Notiziario n. 116 del 10 ottobre 2016 –
Botta autolesionistica, risposta decisa, e replica alquanto debole e impacciata: è questo il condensato dell’interscambio dei giorni scorsi tra CGIL-CISL-UIL e PERSOCIV sui contenuti dell’accordo FUA 2016 da loro firmato il 30 setembre u.s.. Il risultato finale è un autogol clamoroso, con effetti negativi sui tavoli locali.
Ripercorriamo in breve quanto accaduto: CGIL-CISL-UIL inviano in data 3 u.s. una nota di contestazione di un passaggio della circolare PERSOCIV n. 53923 del 13 settembre, che poteva essere interpretata nel senso che il 15% del FUS potesse essere destinato a remunerare, oltre alla performance individuale, anche “specifici progetti”. Una indicazione certo un pò forzata, ma paradossalmente non proprio così negativa, atteso che l’effetto indotto avrebbe potuto essere quello di destinare ai progetti locali risorse maggiori rispetto all’85% già previsto. E a chi come noi avrebbe voluto destinare alla performance meno del 15% (la CGIL voleva l’1%!), la cosa non risultava poi così indigesta.
Proprio in virtù della considerazione di cui sopra, non appare allora per nulla peregrina un’altra possibile lettura della nota di CGIL-CISL-UIL, ed è quella che le tre sigle abbiano cercato, ora per allora, di modificare il quadro, preso alla fine atto che il combinato disposto tra Direttiva performance e l’art. 14 dell’accordo FUA da loro sottoscritto limiti molto la contrattazione locale, e affidi di fatto al Dirigente il potere totale in materia di distribuzione delle risorse FUS anche in ordine ai progetti locali.
A rafforzare questa interpretazione viene in aiuto proprio la fermissima risposta di PERSOCIV, che pubblichiamo su questa stessa pagina, che non si è certo limitata a fornire una risposta tutto sommato anche facile sul punto controverso (15%), ma ha spaziato a tutto tondo, con toni anche perentori, e con una chiusura che non ammette repliche (“l’attività progettuale realizzata in sede locale presuppone, ai fini della misurazione e valutazione della prestazione resa, l’utilizzo dello strumento previsto dalla Direttiva”), il che, in parole povere, significa che le contrattazioni locali saranno decisamente limitate (lo temevamo!).
E che questa interpretazione possa essere davvero la più plausibile, lo dimostra in fondo la stessa replica, visibilmente impacciata, del 6 u.s. delle tre OO.SS., che volutamente e frettolosamente hanno chiuso il contenzioso esaltando la pagliuzza (evviva, il 15% va solo alla performance!) e facendo invece finta di non vedere la trave enorme che i firmatari sindacali dell’accordo FUA 2016 hanno contribuito a generare, in primis non opponendosi a suo tempo alla Direttiva sulla performance che, associando i criteri di distribuzione del FUS a quelli della performance, ha di fatto compromesso la contrattazione locale (solo FLP DIFESA l’ha contestata, impugnandola presso il TAR), e in secondo luogo non battendosi per temperarne gli effetti dentro l’accordo FUA, che addirittura prevede che i tavoli locali possano affidare al Dirigente anche l’85% destinato ai progetti, una autentica provocazione che aggiunge la beffa al danno.
E allora se le tre OO.SS. vedono solo la pagliuzza e non la trave che sta dentro la risposta della D.G., significa che le affermazioni di Persociv circa i limiti dei tavoli locali siano di fatto da loro accettati, e questo apre brutti scenari per detti tavoli, e anche per quelli già chiusi con accordi vecchio tipo. In sostanza, la risposta della D.G. innescata dalla nota di CGIL-CISL-UIL ha peggiorato, e molto, il quadro di situazione. Per questo, non appare una gran bella idea quella di fornire agli Enti il carteggio tra D.G. e le tre OO.SS…
Rimaniamo in ogni caso convinti che la contrattazione locale vada comunque difesa a spada tratta, dicendo innanzitutto “NO” all’unificazione tra l’85% FUS e il 15% performance, e poi cercando di salvaguardare la contrattazione anche in materia di distribuzione FUS, discutendo, se non dei criteri di valutazione, già determinati, almeno della loro applicazione, che ragionevolmente non può essere la stessa tra performance (valutazione complessiva annuale) e progetti (valutazione parziale su singoli progetti).
(Giancarlo Pittelli)
Allegato: risposta-di-persociv-a-cgil-cisl-uil
Notiziario n. 89 del 20 luglio 2016 –
Terza riunione, stamattina a PERSOCIV, per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2016, ancora però non risolutiva pur a fronte del fatto che la dr.ssa Corrado aveva sciolto, con la mail a sua firma del 15 u.s., il dilemma relativo al numero dei passaggi economici da realizzare con decorrenza 1.1.2016, posizionando alla fine l’Amministrazione sulla richiesta di gennaio 2016 di CGIL-CISL-UIL per 7.002 posti a concorso e abbandonando per strada l’opzione dei 16.974 da noi avanzata e, ad un certo punto, sviluppata dalla stessa D.G. con rinvio alla “discussione“ delle Parti. Dunque, una riunione imprevedibilmente ancora interlocutoria, che è segno evidente di una qualche difficoltà di qualcuna delle Parti a chiudere un accordo così al ribasso. Ma andiamo per gradi.
LE NOVITA’ CONTENUTE NELLA TERZA BOZZA DELL’IPOTESI DI ACCORDO
Queste le più importanti novità presenti nell’ultima bozza predisposta di PERSOCIV anche sulla scolta delle risultanze del precedente confronto del 6 luglio u.s. (vds Notiziario n. 82 di pari data):
- raccolto, ancorchè solo parzialmente, l’invito della nostra O.S. a non ridurre gli accantonamenti per i turni, che pertanto crescono rispetto alla seconda bozza di 727.196 € al lordo AD, rimanendo però del tutto invariata la spesa per reperibilità e PPL (Particolari Posizioni di Lavoro). Abbiamo pertanto riproposto la nostra iniziale richiesta di destinare ai turni lo stesso finanziamento 2015 e 2014, anche per evitare esternalizzazioni e militarizzazione dei servizi, e un minor accantonamento per le reperibilità;
- ripristinato, come da noi ripetutamente richiesto, il requisito dei 30 KM (nelle prime due bozze era 50 KM) nei trasferimenti conseguenti ai riordini per l’attribuzione della c.d. indennità di mobilità;
- rivista la percentuale di ripartizione delle somme destinate alle Sedi: 20% (era il 25 nella seconda bozza, nella prima addirittura il 50%) alla remunerazione della performance individuale e 80% al Fondo di Sede, un passetto in avanti però ancora per noi insufficiente, motivo per il quale abbiamo riproposto la nostra richiesta di ripartire il 10% alle performance e il restante 90% al FUS; infine, l’articolazione a scalare dei compensi per la performance (45/60/80/100%), che riteniamo però troppo schiacciata verso il basso, motivo per cui abbiamo ribadito la richiesta di alzarne le percentuali (70/80/90/100%);
- criteri per l’attribuzione dei passaggi economici 2016: ridotto da 0.70 a 0.50 pro anno il punteggio per la competenza professionale nella stessa area, e introdotto un punteggio (0.25 pro anno) per la competenza nell’area inferiore; differenziata l’anzianità nella fascia retributiva con l’introduzione di un maggiore punteggio per le anzianità di fascia superiori ai 6 anni; introdotta, ed è una novità assoluta, l’anzianità di ruolo in altra P.A. (0.40 punti pro anno, max 12 punti, non poco dunque), che immaginiamo non farà contenti i colleghi ex militari transitati: perchè si matura punteggio per il pregresso servizio poniamo nel Ministero dei Beni Culturali e non anche per il pregresso servizio nell’Amministrazione militare?; mantenuti i punteggi per la valutazione dell’apporto partecipativo individuale (media tra 2014 e 2015), ancorchè ridotte le fasce da cinque a tre, e accorpati ai titoli di studio, e a tal riguardo abbiamo riproposto alla dr.ssa Corrado, per i motivi già richiamati nei nostri precedenti Notiziari, la necessità di espungerli completamente dai criteri, richiesta sulla quale il D.G. si è riservato di verificarne la praticabilità presso la Funzione Pubblica; eliminate infine le “idoneità conseguite nei concorsi pubblici”, presenti invece nelle prime due bozze.
Queste, in estrema sintesi, le novità della giornata emerse sul nostro tavolo, che ha però visto la gran parte del tempo occupata dalla discussione sulle due questioni che, sin dalla prima riunione del 21 giugno 2016 (vds Notiziario n. 77 di pari data), FLP DIFESA considera al centro di questa complessa trattativa. E anche per questo ne riferiamo in modo dettagliato ai lavoratori.
PASSAGGI ECONOMICI 2016
Abbiamo pubblicato sul nostro sito, non appena pervenuta, il testo della mail che la dr.ssa Corrado ha inviato alle OO.SS. nazionali nella quale, rispetto alle due ipotesi in campo, il D.G. afferma che “l’AD ha sempre voluto dar corso” all’impegno di realizzare nel 2016 n. 7002 passaggi di fascia. A tal proposito, abbiamo detto alla dr.ssa Corrado che l’impressione che ne avevamo ricevuta, noi e peraltro non solo noi, dopo l’invio della “proposta” di 16.974 passaggi “per la discussione” delle Parti, era francamente diversa.
La proposta dei 16.974 passaggi appare la più ragionevole perché consentirebbe: di anticipare al 2016 il passaggio di fascia per 9.972 lavoratori in più rispetto ai 7.002 di partenza, assicurando sin da quest’anno bei soldini in busta paga dopo 6 anni di blocco; di traguardare un grado di copertura (rapporto tra passaggi previsti e personale in servizio) più vicino a quello realizzato in altre AA.CC. e anche nella stessa Agenzia Industrie Difesa; infine, di garantire maggiormente, al 100% si può dire, il passaggio di fascia del personale bloccato nel 2010, il che costituisce una priorità condivisa (se si realizzano solo 7.002 passaggi, non è poi così sicuro che i beneficiati siano solo i bloccati 2010). Una apertura importante, ci era sembrata quella della dr.ssa Corrado, che l’A.D. non ha avuto il coraggio di portare fino in fondo facendo marcia indietro al primo richiamo all’ordine venuto da alcune sigle che hanno gridato addirittura allo “scandalo”. E a pagare saranno certo i lavoratori.
Poco convincenti anche le motivazioni fornite dal D.G. per il ritorno all’opzione 7.002, che giustificherebbero la scelta di questi numeri con la necessità di mantenere risorse adeguate per finanziare performance e FUS. Vien da chiedersi: e nel 2017, quando comunque i passaggi totali da finanziare raggiungeranno il numero di 16.974, questo problema non si porrà più, magari di fronte ad un FUA meno dotato di quello 2016? Allora basteranno le risorse rimanenti per performance individuale e progetti? E perché ora no?
Letti i diversi comunicati sindacali sinora pubblicati, ci sembra che gli esiti della riunione odierna denotino che anche sul fronte più favorevole, emerga qualche distinguo e comunque ci sia ancora qualche problemino a sottoscrivere la scelta dei 7.002. Per quanto ci riguarda, preso atto che la partita dei passaggi 2016 non è ancora chiusa, abbiamo riproposto alla dr.ssa Corrado la nostra ben nota posizione: subito 16.974 passaggi con decorrenza 1.1.2016 o, in alternativa, numeri superiori, di poco o di molto, nel quadro di una “intesa programmatica triennale che fissi i numeri relativi al triennio 2016-2018, con l’obiettivo di traguardare, entro quest’arco temporale, un secondo passaggio di fascia per tutti i lavoratori” come abbiamo scritto nella “nota a verbale” predisposta da FLP DIFESA e allegata all’accordo FUA 2015. Un’intesa che non potrà riguardare però solo 25.000 passaggi, come qualcuno chiede, perché questo significherebbe un passaggio di fascia per tutti, con riproposizione, a fine triennio, della situazione di oggi: un terzo di lavoratori penalizzati con un solo passaggio rispetto ai due passaggi degli altri due terzi.
FUS E CONTRATTAZIONE LOCALE
La terza bozza predisposta da PERSOCIV riproponeva in toto l’impianto delle precedenti, a parte gli importi, come si può evincere dalla lettura degli artt. 13 e 14. Abbiamo pertanto ribadito alla dr.ssa Corrado il nostro grido d’allarme sul fatto che, in particolare il combinato disposto tra i commi 2 e 3 dell’art. 14, avesse come effetto quello di “cancellare la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS“: cosa andranno a fare le OO.SS locali e le RSU, se tutto è affidato al giudizio e alle scelte del Dirigente? Non si può chiedere alle OO.SS. nazionali di mettere una firma sulla cancellazione della contrattazione locale sul FUS, che ne diventerebbe la conseguenza automatica. Nel corso del confronto, è emersa comunque la disponibilità della dr.ssa Corrado a sopprimere il comma 2. Preso atto di questo, e ribadito da parte nostra la richiesta di cancellare anche il comma 3 che ci appare quasi offensivo per le Parti locali, abbiamo allora chiesto alla dr.ssa Corrado la riscrittura del comma 2 attraverso un nuova formulazione che recuperi ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali e definisca lo specifico del confronto negoziale locale con il Dirigente per l’attribuzione del FUS, atteso che i criteri di distribuzione delle somme non potranno che essere quelli fissati dalla Direttiva performance del 10.11.2015, che nessuno, tranne FLP DIFESA, a suo tempo ha contestato.
Prossima riunione, il 27 p.v.: si troverà la quadra per chiudere il cerchio sul numero di passaggi 2016?
(Giancarlo Pittelli)
Le bozze predisposte da PERSOCIV per la riunione di oggi
Notiziario n. 82 del 6 luglio 2016 –
E proseguito oggi a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016, dopo la prima riunione del 21 giugno u.s. della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 77 di pari data. Cerchiamo, come sempre, di informare i lavoratori in merito alla sostanza vera e ai contenuti dell’incontro, che ha avuto come riferimento i nuovi documenti rivisti da PERSOCIV alla luce dei tavoli della prima riunione, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
PASSAGGI ECONOMICI 2016
Costituiscono indubitabilmente il piatto forte della trattativa di quest’anno, rispetto alla quale i colleghi conoscono bene il nostro forte dissenso per la scelta, al ribasso rispetto ad altre AA.CC., di prevedere solo 7.002 progressioni nel 2016 operata dall’A.D. su richiesta di CGIL-CISL-UIL in sede di accordo 2015.
La riunione di oggi presentava però un elemento di straordinaria novità. Accogliendo la richiesta nostra e di altri, PERSOCIV aveva inviato alle OO.SS. “per la successiva discussione nel prossimo incontro le bozze di un eventuale nuovo art. 10 dell’ipotesi di accordo e di un nuovo allegato 13 contenenti la previsione di sviluppi economici per 16.974 dipendenti (63% circa)”. Noi abbiamo apprezzato molto questa scelta della dr.ssa Corrado, originata verosimilmente dalle riflessioni successive al confronto sviluppato nel primo incontro, e ovviamente ci siamo espressi per questa seconda opzione (16.974 passaggi 2016 rispetto ai 7.002) che, per quel che ci è dato sapere, anche la stragrande maggioranza dei lavoratori condivide, e che porterà quasi 10.000 lavoratori in più ad avere dei bei soldini in busta paga dal 1.1.2016 e non dal 2017. Ma incredibilmente e incomprensibilmente c’è qualcuno tra le OO.SS. a cui questa scelta non va giù. Mentre scriviamo, abbiamo avuto modo di leggere il brevissimo e nervosissimo comunicato di CGIL-CISL-UIL che definisce addirittura “scandalosa” la proposta dei 16.974 passaggi al posto dei previsti 7.002: dunque, per CGIL-CISL-UIL è scandaloso assicurare sin da quest’anno più soldi a 10.000 lavoratori civili. Ne prendiamo atto, de gustibus non disputandum est dicevano i latini. Più oltre, nello stesso comunicato di CGIL-CISL-UIL, viene richiesto “di assicurare il maggior numero di passaggi, verificando la possibilità di garantire una fascia economica a tutti i lavoratori in servizio dal 1 gennaio 2016” (ce sono 26.871 in servizio). Dunque, riepilogando, CGIL-CISL-UIL prima hanno chiesto di fare 7.000 passaggi nel 2016, poi hanno giudicato “scandaloso” alzare i numeri fino a 16.974; infine, chiedono di farne 26.871. Viene in mente il film “Toto, Peppino e la malafemmena” quando Totò detta la famosa lettera a Peppino: “metti un punto, no, due punti, ma sì, tre punti…”. Al di là delle battute, che nella circostanza vengono davvero facili, noi siamo felicissimi di questa positiva svolta delle tre OO.SS., essendo convinti sin dall’inizio che 7002 passaggi fossero essi sì scandalosi, anche guardando a quanto fatto in altre AA.CC. e pure in Agenzia Industrie Difesa con la loro stessa firma. Ci associamo dunque entusiasticamente alla richiesta dei 26.871 passaggi 2016 fatta da CGIL-CISL-UIL, anche se temiamo sia un po’ difficile il realizzarla, intanto perché tra i 26.871 ci sono i quasi 1900 lavoratori ausiliari esclusi dalla procedura per assenza di fascia superiore (F4) in area 1^, e in secondo luogo perché lo sappiamo bene tutti che FP e MEF non certificherebbero mai un’ipotesi di accordo che preveda una fascia superiore per tutti dal 1.1.2016. Ma se l’obiettivo di CGIL-CISL-Uil è quello di far salire ulteriormente l’asticella andando oltre i 16.974 e il 63% di copertura, noi siamo pienamente d’accordo e invitiamo la D.G. a lavorare in quella direzione. La nostra idea è questa: nel 2016 facciamo il numero più alto possibile, il resto lo faremo nel 2017. Infine, CGIL-CISL-UIL si chiedono nello stesso comunicato “con quali soldi si potranno finanziare detti passaggi”. Risposta ovvia, con il FUA naturalmente, ancorchè impegnando risorse cospicue: ma si tratta di risorse tolte al FUA (e in quanto tali precarie per definizione, come la storia dimostra) e veicolate di fatto sul trattamento fondamentale, notoriamente più garantito; e si tratta di risorse che è meglio indirizzare allo stipendio piuttosto che alla remunerazione di performance e FUS, totalmente a discrezione del Dirigente. O no?
A di là dei numeri, la riunione odierna a PERSOCIV è servita a proseguire il confronto sui criteri per l’attribuzione degli sviluppi economici, che in questa seconda bozza risultano modificati in alcune parti (si veda l’allegato 12 di questa seconda bozza predisposta da Persociv, che pubblichiamo sul nostro sito).
In primo luogo, è stata accolta la nostra richiesta di ridurre l’anzianità nell’area (il punteggio massimo passa da 24 a 21) e di far pesare di più l’anzianità di fascia (da 0,30 punti per anno a 2,50 in area 3^ e 3 punti in area 2^ e 1^, con punteggio massimo che passa da 9 a 20 punti in area 3^ e 24 in area 2^), il che assicura molto di più di centrare l’obiettivo condiviso da tutti di dare priorità al passaggio di fascia dei lavoratori non transitati nel 2010. Ancora: cresce il punteggio di tutti i titoli di studio, in una prospettiva di riequilibrio tra titoli e esperienza professionale che risponde al requisito fissato dal CCNL. In merito agli incarichi, che tante lamentele avevano generato, in area 3^ le P.O. passano da 0,10 punti per mese d’incarico a 0,80 per anno d’incarico, mentre in area seconda gli incarichi scompaiono proprio e con essi il rischio di lasciare ingiustamente fuori tanti lavoratori. Abbiamo ripetuto il nostro no alla introduzione del criterio“valutazione della performance”, anche perché non espressamente previsto dal CCNL. Sulle sanzioni disciplinari: abbiamo chiesto di depenalizzare anche il “rimprovero scritto” e di ridurre la penalizzazione della “multa”, e inoltre di reintrodurre la specificazione “riportate nel biennio precedente la data di presentazione della domanda”. Dunque, come si vede, qualche passo in avanti è stato fatto anche nel confronto sui criteri, e va dato atto alla D.G. di avere raccolto alcune proposte del Sindacato.
Ora aspettiamo la terza bozza, e lì i nodi ancora aperti dovrebbero sciogliersi, in particolare sul numero dei passaggi economici che, ora che lo chiedono anche CGIL-CISL UIL, dovrebbero alzarsi ulteriormente.
Ma il confronto con la delegazione di A.D. ha riguardato altre partite del FUA 2016. Vediamole.
DOTAZIONE DEL FUA 2016
Rispetto alla prima bozza predisposta da Persociv per la precedente riunione del 21 giugno u.s., nella quale la dotazione del FUA era pari a 57.634.654,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., le somme certe del FUA 2016 sono state ulteriormente riviste al ribasso dal MEF con un taglio di ulteriori 492.336 €, e dunque la dotazione del FUA 2016 è ora pari a € 57.142.318,00, come si evidenzia dal prospetto riepilogativo delle somme che alimentano il FUA 2016 (oggi fornito dalla dr.ssa Corrado a seguito della richiesta da noi avanzata nella riunione precedente, e che qui pubblichiamo in allegato 2), dotazione che ora dovrebbe essere finalmente assestata, con ancora possibili variazioni ulteriori, ma di piccola entità. Certo è che questi continui tagli operati dal MEF (il primo: € 828.538,34 in sede di certificazione dell’ipotesi di accordo 2015; il secondo: di € 501.793 rispetto al FUA 2015, e di cui alla prima bozza dell’ipotesi di accordo 2016 predisposta da PERCOCIV per la prima riunione; oggi questo nuovo taglio) generano non poche perplessità ed inducono le Parti a operare un’attenta verifica. Cercheremo dunque anche noi di vederci un po’ più chiaro.
TURNI, REPERIBILITÀ E PARTICOLARI POSIZIONI DI LAVORO (PPL)
Rispetto alla prima bozza del 21 giugno, che riproponeva gli stessi accantonamenti del 2015, la dr.ssa Corrado, in accoglimento della richiesta di una sigla, ha proposto di tagliare il 20% dell’accantonamento sui turni (1.096.000 €) e il 25% sulla reperibilità (690.765.73 €). Nessun taglio invece sulle PPL, anch’esso richiesto dalla stessa sigla, perché proprio non si può fare (molte PPL sono previste per legge). Ebbene, a tal riguardo, abbiamo espresso la nostra contrarietà al taglio degli accantonamenti per i turni, e questo perché partendo dall’ovvio presupposto che i turni corrispondono a servizi ritenuti necessari dall’Amministrazione, è di tutta evidenza che tagliarne i fondi FUA significa indurre l’A.D. a farvi fronte o attraverso la sostituzione dei civili con personale militare o ricorrendo ad esternalizzazioni anche solo parziali del servizio. A noi, ma da sempre a tutto il Sindacato, queste due opzioni non ci sono mai piaciute. Altra cosa è invece la reperibilità, sulla quale a nostro avviso (lo abbiamo già detto più volte) un taglio delle dimensioni prospettate o anche oltre, potrebbe essere meglio assorbito ed essere praticabile.
INDENNITÀ DI MOBILITÀ
La nuova proposta della dr.ssa Corrado è di accantonare complessivamente 170.000 €, al posto dei 370.000 inizialmente previsti, e questo in considerazione di una attenta verifica delle esigenze 2016. A tal riguardo abbiamo espresso piena condivisione, ribadendo comunque la nostra totale contrarietà all’innalzamento, confermato anche nella seconda bozza (vds. allegato 11), da 30 a 50 del limite chilometrico utile a percepire l’indennità in caso di reimpiego post soppressione/riorganizzazione del proprio Ente. Considerate le ragioni che hanno a suo tempo indotto le Parti all’istituzione di questa indennità, e visto lo scenario molto denso di riordini da qui al 2018, per noi non appare molto sensato alzare il limite chilometrico, atteso anche che la norma sui 50 Km introdotta dalla Legge 114/2014 non impone necessariamente l’adeguamento anche dei limiti per l’attribuzione dell’indennità in argomento.
REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE
Come noto, da quest’anno, a seguito dell’entrata in vigore del “sistema di misurazione e valutazione della performance” di cui alla Direttiva della Ministra del 10.11.2015, su cui pende di fronte al TAR Lazio il ricorso promosso da FLP DIFESA, dovranno essere accantonate le somme per finanziarlo. La proposta di destinarvi il 50 % delle risorse che residuano dagli accantonamenti usuali (P.O; passaggi ec.; turni; etc.) ha subito, in questa seconda bozza di PERSOCIV, una contrazione al 25%, mentre il restante 75% andrebbe destinato al FUS, come richiesto da una sigla. A tal proposito, abbiamo espresso piena discordanza al riguardo, anche in considerazione della sperimentalità attuale del sistema di valutazione e dei notevoli problemi che stanno emergendo in sede di attuazione. Continuiamo a ritenere che al finanziamento della performance vadano assegnate risorse minime: non diciamo l’1%, che potrebbe apparire una provocazione, ma almeno non superiori al 10%, questo sì. Nei nostri calcoli, corrisponderebbe, rispetto agli importi destinati a performance e FUS (26.180.677,87 €) di cui alla seconda bozza della DG, a una quota pro-capite per la performance pari a € 73,43 € lordo lavoratore, e conseguentemente ad una quota pro-capite per il FUS pari a € 660,80 sempre lordo lavoratore.
FUS E CONTRATTAZIONE LOCALE
Nel precedente Notiziario n. 77/2016, abbiamo avuto modo di lanciare il nostro grido d’allarme sul fatto che, il combinato disposto tra i commi 2 e 3 dell’art. 14, avesse come effetto quello di “cancellare la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS“: cosa andranno a fare le OO.SS locali e le RSU, ci si chiede, se i progetti li sceglie il Dirigente e la distribuzione del FUS avviene con gli stessi criteri vigenti per il sistema di valutazione? Sappiamo bene da cosa nasce questo impostazione, ne abbiamo parlato nel Notiziario n. 77 del 21 giugno u.s.. Ma, anche per questo, nella precedente riunione avevamo chiesto la soppressione del comma 3 e la riscrittura del comma 2 al fine di “recuperare pienamente ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali”. Da quello che ne sappiamo avendo letto i comunicati di altre sigle, incredibilmente solo FLP DIFESA ha posto questo problema, e conseguentemente la seconda bozza ripropone per intero i commi 2 e 3 dell’art. 14. Bene, noi siamo convinti che ci si stia incamminando verso un autentico suicidio, e non ce la sentiamo di renderci complici di questa scelta negativa, e pertanto abbiamo già detto all’Amministrazione che ove il testo dovesse rimanere lo stesso, FLP DIFESA ne prenderebbe le distanze differenziando la propria posizione.
Questi i contenuti e le risultanze della riunione di oggi PERSOCIV in merito alla trattativa in corso con A.D. per la distribuzione del FUA 2016. I colleghi ci scuseranno per la lunghezza di questo Notiziario, ma il nostro intento è quello di far comprendere bene ai lavoratori le questioni che sono in campo.
La prossima riunione è prevista per mercoledì 20 luglio, a nostro avviso un po’ troppo in avanti. Attenzione: perché i passaggi economici con decorrenza 1.1.2016 possano concretizzarsi davvero, quale ne sia il numero, è necessario che l’ipotesi di accordo venga certificata entro il 31.12.2016. I tempi che abbiamo di fronte, non sono tanti, considerata anche la pausa estiva: e se l’ipotesi di accordo non venisse certificata in prima battuta e occorresse riscrivere pezzi di accordo e riavviare l’iter certificativo? Noi, lo diciamo ai colleghi, avremmo preferito tempi più stretti, anche una trattativa ad oltranza. Ma non è così che la pensano altre sigle e la stessa A.D., che rinviano la ripresa del confronto a tra quindici giorni. Bene, ne prendiamo atto, ma non possiamo esimerci dal segnalare ai lavoratori i rischi commessi a questi tempi di trattativa incomprensibilmente così dilatati.
Invitiamo tutti i colleghi a esprimere la propria opzione in merito alle due ipotesi oggi in campo sul numero di passaggi economici 2016 (7.002 o 16.974), partecipando al nostro sondaggio (in home page, parte alta a sinistra)
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: i documenti inviati da PERSOCIV alle OO.SS. per la riunione del 6 luglio
A) Nuova bozza Ipotesi Accordo FUA 2016
B) Allegati all’Ipotesi Accordo FUA 201
C) Bozza Art. 10 con 16.974 sviluppi economici;
D) Nuovo allegato 13 con ipotesi 16.974 sviluppi con decorrenza 1.1.2016
Allegato 2: Prospetto delle somme che alimentano il FUA 2016
Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 –
Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti. Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s., era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme. Nella riunione di oggi si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010, che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015: le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014. Rispetto a questa dotazione del FUA 2015, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.). La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso. Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque, in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.
Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.
In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno), la nostra O.S. ha sollecitato la D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il FUA Difesa 2015, che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza. La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA, ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati. Riproporremo il problema sul tavolo politico, atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..
Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori. Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità. Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €, la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €, ma su di essa pesa oggi, in ogni caso, la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015, già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. 3305), che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015, che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00. Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA. La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS. sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio. Però! Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v., e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.
Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni). Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 € rispetto ai 3.582.900,00 € del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM), di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD. A tal riguardo, la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.
La novità positiva del FUA 2015, invece, come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015, per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale: n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali. Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. L’A.D. ha dunque fatta propria la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni, e di questo diamo ampiamente atto alla dr.ssa Preti per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).
Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.
La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015, è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché), non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS. Per il FUS 2014, la determina in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione. Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina), anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86), nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario. Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni, e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina. Ma impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali), e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno. Invitiamo pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati. Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.
Proseguiamo questo Notiziario con un rapido aggiornamento sui tempi di corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre. Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015, verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava), e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata). Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015), se ne parlerà sicuramente nel 2016.
Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali, che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda, può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti, termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si è riservato un approfondimento al riguardo, e una risposta a breve.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: Bozza accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09
Allegato 2: Allegati Accordo FUA 2015 – Versione per la riunione del 29-09
Allegato 3: Nota congiunta A.D. – FLP 22.07.2013
Allegato 4: Determina 13.02.2015 su FUA 2014
Allegato 5: Determina 1.08.2015 su FUA 2016
Allegato 6: Circolare BAC pausa orario
Notiziario n. 8 del 19 gennaio 2015 –
Al momento in cui ci accingiamo a scrivere questo Notiziario, non è ancora arrivata la convocazione, che il Sottosegretario Rossi aveva preannunciato indicativamente per la seconda settimana di gennaio, per risolvere il problema innescato dai rilievi dalla Funzione Pubblica (FP) sull’ipotesi di accordo sul FUA 2014.
Ricordiamo brevemente il problema: dei quattro rilievi operati dalla FP con la nota datata 13.11.2014, resa nota alle OO.SS. solo un mese più tardi, tre non comportano particolari problemi, mentre l’ultimo sì in quanto, in ordine alla affermata “incontrattabilità” del sistema di valutazione, obbligherà alla espunzione nell’accordo definitivo del comma 1 dell’art. 12 dell’Ipotesi. La modifica prospetta dal D.G. di PERSOCIV nel corso della riunione del 16 dic. u.s. (si veda il Notiziario n. 131 di pari data) ci era apparsa da subito ragionevole, in quanto avrebbe garantito “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco dei quattrini oggi bloccati, e inoltre non avrebbe creato alcun problema in ordine all’attuazione degli accordi locali FUS, a condizione che, come avevamo chiesto nella nota del 16 dicembre al Sottosegretario, venisse assicurata una totale garanzia al riguardo, evidentemente tutta e solo politica, con una idonea iniziativa di carattere operativo. E questa garanzia politica è arrivata proprio dallo stesso Sottosegretario il quale, nel corso della riunione da noi richiesta del 22 dicembre u.s. (si veda il Notiziario di pari data n. 133), si era detto disposto a firmare una “determina” con la quale, in via straordinaria per il solo 2014, si disponeva il recupero quasi integrale del testo del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, il cui effetto sarebbe stato quello di confermare in toto l’impianto di distribuzione del FUS 2014 nei termini concordati nell’ipotesi di accordo e, con esso, tutti gli accordi locali e le risultanze delle valutazioni effettuate in loco. Una soluzione ragionevole, lo ripetiamo, rispetto alla quale altre sigle hanno sospeso il giudizio, chiedendo ulteriore tempo per approfondire il problema e per firmare l’accordo FUA. Un supplemento di riflessione che ci è già costata un mese di ritardo, e che si tradurrà in un ritardo pari nell’arrivo delle risorse FUA.
Nell’attesa della convocazione, che comunque risollecitiamo attraverso questo nostro Notiziario, e nelle more della soluzione che le Parti riterranno di adottare, ci sembra però necessaria, anche sulla base di quanto avvenuto negli ultimi anni, una riflessione a tutto tondo sulle questioni che fanno capo al FUA.
E’ indiscutibile che la gestione del FUA viva oggi nel MD, ma non solo, una stagione fortemente critica. Risorse che si riducono anno dopo anno, fissate a insindacabile scelta del MEF e senza alcuna trasparenza sul calcolo; tempi di corresponsione di FUA e FUS che si allungano di anno in anno; ipotesi di accordo sistematicamente messe in discussione dal duo delle meraviglie FP/MEF, spesso con pretesti incomprensibili e molto spesso contraddittori, che comunque obbligano le Parti a riscrivere gli accordi di fatto sotto dettatura; accordi FUS messi in discussione, non solo per i riflessi conseguenti ai rilievi degli Organi certificatori, ma anche per le entrate a gamba tesa di molti Ispettori, che, in sede di controllo, contestano la legittimità degli accordi locali rimettendoli in discussione, con il rischio reale che i lavoratori possano essere costretti a restituire il FUS già percepito, magari con interessi e rivalutazione. Non se ne può davvero più, soprattutto quando si pensa che, alla fin fine, si tratta solo di poche centinaia di euro: se MEF e FP impegnassero più utilmente il loro tempo, forse lo Stato ne trarrebbe maggiori utilità!
Appare allora non più rinviabile, a nostro avviso, una riflessione a 360° sulle criticità attuali in merito alla distribuzione di FUA e FUS, e noi di FLP DIFESA l’abbiamo già fatto, scrivendo alla Ministra Pinotti la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina con le nostre proposte per il FUA 2015, che recano in particolare la richiesta di dar subito il via alla trattativa con le OO.SS. per la definizione dell’accordo sui passaggi economici interni con decorrenza 1.1.2015, posto che la Legge di Stabilità 2015 ne ha di fatto decretato lo sblocco.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: 14.01.15- lettera a Ministra problematiche FUA e proposte per il 2015
Allegato 2: Nota FP n. 63712-13.11.2014 – rilievi su ipotesi FUA 2014
Allegato 3: Protocollo-A.D-OO.SS del 13.02.2013 sui riordini della Sanità Mlitare
Notiziario n. 95 dell’11 settembre 2014 –
Con msg. del 2 set. u.s., STATESERCITO CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito) ha fornito agli Enti della F.A. “le istruzioni operative per la comunicazione dei dati a cura e responsabilità dei Capi Servizio Amministrativo finalizzate alla liquidazione” delle somme FUA e FUA in pagamento, di cui abbiamo già riferito nel nostro precedente Notiziario n. 85 del 6 agosto u.s.., al quale rinviamo. I Servizi Amministrativi dovranno procedere all’invio a CUSE “entro le ore 16.30 del giorno 15 settembre c.a. a mezzo mail” dei fogli excel con gli importi destinati a ciascun dipendente.
Analoghi messaggi sono stati inviati, in pari data, agli Enti di F.A. anche da parte delle corrispondenti strutture centrali di SMM, SMA e Cdo Generale CC; per quanto riguarda invece il personale dell’area centrale, Persociv aveva già dato indicazioni al riguardo con la circolare n. 53323 dell’11.08.2014 (qui pubblicata), fissando al 9 settembre il termine ultimo per l’invio dei dati relativi alle somme da corrispondere a ciascun dipendente. Ci si chiede come mai i messaggi delle FF.AA. interessanti il personale civile in servizio presso l’area operativa abbiano visto la luce con oltre venti giorni di ritardo rispetto alla circolare D.G. nella parte recante le indicazioni riferite al personale dell’area centrale. Perché questo ritardo?
Il termine temporale del 15 settembre per l’invio da parte degli Enti dei dati richiesti deve intendersi perentorio, in quanto quei dati dovranno poi essere trasmessi a stretto giro da BDUS a NoiPA per l’inserimento delle somme nei cedolini di ottobre p.v.. Proprio per questo, sollecitiamo tutti i nostri Coordinamenti Territoriali e le RSU a verificare che i servizi Amministrativi ottemperino in tempo all’invio dei dati richiesti, in quanto, in ragione della ristrettezza dei tempi a disposizione, è del tutto evidente che, in caso diverso, i pagamenti ai lavoratori di quegli Enti che non avessero comunicato i dati richiesti entro la data indicata, verrà effettuato in ritardo con i cedolini dei mesi successivi ad ottobre.
Le somme che verranno corrisposte sono le seguenti:
- Fondo di Sede 2013 (quota pro capite di € 954,40 lordo lavoratore per il numero dei dipendenti in servizio nell’Ente al 1 gen. 2013 da distribuire con i criteri fissati negli accordi locali sul FUS 2013);
- saldo 2013 indennità di mobilità;
- due/dodicesimi o comunque le somme a saldo di turni, reperibilità e particolari posizioni di lavoro (PPL) relative all’anno 2013.
- saldo FUS 2012 (quota pro capite di € 41,29 lordo lavoratore, per il numero dei dipendenti in servizio nell’Ente al 1° gen. 2012, da distribuire con i criteri fissati negli accordi locali sul FUS 2012);
Invece, per quanto attiene le Posizioni Organizzative 2013, a breve la D.G. dovrebbe emanare la circolare con i nomi dei percettori, e le somme potrebbero essere pagate con lo stesso cedolino di ottobre.
Con riferimento alle PPL, c’è una novità, segnalata anche nei messaggi delle FF.AA., e riguarda i centralinisti non vedenti percettori dell’indennità di mansione di cui all’art. 9 della legge 113/1985. Una novità che ci fa particolarmente piacere, atteso che FLP DIFESA aveva segnalato il problema in sede di riunione per la sottoscrizione dell’accordo definitivo sul FUA 2013 (vds. Notiziario n. 52 del 7.05.2013) non concordando con la posizione espressa da PERSOCIV. La quale opera ora una correzione di tiro: si legga la circolare della stessa D.G. n. 49501 del 22.07.2014 inviata agli Enti e all’Unione Italiana Ciechi, non pubblicata sul sito di Persociv, ma che gli interessati troveranno pubblicata su questa stessa pagina. In ragione di questa novità, i messaggi delle FF.AA. chiedono agli Enti di riconteggiare le somme 2013 relative all’indennità di cui trattasi, il cui saldo verrà anch’esso corrisposto con il cedolino di ottobre.
Infine, in relazione ad alcuni rilievi ispettivi sugli accordi locali FUS, pubblichiamo su questa stessa pagina due interessanti note pervenute da SMA, e le raccomandiamo all’attenzione dei nostri dirigenti e delle RSU.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: Circolare Persociv 53323 dell 11.08.2014 liquidazione_FUS e FUS
Allegato 2: Circolare Persociv 49501 del 22.07.2014 -_Indennita mansione per centralinisti non vedenti
Allegato 3: Nota SMA 29.08.2014
Allegato 4: Nota SMA 03.09.2014