Notiziario FLP Difesa n. 41 del 1 luglio 2022 –

lavoro agile

Come noto, ieri, 30 giugno, hanno cessato di avere efficacia le disposizioni di cui all’art. 26 c. 2 del DL 17.03.2020, n. 18, che prevedevano, per i lavoratori fragili che non potessero rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, la riconducibilità delle conseguenti assenze al ricovero ospedaliero. Di conseguenza, a far data da oggi i lavoratori fragili non potranno più godere della tutela economica finora loro riconosciuta in caso di assenza per impossibilità di rendere la prestazione lavorativa in modalità agile.

            In merito, la Direzione Generale per il Personale Civile ha ieri diramato, pur in extremis, la circolare n.43347 del 30 giugno u.s. (all. 1) con la quale, nel prendere atto della cessazione delle misure economiche di tutela di cui sopra, ha tuttavia confermato ai “datori di lavoro”, (rivolgendosi dunque alle articolazioni territoriali della Difesa evidentemente più riottose) l’orientamento già espresso in precedenza con le circolari  n. 25075 del 08.04.2022 e 23205 del 31.03.2022, di continuare – secondo buon senso, intelligenza e serietà – con tutte le misure ritenute utili a garantire la tutela dei lavoratori/lavoratrici che versano in condizioni di fragilità, ivi compreso lo smart-working continuativo, suggerendo il prudente apprezzamento da parte del datore di lavoro, sulla base di apposita prescrizione medica, fatta salva la possibilità di avvalersi della sorveglianza sanitaria eccezionale (che resta sempre nella disponibilità del datore di lavoro).

            A tal fine, la D.G. ha indicato, quale diretto corollario, la conferma degli attuali accordi individuali in materia di lavoro agile, eventualmente rimodulati. Dunque un segnale forte da parte della D.G.: non è ragionevole disporre, a scadenza della tutela normativa, il rientro massivo dei lavoratori fragili; questi non devono essere esposti a rischi indiscriminati, proprio in quanto gli Enti hanno a disposizione gli strumenti per proseguire nell’esperienza del lavoro agile, e a maggior ragione in quanto il lavoro agile continua a essere misura utile a ridurre il rischio di esposizione alle nuove varianti del COVID, che pure imperversano anche nella stagione calda, caldissima, che stiamo vivendo.

               A riguardo, sempre in data 30 giugno, la Funzione pubblica ha pubblicato sul sito internet, fra l’altro, le indicazioni sui lavoratori fragili, precisando che “La flessibilità già presente nella disciplina di rango primario e in quella negoziale per l’utilizzo del lavoro agile per il pubblico impiego, evidenziata già nella circolare del 5 gennaio 2022  (all. 2), a firma congiunta dei ministri della PA e del Lavoro, consente anche dopo il 30 giugno 2022 a legislazione vigente, di garantire ai lavoratori fragili della Pubblica amministrazione la più ampia fruibilità di questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. Questa flessibilità potrà continuare a essere utilizzata… … anche derogando, ancorché temporaneamente, al criterio della prevalenza dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza.

            Val la pena ricordare che la questione dei lavoratori fragili si incardina nella più ampia tematica del lavoro agile “ordinario”, e che:

– già dal 2018 era stata avviata una fase sperimentale del Lavoro Agile nella Difesa di cui al Regolamento sottoscritto dal CSMD e dal Segretario Generale della Difesa (all. 3), che si è per lo più concentrata presso Enti dell’Area Centrale;

– con l’emergenza è stato adottato il “lavoro agile emergenziale”, con modalità semplificata, ma intanto si è lavorato al confronto con le OO.SS. per la redazione del “Regolamento del Lavoro agile ordinario della Difesa”, di imminente pubblicazione;

– il Piano Organizzativo per il Lavoro Agile nella Difesa è stato pubblicato lo scorso novembre (all. 4) ed aggiornato il 18 maggio 2022 (all. 5), e dovrà essere adeguato alle nuove indicazioni della P.A. per l’adeguamento in PIAO, il cui Regolamento è stato pubblicato in GU con DPR 24.06.2022, n. 81 (all. 6);

– il CCNL FC 2019-2021 ha istituzionalizzato il Lavoro agile e il lavoro da remoto;

– nel frattempo la DG, con le circolari n. 21584 del 25.03.2022 e n. 42673 del 27.06.2022, già pubblicate sul nostro sito, ha richiamato l’attenzione degli Enti alla reale praticabilità del lavoro agile ed alla “prorogabilità degli accordi individuali già sottoscritti con il personale civile degli Enti della AD”.

Dunque, non deponiamo le armi, e facciamo vivere il lavoro agile negli Enti della Difesa.

Cordialissimi saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI-Pasquale BALDARI

All. 1: 30.06.2022 Persociv circ 43347 Fragili dopo il 30.06.2022

All.2 : 05.01.2022 MIN FP + MIN LAVORO – circolare_lavoro_agile

All. 3 : 2018 SMD-SGD Regolamento Lavoro Agile

All. 4 : 09.09.2021 MIN DIFESA – Piano Organizzativo Lavoro Agile Difesa

All. 5 : 18.05.2022 PERSOCIV 33978 – Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO). Aggiornamento – POLA 2022-2024

All. 6 : 24.06.2022 DPR n. 81 Regolamento per PiAO

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 25 marzo 2022 –

Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione n. 12 di data odierna, che precisa che, dopo la fine dello stato di emergenza dal 1 aprile p.v., nessuna modifica interviene nella possibilità di fare lavoro agile, atteso che, nelle more dell’entrata in vigore del nuovo CCNL ora al vaglio della Corte dei Conti, rimane tuttora valida la circolare Brunetta-Orlando che consente quella modalità di prestazione lavorativa su base plurimensile a fronte di prevalenza complessiva del lavoro in presenza.

“Con l’approssimarsi del 31 marzo 2022, e la cessazione dello stato di emergenza, molti colleghi ci chiedono chiarimenti relativamente a cosa avverrà per il lavoro agile nelle Amministrazioni del comparto.

Ricordiamo che già dal mese di ottobre del 2021, a seguito dell’emanazione del DM Brunetta, il lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazione è già regolato in via ordinaria, come confermato dalle Linee guida emanate sulla materia dalla Funzione Pubblica. Norme da noi a suo tempo fortemente contestate, sia perché adottate in una situazione ancora rientrante nello stato di emergenza, e quindi pericolose per la salute dei lavoratori e dei cittadini, sia perché volendo regolare il lavoro agile a regime contenevano alcune limitazioni, chiaramente adottate per limitare il lavoro agile, correlate al principio della prevalenza, anche individuale, del lavoro in presenza rispetto a quello agile.

L’unico elemento collegato alla sopravvenuta emergenza sanitaria di fine anno lo si ritrova nella successiva circolare Brunetta-Orlando nella quale, per il lavoro pubblico, viene previsto un arco temporale di riferimento per il calcolo delle giornate in lavoro agile fruibile, su base plurimensile, sempre però nel rispetto del principio della prevalenza del lavoro in presenza complessivo.

Questo comporta, è bene ribadirlo, che nessuna modifica interviene a partire dal 1 aprile 2022 e che quindi sarebbero del tutto immotivate le iniziative delle Amministrazioni di utilizzare la fine dello stato di emergenza per ridurre surrettiziamente le giornate di lavoro agile ora autorizzate.

Tanto più che tutta la materia del lavoro agile è stata regolata dal nuovo CCNL delle Funzioni centrali e sarebbe assolutamente inaccettabile andare a una nuova regolamentazione che non solo sarebbe penalizzante rispetto ad un quadro normativo che non è modificato, ma addirittura adottata ignorando, o in contrasto, con la nuova disciplina contrattuale di imminente applicazione.

Per quanto concerne i lavoratori fragili il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi e pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale (D.L. n. 24), a differenza di quanto annunciato e previsto nella bozza entrata in Consiglio dei Ministri, a una prima lettura pare non prevedere alcuna proroga per detti lavoratori, in quanto la previsione di differimento al 30 giugno 2022 prevista nella bozza di DL entrata in Consiglio dei Ministri non è più presente nel testo del decreto pubblicato, circostanza questa che, al momento, elimina la tutela di questi lavoratori a partire dal 1 aprile p.v..

Una decisione, questa del Governo, incomprensibile e inaccettabile, in un momento in cui la situazione sanitaria è ancora caratterizzata di una circolazione molto forte della variante Omicron 2, e il numero dei contagi di nuovo in aumento.

Come FLP, sulla scorta di quanto ottenuto il mese scorso in Parlamento, con l’avvenuta approvazione di un emendamento da noi proposto, che prorogò fino al 31 marzo 2022 le tutele per il personale fragile, ci batteremo perché in sede di conversione in legge del Decreto venga modificata questa iniqua decisione.

In ogni caso siamo impegnati, in ogni Amministrazione del comparto, a garantire da subito la piena tutela a detto personale, utilizzando tutti gli strumenti della contrattazione integrativa, per impedire rientri che possano aggravare tali patologie, garantendo adeguate misure di protezione a chi versa in precarie condizioni di salute.

Una cosa deve essere chiara.

Contrasteremo ogni tentativo pretestuoso di mettere in discussione quanto ottenuto in questi mesi sul lavoro agile e le tentazioni della burocrazia più retriva di azzerare una modalità lavorativa innovativa capace di coniugare efficienza, modernizzazione dei processi, e conciliazione vita lavoro.

Tanto più in un momento come questo in cui convivono una situazione sanitaria ancora preoccupante e gli effetti dell’emergenza energetica causata dal conflitto in corso.

Il lavoro agile, come abbiamo ribadito nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Draghi, anche in questo caso, nel rispetto della continuità e della qualità dei servizi resi a cittadini e imprese, può permettere sia un notevole risparmio dei costi per gli spostamenti, che un migliore utilizzo delle risorse energetiche disponibili nei settori direttamente collegati alla produzione di beni e servizi, e delle prestazioni essenziali del trasporto pubblico, della sanità e della sicurezza.

La Segreteria Generale FLP “

Come FLP DIFESA, consideriamo molto grave che, nel Decreto Legge n. 24, che pubblichiamo nello spazio News del nostro sito, il Consiglio dei Ministri abbia cassato la previsione di proroga al 30 giugno 2022 del lavoro agile per i lavoratori fragili, una scelta assolutamente incomprensibile e immotivata alla quale il Parlamento dovrà porre riparo in sede di conversione in legge del decreto, e noi lavoreremo in questo senso, anche se non ci sfugge che la modifica della norma, atteso i 60 giorni di tempo a disposizione delle Camere per la conversione in legge,  potrebbe avvenire in prossimità del 30 giugno.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP DIFESA n. 54 del 29.07.2021 –

LAVORO AGILE SEMPLIFICATO

Come noto, il D.L. 22 aprile 2021, n. 52 è stato convertito, con modificazioni, nella Legge 17 giugno 2021, n.87 (in G.U. 21/06/2021, n.146), comprendendo nel testo così modificato anche le disposizioni recate dal DL n. 56 del 30 aprile 2021.

Per effetto di tale legge, in relazione all’organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici pubblici sono rimaste immutate le disposizioni recate dall’art. 263 (Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile) commi 1 e 2 dell’ex D.L. 19 maggio 2020 n.34 (ora Legge 17.07.2020 n°77) come modificato dal citato DL 56/2021, che prescrivono alle amministrazioni pubbliche, nell’ambito delle misure organizzative volte a regolare il riavvio delle attività economiche, produttive e sociali: a) di adeguare la presenza del personale nei luoghi di lavoro alle esigenze della progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e a quelle dei cittadini e delle imprese connesse alla graduale riapertura e riavvio delle attività produttive e commerciali; b) di organizzare “… il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza applicando il lavoro agile, con le misure semplificate ….. (omissis)… e comunque a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente.”.

Pertanto, rimane, ferma – fino alla definizione della disciplina del lavoro agile da parte dei contratti collettivi, ove previsti, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021 – la prescrizione relativa alle modalità organizzative sopra riportate, e dunque l’applicazione del lavoro agile in forma semplificata, senza una vincolata percentuale minima di applicazione di detta modalità. Rimane altresì fermo l’obbligo delle amministrazioni di adeguamento alle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute e di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19 adottate dalle competenti autorità.

LAVORATORI “FRAGILI” E PROTOCOLLO NAZIONALE DIFESA DI PREVENZIONE E SICUREZZA DEI LAVORATORI DA COVID-19.

Per i lavoratori ‘fragili’, ferma restando l’esclusione della presenza in sede, stante il diverso contesto epidemiologico nonché l’evoluzione della realizzazione del piano vaccinale nazionale, sarà cura del dirigente acquisire la rinnovata valutazione del medico competente in ordine all’idoneità a svolgere attività lavorativa in sede, eventualmente fornendo indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente precauzionali. Con riferimento ai lavoratori in condizioni di rischio si evidenziano alcune delle disposizioni recate dal recente D.L. n. 105 del 23 luglio u.s., che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina,  e nel particolare si segnala:

La D.G. del personale civile nel diramare l’ultima direttiva in materia di lavoratori fragili con la circolare n°44385 del 05.07.2021, valorizzando il quadro normativo di riferimento a tale data ed evidenziando il “chiaro intento del legislatore volto a tutelare le categorie dei lavoratori più esposti al rischio“, ha legato lo svolgimento di norma della prestazione lavorativa in modalità agile per i lavoratori fragili e per i lavoratori in condizione di rischio sino al termine dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19 che era in precedenza previsto sino al 31 luglio u.s..

La FLP DIFESA, al fine di dare indicazioni univoche a tutte le articolazioni del Ministero Difesa, prima che errate o libere interpretazioni creino situazioni di inutili esposizioni a maggior rischio di contagio per le categorie di lavoratori in esame, con nota del 27 luglio u.s. che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina), ha richiesto al D.G. di Persociv:

  1. Di diramare urgentemente una circolare di prosecuzione a quella del 5 luglio u.s., che ribadisca gli stessi contenuti e che preveda, per tali categorie di lavoratori a rischio, indipendentemente dal fatto che siano vaccinati o non vaccinati, lo svolgimento di norma della prestazione lavorativa in modalità agile fino al 31 dicembre 2021, corrispondente alla nuova data di scadenza dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19 disposta con il DL 105/2021;
  2. Di convocare le OO.SS. nazionali per il necessario aggiornamento del Protocollo di accordo applicativo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti civili del Ministero della Difesa in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile – Aggiornamento novembresottoscritto in data 27.11.2020.

Come sempre, Vi terremo aggiornati.

p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Allegato 1: 27.07.2021 – lettera FLP DIFESA a PERSOCIV

Allegato 2: 23 07 2021 DL 105-23.07.2021 decreto green pass

Notiziario FLP Difesa n. 1 del 08/01/2021 –

Trascriviamo di seguito il notiziario CSE n. 2 avente ad oggetto le misure per il lavoro pubblico e privato e per la previdenza contenute nella legge di bilancio 2021.

“Come è noto il 30 dicembre 2020 il Senato ha approvato in seconda lettura la legge di Bilancio 2021.

Si tratta di un provvedimento sul quale già nei giorni scorsi abbiamo offerto una prima valutazione, segnalandone luci ed ombre.

LAVORO PUBBLICO

In particolare per il lavoro pubblico riteniamo insufficienti le risorse stanziate per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego scaduti ormai da due anni, le assunzioni autorizzate, prive di un disegno coerente di vero rilancio degli organici dopo decenni di blocco, e in definitiva un approccio ancora legato in buona parte alle vecchie logiche delle iniziative episodiche dettate più dall’accettazione di singole richieste che da un piano organico e strutturato di efficientamento delle Pubbliche Amministrazioni.

Per il rinnovo dei contratti vengono stanziati 400 milioni di euro che si aggiungono alle risorse delle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2020 portando lo stanziamento  complessivo a 3.775 milioni di euro.

Queste risorse però sono comprensive di quelle necessarie a stabilizzare l’elemento perequativo (circa 250 milioni di euro) e per coprire l’indennità di vacanza contrattuale (443 milioni di euro).

Tenuto conto che il finanziamento copre anche il rinnovo dei contratti della dirigenza, è di tutta evidenza che la media  degli incrementi retributivi per il personale delle aree è inferiore a quella annunciato dal Governo, ed è stimabile in linea con quella dei contratti 2016-2018  (circa 85 euro medi) e quindi non in grado di recuperare in alcun modo il blocco decennale subito dalle retribuzioni a partire dal 2010 e tantomeno di finanziare il nuovo ordinamento professionale.

Non a caso la CSE nei mesi scorsi ha presentato numerose e specifiche proposte di modifica normativa, che superando i vincoli e i limiti imposti in questi anni alla contrattazione integrativa, potevano permettere, utilizzando risorse già nella disponibilità delle Amministrazioni, il finanziamento di molti istituti quali quelli delle progressioni economiche, del sistema indennitario, della produttività e del nuovo ordinamento.

A tal fine appare assolutamente riduttiva la norma contenuta nel comma 870 che prevede unicamente il recupero delle risorse dello straordinario e dei buoni pasto non corrisposti nel 2020.

Così come, pur valutando positivamente alcune misure approvate per il finanziamento dei Fondi risorse decentrate del personale del Ministero della Difesa, (anche ai fini della rivalutazione dell’Indennità di amministrazione), della Giustizia, dell’Interno e delle Politiche agricole, ritenevamo necessario un intervento di più ampio raggio che riconoscesse nel suo complesso la centralità delle singole Amministrazioni e l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori in una fase così complessa per la tenuta e il rilancio del Paese.

Per il comparto Sanità tenuto conto del ruolo centrale assunto per la tutela della salute, a decorrere dal 2021 viene incrementata del 27 per cento l’indennità di esclusività per i dirigenti medici, veterinari e sanitari del Servizio sanitario nazionale, vengono introdotte l’indennità di specificità per gli infermieri, per gli addetti alle professioni sanitarie della riabilitazione, della prevenzione, di ostetricia, alla professione di assistente sociale, nonché agli operatori sociosanitari.

Per gli Assistenti sociali vengono previste misure di rafforzamento dei servizi sociali comunali (comma 797) e di assunzioni (commi 801 e 802).

Per la Polizia locale la previsione del superamento dei tetti del DL 78/2010  (commi 993-995) e lo stanziamento di 20 milioni di euro dal 2022 per la riforma della polizia locale.

Norme tutte queste che, come dicevamo, seppure in modo parziale e certamente non esaustivo, sono comunque dovute in larga misura alle iniziative messe in campo in questi mesi dai Coordinamenti nazionali di settore della FLP e dai sindacati della Sanità e delle Autonomie locali aderenti alla Confederazione CSE, che hanno formulato specifiche proposte e rivendicazioni al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Con riferimento al lavoro pubblico segnaliamo inoltre (comma 958) l’abrogazione della norma voluta dalla Ministra Bongiorno dei sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini del controllo dell’orario di lavoro.

LAVORO PRIVATO

Per il lavoro privato valutiamo positivamente lo stanziamento per i trattamenti di integrazione salariale, la proroga della cassa integrazione (commi 299 e 300), le misure in materia di assunzioni di lavoratori socialmente utili, la proroga del divieto di licenziamento (commi 309-311), il rinnovo dei rinnovo contratti a tempo determinato (comma 279) e il contratto di espansione.

Così come segnaliamo gli sgravi retributivi per incentivare l’occupazione giovanile (commi 10-15), l’esonero parziale dei contributi previdenziali per i contratti di lavoro a tempo indeterminato stipulati nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna (commi 161-167) .

Inoltre viene stabilizzata e portata a regime la detrazione dall’imposta sul reddito da lavoro dipendente delle persone fisiche di 600 euro per i redditi sino a 28.000 euro, con importi riconosciuti in decremento fino al tetto massimo di 40.000 euro (commi 8 e 9).  Importi poi modificati e portati fino ad un massimo di 1.200 euro dal Decreto legge n. 182 del 31 dicembre 2020

PREVIDENZA

Sulla previdenza vengono accolte una parte  delle richieste che come CSE in questi mesi abbiamo formulato al tavolo sulle Pensioni insediato a fine 2019 presso il Ministero del Lavoro:  viene disposta la proroga  di Opzione donna (comma 336), dell’APE sociale sino al 2021 (commi 339 e 340), e sino al 2023 della cosiddetta Isopensione – esodo anticipato nei casi di aziende con eccedenza di personale per coloro che potrebbero accedere con in requisiti minimi nei successivi 7 anni – (comma  345).

Viene inoltre riformulata la modalità di calcolo della contribuzione per il personale con contratti di lavoro parziale verticale del settore privato, includendo nel computo dell’anzianità il totale della contribuzione annua al minimo contributivo settimanale (comma 350), superando la penalizzazione rispetto al lavoro pubblico  dove viene considerato per intero.

Non è stato invece modificato, come richiesto dalla CSE, il coefficiente di trasformazione del montante contributivo, con il risultato che le pensioni in godimento non solo non vengono rivalutate rispetto all’andamento del costo della vita, ma vengono addirittura diminuite, mentre permane ancora l’inaccettabile discriminazione dell’erogazione del TFS ai dipendenti pubblici che non può essere certamente sanato dal farraginoso  e non decollato sistema della Convenzione con gli istituti bancari.

Sul sistema pensionistico nel suo complesso, la sua tenuta e le sue prospettive, per la CSE è necessario agire con una vera riforma, che non si limiti alle proroghe di istituti parziali, ma affronti le questioni nodali a partire dalle modalità di uscita dopo la fine del periodo sperimentale di quota 100,  della separazione tra previdenza e assistenza, del riconoscimento delle nuove attività usuranti, della rivalutazione delle pensioni e  di quelle future.

Mettendo al centro la previdenza pubblica, senza le fallaci e fuorvianti chimere della previdenza integrativa.

LAVORATORI FRAGILI

Infine per quanto riguarda i lavoratori fragili viene prorogata fino al 28 febbraio 2021 la norma che prevede l’equiparazione dell’assenza dal servizio per patologie da  immunodepressione  o  da  esiti  da patologie  oncologiche  o  dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, al ricovero ospedaliero e il diritto al lavoro agile anche attraverso lo svolgimento della prestazione lavorativa in mansioni diverse da quelle ricoperte, anche di area diversa o attraverso attività formative da remoto.(commi 481-483).

A differenza degli altri anni in cui la legge di bilancio costituiva lo strumento fondamentale di spesa e di investimento per tutti i settori produttivi, quest’anno, a causa della grave emergenza derivante dalla pandemia, numerosi sono i provvedimenti già emanati e quelli in via di approvazione per sostenere il tessuto economico del Paese e rilanciare consumi e investimenti.

Vanno letti quindi tutti nel loro complesso al fine di verificarne l’adeguatezza.

***

Quello che è certo è che la partita decisiva per i prossimi anni la si giocherà con il pieno e coerente utilizzo delle ulteriori risorse rispetto a quelle già autorizzate in deficit di bilancio, derivanti dal recovery plan, su cui purtroppo registriamo già ritardi nell’elaborazione  e nella definizione degli strumenti operativi.

Una opportunità che il nostro Paese assolutamente non può perdere e che ci vede già impegnati a incalzare il Governo e tutte le forze politiche nel chiedere misure adeguate, prospettiche, sinergiche e di ampio respiro .

Lo faremo come sempre, mettendo al centro le nostre proposte e le nostre idee, chiedendo un confronto serrato, senza pregiudizi, ma anche  senza sconti.

LA SEGRETERIA GENERALE”

Non possiamo che condividere considerazioni e le critiche, in particolare in merito a rinnovo del CCNL ed alle pensioni. Per quanto riguarda le questioni di casa Difesa, rinviamo ad appositi notiziari, a partire dal Notdif. n. 2/2020, che analizza le ricadute della legge di bilancio sul trattamento economico del personale civile.

In allegato, il Notiziario n. 2 del Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali della nostra Federazione, che riferisce in materia di aggiornamento del coefficiente di calcolo del trattamento economico di pensione, e della necessità di un confronto con il Governo per mettere mano a questa scure progressivamente sempre più pesante.

 Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : Notflp02-21_DIPPA_coefficiente_Pensioni

Notiziario FLP Difesa n. 94 del 30 ottobre 2020 –

Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri  a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti.

In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le resistenze e la disattenzione generalizzata al Protocollo Nazionale, rilevate fin dalla sua emanazione: spesso non ve ne è stato richiamo nei riferimenti normativi dei Protocolli locali, (mentre è costante il rinvio alle Linee Guida, alle Direttive e alle Circolari emanate dagli organi di vertice); addirittura in taluni Enti è adottata per il personale civile la modulistica prevista per i militari, nella quale restano i richiami ai codici disciplinari militari. E vi sono Enti dove le relazioni sindacali sono pressochè sconosciute, altri nei quali i Comitati, pur costituiti, rimangono “inattivi”, altri che diradano le relazioni e le riunioni con le OO.SS, altri ancora indisponibili a fornire anche ai loro stessi Comitati le informazioni e documenti relativi alle misure adottate e alle situazioni di positività al COVID 19. E spesso i Protocolli locali non sono aggiornati alle normative più recenti. Pertanto ci siamo dichiarati favorevoli alla intenzione dell’AD di emanare circolari congiunte Persociv/SMD/SGD, utili a incidere sugli Enti dipendenti; non potevamo però non rilevare che l’impegno di AD a nostro parere dovrebbe più specificamente guardare alla massima promozione e diffusione del Protocollo Nazionale su cui si sta lavorando, e alla sua implementazione, che lo renda esaustivo rispetto alle problematiche specifiche.

Peccato allora che, rispetto allo stato delle cose, il Direttore di Persociv non abbia dato certo un buon esempio di riguardo alle relazioni sindacali e alle controparti nazionali, nell’emanare, un giorno prima della riunione, una Direttiva interna a Persociv, che di fatto reca l’aggiornamento delle misure antiCovid-19, al netto delle risultanze del confronto di oggi e dell’aggiornamento del Protocollo nazionale, che sarà dalla stessa sottoscritto in qualità di Presidente della delegazione trattante. E peraltro non passa inosservato che sono passati quasi 3 mesi dalla nostra richiesta di aggiornamento del 7 agosto u.s. seguita alla sottoscrizione del Protocollo 24 luglio 2020 e della successiva circolare della Funzione Pubblica in pari data.

In ogni caso, premesso che lo stato di emergenza è prorogato al 31 gennaio 2021, che le cronache documentano un massiccio incremento della diffusione del virus, e che abbiamo notizia di molteplici segnalazioni anche all’interno della Difesa, è impellente l’urgenza di procedere all’Aggiornamento del Protocollo di sicurezza, e di procedere alla sua tempestiva diffusione a tutti i Comandi/Enti, come punto di riferimento obbligato per il successivo aggiornamento dei protocolli locali.

A tal proposito, FLP Difesa ha formulato le seguenti considerazioni e proposte:

Un nuovo elaborato sarà prodotto dalla AD per il vaglio di SMD e SGD; dunque ancora un aggiornamento della riunione, presumibilmente alla prossima settimana. E’ tutto.

Cordialissimi saluti.

LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

lavoratori fragili


Allo scadere, il 30 giugno u.s., della norma che tutela i lavoratori fragili mediante il ricorso al lavoro agile, Persociv emana una circolare che fornisce indicazioni ai datori di lavoro al fine di agevolarne la continuità, “…con buon senso, intelligenza e serietà…”, per mantenere misure di prevenzione quanto mai opportune alla luce dei dati relativi alla massiccia diffusione delle nuove varianti del COVID-19. E’ il caso di evitare rientri massivi e indiscriminati, posto che il lavoro agile è comunque praticabile ordinariamente, oltre la stagione della emergenza.

2 Lug 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 41 del 1 luglio 2022 – Come noto, ieri, 30 giugno, hanno cessato di avere efficacia le disposizioni di cui all’art. 26 c. 2 del DL 17.03.2020, n. 18, che prevedevano, per i lavoratori fragili che non potessero rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, la riconducibilità delle conseguenti assenze al […]


Il Governo ha deciso, il 31 marzo termina lo stato di emergenza causato dalla pandemia. Nessuna modifica interverrà però nella possibilità di fare lavoro agile, atteso che, nelle more dell’entrata in vigore del nuovo CCNL ora al vaglio della Corte dei Conti, rimane tuttora valida la circolare Brunetta-Orlando. Pubblicato in Gazzetta il DL 24 del 24 marzo, non c’è la proroga al 30 giugno p.v. del lavoro agile per i lavoratori fragili. Una scelta incomprensibile e assurda, vista anche l’attuale risalita dei contagi

25 Mar 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 25 marzo 2022 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione n. 12 di data odierna, che precisa che, dopo la fine dello stato di emergenza dal 1 aprile p.v., nessuna modifica interviene nella possibilità di fare lavoro agile, atteso che, nelle more dell’entrata in vigore […]


Le novità intervenute in materia di emergenza antiCovid con il DL 23.07.2021 n. 105: stato di emergenza prorogato al 31 dicembre p.v. e prorogato altresì al 31 ottobre p.v. l’impiego in modalità agile dei lavoratori c.d. fragili. Servono indicazioni uniformi e l’aggiornamento del protocollo nazionale anticovid, anche per allineare i comportamenti di tutti gli Enti e non creare discrasie e criticità come spesso avvenuto sinora. Lettera di FLP DIFESA ad A.D, i cui contenuti ribadiremo nella riunione di domani 30 luglio a PERSOCIV.

29 Lug 2021 - Flp Difesa

Le novità intervenute in materia di emergenza antiCovid con il DL 23.07.2021 n. 105: stato di emergenza prorogato al 31 dicembre p.v. e prorogato altresì al 31 ottobre p.v. l’impiego in modalità agile dei lavoratori c.d. fragili. Servono indicazioni uniformi e l’aggiornamento del protocollo nazionale anticovid, anche per allineare i comportamenti di tutti gli Enti e non creare discrasie e criticità come spesso avvenuto sinora. Lettera di FLP DIFESA ad A.D, i cui contenuti ribadiremo nella riunione di domani 30 luglio a PERSOCIV.

Notiziario FLP DIFESA n. 54 del 29.07.2021 – LAVORO AGILE SEMPLIFICATO Come noto, il D.L. 22 aprile 2021, n. 52 è stato convertito, con modificazioni, nella Legge 17 giugno 2021, n.87 (in G.U. 21/06/2021, n.146), comprendendo nel testo così modificato anche le disposizioni recate dal DL n. 56 del 30 aprile 2021. Per effetto di […]


La legge di bilancio 2021 e le misure per il lavoro. L’analisi e le valutazioni di CSE. Solo 400 mln in più per il rinnovo dei CCNL pubblici, ormai scaduti da due anni, che sommati alle risorse già disponibili, portano ad un aumento di circa 85 euro medi per il personale delle aree: una cifra che riteniamo inadeguata e che non consente la riforma dell’ ordinamento professionale. Gli incrementi di salario accessorio per alcuni settori, fra cui la Difesa. Le novità sulla previdenza e per i lavoratori fragili

9 Gen 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 1 del 08/01/2021 – Trascriviamo di seguito il notiziario CSE n. 2 avente ad oggetto le misure per il lavoro pubblico e privato e per la previdenza contenute nella legge di bilancio 2021. “Come è noto il 30 dicembre 2020 il Senato ha approvato in seconda lettura la legge di Bilancio […]


Dopo quasi 3 mesi dal Protocollo siglato in Funzione Pubblica del 24 luglio, e molte normative intervenute nel frattempo, riunione a Persociv per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19. Riunione interlocutoria, con calendarizzazione di un nuovo incontro. Tra gli aspetti di rilievo recepiti nel documento: la tutela dei lavoratori fragili, la formazione in lavoro agile per le professionalità tecniche, il preannuncio di un tavolo per uno specifico Protocollo sul lavoro agile in Difesa. Peccato che nella pratica il Protocollo sia spesso posto in ombra dalle Direttive Interne, quali quella emanata proprio a Persociv il giorno prima…

1 Nov 2020 - Flp Difesa

Dopo quasi 3 mesi dal Protocollo siglato in Funzione Pubblica del 24 luglio, e molte normative intervenute nel frattempo, riunione a Persociv per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19. Riunione interlocutoria, con calendarizzazione di un nuovo incontro. Tra gli aspetti di rilievo recepiti nel documento: la tutela dei lavoratori fragili, la formazione in lavoro agile per le professionalità tecniche, il preannuncio di un tavolo per uno specifico Protocollo sul lavoro agile in Difesa. Peccato che nella pratica il Protocollo sia spesso posto in ombra dalle Direttive Interne, quali quella emanata proprio a Persociv il giorno prima…

Notiziario FLP Difesa n. 94 del 30 ottobre 2020 – Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri  a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti. In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le […]


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