Foto dell’incontro del Capo di SME gen. Carmine Masiello con le OO.SS. del Ministero Difesa
Nella mattinata di oggi, nella sala Montezemolo di palazzo Esercito, il Capo di SME, gen. CA Carmine Masiello, ha incontrato per la quarta volta le OO.SS. del personale civile della Difesa, a distanza di oltre un anno dal nostro precedente incontro avvenuto in data 4 dicembre 2024 (vds. Notiziario n. 73/2024).
Si è trattato di un incontro certamente interessante e ricco sul piano della discussione e del confronto con i Vertici della F.A. peraltro arricchito da alcuni importanti elementi informativi, ma che ha però seguito l’identico clichè dei precedenti sotto il profilo delle mancate soluzioni rispetto a problemi per noi decisivi.
Nel suo intervento, la nostra O.S. è partita da una constatazione frutto di quanto avvenuto di recente negli incontri di vertice di diverso livello, politici e tecnici: in tutte le occasioni di incontro, i Sindacati hanno posto, in generale, le medesime questioni, che verranno riproposte verosimilmente anche nell’incontro odierno, atteso che nessuna delle questioni poste ha trovato nel frattempo una benché minima soluzione, pur a carattere parziale.
Da questa amara constatazione, nasce una domanda precisa e per noi assolutamente ineludibile e centrale: l’Esercito, ma anche le altre FF.AA., stanno affrontando una trasformazione importante, l’ennesima per la verità, ma in un contesto internazionale sempre più complesso e complicato, che chiede alla nostra Difesa, ancor più che in passato e alla luce del nuovo quadro in essere, sul piano europeo e internazionale che si vanno progressivamente modificando, precisi impegni e risposte decisamente all’altezza e non rinviabili nel tempo, e una postura nuova che si accompagna a corposi investimenti e a modifiche organizzative importanti.
All’interno di questa nuova Difesa, più evoluta e in linea con i tempi, ci sarebbe la necessità di ripensare il ruolo e l’impiego del personale civile, in primis in termini quantitativi superando una volta per tutte la legge 244 ma anche parallelamente in termini qualitativi, definendo meglio il quadro delle professionalità che servono oggi e serviranno di più nei prossimi anni, e le relative e connesse competenze. Ebbene, a tal proposito, in questa discussione sulla nuova Difesa in un contesto più europeo, è mancata sinora una discussione seria e all’altezza deitempi finalizzata alla ridefinizione, quanti-qualitativa, della presenza civile all’interno del Ministero difesa, che continua purtroppo a registrare i vuoti di organico, tecnici e oggi anche amministrativi. Vuoti che certamente nonpotranno trovare soluzione attraverso le attuali procedure concorsuali in corso, che da una parte rappresentano una piccola goccia nell’oceano, peraltro potenziata ed esaltata dalle ripetute rinunce dei vincitori in considerazione della scarsa attrattività del nostro Ministero nei confronti del settore privato sia in termini di carriera professionale che in termini di retribuzione.
Servirà certamente un piano straordinario di assunzioni, più volte segnalato in passato oramai da tanti anni ma, sarebbe a nostro avviso assolutamente necessario, prima ancora di parlare di numeri e di professionalità, aprire una discussione seria e approfondita sul ruolo che dovrà avere il personale civile nel contesto della nuova F.A. Esercito e della nuova Difesa che si va a delineare, i compiti e le responsabilità ad esso assegnate all’interno della FA e più in particolare di alcune aree, in primis quella industriale. Se, come si afferma spesso, il personale civile è una risorsa importante e insostituibile della FA, dobbiamo allora ben comprendere che il combinato disposto tra le criticità attuali (pensiamo al trend di pensionamenti, che al 2028 ci porterà ad essere una razza in via di estinzione, cui corrispondono numeri del tutto inadeguati in termini di assunzioni) e le necessità di un impiego nuovo e diverso dei civili, impongono una discussione urgente sul “che fare”.
Dopo questa apertura tutta politica, abbiamo ovviamente riproposto i temi e le questioni ancora tutte sul tappeto e tuttora in cerca di soluzioni:
non sono stati in alcun modo avviati i tavoli tecnici di confronto su alcune materie, preparatori a successivi incontri con il Capo dell’Esercito, come avevamo richiesto nell’incontro precedente e sulla quale lo stesso Capo di SME aveva espresso una certa disponibilità, in primis le sessioni informative vecchio modello DIPE sui riordini, oggettooggi solo di semplici comunicazioni via mail, quasi sempre rituali e con moduli ripetitivi;
nessun confronto, come pure avevamo chiesto, per fare un punto di situazione attuale attraverso la quantificazione, dal 2012 a oggi, dei transiti del personale ex militare nei ruoli civili, e l’approfondimento delleimportanti problematiche che vivono a fattor comune i colleghi ex militari transitati;
l’assenza, che si protrae da anni, di procedure annuali di mobilità ordinaria in ambito Difesa, come avviene sistematicamente in altre Amministrazioni Centrali, con l’unica opzione della mobilità straordinaria (casi gravi, 104, maternità), che corre però su binari discrezionali e poco trasparenti, che fanno spesso a pugni con le regole democratiche;
lanecessitàdi unulterioreaumento progressivoestabiledel Fondo RisorseDecentrato, che quest’anno ha offerto una buona boccata d’ossigeno con le risorse rese disponibili, ma occorre che queste risorse entrino stabilmente all’interno del nostro Fondo e anche che continui comunque ad essere alimentato il percorso di perequazione;
l’inadeguatezza delle risorse destinate al lavoro straordinario, che necessitano in maggiore quantità per far fronte ai crescenti oneri di lavoro al fine di sopperire al binomio pensionamenti/mancate assunzioni;
il persistente vergognoso disallineamento delle regole in materia di trattamento di missione del personale civilerispetto a quello militare incomprensibilmente favorito (per esempio, può spendere somme superiori per il pasto, incredibile a dirsi!), che continua a menare scandalo nella colpevole indifferenza dei Vertici del Ministero;
l’inadeguatezza delle risorse destinate alla formazione continua dei lavoratori e gli altrettanto inadeguati pianiattuali di formazione, spesso limitati a corsi generici o a quelli obbligatori come l’antinfortunistica o corsi syllabus, che poco hanno a che vedere con le nostre esigenze rispetto alle quali servirebbero invece piani di formazione strutturati e permanenti, finalizzati alla crescita professionale dei lavoratori e orientati anche in relazione a specifiche esigenze (nuovi assunti; personale ex militare transitato all’impiego civile; altri);
infine, le difficolta che, a tutt’oggi, esiste in ambito F.A. per il pieno utilizzo di smart working e lavoro da remoto, che spesso sono da riferire, più che a elementi oggettivi e strutturali, ad approcci culturalmente inadeguati che non valorizzano appieno queste fattispecie lavorative nella direzione indicata dai CCNL.
Dobbiamo dire che le questioni da noi poste, quella “politica” sul ruolo del personale civile nella Difesa che va cambiando ma anche quelle più specifiche e tecniche, hanno suscitato molta attenzione nel Capo di SME, che per questo abbiamo ringraziato, ma non hanno sortito risposte in termini di impegni precisi e di soluzioni, anche perché il livello di interlocuzione è certamente superiore trattandosi di questioni a fattor comune con altri ambiti del Ministero Difesa.
Diamo però conto di alcune risultanze conclusive dell’incontro, nel quale il Capo di SME e i suoi collaboratori hanno presentato dati e prospettive che, almeno in parte, rispondono ad alcune delle sollecitazioni avanzate dalle OO.SS..
È stata confermata la possibilità di bandire concorsi su base regionale entro la fine dell’anno, un passo importante verso una maggiore apertura e trasparenza. Inoltre, è stata individuata una soluzione per garantire la disponibilitàdegli alloggi di servizio anche al personale neo-assunto e transitato, superando le limitazioni prevista dall’articolo 279 del Codice dell’Ordinamento Militare (Decreto Legislativo 66/2010) che ne vincolava l’utilizzo solo a specifiche qualifiche. La circolare MD n. 4045, pubblicata a febbraio 2024, che riguarda la gestione e l’uso degli alloggi di servizio per il personale militare, consentirebbe infatti l’accesso agli alloggi, gestiti da Difesa Servizi e prevederebbe in futuro anche la costruzione di nuove strutture alloggiative affidate alla gestione dei Comandanti Territoriali.
Un altro punto centrale è stato il riconoscimento del ruolo del personale civile, considerato essenziale per garantire continuità e competenze, soprattutto nelle aree logistiche e tecnico-operative. A tal riguardo, è stato sottolineato che la mancanza di turn over ha spesso indebolito queste competenze, e che la formazione rappresenta l’unico strumentoper recuperarle. Per questo SME intende investire sempre di più in percorsi formativi mirati.
Si è parlato anche di incentivi tecnici, descritti come un’opportunità da gestire con attenzione. L’obiettivo sarà coinvolgere il maggior numero possibile di lavoratori attraverso una corretta rotazione e un’adeguata formazione. A supporto di questo, è già stata attivata una procedura informatica da parte di SMD che consentirà, a partire da gennaio 2026, l’erogazione delle spettanze direttamente nei cedolini.
Nonostante queste aperture, dal nostro punto di vista rimane forte la sensazione che si stia procedendo con troppa lentezza e senza soluzioni realmente operative. Le criticità segnalate negli incontri precedenti restano irrisolte, e l’aumento dei concorsi, pur positivo, appare ancora insufficiente rispetto alle necessità reali. Inoltre, il Ministero non risulta più attrattivo, né dal punto di vista economico né per le prospettive di carriera, e questo rischia di compromettere la capacità di reclutare e trattenere personale qualificato.
Ribadiamo con fermezza che la riorganizzazione e l’ammodernamento dello strumento militare non possa prescindere dal pieno coinvolgimento delle OO.SS. e dalla piena valorizzazione del personale civile. La società e la tecnologia evolvono rapidamente, e i profili professionali dei dipendenti civili devono necessariamente essere aggiornati con nuove competenze e valorizzati integrando negli organici anche le Elevate Professionalità, evitando che figure qualificate vengano sminuite nel loro ruolo o bloccate da una norma sulla mobilità ormai in stallo da anni.
Sebbene il Generale Masiello abbia in più occasioni sottolineato la sua incapacità di incidere a livello politico, noi riteniamo invece che temi come l’aumento dei fondi per lo straordinario, l’equiparazione dei trattamenti di missione tra civili e militari e la stabilizzazione delle risorse FRD, siano argomenti che la Forza armata possa sollevare con forza all’attenzione del Vertice politico e richiedere su questo una forte iniziativa sui livelli decisionali di Governo.
Sotto questo aspetto, la nostra O.S. continuerà ad operare per dare ruolo, futuro e prospettive economiche e professionali alla componente civile all’interno di una Amministrazione Difesa nuova e più al passo con i tempi.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Teresa D’Urzo e Ilaria Gualtieri
Notiziario FLP Difesa n. 49 del 17 settembre 2024 –
Palazzo Esercito, sede dello SME, vista notturna
Riportiamo, di seguito, la nota diffusa tra le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze, a conclusione dell’incontro con SME da noi richiesto e che riferisce dei contenuti e delle risultanze dell’incontro sul tavolo nazionale che si è svolto a Roma nella giornata di ieri:
“Si è tenuta ieri 16.09.24, a tavoli uniti insieme alle altre OO.SS., la riunione informativa presso SME, fortemente voluta e richiesta dalla nostra Organizzazione Sindacale, riguardante punti oscuri relativi alla Riorganizzazione dell’IGM e alla costituzione del nuovo CME Toscana, di cui eravamo stati informati con una semplice mail di SME in data 30 luglio u.s. dai toni volutamente liquidatori e rassicuranti, ma che hanno però generato forte preoccupazione nei lavoratori interessati. Da qui, all’indomani della comunicazione di SME, la nostra immediata richiesta di incontro.
Fin dalle prime battute, abbiamo affrontato al cuore la criticità che ci ha portato a quel tavolo e che oramai da mesi è diventata per tutti noi quasi un mantra ossessivo, ovvero il coinvolgimento pieno delle parti sociali nelle operazioni di riordino/costituzione dei due Enti.
L’incontro con SME-Ufficio Ordinamento, è stato peraltro necessario perché più e più volte il coinvolgimento delle parti sociali sul livello locale è stato negato da parte del Comando IGM, tenendo all’oscuro il personale civile e le rappresentanze sindacali tutte, e anche perchè gli interrogativi da noi posti nell’incontro con il Capo di SME del 27 giugno u.s. sono rimasti sostanzialmente inevasi.
La discussione sul tavolo è stata aperta e franca anche con punte di palese differenziazione, e, come nostro costume, abbiamo fortemente rivendicato la necessità del pieno coinvolgimento delle Rappresentanze sindacali e della massima trasparenza sull’operazione di riordino, che dovrà assicurare in ogni caso il pieno rispetto della professionalità dei lavoratori e adeguata attenzione rispetto a eventuali criticità del personale reimpiegando.
Ciò che abbiamo ottenuto dopo un lungo tira e molla, tra mille contraddizioni e tentativi evidenti di limitare il ruolo e l’azione del Sindacato, è stato:
L’accesso agli stralci degli organigrammi dei due Enti per il personale civile, necessari per poter analizzare in maniera critica la nuova configurazione dei due Enti ed eventuali difficoltà di prospettiva;
Il coinvolgimento delle Rappresentanze sindacali nelle operazioni di riordino del personale, che dovrà essere gestito in totale trasparenza e nel rispetto delle posizioni di impiego acquisite;
La possibilità di essere attori attivi nel processo di riorganizzazione, congiuntamente al Comando IGM e con la presenza in loco del Capo Ufficio di SME DIPE, da noi espressamente richiesta.
Il Briefing con il quale SME- Uff. Ordinamento descrive in modo sintetico la riorganizzazione dei due enti.
Nell’esprimere pertanto un giudizio moderatamente positivo sull’incontro a SME in attesa comunque di verificare nelle prossime settimane gli sviluppi operativi e gli esiti concreti, saremo già da oggi al lavoro per seguire e contribuire in maniera costruttiva, prima alla messa a punto e poi alla gestione di questo progetto, perché il futuro di questi due Enti è anche il nostro e non possiamo stare ad una finestra chiusa a guardare”.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE (Maria Pia Bisogni, Maria Teresa D’Urzo e Ilaria Gualtieri)
Notiziario FLP DIFESA n. 05 del 20 gennaio 2020 –
Si è svolta lo scorso 13 gennaio, in sessione plenaria, la prima riunione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Difesa – nella sua composizione rinnovata con Decreto di SEGREDIFESA del 29/11/2019 (in allegato). Vi hanno partecipato, per conto di FLP Difesa, le colleghe Albertina Pettenella, titolare e Ilaria Gualtieri, supplente, che hanno redatto per noi la nota di seguito riportata:
Dopo il saluto di benvenuto ai partecipanti della riunione plenaria da parte della riconfermata Presidente, Dott.ssa D’Agostino, si è proceduto all’insediamento del nuovo Comitato come risultante dal Decreto di costituzione di Segredifesa del 29 novembre 2019. E’ seguita una breve presentazione di ciascun componente, posto che accanto a diversi componenti storici vi sono molti membri nuovi. Da subito sono state rappresentate le criticità connesse con la scarsa visibilità del CUG all’esterno e in merito la Presidente ha chiesto ai membri di della componente sindacale di sollecitare le proprie OO.SS affinché contribuiscano a dare maggior visibilità alle attività del CUG. Invito non certo rivolto a FLPDifesa che non solo ha sempre fornito il proprio appassionato, fattivo e costruttivo contributo alle attività del CUG ma ne ha, altresì, dato ampio risalto attraverso i propri Notiziari.
E’ stata inoltre rilevata la mancata convocazione, da parte di Persociv, di un rappresentante del CUG alle riunioni negoziali per la sottoscrizione del nuovo CCNI – parte giuridica – della Difesa, come invece espressamente previsto da contratto; in tale sede, la presenza di un delegato CUG in qualità di osservatore è fondamentale per monitorare il rispetto delle pari opportunità e per riferire al CUG sull’eventuale necessità di attivare tutte le iniziative utili a rimuovere condizioni che possano determinare qualsivoglia forma di discriminazione. In merito. il Comitato ha concordato di designare a tale incarico un suo membro a rotazione, su base delle disponibilità manifestate.
Particolare rilevanza, nel corso della riunione, ha assuntoil tema dell’aggiornamento del Piano triennale delle Azioni Positive (PAP), in scadenza in questo mese: tale documento, infatti, è parte della documentazione oggetto di valutazione da parte dell’Organo di Vigilanza Indipendente (OVI) in materia di Performance Organizzativa del Ministero della Difesa. Si è proceduto poi ad un riepilogo, ad opera dei rispettivi referenti, delle attività dei gruppi di lavoro (GdL) attivati dal precedente CUG e che continuano la loro attività:
GdL “Ex Militari Transitati”: è in fase di stesura finale un documento, da presentare al CUG, nella quale saranno esposte le criticità rilevate, in particolare quelle derivanti dalla normativa di settore e per le quali FLP Difesa ha fornito un prezioso contributo sia dal punto di vista statistico che dell’analisi dei dati;
GdL “Monitoraggio dello Smart Working”: sono state esposte le risultanze dell’analisi del progetto sperimentale avviato nella Difesa, evidenziandone i limiti derivanti dalla sperimentazione nelle sole aree centrali.Le altre criticità evidenziate sono state: la mancanza di adeguata formazione, la scarsa diffusione di informazioni in merito alle potenzialità di applicazione della norma, la scarsa pubblicizzazione sia nei confronti delle diverse articolazioni della Amministrazione che dei potenziali fruitori (ddegno di nota il fatto che su 83 posizioni disponibili solo 63 sono state effettivamente coperte); in merito è stata rappresentata una criticità emersa in particolare presso uno degli Enti in sperimentazione, dove è stata adottata una proroga del progetto pilota alla quale non risulta sia stata data adeguata pubblicità e che risulta non aver consentito l’accesso ai posti vacanti. Si auspica ora che gli esiti della sperimentazione consentano, sia pur in ritardo rispetto a quanto previsto dalla norma, una più ampia diffusione nella nostra Amministrazione di questo innovativo metodo di lavoro;
“GdL Area 1^”: è stata preannunciata la predisposizione di una proposta da sottoporre al Comitato, utile a suggerire possibili risposte alle criticità di questa Area, nelle more di una soluzione da adottare nell’ambito di un nuovo sistema di classificazione;
GdL “Tabella di equiparazione”: sono emerse profonde criticità legate sia alla equiparazione del grado di maresciallo senza laurea a profili di area III e fascia economica 3^, sia alla equiparazione del grado di Maggiore ai ruoli dirigenziali del personale civile.
La riunione è stata quindi aggiornata alla seconda metà di febbraio, nella quale verranno sviluppati ulteriormente i temi trattati e si procederà ad un aggiornamento della composizione dei GdL in funzione dell’ingresso di nuovi membri nel Comitato.
Il Coordinamento Nazionale (Federico Cesaretti – Maria Pia Bisogni)
Notiziario n. 44 del 26 novembre 2025 – Nella mattinata di oggi, nella sala Montezemolo di palazzo Esercito, il Capo di SME, gen. CA Carmine Masiello, ha incontrato per la quarta volta le OO.SS. del personale civile della Difesa, a distanza di oltre un anno dal nostro precedente incontro avvenuto in data 4 dicembre 2024 […]
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Notiziario FLP DIFESA n. 05 del 20 gennaio 2020 – Si è svolta lo scorso 13 gennaio, in sessione plenaria, la prima riunione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Difesa – nella sua composizione rinnovata con Decreto di SEGREDIFESA del 29/11/2019 (in allegato). Vi hanno partecipato, per conto di FLP Difesa, […]