della timidezza del fronte sindacale, di finire di nuovo dinanzi ai giudici, stavolta europei, giacché la FLP di fronte alle chiusure governative ha già deliberato di rivolgersi alla Corte Europea di Giustizia.
Come se non bastasse, altri tagli lineari si abbattono sul lavoro pubblico, a partire da un nuovo blocco del salario accessorio, che nel 2016 non potrà essere maggiore del 2015, e del turn over, ridotto pesantemente rispetto a quanto previsto nelle norme precedenti.
Ma ciò che è peggio è che manca totalmente un progetto strategico sulla pubblica amministrazione e non solo sulla valorizzazione del personale. Continua a non essere chiaro quali debbano essere i livelli di servizio ai cittadini o la presenza dello Stato sul territorio mentre la stessa Riforma della Pubblica Amministrazione resta il solito cumulo di deleghe in bianco al quale questo Governo ci ha abituati. Anche in settori strategici come la Sanità, di certo ci sono solo le rassicurazioni del Premier Renzi le quali, come vedremo, sono ampiamente smentite dai fatti.
La logica di questa legge di stabilità riguardo al lavoro e ai diritti di cittadinanza è che non ci sono più garanzie ma solo concessioni del “principe”: anche laddove gli stipendi avranno una minima crescita – ad esempio per le forze dell’ordine – non vi è il riconoscimento di un diritto al giusto salario, alla contrattazione, al ruolo di servitori dello Stato ma solo un’elargizione “ad settores” per la quale gli interessati dovrebbero essere grati e ringraziare, semmai nelle urne.
Per il resto, c’è tutto l’armamentario di mance e regali, avviati con norme precedenti e che proseguono con la Legge di stabilità: alla decontribuzione, destinata non solo a chi aumenta i posti di lavoro ma anche a chi licenzia lavoratori con diritti per assumerne altri senza diritti, si aggiungono misure direttamente o indirettamente destinate ad aumentare l’evasione fiscale o a favore di chi non ha bisogno di ulteriori sconti fiscali.
L’abrogazione dell’obbligo di pagamento degli affitti con sistemi tracciabili aumenterà sicuramente il fenomeno dei pagamenti in nero sottraendo fondi alla collettività e l’aumento delle soglie d’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro di per sé non è detto che produca evasione diretta ma è un segnale forte dell’inversione di tendenza nella lotta ai furbi del fisco. Gli evasori votano e vanno coccolati anche a scapito della parte sana di questo Paese. Stesso discorso vale per l’abolizione delle imposte sulla prima casa, non legata al reddito o al valore dell’immobile, con la conseguenza che l’abolizione non riguarderà solo i ceti medio-bassi ma si regaleranno soldi a persone anche molto ricche mentre gli stessi miliardi di euro impegnati a tal fine si sarebbero potuti impiegare, ad esempio, per diminuire le tasse sul lavoro, aumentare le pensioni minime o gli investimenti che producono lavoro.
Di contro, si peggiorano le condizioni delle fasce deboli della popolazione: basta esaminare ciò che avviene sulla spesa sanitaria, che nelle parole di Renzi non è stata tagliata mentre invece, dai dati ufficiali, si è passati dalla spesa prevista di 113,1 miliardi ai 111 stanziati.
E badate bene, non si tratta di lottare contro gli sprechi giacché della spending review non si parla più e delle numerose denunce che la stessa FLP ha prodotto nel corso degli anni, nessuna è stata presa in seria considerazione. Parliamo invece del fatto che l’Italia continua a spendere complessivamente meno della media dei Paesi industrializzati e che lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio nutre molti dubbi sul fatto che con la diminuzione delle risorse prevista in stabilità si riusciranno a mantenere i livelli essenziali di assistenza (LEA), se non attraverso tagli lineari le cui scelte saranno delegate alle regioni e che difficilmente lasceranno inalterate le prestazioni sanitarie, in un Paese che già oggi conta negli ospedali poco più di 3 posti letto per mille abitanti contro gli oltre 5 della media europea.
Ma di questo il Governo non si cura, tutto concentrato a dare messaggi di ottimismo, il quale sembra l’unica strategia per sostenere una crescita affidata alla congiuntura internazionale e che già mostra la propria debolezza. Lo 0,8 per cento di crescita del 2015 sbandierato dal Governo (che in realtà è lo 0,7 se lo depuriamo dai tre giorni in più lavorativi rispetto all’anno precedente), è in realtà concentrato maggiormente nei primi due trimestri rispetto agli ultimi due, segno che la ripresa rischia di essere già alle nostre spalle, anche perché ormai la produzione langue e i consumi leggermente cresciuti si stanno traducendo in un aumento delle importazioni.
In conclusione, quella approvata in questi giorni è una manovra che non investe nell’economia reale, non ha strategia di medio periodo, non rinnova i contratti pubblici, non combatte gli sprechi e l’evasione fiscale, peggiora le condizioni delle fasce deboli della popolazione. Inoltre, la situazione rischia di aggravarsi in corso d’anno attraverso una nuova stangata fiscale sotto forma di manovra correttiva, che si renderà necessaria se non verrà rispettato l’ambizioso ed immotivatamente ottimista obiettivo che fissa all’uno virgola sei per cento la crescita del PIL per il 2016.
Una Legge di stabilità che non può essere in alcun modo condivisa dalla FLP che, anzi, farà di tutto anche durante il prossimo anno affinché venga abbandonata la politica degli annunci in favore di una nuova svolta economica basata su investimenti e maggiore giustizia sociale.
IL DIPARTIMENTO POLITICHE ECONOMICHE E FISCALI FLP “
Avremo modo, nei prossimi giorni, di sofffermarci, attraverso specifici Notiziari, sugli aspetti di maggior importanza della manovra che ci interessano come cittadini e come dipendenti pubblici, e in particolare quelli che toccano più da vicino la Pubblica Amministrazione, il Ministero della Difesa e il suo personale civile e militare.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato 1: Legge 28.12.15 n.209 – Legge di stabilità 2016
Allegato 2: G.U. n. 302-30.12.15-Legge 28.12.15 n.209 – Bilancio Stato 2016 e bilancio pluriennale 2016-2018
News del 27 dicembre 2015, h. 18.00 –
Pubblichiamo Il testo della legge di stabilità 2016 recante “disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, che è stata votata in seconda e definitiva lettura dal Senato il 22 dicembre u.s.
Come già ricordato nella precedente “News” del 21 dicembre 2015 che recava in allegato il testo votato dalla Camera, il DDL stabilità 2016 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre u.s., e poi, dopo una lunga settimana in cui si sono succeduti diversi testi non ufficiali che abbiamo pubblicato in successione su questo nostro sito, è approdato infine in data 26 ottobre al Senato.
L’esame di questo ramo del Parlamento ha portato ad alcune modifiche rispetto al testo originario varato dal Consiglio dei Ministri, soprattutto in ordine alle misure per la casa (c.d. “pacchetto casa”). Dette modifiche si possono così brevemente riassumere:
- saranno esentati da TASI anche gli immobili concessi in comodato come prime case a figli, genitori o parenti disabili fino al secondo grado;
- sconto del 25 % sull’IMU a chi affitta a canone concordato, e dunque a prezzi inferiori a quelli di mercato, e stretta su affitti e contratti di locazione che devono essere registrati entro 30 gg.;
- finanziamento dello sblocco degli scatti dei docenti universitari; 5 mln in più per le borse di studio degli studenti; 25 mln in più per le scuole paritarie e 10 per i libri di testo;
- innalzamento del c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie senza obbligo di ristrutturazione (detrazione al 50%, e tetto che sale da 8mila a 16mila €);
- il canone RAI – che entrerà nella bolletta dell’elettricità e ridotto a 100 € annue (113.00 € nel 2015) – verrà diviso in 10 rate mensili e pagato con la bolletta da gennaio a ottobre;
- il tetto del contante, che il DDL elevava a 3000 € dai 1000 € attuali fissati dal Governo Monti, viene ripristinato a 1000 € ma solo per i c.d.“money transfer” (trasferimento di soldi attraverso circuiti alternativi alle Banche), che in base ad un’ analisi della Guardia di Finanza, spesso vengono utilizzati per operazioni illegali.
L’esame successivo della Camera, conclusosi domenica 20 dicembre u.s., ha portato ad ulteriori integrazioni e modifiche, facendo così lievitare la manovra a oltre 32 miliardi, le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%, e dunque attraverso una crescita del debito. Delle novità introdotte dalla Camera diamo di seguito una brevissima sintesi:
- istituito un fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi dopo il salvataggio delle quattro banche (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti);
- previsti anche degli investimenti per il Sud e un pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi (previsto per i diciottenni un bonus di 500 € per le spese in cultura). Per quanto riguarda il pacchetto sicurezza, si segnala l’introduzione di una specifica disposizione che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, per l’anno 2016 al personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale è riconosciuto un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua, da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile e in relazione al periodo di servizio prestato nel corso dell’anno 2016. Il contributo non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale”;
- per i medici, invece, è stato dato il via libera a contratti flessibili fino a luglio e prorogabili fino a ottobre e il concorso straordinario destinato al 50% dei precari;
- approvate infine le novità sull’autovelox che accerterà le violazioni di Rc auto e revisioni, e la possibilità di pagare con carte di credito e bancomat somme inferiori a un euro come caffè o il parchimetro.
Tra le conferme più importanti ci sono l’abolizione della Tasi sullaprima casa ma non sugli immobili di lusso, l’eliminazione delle clausole di salvaguardia da 16,8 miliardi che hanno evitato gli aumenti di Iva e accise e l’ampliamento della “no tax area“ (esenzione dall’Irpef) per i pensionati over 75 con un reddito inferiore ai 8000 euro, contro i 7750 attuali.
A parte queste modifiche introdotte dai due rami del Parlamento, le scelte di bilancio sono rimaste le stesse di quelle del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà mutare il giudizio politico fortemente negativo espresso dalla nostra Federazione, atteso che siamo di fronte a di una legge di stabilità non espansiva, che non opera investimenti, che non crea lavoro, che non incide significativamente sull’enorme tasso di disoccupazione giovanile, che non porta nulla al Sud, che certo riduce le imposte sulla prima casa, ma lo fa a tutti (anche a chi ha case da 1 milioni di € di valore!), che taglia la spesa sanitaria nel triennio, che non aumenta la flessibilità in uscita e, infine, che riduce la possibilità di una efficace lotta all’evasione attraverso l’aumento a 3000 € del limite dei pagamenti in contanti.
Non parliamo poi del pubblico impiego: dopo 6 anni di blocco di contratti e retribuzioni, superato solo attraverso il pronunciamneto di luglio scorso della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da FLP, per i rinnovi 2016/2018 vengono stanziate risorse risibili (300 mln, di cui 73 per il comparto sicurezza e difesa) che corrisponderanno a regime a incrementi altrettanto risibili, umilianti e offensivi per gli statali (5/6 euro netti in busta paga). Dobbiamo pertanto prendere atto che il Governo è rimasto sordo alle richieste dei lavoratori pubblici venute anche dalla grande e unitaria manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma e alle sollecitazioni delle Parti sindacali. La circostanza, evidentemente, non potrà non avere ricadute negative nelle relazioni sindacali.
Il provvedimento sarà ora inviato alla firma del Capo dello Stato, cui seguirà entro fine anno la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Le legge entrerà ovviamente in vigore il 1 gennaio p.v.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: Il testo della legge di stabilità 2016 approvata in via definitiva dal Senato il 22.12.15
News del 21 dicembre 2015, h. 18.00 –
Con 291 sì, 68 no e tre astenuti, la Camera dei Deputati, nella note di domenica 20 dicembre 2015, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame in seconda lettura del Senato, dove è già approdato in data di oggi (A.S. 2111-B, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina). Il voto definitivo è previsto nei prossimi giornI e comunque prima di Natale, dopodichè il testo approvato verrà inviato alla firma del Capo dello Stato, cui seguirà entro fine anno la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le legge entrerà ovviamente in vigore il 1 gennaio p.v.
Come si ricorderà, il DDL stabilità 2016 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre u.s., e poi, dopo una lunga settimana in cui si sono succeduti diversi testi non ufficiali che abbiamo pubblicato in successione su questo nostro sito, è approdato infine in data 26 ottobre al Senato.
L’esame di questo ramo del Parlamento ha portato ad alcune modifiche rispetto al testo originario varato dal Consiglio dei Ministri, soprattutto in ordine alle misure per la casa (c.d. “pacchetto casa”). Dette modifiche si possono così brevemente riassumere:
- saranno esentati da TASI anche gli immobili concessi in comodato come prime case a figli, genitori o parenti disabili fino al secondo grado;
- sconto del 25 % sull’IMU a chi affitta a canone concordato, e dunque a prezzi inferiori a quelli di mercato, e stretta su affitti e contratti di locazione che devono essere registrati entro 30 gg.;
- finanziamento dello sblocco degli scatti dei docenti universitari; 5 mln in più per le borse di studio degli studenti; 25 mln in più per le scuole paritarie e 10 per i libri di testo;
- innalzamento del c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie senza obbligo di ristrutturazione (detrazione al 50%, e tetto che sale da 8mila a 16mila €);
- il canone RAI – che entrerà nella bolletta dell’elettricità e ridotto a 100 € annue (113.00 € nel 2015) – verrà diviso in 10 rate mensili e pagato con la bolletta da gennaio a ottobre;
- il tetto del contante, che il DDL elevava a 3000 € dai 1000 € attuali fissati dal Governo Monti, viene ripristinato a 1000 € ma solo per i c.d.“money transfer” (trasferimento di soldi attraverso circuiti alternativi alle Banche), che in base ad un’ analisi della Guardia di Finanza, spesso vengono utilizzati per operazioni illegali.
L’esame successivo della Camera, conclusosi domenica 20 u.s., ha portato ad ulteriori integrazioni e modifiche, facendo così lievitare la manovra a oltre 30 miliardi, sostenuta da una crescita del debito dal 2,2 al 2,4 %. Delle novità introdotte dalla Camera diamo di seguito una brevissima sintesi:
- istituito un fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi dopo il salvataggio delle quattro banche (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti);
- previsti anche degli investimenti per il Sud, un pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi, le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%. A tal riguardo, si segnala che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, per l’anno 2016 al personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale è riconosciuto un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua, da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile e in relazione al periodo di servizio prestato nel corso dell’anno 2016. Il contributo non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale”;
- per i medici, invece, è stato dato il via libera a contratti flessibili fino a luglio e prorogabili fino a ottobre e il concorso straordinario destinato al 50% dei precari;
- approvate infine le novità sull’autovelox che accerterà le violazioni di Rc auto e revisioni, e la possibilità di pagare con carte di credito e bancomat somme inferiori a un euro come caffè o il parchimetro.
Tra le conferme più importanti ci sono l’abolizione della Tasi sullaprima casa ma non sugli immobili di lusso, l’eliminazione delle clausole di salvaguardia da 16,8 miliardi che hanno evitato gli aumenti di Iva e accise e l’ampliamento della “no tax area“ (esenzione dall’Irpef) per i pensionati over 75 con un reddito inferiore ai 8000 euro, contro i 7750 attuali.
A parte queste modifiche introdotte dai due rami del Parlamento, le scelte di bilancio sono rimaste le stesse di quelle del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà mutare il giudizio politico fortemente negativo espresso dalla nostra Federazione, atteso che siamo di fronte a di una legge di stabilità non espansiva, che non opera investimenti, che non crea lavoro, che non incide significativamente sull’enorme tasso di disoccupazione giovanile, che non porta nulla al Sud, che certo riduce le imposte sulla prima casa, ma lo fa a tutti (anche a chi ha case da 1 milioni di € di valore!), che taglia la spesa sanitaria nel triennio, che non aumenta la flessibilità in uscita e, infine, che riduce la possibilità di una efficace lotta all’evasione attraverso l’aumento a 3000 € del limite dei pagamenti in contanti.
Non parliamo poi del pubblico impiego: dopo 6 anni di blocco di contratti e retribuzioni, superato solo attraverso il pronunciamneto di luglio scorso della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da FLP, per i rinnovi 2016/2018 vengono stanziate risorse risibili (300 mln, di cui 73 per il comparto sicurezza e difesa) che corrisponderanno a regime a incrementi altrettanto risibili, umilianti e offensivi per gli statali (5/6 euro netti in busta paga). Dobbiamo pertanto prendere atto che il Governo è rimasto sordo alle richieste dei lavoratori pubblici venute anche dalla grande e unitaria manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma e alle sollecitazioni delle Parti sindacali. La circostanza, evidentemente, non potrà non avere ricadute negative nelle relazioni sindacali.
Insieme con il testo del DDL votato dalla Camera e già approdato al Senato, pubblichiamo anche su questa stessa paginauna sintesi degli emendamenti approvati nelle due Commissioni Bilancio (allegato 2) e il resoconto dell’audizione della Corte dei Conti sul testo del provvedimento (allegato 3).
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
News del 24 ottobre 2015, h. 15.00 –
A distanza di più di una settimana dalla sua formale approvazione in Consiglio dei Ministri, il Disegno di Legge di stabilità 2016 si avvia finalmente, dopo i diversi testi che si sono succeduti in questi giorni e che abbiamo pubblicato su questo nostro sito, alla sua stesura definitiva.
Ne pubblichiamo oggi, su questa stessa pagina, il testo che, al punto in cui siamo, dovrebbe essere quello definitivo, dopo le ultime integrazioni e modifiche operate dalla Presidenza del Consiglio.
L’articolato finale, dopo l’esame e la firma del Capo dello Stato, sarà trasmesso alla Presidenza del Senato, che l’assegnerà, come da prassi, alla Commissione Bilancio. Ed è proprio da qui, lunedì 26 ottobre p.v., che prenderà il via l’iter parlamentare che occuperà, da qui a fine anno, la grande parte dei lavori dei due rami del Parlamento, e che si concluderà (verosimilmente qualche giorno prima di Natale, come è avvenuto quasi sempre sinora) con l’approvazione definitiva della legge di bilancio per l’anno a venire che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016.
Avremo modo, nei giorni che seguiranno, a entrare diffusamente nel merito delle misure in esso contenute, con riferimento sia a quelle che ci interessano come cittadini sia a quelle che invece ci toccano direttamente come lavoratori e come lavoratori pubblici in particolare.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
26.10.2015 – Pubblichiamo i testi finali e ufficiali dei due disegni di legge formalmente approdati al Senato dopo la firma del Capo dello Stato:
News del 16 ottobre 2014, h. 18.00 –
Il Consiglio dei Ministri n. 37, che si è tenuto a Palazzo Chigi in data 15 ottobre u.s. alle ore 13.15 sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. “Legge di Stabilità 2016”).
Ne pubblichiamo su questa pagina il testo ancora in bozza recante la data del 16.10.2015 (allegato 1), e dunque dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, che però potrebbe però ancora subire alcune modifiche e integrazioni. Pubblichiamo anche le slide di illustrazione della manovra (allegato 2), il comunicato stampa del Governo (allegato 3) e il video relativo alla conferenza stampa del Presidente Renzi e del Ministro Padoan (allegato 4).
Si tratta, nel complesso, di una manovra finanziaria di 26,5 miliardi di euro, che potrà aumentare di ulteriori tre miliardi ove la Unione Europea decidesse di accogliere la richiesta italiana di utilizzare uno 0.2% di spazio di patto in più per la “clausola migranti”. Tra le misure annunciate, l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, ma per tutti i cittadini (e dunque anche per i possessori di prime case extra lusso), il che non ci sembra francamente una operazione accettabile, e l’abolizione della Tasi anche per l’inquilino che detiene un immobile adibito ad abitazione principale. Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego c’è veramente poco per non dire nulla, al punto che neanche se ne fa cenno nel comunicato di Palazzo Chigi.
Nei prossimi giorni, avremo modo di tornare sui contenuti del disegno di legge, sia con riferimento a quelli di carattere generale e di impatto sul pubblico impiego che troveranno spazio nei comunicati della nostra Federazione, sia con riferimento a quelli che toccano più da vicino il Ministero della Difesa e il suo personale, cui dedicheremo specifici Notiziari.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato 1: Il testo della legge di stabilità 2016 (Bozza 16.10.2015)
Allegato 2: le slide di illustrazione della manovra
Allegato 3: il comunicato stampa di Palazzo Chigi
Allegato 4: il video della conferenza stampa di Renzi e Padoan
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