Notiziario FLP DIFESA n. 111 del 21 dicembre 2020 –
Il gen. CA Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore Esercito
A seguito della precisa richiesta formulata da FLP DIFESA con lettera del 26.10.2020 che ripubbliciamo in allegato su questa stessa pagina, richiesta che era scaturita a seguito dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dell’ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 90 del 24.10.2020), il Capo di SME gen. Salvatore Farina, ha incontrato il 17 u.s. le OO.SS. E’ stato un tipico incontro di fine mandato, segnato più dall’intento di esibire i risultati sin qui ottenuti che da quello di confrontarsi sui problemi esistenti e sulle loro soluzioni.
Nel suo intervento introduttivo, il gen. Farina ha ripetuto quanto già detto in audizione alla Camera; ha ricordato i gravissimi effetti del mancato turnover, e ha ribadito la richiesta di proroga decennale della L. 244, segnalando l’importanza del pers. civile e suo know- how in tante attività. Ha informato le Parti sociali che, a breve, il CNAE renderà disponibile un link attraverso cui sarà possibile operare il calcolo della pensione e ha ricordato la convenzione con BPM sull’anticipo TFS. Ha riferito delle ristrutturazioni in corso di alcune caserme (Goito di Gaeta, S. Cristoforo di Como etc) nel rispetto dei protocolli esistenti. Ha infine sottolineato l’impegno della F.A. durante il lock down e anche nel dopo.
E’ quindi seguito il giro di tavolo, e nel corso del suo intervento FLP DIFESA ha espresso queste considerazioni:
Legge 244 e criticità Enti industriali: il giusto e apprezzato riconoscimento per il ruolo e la professionalità del personale civile non viene accompagnato da interventi normativi ad hoc. Anche nel DDL bilancio 2021 (AC 2790-bis), attualmente all’esame della Camera, non c’è traccia né di assunzioni né di provvedimenti a favore dell’area industriale. Non c’è neppure traccia alcuna della proroga decennale per la L.244 richiesta dallo stesso Capo di SME, anche se siamo a conoscenza di due DDL che hanno iniziato in questi giorni l’iter parlamentare. Ovviamente, è di tutta evidenza che senza interventi e provvedimenti ad hoc, l’esito finale delle criticità in atto risultano a tutti evidenti: la paralisi totale.
Gap retributivo: nello stesso DDL, non c’è traccia alcuna di misure retributive tese a ridurre il gap esistente con i lavoratori di altre AA.PP., nonostante gli impegni precisi assunti a luglio scorso dal Ministro (vds Notiziario 72/2020).
FLP DIFESA ha proposto e sollecitato alcuni emendamenti al DDL Bilancio finalizzati alla riduzione dell’inaccettabile divario retributivo che demotiva il personale (tra cui, 21 mln anche per il 2021-2023 al FRD), e anche altri finalizzati a un piano di assunzioni straordinarie per l’area industriale (oltre 400, destinate a Poli e Arsenali). La Commissione Bilancio li sta esaminando, FP e MEF frappongono come al solito ostacoli, che però andranno superati. Per questo, è necessario e urgente una azione tesa a portare a casa misure specifiche sul gap retributivo e sulle assunzioni. Noi ci stiamo lavorando, ma ora chiediamo un impegno straordinario in tal senso anche al Capo di SME e ai Vertici del M.D.
Riordini FA e sessioni informative: abbiamo ricordato al gen. Farina la nostra opinione al riguardo. Riordini e modifiche organiche sono oggi oggetto di scarne informazioni alle OO.SS., a carte già decise, e le OO.SS. si trovano a dover subire i riflessi negativi che arrivano dagli Enti e dagli stessi lavoratori. Anche per questo motivo, già da maggio 2018 avevamo chiesto il ripristino delle sessioni informative periodiche di SME ma la F.A. ha sempre risposto picche. Un esempio fra i tanti: il riordino del settore infrastrutturale -che solo su nostra richiesta è stato oggetto di uno specifico incontro con SME il 22 giugno u.s. e sul quale FLP DIFESA aveva espresso forti perplessità- che fine ha fatto?
Relazioni sindacali ed emergenza Covid-19: la nostra delegazione ha richiamato l’attenzione del Capo di SME su una serie di gravi criticità emerse. Ritardi nella definizione e nell’adeguamento di accordi e protocolli decentrati rispetto alle norme e ai protocolli di livello centrale; zero o quasi informazione preventiva sui contagi, sugli interventi anti infortunistici e sulle misure anti-Covid e scarso coinvolgimento preventivo di OO.SS./RSU, quasi sempre destinatarie di informazioni a posteriori, e scarsa attenzione per il ruolo dei Comitati; una evidente incapacità di cogliere, nell’emergenza ma anche in termini di prospettiva ai fini della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, l’importanza dello smart working come modalità ordinaria di effettuazione della prestazione lavorativa, e altrettanta difficoltà nel comprendere che, a differenza del telelavoro, lo smart working implica per il lavoratore un grado di autonomia che mal si concilia con l’idea che il lavoratore vada controllato per il tempo della sua prestazione e anche oltre; mancanza di strumenti informatici, grande carenza di VPN, inadeguatezza dell’organizzazione del lavoro da remoto con applicativi e piattaforme utili; insufficienti operazioni di sanificazione. Chiediamo risposte in proposito dal Capo SME.
Formazione: la richiesta FLP di inserirla nelle attività smartabili è stata recepita. Occorre ora avviare idonei percorsi, nell’ambito dei redigendi POLA , anche al fine di modificare l’approccio allo S-W in ambito Esercito e FF.AA..
In sede di replica, il Capo di SME ha ribadito le linee del proprio intervento iniziale fornendo poche risposte alle questioni poste, giustificando l’operato della FA in emergenza e manifestando interesse su POLA e formazione S-W.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE: Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Nel quadro delle audizioni promosse in ordine agli sviluppi dell’attività delle FF.AA. anche con riferimento alle esigenze operative indotte dall’emergenza epidemiologica, la Commissione Difesa della Camera ha sentito in data 20 ottobre u.s. il Capo di SME, gen. S. Farina (su questa pagina, in allegato 1, il video integrale dell’a seduta).
Nel corso del suo intervento introduttivo, il Capo di SME ha ricordato innanzitutto l’impegno della F.A. nell’emergenza Covid-19 (la messa in disponibilità di ospedali da campo per n. 3500 posti letto e n. 50 in terapia intensiva; i numerosi trasporti di uomini, mezzi e materiali; gli innumerevoli interventi di sanificazione; quelli di controllo delle zone rosse; etc. etc.) ed ha ringraziato le donne e gli uomini dell’Esercito per il lavoro effettuato. Ha quindi ricordato le cinque “linee programmatiche” (organizzazione; addestramento; infrastrutture; capacità e sistemi e personale;) illustrate in una precedente audizione (Notiziario n. 111 del 9.10.2018), e per ciascuna di esse ha operato “un quadro di situazione sulle iniziative avviate, su quelle in itinere e sulle prospettive future”.
Per quanto riguarda la linea “capacità e sistemi”, il Capo di SME ha evidenziato la necessità di colmare il gap capacitivo-tecnologico accumulato negli anni dall’Esercito, sostenendo i programmi in essere (SIC; Blindo Centauro 2; carri Ariete rinnovati; etc.) e quello importantissimo da avviare su digitalizzazione e cyber. Per quanto attiene alle “infrastrutture”, ha ricordato il progetto “Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi per l’Esercito” che prevede l’individuazione di una tipologia costruttiva specifica per la F.A. che segue i principi della green economy, del risparmio energetico, della tutela ambientale e che prevede il “co-uso” in ambiti civili. In materia di organizzazione, ha ricordato le operazioni di accentramento (CAE, per es.) effettuate in questi anni, e ha detto che le strutture di FA si sono complessivamente ridotte del 36% a fronte del 30% richiesto dalla L. 244
Ma la parte indiscutibilmente più interessante per noi è quella che ha toccato il personale, che il Capo di SME ha connotato come “elemento centrale della F.A.”. Trattasi di 98.000 militari e di 7400 civili (9.500 in organico), che appaiono in ogni caso largamente insufficienti rispetto alle necessità della F.A. e peraltro in marcato invecchiamento. Da qui la proposta di una proroga decennale del regime transitorio della Legge 244/2012 (la legge di riordino delle FF.AA. di Di Paola), di cui si parla da anni ma ancora non approdata a nulla.
Sul personale civile, il gen. Farina ha avuto parole di apprezzamento per la nostra categoria ritenuta “componente essenziale per la F.A.” e che ne costituisce il know-how nelle attività tecnico-industriali e infrastrutturali. Ha denunciato la continua riduzione del personale civile effettivo, oggi in numero di 7400 a fronte dei 9.500 previsti, anche a causa delle mancate assunzioni di questi anni. Il Capo di SME ha denunciato come negli ultimi tre anni sono entrati in F.A. solo 11 (undici) professionalità civili neo assunte a fronte degli oltre 800 lavoratori cessati, trend questo che ove dovesse confermarsi in futuro, porterebbe nei prossimi otto anni a ben 3.000 ulteriori uscite di lavoratori civili. Ulteriori, importanti dati sono stati forniti dal gen. Farina in merito agli effetti prodotti dalla L. 244 : dal momento della sua entrata in vigore, l’Esercito ha ridotto la propria forza di 15.000 professionalità militari e di 5.000 professionalità civili, e questo in anni in cui la Forza Armata ha notevolmente incrementato le proprie attività e i propri impegni, anche sullo scenario internazionale, e ancor di più in questi mesi di emergenza Covid-19, con gran parte dell’ “operazione Strade Sicure” su rimodulata di essa.
Per mantenere tutti questi impegni, la F.A. ha bisogno di più personale e di personale più giovane: da qui, la richiesta di proroga decennale del regime transitorio della Legge 244/2012 e di nuove assunzioni. Richieste di cui prendiamo atto, atteso che FLP DIFESA è stata, al momento della presentazione del DDL Di Paola, l’unica O.S. contraria, al punto di organizzare una manifestazione in via XX settembre (era il 6 luglio 2012). Oggi il coro di contestatori della L. 244 si è allargato, ma allora in piazza, nel M.D. e nelle Camere fummo contro solo noi. Ovviamente, siamo contenti di essere oggi in così bella compagnia. E speriamo che il risultato arrivi!
Nel corso dell’audizione, il gen. Farina ha speso parole di apprezzamento per il COCER Esercito, ricordando i loro diversi incontri mentre sul video compariva una slide di una loro riunione. Ne siamo contenti, ma non possiamo non ricordare a tal proposito anche l’ultima riunione con le OO.SS. è del 24 sett. 2019 (Notiziario n. 84 pari data). Pensiamo allora sia tempo di rivedersi, e per questo abbiamo inviato la nota in allegato 2 su questa stessa pagina.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo
La recente normativa in materia di emergenza da coronavirus, ha introdotto in modo drastico nel mondo del lavoro il principio che la prestazione lavorativa ordinaria debba essere svolta in “smart working”, tanto che il dl 9 del 2 marzo 2020 all’art. 18 incentiva le amministrazioni a maggiormente dotarsi di materiale informatico al fine di gestire l’emergenza, che successivamente il DPCM 11 marzo 2020 all’art. 1 c.6 ribadisce che “…le pubbliche amministrazioni assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente…”, e che ancora il DL 18 del 17 marzo 2020 all’art. 87, commi dall’1 al 3, sancisce :
che, sino alla cessazione dello stato di emergenza, il lavoro agile rappresenta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA. che, conseguentemente, limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche per la gestione dell’emergenza, e prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi di cui agli artt. da 18 a 23 della L. 81/2017;
che la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’amministrazione;
che solo quando non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto del CCNL;
infine che, esperite tali possibilità, le amministrazioni motivatamente possono esentare il personale dipendente dal servizio, configurando tale assenza come servizio prestato a tutti gli effetti senza la corresponsione dell’indennità di mensa ove prevista.
Tale disciplina è stata fatta propria e dettagliata dalla Funzione Pubblica con propria Direttiva, la n. 2 del 02 aprile 2020, evidentemente con relativamente scarso successo, tanto da indurre la nostra Federazione a rappresentare – in maniera ripetuta e in tutte le sedi, Funzione Pubblica in primo luogo ma anche presso le diverse Amministrazioni, tra le quali naturalmente la Difesa – la necessità di dare attuazione in forma massiva alle disposizioni relative al lavoro agile proprio al fine di garantire contestualmente l’attività delle Amministrazioni e la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori oltre che della collettività intera.
Quale estrema ratio, FLP è arrivata addirittura a diffidare (nota S.G. FLP del 12.03.2020) tutte le Amministrazioni affinchè fosse data immediata, piena e completa attuazione a quanto previsto dalla norma, e dunque prima di tutto il collocamento di tutto il personale possibile alla modalità di lavoro agile, senza pregiudiziali, e l’individuazione immediata e concreta delle attività considerate indifferibili da rendere in presenza.
Ebbene, come abbiamo avuto modo di evidenziare in precedenti Notiziari, nella nostra Amministrazione si sono registrate notevoli resistenze in molti Enti all’applicazione delle norme e delle indicazioni sopra richiamate, nonostante le indicazioni anche corrette che sono venute dagli Organi Programmatori, con il ricorso alla forzata utilizzazione delle ferie pregresse e dell’esenzione dal servizio.
Questa impropria applicazione è avvenuta in modo più significativo nella Forza Armata Esercito, e in particolare in alcuni Enti di primaria importanza come il Polo di mantenimento Pesante Nord di Piacenza e il Cerimant di Milano, Enti che peraltro insistono nelle aree martoriate pesantemente dalla diffusione del coronavirus, e che dunque dovrebbero essere maggiormente attenzionate dai dirigenti territoriali, anche tenuto conto delle gravissime responsabilità penali che la disciplina antinfortunistica attribuisce loro.
In merito FLP Difesa ha scritto una nota per il Capo di SME, in allegato al presente Notiziario.
p.. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo
Notiziario FLP DIFESA n. 84 del 24 settembre 2019 –
Il Gen. Farina Capo di Sme e il prof. Tridico Presidente di INPS firmano il protocollo
Il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, ha tenuto fede all’impegno da noi richiesto (vds. Notiziario n. 112 dell’11.10.2018) di incontrare periodicamente le OO.SS., e lo ha fatto oggi per la terza volta, con luci e ombre.
In apertura di riunione, il gen. Farina ha detto di aver visitato in questi mesi diversi Enti; ha comunicato di aver scritto alla Ministra Trenta chiedendo nuove assunzioni e di averne parlato anche con il DG di PERSOCIV; di aver richiesto a SGD ulteriori fondi per lo straordinario; ha ribadito la propria posizione critica sulla L. 244 e confermato la soppressione dei CEDOC al 31.12.2019; ha poi detto che le criticità nelle relazioni sindacali segnalate nelle precedenti riunioni sarebbero state risolte, e che per IGM il taglio dei profili cartografici sarebbero dovuti alla necessità di allineare gli organici agli effettivi; infine, ha detto infine no al ripristino delle “sessioni informative” chiesto da tutte le sigle nella riunione del 31 luglio u.s., adducendo motivi legati alle nuove regole introdotte dal CCNL, per come gli sarebbe stato chiarito direttamente dai suoi uffici.
Ha quindi dato la parola al Comandante Logistico dell’Esercito, gen. F.P. Figliuolo, che ha ribadito il suo giudizio critico sulla L. 244 e la necessità di modifiche, segnalando l’utilità di muovere tutti insieme verso questo obiettivo.
Successivamente è intervenuto il Direttore di CNAE (Centro Nazionale Amministrativo Esercito, che amministra oggi 106mila dipendenti di cui 10.300 civili), il quale ha comunicato che in data 31.07.2019 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con INPS per cui dal 1° nov. sarà istituito presso la Dirz. Prov. INPS di Chieti il “Polo nazionale Esercito” che accentrerà tutte le prestazioni INPS a favore del personale Esercito, con benefici evidenti nella gestione delle pratiche pensionistiche (pubblichiamo su questa stessa pagina,in allegato 1, il comunicato stampa comparso sul sito dell’Esercito).
Sono quindi intervenute le OO.SS., e la Delegazione di FLP DIFESA ha toccato questi argomenti:
Legge 244 e criticità Enti industriali: abbiamo ribadito la necessità di un piano straordinario di assunzioni e di una forte iniziativa delle FF.AA. (e dunque anche di SME) alla vigilia del DDL Bilancio 2020; abbiamo sottolineato l’urgenza di modificare in profondità la L. 244, che non ha centrato neppure gli obiettivi finanziari che si era data (la spesa 2018 per il personale è al 72%). Su questo parrebbero tutti d’accordo, tranne il Capo di SMD che nella recente audizione al Senato ha detto testualmente “penso di rimanere fermo sui numeri che abbiamo identificato nel 2012”. Differenze di vedute tra i Vertici delle FF.AA.? Abbiamo poi segnalato la presentazione alla Camera del DDL n. 1934 (che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) sul nostro sito), che prevede il rinvio al 2034 degli obiettivi di riduzione organica fissati al 31.12.2024 dalla Legge 244 e invitato la F.A. ad attivarsi al riguardo.
Riordini della F.A.: non essendo emerse dall’intervento iniziale del Capo di SME novità in proposito, abbiamo ribadito la richiesta, prima dell’avvio delle procedure di reimpiego, di un nuovo incontro tecnico con RGF e DIPE sui CEDOC per conoscere le scelte finali, oggi non emerse, e avviare nel migliore dei modi il reimpiego.
Relazioni sindacali: abbiamo decisamente contestato l’assunto che la cancellazione delle sessioni informative periodiche siano dovute al nuovo CCNL. A nostro giudizio, il CCNL non c’entra proprio nulla, le sessioni periodiche non erano previste dal vecchio CCNL e non sono previste dal nuovo. A nostro giudizio, la motivazione addotta è del tutto strumentale funzionale a giustificare una scelta inopportuna della F.A., di cui non possiamo che prendere atto, per la quale però la stessa deve assumerne la piena responsabilità. Circa le supposte criticità superate, a noi risulta invece che permangano in alcuni Enti, come a Pescara, Bologna e Catania, dove dei dipendenti del 62° Btg. sono stati sanzionati per la non partecipazione ad una cerimonia.
Impiego personale: abbiamo nuovamente chiesto la verifica degli effetti prodotti dalla Direttiva SMD-SGD del 2017.
Problematiche trattamento economico: abbiamo ricordato la nostra lettera datata 8 agosto u.s., che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina, e ribadito la necessità di un tavolo tecnico.
A margine dell’incontro, la nostra delegazione ha lungamente discusso con il Direttore del CNAE, approfondendo alcuni aspetti legati al “pacchetto d’ordini n. 7”, che, su nostra richiesta, sarà oggetto di ulteriori chiarimenti agli Enti e al potenziamento del ruolo degli Uffici periferici nella filiera.
Abbiamo così appreso da gen. Sellani che NoiPA ha detto si alla possibilità degli Enti di visionare i flussi inviati, il che dovrebbe ridurre la possibilità di errori nei cedolini, molti dei quali però già oggi risolti.
Notiziario FLP DIFESA n. 14 del 13 febbraio 2019 –
Foto della riunione in sala Diaz tra il Capo di SME e le OO.SS. nazionali
Il Capo di SME, gen. S. Farina, ha tenuto fede all’impegno, da noi sollecitato nel corso del primo incontro (si veda il Notiziario n. 112 dell’11.10.2018), di incontrare periodicamente le OO.SS. nazionali per fare con esse un punto di situazione attualizzato sulle problematiche del personale civile e più in generale di F.A., e nella mattinata di oggi si è svolto il secondo incontro, che giudichiamo positivo e costruttivo, di cui pubblicazione a piè di pagine alcune foto comparse sul sito dell’Esercito.
Nel suo intervento introduttivo, il gen. Farina ha in primo luogo ricordato alle OO.SS. le diverse iniziative avviate dopo il primo incontro, alcune dirette all’Autorità politica (sulle problematiche trattamento stipendiale; sulle urgenze assunzionali della F.A.; sulle criticità in essere negli Enti industriali), e altre all’interno della stessa F.A. (la riunione da noi richiesta e svolta a dicembre sulla implementazione della Direttiva SMD/SGD,– vds. Notiziario n. 134/2018).
A seguire, il Capo di SME ha operato un giro d’orizzonte sulle questioni di più stretta attualità: le insufficienti risposte venute dalla Legge di Bilancio sul fronte delle gravi carenze di professionalità tecniche (sarebbero solo n. 26 le nuove assunzioni destinate agli Enti Esercito per il 2019 rispetto alle n. 98 autorizzate); le problematiche innescate dal bando di mobilità che riduce la possibilità che, per questa via, si possano coprire esigenze urgenti della F.A.; l’avvio di soluzioni operative sul fronte della gestione del trattamento stipendiale (maggiore personale e una nuova piattaforma SIGE predisposta dal C4 per consentire agli Enti d’interfacciarsi direttamente con BDUS); la scelta di una progettualità nuova e di un impegno finanziario straordinario per la ricerca di soluzioni alle forti criticità che emergono sul versante infrastrutturale; nuove iniziative sul fronte della formazione, dando priorità a quella da realizzarsi direttamente il loco.
Il gen. Farina ha quindi comunicato che entro agosto sarà completato l’allineamento degli organici regionali e di Ente al D.M. 29.06.2016 e, infine, che, sulla questione “arretrati buoni pasto” che interessa i lavoratori di alcuni Enti di Napoli, gli approfondimenti operati dalla F.A. non appaiono allo stato favorevoli.
Dunque, un intervento molto articolato, quello del Capo di SME, che ha offerto spunti interessanti per i successivi interventi delle OO.SS.
La nostra O.S. nel suo intervento ha toccato i seguenti punti.
PROCESSI DI RIORDINO DELLA FORZA ARMATA EX LEGGE 244/2012: abbiamo detto al gen. Farina di aver molto apprezzato i contenuti della sua prima audizione di fronte alla Commissioni Difesa (ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 111 del 9.10.2018) e di essere rimasti molto colpiti dal grido di dolore per alcune forti criticità che la F.A. oggi vive in ragione delle scelte – da noi allora fortemente osteggiate – che sono state operate a suo tempo dalla legge delega di riordino dello strumento militare (legge 244/2012): minori risorse, forza militare in prospettiva insufficiente (“al 31.12.2024 servirebbero 10.000 uomini in più di quelli previsti”), spesa per l’esercizio ai minimi termini.
Abbiamo così ricordato il giudizio negativo che FLP DIFESA ha dato da subito di quella legge, che ha sottoposto le FF.AA. ad una faticosa cura dimagrante di cui oggi si vedono gli effetti deleteri, e senza centrare l’obiettivo fondamentale che si era data, quella del riequilibrio in senso europeo della spesa (la spesa per il personale sta continuando a salire e quella per l’esercizio a scendere). Abbiamo allora chiesto al Capo di SME se, di fronte a questo quadro preoccupante, nell’agenda della F.A., e in quella più in generale del Ministero, c’è la revisione e la correzione di quella legge, in particolare per quanto attiene gli obiettivi fissati al 31.12.2024. La risposta del gen. Farina è stata lapidaria: “ci stiamo lavorando”, e la notizia è indubbiamente importante e significativa. Attendiamo ora di conoscere gli sviluppi di questo lavoro.
In aggiunta, atteso che nel 2019 è prevista la soppressione dei CENTRI DOCUMENTALI (CE.DOC.), abbiamo chiesto di calendarizzare una specifica riunione al riguardo al fine di fare il punto di situazione anche in ordine alle operazioni di reimpiego. Il Gen. Farina ha accolto questa nostra richiesta.
POLICY DI F.A. E DIRETTIVA SULL’IMPIEGO DI SMD/SGD: abbiamo ringraziato il Capo di SME per la riunione che, dietro nostra richiesta, si è tenuta a dicembre u.s. (vds. Notiziario n. 134/2018) e abbiamo dato ampiamente atto alla F.A. di aver cercato soluzioni nuove e intelligenti, come quella di allineare, sul fronte “Capi Sezione”, gli incarichi dei nostri “funzionari” a quelli del Ten. Colonnelli, con l’obiettivo di raggiungere il 72% di copertura anche sul fronte civile. Pur tuttavia, abbiamo ribadito ancora una volta tutte le nostre riserve sui contenuti della Direttiva SMD/SGD relativamente all’ area operativa per i motivi già ampiamente spiegati nella riunione precedente del 10 ottobre 2018, e che trovano sistematicamente puntuale conferma dal fatto che nulla appare cambiato nell’impiego dei civili.
Quanto è costato l’aver abbandonato la strada maestra del Regolamento ex art. 1 del D. Lgs 7/2014!
RELAZIONI SINDACALI: la nostra O.S. ha dato atto e ringraziato il gen. Farina per aver dato seguito ad una altra nostra richiesta finalizzata a favorire positive relazioni sindacali locali. Va in questa direzione la nota a firma del gen. Farina, che ripubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina. Pur tuttavia, continuiamo ad ricevere molte segnalazioni su comportamenti impropri posti in essere da Dirigenti locali, ultime quelle relative a DAE Firenze e CEDOC Verona che sono state oggetti di note e di iniziative unitarie locali che pubblichiamo anch’esse su questa stessa pagina (allegati 2 e 3), tutte legate da un comune denominatore, il rifiuto del Dirigente di ogni confronto con OO.SS./RSU e il ricorso a decisioni unilaterali che inaspriscono gli animi e aprono il conflitto, come è appunto successo a Verona.
Di fronte a questo quadro, il problema, anche per la F.A. e per SME, è come fronteggiare comportamenti dirigenziali divergenti rispetto alle indicazioni del Capo della F.A., il che è molto grave e rappresenta un problema davvero serio, rispetto al quale attendiamo risposte.
PROBLEMATICHE TRATTAMENTO ECONOMICO: sono noti a tutti i problemi evidenziati dai cedolini di febbraio a seguito dei conguagli fiscali (vds nostra lettera al Gabinetto che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4), di cui si è anche parlato nel corso della riunione con la Ministra del 5 u.s., e che peraltro si sono innestati in quelli già esistenti da tempo sul fronte Esercito e CUSE.
Sul punto, il gen. Farina ha dato la parola al Direttore del CUSE, gen. F. Sellani, che ha voluto innanzitutto precisare che la governance del trattamento stipendiale è in capo al CUSI, e che allo stato il CUSE non può interfacciarsi con NoiPA. Per quanto attiene ai conguagli fiscali (“lordizzazione”), a detta del gen. Sellani la soluzione potrebbe essere quella di calcolarli su base mensile e non più annuale, ma le decisioni per il 2019 sono riferibili a livelli superiori al CUSE. Per quanto attiene invece le ben note problematiche del trattamento stipendiale invece afferenti al CUSE, il Gen. Sellani ha precisato di non essere a conoscenza di modifiche a breve del sistema oggi in essere, cosa diversa da quanto affermato dal Direttore del CUSI nella riunione al Gabinetto del 5 u.s..
Per quanto riguarda la corresponsione delle somme accessorie 2018 non pagate in alcuni Enti, il motivo è riferibile a ritardate comunicazioni da parte degli Enti, il che ha impedito la loro corresponsione nel precedente anno. Ora, per poter procedere, si è in attesa del decreto di riparto di PERSOCIV delle somme restituite al MEF e i pagamenti potrebbero avvenire con i cedolini del prossimo mese di marzo.
Nel prendere atto delle precisazioni fornite dal gen. Sellani, abbiamo ri-sottolineato le ricadute fortemente negative sul personale di queste problematiche, e abbiamo anche segnalato la necessità di procedere rapidamente all’inserimento dei dati contributivi mancanti per il personale che potrebbe beneficiare della c.d “quota 100”. Infine, abbiamo consegnato una nota con alcune proposte venute da colleghi che operano in Uffici periferici e indicano alcune soluzioni per agevolare il rapporto con il CUSE
A tal riguardo, preso anche atto delle problematiche tuttora in essere negli Uffici amministrativi a seguito del riordino avviato nel 2016 (vds. Notiziario n. 13 del 26.01.2016), abbiamo segnalato al gen. Farina la necessità di fare un punto di situazione su detto riordino, di cui l’ultima volta si è parlato in aprile 2017. Il Capo SME ha accolto la nostra richiesta, e pertanto se ne riparlerà a breve in sede SME.
ASSUNZIONI: abbiamo ribadito il nostro giudizio sull’insufficiena del numero di assunzioni autorizzate dalla L. 145/2018 e ribadito che la via maestra è il piano straordinario proposto a settembre u.s. da PERSOCIV.
BANDO DI MOBILITA’: abbiamo riproposto, su quanto accaduto, l’analisi contenuta nel nostro Notiziario n. 13 dell’11 u.s., e in primis la necessità di capire gli esiti dei confronti tra OO.SS. (non c’era FLP) e OO.PP. sui “gradi di scopertura”, e ricordato di aver richiesto un incontro urgente al Gabinetto, al quale oggi ci sono parse interessate anche le OO.SS. presenti al tavolo, sinora incredibilmente silenti.
In conclusione, un incontro utile e costruttivo quello di oggi con il Capo di SME, che pensiamo possa costituire, anche per altri pezzi di AD, un modello interessante per le relazioni sindacali nazionali.
Foto 1 incontro con Capo SMEFoto 2 incontro con Capo SMEFoto 3 incontro con Capo SME (delegazione FLP)Foto 4 incontro con Capo SME
Notiziario n. 134 del 6 dicembre 2018 –
Foto della manifestazione di FLP DIFESA del 6.07.2012 contro la Legge 244/2012
Nel pomeriggio di ieri 5 dicembre, si è tenuto nella sala Diaz di Palazzo Difesa l’incontro richiesto dalla nostra O.S. al Capo di SME (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 112 dell’11.10.2018 sull’incontro con il gen. Farina) per l’illustrazione dei criteri in ordine all’ implementazione in ambito Esercito della Direttiva SMD/SGD, che era stata a suo tempo calendarizzata per il 30 gennaio 2017, ma poi non effettuata.
Come si ricorderà, la Direttiva (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1), esito conclusivo del protocollo del 2.05.2016 (si veda il Notiziario n. 55 di pari data) ed emanata dai due Vertici di area in data 4.07.2017 dopo il confronto con le OO.SS., delinea i criteri per l’impiego del personale civile nelle tre diverse aree del M.D. – Area Operativa (T/O) – Area Amministrativa (T/A) e Area Industriale (T/I) -, che riteniamo apprezzabile nei contenuti per le aree T/A e T/I, mentre per l’area T/O il nostro giudizio è stato sin dall’inizio negativo.
L’incontro si è aperto con la relazione del V. Capo RGF, gen. F. Argiolas, che aveva al suo fianco e ha presentato alle OO.SS., il nuovo Capo Ufficio OO.FF.col Riccardo Fambrini, al quale abbiamo fatto i nostri auguri di buon lavoro.
Il gen. Argiolas ha segnalato come la F.A sia oggi impegnata nell’allineamento di tutti gli organici di Ente al Decreto Ministeriale 29.06.2016, il quale, rispetto ai numeri attribuiti alla Difesa dal DPCM 22.01.2013 (n. 27.894), ha individuato i profili professionali – di cui al Nuovo Sistema di Classificazione, CCNI 3.11.2010 – distribuendoli per Regione e per Organo Programmatore, e fissando per l’Esercito una dotazione complessiva di 9.498 unità (sullo sfondo, i vincoli imposti dalla legge 244/2012 e dal D. Lgs. 7/2014, che fissano in 20.000 gli organici del personale civile al 31.12.2024, di cui 6.300 per l’Esercito).
L’allineamento di cui trattasi implica la riduzione di 2.362 posizioni complessive (n. 11.860 previsti dagli organici 2017 meno le n. 9498 posizioni attribuiti dal DM 2016 all’Esercito), ed è in questo quadro che la Direttiva SMD/SGD va a collocarsi, e la cui attuazione non potrà che avvenire in modo graduale. I settori d’impiego sono quelli previsti dal protocollo (espressa qualche riserva solo sugli RSPP), e in merito all’attribuzione degli incarichi di area 3^, in sintonia con la Direttiva, i Funzionari potranno essere titolari di elementi di organizzazione (Sezioni) ma “in maniera concorrente con il personale militare”.
Il punto di riferimento sono, per la FA, gli incarichi attribuiti ai TColonnelli che, allo stato, rispetto alle 2.469 unità presenti, sono titolari di elementi di organizzazione solo in numero di 1.779, con una copertura del 72%. E’ questo l’obiettivo della F.A., raggiungere il 72% di titolarità di Sezione anche per i funzionari di area 3^, e dunque, rispetto alle posizioni fissate dal DM 2016 (n. 769), il 72% verrebbe raggiunto con 551 posizioni, 106 in più rispetto alle attuali 445, con un saldo di +106 che dovrà transitare dai TColonnelli ai Funzionari.
In materia di organici, il gen. Argiolas ci ha detto che i criteri fissati per l’adeguamento delle dotazioni di Ente al DM 2016 sono in particolare: il numero degli effettivi dell’Ente; il mantenimento delle posizioni di Capo Sezione anche se non alimentate; la situazione di reale impiego del personale per valorizzarne l’expertise maturata. Allo stato, sono state allineate già dieci Regioni, per le restanti si procederà entro l’estate 2019, e dopo si andrà alla verifica conclusiva coinvolgendo gli stessi Enti. Sin qui il gen. Argiolas.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha voluto innanzitutto ringraziare il Capo SME per la riunione odierna e anche per aver accolto un’altra nostra richiesta, che si è tradotta nella nota del 12 novembre u.s. ai Vertici di settore avente per oggetto “Rapporti con le OO.SS.”, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
In ordine alla Direttiva SMD/SGD, la nostra O.S. ha ricordato la centralità storica del problema “impiego del personale civile” all’interno di A.D., che il Sindacato ha sempre ritenuto sottodimensionato anche nel confronto con i militari, e da qui l’altrettanto storica richiesta della sua “valorizzazione”. Un problema che, ha ricordato la nostra O.S., aveva trovato un punto importante di approdo nella previsione contenuta nell’art. 1 D.Lgs. n.7/2014 (“Regolamento per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile”), esito positivo della tre giorni non stop del confronto di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della legge 244.
Una previsione poi cancellata dalla Ministra Pinotti – in accordo con CGIL, CISL e UIL – e comunicata con nota Gabinetto 14.12.2015, con la previsione di un “protocollo di intesa”, che notoriamente offre molte meno garanzie del Regolamento. Quel protocollo è stato poi sottoscritto in data 2.05.20178, e rinviava, sotto il profilo operativo, ad una specifica Direttiva SMD/SGD che è stata poi emanata il 4 luglio 2017.
La nostra O.S. ha quindi ricordato il giudizio che FLP DIFESA espresse a suo tempo: contenuti apprezzabili per quanto attiene l’impiego in area T/A e T/I, laddove sono individuati con precisione le attribuzioni d’incarico al personale civile, e invece per nulla condivisibili per quanto attiene l’impiego in area T/O, che deve “tener conto delle attribuzioni di comando e d’impiego del personale militare” e con “incarichi di responsabilità” assegnati “in maniera concorrente con il personale militare”, ovviamente dal Dirigente (militare) che non ha mai privilegiato, e continua a non privilegiare, il personale civile. E infatti non è assolutamente cambiato nulla nell’impiego in area operativa, come dimostrano le continue lamentazioni delle OO.SS., anzi per certi versi è oggi peggiorato anche a fronte del combinato disposto tra la cancellazione della tabella di corrispondenza tra ruoli militari e inquadramenti civili del novembre 2013 (Sottufficiali in area 2^) e dalle novità introdotte dal D. Lgs. 94/2017 che prevede lo sviluppo direttivo della carriera dei Sottufficiali.
A nostro giudizio, c’è dunque un problema strutturale in quella Direttiva, che dovrà essere superato, e per questo FLP DIFESA ha espresso alla Ministra Trenta, all’interno della lettera inviata il 10.09.2018 con la nostra “piattaforma”, il proprio convincimento sulla necessità che quella Direttiva venga riscritta nella parte relativa all’impiego in area T/O. Con queste premesse, ha concluso la nostra O.S., pur apprezzando enormemente il lavoro molto serio di RGF che, nelle condizioni date e a fronte dei vincoli imposti dal DM 29.06.2016, ci sembra comunque orientato ad una maggiore valorizzazione del personale civile, in primis di area 3^, che però, a nostro giudizio, non potrà mai traguardare la soluzione ottimale sino a quando la Direttiva non fisserà paletti precisi e attribuzioni altrettanto precise come nelle aree T/A e T/I..
In materia di organici, abbiamo preso atto dei criteri che stanno orientando il lavoro di RGF, segnalando insieme a tutte le altre parti sindacali la necessitò del coinvolgimento, oltre che degli Enti interessati, anche delle Rappresentanze sindacali locali che potranno così fornire contributi importanti.
Abbiamo anche chiesto che, in sede di informazione delle nuove tabelle organiche allineate al DM, la FA non comunichi solo i dati numerici relativi ai diversi profili nelle diverse aree, ma informi le OO.SS. anche per quanto attiene le posizioni rivestite nell’organigramma dell’Ente e l’eventuale attribuzione di incarichi.
Si è parlato, in riunione, anche del “fallimento” della legge 244 del 31.12.2012 (la legge delega per la riduzione dello strumento militare, quella per la quale dovremmo essere in 20.000 al 31.12.2014) e degli obiettivi di riduzione della spesa che si era posta.
Questo argomento sta diventando un mantra sul fronte sindacale, ed è davvero musica per le nostre orecchie che, a suo tempo, fummo l’unica O.S. che scese in piazza contro quella legge con la manifestazione del 6 luglio 2012, di cui riferimmo nel Notiziario n. 94 del 9.07.2012 (clicca) con un titolo illuminante: “Il coraggio di esserci, anche da soli” e con il corredo di tante foto che comparvero il giorno dopo anche su un quotidiano nazionale. Meglio tardi che mai………
La nostra O.S. ha inoltre, ancora una volta, richiesto il recupero delle periodiche sessioni informative sui provvedimenti di riordino della F.A., che RGF non ha più convocato alla luce del nuovo CCNL. FLP DIFESA ha ricordato come queste riunioni abbiano accompagnato, lungo tutti questi anni, i processi di riordino dell’Esercito che forse, anche per questo, sono stati gestiti attraverso un corretto confronto con le OO.SS. e senza conflitti, a tutto vantaggio dei lavoratori ma anche di A.D.
In risposta, il gen. Argiolas ha dichiarato la disponibilità dello SME, che ci auguriamo si concretizzi a partire dalla prossima scheda tecnica sui provvedimenti di riordino in itinere e su quelli attualmente ancora allo studio.
Infine, da parte di molte OO.SS. e noi tra queste, abbiamo riportato all’attenzione di SME le forti criticità ancora in essere nella gestione dei trattamenti stipendiali da parte del CUSE, che peraltro continua a non rispondere nonostante i numeri dedicati e i messaggi inviati.
Nei prossimi giorni, invieremo al Sotto Capo di SME una nota di una nostra struttura territoriale, che fa l’elenco della spesa. Incredibile!
Il Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Salvatore Farina
Un incontro sicuramente positivo quello di ieri pomeriggio con il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, il primo dall’assunzione dell’alto incarico, e che è stato fissato in agenda a seguito della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (vds allegato 4 su questa stessa pagina e Notiziario n. 96 di pari data). Un incontro nel quale il Generale ha manifestato grande attenzione e grande apertura in ordine alle questioni da noi poste.
Dopo il breve intervento introduttivo del Capo di SME, che ha ricordato il ruolo importante delle professionalità civili all’interno della F.A. e la sua piena disponibilità al confronto con le OO.SS., è partito il consueto giro di tavolo. Inutile dire che l’argomento che ha occupato il maggior spazio della riunione, oggetto di intervento anche di altre sigle oltre la nostra, e ancor oggi purtroppo di stretta attualità, è quello relativo alle problematiche del trattamento economico (errori nei cedolini; ritardati pagamenti; improprie decurtazioni; assegni familiari non corrisposti; etc.) che sta diventando quasi un caso nazionale toccando anche il personale militare, come dimostra l’attenzione riservata in questi giorni da alcuni media (pubblichiamo in allegato 1 l’articolo comparso su IL FATTO QUIOTIDIANO.IT di ieri).
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha segnalato come il problema nasca essenzialmente dalla centralizzazione sul CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito), con contestuale smantellamento degli Uffici periferici del trattamento economico (ultimi, quelli delle Direzioni di Intendenza) sino ad allora interfaccia di BDUS, una centralizzazione verosimilmente operata in modo molto affrettato (lo avevamo detto a suo tempo…), con gli effetti negativi che oggi si osservano. Un problema, ha rimarcato la nostra O.S., che oggi interessa essenzialmente il personale dell’Esercito. A ciò si devono aggiungere le carenze di carattere organizzativo (“il CUSE non risponde”, è oramai diventato un mantra) e quelle legate all’applicativo SIGE e alla sua interfaccia con gli applicativi BDUS, che è il tramite ultimo di riversamento dei dati a NoiPA ai fini della formazione del cedolino paga.
Di fronte a questo quadro, oggi a tinte un po’ fosche, FLP DIFESA ha rappresentato la necessità di interventi risolutivi di carattere strutturale, ma anche che alcune problematiche possono e debbono essere risolte con urgenza. In primis, che il CUSE “torni a rispondere” agli Enti e anche ai diretti interessati, e si attrezzi per fare il mestiere per il quale è nato: essere collettore dei dati stipendiali, validarli correttamente, e poi rapidamente riversarli a BDUS.
A seguito del nostro intervento, il Capo di SME ha invitato il Direttore del CUSE, Brig. Gen. Fabrizio Sellani non certo casualmente presente all’incontro, a fornire delle risposte. La prima delle quali è stato l’affermazione che il problema interessa tutte le Forze Armate (a noi non risulta, francamente, e non solo a noi per la verità, avendo letto in questi mesi di denunce del problema da parte di altri soggetti, anche il COCER, e di incontri sindacali solo per le problematiche CUSE). Ha poi riferito di un workshop con tutte le FF.AA. al quale sarebbe mancato il Direttore della Direzione per i Sistemi Informativi e dell’Innovazione di NoiPA, dr. F.P. Schiavo, il che appare alquanto preoccupante in quanto denota scarsa attenzione per le questioni che ci riguardano. Infine ha assicurato che il CUSE potenzierà il proprio livello di interlocuzione (più linee telefoniche; FAQ nei “pacchetti d’ordine”; etc.), e dunque tornerà in un qualche modo a rispondere.
A tal riguardo, abbiamo particolarmente apprezzato l’intervento conclusivo del Capo di SME, pragmatico e responsabile, che ha dato la giusta dimensione al problema senza pericolose sottovalutazioni o chiamate in causa di altri soggetti (“il problema c’è, è nostro, e va risolto rapidamente”). Ci ha poi informato di avere già investito del problema la Ministra della Difesa, e che nei prossimi giorni ne riproporrà l’urgenza, anche alla luce del fruttuoso interscambio avvenuto oggi con le OO.SS.. Ha infine affermato di comprendere l’impatto e le ricadute di questi problemi sui lavoratori e sulle loro famiglie, e anche per questo ha assicurato che seguirà personalmente il problema ai fini della sua più rapida soluzione.
L’incontro con le OO.SS. ha trattato ovviamente anche di altre ed importanti questioni poste dalle OO.SS. Per quanto ci riguarda, abbiamo proposto i seguenti temi, anche alle luce di alcuni importanti documenti che abbiamo avuto occasione di leggere (“Linee di indirizzo” del Capo SME, datato 26.03.2018 e “Punto di situazione sui provvedimenti disposti dal Capo di SME” nel primo semestre di mandato, datato 28.08.2018, che pubblichiamo in allegato 2 e 3 sempre su questa pagina) e alla linee programmatiche illustrate alle Commissioni Difesa di Camera e Senato il 20 u.s., di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 110 del 9 u.s. .
Impiego del personale civile negli Enti Esercito: FLP DIFESA ha segnalato come, a seguito di nostra specifica richiesta, era stata calendarizzata per il 30 gen u.s. un riunione con SME-RGF che prevedeva l’illustrazione della policy di F.A. circa l’implementazione della Direttiva SMD-SGD del giugno 2017 sui criteri d’impiego del personale civile e, alla luce di tale policy, i criteri ispiratori della rimodulazione degli organici degli Enti. Un appuntamento importante, in particolare per chi, come noi, crede che quella Direttiva non abbiamo introdotto alcun significativo elemento di novità in area operativa, anche in abbinata alla fine ingloriosa che ha fatto la tabella di corrispondenza concordata con l’allora SSS Pinotti nel n2013. Preso atto che, sul punto, nessuna direttiva/indicazioni è stata emanata dal Capo di SME, abbiamo chiesto la ri-calendarizzazione della riunione già prevista per il 30 gennaio u.s..
Provvedimenti di riordino: preso atto che l’Esercito ha portato a termine i provvedimenti di soppressione e riorganizzazione che i DD. LLgs. 7 e 8/2014 assegnavano alla F.A., come affermato dal Capo di SME in sede di audizione parlamentare, appare evidente come l’obiettivo fondamentale di riduzione della spesa (strutture e uomini) fissato dalla L. 244 non sia stato centrato appieno, soprattutto sul fronte della spesa per il personale che continua a lievitare, e anzi cominciano ad emergere criticità sotto diversi profili (risorse scarse; esercizio; parco infrastrutturale; addestramento; etc.). Per questo, sarebbe quanto mai utile una riflessione a tutto tondo per introdurre utili correttivi. Preso atto che il gen. Farina ha proposto in audizione di alzare il numero degli organici militari previsti al 31.12.2024, un operazione analoga si imporrebbe, a nostro avviso, anche per la componente civile, ripopolandola con una piano straordinario di assunzioni in buona parte indirizzato verso professionalità tecniche e verso Enti dell’area T/I, e valorizzandole concretamente nell’impiego.
Strategici, al tal riguardo, appaiono il tema della formazione e dell’allevamento della forza di lavoro civile, rispetto al quale abbiamo sollecitato l’avvio di una forte iniziativa affinchè venga recuperato e riavviato con il primo veicolo normativo utile (legge di bilancio 2019?) l’emendamento messo a punto insieme al Gabinetto nel quadro dell’accordo del 5 aprile, sui Centri di formazione (ex Scuole allievi operai) con l’utilizzo di lavoratori civili titolati in qualità di docenti, decaduto con il D.D.L. attuativo del Libro Bianco.
Relazioni sindacali: preso atto linee di indirizzo del Capo di SME (punto 2, let a.: “sono da censurare e stigmatizzare gli atteggiamenti presuntuosi e altezzosi da c.d. satrapi tipici di chi si fa forte con i deboli e debole con i forti”, abbiamo rappresentato le criticità a tutto tondo che ancora si osservano nelle relazioni sindacali territoriali di alcuni Enti. Ultimo esempio, una recente nota del Cte Logistico dell’Esercito che, da una parte non risponde alle diverse richieste delle RSU, e dall’altra raccomanda “di evitare la promiscua presenza nello stesso locale di personale appartenente ad unità organizzative diverse, seppur inquadrate all’interno delle stesso Ufficio” (vedere sul nostro sito per credere). A tal riguardo, la nostra O.S. ha auspicato l’emanazione di una apposita direttiva da parte del Capo di SME, a similitudine di quanto fatto a suo tempo dal predecessore gen. Errico, che produsse buoni effetti.
Infine, abbiamo chiesto che gli incontri tra OO.SS. e Capo di SME assumano una cadenza periodica.
Nella sua risposta, il gen. Farina, ha innanzitutto accolto il nostro invito a periodici incontri con le OO.SS. (il prossimo incontro sarà ad inizio 2019); ha accolto poi la nostra richiesta per una riunione specifica sulla policy di F.A. in materia di impego civile e sui criteri per gli organici, che sarà calendarizzata a breve da RGF; ha dichiarato di condividere l’idea di un piano straordinario di assunzioni e dell’avvio dei Centri di formazione, che porrà all’attenzione della Ministra e anche del Capo di SMD; infine, in materia di relazioni sindacali, approfondirà il tema e avvierà nel caso idonee iniziative al riguardo.
Dunque, un incontro per noi estremamente soddisfacente, auspicabilmente nel segno di una reciproca, permanente e fattiva collaborazione, nell’interesse del personale e in quello dell’Istituzione.
In allegato 5, pubblichiamomo il messaggio del CUSE del 9.u.s. sui pagamenti FUS (saldo 2016 e 2017) e performance (2017).
La riunione del Capo di SME con il COCER Esercito del 25 luglio 2018
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Salvatore Farina, è stato nominato al vertice della più importante F.A. del nostro Paese in sostituzione del gen. Danilo Errico che ha lasciato il servizio attivo, ed ha poi assunto l’incarico effettivo a far data dal 27 febbraio 2018.
A pochi giorni dal suo insediamento, ha inviato agli Uffici dello SME, ai Comandi Nazionali di settore (COMLOG, etc) e agli AA.CC. nazionali e territoriali la nota prot. n. 61639 datata 26 marzo 2018 con la quale ha dettato “le linee di indirizzo” in qualità di nuovo Comandante in capo della F.A., il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
Nel leggere la predetta nota, siamo rimasti francamente molto colpiti dal fatto che la componente civile risulta sostanzialmente assente nella prospettazione che ne fa il gen. Farina, che è tutta orientata su questioni che riguardano la F.A. nel suo complesso, ma tutte comunque riferibili alla componente militare: esempio la formazione, che non contiene neanche un minimo accenno a quella del personale civile.
La predetta “dimenticanza” fa il paio con un’altra “dimenticanza”. Ci riferiamo al fatto che, a distanza di oltre sei mesi dall’assunzione dell’incarico, il gen. Farina non ha ancora avuto il tempo per incontrare le Rappresentanze nazionali delle OO.SS.
Un impegno del tutto tradizionale e da tanti anni oramai consolidato in ambito Difesa, che si inserisce nel giro di incontri, istituzionali ma anche interni alla F.A., che il nuovo Capo di SM fa di norma ad inizio mandato (ora triennale). Una tradizione rispettata peraltro anche dal suo predecessore, il gen Danilo Errico, che incontrò per la prima volta le OO.SS. nazionali in data 9 giugno 2015 (vds Notiziario n. 59 di pari data), seguito qualche settimana più tardi dal secondo incontro avvenuto in data 29 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data), e al quale ne sono poi seguiti altri, e che hanno contribuito a tenere sui giusti binari il rapporto con la F.A., almeno sino alla vicenda legata alla cancellazione dei buoni pasto per alcuni Enti di Napoli. Un rapporto positivo, dunque, che ci auguriamo prosegua in futuro.
Un impegno al quale hanno sempre assolto anche tutti gli altri Vertici tecnici della Difesa, dai Capi di SM al Segretario Generale/DNA, e per ultimo anche la massima autorità politica del Dicastero, la nuova Ministra Trenta, che ha incontrato le OO.SS. in data 19 luglio u.s. (vds Notiziario n. 78 di pari data), e dunque a poco meno di 45 giorni dall’assunzione formale dell’incarico e dal giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica (1 giugno 2018).
Se questa è la prassi in essere da molti anni nella Difesa, siamo sicuri che il ritardo registrato nella messa in agenda del primo l’incontro del nuovo Capo di SME con le OO.SS. sia dovuto solo a impedimenti di natura oggettiva, legati ad altri impegni, e non certamente a mancanza di attenzione nei confronti della componente civile, e men che mai a sottovalutazione del ruolo delle Rappresentanze sindacali, e siamo pertanto certi che il gen. Farina troverà sicuramente il tempo per incontrare, dopo il COCER Esercito (riunione in sala Diaz del 25 luglio, a cui si riferisce l’immagine che accompagna nel nostro sito la pubblicazione di questo Notiziario), anche le OO.SS. rappresentative del personale civile della Difesa.
Un incontro che, al di la della ritualità dell’appuntamento, noi auspichiamo serva anche “a definire i percorsi e le modalità di carattere generale attraverso il quale si darà forma e sostanza al rapporto tra le OO.SS. nazionali e il Capo dell’Esercito e, più a valle, al rapporto con le strutture di vertice della F.A. (RGF/OO.SS. e DIPE in primis), anche con riferimento ai provvedimenti di riordino”, come si legge nella lettera qui pubblicato in allegato 1 che abbiamo inviato in data odierna al gen. Farina.
Pubblichiamo la nota SME n. 63592 del 13.08.2018, di cui siamo venuti in possesso solo ora, e relativa al differimento al 2019 dei provvedimenti di soppressione dei CEDOC (CEntri DOCumentali)
Il gen. G. Nistri (a sx) nuovo Cte Gen. dei Carabinieri e il gen. S. Farina (a dx) nuovo Capo di SME
Il generale di C.A. Salvatore Farina sarà il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito a decorrere dal 27 febbraio p.v., mentre il gen. di C.A. dei Carabinieri Giovanni Nistri sarà il nuovo Comandante Generale dell’Arma a decorrere dal 16 gennaio p.v. Sono stati nominati, su proposta della Ministra Pinotti, dal Consiglio dei Ministri (CdM) nel corso dell’ultima riunione del 22 dicembre u.s. di cui pubblichiamo su questa stessa pagina il comunicato stampa di Palazzo Chigi per la parte d’interesse, in sostituzione rispettivamente del gen. Danilo Errico, entrato in carica il 27 febbraio 2015, e del gen. Tullio Del Sette entrato a sua volta in carica dal 16 gennaio 2015, e che a gennaio di quest’anno avevano goduto di una proroga di un anno rispetto al mandato biennale inizialmente previsto, una proroga che aveva a suo tempo destato molto scalpore in ragione dell’iscrizione nel registro degli indagati del gen. Del Sette per per favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti CONSIP.
A tal riguardo, è utile ricordare che anche l’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, il gen. Claudio Graziano, disimpegna anch’esso il proprio incarico in regime di proroga ed eserciterà il proprio mandato di Comandante in capo delle FF.AA. italiane fino al 22 novembre p.v., dopodichè dovrà passare la mano verosimilmente a un generale appartenente all’Aeronautica, nel contesto di un criterio, da tempo consolidato, di rotazione tra le FF.AA., messo da parte proprio al momento della nomina del gen. Graziano.
I nuovi Vertici di Esercito e Carabinieri disimpegneranno il proprio mandato per tre anni e non più per due come avvenuto sinora, e questo in ragione di una precisa previsione del Libro Bianco, il cui disegno di legge attuativo (A.S. 2728) si è in questi mesi arenato in Senato, e che oggi di fatto risulta cancellato a seguito dello scioglimento delle Camere decretato proprio ieri dal Presidente della Repubblica Mattarella. Siccome quella previsione, inserita nel DDL attuativo del Libro Bianco fermo al Senato, non sarebbe mai potuta diventare operativa in questa legislatura, il Governo – su proposta della Ministra Pinotti – ha allora pensato bene di inserirla nel decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 (D.L. 16.10.2017, n. 148), che è poi stato convertito senza modifiche nella Legge 4.12.2017, n.172 pubblicata nella G.U. n.284 del 5 dic. u.s.. Cosa ci azzecchi il decreto fiscale con il prolungamento dei mandati dei Vertici militari nessuno l’ha capito, ma tant’è, l’importante è l’obiettivo raggiunto che legittima la proroga dello stesso Capo di SMD.
Leccese d’origine, il designato nuovo Capo di SME gen. Salvatore Farina, dopo Accademia e Scuola di applicazione, ha conseguito la laura di ingegneria elettrotecnica presso l’Università di Padova. Tra gli incarichi principali degli ultimi anni, è stato presidente del Comitato per l’Implementazione del Libro Bianco per la Difesa dal maggio 2015 a febbraio 2016, che si poi concretizzato nel DDL attuativo. Dunque, un convinto sostenitore delle scelte del nuovo modello fortemente voluto dal potentissimo gen. R. Mosca Moschini, che ha ricoperto tutti gli incarichi possibili e che a 79 anni è tuttora in piena attività essendo Segretario del Consiglio Supremo Difesa.
Il gen. Giovanni Nistri è invece romano di nascita. Dopo Nunziatella, Accademia e Scuola Ufficiali CC, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Trieste e, dopo diversi e importanti incarichi, è diventato generale di brigata nel 2007. Ha comandato per tre anni il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturali; poi, nei due anni a seguire, ha rivestito la carica di Comandante della Legione Carabinieri Toscana e successivamente ha diretto al Scuola Ufficiali Carabinieri. Tra il 2013 ed il 2015 ha ricoperto invece l’incarico di direttore del progetto “Grande Pompei” presso gli Scavi archeologici.
Ai due nuovi e prossimi Comandanti di Esercito e Carabinieri, gli auguri di buon lavoro di FLP DIFESA.
Chiudiamo segnalando infine che il Consiglio dei Ministri del 22 u.s ha anche nominato il dr. Mario Nava nuovo Presidente di CONSOB, e al Vertice della Corte dei Conti l’attuale Presidente delle Sezioni Riunite, il dr. Angelo Buscema.
Notiziario FLP DIFESA n. 111 del 21 dicembre 2020 – A seguito della precisa richiesta formulata da FLP DIFESA con lettera del 26.10.2020 che ripubbliciamo in allegato su questa stessa pagina, richiesta che era scaturita a seguito dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dell’ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 90 del 24.10.2020), il Capo […]
Notiziario FLP DIFESA n. 90 del 24 ottobre 2020 – Nel quadro delle audizioni promosse in ordine agli sviluppi dell’attività delle FF.AA. anche con riferimento alle esigenze operative indotte dall’emergenza epidemiologica, la Commissione Difesa della Camera ha sentito in data 20 ottobre u.s. il Capo di SME, gen. S. Farina (su questa pagina, in allegato […]
Notiziario FLP DIFESA N. 33 del 9 aprile 2020 – La recente normativa in materia di emergenza da coronavirus, ha introdotto in modo drastico nel mondo del lavoro il principio che la prestazione lavorativa ordinaria debba essere svolta in “smart working”, tanto che il dl 9 del 2 marzo 2020 all’art. 18 incentiva le amministrazioni […]
Notiziario FLP DIFESA n. 84 del 24 settembre 2019 – Il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, ha tenuto fede all’impegno da noi richiesto (vds. Notiziario n. 112 dell’11.10.2018) di incontrare periodicamente le OO.SS., e lo ha fatto oggi per la terza volta, con luci e ombre. In apertura di riunione, il gen. Farina ha […]
Notiziario FLP DIFESA n. 14 del 13 febbraio 2019 – Il Capo di SME, gen. S. Farina, ha tenuto fede all’impegno, da noi sollecitato nel corso del primo incontro (si veda il Notiziario n. 112 dell’11.10.2018), di incontrare periodicamente le OO.SS. nazionali per fare con esse un punto di situazione attualizzato sulle problematiche del personale […]
Notiziario n. 134 del 6 dicembre 2018 – Nel pomeriggio di ieri 5 dicembre, si è tenuto nella sala Diaz di Palazzo Difesa l’incontro richiesto dalla nostra O.S. al Capo di SME (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 112 dell’11.10.2018 sull’incontro con il gen. Farina) per l’illustrazione dei criteri in ordine all’ implementazione […]
Notiziario n. 112 dell’ 11 ottobre 2018 – Un incontro sicuramente positivo quello di ieri pomeriggio con il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, il primo dall’assunzione dell’alto incarico, e che è stato fissato in agenda a seguito della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (vds allegato 4 su […]
Notiziario n. 96 del 6 settembre 2018 – Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Salvatore Farina, è stato nominato al vertice della più importante F.A. del nostro Paese in sostituzione del gen. Danilo Errico che ha lasciato il servizio attivo, ed ha poi assunto l’incarico effettivo a far data dal 27 febbraio 2018. A […]
Notiziario n. 136 del 29 dicembre 2017 – Il generale di C.A. Salvatore Farina sarà il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito a decorrere dal 27 febbraio p.v., mentre il gen. di C.A. dei Carabinieri Giovanni Nistri sarà il nuovo Comandante Generale dell’Arma a decorrere dal 16 gennaio p.v. Sono stati nominati, su proposta della […]