Notiziario n. 24 del 22 febbraio 2017 –

Terza riunione negoziale, oggi, a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017,  che come noto fisserà anche i numeri e i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree, che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017. La nuova proposta messa a punto da PERSOCIV, ovviamente anche sulla base dei confronti con le OO.SS. nella precedenti riunioni dell’8.02.2017 (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 16 di pari data), reca novità importanti ed è su di esse, in particolare, che si è sviluppato il confronto odierno con FLP DIFESA (pubblichiamo su questa pagina la  bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. per la riunione)

In via preliminare, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione della delegazione di parte pubblica sul fatto che parrebbe allo stato superato il rischio di poter incorrere nel limite massimo del 20% di sviluppi economici nel 2017 previsto dalle prime bozze del TUPI (Testo Unico sul Pubblico Impiego, l’ultimo dei decreti attuativi della L. 124/2015), che obbligava le Parti a correre velocemente per chiudere rapidamente l’accordo al fine di evitare  il dimezzamento dei 12.000 sviluppi previsti per quest’anno. Rischio superato, pare, alla luce delle ultime bozze del decreto attuativo, che parlano genericamente di “quota limitata di dipendenti”  ai quali attribuire le progressioni economiche, senza vincolo percentuale alcuno.  Questo ovviamente offre più tempo alle Parti per ragionare e riflettere insieme sulle scelte da operare,  e la dr.ssa Corrado ha convenuto perfettamente con questa nostra riflessione di partenza.

Ciò premesso, diamo conto della nuova proposta di AD e dei contenuti della riunione odierna.

POSIZIONI ORGANIZZATIVE – TURNI,REPERIBILITA’,PPL – INDENNITA’ Di MOBILITA’

Nella nuova bozza di ipotesi di accordo, la D.G. prevede minori assegnazioni per Posizioni Organizzative-P.O. (-87.975,35 €), Particolari Posizioni di lavoro-PPL (-235.365,24 €) e Turni (-300.748,76 €), in ragione della effettiva spesa 2015, mentre l’accantonamento per la reperibilità risulta lo stesso. A tal proposito, va utilmente segnalato ai colleghi che nel terzo tavolo tecnico riunitosi proprio ieri, si è registrata una convergenza tra Amministrazione e Parti sociali sulla necessità di proporre al Tavolo politico una ulteriore riduzione del 10% sugli accantonamenti dei fondi necessari a finanziare la reperibilità, riduzione sulla quale la nostra O.S. ha espresso condivisione. Trattasi di quasi 330.000 € che, al pari dei risparmi di cui sopra, confluirebbero nei fondi locali (FUS e Performance), e questo in linea con gli approdi attuali del tavolo tecnico che, pur persistendo le difficoltà nell’acquisire i dati necessari ad una rigorosa analisi della situazione in essere, ha inteso fornire un segnale forte nella direzione del recupero di somme necessarie a rimpolpare i fondi locali ormai asfittici.

Circa l’indennità di mobilità, è stata accolta la nostra richiesta di ridurre lo stanziamento previsto in ragione delle minori esigenze (l’accantonamento passa a 100.000 €, con un risparmio di € 70.000 €).

SVILUPPI ECONOMICI 2017

La seconda bozza predisposta dalla D.G. conferma i 12.000 passaggi complessivi per il 2017, già certificati da FP e MEF. Di diverso, rispetto alla prima bozza,  è la distribuzione dei numeri tra le diverse fasce all’interno delle tre aree. Su nostra precisa richiesta, la dr.ssa Corrado ha comunque assicurato che la predetta redistribuzione è solo il frutto di una operazione di attualizzazione  (allineamento degli sviluppi per fascia ai numeri di dipendenti oggi presenti nelle fasce), rimanendo comunque invariato il rapporto percentuale, e che produce comunque un risparmio di spesa pari a € 29.092,50.

In merito ai criteri per le procedure selettive (vds allegati 12 della nuova bozza predisposta dalla D.G.), va detto che la D.G. ha già operato alcuni aggiustamenti.  In primo luogo, ha aumentato significativamente il peso del criterio “esperienza professionale”, raddoppiando il punteggio per ogni anno di attività nella stessa area (da 0,5 a 1) alzandone il massimo da max 15 a max 30, e questo a noi va bene, ma riducendone il max punteggio raggiungibile per l’anzianità nella fascia retributiva, il perchè non abbiamo ben capito.

Sempre in tema di esperienza professionale maturata, la DG non ha accolto la nostra proposta di recuperare i punteggi (0,25) del 2016 per l’anzianità di ruolo nelle aree inferiori e gli 0,25 punti per l’anzianità nelle PP.AA. “in ruoli diversi da quelli del personale civile del MD” e quella di cancellare la previsione di punteggio per le PO in ragione della disomogeneità di attribuzione e per coerenza con l’assenza di punteggi per gli incarichi in area 2^, proposte tutte che abbiamo oggi comunque riproposto.

Per quanto attiene ai “titoli di studio” e relativi punteggi, la nuova proposta della D.G. alza per l’area 3^, come FLP DIFESA aveva chiesto,  i punteggi dei primi tre titoli, ma riconferma in toto i successivi cinque,  non adottando per la predetta area 3^ il modello MEF come noi avevamo richiesto. Per l’area 2^, invece, recepita interamente la proposta FLP, con incremento del punteggio a partire dalla licenza elementare.

La vera novità nella nuova proposta della D.G. stà però tutta nella previsione della “formazione”  come terzo criterio per le procedure selettive, a fattor comune per le tre aree e nei termini di cui all’allegato 13 (riferimento a tutta la vita lavorativa e all’attività istituzionale di AD, e dunque a raggio molto largo).

A tal riguardo, FLP DIFESA ha osservato come la proposta della formazione quale terza gamba per gli sviluppi economici nasca dalla necessità di evitare gli effetti negativi che si sono avuti nella procedura 2016, che verosimilmente verrebbero accentuati utilizzando le valutazioni di cui alle schede performance. Questo, a nostro giudizio, dovrebbe portare la Ministra Pinotti ad avere maggiore consapevolezza sul fallimento del sistema di valutazione di cui alla Direttiva 10.11.2015, e procedere rapidamente nella direzione da noi proposta (sospensione del procedimento 2016 e richiesta di deroga alla FP per il 2017, si veda il Notiziario n. 23 del 20.02.2017).  Ciò detto, a nostro giudizio occorre però evitare di cadere dalla padella nella brace, e cioè di avere come terza gamba un criterio ancor più penalizzante per la maggioranza dei colleghi,  atteso che i differenziali  di partecipazione ai processi formativi tra i lavoratori civili potrebbero essere più accentuati rispetto a quelli derivanti dai processi di valutazione. Sappiamo bene che la Difesa è il luogo dove si è sempre fatta poca formazione per tutti e tanta formazione per pochi,  e questo naturalmente allargherebbe la forbice e non amplierebbe le opportunità.

Stiamo dunque ben attenti alle scelte che facciamo, questo il richiamo venuto dalla nostra O.S., senza inseguire strategie oggi improponibili, come era avvenuto nel 2010.  Se MEF e FP certificheranno  una ipotesi di accordo che prevederà la formazione come terzo criterio, sarà effettivamente la formazione a contribuire in quota parte (max 50 punti) alle selezioni, come peraltro sta avvenendo nel Ministero dei Beni Culturali  dove le selezioni si stanno facendo sulla base della formazione fissata dall’accordo, come ha confermato la dr.ssa Corrado che ha detto di averne avuto notizia direttamente dal Direttore Generale di quel Ministero. Attenzione, dunque, a non cadere dalla padella nella brace. In ogni caso, visto che l’art. 18 del CCNL 2006/2009 prevede l’utilizzo della formazione quale criterio per gli sviluppi solo a condizione che  “le Amministrazioni abbiano garantito la formazione a tutto il personale interessato” (N.B.:“tutto”) abbiamo chiesto che preliminarmente alla scelta, l’A.D. garantisca alle OO.SS. il pieno soddisfacimento di detta condizione vincolante. Nelle more che venga chiarito questo aspetto, FLP DIFESA ha riformulato la proposta avanzata nella riunione precedente: far riferimento alla “valutazione dell’apporto partecipativo individuale all’attività progettuale” di cui al FUS 2016, il che consentirebbe di uscire dai ristretti ambiti della valutazione della “performance individuale”;  inoltre, abbiamo riproposto la rimodulazione dei punteggi (50 punti nella fascia 100-91; 45 punti nella fascia 90-71; etc.) o, in alternativa, di prendere a riferimento un punteggio per gli sviluppi pari al 50% della valutazione per l’attività progettuale, che eliminerebbe gli effetti distorsivi delle fasce e offrirebbe una maggiore progressività.

Infine, in merito agli sviluppi 2018 che la D.G. propone nel numero di 8.000, abbiamo innanzitutto fatto presente che trattasi di un numero superiore ai fini dell’attribuzione di un passaggio di fascia a tutti i lavoratori nell’arco del triennio 2016-2018; abbiamo però anche osservato che a fine triennio si riprodurrebbe la stessa situazione ereditata dal 2010, con i tre quarti del personale con un passaggio in più rispetto al restante quarto, un effetto  penalizzante per una parte di lavoratori che si sarebbe potuto evitare solo se si fossero alzati i numeri degli sviluppi 2016 all’interno di un impegno triennale che prevedeva il secondo passaggio di fascia nell’anno 2018 di coloro che avevano avuto il primo nel 2016.

Infine, abbiamo posto il problema delle risorse: per finanziare 8.000 sviluppi (ammesso che tali restino)  nel 2018 servono 16 mln di €: dove li troviamo a fronte dell’attuale dotazione del FUA Difesa che presenta margini strettissimi? Tagliando consistentemente o quasi azzerando PO, Turni, reperibilità, atteso che gli relativi accantonamenti attuali si attestano sui 13 mln €, e non basterebbero comunque?

Emerge a tal proposito, in tutta la sua forza ed evidenza, la necessità di trovare rapidissimamente risorse per incrementare il nostro FUA, questione questa che però fa registrare, allo stato, la mancanza di risposte da parte di AD e del Governo, molto attenti invece, come sempre, sul fronte del personale militare (per il riordino delle carriere, resi disponibili 977 mln, ne parleremo in un prossimo Notiziario).

PERFORMANCE INDIVIDUALE E FUS

I risparmi conseguenti ai minori impegni finanziari in materia di PO, turni, PPL, indennità di mobilità e sviluppi economici, pari allo stato a 723.181,85 € (ma potrebbero ulteriormente crescere, in funzione del taglio del 10% della reperibilità) andranno a riversarsi tutti sui fondi locali, il che porterà a un incremento di 3,08 € dell’importo pro capite per la performance individuale (da 9,93 a 13,01 €) e di 17,42 € di quello relativo al FUS 2017, importi tutti al netto oneri A.D. Il corposo stanziamento per finanziare i 12.000 sviluppi economici 2017 (€ 22.348.985, 03), uniti ai 14.287.919,19  impegnati per i 7.002 sviluppi 2016, hanno di fatto ridotto al lumicino gli importi pro capite per remunerare performance e FUS .

A tal proposito, abbiamo ribadito alla dr.ssa Corrado la nostra perplessità sul fatto che la performance individuale 2017, rispetto alla quale manteniamo tutte le nostre ben note riserve, possa essere remunerata con meno di 10 € annui netti in tasca, il che  offenderebbe la nostra dignità di lavoratori ed sarebbe lesiva dello stesso buon nome dell’Amministrazione.  Motivo per il quale abbiamo riproposto alla dr.ssa Corrado l’utilità di espungere l’art. 12 dall’ipotesi di accordo, dirottandone le somme al FUS e chiarendone le motivazioni all’interno della relazione illustrativa che accompagnerà l’ipotesi nell’iter per la certificazione. Il D.G. si è ulteriormente riservato di verificarne la praticabilità e l’accoglibilità.

Per quanto attiene al FUS, abbiamo apprezzato la riformulazione del comma 2 dell’art. 14 della bozza predisposta dalla D.G., che finalmente non prevede più, come nell’accordo FUA 2016, la possibilità dei tavoli locali di destinare le somme FUS alla performance individuale, il che ha costituito la reiterata richiesta di FLP DIFESA non accolta nella trattativa 2016 e che oggi trova finalmente accoglimento.

Preso atto di questa apertura significativa della D.G., abbiamo però segnalato alla dr.ssa Corrado la necessità di alzare il peso specifico e le competenze dei compiti assegnati ai tavoli locali, che al momento sembrerebbero sviliti e limitati alla mera ripartizione del FUS tra le finalità d’impiego di cui al comma 1.

A tal proposito, abbiamo detto di essere consapevoli che l’integrazione richiesta dipende molto dalle modifiche (se ci saranno) della Direttiva sulla performance del 10.11.2015; abbiamo pero riproposto la nostra idea che, a direttiva invariata, sia comunque possibile affidare al tavolo locale le scelte e le modalità di applicazione all’attività progettuale dei criteri previsti per la valutazione della performance.

Questi i contenuti e le risultanze della riunione odierna, ancora del tutto interlocutoria. Continueremo la discussione e la trattativa nella prossima riunione, che potrebbe essere calendarizzata entro metà marzo. A quel momento, speriamo solo che la Ministra abbia finalmente operato le sue scelte sulla direttiva performance 2017, atteso le ricadute ovvie sulla trattativa FUA.

Come già noto ai colleghi, martedì 28 p.v. la Ministra Pinotti ha convocato le OO.SS. nazionali, non già sulle tantissime questioni irrisolte e per dare le risposte che attendiamo da anni, ma sul DDL attuativo del Libro Bianco, di cui abbiamo parlato nel Notiziario n. 18 del  9 febbraio   e n. 21 del 16 febbraio ai quali naturalmente rinviamo, che sta come noto molto a cuore alla nostra Ministra.

 Venerdì 24 p.v. è convocata la Direzione Nazionale della nostra O.S., che discuterà in ordine alle questioni ancora aperte e assumerà le proprie decisioni in merito all’incontro con la Ministra.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 22.02.2017 – 2a Bozza PERSOCIV ipotesi e allegati FUA 2017

Notiziario n. 118 del 12 ottobre 2016 –

L'entrata del Pirotecnico di Capua, uno dei sei "polverifici" del M.D.
L’entrata del Pirotecnico di Capua, uno dei sei “polverifici” del M.D.

Si è tenuto oggi il primo incontro del tavolo tecnico per la “verifica, in chiave riduttiva, in relazione alle effettive esigenze di funzionalità dei servizi degli Enti dell’AD. e alle reali attività svolte nei medesimi, delle posizioni organizzative, delle particolari posizioni di lavoro, dei turni e della reperibilità”  (Nota congiunta n. 1  all’Accordo definitivo FUA 2016, siglato il 30 settembre u.s.).  Come si ricorderà, la FLP DIFESA non ha sottoscritto quell’accordo, con le motivazioni riportate nella nota a verbale  (Notiziario n. 112 del 30/09/2016), ma ha comunque condiviso l’impegno contenuto nella predetta Nota congiunta, auspicando, al contempo, che il tavolo tecnico potesse raggiungere quegli obiettivi di razionalizzazione di P.O. e Turni/Reperibilità/PPL tante volte invocata e mai compiutamente realizzata (si veda l’ultimo capoverso della nota a verbale FLP DIFESA allegata al CCNI, che ripubblichiamo su questa stessa pagina).

A detto incontro, ha partecipato per la nostra O.S. il collega F. Cesaretti, che ha redatto queste note.

Nel merito, l’incontro ha avuto un contenuto meramente interlocutorio, atteso che A.D. – attraverso gli interventi di SMD e SGD – ha rappresentato di non aver ancora concluso la propria attività di verifica sugli istituti in esame, necessaria a presentare alle OO.SS le proprie proposte in materia e pertanto si è riservata di fornire al più presto alle parti Sociali le risultanze di tali lavori. Tuttavia, è emerso in modo abbastanza evidente l’orientamento di A.D. di intervenire prevalentemente sulle P.O. e sulla Reperibilità,  attraverso una razionalizzazione ed attualizzazione di tali istituti, anche alla luce delle riorganizzazioni/accorpamenti che hanno interessato un numero significativo di Enti, piuttosto che su PPL e Turni, in cui maggiori appaiono i vincoli di natura normativa e di garanzia di funzionamento degli Enti.

Su tali considerazioni si è registrata una sostanziale convergenza delle OO.SS., ma la discussione di merito è stata rinviata ad un nuovo incontro, preceduto dall’invio alle OO.SS. della documentazione prodotta dall’A.D. Ed è proprio alla luce di tale convergenza che appare ancor più incomprensibile la richiesta di CGIL-CISL e UIL che i prossimi incontri (tecnici!) avvengano a tavoli separati. Perché? Lo abbiamo già detto più volte: non crediamo che sia questo il modo migliore per tutelare gli interessi dei Lavoratori (“divide et impera”, diceva qualcuno), ma la risposta la lasciamo a chi tavoli separati li chiede!!

In occasione dello stesso incontro, si è poi affrontata la spinosa questione dei “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi”  e della relativa circolare della D.G. n. 16749 del 14.03.2016.  Il confronto in sede tecnica non ha portato ad alcun progresso,  atteso che A.D. ha ribadito la propria posizione in merito al contenuto ed agli effetti della circolare (Notiziario n. 52 del 28.04.2016), ritenendo la stessa il frutto del portato normativo e della giurisprudenza affermatasi con la nota sentenza della Corte dei Conti. Sul punto, tutte le OO.SS., sia pure con qualche distinguo, hanno ritenuto che i veri nodi da sciogliere siano da ricercare nella vetustà della norma di riferimento – difficilmente applicabile alle condizioni di lavoro presenti nell’A.D. e in mancanza del decreto attuativo mai adottato – e nel riferimento ad un sistema di classificazione dei lavoratori – l’ex carriera operaia – che non trova riscontro in una realtà che dagli anni ’80 ad oggi ha visto susseguirsi ben tre diversi sistemi di classificazione del Personale (312/80, NOP, NSC).  Questioni che necessitano di specifici strumenti normativi e che esulano, quindi, dalle possibilità di un tavolo tecnico.  Proprio per questo, la richiesta di parte sindacale, che anche in questo si è ritrovata concorde, è stata quello di ricondurre la discussione al più consono tavolo politico, l’unico capace di individuare le iniziative, anche di carattere legislativo, idonee a tutelare quei lavoratori che hanno operato in condizioni gravose e che hanno già visto o potrebbero vedere allontanarsi di colpo la prospettiva di benefici pensionistici.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: ccni-fua-2016-nota-a-verbale-flp-difesa

Notiziario n. 95 del 2 agosto 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSi è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi economici decisamente insufficienti, la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse,  e con la prepotente entrata in scena della valutazione della performance individuale,  sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più,  per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, che appare decisamente sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!).  Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà nella categoria che per i lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.

A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, che da quanto ci risulta potrebbero essere sottoscritti, oltre che da CGIL-CISL-UIL, anche da sigle che solo qualche giorno diffondevano via FB dubbi sulle nostre scelte  e da altre che  giudicavano “irresponsabili” i fautori di modifiche dell’accordo (anche sui 12.000 passaggi 2017) ora bellamente fatte proprie,  non potrà che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente,  di non sottoscrivere la predetta ipotesi di accordo. Una scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutte le ipotesi di accordo FUA degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno altrettanto responsabilmente ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.

Come si ricorderà,  la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds  Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica”  di cui all’art. 16 dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002  passaggi economici 2016 espressamente richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del  21.01.2016 e seduta stante graziosamente accolti dalla dr.ssa Corrado (la richiesta era di 7.000 passaggi 2016; la risposta è stata di….7.002: no comment per carità di patria).

In tutte le successive riunioni  (8 luglio-vds. Notiziario n. 86;  20 luglio, vds Notiziario n. 89;  27 luglio, vds Notiziario n. 91)  abbiamo sempre cercato di evidenziare il danno enorme che sarebbe stato arrecato ai lavoratori, dopo sei anni di blocco delle retribuzioni e in un momento in cui l’orizzonte dei conti pubblici tornava a preoccupare,  da una scelta così al ribasso che, nel confronto con le altre AA.CC. e anche con Agenzia Industrie Difesa, faceva del nostro Ministero il fanalino di coda.  Abbiamo davvero confidato nel ravvedimento operoso di AD, che ad un certo punto ha fatto propria la nostra proposta sui 16.974 passaggi per il 2016, rimangiandosela però solo un minuto dopo sotto i colpi poderosi inferti dalle scandalizzate CGIL-CISL-UIL Difesa: quando si dice la tenacia nelle proprie scelte!  Ma quella proposta ha lasciato anche in CGIL, CISL e UIL Difesa segni evidentissimi, sviluppandone le forti contraddizioni al loro interno, tuttora presenti, e obbligandole ad azioni separate, che oggi forse si ricompongono nella rivendicazione del grande risultato raggiunto (sic) e nella celebrazione dell’agognato traguardo (boh).

La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura,  la prima legata alla cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS e la seconda all’avvento poderoso su FUS e passaggi  economici della performance individuale. Avanti tutta!  Ne vedremo i grandi risultati a breve!

Con riserva di ulteriori riflessioni al riguardo, pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina  la nota a verbale presentata oggi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 02.08.2016 – Nota a verbale FLP DIFESA su ipotesi accordo FUA 2016

INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A PARTECIPARE AL NOSTRO SONDAGGIO

SULLE SCELTE DELL’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2016

CHE E’ PUBBLICATO NELLA PARTE ALTA DELLA HOME DEL SITO

Notiziario n. 25 del 1 marzo 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgNella mattinata di oggi, abbiamo sottoscritto  l’ipotesi  di  accordo  per la distribuzione del FUA 2015,  il cui testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 2.  Di seguito, i contenuti dell’accordo.

Le somme FUA 2015 messe a bilancio dal MEF, finalmente con i dati  di dettaglio forniti dalla nostra D.G.,   sono pari a €  58.964.991,00, al lordo oneri di AD.  Rispetto  al  2014,  la  dotazione  FUA  2015  mostra  un  buon incremento (+ 3.411.381,00 €), come noi avevamo ipotizzato sin dalla prima riunione del 30 luglio 2015 (si veda il Notiziario n. 84 di pari data),  ai quali dovranno essere aggiunte le “risorse ulteriori” non ancora quantificate, che saranno comunque oggetto di successivo accordo.

Da questa  disponibilità  iniziale,  debbono essere  detratti  gli accantonamenti  per  le    voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti mettendoli in raffronto con le somme 2014.

Ø  Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.358.599,64  lordo AID); inoltre, come sempre, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.

Ø  Posizioni   Organizzative  (P.O.):  confermate   per   il   2015   sia   la   somma   accantonata   negli anni precedenti (2.525.281,00 lordo oneri AD) sia  il contingente  numerico (n. 1.723 unità).

Ø Particolari  posizioni  di  lavoro  (PPL),  turni  e  reperibilità: confermati, quasi al centesimo, gli accantonamenti  2014,  come da noi richiesto sin dal primo confronto di merito (vds. Notiziario n. 105 del 29.09.2015), a fronte del sostanzioso incremento inizialmente previsto dalla D.G. per il finanziamento di queste tipologie di lavoro. Per le PPL,  l’accantonamento è pari a € 2.380.000,00 € ;   per i turni,  €  5.480.000,00 ;  per la reperibilità,  € 2.763.062,91  e ricomprende anche lo stanziamento successivo di cui all’accordo del 22.09.2015 sulle “ulteriori risorse” (tutti gli importi sono al netto degli oneri datoriali).  Circa la loro disciplina, rimane invariata rispetto a quella dell’anno precedente che aveva visto l’introduzione  di  alcune novità per quanto attiene l’indennità di imbarco/lavorazione (quote maggiorate per il personale interessato con eliminazione della differenziazione tra  lavoro a bordo e quello a terra)  e l’indennità per distruzione armi chimiche prevista per il CETLI – Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Civitavecchia (allineamento delle indennità per ogni giornata di effettivo servizio in sede).

Ø Indennità di mobilità: la somma accantonata è pari a 370mila €, e dunque risulta uguale a quella 2014.

Ø   Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2015 risulta pari a € 1.101,20 al netto oneri dell’AD, tenuto conto  dei  dipendenti  in  servizio  al 1.01.2015 (n.  27.109),   e dunque fa  registrare  un buon  incremento  (+ € 138,20) rispetto  alla quota FUS 2014 che è stata pari a € 963,00.

Confermate anche le finalità del FUS nelle percentuali previste  dall’accordo 2014: fino al 10% per “remunerare situazioni e condizioni di lavoro caratterizzanti l’attività istituzionale dell’Ente”;  fino  al  15% per “remunerare i turni e le reperibilità, il cui fabbisogno ecceda l’assegnazione”;  fino al 3% per “compensare il lavoro straordinario qualora le risorse siano esaurite”;   la restante  parte,  infine,  in  quota  non  inferiore  al  72%,  andrà  a  finanziare  progetti  e programmi locali di produttività.

Sono gli stessi del 2014 anche i criteri per la distribuzione del FUS, non più recepiti all’interno dell’ipotesi di accordo in virtù del rilievo proveniente dalla F.P. (il sistema di valutazione non può essere contrattato),  ma analoghi a quelli dell’anno 2014 (coefficiente tra 1,0 e 1,5) in virtù della determina del Sottosegretario del 4.12.2015, venuta dopo l’azione legale intrapresa da FLP DIFESA.

Dunque, come si vede, l’ ipotesi di accordo  reca un impianto sostanzialmente fotocopia rispetto a quella del 2014, ancorchè fortunatamente diverso nelle somme in aumento relative al Fondo di Sede. Con una sola, rilevante novità: l’intesa programmatica  di cui all’art. 16, che prevede complessivamente n. 7.002 passaggi interni alle aree con decorrenza 1.01.2016, destinati a chi è rimasto tagliato fuori dai passaggi 2010 e dunque finalizzati a completare la prima tornata, senza alcuna concessione all’avvio, già dal corrente anno 2016, di una prima tranche di progressioni relative alla seconda tornata.

A tal proposito, riportiamo quanto già riferito nel precedente Notiziario n. 23 del 24 feb. 2016:  “L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011.  Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo  abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi;  oggi  sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti,  per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio per tutti in 3 anni.  E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018.  Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione,  per la quale ci battiamo da tempo,  di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di  retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto,  ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi. Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7.002 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000”.

I 7.002 lavoratori civili della Difesa che beneficeranno dei passaggi di fascia previsti per il 2016 rappresentano il 25,53 % del totale (7.002 passaggi rispetto ai 27.416 lavoratori presenti al 1.1.2016, dati PERSOCIV forniti su nostra richiesta, vds allegato 3 su questa stessa pagina). Davvero poca cosa rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 quando la percentuale di copertura è stata del 69,82 % (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori presenti).

E anche poca cosa rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle nuove progressioni: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti);  Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti);  Agenzia delle Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 69 % (6.584 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare.

Da questi dati, emerge una verità crediamo non particolarmente entusiasmante, che si fa fatica a mandare giù.  Il Ministero della Difesa, sul piano dei numeri e delle possibilità di progressione economica offerti al proprio personale,  indossa la maglia nera.  Perché questo?  E menomale che l’A.D., consapevole della necessità di incrementare il basso trattamento economico del proprio personale civile, ha addirittura costituito un gruppo di lavoro (DM 16.06.2015) di cui peraltro si sono perse le tracce.  E ora che concretamente c’era la possibilità di un incremento delle retribuzioni, che cosa fa? Circoscrive al mimino i passaggi, così i differenziali medi con le altre AA.CC cresceranno. Quando si dice la coerenza….

Come i colleghi sanno,  non è nostro costume presentare “note a verbale” sugli accordi, ma in questo caso non abbiamo potuto fare a meno di differenziare la nostra posizione in merito all’intesa programmatica di cui all’art. 16, e abbiamo perciò presentato la “nota a verbale”  che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

Ritorneremo a breve sulla vicenda passaggi 2016, anche perché non la consideriamo chiusa. L’intesa programmatica non è ancora un accordo,  e dunque c’è ancora tempo per un ripensamento. Ma c’è necessità che le lavoratrici e i lavoratori si facciano sentire questa volta, e gridino tutta la loro insoddisfazione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Nota a verbale FLP DIFESA ipotesi di accordo FUA 2015

Allegato 2:  Ipotesi di accordo FUA 2015 del 01.03.2016

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016 – dati PERSOCIV)

Notiziario n. 23 del 24 febbraio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgOggi si è chiusa davvero la lunga e complessa trattativa per la distribuzione del FUA 2015, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina in  allegato 1 il testo finale (articolato + allegati) predisposto da PERSOCIV.

Come si ricorderà  FLP DIFESA aveva ritenuto che, a fronte di quanto rappresentato dalla dr.ssa Corrado nella precedente riunione del 21 gennaio u.s. in ordine alla partita dei passaggi interni (vds. Notiziario n. 10 di pari data), ci fossero le condizioni per chiudere rapidamente l’accordo FUA 2015 e aprire, a seguire, la trattativa per definire non solo i numeri ma anche i criteri per le selezioni delle progressioni alle aree, secondo il modello positivamente sperimentato nel 2010.  Su questa nostra posizione, aveva inizialmente convenuto anche la dr.ssa Corrado, motivo per il quale l’accordo sembrava concluso.  Lo scenario è però rapidamente mutato nel giro di solo qualche ora, quando la stessa dr.ssa Corrado ha convenuto, su un altro tavolo,  sull’utilità di prevedere già nell’accordo 2015 i numeri dei passaggi da fascia a fascia retributiva con decorrenza 1.1.2016, disconnettendo la scelta dei numeri da qualsiasi ragionamento sui criteri per le selezioni.  E su questa strada si è andato avanti, perdendo oltre un mese nella conclusione della trattativa (dal 21 gennaio ad oggi 24 febbraio), che si tradurrà verosimilmente in un corrispondente ritardo nella corresponsione del FUS. Già un record l’abbiamo battuto quest’anno (per la prima volta l’ipotesi di accordo non viene sottoscritto nell’anno di riferimento), e ora siamo in buonissima posizione per traguardare il secondo dei record negativi, pagare il FUS del 2015 nell’anno 2017. Meglio di così….

L’ipotesi di accordo FUA 2015 predisposta dalla D.G., all’art. 16, prevede n. 7002 (peccato per quel 2…) passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore, con i contingenti di cui al comma 4, e dovrebbe assicurare il passaggio alla posizione economica superiore di coloro che, nella precedente ed unica tornata del 2010,  non ne hanno beneficiato. Vedremo se attraverso i criteri che verranno fissati con specifico accordo il traguardo sarà raggiunto pienamente o ci sarà qualche falla.

L’obiettivo di assicurare in prima battuta il passaggio di fascia a chi nella tornata 2010 non ne ha usufruito è un obiettivo giusto e condivisibile, ma a nostro avviso non ci si può limitare a questo. La scelta dei 7.000 passaggi (7002, pardon) per assicurare a tutti i lavoratori civili il primo passaggio di fascia, era l’impegno assunto dalle Parti per il 2011.  Ma oggi siamo nel 2016, e in tutto questo periodo  abbiamo subito il vergognoso blocco dei contratti e delle retribuzioni, restando al palo per cinque lunghi anni. Per questo, a nostro avviso, oggi non può più essere sufficiente il solo completamento del primo giro di passaggi;  oggi  sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti, per lanciare il segnale che tutti i lavoratori attendevano: i passaggi economici riprendono, si completa il primo giro, ma si parte già da quest’anno con il secondo giro, con l’impegno di traguardare il secondo passaggio di fascia per tutti in tre anni.

E, sulla base di questo ragionamento, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado di aumentare significativamente (intorno a 10mila) l’intesa programmatica per i passaggi con decorrenza 1.1.2016 e di aggiungervi anche un intesa programmatica per gli anni a venire 2017 e 2018.  Una proposta, la nostra, che muoveva nella direzione,  per la quale ci battiamo da tempo,  di progressiva storicizzazione del salario di produttività, finalizzata a stabilizzare in termini di  retribuzione fondamentale (certa) crescenti quote di retribuzione accessoria (incerta per definizione), con l’effetto indiretto,  ma per noi meritevolissimo, di sottrarre risorse alla performance individuale, che tanto sta preoccupando in questi giorni i colleghi.

Ma, come era prevedibile, alla fine la dr.ssa Corrado non ha ritenuto di modificare la propria proposta, che, val a pena di segnalarlo, prevede passaggi per 7000 lavoratori, escludendone però gli altri 20.000. Val la pena di ricordare molto sommessamente che, nel 2010, i passaggi di fascia erano stati ben 21.826…..

Ultima annotazione: ci sono volute sei riunioni, ma alla fine la nostra richiesta, formulata sin dalla prima riunione del 29 luglio, di ritornare agli accantonamenti 2014 per turni/reperibilità e PPL, è stata accolta.

In allegato 2 su questa stessa pagina, la tabella riepilogativa fornita da PERSOCIV sulla costituzione del FUA 2015 e, in allegato 3, la nota SMD sui numeri dei transiti dei militari inidonei e le risorse che transitano dal FUA al FESI

       (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Ipotesi di accordo FUA 2015

Allegato 2: Tabella riepilogativa costituzione FUA 2015

Allegato 3: Nota SMD Transiti militari inidonei e risorse da FESI a FUA

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgQuarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine.

In apertura,  il Direttore Generale di Persociv che ha presieduto la riunione ci ha comunicato che l’Ispettorato Generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (IGOP)   ha fatto presente alla D.G. per le vie brevi l’improponibilità di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2015,  atteso che il relativo accordo non è stato sottoscritto entro lo stesso anno 2015,  e che pertanto non avrebbe certificato alcuna ipotesi di accordo sottoscritta nel 2016 recante il finanziamento di passaggi economici con decorrenza 1.1.2015.  Nel merito della posizione IGOP,  è ben vero che c’è un precedente al riguardo (la tornata di passaggi con decorrenza 1.1.2010 è stata avviata con ipotesi di accordo A.D.-OO.SS. sottoscritto in data 4.11.2010), ma è anche vero che non se ne comprende il fondamento normativo (le finalità appaiono invece ben chiare: lasciare le risorse ancora per un anno nel FUA).  A nostro giudizio, però, e lo abbiamo detto al tavolo, questa interpretazione restrittiva di IGOP, che in altre Amministrazioni è stata contestata dal fronte sindacale,  può paradossalmente farci comodo in questa  circostanza, facendoci uscire dalle secche nelle quali siamo scivolati a seguito delle improvvide scelte (da noi allora contestate) che l’AD ha operato nella messa a punto del DM 19.11.2014 sulle ripartizione degli organici attribuiti dal DPCM 22.01.2013.

Si deve infatti ricordare che quel DM fissa anche gli organici ripartiti per fasce retributive, che pertanto verrebbero a costituire un punto di riferimento obbligato per la determinazione del numero dei passaggi, che andrebbero fissati sulla base della differenza tra organici di fascia e presenze effettive ricomprendendosi nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. Questo anche in ragione del fatto che l’Amministrazione non ha inteso recepire la proposta della nostra O.S. (vds. Notiziario n. 112 di pari data) e solo della nostra O.S., di attribuire una connotazione meramente ricognitoria  ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014 .   Con i numeri del 2015,  allora,  l’approdo finale sarebbero i 1.095 passaggi previsti dalla bozza di ipotesi di accordo predisposta dall’A.D. che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1,  che FLP DIFESA ha sin da subito (si veda il Notiziario n. 105 del 29 set. 2015)  giudicato comunque irricevibili anche in relazione alle attese dei colleghi,  tenuto conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010)  ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014). Dunque,  gran parte dei lavoratori  oggi verrebbero esclusi dai passaggi economici, dovendosi rispettare  quei limiti numerici. Meglio allora star fermi un giro.

Abbiamo però proposto che, all’interno dell’ipotesi di accordo FUA 2015 o anche con accordo separato, le Parti si impegnino ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi e che l’AD si impegni, espressamente e preliminarmente, a modificare il DM 19.11.2014, ridefinendo la ripartizione degli organici in termini meno vincolanti e comunque senza alcun riferimento alle fasce retributive, come hanno intelligentemente fatto altre AA.CC.  Per esempio il MIUR (si veda il DM che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2),  che ha ripartito i propri organici solo su base regionale, consentendo così che in quella Amministrazione sia già stata sottoscritta una ipotesi di accordo che, rispetto alle 5.978 posizioni in organico, prevede n. 2328 passaggi (il 38%).  Con il DM attualmente vigente, invece, la percentuale nel MD sarebbe stata ben diversa (il 3,9 %, 1095 passaggi rispetto ai 27.894 in organico).

Ecco perché ci vuole subito un nuovo DM sugli organici del MD.   Su questo tipo d’impostazione, la delegazione di parte pubblica si è dichiarata d’accordo.  Proprio per questo,  possiamo considerare sostanzialmente chiusa la trattativa sul FUA 2015, con lo stralcio dell’art. 10 della bozza predisposta dall’AD qui pubblicata (passaggi 2015) e l’inserimento degli impegni di cui sopra sui passaggi 2016, rispetto ai quali  pubblichiamo su questa stessa pagina l’allegato 3 con i dati, da noi richiesti e ottenuti dalla DG, relativi alle presenze nelle diverse fasce al 1.1.2016. La prossima riunione, quella immaginiamo conclusiva, è già stata fissata per il 21 p.v. .

Proseguiamo allora questo Notiziario informando i colleghi sugli altri aspetti affrontati in riunione.

Partiamo innanzitutto dalla conferma definitiva della riassegnazione al FUA 2015 del Ministero della Difesa  di 6.104.074 euro,  che avevamo in un qualche modo anticipato sin dalla prima riunione di luglio (si veda il Notiziario n. 84 del 30.07.2015) e confermato nella successiva (si veda il Notiziario n. 105 del 29.09.2015).  La conferma ufficiale viene dal DPCM 12.11.2015 pubblicato nella G.U n. 303 del 31.12.2015, che ad ogni buon conto pubblichiamo anche su questa stessa pagina in allegato 4.  Va comunque rilevato che, a seguito dello stralcio dei passaggi economici 2015, i 2.025.112,64 euro lordo oneri AD che avrebbero dovuto finanziarli porteranno ad un incremento dei Fondi di sede (FUS), con conseguente crescita della quota media pro capite di circa una ottantina di euro sempre al lordo oneri AD. Un modestissimo incremento (6 € circa) della quota pro capite FUS ci sarà inoltre per i circa 140.000 €  transitati  dal FESI al FUA ex art. 1805/bis del C.O.M. introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014 (nel 2015, ai sensi al D.I.M. 18.04.2002, sono transitati nei ruoli civili n. 186 ex militari, di cui  36 dall’Arma dei Carabinieri).

Una novità certamente positiva emersa in riunione riguarda il fatto che finalmente l’ipotesi di accordo FUA 2015 sarà accompagnata dal dettaglio delle somme che alimentano il  FUA 2015.  Trattasi di una richiesta antica della nostra O.S.,  avanzata invano negli ultimi due anni e non accolta con la scusante che il MEF non forniva i dati,  e che quest’anno invece la dr.ssa Corrado ha deciso di soddisfare impegnando i propri Uffici a tal proposito. Gliene diamo ampiamente atto, atteso che appariva illogico, oltre che poco trasparente, il dover distribuire somme sulla base di dati non noti e verificabili.

Novità di un certo interesse anche per quanto riguarda turni, reperibilità e Particolari Posizioni di lavoro (PPL). Come si ricorderà, gli accantonamenti presenti nella bozza della ipotesi predisposta dall’AD per la riunione del 29 set. u.s. prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, e al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità”  di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014),  che pare quasi tutto dovuto alle richieste di SMM (peraltro contestate dallo stesso COM LOG MM, si veda il foglio che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5),  e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. aveva espresso sin dalla prima riunione le proprie riserve, posto che ogni incremento di somme per la reperibilità comporti una corrispondente riduzione del FUS.

Ora, però, dobbiamo responsabilmente fare i conti con il ritardo (siamo già nel 2016) con cui vengono assegnate i finanziamenti per queste fattispecie lavorative, trattandosi di attività di lavoro già effettuate negli Enti del MD che andranno necessariamente pagate (ove non lo si facesse, bisognerebbe pescare nei FUS entro i  limiti previsti, che potrebbero anche non essere sufficienti, con danno evidente per i lavoratori).  E dunque: per il 2015, le somme assegnate al finanziamento di PPL, turni e reperibilità dovrebbero rimanere le stesse (forse, una riduzione potrebbe riguardare il finanziamento della sola reperibilità). Ma per il 2016 la musica dovrebbe cambiare: abbiamo infatti chiesto e ottenuto dalla dr.ssa Corrado un impegno preciso dell’Amministrazione affinché, prima della solita ricognizione annuale delle esigenze avviata dalla D.G. (nel 2015, con la circolare n. 21105 del 24.03.2015), vengano definite in apposito tavolo nazionale delle linee guida e fissati dei paletti precisi, con particolare riferimento all’istituto della reperibilità, con l’obiettivo di ridurne il finanziamento 2016 rendendo così disponibili le somme risparmiate per altri impieghi, in primis per passaggi economici e FUS (si ricordi che nel 2016 ci sarà pure la performance…….).

In ogni caso, prima della sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2015, avremo i dati da noi richiesti nelle precedenti riunioni sulle somme assegnate agli Enti del MD per PPL, turni e reperibilità relativi all’anno 2015.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza ipotesi di accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09.2015

Allegato 2: DM di ripartizione degli organici del MIUR

Allegato 3: Presenze effettive all’interno delle fasce retributive alla data del 1.1.2016

Allegato 4: DPCM 12 11 15-Incremento disponibilità FUA Ministeri

Allegato 5: Foglio COM LOG MM del 3.07.2015 su teruni e reperibilità 2015

Notiziario n. 121 del 10 novembre 2015 –

Un tavolo di confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali
Un tavolo di confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali

Il Sottosegretario Rossi si è impegnato entro novembre a portare su un  tavolo con le OO.SS. nazionali le proposte che verranno partorite dal “Gruppo di lavoro” costituito con D.M. 16.06.2015 (vds. allegato 2 su questa stessa pagina) e finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”  (in allegato 1 pubblicato su questa pagina, la nota pervenuta ieri dal Gabinetto con la road map). Un fatto sicuramente nuovo e importante, che certo non nasce dal rinsavimento dell’A.D. da sempre matrigna nei confronti dei civili, ma che a nostro avviso risponde a precise esigenze della stessa A.D. nel contesto degli scenari futuri disegnati dal Libro Bianco  e dal processo di riduzione di strutture e personale di cui ai decreti attuativi L. 244/2012.  Esigenze che alimentano un progetto preciso di A.D.: avvicinare tra loro le due categorie di personale del M.D. (militari e civili) per ricondurne l’impiego ad una gestione il più possibile unitaria e con minori tutele.

Non è allora difficile immaginare sin da ora quale potrebbe essere l’approdo del “Gruppo di lavoro” in merito alle “occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario”:  la proposta potrebbe essere quella del transito tra le categorie speciali ex art. 3 del D.Lgs. 165/2001.  Lo aveva già anticipato il Vice Segretario Generale cons. Franco Massi (“..si prevede di implementare l’art. 3 del D.Lgs. 165/2001 di un paragrafo che riconosca il personale civile della Difesa tra le categorie speciali..”   si legge a  pg. 1, ultimo capoverso, del verbale della riunione RSU area T/A del 19.06.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3), e non è un caso che proprio il dr. Massi sia stato nominato “coordinatore tecnico” del “Gruppo di lavoro”.  Può essere allora proprio questa la direzione di marcia d’interesse dell’ A.D.,  e che ha visto nella circostanza anche qualche O.S. impegnata a spendersi a piene mani a favore dell’ “ipotesi Massi”  e a diventarne di fatto il megafono,  con iniziative sull’area romana,  documenti vari mandati in giro e cambi di marcia in corso d’opera (per es., è stata abbandonata l’idea, inizialmente teorizzata, di coesistenza tra art. 3 D. Lgs. 165 e contratto collettivo, forse qualcuno avrà compreso che “il personale in regime di diritto pubblico”  è fuori dalla contrattazione).

Ma quale è l’opinione di FLP DIFESA sull’ipotesi Massi?  Abbiamo già espresso una prima riflessione sul tema nel nostro Notiziario n. 108 del 6.10.2015 al quale rinviamo, vi aggiungiamo ora una ulteriore considerazione.  Uscire dal comparto Ministeri per entrare tra le categorie non contrattualizzate come i militari  non appare certo per noi una operazione indolore: per es., in materia di mobilità/reimpieghi, le leve in mano al datore di lavoro sarebbero ben diverse e per noi meno tutelanti, come lo sono oggi per i militari.  Ma non sarebbe certo utile alla nostra causa opporre un rifiuto pregiudiziale o ideologico: non servirebbe, e i lavoratori non lo capirebbero. Il nostro approccio dovrà essere invece molto pragmatico: se questa sarà la proposta dell’A.D.,  atteso che per noi civili non sarà certo a costo zero,  dovremo capire quale è il “quantum finanziario” che accompagnerà l’operazione, quanti “soldi” in più andranno a finire nelle asfittiche tasche dei dipendenti civili, e questo al fine di valutare se il gioco valga davvero la candela.  Ma dovrà trattarsi di soldi buoni, disponibili da subito ed esigibili già nel corso del 2016, formalmente stanziati dal MEF, e non certo soldi a babbo morto, sul tipo di quelli ipotizzati dai risparmi dei riordini. In materia di impegni disattesi, l’A.D. ha già dato ampia prova, si pensi solo all’accordo mai onorato del 13.02.2013 qui pubblicato in allegato 4 (doveva andare al FUA il 25% dei risparmi del riordino della sanità militare….). Ma non sarà facile, con i chiari di luna di oggi, spuntare dal MEF i “200mln pari al 30% circa della retribuzione media di un lavoratore della Difesa” (vds. pag. 2, 2° capoverso, verbale 19.06.2015 in allegato 3): se per il rinnovo del CCNL di 2,5 milioni di lavoratori il Governo ha stanziato solo 300 mln di €, è immaginabile che dia 200 mln di € ai civili del M.D.? Lo vedremo, sarà comunque questo lo snodo essenziale della vicenda.

Nell’attesa, riproponiamo un confronto pubblico, con tutte le OO.SS. naz., in una sala di Roma, di fronte ai lavoratori.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.11.2015 – Nota del Gabinetto road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015

Allegato 2: Decreto Ministeriale 16.06.2015

Allegato 3: Verbale riunione RSU Area Tecnico-Amm.va 19.06.2015

Allegato 4: Protocollo A.D-OO.SS. 13.02.2013

Notiziario n. 102 del 25 settembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgIn data 22 settembre u.s., a PERSOCIV,  è stato sottoscritto dalle Parti l’accordo definitivo per la distribuzione delle “ulteriori risorse” (altrimenti conosciute come “risorse variabili), del FUA 2014, la cui “ipotesi di accordo”, siglata il 26 marzo u.s., ha successivamente avuto il via libera degli Organi certificatori (l’accordo è pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina).

Come già detto in precedenza, si è trattato di una “prima volta” in senso assoluto, atteso che fino all’anno scorso gli accordi FUA prevedevano l’automatica destinazione al FUS delle risorse variabili, e quindi non erano soggette a nuova trattativa, come invece dal 2014 occorre fare per precisa imposizione del MEF.

Le “risorse variabili”  2014 ammontano in toto a € 1.128.838,00  al lordo degli oneri dell’AD, di cui 45.153,52 ( il solito 4%), è destinato al Fondo Unico dell’ A.I.D.  mentre la restante parte – € 1.083.684,48 – andrà ad incrementare il FUA dell’A.D., che dunque per il 2014 è pari  complessivamente a € 54.315.150,08. Rispetto alle somme in gioco (€ 1.083.684,48),  l’accordo prevede la destinazione di 1.000.000,00 di euro al FUS e la restante parte (€ 83.684,48) per coprire le maggiori esigenze segnalate da vari Enti relativamente alla “reperibilità”,  che – lo ripetiamo ancora – rappresenta l’indennità che,  in sede di assegnazione agli Enti dopo la ricognizione operata dalla DG. a marzo 2014, ha subito la riduzione maggiore (-16%,  contro il -8% per le PPL e il -6% per i turni).   Una scelta dunque anche giustificata,  ma che a nostro avviso – e lo abbiamo rappresentato in trattativa – si pone un po’ in contraddizione con quanto affermato dalla stessa D.G. nella circ. n. 46647 del 10.07.2014 (“l’ulteriore fabbisogno, qualora espressione di un’esigenza incomprimibile,  potrà essere finanziato dagli Enti con onere a carico del FUS, senza possibilità di attingere al FUA”).  E’ di tutta evidenza che quegli Enti che hanno scrupolosamente ottemperato a questa indicazione  risultano oggi in un qualche modo penalizzati,  e con essi il loro personale, rispetto a quelli che invece hanno chiesto di coprire le maggiori esigenze con il FUA. Però ribadiamo anche che queste 84mila € sottratte al FUS  verosimilmente vi rientreranno attraverso i risparmi FUA che  emergeranno sicuramente anche per il 2014.L’incremento di € 1.000.000,00  del Fondo Unico di Sede,  in rapporto alle 28.502 unità di personale presente al 1.01.2014,  porterà ad un aumento di €  26,45 (lordo lavoratore) della quota media pro capite del FUS, che pertanto passa dalle 963,00 € fissate nell’accordo FUA 2014 a € 989,45, sempre lordo lavoratore.

Parlando di risorse variabili, non possiamo certo non ricordare la tagliola che pende, determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015 votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. n. 3305, il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina, allegato 2), che non vede stanziate le somme c.d. “variabili” dei FUA, con un  taglio complessivo per circa 80 mln di €, all’interno del quale ci sarebbero ovviamente anche le decurtazioni del FUA Difesa. Nell’attesa del pronunciamento della Camera, dobbiamo dire che non è ancora chiara la motivazione che supporta questa scelta del MEF, potendosi anche trattare di un semplice accantonamento prudenziale. Quello che possiamo ragionevolmente presumere  è che, come già detto nel Notiziario n. 84 del 30.07.2015, la dotazione del FUA 2015 potrebbe stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €. Ne riparleremo il 29 p.v., nel corso della seconda riunione negoziale per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015.

Prima di chiudere, proviamo a fare  il punto di situazione aggiornato sulle partite FUA/FUS ancora aperte.  Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere: i 2/12 a saldo di turni, reperibilità e PPL 2014, che dovrebbero essere corrisposte con il cedolino di ottobre;   le Posizioni Organizzative 2014  (per i percettori, vds. circolare PERSOCIV n. 55212 del 4.09.2015) che dovrebbero essere pagate pure in ottobre; per gli ulteriori 5/12 di turni, reperibilità e PPL 2015,  è invece probabile che i pagamenti slittino a novembre.  Per quanto riguarda invece le ulteriori somme del FUA 2014 (€ 26,45 lordo lav.)  di cui al presente Notiziario,  se ne parlerà sicuramente nel 2016.

Martedì 29 p.v., seconda riunione negoziale a PERSOCIV per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015. Ne daremo, come al solito, ampiamente conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 22.09.2015- Accordo definitivo FUA 2014 risorse ulteriori

Allegato 2: Atto Camera n. 3305 (Disegno di legge per l’asssestamento 2015)

fua Ministero Difesa


Terza riunione per la definizione dell’ipotesi di accordo FUA 2017. Importanti modifiche rispetto alla prima bozza, ma spunta la formazione come terzo criterio per gli sviluppi economici 2017. I nostri dubbi e le nostre richieste al riguardo. Venerdì 24 la Direzione Nazionale FLP DIFESA che deciderà in merito all’incontro con la Ministra

22 Feb 2017 - Flp Difesa

Terza riunione per la definizione dell’ipotesi di accordo FUA 2017. Importanti modifiche rispetto alla prima bozza, ma spunta la formazione come terzo criterio per gli sviluppi economici 2017. I nostri dubbi e le nostre richieste al riguardo. Venerdì 24  la Direzione Nazionale FLP DIFESA che deciderà in merito all’incontro con la Ministra

Notiziario n. 24 del 22 febbraio 2017 – Terza riunione negoziale, oggi, a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017,  che come noto fisserà anche i numeri e i criteri per la terza fase di sviluppi economici all’interno delle aree, che avranno questa volta decorrenza dal 1 gennaio 2017. La […]


Riunioni tecniche a PERSOCIV. Per il “problema insalubri”, chiesto il rinvio al tavolo politico. Avviato il confronto (senza dati, al momento) su Posizioni Organizzative e Turni/Reperibilità/PPL.

12 Ott 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 118 del 12 ottobre 2016 – Si è tenuto oggi il primo incontro del tavolo tecnico per la “verifica, in chiave riduttiva, in relazione alle effettive esigenze di funzionalità dei servizi degli Enti dell’AD. e alle reali attività svolte nei medesimi, delle posizioni organizzative, delle particolari posizioni di lavoro, dei turni e della […]


Chiusa la trattativa FUA 2016. Accordo al ribasso sui passaggi economici, contrattazione locale azzerata e peso abnorme della valutazione individuale. FLP DIFESA non firma e presenta una nota a verbale

2 Ago 2016 - Flp Difesa

Chiusa la trattativa FUA 2016. Accordo al ribasso sui passaggi economici, contrattazione locale azzerata e peso abnorme della valutazione  individuale. FLP DIFESA non firma e presenta una nota a verbale

Notiziario n. 95 del 2 agosto 2016 – Si è chiusa oggi la trattativa negoziale con l’Amministrazione per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, e si è chiusa a nostro avviso nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un  numero di passaggi […]


Firmata l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2015. Il testo firmato, l’analisi dei contenuti e la nota a verbale presentata da FLP DIFESA sulla questione passaggi interni

1 Mar 2016 - Flp Difesa

Firmata l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2015. Il testo firmato,  l’analisi dei contenuti e la nota a verbale presentata da FLP DIFESA sulla questione passaggi interni

Notiziario n. 25 del 1 marzo 2016 – Nella mattinata di oggi, abbiamo sottoscritto  l’ipotesi  di  accordo  per la distribuzione del FUA 2015,  il cui testo integrale è pubblicato su questa stessa pagina in allegato 2.  Di seguito, i contenuti dell’accordo. Le somme FUA 2015 messe a bilancio dal MEF, finalmente con i dati  di dettaglio […]


Chiusa la trattativa sul FUA 2015. Previsti passaggi interni 2016 per 7.002 lavoratori, ma ne restano fuori in 20.000. Per noi, non è un gran risultato, nel 2010 i passaggi erano stati 21.826…

24 Feb 2016 - Flp Difesa

Chiusa la trattativa sul FUA 2015. Previsti passaggi interni 2016 per 7.002 lavoratori, ma ne restano fuori in 20.000. Per noi, non è un gran risultato, nel 2010 i passaggi erano stati 21.826…

Notiziario n. 23 del 24 febbraio 2016 – Oggi si è chiusa davvero la lunga e complessa trattativa per la distribuzione del FUA 2015, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina in  allegato 1 il testo finale (articolato + allegati) predisposto da PERSOCIV. Come si ricorderà  FLP DIFESA aveva ritenuto che, a fronte di quanto rappresentato dalla […]


Riunione a PERSOCIV. Niente passaggi economici con decorrenza 1.1.2015, ma impegni precisi per le progressioni 2016 dopo il nuovo DM sugli organici.

12 Gen 2016 - Flp Difesa

Riunione a PERSOCIV. Niente passaggi economici con decorrenza 1.1.2015, ma impegni precisi per  le progressioni 2016 dopo il nuovo DM sugli organici.

Notiziario n. 5 del 12 gennaio 2016 – Quarta riunione negoziale, oggi pomeriggio a Persociv,  per la distribuzione del FUA 2015, che ha fatto segnare un deciso passo in  avanti verso la chiusura dell’accordo nazionale, posto che sul nodo dei “passaggi economici” si è verosimilmente trovata la quadra. Ma andiamo con ordine. In apertura,  il […]


Entro novembre le proposte dell’A.D. in materia di trattamento economico e normativo del personale civile. Verso l’ipotesi di transito nelle categorie in regime di diritto pubblico?

10 Nov 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 121 del 10 novembre 2015 – Il Sottosegretario Rossi si è impegnato entro novembre a portare su un  tavolo con le OO.SS. nazionali le proposte che verranno partorite dal “Gruppo di lavoro” costituito con D.M. 16.06.2015 (vds. allegato 2 su questa stessa pagina) e finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, […]


Sottoscritto l’accordo definitivo per la distribuzione dell ulteriori risorse FUA 2014. Punto di situazione aggiornato sui pagamenti FUA/FUS 2014 e 2015

25 Set 2015 - Flp Difesa

Sottoscritto l’accordo definitivo per la distribuzione dell ulteriori risorse FUA 2014. Punto di situazione aggiornato sui pagamenti FUA/FUS 2014 e 2015

Notiziario n. 102 del 25 settembre 2015 – In data 22 settembre u.s., a PERSOCIV,  è stato sottoscritto dalle Parti l’accordo definitivo per la distribuzione delle “ulteriori risorse” (altrimenti conosciute come “risorse variabili), del FUA 2014, la cui “ipotesi di accordo”, siglata il 26 marzo u.s., ha successivamente avuto il via libera degli Organi certificatori (l’accordo è […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: