Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 –

Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della Confederazione in materia di Lavoro Pubblico.

Prot.n.0173/CSE22 Roma, 06 dicembre 2022

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione On.le Paolo Zangrillo

Oggetto: Lavoro pubblico. Le analisi e la proposte della CSE al nuovo Governo. Richiesta incontro.

Gentile Ministro,

l’insediamento del nuovo Governo impone che le questioni relative al buon funzionamento della PA, alla valorizzazione del lavoro pubblico, al riconoscimento del ruolo del personale e alla sua centralità nei processi di riforma del Paese, vengano riaffermati e messi al centro dell’agenda di Governo.

E’ evidente come molte delle azioni legate all’attuazione del PNRR passino proprio per le Amministrazioni centrali e territoriali dello Stato chiamate ad uno sforzo eccezionale per realizzare gli ambiziosi progetti del Piano e permettere di accedere concretamente ai fondi ed ai finanziamenti previsti.

Lo scenario in cui questo però deve realizzarsi, a distanza di più di un anno dall’avvio, è ancora assolutamente problematico.

Decenni di tagli, di mancati investimenti, di sottovalutazione del ruolo dello Stato e delle sue funzioni, ha impoverito in modo significativo la capacità e il funzionamento delle diverse Amministrazioni, che oggi già fanno fatica ad assolvere a compiti ordinari e routinari, figuriamoci quelli straordinari in termini progettuali ed innovativi che il PNRR richiede.

Le iniziative legislative messe in campo nell’ultimo anno non hanno invertito la tendenza, sia perché non basta approvare nuove norme per cambiare il modo di lavorare, ma soprattutto perché le iniziative assunte appaiono nella maggioranza dei casi non propriamente centrate, generiche o in qualche caso eccessivamente ambiziose, ma nei fatti prevedibilmente irrealizzabili.

Manca, infatti, nei programmi messi in campo dai Governi che si sono succeduti in questi due anni, un disegno organico di investimenti sulle nostre PA, che non si limitino ad interventi spot, ma che ne riscrivano ambiti e competenze, oggi in molti casi duplicate, che semplifichino le procedure e gli adempimenti, operando una operazione di disboscamento di tutto quel groviglio di norme, primarie e secondarie, emanate dai diversi centri di responsabilità, che appesantiscono l’azione degli Uffici, deresponsabilizzano gli addetti, allontanano le decisioni.

Le Amministrazioni quando funzionano male, non è solo per il caos organizzativo, funzionale e istituzionale, ma anche per i mancati investimenti, i tagli, le esternalizzazioni, le mancate assunzioni.

Riteniamo ineludibile affrontare in modo serio la questione dei livelli salariali, assolutamente insufficienti, falcidiati da più di un decennio di blocco contrattuale e da incrementi irrisori basati su tassi di inflazione programmata e su indici di adeguamento al netto dell’andamento dei prezzi petroliferi, stimati poco più dell’1,5% annuo, a fronte di un inflazione che ormai supera le due cifre.

Ma quali sono, in sintesi, le principali criticità da affrontare ?

Le azioni e le proposte della CSE

Vi è un punto chiave su cui bisogna uscire dalla retorica che in questi decenni ha impedito l’adeguamento degli stipendi con riferimento all’aumento del costo della vita, non riducendo affatto i costi complessivi della spesa pubblica, perché le misure adottate mentre hanno penalizzato le lavoratrici ed i lavoratori, hanno permesso a pochi di arricchirsi con l’esternalizzazione dei servizi, la svendita di molti asset pubblici, la creazione delle cosiddette società in House, a danno dell’efficacia dei servizi resi.

L’inflazione in forte crescita e l’impennata dei costi energetici necessitano di azioni e interventi urgenti.

Una crescita di salari e stipendi adeguata all’andamento del costo della vita permette non solo di tutelate il potere di acquisto, ma anche di rilanciare i consumi, evitando il rischio recessione.

Bisogna superare l’attuale inadeguato metodo di presunta indicizzazione all’aumento dei prezzi. (IPCA) Il riferimento che si utilizza nei rinnovi contrattuali è infatti quello dell’inflazione programmata che viene fissato annualmente dal Ministero dell’Economia. L’indicatore, che esclude dal calcolo le variazioni dei prezzi dell’energia, è assolutamente inaffidabile e non più applicabile nella situazione attuale.

Uno strumento reale di collegamento tra inflazione e stipendi, abbandonato nel 1993, può e deve essere ripristinato, tenuto conto che è in vigore in altri Paesi dell’UE, come ad esempio il Belgio, senza che questo abbia comportato situazioni di paventato default. Così come è inaccettabile il valore attuale della cosiddetta Indennità di Vacanza Contrattuale individuata nelle legge di bilancio 2022 nella misura dello 0,30% fino a giugno 2022 e dello 0,50% a decorrere a luglio 2022. In una situazione in cui i Contratti nazionali si rinnovano a distanza di anni dalla scadenza naturale, una rivalutazione dello 0,50% per anno a fronte di un’inflazione che viaggia verso il 10% è un vero scippo e una misura che impoverirà sempre di più le lavoratrici ed i lavoratori.

Il Disegno di Legge Bilancio 2023, all’esame del Parlamento, purtroppo non stanzia risorse per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro scaduti da ormai due anni (in alcuni settori come la Presidenza del Consiglio da circa 6), che vengono di fatto congelati, mentre viene prevista unicamente l’erogazione di una somma una tantum, riassorbibile, pari all’1,5% di incremento degli stipendi, a titolo di acconto.

E’ di tutta evidenza come tale iniziativa sia inaccettabile, a fronte di un’inflazione annua che solo per il 2022 si attesta intorno al 10%, e nella sua pochezza, sia anche iniqua, in quanto applica una percentuale fissa su livelli retributivi di partenza diversi, come ad esempio quelli degli impiegati rispetto ai dirigenti, con il risultato che gran parte delle risorse sarà destinata a chi già guadagna di più. Un indebolimento del potere di acquisto che avrà effetti non solo sulla vita di milioni di lavoratrici e lavoratori e sulle loro famiglie, ma avrà anche un effetto recessivo molto forte.

Chiediamo la modifica della norma, lo stanziamento necessario per il rinnovo dei contratti, il superamento dell’attuale, inadeguato, metodo di indicizzazione.

Occorre inoltre rafforzare il taglio del cuneo fiscale per tendere a un aumento delle buste paga e defiscalizzare, anche nel settore pubblico, il salario accessorio.

E’ necessario rivalutare il valore dei buoni pasto: questa voce, non strettamente salariale, ma che comunque concorre in qualche modo al salario di moltissimi lavoratori, è ferma dal 2006.

Riteniamo che sia arrivato il momento di adeguarla all’inflazione che negli ultimi sedici anni è stata tutt’altro che ferma.

Per quanto concerne gli aspetti organizzativi, ordinamentali e istituzionali riteniamo necessario mettere al centro del confronto con il nuovo Governo queste ulteriori proposte:

Nei mesi scorsi, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, e all’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature e ai gravissimi fenomeni idrogeologici, come da ultimo l’alluvione nelle Marche e a Ischia, abbiamo chiesto a tutte le Amministrazioni e agli Enti di incentivare il lavoro agile in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte da remoto. In un’ottica non solo di efficienza, ma anche di risparmio dei costi sostenuti dai lavoratori e dalle Amministrazioni, in un momento in cui l’abnorme e ingiustificato aumento dei prezzi petroliferi, e in particolare del gasolio da autotrazione, sta facendo lievitare di giorno i giorno i prezzi dei beni di consumo con conseguenze dirette sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati.

Per la CSE il lavoro agile è più di un pur importante strumento di conciliazione vita lavoro, o di efficientamento energetico. E’ un cambio di paradigma, che investe l’organizzazione del lavoro e dei processi, i modelli organizzativi, le sfere di autonomia e di responsabilità, il lavoro per obiettivi, lo sviluppo professionale.

Queste in estrema sintesi le proposte che Le anticipiamo e che riteniamo possano essere oggetto di uno specifico confronto con le Confederazioni e le Federazioni sindacali per non fare del PNRR l’ennesima occasione perduta, e per dare invece un effettivo rilancio, maggiore efficienza e piena dignità alle nostre Pubbliche amministrazioni e al lavoro pubblico.

In attesa, quindi, di un Suo riscontro e di poterla incontrare quanto prima, Le inviamo i più cordiali saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE Marco Carlomagno

Inevitabile osservare come le proposte contenute nella nota siano assolutamente di estrema attualità ed interesse del personale della Difesa: -al salario basso si aggiunga per noi la sparizione dei 21 milioni finora destinati a remunerare la performance organizzativa; -gli incrementi contrattuali e l’indennità di vacanza contrattuale dovrebbero essere senz’altro rivisitati, stante l’attuale tasso di inflazione , così come non si giustificano rinvii per il rinnovo del CCNL (come invece risulta dal DDL di Bilancio); – bisogna intervenire in modo efficace, e non con misure tampone limitate dall’esiguità delle risorse assegnate, sul fronte delle assunzioni, stanti le rilevanti carenze organiche e l’invecchiamento del personale, anche chiudendo la negativa esperienza delle esternalizzazioni; – valorizzazione dell’esperienza del lavoro agile, da recuperare senza remore non solo come insostituibile strumento di conciliazione tra vita professionale e vita privata, ma anche come un cambiamento epocale di paradigma che ribalta in senso innovativo, moderno e costruttivo l’arcaica concezione del modello di rapporto tra lavoratore e Amministrazione; per questo molto di più ci si deve aspettare dal Governo al fine di perseguire la reale modernizzazione del lavoro pubblico, alla stregua del PNRR, che ne promuove il potenziamento e l’implementazione indispensabili alla crescita del nostro Paese.

E’ tutto, come di consueto vi terremo aggiornati.  IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP DIFESA n. 112 del 22 dicembre 2020 –

L’on. Fabio Melilli, da luglio scorso Presidente della Commissione Bilancio della Camera

Riportiamo di seguito il comunicato della Segr. Gen. FLP  che dà conto degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera in sede di esame del DDL AC 2790-bis in materia di lavoro pubblico, che ora saranno sottoposti al voto d’aula, per poi  passare all’esame e al voto del Senato, immaginiamo attraverso voto di fiducia.

“La Commissione Bilancio della Camera, in sede referente, ha licenziato nella serata di ieri il testo della Legge di bilancio 2021 che da domani sarà in approvazione presso l’Assemblea di Montecitorio.

Nel corso dei lavori, che hanno visto la confluenza su molte delle modifiche apportate da tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione, sono stati anche approvati numerosi emendamenti sul lavoro pubblico, in molti casi presentati e voluti fortemente dalla FLP e dalla Confederazione CSE.

Non tutti nella loro formulazione finale sono interamente condivisibili, a seguito delle modifiche apportate dalla Commissione, in ossequio a presunti vincoli di bilancio e all’intervento delle singole Amministrazioni, che in diversi casi ne hanno ridotto la portata e visione complessiva, ma la nostra valutazione, al momento, riguardo agli emendamenti approvati per i settori interessati, nel complesso è comunque positiva.

In particolare, sul tema della contrattazione integrativa e del finanziamento dei Fondi risorse decentrate sono state approvati gli emendamenti che riguardano: il Ministero della Difesa (art.165 bis) con un’integrazione a partire dal 2021 di 20 milioni di euro sul Fondo e di ulteriori 30 per la rivalutazione dell’indennità di amministrazione; il Ministero della Giustizia (art. 159) integrazione del Fondo risorse decentrate di 6 milioni per il 2021, 8,4 per il 2022 e ulteriori 10 per il 2023; il Ministero dell’Interno (art. 63 bis)  28 milioni di euro per il FRD 2021 e ulteriori 5 per l’indennità di amministrazione; per L’ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole) (art. 21) vengono stanziati ulteriori 1,5 milioni di euro per corrispondere le indennità a detto personale.

Sul fronte delle assunzioni segnaliamo inoltre nuove assunzioni autorizzate al Ministero della Difesa per complessivi 431 posti nel triennio 2021/2023 (art. 160 bis), quelle al Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale e del Ministero dell’Università e della Ricerca (art. 161), al Ministero della Giustizia (art. 159), all’Agenzia Italiana del farmaco (art. 77 bis) e alle Capitanerie di Porto (art. 166 bis).

Inoltre come annunciato nei giorni scorsi dalla Ministra Dadone, è stata approvata una norma inserita nell’art. 159 che prevede l’utilizzo in contrattazione integrativa dei risparmi derivanti nell’esercizio finanziario in corso sul lavoro straordinario e sui buoni pasto, ai fini del loro utilizzo per il pagamento della produttività e degli istituti legati al welfare aziendale.

Segnaliamo inoltre anche le nuove misure in materia di utilizzo dei risparmi derivanti dalla riorganizzazione della Camera per remunerare il lavoro straordinario del personale sanitario (art. 74 bis), oltre a provvedimenti volti alla stabilizzazione del personale, riconoscimento indennità ad assistenti sociali e operatori sociosanitari, tutela di lavoratori fragili (art. 81 bis), stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili (art. 52 bis), interventi per la polizia locale (art. 166 bis) e proroga sino al 31 dicembre 2023 dell’istituto della cosiddetta isopensione.

Una valutazione più complessiva di questa, come della altre modifiche apportate dalla Commissione Bilancio  in materia di lavoro, di  emergenza sanitaria, di piano vaccinale, così come dell’intera legge di bilancio, la faremo con specifici comunicati prossimamente, nel momento in cui, con l’approvazione da parte dell’Assemblea della Camera, il testo avrà una versione sostanzialmente definitiva che non sarà oggetto di modifiche da parte del Senato, visti i tempi ristretti per l’approvazione per non andare in esercizio provvisorio.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Esprimiamo soddisfazione per gli emendamenti che riguardano il personale civile Difesa, per i quali abbiamo lavorato tantissimo, come da noi documentato in corso d’opera attraverso i Notiziari n. 104 del 27.11.2020n. 105 del 1.12.2020, n. 107 del 3.12.2020  e n. 110 del 21.12.2020  (clicca su ciascun Notiziario per leggere), diversamente dalle comode, parziali  ed opportunistiche rivendicazioni postume di altre sigle.

Pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina tutti gli emendamenti approvati dalla Commissioner Bilancioe  in allegato 2 il resoconto della seduta della Commissione.

FLP DIFESA COORDINAMENTO NAZIONALE

Allegato: 21.12.2020 – Sintesi degli emendamenti approvati in Commissione DDL Bilancio (gli emendameenti di cui sopra si trovano alle pagine 272 e 287)

Allegato 2: 20.12.2020 – resoconto Commissione Bilancio Camera su emendamenti approvati AC 2790-bis

 

Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 –

La Ministra Madia: chissà cosa pensa, se pensa...
La Ministra Madia: chissà cosa pensa, se pensa…

Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP  con il quale  la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico.

” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi sul ricorso della FLP, ha dichiarato incostituzionale il blocco per legge dei contratti dei lavoratori pubblici.  Nonostante questo, il Governo conferma la sua posizione di chiusura, inscenando l’ennesima melina e cercando di dividere il fronte dei lavoratori.

Non avendo infatti più l’alibi della mancata definizione dei nuovi comparti di contrattazione, definiti il 4 aprile all’ARAN, e non ancora operativi per i ritardi del Governo nell’autorizzarne la sottoscrizione definitiva, la Ministra Madia ora preannuncia l’adozione di un atto di indirizzo mirato a rinnovare i contratti solo ad una parte dei lavoratori, quelli “più poveri”, come se vi fossero lavoratori pubblici ricchi o abbienti… Forse si confonde con gli stipendi dei Boiardi di stato o con quelli dei dirigenti generali, che la cattiva politica sforna ad ogni piè sospinto, per accontentare le proprie clientele e mantenere il dominio sulle strutture pubbliche.

Una dichiarazione oggettivamente priva di senso, quasi offensiva, che cerca di giustificare l’irrisorio stanziamento nella legge di stabilità 2016 che, come abbiamo detto più volte, è una posta quasi fittizia, strumento elusivo della sentenza della Corte Costituzionale. Nessun sindacato, anche quello più accondiscendente, potrà firmare un contratto a costo zero dopo anni di blocco e con stipendi falcidiati dall’aumento del costo della vita.

Eppure sui guasti del reiterato blocco dei contratti e su come i lavoratori della pubblica amministrazione italiana abbiano pagato da soli il peso del taglio della spesa pubblica si è pronunciata la stessa Corte di Conti con il rapporto sul lavoro pubblico, presentato al Paese nei giorni scorsi, e su cui poca pubblicità è stata data, guardo caso, dai mass media.  Uno studio che smonta tutte le teorie sull’alto numero dei lavoratori pubblici in Italia (il rapporto è tra i più bassi dei paesi industrializzati), sul costo del nostro lavoro pubblico (inferiore anche in questo caso a tutti i principali paesi europei), sui diversi livelli retributivi e sul rapporto tra stipendi pubblici e privati (ormai  invece assolutamente in linea). Che denuncia anche gli scarsi investimenti sul personale, la mancata formazione, il disconoscimento del merito e del diritto alla carriera.

Un rapporto, questo della Corte dei Conti, che indubbiamente dà ancora più forza alla nostra iniziativa, assunta come è noto all’interno della Confederazione CGS, di portare il Governo di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con il ricorso a cui hanno aderito decine di migliaia di lavoratori pubblici, per vedere condannato il comportamento del Governo, indennizzati i danni economici pregressi, avviata finalmente una vera contrattazione e non una mistificazione della stessa.

La nostra azione quindi prosegue con maggiore convinzione e forza, ad ogni livello – politico – giurisdizionale – di mobilitazione, per far cessare questa odiosa discriminazione.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo su questa stessa pagina, per i colleghi interessati,  la relazione annuale della Corte dei Conti (allegato 1)  un articolo di qualche giorno fa de IL MESSAGGERO sul rinnovo contrattuale (allegato 2), e una mozione presentata da parlamentari di FdI-AN (primo firmatario l’on. W. Rizzetto) sullo stesso argomento, che fa riferimento anche alla nostra iniziativa ricorsuale alla CEDU.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Corte dei Conti – Relazione sul lavoro pubblico anno 2016

Allegato 2: Rinnovo contrattuale, articolo de IL MESSAGGERO

Allegato 3: FdI/AN mozione contratti pubblici

 

 

Notiziario n. 93 del 4 settembre 2014 –

Renzi e Madia  sorridenti e soddisfatti
Renzi e Madia, sorridenti e soddisfatti

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 del 3 settembre 2014 nel quale la FLP dà notizia dell’annuncio del Ministro Madia relativamente alla proroga anche per il 2015 del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici e sollecita una mobilitazione unitaria di tutto il Pubblico Impiego.

 “Il Governo Pinocchio getta la maschera e annuncia, per bocca del Ministro per la Pubblica amministrazione Madia, l’ulteriore blocco dei contratti dei dipendenti pubblici anche per il 2015.

Nonostante le smentite agostane dopo le prime voci raccolte in ambienti governativi, Renzi ha preferito la via più facile: continuare ad usare i 3,3 milioni di dipendenti pubblici come bancomat e lasciare che evasione fiscale, società partecipate, corruzione continuino imperterrite a drenare risorse pubbliche.

Non sono bastati i quasi 400mila posti di lavoro persi nel settore pubblico negli ultimi 10 anni, il 15 per cento del salario lasciato per strada grazie ad un blocco contrattuale che va avanti dal 2010, un’intera categoria che da ceto medio sta precipitando pericolosamente nella categoria dei nuovi poveri, un calo dei consumi così forte da innescare una deflazione che ci fa tornare indietro di oltre cinquant’anni.

Soprattutto, non sono bastate le proposte costruttive presentate dal sindacato – FLP in primis – per raggiungere risparmi e recuperare fondi anche per rinnovare i contratti. Renzi, così come i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni ha individuato nel pubblico impiego la categoria da colpire oppure semplicemente non ha il coraggio di fare scelte eque perché deve “comprare” il consenso politico.

Abbiamo 180 miliardi di evasione fiscale ma, si sa, gli evasori votano; abbiamo migliaia di società partecipate che hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti, che non producono alcun servizio per la collettività e drenano miliardi di euro ogni anno. E Renzi aveva anche annunciato (tra le centinaia di annunci di cui è costellata la sua non-azione di governo) un piano per eliminarne la maggior parte ma qualcuno deve averlo richiamato all’ordine: le casse del PD sono vuote e gli stipendi dei consiglieri di amministrazione di nomina politica servono anche a finanziare i partiti e così il piano è letteralmente sparito; la corruzione è arrivata oltre i livelli di guardia ma nemmeno in quel campo, a parte gli annunci, si muove nulla.

“Di fronte a questa situazione non resta più alcuno spazio di mediazione – così ha commentato l’annuncio del Ministro Madia il Segretario generale della FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche) Marco Carlomagno.

“L’annuncio del Ministro è la riprova che abbiamo fatto bene ad adire la Corte Costituzionale contro il blocco contrattuale e speriamo che entro l’anno questa si pronunci positivamente.

“Riuniremo nei prossimi giorni i nostri organismi decisionali– ha concluso Carlomagno – ma di fronte a un attacco di questo genere occorre che, unitariamente, il movimento sindacale e i pubblici dipendenti mettano in campo una forte mobilitazione. Verificheremo la fattibilità di uno sciopero generale della categoria per i primi giorni di ottobre!

                                                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE FLP “.

                                                                               

Preghiamo di dare la massima diffusione tra i lavoratori al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Quaderno FLP DIFESA n. 6 /2014

bPubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 6/2014″ con il testo coordinato e aggiornato del D.Lgs.  30.11.2001, n. 165  recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”,  aggiornato sino alla Legge 11.08.2014, n. 114 (conversione in legge del Decreto Legge 24.06.2014, n 90).

La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversa alta del sito.

COORDINAMENTO  NAZIONALE  FLP DIFESA

Quaderno n. 06-2014 – D-Lgs. 30.03.2001, n. 165-agg. alla L. 11.08.2001, n. 114-

lavoro pubblico


Il Segretario Generale di CSE Marco Carlomagno scrive al Ministro della Funzione Pubblica Zangrillo, rappresentando le principali criticità da affrontare, fra cui: -salari bassi con aumenti contrattuali non adeguati al tasso di inflazione e sempre in ritardo di anni; -bassa valutazione della Indennità di Vacanza Contrattuale; -defiscalizzazione del salario accessorio; -rafforzamento del cuneo fiscale; -assunzioni in numero adeguato a fronte della grave carenza attuale, aggravata dall’esodo del personale mediamente anziano; -chiusura della stagione delle esternalizzazioni

6 Dic 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 78 del 06 dicembre 2022 – Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dello scorso 6 dicembre, a firma del Segretario Generale della CSE Marco Carlomagno, inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Paolo Zangrillo che riepiloga, in sintesi, le principali criticità da affrontare e le azioni e proposte della […]


Gli emendamenti al DDL sul Bilancio 2021 (AC 2790-bis) che riguardano il lavoro pubblico, proposti e sollecitati da FLP, che sono stati approvati dalla V^ Commissione della Camera. Tra questi, anche quelli che riguardano direttamente il personale civile della Difesa (assunzioni, risorse per il FRD e incremento IdA). Il comunicato della Segreteria Generale FLP. Ora si va al voto dell’Aula della Camera, e poi si passerà all’esame e al voto del Senato, verosimilmente attraverso un voto di fiducia

23 Dic 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 112 del 22 dicembre 2020 – Riportiamo di seguito il comunicato della Segr. Gen. FLP  che dà conto degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera in sede di esame del DDL AC 2790-bis in materia di lavoro pubblico, che ora saranno sottoposti al voto d’aula, per poi  passare all’esame e […]


I diversi dati sul lavoro pubblico forniti in sede di relazione 2016 dalla Corte dei Conti. Smentiti i luoghi comuni su numeri e costi alti rispetto all’Europa. Ma i media non ne parlano, ovviamente.

16 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP  con il quale  la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico. ” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi […]



“Quaderno FLP DIFESA″ con il D.Lgs. n.165/2001 aggiornato alla L.114/2014

22 Ago 2014 - Flp Difesa

Quaderno FLP DIFESA n. 6 /2014 Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 6/2014″ con il testo coordinato e aggiornato del D.Lgs.  30.11.2001, n. 165  recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”,  aggiornato sino alla Legge 11.08.2014, n. 114 (conversione in legge del Decreto Legge 24.06.2014, n 90). La presente […]


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