Notiziario FLP DIFESA n. 36 del 20 aprile 2020 –

L’on Angelo Tofalo, Sottosegretario di Stato alla Difea

FLP Difesa, in sintonia con il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase2”, quella della ripresa, che non può essere avviata senza una adeguata rete di protezione, posto che l’epidemia non è ancora debellata, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, e dunque vi è ancora un rischio temibile, nell’attesa che arrivi la convocazione per il confronto previsto in materia, ha scritto ai vertici del Dicastero una nota, nella quale sono riepilogati i temi da mettere prioritariamente in agenda, il cui testo si riporta di seguito:

“In data 8 aprile u.s., è stato sottoscritto, da CSE e dalle più importanti e rappresentative Confederazioni della dirigenza pubblica (CIDA, COSMED e CODIRP) con la Ministra per la P.A., il “protocollo di accordo sulla prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Detto protocollo, a differenza di altri firmati nei giorni scorsi sulla medesima fattispecie, reca in modo esplicito l’affermazione che, nella fase emergenziale che il Paese vive, “sono importanti la valorizzazione e il coinvolgimento del personale, nonché la piena promozione da parte della dirigenza nell’implementazione del lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro”, e ciò anche allo scopo di superare le interpretazioni, in molti casi errate e restrittive, di chi continua a osteggiare il lavoro agile come modalità ordinaria della prestazione lavorativa (e nella Difesa ci sono a tal proposito esempi illuminanti) e ad impegnare in modo esplicito la Dirigenza pubblica a un’azione coerente con i contenuti del Protocollo.

Detto protocollo di accordo impegna inoltre le AA.PP. ad attivare momenti di confronto con le OO.SS. “al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”.

Per quanto attiene ad Agenzia Industrie Difesa, si chiede che la D.G. si attivi rapidamente per darne informazione a tutti i propri Enti.

Per quanto attiene invece alla Difesa, il Gabinetto ha direttamente investito la Delegazione trattante di parte pubblica del M.D. in ordine alle incombenze informative nei confronti delle OO.SS., ma lo ha fatto solo con riferimento al “protocollo” siglato in data 3 aprile e non anche a quello dell’8 aprile, che alla data di invio della propria nota a SMD, SGD e DG (10.04.2020, prot. n. 14775) era già pubblicato da due giorni sul sito della F.P., e peraltro con tanto di nota aggiuntiva di commento della stessa Ministra Dadone.

A tal riguardo, si deve necessariamente rilevare l’improprietà del comportamento posto in essere nella circostanza da codesto Gabinetto e, nel ricordare la posizione super partes che deve sempre orientare l’operato di una P.A., si chiede che codesto Gabinetto faccia un seguito alla propria nota del 10 u.s. con altra nota riferita questa volta al protocollo dell’8 aprile 2020.

Al momento in cui scriviamo, non ci è ancora pervenuta da parte della Delegazione trattante alcuna comunicazione in ordine a possibili, vicini incontri tra le Parti anche via remoto, e pertanto, in attesa che ciò avvenga, la scrivente O.S. desidera segnalare alcuni aspetti a proprio giudizio di primario interesse.

Informazioni alle OO.SS.

A differenza di quanto fatto da Altre, A.D. ed AID hanno decisamente brillato in tutte queste settimane per la quasi totale mancanza o quantomeno la grave carenza di informazioni alle OO.SS. nazionali in merito alle ricadute e alle problematiche vissute nella Difesa nell’attuale emergenza Covid-19.

Questo enorme gap informativo deve essere, a nostro avviso, rapidissimamente colmato con riferimento:

Smart Working

A differenza di quanto avvenuto in altre PP.AA., nella Difesa e in Agenzia Industrie Difesa non è stato fornito alle OO.SS. nazionali alcun dato in merito all’utilizzo del lavoro agile negli Enti della Difesa come modalità ordinaria di prestazione lavorativa, per come previsto dalla Direttiva n. 2 della FP e per come successivamente disposto dall’art. 87, comma 1, del DL 18/2020.  

Di contro, abbiamo assistito in molti Enti alla non corretta applicazione delle disposizioni in materia di S-W.  Il nostro convincimento è che, nei confronti del lavoro agile, vi sia stata da parte di taluni Dirigenti una sorta di approccio pregiudizialmente negativo, che pare originato dall’idea che in ambito F.A. l’istituto in argomento non trovi idonee condizioni di attuazione, idea questa che né l’emergenza e né le disposizioni introdotte dal DL 18 hanno evidentemente incrinato.

La scrivente O.S. ha anche provveduto a segnalare alcune situazioni paradossali che sono maturate in alcuni Enti, come quelle osservate nel PMPN di Piacenza, l’Ente di F.A. a più alta presenza civile, dove il Direttore ha affermato “che la prestazione in S-W incontra presso il PMPN insuperabili preclusioni oggettive”,  o nel 3° CERIMANT di Milano, dove a giudizio del Comandante lo S-W risulterebbe “inattuabile”, pur se in entrambi gli Enti trovano impiego diversi dipendenti civili con profili riconducibili ad attività notoriamente telelavorabili, come quelle amministrative, o ancora nell’Arma dei Carabinieri. Per non parlare di alcune attività di controllo effettuate presso il domicilio di lavoratori in SW per verificare se gli stessi fossero realmente a casa, come accaduto in alcuni Enti quali l’ISMA di Firenze.

Gli effetti prodotti da questo approccio appaiono evidenti a tutti, e consistono nel ricorso agli istituti alternativi previsti dal comma 3 dell’art. 87 del D.L. 18: in primis, le “ferie pregresse”.

A tal proposito, in aggiunta ai dati sull’effettivo utilizzo del S-W in ambito Difesa ed Agenzia , chiediamo una profonda riflessione al riguardo di quanto avvenuto nei nostri Enti e l’avvio degli interventi più efficaci e delle iniziative più idonee al fine di evitare approcci così riduttivi, e anche al fine di traguardare,  al momento del superamento dell’emergenza, la massima utilizzazione possibile dello S-W quale modalità lavorativa per il personale di tutto il territorio nazionale che ne faccia richiesta.

Ripresa delle attività e “fase 2” nel Ministero della Difesa

Giungono alla scrivente Segreteria Nazionale segnalazioni  provenienti  da  alcuni Enti del MD in merito all’intendimento da parte dei rispettivi Dirigenti di riprendere le attività ordinarie alla fine del periodo di “lockdown” previsto dal DPCM 10-04-2020, e dunque alla data del 4 mag. p.v., mentre invece, si ricorda, la data presunta della fine dello stato di emergenza, attualmente prevista, e quella del 31 luglio 2020.  Posto che non pare si possa ancora dire che siamo vicini alla conclusione dell’emergenza, non essendo l’epidemia ancora debellata, considerato che specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, le strutture sanitarie sono tuttora massicciamente impegnate nelle cure dei pazienti da coronavirus, FLP DIFESA ritiene inaccettabile un ritorno allo svolgimento dell’attività lavorative da rendere in presenza, anziché in smart working, sia nelle suddette aree, sia in quelle meno fittamente colpite dal virus.  Giudica, altresì, in ogni caso, ineludibile che il suddetto ritorno debba discendere solo ed esclusivamente da una disposizione del Governo, così come lo stesso, con il DL 18 all’ art 87, ha disposto che “ Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica  da COVID-19, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su  proposta  del  Ministro per la pubblica amministrazione, il  lavoro  agile é la  modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche Amministrazioni”.

In ogni caso, in ordine alla ripresa delle attività, noi riteniamo si debba aprire immediatamente il confronto tra AD e Parti sociali per discutere delle ricadute sul personale di questa scadenza, in termini di sicurezza sanitaria e di organizzazione delle attività.

Per quanto attiene AID, abbiamo preso atto dell’Atto Organizzativo 9/2020 del 3.04.2020 e i seguiti che si sono registrati negli Stabilimenti, in primis Capua di cui all’allergato verbale con le OO. SS. Terr. del 14. u.s.  

Ciò premesso, noi chiediamo ad AD e ad AID, ciascuno per la propria parte, di definire e sottoscrivere con le OO.SS. naz. un protocollo d’intesa che, in attuazione dei protocolli 3 e 8 aprile, definisca tutti gli aspetti relativi alla c.d fase 2 e alla tutela della salute, ivi compreso l’adeguamento dei DVR alle esigenze del momento, alle misure da adottare per garantire il rispetto del mantenimento delle distanze, la rarefazione delle presenze del personale negli Uffici e in generale nei diversi luoghi di lavoro, la garanzia della dotazione di adeguati e diffusi presidi sanitari, l’adozione di un regime molto più ampio di flessibilità degli orari di lavoro. E chiediamo la costituzione, sia per AD che per AD, di un Organismo Paritetico ad hoc finalizzato a monitorare periodicamente l’applicazione dei protocolli FP e Difesa ai fini della loro più puntuale attuazione.

Per quanto riguarda le ferie pregresse, preso atto positivamente delle indicazioni fornite da PERSOCIV con nota n. 21054 del 10.04.2020, chiediamo l’assunzione da parte dell’Autorità politica di una chiara ed inequivocabile iniziativa finalizzata al rinvio al 30 giugno, per tutto il personale civile della Difesa che ne gli aggioranfaccia richiesta, delle ferie pregresse non godute per ragioni di carattere personale.

In ultimo, si chiede a AD e ad AID che siano avviati immediatamente i confronti, anche con modalità da aremoto, tra Delegazione trattante pubblica e OO.SS. della Difesa, per la più celere definizione delle rispettive Ipotesi di accordo per la distribuzione del FRD 2020 e, in primis, dei contingenti e dei criteri per le progressioni economiche 2020, al fine di scongiurare il rischio di arrivare tardi alla sigla degli accordi, come già purtroppo avvenuto nell’anno precedente, fatto questo che ha prodotto la mancata effettuazione delle progressioni economiche 2019 con gravissimo danno per i lavoratori interessati. Ciò in via prioritaria, mentre rimangono ovviamente sul tappeto tutte le attività in corso prima dell’inizio della fase di emergenza

Firmato il Coordinatore generale Maria Pia Bisogni.”

Naturalmente restiamo in attesa degli sviluppi, dei quali forniremo aggiornamento.

Cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA.

Allegato:14.04.2020 Verbale di accordo Capua

Notiziario FLP DIFESA n. 21 del 26 febbraio 2019 –

Si sono svolte, tra ieri e oggi, quattro importanti riunioni nazionali. Della prima (incontro con il Capo di SMA) abbiamo già riferito con il Notiziario n. 20 di ieri; delle altre tre, riferiamo qui di seguito.

RIUNIONE TECNICA SUL BANDO DI MOBILITA’ VOLONTARIA 2019

Si è svolta ieri, 25 febbraio, a  PERSOCIV una riunione “tecnica” sul bando di mobilità ordinaria 2019 che tanta indignazione ha suscitato in tutto il Personale civile per avere riproposto, dopo due anni e mezzo di attesa, le stesse criticità emerse nel primo bando del 2016, e che lo avevano reso, di fatto, incapace di rispondere alle esigenze di mobilità di tanti Colleghi.

L’incontro, fortemente voluto e richiesto da FLP DIFESA con la lettera del 25.01.2019 alla Ministra poi seguita da una seconda lettera in data 11 u.s., avrebbe dovuto chiarire – questa l’indicazione fornita dal Gabinetto a PERSOCIV e agli OO.PP. – “le problematiche applicative relative al bando e in particolare quelle afferenti al grado di scopertura” che – va aggiunto – nonostante l’accordo politico del 13.12.2017 (vds.comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA in Notiziario n. 128 di pari data) prevedesse l’azzeramento del grado di scopertura “zero”,  ha invece riproposto tale inaccettabile limitazione.

In effetti, il chiarimento in riunione da parte A.D. c’è stato, nel senso che SMD ed SGD hanno ribadito la corretta applicazione dei criteri di scopertura concordati con le OO.SS. nel corso dei confronti ex art. 5 CCNL avvenuti a luglio scorso – dai quali FLP DIFESA era stata esclusa a causa della non firma del CCNL – e che di fatto hanno portato incredibilmente al superamento di quell’accordo politico così faticosamente raggiunto nel dicembre di due anni fa, che avrebbe consentito di portare il Ministero Difesa ad una condizione di “normalità” in fatto di procedure di mobilità volontaria interna, allineandosi a quello che succede usualmente nelle altre AA.CC. Sarebbe interessante leggere i verbali di quegli incontri di luglio, perché delle due l’una: o le sigle che vi hanno partecipato hanno condiviso l’interpretazione impropria e riduttiva sul “grado di scopertura” da parte degli OO.PP. o gli stessi hanno “forzato” la mano.

Preso atto di tale “chiarimento tecnico-applicativo” da parte dell’A.D., sul tavolo sindacale sono emerse due distinte posizioni: da una parte CGIL-CISL-UIL + UNSA che hanno chiesto di portare a compimento l’attuale bando per poi avviare una analisi degli organici di Ente e relative consistenze effettive (a che servirebbe, se i criteri rimanessero gli stessi?), operazione questa finalizzata ad una nuova procedura di mobilità  da avviare anche senza attendere gli esiti conclusivi di quella attuale (?); dall’altra FLP DIFESA e un’altra O.S., che hanno invece chiesto l’annullamento immediato del bando in corso per poi andare, con rapidità, ad un chiarimento politico sul grado di scopertura zero, a premessa dell’emanazione, in tempi certi e rapidissimi, di un nuovo bando in linea con le aspettative dei Lavoratori.

La nostra richiesta trae le sue motivazioni, innanzitutto dal fatto che appare quantomeno illogico, oltre che costituire un precedente gravissimo, che dei tavoli tecnici con gli OO.PP. a valle modifichino un accordo politico a monte, ed è giustificata dalla previsione, avvalorata dall’esperienza pregressa,  che i tempi per portare a termine il bando attuale (graduatorie provvisorie, esame ricorsi, graduatorie definitive, trasferimenti, etc)  nella migliore delle ipotesi farebbero slittare l’avvio di una nuova procedura di mobilità ben oltre la pausa estiva, atteso peraltro che ci vorrà un po’ di tempo per fissare nuovi criteri e procedure, posto che quella attuale prevede un solo bando annuale. Decisamente troppo per la pazienza dei Colleghi che aspettano da quasi tre anni di poter legittimamente aspirare a condizioni di vita migliori, avvicinandosi alle famiglie o limitando situazioni insostenibili di pendolarismo.

Ebbene, a conclusione della riunione di ieri e dopo oltre 2 ore di serrata discussione, la soluzione verso cui sembrano convergere A.D. e CGIL-CISL-UIL + UNSA, e dunque quattro delle cinque OO.SS. che hanno partecipato ai confronti di luglio sui gradi di scopertura, è quella di portare a termine il bando attuale e poi mettere in cantiere un nuovo bando, con tutte le incognite che FLP DIFESA ha chiaramente evidenziato, il che ci appare una risposta del tutto inadeguata rispetto alle attese dei lavoratori. Se qualcosa nel bando attuale non ha funzionato e se il pericolo è quello di trovarci di fronte a solo qualche decina di istanze accolte, logica vorrebbe che quel bando venisse stoppato. A che serve mandarlo avanti?

Da parte nostra, rimaniamo convinti che la soluzione più logica e più rispondente ai bisogni del Personale sia prima l’annullamento del bando, poi la riconferma dell’accordo del 13.12.2017 sull’azzeramento del grado di scopertura zero, e quindi l’emanazione rapida di un nuovo bando con criteri diversi dall’attuale.

E, coerentemente con questa impostazione, provvederemo a segnalare nuovamente, quale argomento prioritario da inserire nell’agenda del prossimo incontro con il Ministro Trenta – che giova ricordare si è detta particolarmente sensibile ai temi del riavvicinamento familiare e al benessere del Personale – il bando di mobilità ordinaria del Personale civile, allo scopo di trovare in quella sede la conferma dell’accordo politico del 13.12.2017 così faticosamente raggiunto e poi insensatamente dilapidato con leggerezza per la fretta di concludere accordi il cui scopo principale era quello di escludere chi non si allinea al pensiero unico di un CCNL che ha prodotto e sta continuando a produrre una serie interminabile di guasti ai danni dei Lavoratori. Vedremo quali saranno gli sviluppi di questa importante partita.

RIUNIONE AL GABINETTO SUI CONGUAGLI FISCALI

A fine mattinata di oggi, si è tenuta una riunione convocata urgentemente dal Gabinetto e finalizzata a dare informazioni alle OO.SS. sugli sviluppi dell’iniziativa assunta dalla Ministra Trenta sulla vicenda legata alla rateizzazione degli importi relativi ai conguagli fiscali, che hanno falcidiato i cedolini di febbraio e, per gli importi a debito superiori a 300,00 € agiranno con una seconda rata anche su marzo.

Dalla riunione, è arrivata la conferma dell’iniziativa avviata dalla Ministra con la firma di un decreto ad hoc che disponeva la rateizzazione non solo dell’importo imputato a marzo (per chi lo ha avuto), ma anche dell’importo trattenuto in febbraio, con una operazione che prevedeva:  il ristoro al lavoratore, tramite cedolino speciale, della parte eccedente il quinto della stipendio trattenuto in febbraio; il cumulo del debito residuo di febbraio con quello integrale di marzo, e la previsione di rimborsi rateizzati tramite importi mensili a debito imputati a partire da marzo e max fino a non oltre il mese di giugno. Il Gabinetto ci ha anche detto che, a seguito della pressante iniziativa posta in essere dalla nostra Ministra, era arrivato il via libera anche da parte del Ministro Tria.

Purtroppo, l’accertata incompatibilità con il quadro normativo vigente, non ha consentito il perfezionamento dell’operazione.  E pertanto, preso atto di quanto avvenuto, la stessa Amministrazione si è detta oggi impegnata nella messa a punto di una norma generale, e dunque valida non solo per il personale della Difesa, da sottoporre poi al vaglio del CdM, che preveda automaticamente la rateizzazione di importi a debito derivanti da conguagli fiscali superiori al quinto dello stipendio, allo scopo di evitare in futuro il riproporsi di situazioni dello stesso tipo. E’ però evidente che, per concretizzare operativamente questa iniziativa, occorrerà individuare un utile veicolo normativo, che verosimilmente traguarderà l’anno a venire.

RIUNIONE A PERSOCIV SU TRANSITO NEL COMPARTO FF.CC. DEL PERSONALE ITE

Nella stessa giornata odierna si è svolto a PERSOCIV anche l’incontro relativo alle problematiche insorte con l’inquadramento del Personale dell’ITE “Vallauri” di Livorno (ex MARITELERADAR) dal Comparto Ricerca a quello delle FF.CC., essendo l’Istituto “Vallauri” organicamente inserito nel CSSN di La Spezia.

Le questioni, essenzialmente di carattere economico e di inquadramento giuridico, riguardano in particolare la determinazione della natura di alcuni emolumenti accessori, il cui riconoscimento del carattere fisso e continuativo ne determinerebbe il mantenimento in godimento, attraverso un assegno “ad personam”, nel passaggio del Personale dal Comparto di provenienza a quello di destinazione. Sull’argomento non è stato ancora raggiunta una posizione univoca, a motivo del quale si  rendono necessari ulteriori approfondimenti. Ne riparleremo, dunque.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 12 del 5 febbraio 2018 –

Come si ricorderà, in data 29.09.2015, è stato sottoscritto dalle OO.SS. nazionali e dell’allora Sottosegretario on. Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. A),  per la mobilità volontaria ordinaria (all. B)  e  straordinaria (all. C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (all. D),  che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina.

Quell’intesa  concludeva una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che si era poi chiusa solo dopo quattro anni centrando un risultato certamente storico all’interno della nostra Amministrazione, atteso che la procedura di mobilità prevista dal CCNI del 6.7.2000 (bando annuale di mobilità interna volontaria) era stata sempre volutamente disattesa, negli anni, da A.D. .

La questione, anche a seguito delle nostre ripetute sollecitazioni, era tornata d’attualità solo nell’autunno 2012, con i tavoli tecnici a PERSOCIV dell’ 11 settembre (Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ottobre (Notiziario n. 137 di pari data), ma anche allora la questione si arenò per tutta una serie di punti controversi (pareri Organi Programmatori (OP), in particolare). Il successivo confronto, in ordine di tempo, avvenne sul tavolo politico con l’allora Sottosegretaria Pinotti il 20.01.2014 (vds. Notiziario n. 4 di pari data), che ancora una volta non approdò a risultato a causa del nodo irrisolto dei pareri degli O.P. .

Da qui, allora, il valore storico del protocollo 29.09.2015, atteso che per la prima volta i lavoratori interessati avrebbero potuto partecipare a un bando di mobilità con regole chiare e definite per tutti come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero state più soggette ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (OP), in alcuni casi troppo discrezionali e incomprensibili, come era sempre avvenuto sino ad allora.

La gestione della nuova procedura, che ha visto per la prima volta la luce nel 2016, ha però evidenziato diverse criticità.

Innanzitutto, erano stati fissati dagli OP “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”  molto alti nella media e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno eretto muri invalicabili rispetto alle legittime aspettative dei lavoratori. E’ un problema che abbiamo segnalato sin da subito, ottenendo però solo qualche correzione, in particolare con riferimento all’area di SEGREDIFESA. Ma i gradi di scopertura erano rimasti lo stesso complessivamente molto alti, viziando in un qualche modo la stessa procedura.

Ma di criticità se ne sono viste anche altre, e anche per questo, dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie del bando di mobilita 2016,  in data 9.01.2017 abbiamo inviato all’on. Rossi una nota che chiedeva la “verifica circa la necessità di revisione” della procedura, che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina.

Quella nostra richiesta è stata poi recuperata nell’accordo del 5 aprile 2017 (vds il comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA in Notiziario n. 39 di pari data ), cui ha poi fatto seguito la nota unitaria delle stesse sigle inviata all’on. Rossi (vds. Notiziario n. 64 del 30 giugno u.s.), con la quale si chiedeva di procedere rapidamente alla verifica prevista dal protocollo.  Richiesta prontamente accolta dall’on. Rossi, che nella riunione del 5 luglio u.s. (vds Notiziario n. 66 di pari data), ha consegnato alle OO.SS. le proposte di AD, poi seguite dai contributi/osservazioni di CGIL FP – UIL PA- FLP DIFESA inviati in data 18 luglio (vds. Notiziario n. 69 di pari data). Quindi il successivo tavolo tecnico a SMD del 20.09.2017 (comunicato unitario in Notiziario n. 90 di pari data), seguito dalla riunione al Gabinetto del 13.12.2017, ritenuta conclusiva dalla stessa A.D. e di cui al comunicato unitario in Notiziario n. 128 di pari data.

Poi più nulla. Intanto, il 31 gennaio è già passato, e la prima tappa (riconfermata) della procedura non ha avuto corso per la mancata sottoscrizione del nuovo protocollo. Dunque, ancora ritardi.

Per questo, abbiamo inviato al Gabinetto l’allegata nota che chiede le risposte che mancano e la convocazione urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 05.02.2018-lettera a Gabinetto per convocazione revisione protocollo mobilità

Allegato 2: Protocollo 29.09.2015 mobilità e rempieghi con firme

Allegato 3: 09.01.2017-lettera a  Sottosegretario per verifica protocollo mobilità

Notiziario n. 96 del 15 settembre 2014 –

Il celebre pianto della allora  Ministra Fornero
Il celebre pianto della allora Ministra Fornero

Viene il dubbio che  il colpo  subito dalla Difesa a seguito  dell’esclusione dal gruppo delle AA. PP. autorizzate ad assumere nuovo personale con il DPCM 29.07.2014, abbia prodotto un qualche risultato.

Come si ricorderà  (vds. Notiziario n. 75 del 14 luglio 2014),  la nostra O.S. commentò allora  molto negativamente  quell’esclusione   ed espresse il timore che la mancata autorizzazione ad assumere alla nostra Amministrazione potesse essere dovuta al fatto che le eccedenze emerse a seguito del taglio degli organici imposti dal Decreto Legge 6.07.2012, n. 95  (la spending review di Monti) – oggi verosimilmente ridotte a circa 600/700 in ragione delle cessazioni dal servizio intervenute nel frattempo –  non fossero state riassorbite attraverso i c.d. “pensionamenti in soprannumero”,  e dunque con le regole pre-Fornero (sistema delle “quote”, sulla base del combinato disposto tra anzianità anagrafica e anzianità di servizio).  Pensionamenti, questi,  previsti dallo stesso Decreto Legge 95,  e successivamente  oggetto di specifica circolare attuativa  (F.P. n. 3 del 29.07.2013), a seguito della quale FLP DIFESA chiese un incontro mai avvenuto (nota allegata al Notiziario n. 97 del 9.09.2013, che ripubblichiamo su questa stessa pagina) segnalando successivamente più volte la necessità di operare una nuova ricognizione delle posizioni soprannumerarie, e anche di recente (vds. Notiziario n. 69 del 25.06.2014).  Appare allora evidente, a nostro modesto avviso,  come,  anche in ragione di quanto previsto dalla Legge 30.10.2013, n. 125,  la condizione di permanente eccedenza nelle aree 1^ e 2^, oltre a penalizzare i colleghi che avrebbero potuto essere collocati in pensione in condizioni di miglior favore,  ha di fatto impedito l’assunzione di “forze nuove e competenti”  (per dirla alla Madia), e cioè dei circa 200 vincitori di concorso di cui alle graduatorie 2008/2009 ( e menomale che la loro validità era stata prorogata…..), fatta salva la deroga di cui all’art. 3, comma 4 bis, della legge 114/22014 per l’area 2^.

In questa cornice, si dovrebbe ragionevolmente iscrivere la positiva iniziativa assunta dal Gabinetto del Ministro  con foglio n. 31927 dell’11.08. 2014,  che ha  chiesto  agli OO.PP. la mappatura:

–  dei dipendenti in possesso dei requisiti di cui alla L. Fornero (art. 24 D.L. 6.12.2011, n. 201 convertito nella L.22.12.2011, n.214) per il collocamento in pensione per limiti d’età  o che intendano avvalersene;

–  dei dipendenti che, permanendo situazioni eccedentarie (come nel caso del M.D.),  potrebbero essere collocati in quiescenza con i requisiti “pre-Fornero” e di quelli, suddivisi per le scadenze temporali 2014, 2015 e 2016,  che potrebbero esserne destinatari, con priorità per i pensionamenti a domanda.

Pubblichiamo su questa stessa pagina la nota n. 101346 del 20 agosto inviata da SMD agli SS.MM. di F.A. e al Comando Generale CC con richiesta di riscontro entro il 12 u.s.,  ricordando che, ad ogni buon conto,  lo stesso SMD  aveva già assunto una propria iniziativa al riguardo con fg. n. 88345 del 16.07. 2014,  e cioè due giorni dopo la notizia data dal nostro Notiziario sulla mancata autorizzazione ad assumere al MD.

E’ utile ricordare, a tal proposito, come l’ultima ricognizione operata dall’A.D. sia stata quella avviata da PERSOCIV con circolare n. 52028 del 6.09.2013,  le cui risultanze sono state partecipate alle OO.SS. nazionali da parte dello stesso D.G. nel corso della riunione del 23 ottobre 2013 presieduta dall’allora Sottosegretario Pinotti (i dati allora forniti: n. 899 eccedenze al 30.09.2013,  di cui n. 169 in area 1^ e n. 730 in area 2^, a fronte di un bacino complessivo di pensionabili con requisiti pre-Fornero pari a n. 2.529, di cui 180 di area 1^ e 2.349 di area 2^- si veda il nostro Notiziario n. 116 di pari data).

Atteso che i dati richiesti dovrebbero essere già, o quanto prima, disponibili,  abbiamo inviato al Gabinetto del Ministro la nota che pubblichiamo di seguito. L’auspicio che facciamo è che, a distanza di oltre due anni dall’entrata in vigore del D.L. 95/2012, sia finalmente possibile ragionare con l’Amministrazione sul da farsi in ordine ai pensionamenti in soprannumero.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 15.09.2014 – lettera a Sottosegretario per esame indagine Gabinetto su pensionandi

Allegato 2: Circolare SMD n. 10134467 del 20.08.2014

Allegato 3: 05.08.2013 -Lettera-di-FLP-DIFESA-con richiesta di incontro richiesta-di-incontro

Notiziario n. 41 del 17 aprile 2014 –

La Ministra Pinotti con il Presidente Renzi
La Ministra Pinotti con il Presidente Renzi

La sen. Roberta Pinotti ha incontrato le  OO.SS. nazionali, per la prima volta nella sua veste di Ministra della Difesa e con al fianco il nuovo Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, l’on. Domenico Rossi.  Si è trattato di un incontro cordiale  e a nostro giudizio positivo e confortante, che è servito a riprendere le fila del confronto con le Parti sociali che si era necessariamente interrotto con la crisi del Governo Letta, e che, anche per questo e lo ha ribadito la stessa Ministra in apertura di riunione, si pone in una linea di continuità con l’esperienza precedente.  La Ministra ha sottolineato  a più riprese la centralità del ruolo del personale nelle attività  della Difesa, e da qui anche il suo rinnovato impegno sul fronte delle assunzioni dei vincitori di concorso e nella direzione tesa ad assicurare alla Difesa quel turnover che è drammaticamente mancato in questi anni, in particolare negli Stabilimenti industriali;  ha quindi segnalato l’impegno proprio di queste ore a chè  non vengano tagliate le risorse destinate all’esercizio, dicendosi invece disponibile a ragionare in ordine a un’eventuale riduzione della spesa per armamenti. Ha ribadito infine il ruolo importante delle OO.SS. e ricordato il lavoro fatto insieme su quel tavolo,  che ha prodotto sicuramente dei buoni risultati, in particolare per quanto attiene ad alcuni significativi approdi dei decreti attuativi L. 244/2012,  un lavoro che dovrà continuare  nei  prossimi mesi. Ha quindi dato la parola al Sottosegretario Rossi, che ha assicurato attenzione e impegno sulle tematiche relative al personale civile.

E’ poi partito il consueto giro di tavolo, che ha visto emergere posizioni sostanzialmente condivise tra le OO.SS. presenti.  La nostra O.S. è partita innanzitutto ricordando le “linee programmatiche”  illustrate nel corso dell’ audizione di mercoledì 12 marzo di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, un intervento che avevamo apprezzato sotto diversi profili,  e in particolare nella parte relativa alle considerazioni svolte in tema di personale civile.  Era  la prima volta, a nostra memoria, che un Ministro della Difesa dedicava spazio così importante e attenzione vera al lavoro civile,  riconoscendone la centralità del ruolo, e molto significativo ci era apparso quel suo richiamo alla necessità di “superare quegli steccati che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa  a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”,  una differenziazione che la Ministra affermava “non avere più alcun senso”, e che “anzi può trasformarsi addirittura in una penalizzazione per la stessa nostra Amministrazione che rischia, così facendo, di sprecare l’opportunità di valorizzare le eccellenze”.  E allora, tenuto conto del fatto che vivremo nei prossimi mesi una fase in un qualche modo costituente avendo in agenda appuntamenti importanti  (Regolamento previsto dall’art.1, comma 1, del D.Lgs. 7/2014; Libro Bianco; possibile revisione del modello Difesa), è di tutta evidenza come gli intendimenti programmatici espressi dalla Ministra disegnino un quadro di situazione estremamente favorevole  e offrono  opportunità che non possiamo disperdere per traguardare  finalmente quella “civilizzazione” che, lo abbiamo detto più volte, rappresenta la prima vera e seria operazione di spending review della nostra Amministrazione.

Ciò premesso, appare ben chiaro come occorra  però non perdere tempo e passare rapidamente dalle parole ai fatti per costruire le nuove opportunità per i lavoratori civili. A tal riguardo, la nostra O.S. ha indicato alcuni appuntamenti di breve termine sui quali si misurerà la reale intenzione dell’Amministrazione nelle sue diverse componenti di procedere nella precisa direzione indicata dal Ministro.

1.   Siamo alla vigilia dell’emanazione del D.M. che dovrà ripartire tra gli Organi Programmatori (OO.PP.),  e contestualmente distribuirle per profili professionali e per Regioni, le dotazioni organiche civili fissate dal DPCM 23.01.2013.  A seguire, gli OO.PP. dovranno a loro volta distribuire i numeri ad essi assegnati al loro interno, rideterminando organici e organigrammi degli Enti, con relative funzioni e incarichi. Sarà quello il momento di dare corpo e sostanza alle linee della Ministra e alle previsione normative del D.Lgs n. 7/2014 che prevede ”l’attribuzione di funzioni e compiti tecnico amministrativi al personale civile” ;

2.   A mente di quanto previsto dallo stesso D. Lgs. n.7, si dovrà redigere a breve il Regolamento previsto dall’art. 1 comma 2-bis  per la ripartizione di compiti e funzioni  tra le due aree del nostro Ministero, e in quella sede si dovranno definire gli ambiti precisi riservati al lavoro civile e i vincoli per l’attribuzione delle funzioni. Quel Regolamento incorporerà verosimilmente anche la riorganizzazione dell’area centrale conseguente al DL 95/2012, e dunque la nuova struttura di SGD, DD.GG. e UU.CC. . E’ di tutta evidenza che se l’orizzonte è quello di una marcata civilizzazione del Ministero,  occorrerà aggiungere e non togliere,  e dunque andranno  decisamente accantonati gli intendimenti del Capo di SMD che vorrebbe sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per trasferirle agli Stati Maggiori.

3.   L’impronta civilizzatrice dovrà caratterizzare significativamente anche i riordini (riorganizzazioni e soppressioni) discendenti dalla delega per la riduzione dello strumento militare, abbandonando definitivamente quella marcata militarizzazione degli organici e degli incarichi apicali che hanno sin qui contraddistinto i riordini della FF.AA.,  anche quelle più recenti previsti dal D.Lgs. n. 7/2014.  Riordini che dovranno continuare ad essere gestiti attraverso il preventivo coinvolgimento delle OO.SS. e attraverso la condivisione ( e non la semplice informazione) dei piani di reimpiego del personale civile. E questo, naturalmente, in primo luogo, anche per le imminenti e decisive riorganizzazioni di Poli, Arsenali MM e CC.TT. , rispetto ai quali abbiamo sollecitato la Ministra ad una azione forte presso la Funzione Pubblica affinché sia dato finalmente corso all’assunzione dei vincitori di concorso (la richiesta di Persociv giace da un anno e mezzo) e al varo di un piano straordinario di assunzioni per l’area industriale.

4.   Una nuova idea e una diversa pratica della formazione potrà diventare la leva attraverso la quale si dà sostanza ad un impiego nuovo e diverso del personale civile, nel segno indicato dalla Ministra. Occorre una gestione della formazione totalmente diversa da quanto sin qui praticato, unitaria e non separata per F.A. (in questa direzione sembra muovere  il nascente Polo della Formazione Interforze) e organizzata anche attraverso il pieno coinvolgimento delle OO.SS.  che sinora è completamente mancato, con modalità nuove e moderne,  e con disponibilità di risorse economiche maggiori, secondo le previsioni del D.Lgs. n. 8.  Sulla formazione, a nostro avviso, si gioca la sfida decisiva per dare sostanza vera alle attese di civilizzazione.

5.   Nel filo di quella continuità invocata dalla Ministra nel suo intervento introduttivo, la nostra O.S.  ha chiesto di riprendere l’agenda interrotta dalla crisi di governo,  a partire dal riavvio del confronto sulle nuove modalità di gestione dei reimpieghi e della mobilità, per poi proseguire su altri versanti per affrontare tutte le problematiche ancora aperte  (pensionamenti in soprannumero D.L. 95; cedolino, etc).

6.   In merito all’attualissimo problema legato alla mancanza nel DEF di qualsiasi previsione di risorse destinate al rinnovo dei contratti,  poi smentita da una dichiarazione del Sottosegretario Rughetti, questione questa che ha trovato spazio negli interventi di tutte le OO.SS…,  FLP DIFESA, riprendendo il cuore del ragionamento della nostra Federazione,  ha detto che c’è per il Governo un solo modo di smentire davvero: quello di convocare le Parti sociali per dare avvio alla trattativa sul rinnovo del CCNL.

7.   Infine, FLP DIFESA ha chiesto alla Ministra di disporre l’invio a tutti i Dirigenti e a tutto il personale civile e militare del testo recante le “linee programmatiche”  illustrate in Parlamento, affinché ne siano chiare a tutti le linee civilizzatrici che dovranno impegnare tutti i diversi pezzi della nostra Amministrazione. Un’idea dichiaratamente apprezzata dalla Ministra, che speriamo si concretizzi presto.

            La replica agli interventi delle OO.SS. è spettata al Sottosegretario delegato, atteso che la Ministra ha dovuto abbandonare il tavolo per indifferibili impegni già in agenda. L’on Rossi ha detto di aver preso nota di tutte le questioni poste, rispetto alle quali ha impegnato l’Amministrazione a dare risposte, perché a quel dovere non si deve mancare;  ha ribadito l’assoluta centralità delle questioni relative al personale;  ha infine rimarcato la linea di assoluta continuità con il metodo posto in essere dall’allora Sottosegretaria, che prevede, sulle diverse questioni, tavoli tecnici di confronto e poi il tavolo politico per le scelte definitive.

In conclusione, un primo incontro che giudichiamo in modo positivo e confortante.

            Buona Pasqua a tutte le colleghe e a tutti i colleghi!

(Giancarlo Pittelli)

 

Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 –

Il tavolo con il  Ministro e le delegazioni sindacali
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali

Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244  recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza,  desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito,  esaurienti informazioni al riguardo.

Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi,  anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici,  preannunciando  comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti,  riconoscendone così indirettamente il ruolo di  interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola.  La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti  delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.

Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare  in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego,  il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso,  pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA.  E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.

*   SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI

*   SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI

A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto,  tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).

Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria  potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione.  Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!

E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una  riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.

Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013).  Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale); formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.

Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste,  ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi,  che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere  la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe  riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili,  lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi.  Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.

Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesaha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze.  Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).

Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e  dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 15.07.2013 Documento FLP DIFESA su schemi DD.LLgs. att. delega L. 244

Allegato 2: 18.07.2013 – Testo rinovellato D. Lgs. personale  (pervenuto dal Gabinetto in data 19.07.2012)

Allegato 3: 18.07.2013 – Testo rinovellato assetti ordinamentali  (pervenuto dal Gabinetto in data 19.07.2012)

Allegato 4: Audizione del Segretario Gen.-DNA Commissioni Difesa del 16 lug 2013

Allegato 5: Deleghe ai Sottosegretari

Allegato 6: FOTO

Foto 1: le delegazioni sindacali presenti all’incontro             Foto 2: Il Ministro e, a fianco, il Sottosegretario

Foto 2 - Le delagazioni sindacali al completo        Foto 1 - Il Ministro Mauro e il Sottosegretario Pinotti nel corso dell incontro

Gabinetto Difesa


Le proposte di FLP DIFESA per la gestione della cosiddetta “fase 2” dell’emergenza da Coronavirus. Un protocollo di accordo con le OO.SS nazionali in Amministrazione Difesa e in Agenzia Industrie Difesa è la nostra proposta per la gestione della ripresa delle attività per l’uscita dall’emergenza, che stabilisca misure omogenee di tutela dai rischi epidemiologici per tutto il territorio nazionale, una gradualità di rientro e una stabilizzazione del ricorso al lavoro agile per le attività telelavorabili. FLP DIFESA chiede anche l’avvio della trattativa da remoto per il FRD 2020 e progressioni

20 Apr 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 36 del 20 aprile 2020 – FLP Difesa, in sintonia con il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase2”, quella della ripresa, che non può essere avviata senza una adeguata rete di protezione, posto che l’epidemia non è ancora debellata, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, […]


Riunione a PERSOCIV sul bando di mobilità 2019. Si va verso la conferma dell’attuale bando per come richiesto da alcune sigle, anche se tutti sappiamo che, per l’interpretazione impropria data al c.d. “grado di scopertura zero”, saranno solo qualche decina le istanze accolte. Incredibile! Sarebbe utile conoscere i verbali delle riunioni di luglio con gli OO.PP. . FLP DIFESA aveva chiesto invece il blocco dell’attuale bando, il chiarimento politico e poi l’emanazione di un nuovo bando entro tempi rapidi e certi. Le altre riunioni di oggi, la prima sui conguagli fiscali e la seconda sul transito personale ITE

26 Feb 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 21 del 26 febbraio 2019 – Si sono svolte, tra ieri e oggi, quattro importanti riunioni nazionali. Della prima (incontro con il Capo di SMA) abbiamo già riferito con il Notiziario n. 20 di ieri; delle altre tre, riferiamo qui di seguito. RIUNIONE TECNICA SUL BANDO DI MOBILITA’ VOLONTARIA 2019 Si […]


Dopo il blocco totale della mobilità volontaria interna registrato nel 2017, ancora ritardi: il 31 gennaio è trascorso e le “esigenze funzionali” non sono state pubblicate a causa delle mancate risposte alle OO.SS. e della non sottoscrizione del nuovo protocollo. FLP DIFESA scrive al Gabinetto e chiede la convocazione urgente delle Parti sociali

5 Feb 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 12 del 5 febbraio 2018 – Come si ricorderà, in data 29.09.2015, è stato sottoscritto dalle OO.SS. nazionali e dell’allora Sottosegretario on. Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che recava le nuove procedure per i reimpieghi (all. A),  per la mobilità […]


Richiesta dal Gabinetto la mappatura con i requisiti per il pensionamento

15 Set 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 96 del 15 settembre 2014 – Viene il dubbio che  il colpo  subito dalla Difesa a seguito  dell’esclusione dal gruppo delle AA. PP. autorizzate ad assumere nuovo personale con il DPCM 29.07.2014, abbia prodotto un qualche risultato. Come si ricorderà  (vds. Notiziario n. 75 del 14 luglio 2014),  la nostra O.S. commentò allora  […]




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