Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSeconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115,  operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti.  Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s.,  era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme.  Nella riunione di oggi  si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010,  che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato  sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015:  le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00  al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014.  Rispetto a questa dotazione del FUA 2015,  la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV  dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.).  La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso.  Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque,  in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di  € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.

Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.

In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno),  la nostra O.S. ha sollecitato la  D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il  FUA Difesa 2015,  che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza.  La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA,  ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati.  Riproporremo il problema sul tavolo politico,  atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..

Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva  implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori.  Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità.  Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €,  la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €,  ma su di essa pesa oggi, in ogni caso,  la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015,  già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera  (A.C. 3305),  che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015,  che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00.  Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché  lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili  non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA.  La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari  solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS.  sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio.  Però!  Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v.,  e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.

Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori,  al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni).  Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 €  rispetto ai 3.582.900,00 €  del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM),  di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD.  A tal riguardo,  la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.

La novità positiva del FUA 2015, invece,  come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015,  per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale:  n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una  spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali.  Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore.  L’A.D. ha dunque fatta propria  la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni,  e di questo diamo ampiamente  atto alla dr.ssa Preti  per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).

Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.

La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015,  è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché),  non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS.  Per il FUS 2014, la determina  in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione.  Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina),  anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86),  nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario.  Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni,  e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina.   Ma  impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali),  e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno.  Invitiamo  pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati.  Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.

Proseguiamo questo Notiziario con un rapido  aggiornamento sui tempi di  corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto,  rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e  i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre.  Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015,  verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava),  e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di  settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata).  Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015),  se ne parlerà sicuramente nel 2016.

Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali,  che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità  riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda,  può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti,  termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si  è riservato  un approfondimento al riguardo,  e una risposta a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Bozza accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 2: Allegati Accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09

Allegato 3: Nota congiunta A.D. – FLP 22.07.2013

Allegato 4: Determina 13.02.2015 su FUA 2014

Allegato 5: Determina 1.08.2015 su FUA 2016

Allegato 6: Circolare BAC pausa orario

Notiziario n. 83 del 29 luglio 2015 –

Il capo di SME, gen. C.A. Danilo Errico
Il capo di SME, gen. C.A. Danilo Errico

Bisogna dare atto al gen. Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, di aver onorato in tempi anche rapidi l’impegno assunto con le OO.SS. nel corso del primo e precedente incontro del 9 giugno u.s., forzatamente limitato ad un breve saluto per suoi sopraggiunti impegni, nel quale, accogliendo la richiesta unanime del tavolo sindacale, aveva rinviato ad una successiva riunione il confronto di merito sulle problematiche relative al personale civile impiegato negli Enti della F.A e sui contenuti del Libro Bianco.

In avvio di riunione, il gen. Errico ha salutato i presenti e ceduto la parola alle OO.SS., dichiarandosi interessato a discutere delle questioni del personale civile , che costituisce parte importante della F.A..

FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Capo di SME per la riunione odierna, e ha formulato l’auspicio che, per il futuro, questi incontri non costituiscano solo il tradizionale appuntamento in avvio di incarico, ma assumano una caratteristica di periodicità al fine di  consentire un utile interscambio di opinioni,  nella fase di difficile e complessa trasformazione quale è quella che la F.A. sta vivendo in relazione ai provvedimenti di riordino connessi al D. Lgs. 7/2014 e a quelli eventuali ed ulteriori legati al Libro Bianco.  A nostro avviso,  uno scenario così complesso lo si governa anche attraverso un sistema di relazioni sindacali mature e responsabili che, nel pieno rispetto dei diversi ruoli e competenze,  realizzi momenti di confronto e non di scontro, di collaborazione e non di contrapposizione tra le Parti,  evitando il più possibile i conflitti. A parere di FLP DIFESA, questa condizione è da tempo consolidata sul piano nazionale  e meno invece a livello locale,  dove in alcuni Enti (Milano; Teulada; Potenza; etc.,  ne hanno fatto cenno anche altre OO.SS.)  i Dirigenti esibiscono comportamenti letti come ostili, che poi innescano conflitti con le OO.SS/RSU e conducono inevitabilmente a contenziosi anche aspri, che hanno un prezzo evidente per i lavoratori ma anche  per la stessa F.A.. Rispetto a questo stato di cose, a parere della nostra O.S., è necessario che cresca davvero in tutta la F.A. la consapevolezza “che le relazioni sindacali siano orientate alla risoluzione delle problematiche esistenti, evitando l’insorgere di conflittualità e contrapposizione e cercando di mantenere un clima di fattiva collaborazione”,  come recita una recente nota del Comando TRAMAT,  e pertanto abbiamo chiesto al gen. Errico che SME avvii ogni più utile iniziativa ed eserciti un’azione permanente di monitoraggio perché sia limitate al massimo le occasioni di conflitto e si costruiscano proficui rapporti.

FLP DIFESA ha quindi affrontato il tema del giorno,  proposto peraltro da tutte le altre OO.SS., quello legato ai contenuti e alle scelte del Libro Bianco,  ricordando le nostre posizioni molto critiche, sia sul versante del metodo (scelte operate al netto di qualsiasi confronto preliminare, e non solo con le OO.SS…….) che su quello ben più sostanzioso dei contenuti:  la scarsissima attenzione nei confronti delle problematiche del personale civile, che nulla offre su temi storici e per noi essenziali come “civilizzazione”,  peculiarità d’impiego e  differenziali sempre più marcati nei confronti del personale militare sotto il profilo economico ed anche giuridico;  la prospettiva concreta di liquidazione di un pezzo storicamente importante della presenza civile nell’A.D, quello relativo agli Stabilimenti industriali, rispetto ai quali il Libro Bianco postula ipotesi preoccupanti di privatizzazioni ed esternalizzazioni in palese difformità rispetto alle disposizioni recate dal D. Lgs. n. 7/2014,  mentre occorrerebbero risorse ad hoc (sul tipo dei “piani Brin” della  MM) e turnover (in particolare nei ruoli tecnici)  per ridare efficientamento a quegli Enti e avviarne il rilancio, la cui esigenza inderogabile abbiamo fortemente rappresentato al gen. Errico;  il rapporto non chiarito con il riassetto in atto delle FF.AA. determinato dalla L. 244 e relativi decreti attuativi, che hanno visto la luce solo nel 2014 e su cui non si comprende ancora la necessità di un nuovo intervento riformatore;  il forte potenziamento del ruolo del Capo di SMD, che modifica gli equilibri al vertice dell’AD e viaggia peraltro in parallelo alle notevole perdita di competenze delle FF.AA. (in materia logistica, solo per fare un esempio). Su queste scelte, FLP DIFESA ha sollecitato una riflessione a tutto tondo, e la necessità di un confronto anche con le OO.SS. sulle ipotesi attuative che incideranno sulla vita lavorativa di donne e uomini della FA.

Ha infine toccato due argomenti anch’essi di stretta attualità: FUA e tabella di equiparazione.  Per quanto riguarda il FUA, che vedrà domani a PERSOCIV l’avvio (molto in ritardo) della trattativa nazionale per la distribuzione delle risorse 2015,  FLP DIFESA ha ricordato la necessita di implementare il fondo, oramai quasi dimezzato rispetto a qualche anno fa,   anche al fine di consentirci l’avvio della seconda fase dei passaggi economici interni alle aree per limitare le ricadute in negativo sulle risorse destinate ai FUS.

Al netto delle un po’ azzardate ipotesi fatte circolare ad arte da pezzi di questa Amministrazione su improbabili sostanziosi incrementi dell’accessorio (qualcuno ha  parlato di 200mil…che botto!)  e di cui abbiamo chiesto precise conferme al Vertice politico che però allo stato non sono ancora arrivate  ma che esigiamo,  abbiamo segnalato al Capo di SME la necessità di dare segnali precisi in questa direzione operando su partite concrete come i risparmi derivanti dai riordini da destinare al FUA, primi fra tutti quelli derivanti dall’ultimo riordino della Sanità militare che ha toccato in modo corposo la FA Esercito,  rispetto ai quali è stato sottoscritto il 13.02.2013 un accordo AD-OO.SS. che ne destinava il 25% al FUA.

Infine, con riferimento ai continui transiti di personale militare nei nostri ruoli per motivi di inidoneità ex D.I.M. 18.04.2002  e a quelli prevedibilmente più corposi legati alla gestione delle eccedenze  ex L. Lgs. n. 8/2014, FLP DIFESA ha segnalato l’esigenza di una rapida entrata in vigore della nuova tabella di corrispondenza tra ruoli militari e posizioni civili nei termini concordati dalle OO.SS. nazionali e dall’allora Sottosegretaria Pinotti,  e che venga operato, in particolare dall’Esercito che è la FA più interessata, un costante monitoraggio sui transiti in soprannumero allo scopo di evitare in prospettiva l’insorgere di eccedenze come quelle registrate nel 2012 dopo la sanatoria intervenuta in sede di applicazione del D.L. 95/2012,  che ha portato alla regolarizzazione nei ruoli civili delle circa 1500 posizioni in soprannumero.

In sede di replica, il gen. Errico ha fornito le seguenti risposte in ordine alle questioni da noi poste:

Dunque, un incontro certo interessante e positivo quello di oggi con il gen. Errico, di cui abbiamo apprezzato la capacità di ascolto e l’attenzione manifestata nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo possa portare a un ulteriore scatto in avanti delle relazioni sindacali in ambito FA.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 71 del 29 giugno 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSiamo arrivati oramai a fine giugno,  e ancora non è stata neanche avviata la trattava nazionale per la distribuzione del FUA 2015.  Mai, nel corso degli ultimi anni,  avevamo registrato un ritardo di tale portata:  per ricordare solo l’ultimo anno,  l’ipotesi di accordo FUA 2014 è stata  sottoscritta il 13 giugno con la relativa trattativa che era partita l’8 aprile precedente!  Cosa sta succedendo, dunque? E’ la domanda che si fanno in molti e alla quale proviamo a dare qualche risposta, senza ovviamente la pretesa di essere esaustivi.

A nostra precisa domanda sui tempi di avvio della trattativa FUA 2015,  che ponemmo a conclusione della riunione avente per oggetto la distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2014 (vds. Notiziario n. 30 del 17.03.2015),  il Direttore Generale di PERSOCIV ci rispose che essi sarebbero dipesi dall’entrata in vigore del nuovo sistema di valutazione della performance individuale, cosa del tutto comprensibile atteso che uno dei compiti assegnati al tavolo nazionale era proprio quello di decidere il “quantum” di risorse da destinarvi.

Se così è, è di tutta evidenza il nesso causale tra sistema di valutazione della performance individuale e trattativa nazionale sul FUA 2015.  Come si ricorderà, nella riunione del 22 dicembre 2014,  è stata consegnata alle OO.SS. la bozza messa a punto dall’A.D. sulla “performance”, con l’invito alle stesse di formulare osservazioni e proposte entro gennaio p.v.. FLP DIFESA ottemperò a quell’ invito nei tempi richiesti (si veda il Notiziario n. 14 del 2.02.2015), e sappiamo che anche altre OO.SS. lo hanno fatto successivamente.  Ci chiediamo: che fine hanno fatto quei contributi?  Come mai l’AD non ha ancora sciolto il nodo,  così bloccando di fatto la trattativa nazionale sul FUA?  Blocco che ha ricadute notevoli sui tavoli locali e si comprende anche bene il perché: negli anni passati, come noto, spesso e volentieri gli accordi locali precedevano l’accordo nazionale, e questo perché i criteri di distribuzione del FUS si erano sostanzialmente stabilizzati negli anni e consentivano pertanto l’avvio dei progetti locali e anche la definizione dei criteri.

Quest’anno lo scenario si presenta invece assai diverso:  i criteri in uso da tempo nella nostra Amministrazione sono stati spazzati via dal rilievo (assurdo!) della F.P. (si veda il Notiziario n. 131 del 16.12.2014), che ha obbligato le Parti alla modifica dell’accordo FUA 2014 (vds. Notiziario n. 19 del 13.02.2015),  e altri criteri non possono prenderne il posto nell’accordo 2015,  atteso che la F.P. li ha ritenuti incontrattabili.   In aggiunta,  il sistema di valutazione della performance individuale nel Ministero Difesa sulla base della legge Brunetta (D.Lgs. 150/2009)  è stato sospeso nel 2012 (vds. Notiziario n. 25 del 16 feb di quell’anno),  e pertanto il combinato disposto tra rilievo della FP e performance sospesa  determinano nei fatti l’assenza, allo stato, di criteri di valutazione dell’apporto individuale alla progettualità locale. Appare allora perfettamente giustificabile come, di fronte a questo quadro di situazione, le OO.SS. Terr. /RSU nella maggioranza dei casi si rifiutino di definire i progetti locali  o, al massimo, avviino i progetti senza accompagnarli con la individuazione dei criteri di valutazione degli apporti partecipativi dei lavoratori. I tavoli locali sono davvero in grandissima sofferenza.

Il mancato avvio della trattativa nazionale per il FUA 2015, però, oltre a slittamenti e ritardi delle incombenze connesse ai tavoli locali, sta producendo danni evidenti anche su altri fronti.  Primo fa tutti, la possibilità di dare il via alla nuova fase di progressioni economiche interne alle aree (“passaggi economici”) dopo quella realizzata nel 2011 con decorrenza dal 1 gen. 2010,  il cui finanziamento doveva costituire l’elemento caratterizzante dell’accordo nazionale FUA 2015, dopo lo sblocco intervenuto con la L. 190/2014.

Anche per questo,  FLP DIFESA inviò nell’oramai lontano 14.01.2015 all’attenzione della Ministra una lettera che, partendo da una analisi sulla “stagione molto difficile e problematica in cui versa il nostro FUA”,  recava le nostre proposte per il FUA 2015 (la lettera è ripubblicata in allegato 1 su questa pagina).  Ne riportiamo, in corsivo, i passaggi più significativi con riferimento alle cinque proposte formulate:

  1. “Riteniamo che occorra irrobustire la dotazione del FUA della Difesa, anche attraverso risorse derivanti dalle economie legate ai riordini in atto, in primis attuando l’accordo del 13.02.2013 sulla Sanità militare, e inoltre anticipando i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM (D.Lgs. 7/2014)”.
  2. “Inoltre, e per noi questo punto assume una rilevanza del tutto prioritaria,  riteniamo che, nel quadro di un obiettivo teso a traguardare il progressivo spostamento di quote crescenti di risorse FUA  sul versante del trattamento economico fondamentale,  chiediamo che, in considerazione delle novità recate dalla Legge 190/2014,   l’AD proceda con urgenza alla convocazione delle Parti per l’avvio del confronto negoziale per la più rapida messa a punto dell’accordo sui passaggi interni con decorrenza 1.1.2015,come la scrivente aveva peraltro già richiesto in sede di trattativa FUA 2013 e  2014”.
  3. “Chiediamo che l’A.D. renda praticabile la possibilità di utilizzare, anche per i lavoratori civili, le anticipazioni con il “fondo scorta” per il pagamento anticipato di turni/reperibilità/PPL a servizi resi”.
  4. “Riteniamo necessario che l’accordo nazionale FUA 2015, al pari di quanto già avviene in altre Amministrazioni, sia scritto in modo più dettagliato, con particolare riferimento alle modalità di distribuzione del FUS, alla struttura generale dei progetti locali,  ai criteri di distribuzione e alla disciplina delle  assenze” anche allo scopo “di ridurrebbe di molto il rischio di rilievi sugli accordi locali…”;
  5. “Riteniamo auspicabile che gli accordi FUA assumano una valenza più politica che tecnica, e che pertanto, in sede di sottoscrizione dell’ipotesi,  vedano direttamente coinvolti,  per l’A.D, il Ministro o il Sottosegretario delegato, allo scopo di sottrarre detti accordi ad una lettura solo tecnica e al fine di  modificare il rapporto con MEF e FP, conferendo al Ministero Difesa maggior peso”.  

Quando scrivevamo queste cose, era metà gennaio 2015……..  Se l’AD avesse preso in seria considerazione la nostra proposta anche solo limitatamente al punto 1,  tutto il dibattito di questi giorni, con corredo di apposite assemblee e il conforto/supporto di qualche O.S. sulle ipotizzate intenzioni dell’A.D.  di dare ai dipendenti civili  qualche soldino in più (ma senza mai spiegare in che modo, da dove attingere le risorse e come connotare le eventuali risorse aggiuntive),  non sarebbe mai decollato o si sarebbe già esaurito.

E mentre noi siamo ancora fermi al palo dopo lo sblocco delle retribuzioni, in altre AA.PP. si sta lavorando già alle nuove progressioni economiche, mentre da noi PERSOMIL ha emanato qualche mese fa la circolare n. 120770 del 5.03.2015 con la quale Colonnelli e Generali hanno percepito già migliaia di euro dopo il blocco……. (si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina)

Ci chiediamo: invece di accreditare l’AD di buone intenzioni tutte ancora da dimostrare, perché non facciamo una battaglia  unitaria – oggi e subito –  per esigere il pieno ed immediato rispetto del protocollo firmato dall’allora Ministro Mauro e dalle OO.SS. nazionali il 13.02.2013, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2,  e per sottoscrivere un nuovo protocollo che impegni l’AD ad anticipare al 2015 i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM, come richiesto da FLP DIFESA nella lettera inviata  alla Ministra il 14.01.2015?  A tal proposito, sarebbe quanto mai utile che non vivessimo solo di parole, ma di fatti concreti.

Ovviamente, riproporremo dette richieste per il FUA 2015 nella riunione del 1 luglio  p.v. con il Sottosegretario on. Rossi.

Prima di chiudere il Notiziario, proviamo a dare un aggiornamento sulle somme FUA-FUS in arrivo.

Come si ricorderà dal precedente Notiziario n. 55 del 29 maggio u.s., le partite in scadenza sono le seguenti:

FUS 2014: la quota pro capite è di € 963,00 lordo lavoratore per il numero di dipendenti in servizio alla data del 1.01.2014, e sarà corrisposto sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali con le OO.SS./RSU. Tenuto conto che stanno ancora arrivando a PERSOCIV i dati richiesti agli Enti, ne è a questo punto ipotizzabile il pagamento con il cedolino di agosto (speravamo a luglio, ma non sarà facile….);

Per quanto attiene alle somme relative al saldo (ultimi 2/12) di turni/reperibilità/PPL, all’indennità di mobilità e alle PP.OO., il pagamento potrebbe avvenire con il cedolino di agosto o slittare più avanti.

Infine, rimarranno da corrispondere le ulteriori somme pari ad una quota pro capite di 26,45 lordo lavoratore (ipotesi accordo 26.03.2015,  vds. Notiziario n. 30/2015, che è ancora in via di certificazione).

FUA 2012 E 2013: i relativi saldi (80 € pro capite per il FUS 2012 ed € 77,13 pro capite per il FUS 2013) dovrebbero venire corrisposti insieme al FUS 2014 ( e dunque verosimilmente ad agosto).

Infine, a proposito di soldi, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 4) un interessante articolo de ILFATTOQUOTIDIANO del 18 giugno u.s.  su una storia di ordinari sprechi nel MD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.01.15- lettera a Ministra problematiche FUA e proposte per il 2015

Allegato 2: Protocollo A.D-OO.SS. 13.02.2013

Allegato 3: Circolare Persomil indennità di posizione dopo sblocco tetti stipendiali

Allegato 4: Articolo ILFATTOQUOTIDIANO sul Circolo Ufficiali Roma del 18.06.2015

Notiziario n. 107 del 26 settembre 2013 –

Zemanta Related Posts ThumbnailFacendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 94 del 3 s u.s.,  informiamo che la Corte dei Conti ha registrato qualche giorno fa il provvedimento relativo alla variazione di bilancio per  l’assegnazione delle somme FUA 2012, rendendo così quasi certo il pagamento delle somme a novembre.

Proviamo allora ad aggiornare il quadro di situazione con riferimento al FUA 2012 e al FUA 2013.

Come si ricorderà, in data 7 maggio 2013 è stato finalmente sottoscritto l’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2012 (si veda a il nostro Notiziario n. 52 di pari data),  dopo un percorso lungo e difficile  legato alla certificazione da parte di MEF e F.P. dell’ipotesi di accordo.

La registrazione del decreto di variazione di bilancio da parte della Corte dei Conti  sarà ora seguita   dall’accredito delle somme alla nostra Amministrazione e dall’emanazione del c.d. “decreto di riparto” da parte di BILANDIFE, che farà da battistrada all’operazione conclusiva che porterà ai pagamenti.

Dette somme, lo ricordiamo, riguardano le seguenti fattispecie: il Fondo di Sede  (FUS), la cui quota pro capite è stata dalla D.G. rideterminata in € 1.038,76,  importo risultante dalla somma tra la quota indicata nell’accordo FUA 2012 (€ 858,34) riferita  alle risorse c.d “fisse”  e  quella aggiuntiva relativa alle somme c.d “variabili” pari a € 180,42 (importi da intendersi tutti al netto degli oneri datoriali);   i due/dodicesimi residui di Turni, Reperibilità e Particolari Posizioni di Lavoro (PPL); le Posizioni Organizzative (P.O.) e l’ Indennità di mobilità.  Come già riferito in precedenti Notiziari,  il pagamento delle predette somme avverrà però questa volta, per tutto il  personale civile e dunque anche (per la prima volta) per quello in servizio presso gli Enti dell’area operativa,  attraverso il sistema NoiPA.

Ricordiamo che, per il pagamento del FUS negli Enti dell’area operativa, Persociv ha emanato la circolare n. 49470 del 20 agosto u.s., con la quale ha invitato gli Enti a inviare ai propri servizi amministrativi  gli elenchi dei percettori e le relative somme; per il personale dell’area centrale, invece,  la stessa Direzione Generale ha  emanato la circolare n. 50913 del 30.08.2013.

L’ipotesi di accordo sottoscritta il 27.07.2013 ci risulta purtroppo ancora ferma a BILACENTES (sono passati già tre mesi!!!), e solo dopo il via libera di detto Ufficio potrà essere trasmessa a MEF e FP.

C’è però una novità in positivo che riguarda i lavoratori percettori di indennità per Turni, Reperibilità e PPL. La nostra Direzione Generale ha avviato a suo tempo, sulla base della c.d. “ultrattività” dell’accordo 2012 ammesso dal MEF con riferimento solo a queste tipologie lavorative, la richiesta di assegnazione delle somme relative al FUA 2013.  Ci risulta che a giorni la Corte dei Conti dovrebbe registrare il relativo decreto di variazione del bilancio, cui dovrebbe seguire l’accredito delle somme e l’emanazione del  “decreto di riparto”. Si creerebbero così le condizioni per procedere al pagamento dei nove/dodicesimi (gen.-set.) di turni, reperibilità e PPL 2013 entro il mese di dicembre p.v. Ove i tempi di questo percorso dovessero però malauguratamente allungarsi non consentendo l’inserimento delle somme nei cedolini di dicembre, i relativi pagamenti avrebbero corso non prima di  marzo/aprile 2014

Informiamo altresì che a giorni dovrebbero essere emanate da Persociv la circolare sulle PP.OO. 2012 e quella per la ricognizione di Turni, Reperibilità e PPL 2013.

Infine, in relazione ai tanti quesiti pervenuti in materia di calcolo delle assenze per il FUS, alleghiamo al presente Notiziario la risposta di Persociv a un quesito formulato da un Ente della Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Risposta Persociv quesito assenze FUS

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