Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2018 –

Il gen. Claudio Graziano, Capo di SMD, che lascerà a breve l’incarico

E’ noto a tutti (ne abbiamo accennato nel Notiziario n. 89 del 20 agosto u.s.) che l’attuale Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD), gen. C. Graziano, già in proroga, lascerà a novembre p.v. l’incarico di Comandante delle nostre FF. AA.  e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’Unione Europea. C’era dunque da attendersi, come sempre avvenuto, che il Governo, su proposta della Ministra, provvedesse a nominare per tempo il suo successore.

E’ accaduto invece una cosa  un po’ strana, e anche alquanto irrituale, nel Consiglio dei Ministri (C.d.M.) di giovedì 4 ottobre u.s., come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1: il C.d.M., su proposta della Ministra Trenta,  ha sì “deliberato la cessazione, dal prossimo 6 novembre, dall’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa del generale Claudio GRAZIANO, ai fini dell’assunzione dell’incarico di Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea”, ma non ha provveduto al contempo a nominare il suo successore,  pur a fronte del fatto che manca meno di un mese al 6 novembre.

Per quale motivo il Consiglio dei Ministri ritarda nella nomina del prossimo Comandante in capo delle nostre Forze Armate?

Due le ipotesi in campo, verosimilmente concorrenti.

La prima, è che il Governo non abbia ancora le idee chiare sul nome del successore al vertice di SMD. Dopo lo “sgarbo” subito dall’Aeronautica al momento della nomina del generale Graziano, che venne nominato al vertice di SMD la vigilia di Natale del 2014 (si veda il nostro Notiziario n. 135 del 29.12.2014) rompendo la tradizione di rotazione tra le tre Forze Armate sin ad allora seguita che avrebbe portato alla scelta dell’allora Capo di SMA gen. P. Preziosa, tutte le previsioni additavano nell’attuale Capo di SMA, gen. E. Veciarelli, il successore quasi certo del gen. Graziano. Scelta evidentemente non ancora acquisita, se non la si formalizza e se nel frattempo girano altri nomi, come quello del gen. F. Giancotti, già Capo 1° Reparto di SMA e nostra antica conoscenza.

La seconda ipotesi potrebbe essere ricondotta all’intenzione da parte del Governo, di cui si è letto in questi giorni su diversi giornali, di tornare agli incarichi biennali (con possibilità di un secondo mandato) per gli incarichi di vertice, come era sempre avvenuto fino al 2017, anno in cui gli incarichi divennero triennali e non rinnovabili/prorogabili.

Vedremo cosa succederà, può però darsi che la decisione arrivi a breve e dunque già nel prossimo Consiglio dei Ministri, e comunque, in ogni caso, dovrebbe riguardare un uomo dell’Aeronautica.

Certo è che la nuova maggioranza parlamentare e il nuovo governo giallo-verde guardano con grandissima attenzione agli Uomini delle Forze Armate per incarichi anche non strettamente militari, ed è un dato di fatto che, molto più che in passato, vengano scelti dei militari per diverse e importanti poltrone.

Dopo che al vertice del Dicastero è stata chiamata una “riservista” dell’Esercito ed esperta in geopolitica, la prof. E. Trenta, sono intervenute altre nomine di militari: il generale dei Carabinieri (ex Forestale) S. Costa è diventato Ministro dell’Ambiente del Governo Conte; al vertice dell’importantissima Agenzie delle Entrate (inclusa la “Riscossione”) è stato nominato il generale di divisione dalla Guardia di Finanza, A. Maggiore, che aveva già guidato le Fiamme gialle in Veneto; infine, il generale dell’Arma dei Carabinieri, L. Alestra,  anche se vicino al pensionamento, è stato scelto dal Ministro Di Maio alla guida dell’Ispettorato Generale del Lavoro, per dare “un importante segnale contro lavoro nero e caporalato”.  Mai come ora, poltrone di vertice nelle Amministrazioni Pubbliche sono occupate da Uomini con le stellette, che pare suscitino molto l’interesse del Governo. Bene.

Quello che va meno bene sono invece alcune operazioni portate avanti nel frattempo e che faranno lievitare ulteriormente la spesa per il personale militare, come il Decreto Interministeriale 9.08.2018  a firma dei Ministri Trenta e Tria, legato al riordino di ruoli e carriere, che attribuisce un “compenso forfetario d’impiego”  agli Ufficiali da Maggiore a Generale di tutti i gradi, che siano impegnati in attività operative/addestrative caratterizzate da impieghi prolungati e continuativi (su questa pagina, il testo del DI e un articolo apparso il 7 settembre u.s. su Money.it , rispettivamente allegati 2 e 3).  “Ed io pago…”, avrebbe detto il grande Totò…

Pubblichiamo infine,  sempre su questa stessa pagina e in allegato 4, l’articolo del 4 ottobre u.s. de IL FATTO QUOTIDIANO  sulle missioni all’estero.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 04.10.2018 – Comunicato stampa Consiglio dei Ministri

Allegato 2:   Decreto Interministeriale  9.08.2018 – compenso forfetario d’impiego

Allegato 3: 07.09.2018 – Articolo di Money.it su compenso forfetario d’impiego

Allegato 4: 4.10.2018 – Articolo de IL FATTO QUOTIDIANO sulle missioni all’estero

Notiziario n. 73 del 26 luglio 2017 –

La MInistra R. Pinotti nel corso dell’audizione in  Commissioni Difesa del 18.07. 2017

Nella giornata del 18 u.s., la Ministra Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato sul Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate…”  (su questa stessa pagina, in allegato 5 ne pubblichiamo il testo integrale; in allegato 6, invece, il “Dossier” predisposto dagli Uffici del Senato e, in allegato 7, il Libro Bianco tratto dal sito del Ministero della Difesa).

Trattasi della seconda delle due uniche audizioni fissate in calendario, la prima essendo stata quella del Capo di SMD gen. Claudio Graziano che si è tenuta in data 13 luglio u.s.  e della quale abbiano dato conto nel Notiziario n. 68 del 17 luglio 2017 e che poi ha avuto un seguito con le risposte conclusive del Capo di SMD nella mattina dello stesso giorno dell’audizione della Ministra (pubblichiamo su questa pagina in allegato 3 il relativo resoconto sommario).

Una scelta, quella di audire solo Ministra e Capo di SMD escludendo tutti gli altri soggetti a vario titolo interessati (e tra questi anche CGIL FP – UILPA ed FLP DIFESA che l’avevano richiesta con nota del 20.03.2017), che ci è apparsa incomprensibile anche perché associata alla scelta di chiedere a diversi soggetti (Capi di SM in carica; Segr. Gen./DNA; ex Ministri; Capi di SM a riposo; Centri Studi e anche COCER e OO.SS.) di “fornire dei contributi scritti”, addirittura tramite un apposito modello e relativamente a dieci prefissati argomenti, assegnando a questi soggetti esclusi dalle audizioni, “una sorta di compitino a casa per scolari diligenti, senza neppure la possibilità di esprimere un giudizio conclusivo, come avevamo detto nel  Notiziario n. 68 del 17 luglio u.s.

Tra coloro che hanno risposto alla consultazione, c’è anche l’ex Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, critico sin da subito del Libro Bianco, il quale ha espresso alcune interessanti considerazioni – che abbiamo tratto dalla pubblicazione che raccoglie tutte le osservazioni pervenute in Commissione Difesa -, che ci appaiono in buona parte condivisibili e che, anche per questo, invitiamo a leggere (li pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4).

Tornando all’audizione della Ministra del 18 u.s., di cui pubblichiamo su questa stessa pagina sia la registrazione audio-video (in allegato 1) che il resoconto sommario (in allegato 2), dobbiamo dire che, a nostro giudizio, il suo intervento introduttivo è apparso alquanto scontato e perfettamente in linea con la rappresentazione fatta il 13 u.s. dal Capo di SMD  “che aveva esaltato le virtù taumaturgiche del DDL attuativo del Libro Bianco, ma senza neanche un minimo accenno al nodo gordiano che vi sta sotto: lo strapotere del  riconfigurato ruolo di Capo di SMD, che cumula enormi competenze, operative ed anche economiche, mai viste sinora e che vanno a rompere gli attuali equilibri tra i Vertici (SGD/DNA e SMD), e che, proprio per questo, inducono preoccupazioni anche sul piano della democrazia, atteso che all’orizzonte già si staglia l’“uomo forte della Difesa” che da oltre settant’anni è fuori dalla nostra storia”. Unica novità da registrare nella relazione della Ministra, è stata quella che, in apertura, ha fatto l’ excursus storico che ha portato al Libro Bianco.

Noi invitiamo i colleghi interessati ad ascoltare o a leggere per intero l’intervento della Ministra e siamo sicuri che molti, partendo dalla loro conoscenza diretta del mondo della Difesa, delle sue criticità e dei suoi problemi, troveranno alcuni passaggi perlomeno singolari, come quello nel quale la Ministra, dopo non aver detto nulla della lievitazione complessiva dei costi finanziari indotta dall’operazione Libro Bianco, ha invece sostenuto, a proposito della nuova configurazione ordinamentale di SGD,  che “non è più prevista, peraltro, la figura del Vice Segretario generale civile, e questo consente di non avere alcun aggravio di costi rispetto alla organizzazione attuale, come esplicitamente scritto nella norma”. E perché, per lo stesso motivo, non vengono aboliti altri incarichi militari di Vice, che invece sono aumentati e con essi i costi dello strumento militare?

Ultimo aggiornamento: il Presidente Latorre ha inizialmente fissato al 31 p.v. la data ultima di presentazione degli emendamenti in Commissione Difesa, successivamente slittata al 4 di settembre 2017 anche in considerazione della chiusura estiva delle Camere. E poi, si entrerà nel vivo della legge di bilancio 2018. Si, la strada appare tuttora molto in salita…

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: audio-video dell’audizione della Ministra Pinotti del 18 luglio 2017 (apri link)

Allegato 2: Resoconto sommario audizione Ministra Pinotti del 18.07.2017

Allegato 3: Resoconto sommario prosieguo audizione Capo di SMD del 18.07.2017

Allegato 4: Le osservazioni sul DDL 2728 dell’ex Capo di SMM, amm. G. De Giorgi

Allegato 5: Il testo del Disegno di Legge attuativo del Libro Bianco (A.S. 2728)

Allegato 6: Dossier documentazione DDL 2728

Allegato 7: Libro Bianco – 30.04.2015, 5a versione (def) sul sito MD

 

Notiziario n. 68 del 17 luglio 2017 –

Il Capo di SMD Claudio Graziano e la MInistra Roberta Pinotti

Con il  Notiziario n. 60 del 20 giugno u.s., avevamo segnalato la lentezza con la quale procedeva l’esame, in Commissione Difesa del Senato, del Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco, adottato il 10.02.2017 dal Consiglio Ministri  e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate…”  (su questa stessa pagina  in allegato 3 pubblichiamo il testo del DDL 2728, insieme con altri interessanti documenti parlamentari in allegato 4).

Qualcosa deve essere cambiato negli ultimi tempi se è vero, come è vero, che abbiamo assistito nel corso delle ultime settimane ad una forte accelerazione dei lavori in Commissione, impressa dal Presidente Latorre.

Nel Notiziario n. 60 sopra richiamato avevamo anche segnalato la decisione della stessa Commissione Difesa, assunta in data 13 giugno u.s., di sentire “soggetti qualificati, tra cui gli ex Capi di SM, le rappresentanze del personale militare e i sindacati del personale civile” , e noi eravamo in attesa dell’audizione, avendola peraltro richiesta insieme a CGIL e UIL (ns. nota unitaria del 20.03.2017, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 6).

Ma con una decisione imprevista e imprevedibile, frutto evidentemente delle forti pressioni venute dai piani alti del Ministero e in particolare dai Vertici militari, solo una settimana dopo la stessa Commissione Difesa ha deliberato di chiedere a parecchi soggetti (Capi di S.M. in carica; Segretario Generale/DNA;  ex Ministri: perché alcuni si ed altri no?); Capi di SM a riposo: perché alcuni si ed altri no?, Centri Studi e anche COCER e OO.SS. del personale civile di “fornire dei contributi scritti”,  ma solo attraverso un apposito modello e relativamente a dieci prefissati argomenti, tra i quali di nostro maggiore interesse: la revisione delle attribuzioni del Ministro; la riconfigurazione dei Vertici militari; la nuova politica degli investimenti; l’istituzione del Polo per l’alta formazione e la ricerca; gli interventi di razionalizzazione della sanità mil.; il nuovo modello operativo interforze e la standardizzazione organizzativa; la rimodulazione del modello professionale e i suoi obiettivi; la riforma del sistema di formazione). Dunque, una sorta di compitino scritto a casa per scolari diligenti, senza neppure la possibilità di esprimere un giudizio conclusivo. Ma si può?

La Commissione ha però contestualmente disposto che, ad essere auditi in seduta plenaria, fossero solo il Ministro della Difesa e il Capo di SMD, e cioè i due soggetti che, avendo fortemente voluto il Libro Bianco (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 5) e avendo di fatto scritto il DDL 2728, ne sono i naturali e interessati promoter. Di norma, le audizioni hanno una ratio un po’ diversa che quella di rappresentare le sole posizioni dominanti o a favore…… o no?

Immediata la reazione da parte di molti, in primis i COCER che, come abbiamo letto, nel ribadire una valutazione negativa del DDL 2782 e nel chiederne profonde modifiche, si sarebbero rifiutati di offrire il contributo richiesto in quanto i contenuti dell’Atto sono indicati in maniera talmente riassuntiva che è quasi impossibile esprimere un parere” e ritenendo inoltre del tutto inadeguata la semplice “compilazione di una tabellina”.

Come dar loro torto? E’ lo stesso ragionamento fatto da noi: se il Parlamento ritiene di chiederci solo dei compitini scritti, che mancano di sintesi e di giudizio conclusivo, e di audire solo i promoter del DDL  (Capo SMD e  Ministra), bene, lo faccia, ma non chieda a noi di partecipare alla finzione. Troppo davvero!

Giovedì scorso 13 u.s. l’audizione del Capo di SMD (domani 18 luglio ci sarà la Ministra): ne pubblichiamo su questa stessa pagina la registrazione audio-video in allegato 1 e il resoconto parlamentare in allegato 2, e invitiamo tutti ad ascoltarla o leggerla. Sentirete il gen. Graziano esaltare le virtù taumaturgiche del DDL attuativo del Libro Bianco, ma senza neanche un minimo accenno al nodo gordiano che vi sta sotto: lo strapotere del suo riconfigurato ruolo, che cumula enormi competenze, operative ed anche economiche, mai viste sinora e che vanno a rompere gli attuali equilibri tra i Vertici ( SGD/DNA e SMD), e che, proprio per questo, inducono preoccupazioni anche sul piano della democrazia, atteso che all’orizzonte già si staglia l’“uomo forte della Difesa”  che da oltre cinquant’anni è fuori dalla nostra storia.

E sentirete anche il profondo e alto dibattito che ne è seguito tra i membri della Commissione Difesa…..

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: il video dell’audizione del Capo di SMD del 13 luglio 2017

Allegato 2: 13.07.2017- resoconto parlamentare audizione Capo SMD

Allegato 3: Il testo del Disegno di Legge A.S. 2728 attuativo del Libro Bianco

Allegato 4: Dossier documentazione DDL 2728

Allegato 4: Libro Bianco – 30.04.2015 pubblicato sul sito istituzionale 

Allegato 5: 20.03.2017 – Richiesta unitaria FP CGIL – UIL PA – FLP DIFESA di audizione DDL 2728

 

Notiziario n. 33 del 20 marzo 2017 –

Il Capo di SMD gen. Graziano e la Ministra Pinotti

A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e laborioso: quasi due anni per la messa a punto del DDL (la previsione del  Libro Bianco era invece di max sei mesi), e ora questo ulteriore ritardo nell’ufficializzazione del testo, lasciano immaginare che l’operazione tesa a modificare  profondamente l’attuale assetto della Difesa non scorra poi così piana,come certamente vorrebbero gli ideatori e i sostenitori .

Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il provvedimento in argomento, classificato come Atto Senato n. 2728 e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione”  e ne pubblichiamo anche tutti i documenti a corredo: la Relazione illustrativa”, la “Relazione tecnica”, l’ “Analisi tecnico-normativa” e l’Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)”.

Dunque, si apre ora la fase decisiva dell’esame da parte dei due rami del Parlamento, e noi speriamo che il provvedimento venga significativamente modificato.  Il nostro giudizio al riguardo è stato molto netto sin dal primo apparire del Libro Bianco, e nel frattempo non abbiamo certo cambiato opinione.

Il punto più critico riguarda il nuovo ruolo, preponderante e assoluto, attribuito al Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (la DNA-Direzione Nazionale Armamenti e il costituendo Comando Logistico Difesa ,in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in  materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che a noi, convinti che in democrazia sia fondamentale l’equilibrio tra i poteri, non piace per nulla.

Ma ci sono anche altre scelte che riteniamo negative:  il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la DNA, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria della difesa che si trascinerà dietro; il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); le corpose novità in materia di bilancio, non più tripartito; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne pagherà i costi, in un momento di grande sofferenza sociale ed economica del Paese; c’è inoltre il progetto di soppressione dell’area industriale della Difesa, con previsione di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è infine, per noi civili, l’ulteriore nostra marginalizzazione per dare più ruolo e funzioni ai militari, in primis in area SMD.

Seguiremo da vicino i lavori parlamentari e cercheremo anche di interloquire con le Commissioni competenti, con la speranza che alla fine il provvedimento venga molto modificato. Non sarà certamente una cosa facile.

E’ in atto infatti un’offensiva mediatica dei Vertici della Difesa tesa a fornire all’opinione pubblica una lettura rassicurante e positiva del provvedimento: dopo l’intervista alla Ministra Pinotti del 1 marzo u.s. (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”) di cui abbiamo già dato conto ai colleghi con il Notiziario n. 32 del 16.03.2017,  il giornale “La Repubblica” ha dato spazio a una nuova intervista, questa volta al Capo di SMD gen. Claudio Graziano, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.

Il pretesto era quello di parlare di cyberdifesa,  ma poi l’intervista vira tutta sul progetto di riforma, di cui vengono evidenziati i supposti benefit, tra i quali i tutti da dimostrare tagli di generali e ammiragli, segnalando finanche le virtù taumaturgiche del progetto al punto da affermare che, dopo la riforma, non assisteremo più “ai capitoli peggiori della nostra storia militare segnati dalla mancanza di coordinamento tra le singole FF.AA.: aerei che colpiscono nostre navi e viceversa”, che offre una visione non proprio esaltante delle FF.AA. che furono, e che in parte ancora oggi sono.  No comment, al riguardo!

Infine, pubblichiamo in allegato 4 la richiesta unitaria di audizione sul DDL in argomento inviata da CGIL FP – UIL P A e FLP DIFESA al Presidente della IV Commissione Difesa del Senato

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1 – Atto Senato n. 2728 :    Il testo del Disegno di Legge A.S. 2728      Relazione illustrativa A.S. 2728 con allegato    Relazione tecnica A.S. 2728     Analisi tecnico normativa A.S. 2728     Analisi Impatto della Regolamentazione (AIR) A.S. 2728

Allegato 2 –  Libro Bianco 2015 per la sicurezza internazionale e la difesa

Allegato 3 –  15.03.2017 – La Repubblica, intervista al Capo di SMD

Allegato 4  – 20.03.2017 Richiesta unitaria di audizione DDL

Notiziario n. 32 del 16 marzo 2017 –

L’attuale Capo di SMD, gen. Claudio Graziano

Ha destato molta sorpresa, all’interno ma anche all’esterno del Ministero della Difesa, l’intervista concessa dalla Ministra Pinotti a La Repubblica e pubblicata il 1 marzo u.s. (gli interessati la troveranno anche su questa pagina in allegato 1). Il titolo, davvero un po’ pomposo (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”), lascia trasparire il filo conduttore della narrazione della Ministra, che mette in positivo le scelte contenute nel disegno di legge di iniziativa governativa attuativo del Libro Bianco, di cui abbiamo già riferito nei Notiziari n. 18 del 9.02.2017 e n. 21 del 16.02.2017.

Una narrazione, quella della Ministra, portata avanti attraverso messaggi precisi: un “progetto organico” ne sarebbe alla base; prevederebbe una “riduzione del numero di generali e ammiragli” in tutt’uno con la riduzione di comandi; la scelta di rimodulare la Difesa in chiave interforze sarebbe in linea con l’idea  originaria del Ministro Andreatta e preserverebbe comunque “l’identità delle FF.AA., ma al netto di ogni competizione”; infine, la creazione del “pentagono italiano” a Roma-Centocelle, dove verrà collocata la nuova Direzione Nazionale Armamenti e Logistica (DNAL), il Comando Operativo Interforze (COI) “dove si è pensato di costruire la struttura con i vertici di tutte le FF.AA.”, lasciando così immaginare utilità non solo organizzative, ma anche economie di ordine finanziario. Sin qui la Ministra.

L’intervista ha sì destato sorpresa, ma anche irritazione, per es. in Parlamento, atteso che le scelte contenute nel DDL non possono allo stato essere ancora ritenute acquisite. Ma ha in particolare innescato interrogativi e riflessioni. Quale sarebbe il “progetto organico”? quello di fare del Capo di SMD il dominus incontrastato della Difesa con un potere di fatto superiore allo stesso Ministro? E dove starebbe la supposta riduzione di ammiragli e generali,  atteso che  “le aliquote di avanzamento, ogni anno, vengono fatte in base alle vacanze che si creano e in base ai congedi per limiti di età degli alti ufficiali”? E gli annunciati “tagli di risorse e accorpamenti di Enti e comandi” sono cose che in Difesa si vivono e si praticano da molti anni, dove starebbe dunque la grande novità? E, in quanto alla tutela dell’identità di ciascuna F.A., qualcuno si è chiesto cosa farà il Capo di una F.A., se non  “presenziare alle cerimonie in giro per l’Italia, visto che non potrà decidere più su nulla, tranne mantenere l’operatività della propria forza armata, con i soldi e i mezzi che il Grande Capo elargirà.”.

E qui si arriva al vero nodo del problema, la figura del nuovo Capo di SMD, il nuovo e vero Capo di tutte le FF.AA., che “deciderà tutto: i finanziamenti, gli investimenti, le promozioni dei generali e ammiragli, insomma avrà un potere “totale”, mai visto, diciamo noi, nei settant’anni della nostra storia repubblicana, e questo pone davvero un gran problema. La Ministra su questo però glissa, nascondendosi dietro il paravento dell’ ex Ministro Andreatta, che certamente è stato l’ispiratore della legge 25/1997, ma che non ha mai pensato, per esempio, di sottrarre la Direzione Nazionale Armamenti al Segretario Generale o la logistica alle FF.AA. per trasferirle sotto SMD.

Sul bilancio della Difesa, infine, è vero che siamo al di sotto del 2% del PIL, ma la Ministra dovrebbe anche ricordare che  gran parte degli investimenti militari gravano sul bilancio del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico)  e che, se calcolati insieme, i due bilanci supererebbero, e anche di molto, il tetto del 2%.

Su questa stessa pagina, ina allegato 2,  pubblichiamo anche l’articolo de“Il Manifesto” sull’intervista della Ministra.

Ovviamente la sen. Pinotti non ha dedicato neanche una parola ai civili e neanche un rigo ai problemi veri che vive oggi la Difesa, in primis quelli degli Enti  industriali abbandonati al loro destino, senza risorse e senza turnover. Lo ha ricordato, in una intervista a “La Nazione”,  l’ex Capo di SMM amm. G. De Giorgi, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.

Anche di questi problemi, che la nostra gente vive sulla propria pelle, vorremmo discutere con la Ministra nell’ incontro che era previsto per oggi, ma che è stato differito al 21 p.v.. (si veda l’allegato 4 pubblicato su questa stessa pagina).

Intanto pare che l’Uffico Drafting del Senato abbia restituito il testo del DDL all’ Ufficio legislativo del nostro Ministero: problemi?? e quali?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 01.03.2017 – Intervista Ministra Pinotti a La Repubblica

Allegato 2: 07.03.2017 – Articolo de Il Manifesto

Allegato 3: 06.03.2017 – Intervista ex Capo di SMM amm. G. De Giorgi

Allegato 4: Lettera del Gabinetto di differimento dell’incontro Ministra – OO.SS. 

Notiziario n. 49 del 26 aprile 2016 –

Il Capo di SMD, gen. Claudio Graziano
Il Capo di SMD, gen. Claudio Graziano

Come già riferito nel precedente Notiziario n. 48 del 21 aprile u.s., nel corso della riunione a PERSOCIV sulle problematiche connesse al mancato avvio del bando di mobilità interna volontaria, alcune OO.SS.,  e tra queste FLP DIFESA,  hanno chiesto alla dr.ssa Corrado le ragioni per le quali si era ritenuto, con la circolare n. 11523 del 23.02.2016 (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2) di prolungare d’autorità a tre anni il tempo di permanenza negli Enti di prima assegnazione degli ex militari transitati nei ruoli civili in base al Decreto Interministeriale 18.04.2002,   già fissato in “almeno un anno dalla data di sottoscrizione del contratto individuale di lavoro” dalla precedente circolare n. 43267/B1 del 21.06.2011 (pubblicata anch’essa su questa pagina in allegato 3)

Ebbene, le risposte venute dalla dr.ssa Corrado sono state una dopo l’altra le seguenti:

– l’allungamento a tre anni della permanenza degli ex militari transitati nella sede di prima assegnazione è stato disposto dalla D.G. in attuazione della decisione assunta dal “Comitato dei Capi di Stato Maggiore di Forza Armata”, che è come noto un organo di consulenza del Capo di SMD;

– alla base della decisione del predetto “Comitato”,  c’è stato “l’elevato numero di istanze di mobilità prodotte dal personale transitato nei ruoli civili, sia al termine del suddetto anno sia prima di tale scadenza,  in ragione soprattutto della crescita esponenziale delle richieste di transito”,  che “ha generato e sta generando concrete difficoltà di impiego nella Difesa”, come è scritto nella circolare modificativa;

– in ogni caso, pur ammettendo la mancata informazione preventiva alle OO.SS. e con l’impegno per il futuro (più volte ribadito) a evitare vuoti informativi su aspetti che riguardano direttamente l’impiego dei civili, il D.G. ha comunque sostenuto che la scelta fosse comunque riconducibile alla potestà organizzativa di A.D..

Ebbene, le risposte della dr.ssa Corrado non ci hanno per nulla convinto, e ne spieghiamo i motivi.

Innanzitutto, non convince la motivazione che ne è alla base (“l’elevato numero di istanze di mobilità…” ):  non si comprime un diritto e non si riduce un beneficio, peraltro già operanti da tempo, solo per una difficoltà gestionale dell’Amministrazione, queste cose non appartengono alla nostra storia.

Ma, a parte la motivazione, a non convincere per nulla  è la sede in cui sarebbe maturata la  decisione, il “Comitato dei Capi di Stato Maggiore di F.A.”,  che è naturalmente un’ organo puramente tecnico,  la cui decisione a nostro avviso confligge con la scelta tutta politica dell’attuale Vertice, e in primo luogo del Sottosegretario delegato on. Rossi che a suo tempo si è speso davvero molto al riguardo,  di fissare insieme alle OO.SS. le regole per la gestione della mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa.

Che la materia cui deve farsi riferimento nella circostanza in argomento è quella della “mobilità interna volontaria” del personale civile, non ci pare proprio che possa essere messa in discussione,  innanzitutto perché  riguarda dipendenti con contratto di lavoro civile  e in secondo luogo perché è la stessa circolare di PERSOCIV a richiamarne la natura parlando di “istanze di mobilità”.

Se così è,  attesa la scelta sopra richiamata del Vertice politico di ricondurre la mobilità volontaria a regole convenute con le OO.SS. e poi recepite nel “protocollo d’intesa” sottoscritto dalle stesse e dall’ on.  Rossi in data 29.09.2015 e che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 4,  una scelta questa tutta politica e per questo sicuramente prioritaria rispetto a quella tecnica, è di tutta evidenza che ci troviamo di fronte ad una forzatura dell’Organo tecnico che confligge  con la scelta politica.

Una forzatura che però, va detto,  ha trovato facile terreno nel fatto che il protocollo del 29.09.2015, pur relativo alla mobilità volontaria del personale civile, non dice nulla riguardo alla procedura di mobilità degli ex militari.

Un buco questo che dovrà essere colmato subito, e per questo abbiamo scritto all’on. Rossi la lettera che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, nella quale abbiamo chiesto che la questione venga rivista e inserita nel protocollo d’intesa 29.09.2015

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1   26.04.16- lettera FLP DIFESA al Sottosegretario per integrazione protocollo 29.09.2015 con procedura mobilità ex militari

Allegato 2: Circolare Persociv11523-23.02.16- nuove disposizioni transiti militari

Allegato 3: Circolare Persociv 43267B1- 21.06.2011-transito ex militari

Allegato 4: Protocollo 29.09.2015 mobilità e reimpieghi con firme

Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 –

Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015

Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico  e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.

Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè.  Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida  e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD.  Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri),  lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.

Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità;  ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio.  Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.).  Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale,  è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB  (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una  “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze”  e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto).  Solo un fugace accenno, invece,  ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su:  crescita  del ruolo  del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice;  LB come “direttiva ministeriale”  e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..

Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”,  zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari”   e  per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.

Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB,  se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione),  ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB “non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”,  le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra  che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere,  come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu  è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI.  A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…

Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha  protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..

(Giancarlo Pittelli)

*   Il video integrale dell’audizione del CaSMD del 6 agosto 2015 in Commissione Difesa della Camera  (clicca e ascolta)

Notiziario n. 34 del 30 marzo 2015 –

Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano
Il nuovo Capo di SMD, gen. CA Claudio Graziano

Il nuovo Capo di Stato Maggiore  della Difesa,  gen. CA Claudio Graziano,  ha incontrato a tavoli uniti nel pomeriggio di oggi  le OO.SS. nazionali.  Nell’intervento d’apertura,  il Capo di SMD ha ricordato la fase complessa e difficile che vivono le FF.AA., chiamate a rivedere nei prossimi anni, in chiave fortemente riduttiva,  il proprio assetto.  Ha ricordato come la componente civile ne costituisca parte essenziale, in un rapporto di “interscambio attivo” con l’altra componente (i militari), e proprio per questo a Suo avviso  le FF.AA. dovranno operare per valorizzarne al massimo gli apporti professionali e gli impieghi all’interno degli Enti, in particolare nella c.d. area industriale (Poli Esercito e Arsenali MM).  Da qui il doveroso impegno in materia di formazione,  alla quale le FF.AA. annettono una valenza strategica e, a tal proposito,  il Generale ha dato notizia dell’avvio in ambito SMD di un gruppo di lavoro per la costituzione di un Ufficio ad hoc. Ha quindi ricordato le modalità – in primis,  la mobilità verso altre PP.AA. –  previste dal D. Lgs. n. 8/2014  per il progressivo taglio da qui al 2024 delle circa 8.000 posizioni organiche civili oggi eccedenti,  ed ha concluso  auspicando un rapporto di stretta collaborazione con le OO.SS., offrendo massima disponibilità al riguardo.

E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi delle OO.SS., e dunque anche del nostro. In merito al riassetto dello strumento militare, FLP DIFESA ha ricordato la nostra vecchia sollecitazione ai Vertici politici e militari  a chè  l’operazione di riordino fosse colta dall’AD come occasione per un profondo ripensamento sul lavoro civile e per dare finalmente ai dipendenti civili ruolo, funzioni e prospettive, il tutto anche alla luce della previsione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 e degli intendimenti programmatici espressi dalla stessa  Ministra.  Purtroppo, la svolta che attendevano non è invece avvenuta,  e ce ne accorgiamo quando, in occasione del riordino degli Enti,  in primis gli Arsenali MM,  vediamo come la riorganizzazione proceda secondo modelli che relegano ancora una volta il lavoro civile in ambiti ristretti e in ruoli secondari. Per invertire la tendenza, sarebbe stato necessario porre mano subito al Regolamento  previsto dallo stesso art. 1 D. Lgs. n. 7,  e invece non lo si è fatto. E oggi siamo alla vigilia dell’uscita del Libro Bianco…….. Appare allora fuorviante  invocare turnover,  nuove assunzioni e  forme di apprendistato (tipo “scuola allievi operai”), se prima non si risolve a monte quel problema e non si chiariscono i compiti e le funzioni dei civili.

La seconda questione da noi posta riguarda le relazioni sindacali in ambito area operativa.  Nel loro rapporto con le OO.SS,  le FF.AA. operano sul livello centrale, a valle delle scelte di riordino, con differenti modalità:  alcune, (ES e AM)  con scrupolosa attenzione sul versante dell’ informazione preventiva e con rispetto del ruolo del Sindacato,  altre (MM e CC),  invece,  solo a colpi di ordini del giorno calati dall’alto, al netto di qualsiasi coinvolgimento delle Parti sociali.  Occorre, a nostro avviso, allineare verso l’alto queste differenti modalità. La nostra O.S. ha anche segnalato inoltre le permanenti criticità in materia di agibilità sindacali, che appaiono pesanti alla vigilia del via alla messe di provvedimenti previsti da qui al 2018. Una soluzione andrà trovata.

FLP DIFESA ha poi affrontato il tema del rapporto tra civili e militari, e denunciato l’inaccettabilità delle permanente diversità di trattamento, economico e normativo, in condizioni d’impiego simili o similari. Occorre riavvicinare le forbici, perché la situazione è prossima davvero al punto di rottura.  Inoltre, nel segnalare che la FP incontrerà  il 2 p.v. le Confederazioni sulle tabelle di corrispondenza (pubblichiamo su questa stessa pagina la lettera di convocazione), si è augurato che il DPCM di prossima emanazione rechi le tabelle di corrispondenza militari/civili convenute da AD e OO.SS. .

Sul tema del trattamento economico, ha poi segnalato la necessità di reperire risorse aggiuntive per il FUA.

Infine, in materia di formazione, ha chiesto un incontro tecnico specifico per comprendere come SMD ed SGD stiano procedendo e come intendano coordinarsi in ordine ai nascenti Uffici nei loro rispettivi ambiti.

In conclusione,  un incontro certamente utile e positivo. Ora però aspettiamo fatti e azioni concrete.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La convocazione FP per le tabelle di corrispondenza

Notiziario n. 21 del 23 febbraio 2015 –

Il gen. CA Danilo Errico, nuovo Capo di SME
Il gen. CA Danilo Errico, nuovo Capo di SME

Il generale di C.A. Danilo Errico è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. E’ stato nominato, su proposta della sen. Pinotti,  dal Consiglio dei Ministri nel corso dell’ultima riunione del 20 u.s., in sostituzione del gen. Claudio Graziano, che dal 28 p.v. assumerà l’incarico di Capo di Stato Maggiore Difesa.

La riunione del Consiglio dei Ministri era particolarmente attesa per il preannunciato varo definitivo dei decreti legislativi del c.d. “Jobs Act”,  recanti disposizioni attuative in materia del “contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti” introdotto dalla legge delega per la riforma del mercato del lavoro, Legge 10.12.2014, n. 183.  Come è noto ai colleghi, le scelte operate dal Governo con questa legge  sono state fortemente contrastate dalla nostra Confederazione CSE,  che ha chiamato allo sciopero il 12 dicembre u.s.  i lavoratori che sono scesi in piazza per cambiarle, ma evidentemente il Governo è andato in tutt’altra direzione.  Alcune novità recate dai decreti attutivi appaiono  molto gravi,  e, tra queste,  la conferma dei licenziamenti collettivi e la non reintegra nei licenziamenti disciplinari, nonostante il diverso parere del Parlamento.  Una vicenda, questa,  che dovremo seguire da vicino stante l’annunciata intenzione del Governo di estenderne alcune norme anche al P.I., introducendole all’interno del “d.d.l. Madia” attualmente in Senato.

Ma torniamo alla nomina del gen. Errico.  Era uno dei papabili, come avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 10 del 22 gennaio 2015,  anche se il nome più gettonato allora era quello dell’attuale Segretario Generale/DNA, gen. E. Stefanini. Ma, come si sa, chi entra in conclave da papa ne esce spesso da cardinale…

Queste alcune sue brevi note biografiche, tratte dal web. Sposato con due figli, il gen. Errico è nato a Torino l’11 luglio 1953 ed ha frequentato il 155° corso dell’Accademia Militare di Modena. Tenente dei Bersaglieri, nel 1983 diventa pilota d’elicotteri in seno all’Aviazione dell’Esercito.  Promosso Generale di Brigata nel 2003, ha comandato la Brigata italiana in Kossovo e, successivamente,   prima la brigata italo-tedesca in Kosovo nell’ambito della missione KFOR, e dopo nel 2006 la regione Ovest di Isaf a Herat in Afghanistan. Promosso Generale di Divisione nel 2008,  è stato Capo del III Reparto SME (Impiego delle Forze e Centro Operativo Esercito),  quindi Comandante del 1° Comando Forze di Difesa in Vittorio Veneto (TV); infine, da gennaio 2013,  ha assunto e sinora disimpegnato l’incarico di Sottocapo di SMD.

Verosimilmente,  il gen. Errico assumerà l’incarico di nuovo Capo di SME il 28 p.v., in coincidenza con l’abbandono dell’incarico da parte del gen. Claudio Graziano, nominato nuovo Capo di SMD in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli dal Consiglio dei Ministri tenutosi la vigilia di Natale.  E lo assumerà  in un momento particolarmente complesso nella vita dell’Esercito,  che  è chiamato da qui al 2019 ad un profondo riassetto organizzativo in chiave fortemente riduttiva, in attuazione della Legge 244/2012 e del D. Lgs. n. 7/2014.

A giorni si attendono alcuni decreti estremamente importanti, già firmati dalla Ministra Pinotti e in fase di registrazione alla Corte dei Conti, il primo dei quali riguarderà importanti provvedimenti di riorganizzazione/soppressione previsti per il 2015   e, ancora,  i quattro importantissimi decreti ministeriali di riordino dei Poli dell’Esercito (POLMANT NORD di Piacenza; POLMENT SUD di Nola; POLMANTEO di Roma e PMAL di Terni), a seguito della cui entrata in vigore verranno avviati  i tavoli di confronto con le OO.SS., prima sul livello nazionale e successivamente sui livelli locali con OO.SS./RSU, con l’obiettivo  di discutere e definire la configurazione di ciascun Polo a valle degli Uffici.  A fronte di queste scadenze, siamo convinti che, anche con il nuovo Capo di SME continueranno i rapporti molto positivi che hanno contraddistinto in questi ultimi anni  le relazioni sindacali nazionali con SME, e in primis con RPGF e DIPE.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 135 del 29 dicembre 2014 –

Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato
Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato

La riunione del Consiglio dei Ministri fissata per la vigilia di Natale era molto attesa per la preannunciata  adozione dei primi decreti legislativi attuativi della legge delega di riforma del mercato del lavoro (legge 10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”),  quelli riguardanti i contratti di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti  e gli ammortizzatori sociali. Ma, nel corso della stessa riunione, il Governo ha assunto altre decisioni che interessano da vicino le Forze Armate e più in generale il nostro Ministero.

In primo luogo, su proposta della nostra Ministra Pinotti, il Consiglio dei Ministri ha nominato:

–  il gen. Claudio Graziano, attuale capo di SME, al vertice delle FF.AA. italiane e dunque nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli, con decorrenza primi mesi del 2015;

il gen. Tullio Del Sette, attuale Capo di Gabinetto, al vertice dell’Arma, e dunque nuovo Comandante Generale dei Carabinieri, in sostituzione del gen. Leonardo Galitelli, con decorrenza dal 10 gennaio p.v.

Il gen. Claudio Graziano ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, dove ha conseguito la laurea in Scienze Strategiche Militari. Dal 20 luglio 2005 ha assunto il comando della “Brigata Multinazionale Kabul”  in Afghanistan  e,  a gennaio 2007, il Segretario Generale delle Nazioni Unite gli ha conferito l’incarico di Force Commander della missione Unifil in Libano. Dal 10 febbraio 2010 ha assunto l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa;  quindi,  dal 14 ottobre 2011, è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, assumendo poi l’incarico il 6 dicembre 2011.

Il gen. Tullio Del Sette ha frequentato l’Accademia militare di Modena e poi la Scuola di applicazione dei Carabinieri di Roma.  E’ stato Comandante della Regione  Carabinieri Toscana a Firenze, e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa per oltre sette anni.  Promosso Generale di corpo d’armata nel 2012,  è stato Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”  a Roma, a partire dall’8 luglio 2013, ricoprendo inoltre la carica di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Si dovrà ora provvedere alla loro sostituzione,  che potrebbe essere affrontata già nel prossimo CdM. Ai due alti Ufficiali vanno ovviamente  le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro.

Novità importanti anche per Taranto e per il suo Arsenale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto per lo Sviluppo dell’area di Taranto che, come recita il comunicato stampa di Palazzo Chigi, “permette misure speciali per Ilva e che intende imprimere una svolta negli interventi di bonifica, riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto, con particolare attenzione alle emergenze industriali, storiche e culturali”.   In questo contesto, su proposta dei Ministeri della Difesa e dei Beni e delle attività culturali e del turismo,  viene  prevista anche la “la riqualificazione dell’Arsenale”, con unprogetto di valorizzazione culturale e turistica, che dovrà comunque essere definito da un tavolo interistituzionale. “L’Arsenale di Taranto” , prosegue ancora il comunicato stampa, “occupa un’area demaniale di oltre 90 ettari in uso all’Amministrazione Difesa, ed è  storicamente una realtà di rilevante importanza sociale, culturale ed economica.  Il complesso arsenalizio di Taranto non è dunque solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l’intero Paese, da tutelare e valorizzare, rendendolo fruibile ai cittadini. L’intero progetto è di significativa importanza culturale per il Paese e di notevole interesse turistico, ponendosi anche quale centro di diffusione della cultura del mare”.

Bene, ovviamente, sia per Taranto che per l’Arsenale e i suoi lavoratori.  Ora, però, dopo le buone intenzioni dichiarate, attendiamo la prova dei fatti. E per fatti intendiamo risorse e investimenti.

(Giancarlo Pittelli)

gen. Claudio Graziano


Il Consiglio dei Ministri del 4 u.s. ha deliberato la cessazione dal 6 novembre dall’incarico di Capo di SMD del gen. Graziano, ma non ha anche nominato il suo successore. Dubbi sulla scelta, ma forse anche il tentativo di prendere tempo per riportare a due anni il mandato. Quanti incarichi dal Governo per i generali! E intanto altri soldi agli Ufficiali delle FF.AA. con il decreto sul compenso forfettario d’impiego, che farà crescere ulteriormente la spesa per il personale militare

8 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 110 dell’ 8 ottobre 2018 – E’ noto a tutti (ne abbiamo accennato nel Notiziario n. 89 del 20 agosto u.s.) che l’attuale Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD), gen. C. Graziano, già in proroga, lascerà a novembre p.v. l’incarico di Comandante delle nostre FF. AA.  e andrà a presiedere il Comitato Militare […]


L’audizione parlamentare della Ministra sul Disegno di Legge 2728 attuativo del Libro Bianco: contenuti e giudizi ovviamente in linea con quelli del Capo di SMD. Ma la “consultazione” evidenzia anche voci molto critiche, in primis quella dell’ex Capo di SMM, amm. De Giorgi. Il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione slitta al 4 settembre

26 Lug 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 73 del 26 luglio 2017 – Nella giornata del 18 u.s., la Ministra Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato sul Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del […]


La Commissione Difesa del Senato chiede i compitini scritti a tutti sul DDL 2728 attuativo del Libro Bianco, e decide l’audizione solo dei promotori del provvedimento. Incredibile! L’audizione del Gen. Graziano del 13 u.s., il 18 luglio quella della Ministra

17 Lug 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 68 del 17 luglio 2017 – Con il  Notiziario n. 60 del 20 giugno u.s., avevamo segnalato la lentezza con la quale procedeva l’esame, in Commissione Difesa del Senato, del Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco, adottato il 10.02.2017 dal Consiglio Ministri  e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa […]


Pubblichiamo il testo approdato al Senato (Atto n. 2728) e la documentazione a corredo del DDL attuativo del Libro Bianco che reca riorganizzazione dei Vertici e conferisce deleghe al Governo per la revisione del modello operativo FF.AA. Ora l’esame del Parlamento. Richiesta unitaria CGIL-UIL-FLP di audizione

20 Mar 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 33 del 20 marzo 2017 – A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e […]


La Ministra Pinotti racconta ai media le scelte contenute nel disegno di legge attuativo del Libro Bianco, ma tace sul nodo vero: il potere smisurato attribuito al Capo di SMD. Cresce comunque l’opposizione al provvedimento, approdato al Senato ma il cui testo ancora non è noto ad oltre un mese dall’adozione del CdM

16 Mar 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 32 del 16 marzo 2017 – Ha destato molta sorpresa, all’interno ma anche all’esterno del Ministero della Difesa, l’intervista concessa dalla Ministra Pinotti a La Repubblica e pubblicata il 1 marzo u.s. (gli interessati la troveranno anche su questa pagina in allegato 1). Il titolo, davvero un po’ pomposo (“Nasce il Pentagono italiano, […]


Ex militari transitati, tre anni nella sede di 1^ assegnazione. Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario, scelta da rivedere e da inserire nel protocollo d’intesa sulla mobilità

26 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 49 del 26 aprile 2016 – Come già riferito nel precedente Notiziario n. 48 del 21 aprile u.s., nel corso della riunione a PERSOCIV sulle problematiche connesse al mancato avvio del bando di mobilità interna volontaria, alcune OO.SS.,  e tra queste FLP DIFESA,  hanno chiesto alla dr.ssa Corrado le ragioni per le quali […]






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