Notiziario n 101 del 17 settembre 2018 –

La lunga e tormentata telenovela relativa alla distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (€ 10.073.972,19 lordo oneri AD, di cui 2.223.254,17 per il Fondo AID e 9.993.438,33 per il FUA Difesa) dovrebbe questa volta essere davvero arrivata ai titoli di coda.

In data 13 u.s., infatti, le OO.SS. 3+1+1 (CGIL-CISL-UIL+UNSA+CONFINTESA) hanno firmato l’accordo definitivo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 insieme a tutti gli altri documenti (allegati 2, 3 e 4 sempre su questa stessa pagina),  il cui testo ripropone per intero l’impianto, le percentuali di distribuzione e gli importi pro capite dell’Ipotesi dalle stesse OO.SS. già firmata l’11 luglio u.s.. Ma anche con qualche sostanziosa integrazione che tutto sembra, francamente, fuorché il banale  “tecnicismo” che, a detta di qualcuno, ha permesso di risolvere il problema innescato dal rilievo della F.P., che peraltro solo noi avevamo reso noto attraverso il Notiziario n. 99/2018.

Particolare non trascurabile, la firma dell’accordo del 13 u.s. è stato accompagnato dal comunicato di pari data dei 3+1, molto scarno (comprensibilmente) sul punto, ma che conteneva un  atto d’accusa nei nostri confronti  per aver dato la notizia e proposto un commento sul rilievo della FP, su cui comunque a tutt’oggi quelle sigle tacciono.

Proviamo allora a metter, uno dietro l’altro ancorché in estrema sintesi, i mattoncini della telenovela.

1.   L’Ipotesi di accordo sulle ulteriori somme 2017 poteva essere firmato tranquillamente, e negli stessi termini, il 6 febbraio 2018, e questo ci avrebbe risparmiato tutte le successive e poco nobili puntate. Se così non è avvenuto, è per la precisa responsabilità da una parte, dei 3+1 che disertarono quella riunione e, dall’altra, del D.G. di PERSOCIV che, pur potendo fare diversamente, decise di subire il diktat della triade, con il risultato di far trascorrere cinque mesi cinque, e di recuperare la faccenda solo a luglio u.s..

2.   Né nel testo dell’accordo, né nei comunicati delle sigle sindacali, né nei post che sono girati, si è entrati nel merito del rilievo del 27.08.2018 della F.P.  Ma cosa ha detto in proposito la F.P.? Che certificava positivamente l’Ipotesi di accordo 11.07.2018 ma “relativamente all’utilizzo delle risorse previsto dall’art. 2”  (9.993.483,33 € per il FUA Difesa),  raccomandava “di tener conto di quanto prescritto dall’art. 77 del CCNL”, che destina alla performance individuale “almeno il 30% minimo” (nell’Ipotesi era previsto solo il 15%).

Nella lettura che ne abbiamo fatto noi, e non solo noi, questo si sarebbe dovuto tradurre in una diversa ripartizione percentuale tra performance  e FUS con riferimento alle ulteriori risorse assegnate dal MEF, con conseguente modifica degli importi pro capite. La logica questo pareva suggerisse.

3.   Invece, come si sa, siccome le vie del Signore sono infinite, dopo qualche giorno di silenzio, dal cilindro di PERSOCIV è spuntata la soluzione taumaturgica che ha permesso di non variare neanche di un centesimo gli importi pro-capite dell’Ipotesi  di luglio, con somma gioia di quanti (noi tra questi) erano al momento preoccupati.  Un miracolo davvero, frutto di una audace interpretazione della D.G., che non può per questo non suscitare apprezzamento tra i lavoratori, atteso che la quota performance non cresce.

4.   Ma come è avvenuto il miracolo?  Da come l’abbiamo capita noi leggendo l’accordo, la trovata è in sintesi questa: pur a fronte di accordi separati imposti dagli Organi certificatori, le somme FUA 2017 (risorse certe + risorse ulteriori) vanno considerate un unicum; rispetto a questo unicum (€ 52.928.371,37 €), la percentuale del 30% va calcolata solo sulle somme variabili (la DG calcola € 5.703.889,12: in che modo? con quali addendi?);  in tal modo, le risorse complessivamente destinate alla performance individuale dagli accordi FUA 9.10.2017 e 13.09.2018, pari in tutto a 2.629.398,39 €, sfiorano il 50 % e dunque una percentuale ben sopra il 30%.

Geniale davvero, questa volta i nostri complimenti sinceri vanno davvero all’ideatore di questa soluzione che consente di non alzare le risorse per la performance individuale, come il CCNL sembrava obbligasse.

Verrebbe però da fare una domanda: questa interpretazione è condivisa da FP e MEF? Una domanda magari anche legittima, ma che a noi non interessa evidentemente approfondire. E pensiamo sia molto chiaro il perché…

5.   Ricordiamo comunque , solo per dovere di cronaca, cosa prevede la norma richiamata dalla FP (art. 77, comma 3, CCNL 2016-18): “la contrattazione integrativa destina ai trattamenti economici” riferiti a performance individuale, organizzativa e indennità varie (turni/reperibilità/etc.) la “parte prevalente delle risorse di cui all’art.76”  e “specificamente alla performance individuale  almeno il 30%”.  Questo dice il CCNL.  Ebbene, anche volendo considerare nel suo insieme il FUA 2017 (risorse certe e ricorrenti + risorse ulteriori), non possiamo non rilevare che qualche dubbio al riguardo sembrerebbe emergere, anche solo sotto il profilo matematico, in merito all’interpretazione prima, e al calcolo dopo, che sono stati posti in opera dalla D.G. in ordine alle somme che concorrerebbero a determinare quel 30%.

Pur tuttavia, andando al sodo con estremo pragmatismo, e tenuto anche conto che la scelta è primariamente ricondotta alla responsabilità del D.G. che ha firmato l’accordo definitivo, quellinterpretazione e quel calcolo ci servono molto. E ci servono perché consentono comunque, nella circostanza, di lasciare immodificata, nella distribuzione percentuale e negli importi  pro capite,  le risorse destinate alla performance individuale, atteso che, nell’applicare il CCNL 2016-2018 firmato dai 3+1 (e che reca l’art. 77 comma 3) la loro distribuzione risulta alla fine del tutto identica, e sino al centesimo, a quella prevista dalla prima bozza della D.G. (6.02.2018), quando vigeva ancora il CCNL 2006/2009.

Evviva PERSOCIV, dunque, e l’interpretazione finalmente “pro domo nostra” data in questa circostanza, cosa che in passato, anche con riferimento alle diverse Ipotesi di distribuzione del FUA,  non avevamo mai registrato, atteso che ogni pur piccolo rilievo degli Organi certificatori era stato recepito con le conseguenti modifiche o integrazione degli accordi definitivi.

Una interpretazione dunque molto benevola, nella circostanza, frutto evidentemente dei tempi nuovi che viviamo dopo le contestazioni degli anni scorsi all’operato del D.G. da parte di CGIL-UIL-FLP-UNSA, che poi sfociarono nella  giornata di lotta del 17.10.2017 (vds. comunicato unitario in Notiziario n. 99 di pari data). Ma poi è rientrata CISL.. e si vede!

Una interpretazione benevola dunque, non certo la sola in questi ultimi mesi (si ricordi la circolare sull’art. 35 CCNL), che forse lascerà sorpreso qualche  addetto ai lavori, ma che siamo sicuri incontrerà l’approvazione della stragrande maggioranza dei lavoratori, che sappiamo bene quanto credano nelle valutazioni della performance individuale e quanto auspicassero la rapida chiusura della telenovela.

Un’interpretazione benevola, però, forse anche frutto del clamore e dell’allarme suscitato tra i colleghi dal  nostro Notiziario n. 99 dell’11.09.2018 che ha indotto la D.G. a trovare una soluzione. E ce l’ha fatta!

In ogni caso, affidiamo ai lavoratori il giudizio sul nostro operato e sulle informazioni che abbiamo loro dato con il Notiziario sopra richiamato, che ha fatto registrare un boom in termini di visualizzazioni.

6.   Dobbiamo infine, ancorchè molto brevemente, rispondere a tre altre suggestioni presenti nel comunicato unitario dei 3+1 datato 13 u.s. di commento dell’accordo definitivo sulle risorse aggiuntive FUA 2017.

Assicuriamo innanzitutto quegli increduli che FLP DIFESA è felicissima che l’accordo sia stato sottoscritto anche se dopo aver perso, e non certo per colpa nostra, cinque mesi cinque,  poiché, come è ben noto a tutti, chiedevamo da più mesi che questo avvenisse e negli importi economici esattamente identici a quelli della bozza 6.2.2018. Abbiamo scritto vari Notiziari, tutti ancora visibili sul nostro sito….

Circa le “responsabilità altrui”,  esse certo non vanno trovate in ambito Difesa e tra i Dirigenti della Difesa dei 3+1,  essendo individuabili  solo a carico delle Federazioni che hanno apposto una firma su un CCNL che, sul punto, appare un cedimento, in quanto alza la percentuale delle risorse destinate alla performance individuale e reintroduce il fondino (art. 78 CCNL).  Almeno su questo possiamo convenire?

Infine, facciamo presente che la nostra “ragion d’essere” ce la siamo meritata sul campo ed è servita anche a CGIL e UIL, nel febbraio 2017, a sceglierci come compagni di viaggio, dopo aver messo in un angolo la CISL, un viaggio che ha prodotto qualcosa di importante e che è durato fino alla mancata firma del CCNL da parte FLP. E’ questo il nostro peccato originale, che spiega i tavoli separati e gli attacchi scomposti.

Una ragion d’essere che ci ha comunque consentito, da febbraio ad oggi e cioè dopo la non firma del CCNL, di rimanere comunque all’impiedi e di non franare nell’attenzione e nella considerazione della gente, pur a fronte di una scelta di responsabilità e di una battaglia civile difficilissima che la nostra gente ha comunque apprezzato.

Un viaggio difficilissimo, che ora però sta per finire: stiamo per tornare sui tavoli, a giorni l’annuncio, la gente ce lo chiede, e da quel momento riprenderemo a parlare da dentro il palazzo e dal vivo delle riunioni.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.09.2018 – Accordo definitivo firmato risorse ilteriori FUA 2017:

Allegato 2: 11.07.2018 – Ipotesi accordo risorse ulteriori FUA 2017 – relazione tecnico-finanziaria

Allegato 3: 11.07.2018 – Ipotesi accordo risorse ulteriori FUA 2017– relazione illustrativa mod. 1

Allegato 4: 11.07.2018 – Ipotesi accordo risorse ulteriori FUA 2017 – relazione illustrativa mod. 2

 

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgQuarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine.

In apertura,  il Direttore Generale di Persociv che ha presieduto la riunione ci ha comunicato che l’Ispettorato Generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (IGOP)   ha fatto presente alla D.G. per le vie brevi l’improponibilità di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2015,  atteso che il relativo accordo non è stato sottoscritto entro lo stesso anno 2015,  e che pertanto non avrebbe certificato alcuna ipotesi di accordo sottoscritta nel 2016 recante il finanziamento di passaggi economici con decorrenza 1.1.2015.  Nel merito della posizione IGOP,  è ben vero che c’è un precedente al riguardo (la tornata di passaggi con decorrenza 1.1.2010 è stata avviata con ipotesi di accordo A.D.-OO.SS. sottoscritto in data 4.11.2010), ma è anche vero che non se ne comprende il fondamento normativo (le finalità appaiono invece ben chiare: lasciare le risorse ancora per un anno nel FUA).  A nostro giudizio, però, e lo abbiamo detto al tavolo, questa interpretazione restrittiva di IGOP, che in altre Amministrazioni è stata contestata dal fronte sindacale,  può paradossalmente farci comodo in questa  circostanza, facendoci uscire dalle secche nelle quali siamo scivolati a seguito delle improvvide scelte (da noi allora contestate) che l’AD ha operato nella messa a punto del DM 19.11.2014 sulle ripartizione degli organici attribuiti dal DPCM 22.01.2013.

Si deve infatti ricordare che quel DM fissa anche gli organici ripartiti per fasce retributive, che pertanto verrebbero a costituire un punto di riferimento obbligato per la determinazione del numero dei passaggi, che andrebbero fissati sulla base della differenza tra organici di fascia e presenze effettive ricomprendendosi nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. Questo anche in ragione del fatto che l’Amministrazione non ha inteso recepire la proposta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 112 di pari data) e solo della nostra O.S., di attribuire una connotazione meramente ricognitoria  ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014 .   Con i numeri del 2015,  allora,  l’approdo finale sarebbero i 1.095 passaggi previsti dalla bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’A.D. che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1,  che FLP DIFESA ha sin da subito (si veda il Notiziario n. 105 del 29 set. 2015)  giudicato comunque irricevibili anche in relazione alle attese dei colleghi,  tenuto conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010)  ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014). Dunque,  gran parte dei lavoratori  oggi verrebbero esclusi dai passaggi economici, dovendosi rispettare  quei limiti numerici. Meglio allora star fermi un giro.

Abbiamo però proposto che, all’interno dell’ipotesi di accordo FUA 2015 o anche con accordo separato, le Parti si impegnino ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi e che l’AD si impegni, espressamente e preliminarmente, a modificare il DM 19.11.2014, ridefinendo la ripartizione degli organici in termini meno vincolanti e comunque senza alcun riferimento alle fasce retributive, come hanno intelligentemente fatto altre AA.CC.  Per esempio il MIUR (si veda il DM che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2),  che ha ripartito i propri organici solo su base regionale, consentendo così che in quella Amministrazione sia già stata sottoscritta una ipotesi di accordo che, rispetto alle 5.978 posizioni in organico, prevede n. 2328 passaggi (il 38%).  Con il DM attualmente vigente, invece, la percentuale nel MD sarebbe stata ben diversa (il 3,9 %, 1095 passaggi rispetto ai 27.894 in organico).

Ecco perché ci vuole subito un nuovo DM sugli organici del MD.   Su questo tipo d’impostazione, la delegazione di parte pubblica si è dichiarata d’accordo.  Proprio per questo,  possiamo considerare sostanzialmente chiusa la trattativa sul FUA 2015, con lo stralcio dell’art. 10 della bozza predisposta dall’AD qui pubblicata (passaggi 2015) e l’inserimento degli impegni di cui sopra sui passaggi 2016, rispetto ai quali  pubblichiamo su questa stessa pagina l’allegato 3 con i dati, da noi richiesti e ottenuti dalla DG, relativi alle presenze nelle diverse fasce al 1.1.2016. La prossima riunione, quella immaginiamo conclusiva, è già stata fissata per il 21 p.v. .

Proseguiamo allora questo Notiziario informando i colleghi sugli altri aspetti affrontati in riunione.

Partiamo innanzitutto dalla conferma definitiva della riassegnazione al FUA 2015 del Ministero della Difesa  di 6.104.074 euro,  che avevamo in un qualche modo anticipato sin dalla prima riunione di luglio (si veda il Notiziario n. 84 del 30.07.2015) e confermato nella successiva (si veda il Notiziario n. 105 del 29.09.2015).  La conferma ufficiale viene dal DPCM 12.11.2015 pubblicato nella G.U n. 303 del 31.12.2015, che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 4.  Va comunque rilevato che, a seguito dello stralcio dei passaggi economici 2015, i 2.025.112,64 euro lordo oneri AD che avrebbero dovuto finanziarli porteranno ad un incremento dei Fondi di sede (FUS), con conseguente crescita della quota media pro capite di circa una ottantina di euro sempre al lordo oneri AD. Un modestissimo incremento (6 € circa) della quota pro capite FUS ci sarà inoltre per i circa 140.000 €  transitati  dal FESI al FUA ex art. 1805/bis del C.O.M. introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014 (nel 2015, ai sensi al D.I.M. 18.04.2002, sono transitati nei ruoli civili n. 186 ex militari, di cui  36 dall’Arma dei Carabinieri).

Una novità certamente positiva emersa in riunione riguarda il fatto che finalmente l’ipotesi di accordo FUA 2015 sarà accompagnata dal dettaglio delle somme che alimentano il  FUA 2015.  Trattasi di una richiesta antica della nostra O.S.,  avanzata invano negli ultimi due anni e non accolta con la scusante che il MEF non forniva i dati,  e che quest’anno invece la dr.ssa Corrado ha deciso di soddisfare impegnando i propri Uffici a tal proposito. Gliene diamo ampiamente atto, atteso che appariva illogico, oltre che poco trasparente, il dover distribuire somme sulla base di dati non noti e verificabili.

Novità di un certo interesse anche per quanto riguarda turni, reperibilità e Particolari Posizioni di lavoro (PPL). Come si ricorderà, gli accantonamenti presenti nella bozza della ipotesi predisposta dall’AD per la riunione del 29 set. u.s. prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, e al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità”  di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014),  che pare quasi tutto dovuto alle richieste di SMM (peraltro contestate dallo stesso COM LOG MM, si veda il foglio che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5),  e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. aveva espresso sin dalla prima riunione le proprie riserve, posto che ogni incremento di somme per la reperibilità comporti una corrispondente riduzione del FUS.

Ora, però, dobbiamo responsabilmente fare i conti con il ritardo (siamo già nel 2016) con cui vengono assegnate i finanziamenti per queste fattispecie lavorative, trattandosi di attività di lavoro già effettuate negli Enti del MD che andranno necessariamente pagate (ove non lo si facesse, bisognerebbe pescare nei FUS entro i  limiti previsti, che potrebbero anche non essere sufficienti, con danno evidente per i lavoratori).  E dunque: per il 2015, le somme assegnate al finanziamento di PPL, turni e reperibilità dovrebbero rimanere le stesse (forse, una riduzione potrebbe riguardare il finanziamento della sola reperibilità). Ma per il 2016 la musica dovrebbe cambiare: abbiamo infatti chiesto e ottenuto dalla dr.ssa Corrado un impegno preciso dell’Amministrazione affinché, prima della solita ricognizione annuale delle esigenze avviata dalla D.G. (nel 2015, con la circolare n. 21105 del 24.03.2015), vengano definite in apposito tavolo nazionale delle linee guida e fissati dei paletti precisi, con particolare riferimento all’istituto della reperibilità, con l’obiettivo di ridurne il finanziamento 2016 rendendo così disponibili le somme risparmiate per altri impieghi, in primis per passaggi economici e FUS (si ricordi che nel 2016 ci sarà pure la performance…….).

In ogni caso, prima della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2015, avremo i dati da noi richiesti nelle precedenti riunioni sulle somme assegnate agli Enti del MD per PPL, turni e reperibilità relativi all’anno 2015.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza ipotesi di accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09.2015

Allegato 2: DM di ripartizione degli organici del MIUR

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016

Allegato 4: DPCM 12 11 15-Incremento disponibilità FUA Ministeri

Allegato 5: Foglio COM LOG MM del 3.07.2015 su teruni e reperibilità 2015

fus ministero difesa


Sottoscritto con cinque mesi di ritardo l’accordo definitivo per la distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (oltre 10 mln). Il rilievo della Funzione Pubblica e l’audace lettura della nostra Direzione Generale, che calcola il 30% da destinare alla performance solo sulle risorse c.d. variabili, il che consente di non modificare le somme pro capite destinate alla performance individuale e al FUS. Applausi!

17 Set 2018 - Flp Difesa

Sottoscritto con cinque mesi di ritardo l’accordo definitivo per la distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (oltre 10 mln). Il rilievo della Funzione Pubblica e l’audace lettura della nostra Direzione Generale, che calcola il 30% da destinare alla performance solo sulle risorse c.d. variabili, il che consente di non modificare le somme pro capite destinate alla performance individuale e al FUS.  Applausi!

Notiziario n 101 del 17 settembre 2018 – La lunga e tormentata telenovela relativa alla distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2017 (€ 10.073.972,19 lordo oneri AD, di cui 2.223.254,17 per il Fondo AID e 9.993.438,33 per il FUA Difesa) dovrebbe questa volta essere davvero arrivata ai titoli di coda. In data 13 u.s., infatti, […]


Riunione a PERSOCIV. Niente passaggi economici con decorrenza 1.1.2015, ma impegni precisi per le progressioni 2016 dopo il nuovo DM sugli organici.

12 Gen 2016 - Flp Difesa

Riunione a PERSOCIV. Niente passaggi economici con decorrenza 1.1.2015, ma impegni precisi per  le progressioni 2016 dopo il nuovo DM sugli organici.

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 – Quarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine. In apertura,  il […]


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