Notiziario FLP Difesa n. 86 del 15 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione avente ad oggetto il FRD 2020, e le progressioni economiche 2020. Dopo l’ultima ricognizione delle esigenze relative ai primi nove mesi dell’anno per ppl, turni e reperibilità, la D.G. ci ha sottoposto due nuove bozze di accordo, nelle quali si prevede, in alternativa l’attuazione di 2574 progressioni 2020, per €. 4.930.419,98 €, (che FLP DIFESA vuole) o la non attuazione (come vogliono altre sigle) delle stesse progressioni per l’anno in corso, e dunque con decorrenza 1.1.2020, preferendo il rinvio al 2021 esattamente come nel 2019 quando si era fatto rinvio al 2020, senza poi centrare l’obiettivo. Errare humanum est, perseverare diabolicum! FLP DIFESA non ci sta! FLP DIFESA pensa che le progressioni, ancorché in numero limitato, vadano comunque fatte anche per recuperare un percorso già interrotto nel 2019. Che va ripreso! A tal proposito, Persociv ha confermato la sua disponibilità a dare seguito alle procedure per le progressioni 2020, pur con le difficoltà della ristrettezza dei tempi di esecuzione. Ed è significativa al proposito l’esperienza del 2018, quando il bando di concorso dell’AID, felicemente concluso, recava la data del 22 novembre 2018.
La D.G. ha chiarito le variazioni intervenute rispetto alle precedenti versioni: il MEF ha reso disponibili le risorse provenienti dal FESI incrementando il FRD di 600.000 €.; AID ha chiesto di incrementare di 300.000 €. la propria quota per remunerare turni già effettuati, la cui spesa è lievitata in costanza di prestazioni in conseguenza dell’aumento di tale indennità dopo la contrattazione nazionale del 2018 , richiesta che ha trovato l’accoglimento del tavolo. A tale proposito, la stessa AID, presente all’incontro ha preannunciato l’intendimento di chiedere, in sede di rinnovo della convenzione triennale con la Difesa, che le risorse per il salario accessorio vengano attribuite sulla base delle effettive esigenze e non più in base alla mera proporzione numerica di personale in forza.
Queste le richieste e le valutazioni di FLP Difesa:
- Alla luce dell’esperienza 2019 e 2020 in AID e in AD, è di tutta evidenza la necessità di riavviare al più presto tavoli tecnici per la razionalizzazione di ppl, turni e reperibilità al fine di pianificare in modo trasparente e chiaro le risorse necessarie per queste attività, e i relativi pagamenti;
- E’ del Ministro della Difesa la grande responsabilità di aver condizionato la tempistica dell’accordo, senza dare riscontro agli impegni presi per settembre; in ogni caso, poiché anche le scelte della D.G. hanno diluito ulteriormente i tempi, oggi FLP Difesa, nel sostenere con fermezza l’ipotesi che prevede le progressioni 2020, chiede all’Amm.ne di spendersi con tutte le proprie forze per realizzarle, promuovendo la procedura a tutti i livelli istituzionali, come già positivamente sperimentato nel 2018.
- In merito ai criteri proposti dall’AD per le eventuali progressioni, abbiamo chiesto di diminuire il punteggio da 32 a 27 riferito al “Periodo di servizio nella medesima fascia retributiva” e di aumentare il punteggio massimo previsto per la voce “Competenza professionale” da 15 a 20 punti, al fine di agevolare al massimo le maggiori anzianità di servizio; e come già nel 2018, abbiamo espresso perplessità rispetto ai punteggi da assegnare in caso di assenza di scheda di valutazione. Ma ad ogni buon conto abbiamo precisato che, anche ove le nostre proposte di modica del criterio anzianità non avessero trovato accoglimento, in ogni caso avremmo confermato la disponibilità a firmare solo l’accordo che prevede le progressioni. Ciò anche tenuto conto del fatto che la convocazione del tavolo tecnico al Gabinetto del Ministro non ci dà certezza del reperimento dei promessi ed agognati 20 milioni da destinare alle progressioni, e nella considerazione che una nuova nota congiunta all’accordo come quella del 2019, da noi non sottoscritta, che impegni le parti a nuove progressioni, non porti ad alcun risultato concreto, come è avvenuto per l’anno in corso.
- Abbiamo chiesto di rendere trasparenti nell’accordo i numeri delle posizioni organizzative, e l’avvio di una procedura che renda leggibili in busta paga dei dipendenti gli elementi costitutivi delle singole voci del salario accessorio;
- Abbiamo chiesto di anticipare all’inizio dell’anno l’avvio della trattativa 2021, per evitare il riproporsi della situazione odierna, e per agevolare i pagamenti delle varie voci di salario accessorio già nel corso dell’anno.
In conclusione Persociv valuterà le nostre proposte, ritenute di per sè accettabili, riservandosi le decisioni alla fine degli incontri odierni; in ogni caso ne conosceremo gli approdi nella giornata di domani, quando sarà trasmesso alle parti il testo definitivo. Vedremo le scelte conclusive, sulle quali ovviamente torneremo per una più attenta riflessione.
E resta sempre di attualità l’incapacità di trovare soluzioni anche economiche di valorizzazione dei colleghi di 1^ Area, per i quali nulla è previsto anche nel testo che non prevede le progressioni 2020.
Intanto il protocollo COVID 19 è in elaborazione alla luce delle normative intervenute nel frattempo, e dovrà essere condiviso con SMD e SGD prima dell’invio alle OO.SS. per la riunione da tenersi giovedì 22 o venerdì 23 p.v. .
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 7 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione per l’aggiornamento del Protocollo sulle misure di prevenzione e sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile. Il Protocollo infatti portava la data dello scorso 22 giugno, e ovviamente aveva perso la sua incisività dopo la emanazione della l. 77/2020, e della Direttiva n. 3 della Funzione Pubblica, e la autonoma emanazione da parte degli Organi di Vertice di atti e circolari interne senza interfacie con le OOSS., giustificandosi così al livello locale la gestione unilaterale della fase del rientro. Tuttavia la recrudescenza dell’epidemia, che si è manifestata anche all’interno della Difesa con diversi focolai, insieme all’aumento dei rischi determinato oggi dalla riapertura delle scuole, fanno si che non possiamo assolutamente dirci fuori dall’emergenza, e che le misure per la sua gestione debbano continuare ad essere monitorate ed adeguate all’interno dei nostri luoghi di lavoro.
Il testo proposto dall’AD è stato adeguato agli aggiornamenti normativi intervenuti da giugno in poi, e contiene due modifiche sostanziali: è stata eliminata la previsione dell’impegno dell’A.D. ad acquisire accessi da remoto a tutto il personale in lavoro agile, ed è stata “alleggerita” la parte relativa alla sanificazione degli ambienti; in merito FLP Difesa ha chiesto: 1) che venga riaffermato l’impegno di AD a proseguire nell’attività di implementazione degli accessi da remoto, nell’ottica di uno smart working sia emergenziale che ordinario e di un processo di digitalizzazione irreversibile; 2) che il punto relativo alla sanificazione venga riformulato in modo più preciso sancendo l’impegno alla periodicità almeno quindicinale della sanificazione volumetrica e della igienizzazione degli ambienti di lavoro e degli impianti di aerazione e condizionamento/climatizzazione, tramite aziende specializzate e con l’utilizzo dei prodotti aventi le caratteristiche previste dall’Autorità sanitaria.
Ma più in generale le proposte di FLP Difesa sono state mirate alla compiuta applicazione dell’art. 263 del d.l. 34/2020, modificato in l. 77/2020 e delle sue finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 da adottare sino al 31.12.2020, (termine aggiornato al 31 gennaio 2021 con DPCM pubblicato proprio oggi in G.U): il ricorso al lavoro agile in modalità semplificata e la rimodulazione dell’organizzazione del lavoro attraverso una maggiore flessibilità degli orari di lavoro.
Pertanto, abbiamo presentato proposte su più fronti, e ne riepiloghiamo punti salienti rinviando al testo integrale per una analisi più approfondita:
- il recupero della disciplina del lavoro agile come originariamente concepita dalla normativa del 2015 e del 2017 e dalla direttiva della FP n. 3/2017, tenuto conto che la normativa anti COVID ne semplifica solo le modalità di adozione, ma non interviene su quelle di attuazione; in particolare l’art 18, c.1 della L 81/2017 introduce e promuove “…il lavoro agile.. … quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato…:
- senza precisi vincoli di orario: la prestazione ha i soli vincoli del limite di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. E perciò abbiamo chiesto:
- il riconoscimento al dipendente dell’autonomia di gestione del proprio orario nell’arco della giornata all’interno dell’orario di servizio dell’Ente, fino al completamento della prestazione lavorativa prevista per quel giorno;
- Il riconoscimento del diritto alla disconnessione mediante la previsione di un periodo di riposo di almeno undici ore.
- la autocertificazione come documentazione probante la durata della prestazione, le eventuali sospensioni e le riprese;
- la creazione di apposita voce del sistema di rilevamento dell’orario per la registrazione delle attività rese.
- Senza precisi vincoli di luogo di lavoro: la prestazione lavorativa può essere eseguita in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa.
- la valorizzazione delle relazioni sindacali nell’emergenza COVID 19, e in particolare dei Comitati: abbiamo chiesto di integrare il protocollo con le seguenti previsioni:
- la partecipazione alle relative riunioni sia considerata attività di servizio a tutti gli effetti di legge;
- sia assicurata la costante ed esaustiva comunicazione, il coordinamento fra enti dello stesso territorio tenendo conto delle ditte esterne che vi prestano servizi, il massimo coinvolgimento dei Comitati in caso di insorgenza di eventuali contagi;
- la ricognizione delle attività telelavorabili sia eseguita congiuntamente.
- Sia ricondotta al confronto locale la organizzazione del lavoro nella fase della ripresa sino al 31 dicembre 2020, (ora 31 gennaio 2021) , e dunque i seguenti temi:
- la flessibilità dell’orario di lavoro e articolazione giornaliera e settimanale: – possibilità di ampliamento dell’orario di servizio; – individuazione di un più ampio ventaglio di articolazioni di orario di lavoro, al fine di evitare assembramenti in accessi e uscite nella sede di servizio, di contemperare le esigenze di cura familiare, di rendere compatibili gli orari con quelli dei servizi pubblici, quali scuole e mezzi di trasporto; – la articolazione mista della prestazione lavorativa, parte in presenza e parte in smart working nella stessa giornata oppure per giornate intere alternate per le due fattispecie; – la possibilità di maturare situazioni di debito/credito orario da compensare entro due mesi nei giorni di rientro nella sede di servizio;
- la gestione dei rientri e applicazione al lavoro agile di almeno il 50% del personale impiegato nelle attività telelavorabili;: devono essere evitati rientri massivi e indiscriminati, e si deve tutelare la fragilità, le esigenze di cura familiare, il pendolarismo, anche mediante la esclusione dal computo della quota percentuale. Ciò anche tenuto conto che la FP si è espressa nel senso che tale percentuale possa arrivare anche al 100%. Si chiede inoltre di calcolare la quota sulla base dell’intera compagine di lavoro, e non solo sulle presenze di civili, tenuto conto della sproporzione numerica delle due anime..
- L’aggiornamento/implementazione della mappatura delle attività telelavorabili, sia in ottica antinfortunistica che in quella di stabilizzazione del lavoro agile nella PA, come da normativa.
- Le misure antinfortunistiche in senso stretto: abbiamo chiesto fra l’altro: – di definire la posizione giuridica in cui si viene a trovare il dipendente positivo ai test sierologici, posto in quarantena di tre giorni; – la predisposizione di locali di isolamento/biocontenimento per il dipendente sintomatico e di mezzi per il suo rientro a domicilio; -l’impegno dell’AD a fornire anche ai civili che ne facciano richiesta test sierologici e molecolari, e il vaccino antinfluenzale.
Infine abbiamo ribadito la necessità di approdare entro il 31 gennaio 2021 alla redazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA), e chiesto l’impegno a concludere un separato accordo per il lavoro agile nella Difesa nella forma ordinaria.
L’AD invierà a breve un testo coordinato, su cui riprendere il confronto il prossimo 15 ottobre p.v. . La data sarà utile anche per riprendere, e possibilmente chiudere, il percorso sul FRD 2020. Ma non ci sono novità in merito ai 20 milioni promessi dal Ministro per le progressioni. In allegato il testo con le nostre proposte.
Vi aggiorneremo, come sempre, quando avremo nuovi elementi utili. Fraterni saluti
- LA SEGRETERIA NAZIONALE
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Allegato 1: Lettera FLP DIFESA a PERSOCIV in data 07.10.2020-osservazioni e proposte di modifica al Protocollo prev. e sic. COVID-19
Allegato 2 : DL 125 del 07.10.2020 – Misure urgenti connesse con la proroga stato di emergenza COVID-19
Allegato 3 : DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 07.10.2020 – proroga stato emergenza 31.01.2021
Notiziario FLP Difesa n. 73 del 31 luglio 2020 –
Si è svolta stamane la riunione in videoconferenza con la delegazione trattante a Persociv per la contrattazione relativa al FRD 2020, che FLP DIFESA ha chiesto con la lettera, e che si pubblica in questa pagina in all. 1), sulla quale tante aspettative sono riposte dai colleghi che, dopo il blocco delle progressioni 2019, attendono vigili le progressioni 2020.
In previsione dell’incontro, il DG ha inviato la bozza di Ipotesi di accordo, che si pubblica in all. 2), con questi contenuti:
il FRD 2020 ammonta complessivamente a €. 50.485.104,18, di cui €. 2.090.083 destinati ad AID, e €. 48.395.020,87 per AD.
A oggi vengono destinati €. 5.000.000 al finanziamento delle progressioni economiche 2020, per un n. ipotizzato da Persociv in 3.000 progressioni, meno della metà del 2018 con il 2019 a zero (ipotesi peraltro generosa, se la si confronta con i costi delle precedenti tornate); il numero appare francamente inadeguato, e certamente merita l’impegno all’incremento assunto ieri dal Ministro di recuperare le altre risorse di cui sopra.
Le particolari posizioni di lavoro subiscono una riduzione dai 1.600.000€ del 2019 a 1.091.656 del 2020 al netto datoriale; i turni dai € 7.800.000 del 2019 a € 6.316.37 del 2020; la reperibilità è pressochè invariata.
La quota media della performance organizzativa al netto degli oneri a carico del datore di lavoro è di €. 670,36. Quella della performance individuale è di €. 79,80. Quella del FUS è di €.147,14.
Questo il canovaccio previsto dalla bozza AD, al quale si dovranno associare in seguito le ulteriori risorse derivanti dalle cessazioni dal servizio (che reintroducono RIA, ex pos. Super, percorsi formativi, sviluppi economici, indennità di amministrazione), dai risparmi di spese del personale, dal FESI. Queste ulteriori risorse saranno poi destinate per il 30% alla performance individuale, e per il 70% al FUS.
Ciò premesso, va detto che questo incontro arriva però il giorno dopo quello al Gabinetto del Ministro, nel corso del quale sono stati resi noti i dati relativi ai risparmi previsti dalla legge 244 (circa 10 milioni di euro per il periodo 2016-2018, il cui iter di accertamento non è perfezionato, ma che il Ministro si è impegnato a recuperare e rendere esigibili entro il 2020; circa 40 milioni di euro per il periodo 2019-2024, di cui 10 milioni riferiti al 2019); in conclusione, dovrebbero essere recuperati alle progressioni economiche nel 2020 altri 20 milioni di euro, da aggiungere ai 5 milioni oggi prospettati da Persociv. La questione ovviamente cambierebbe i termini della prospettiva, che oggi avrebbe consentito un bando per sole 2500-3000 progressioni complessive, a fronte di una ipotesi notevolmente superiore se il ministro porta a termine, e in tempo utile, l’impegno assunto. Perciò oggi si è ritenuto di ragionare sulla bozza di accordo con la consapevolezza di doverci ritrovare a settembre, dopo la prevista riunione di aggiornamento col Ministro. Sono ovviamente emersi gli aspetti di maggiore incertezza: intanto le risorse destinate ad alimentare il Fondo sono state individuate da Persociv sulla scorta di dati ancora in via di certificazione e dunque non definitivi, e sui ragionamenti grava anche l’effetto dell’emergenza COVID19 sulle diverse voci di spesa: FLP Difesa ha chiesto in merito di conoscere i dati disaggregati delle ricognizioni effettuate nel 2020 relativamente a particolari posizioni di lavoro, turni e reperibilità, pervenuti a Persociv dagli organi programmatori, anche ai fini di una analisi di dettaglio dei comportamenti tenuti nelle diverse realtà in seno all’emergenza.
All’ordine del giorno anche il Regolamento per la destinazione e ripartizione degli incentivi destinati alle funzioni tecniche del settore infrastrutturale. Ma la stessa D.G. ha inteso aggiornare la discussione a settembre, riservandosi gli approfondimenti necessari per la corretta formulazione dell’accordo, alla luce della evoluzione normativa specialistica della materia.
Dunque ci si rivede a settembre. Cordialissimi saluti.
la SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Allegato 1 : 10.07.2020 lettera di sollecito per l’avvio trattative FRD 2020
Allegato 2 : Ipotesi di Accordo FRD 2020 bozza 30 luglio
Notiziario FLP Difesa n. 67 del 10 luglio 2020 –
FLP DIFESA, con la nota datata 10 luglio 2020, che si pubblica in questa pagina in allegato, ha risollecitato PERSOCIV (vedasi Notiziario FLP Difesa n. 50 del 22 maggio 2020 e Notiziario n. 53 del 4 giugno 2020) ad avviare il più rapidamente possibile il confronto negoziale tra le Parti per la definizione dell’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FRD 2020, chiedendo di conoscere preventivamente alla contrattazione la quantificazione esatta della dotazione finanziaria del Fondo 2020 e il dettaglio di tutte le somme che concorrono ad alimentarlo, e tra queste, ovviamente, in primo luogo, quelle relative ai risparmi di gestione riferiti alle spese del personale a seguito dei processi di riordino delle FF.AA..
Risorse, queste ultime, che risultano estremamente importanti e addirittura decisive ai fini della possibilità di realizzazione nell’anno in corso di una nuova fase di progressioni economiche, molto attese dai lavoratori dopo la mancata realizzazione nel 2019.
Segnaliamo che PERSOCIV con la circolare n°39703 emanata in data odierna, ha riavviato la ricognizione dei dati relativi a PPL, Turni e Reperibilità del corrente anno, che dovranno essere comunicati dagli Enti agli Organi di Vertice per la successiva trasmissione da parte di questi ultimi alla Direzione Generale per il personale civile entro il 20 luglio.
Il calcolo dovrà essere effettuato tenendo conto dell’effettivo fabbisogno riscontrato nel 1° semestre, moltiplicato per due, e delle indicazioni fornite nella stessa riferite all’applicabilità di detti istituti e relativa corresponsione dell’indennità, anche in regime di lavoro agile. Tutto ciò, al fine di procedere alla corretta quantificazione delle esigenze finanziarie connesse alle predette indennità da accantonare in sede di contrattazione nazionale per la distribuzione del FRD 2020.
Al riguardo, la FLP DIFESA ha comunque precisato, con la nota del 10.07.2020 di cui sopra, che si riserva un approfondimento in merito alle indicazioni fornite da Persociv agli Enti, soprattutto quelle riferite all’applicabilità dei turni in regime di smart working e quindi alla corresponsione dell’indennità, perché così come formulate potrebbero ingenerare differenti interpretazioni fra gli Enti, che avrebbero potuto essere evitate con una puntuale definizione di tutta la disciplina attraverso la contrattazione nazionale, più volte richiesta dalle OO.SS. nelle precedenti riunioni, ed a tutt’oggi mai avvenuta.
LA SEGRETERIA NAZIONALE
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Allegato : 2020.07.10 lettera FLP Difesa a Delegaz. tratt. AD per avvio trattativa FRD 2020
Notiziario FLP DIFESA n. 43 del 5 maggio 2020 –
Si è svolta ieri 5 maggio u.s. la riunione in videoconferenza con il D.G. di Persociv, dott.ssa Montemagno, a seguito delle sollecitazioni di cui alla nostra lettera ai vertici AID e AD del 20 aprile (vds Notiziario n. 36 del 20 aprile u.s.). La riunione si è incredibilmente svolta ancora una volta a tavoli separati; a tal riguardo, FLP Difesa ha sottolineato l’inopportunità di mantenere tale modalità di relazione, che rende il percorso irto di ostacoli e ne riduce l’incisività, ancor più nell’emergenza, dove gli obiettivi dovrebbero essere comuni e condivisi.
FLP Difesa ha in premessa manifestato il proprio riconoscimento per l’operato svolto nel corso dell’emergenza dal personale civile e militare della Difesa, e più in generale da tutto il lavoro pubblico che ha dimostrato come la storica patente di fannullonaggine dei pubblici dipendenti non fosse altro che una bufala mediatica.
Ma, posto che I protocolli sottoscritti con la Funzione Pubblica del 3 e dell’8 aprile (quello siglato da CSE) prevedono che per la materia in questione sia fatta informazione e confronto, sia sul livello nazionale che su quello locale, abbiamo anche preso atto che finalmente, dopo la totale assenza di relazioni sindacali che ha caratterizzato fino ad oggi la emergenza sanitaria nel Ministero Difesa, si sia dato il via alla ripresa delle attività per cominciare a dare risposte alle numerose richieste di informazioni e soprattutto per la definizione, come da noi per primi richiesto, di una bozza di protocollo nazionale per la fase 2 dell’emergenza COVID-19.
In avvio di riunione, FLP Difesa ha sollecitato il riscontro alle numerose questioni poste a più riprese nel corso di questi due mesi, con particolare riguardo alle evidenze della fase 1, alle ricadute della pandemia sui propri dipendenti, e dunque ai dati statistici di coinvolgimenti e delle sedi di contagio, ai finanziamenti per l’acquisto di DPI e dei Presidi di pulizia e di sanificazione. A tal proposito, abbiamo sottolineato la necessità di rivedere il modello degli appalti di pulizia ordinario, ormai arrivati a livelli di infima qualità, l’ assenza di disposizioni di vertice, e la disomogeneità delle indicazioni sul territorio, alcune criticità degli interventi antinfortunistici e quelle connesse con l’attuazione dello Smart-Working (S-V). Molto spesso si è palesato in Difesa un pregiudizio nei confronti di tale modalità di prestazione, vista come strumento per ridurre le presenze, e non come modalità organizzativa da sostenere e promuovere anche in ottica di stabilizzazione post-emergenza, rispetto alla quale la ridotta disponibilità degli accessi da remoto, che sono stati riservati ai livelli dei Capi Uffici e sono stati quasi completamente preclusi agli addetti, ha influito negativamente svuotando di contenuti il lavoro agile nell’escluderlo da una quota importante delle sue prestazioni ordinarie. E anche la scelta di alcuni Enti di mettere in esenzione tout court tutto il personale, muove verso la stessa direzione di non prevedere il minimo spazio di accesso allo smart-working, in virtù dei margini di discrezionalità rimasti in capo ai Dirigenti e ai Capi degli Uffici. E sempre nella stessa direzione è andata l’indisponibilità, da più parti rilevata, di non consentire il rinvio delle ferie residue 2019 al 30 giugno ai lavoratori in SW. In ogni caso, abbiamo richiesti dati numerici e statistici relativi alle percentuali di personale amministrativo e tecnico che ha fatto ricorso al lavoro agile.
Di qui, per noi, l’esigenza del protocollo nazionale, ma anche di prevedere gli sviluppi operativi per il dopo emergenza, e dunque di lavorare ad una intesa propedeutica all’adozione di un Regolamento di attuazione dello SW per tutto il territorio nazionale, come previsto originariamente dalla Direttiva 3/2017 della FP.
La FLP Difesa ha altresì rappresentato la necessità di riprendere urgentemente tutti gli argomenti rimasti in sospeso prima dell’emergenza coronavirus: sottoscrizione definitiva dell’accordo FRD 2019 per consentire il pagamento dei relativi conguagli (Turni, Reperibilità, PPL, FUS, Performance individuale ed organizzativa, posizioni organizzative); avvio della contrattazione del FRD 2020, previa quantificazione delle risorse economiche disponibili, onde definire in tempi brevi le progressioni economiche da effettuare e sbloccare anche il pagamento delle altre voci di salario accessorio, in primis Turni, Reperibilità e PPL; completare la contrattazione del CCNI DIFESA parte normativa; emanare i bandi di concorso già autorizzati per le progressioni fra le aree e per le assunzioni dall’esterno; riavviare urgentemente tutte le iniziative di carattere politico mirate a ricevere l’autorizzazione a bandire nuovi concorsi per un consistente numero di assunzioni soprattutto nell’area tecnico-industriale e, contestualmente, riavvare i confronti per il recupero del gap economico.
In merito, il Direttore Generale ha precisato che la riunione avrebbe avuto carattere necessariamente interlocutorio, essendo pervenute, oltre alla nostra, proposte di integrazione da parte di altre sigle della bozza dell’Amministrazione, e che pertanto dopo il primo giro di consultazioni avrebbe proceduto alla elaborazione di un unico documento finale, da far condividere alle Parti.
Il DG si è espresso a favore di un protocollo nazionale per la Difesa, separato da quello di AID, in ragione delle differenze fra le due aree, non mostrando preclusioni all’eventualità che i due testi possano avere una cornice simile. FLP Difesa sì è detta d’accordo con questa impostazione, tenuto conto delle loro diverse caratteristiche. Il DG ci ha anche rappresentato che altre OO.SS. avrebbero richiesto di sottoscrivere un “accordo” invece di un protocollo, questione che ci pare ora superata a leggere il titolo del comunicato di data odierna di quelle sigle.
In merito alla bozza di protocollo proposta dall’AD, FLP Difesa ha presentato un proprio documento recante le nostre proposte di integrazioni e modifiche, in particolare per quanto riguarda:
- l’aggiornamento del protocollo in esame e delle circolari emanate sull’argomento, alle modifiche ed integrazioni intervenute con la legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del DL 18/2020;
- l’impegno dell’Amministrazione a recepire il cambio di mentalità nei confronti del lavoro agile, posto che l’attuale sperimentazione dovrà portare al cambiamento del modello organizzativo in tutta la PA, mediante l’estensione dell’accesso da remoto alle piattaforme di servizio a tutto il personale in S-W e l’acquisto di beni e servizi informatici destinati ad agevolare il ricorso al lavoro agile;
- la necessità che l’Amministrazione provveda all’aggiornamento delle attività indifferibili e di quelle strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza da svolgere nei luoghi di lavoro, al fine di ridurre al massimo la presenza del personale;
- prevedere uniformi modalità di esenzione dal servizio mediante l’adozione di una comune modulistica;
- richiamare le articolazioni del dicastero a conformare le misure procedurali alle prescrizioni contenute nei DVR aggiornati, ai protocolli nazionali e al documento tecnico INAIL;
- la necessità di implementare la periodicità dei servizi di pulizia, sanificazione e ventilazione dei locali, e la fornitura di disinfettanti in particolare nelle aree di uso comune;
- l’impegno delle articolazioni territoriali di provvedere alla misurazione della temperatura corporea dei lavoratori in ingresso;
- il richiamo alla necessità che sia assicurato a livello locale l’espletamento delle forme di partecipazione e di relazione sindacale, con il coinvolgimento delle Rappresentanze sindacali territoriali, delle RSU, dei Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, con la costituzione di specifici Comitati Tecnici a livello di Ente/Stabilimento.
Rispetto a questi contributi di FLP Difesa, il DG ha espresso un orientamento positivo, ritenendoli migliorativi della bozza originaria e pressoché totalmente recepibili, ma riservendosi comunque un esame più dettagliato.
L’ultima parte della riunione è stata dedicata invece alle questioni di carattere economico e normativo, rispetto alle quali formiamo ai colleghi le seguenti informazioni:
- turni e reperibilità per il personale in smart working: il DG non ritiene di poter accogliere la richiesta ritenendola tecnicamente “opinabile” anche alle luce delle posizioni espresse dalla F.P., ma anche in ragione dei costi prevedibilmente elevati che peserebbero sul FRD 2020 riducendo di molto le disponibilità per le progressioni economiche; al riguardo, abbiamo chiesto una attenta verifica di sostenibilità;
- buoni pasto al personale in smart working: il D.G. ha risposto che la questione è stata verificata con gli organi competenti, e che si pongono due ostacoli: il primo sta nella quantificazione in 1 milione di euro al mese delle risorse necessarie per l’applicazione del buono pasto dall’attuale 30% del personale all’intero bacino di utenti, cosa di difficile soluzione; il secondo ostacolo è dato dal pronunciamento della Corte dei Conti, che si è già espressa nel senso che i buoni pasto non possano essere riconosciuti al lavoratore agile e che ove si procedesse in tal senso si configurerebbe un danno erariale. Di qui l’indisponibilità del D.G. a sottoscrivere accordi in tal senso, rinviando piuttosto ad una univoca assunzione di responsabilità da parte della Funzione Pubblica. In proposito, la nostra O.S. si è espressa ritenendo che, siccome lo S-W è connotato dall’art. 87 del DL 18 come modalità lavorativa ordinaria, il buono pasto non possa essere pregiudizialmente negato ma dovrà essere approfondita la possibilità di attribuzione. Per il loro finanziamento, l’Amministrazione si è detta disponibile ad operare un’attenta verifica sulla possibilità di dirottare i risparmi, derivanti dai buoni pasto non assegnati in questo periodo emergenziale svolto con lavoro agile, sul capitolo del benessere, così da ottenere una distribuzione su tutto il personale, posto che non possono essere dirottati su FRD, né su straordinari o altri istituti. Invece, sembrerebbe non praticabile la possibilità di destinare sullo stesso capitolo di spesa del benessere anche i risparmi derivanti dalla mancata fruizione delle mense.
- FRD 2019: il DG ci ha informato del fatto che la Funzione Pubblica ha fatto dei rilievi sull’ipotesi di accordo 2019 relativamente alla maggiorazione della performance individuale, e si è riservata di sottoporre alle parti la bozza di accordo modificata per il superamento dei rilievi. A tal riguardo, abbiamo denunciato il ritardo mai osservato in passato in ordine alla firma definitiva dell’accordo FRD, che non può essere giustificato solo sulla base dell’emergenza Covid-19, e chiesto la massima accelerazione al fine di poter procedere rapidissimamente alla firma definitiva dell’accordo che consentirà all’Amministrazione di richiedere al MEF il Fondo 2020, allo stato neanche quantificato
- Turni e reperibilità 2019: abbiamo richiesto riscontri formali a breve in merito ai tempi di pagamento.
Si fa riserva di ulteriori e puntuali informazioni in merito alla definizione del protocollo nazionale da noi richiesto e di cui alla riunione odierna
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE: Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI
Allegato: 30.04.2020 – Protocollo A.D. OO.SS. II fase Covid BOZZA DG PERSOCIV