Nel pomeriggio di ieri 23 novembre, il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato le OO.SS. nazionali a tavoli uniti, dando positivamente seguito ad una richiesta da noi avanzata nel corso della prima riunione, quella di incontri periodici tra il Capo della Forza Armata Esercito e le Rappresentanze del personale civile, in una fase complessa e difficile quale quella che attende l’Esercito da qui al 2018. E ieri pomeriggio si è svolto il quarto incontro dal momento della sua nomina al vertice della F.A. (20.02.2015), i precedenti essendo avvenuti, il primo il 9 giugno 2015 (Notiziario n. 59 di pari data), il secondo il 29.07.2015 (Notiziario n.83 di pari data) e l’ultimo, in ordine di tempo, il 14.01.2016 (Notiziario n. 6 di pari data).
Un autentico record, atteso che gli incontri con i Vertici delle FF.AA. avvengono di norma ad inizio mandato e poi basta, e qualche volta neanche quelli (l’attuale Capo di SMM, a sei mesi dalla nomina, non ha ancora trovato il tempo di incontrare le OO.SS., cosa che non mancheremo certo a breve di ricordare). Dunque, un esempio importante di positive e feconde relazioni tra il Vertice di F.A. e le Rappresentanze del personale civile, che peraltro si associa alle buone relazioni che intratteniamo da tempo con RPGF e DIPE. Dopo una breve introduzione del gen. F. Federici, Capo del 3° Reparto Pianificazione, la parola è passata alle OO.SS. che, ciascuna per la propria parte, hanno rappresentato le diverse problematiche.
Per quanto ci riguarda, come FLP DIFESA, abbiamo innanzitutto ringraziato il gen. Errico per l’attenzione che riserva al rapporto con le OO.SS. e alle problematiche del personale civile, e che in molti casi sono stati seguiti da interventi decisi e risolutivi, e di questo abbiamo ampiamente dato atto al Capo di SME. Abbiamo poi affrontato diverse questioni, che cerchiamo molto brevemente di riassumere per punti.
SESSIONI INFORMATIVE PERIODICHE CON RPGF E DIPE
Dato atto della puntualità con quale la Forza Armata assolve al dovere di informazione preventiva nei confronti delle OO.SS. in merito ai diversi provvedimenti di riordino, manca però un coinvolgimento vero e sostanziale delle OO.SS., in quanto non vengono lasciati spazi per contributi e proposte delle OO.SS., posto che le informazioni riguardano scelte e configurazioni già decise. A tal riguardo, abbiamo rappresentato al gen. Errico il nostro punto di vista sull’utilità, per il futuro, di organizzare le sessioni informative secondo modalità che prevedano spazi per eventuali contributi e proposte delle OO.SS., che sono spesso frutto delle sollecitazioni che vengono direttamente dalle sedi locali, da valutare poi da parte della F.A. fermo restando comunque la sua autonomia decisionale prevista dalla norme vigenti.
Questo significherebbe, a nostro avviso, uscire da una logica puramente partecipativa di decisioni già assunte, e assicurare un coinvolgimento più diretto e sostanziale delle Parti sociali.
RIDETERMINAZIONE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE DEGLI ENTI DELL’ESERCITO
Nell’ultima sessione informativa con RPGF e DIPE (vds. Notiziario n. 127 dell’8.11.2016), ci è stato comunicato che la F.A. sta avviando l’operazione di adeguamento delle dotazioni organiche degli Enti Esercito alle previsioni (per Regione e per profilo) contenute nel D.M. 29.06.2016, attuativo del DPCM 22.01.2013, di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 100 del 29.08.2016. Trattasi di una operazione straordinariamente importante, in quanto riguarda direttamente l’impiego del personale civile, atteso che dietro i numeri e i profili previsti stanno anche altre cose, in primis ruoli e posizioni di responsabilità. Attesa dunque la portata in un qualche modo strategica dell’operazione in atto, abbiamo chiesto al gen. Errico che vengano coinvolte le parti sociali, e ovviamente in termini non meramente partecipativi.
RIORDINO SERVIZI AMMINISTRATIVI DELLA FORZA ARMATA
Come si ricorderà, nel l’incontro del 14 gennaio con il gen. Errico, la nostra O.S. sollevò il problema dell’avvio del progetto sperimentale di riordino dei servizi amministrativi avvenuto al netto di qualsiasi informazione alle OO.SS., e in quella sede il Capo di SME dispose una urgente riunione sul tema che poi avvenne a stretto giro di tempo (vds. Notiziario n. 13 del 26.01.2016). Da allora, non se ne è saputo più nulla. E allora, attesa l’importanza di questo riordino che interessa una grande platea di personale civile e considerate le criticità che ci vengono segnalate, abbiamo chiesto un urgente punto di situazione.
FORMAZIONE
FLP DIFESA ha segnalato la necessità di ridare centralità al tema della formazione, che è praticamente scomparso dall’orizzonte di A.D. a seguito della soppressione di CEFODIFE e dell’attribuzione a SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) delle incombenze formative, che si limitano però solo all’area 3^ escludendo il personale delle altre aree, in particolare quello tecnico. A nostro avviso, tenuto anche conto di quanto previsto dal D.Lgs n. 8/2014 (percorsi formativi finalizzati alla gestione delle eventuali eccedenze connesse alla riduzione degli organici), il tema dovrà trovare una soluzione rapida ed efficace.
ENTI DELL’AREA INDUSTRIALE
Come noto, il combinato disposto tra progressivo invecchiamento del personale e blocchi del turnover stanno creando una situazione che sta per traguardare il punto di non ritorno, e che potrebbe avere come sbocco conclusivo l’attuazione della previsione dell’art. 280 del Libro Bianco, con cessione di strutture a personale all’industria privata. Per contrastare questa conclusione, è necessario che la F.P. autorizzi quel piano straordinario di assunzioni per l’area industriale del MD che la nostra O.S. chiede invano da anni. Nel frattempo, è necessario recuperare da possibili esternalizzazioni quote progressive di lavorazioni, costruendo condizioni che ne assicurino la fattibilità. C’è poi il problema della trasmissione dei saperi.
TRANSITO EX MILITARI NEI RUOLI CIVILI
A fattor comune con le altre sigle sindacali, abbiamo segnalato al Capo di SME la necessità di una maggiore attenzione nell’assegnazione dei profili professionali civili che, a tutela degli stessi interessati, debbono tenere primariamente conto della patologia che ha innescato l’inidoneità al servizio militare.
TAVOLI LOCALI PER IL FUS
Alcune delle OO.SS. firmatarie dell’accordo FUA 2016 hanno segnalato le criticità legate agli accordi FUS, che a loro giudizio discenderebbero dalla circolare del 13.09.2016 della D.G. A tal riguardo, coerentemente con le posizioni assunte in sede di trattativa, abbiamo rilevato che le criticità provengono dalla “direttiva performance”, ai più passata inosservata, e dal non riequilibrio in sede di accordo FUA. Sull’argomento, dedicheremo presto uno specifico Notiziario anche alla luce delle criticità emerse in loco.
SEZIONE STACCATA DEL V° REPARTO INFRASTRUTTURE DI VERONA.
Nell’ultima sessione informativa con RPGF e DIPE siamo stati informati sulla imminente soppressione al
31 dicembre p.v. dell’Ente, e già in quella sede la nostra O.S. espresse perplessità al riguardo e invitò la F.A. ad un “ripensamento”, atteso che la stessa “gestisce un notevole patrimonio infrastrutturale con l’ausilio di nuclei di manodopera e che peraltro è portatrice di una esperienza unica sul territorio nazionale, quella di un accordo di programma con il Comune di Verona che prevede l’esecuzione di lavori sovraintesi proprio dalla stessa Sezione Staccata” (vds. Notiziario n. 127 dell’8.11.2016). Nella riunione di oggi, abbiamo riproposto la questione alla diretta attenzione del gen. Errico, confortati in questo dall’assembla indetta dalla nostra O.S. il 22 u.s. con tutto il personale, nella quale erano emerse anche le diseconomie per la F.A. innescate dalla soppressione, e nella quale ci era stato consegnata una “relazione sullo stato di efficienza dellaSezione”, molto dettagliata, che abbiamo consegnato al Capo di SME. Queste le questioni da noi rappresentate. A conclusione, il gen. Errico ha fornito le seguenti risposte:
in merito alle sessioni informative, si è riservato un approfondimento con il Reparto interessato;
in merito alla ridefinizione degli organici e al riordino dei Servizi Amm. ha accolto le nostre richieste;
sulle problematiche afferenti a “formazione”, “area industriale” “transito ex militari” e “FUS 2016” , ha preso atto di quanto rappresentato condividendone molti aspetti e riservandosi un approfondimento;
sulla vicenda della Sezione Staccata di Verona, ha ricordato che il provvedimento è previsto dalla relazione illustrativa del D.Lgs. 7/2014, ma si è riservato una decisione al riguardo che ci farà sapere.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 77 del 21 giugno 2016 –
E partito in data odierna, a PERSOCIV, il confronto negoziale con A.D. per la distribuzione del FUA 2016 che quest’anno, in ragione delle novità presenti nella bozza della D.G. (che, appena ricevuta, abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito per l’opportuna conoscenza di tutti i lavoratori, e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 1) in materia di passaggi economici e di premialità (performance individuale), presenta allo stato, a nostro avviso, non poche criticità, che abbiamo puntualmente rappresentato alla dr. Corrado.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA: le somme certe del FUA 2016 sono pari quest’anno a € 57.634.654,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una differenza in negativo di € 501.793 €, dovuta verosimilmente alla diminuzione del personale in servizio pari a 238 unità in meno rispetto al 2015 (abbiamo comunque richiesto la tabella di dettaglio delle somme che formano il FUA). Rispetto a questa dotazione del FUA 2016, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 13 della bozza di ipotesi predisposta da PERSOCIV, che alleghiamo, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2015 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00), indennità di mobilità (€ 370.000) e PPL, turni e reperibilità (rispettivamente 3.158.260,00; 7.271.960,00 e 3.666.584,48). In merito a quest’ultima fattispecie (reperibilità), abbiano rappresentato l’esigenza, nella prospettiva realistica di una costante e progressiva riduzione dei FUS nei prossimi anni, di un rivisitazione di questo istituto, che ha rappresentato – come noto a tutti – l’impegno disatteso di questi anni del tavolo nazionale. Infine, la dotazione FUA per Agenzia Industrie Difesa, è quest’anno pari a € 2.305.386,16 € e corrisponde al solito 4% del totale somme FUA.
Ciò premesso, entriamo ora nella parte relativa alle novità del FUA 2016, che riguardano: passaggi e relativi criteri selettivi; la remunerazione della performance individuale; contrattazione locale sul FUS.
PASSAGGI ECONOMICI 2016
La bozza predisposta dalla D.G. prevede 7.002 passaggi complessivi con decorrenza 1.1.2016, con i contingenti di cui all’art. 10, e dunque con la riconferma in toto dell’ ”intesa programmatica” recepita all’art. 16 dell’ipotesi di accordo 2015, che ha visto allora il dissenso forte della nostra O.S. .
Come detto e ridetto più volte, e riproposto anche nella circostanza alla delegazione dell’AD, prevedere 7.002 rispetto ai 26.871 lavoratori del MD al 1.1.2015, significa assicurare il passaggio di fascia solo al 26,06 % dei lavoratori civili del MD a fronte di percentuali di copertura enormemente più robuste che si registrano in altre AA.CC. Davvero poca cosa i 7.002 passaggi di oggi rispetto alla percentuale realizzata nella precedente tornata 2010 del M.D., quando la copertura è stata del 69,82% (n. 21.826 passaggi rispetto ai 31.260 lavoratori allora presenti), e poca cosa anche rispetto alle percentuali di copertura realizzate in altre Amministrazioni Centrali con riferimento alle progressioni 2016: Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca con il 39% (2.328 progressioni rispetto ai 5.978 lavoratori presenti); Ministero dello Sviluppo Economico con il 75% (2.060 progressioni rispetto ai 3.230 lavoratori presenti); Agenzia Entrate con il 43 % (17.595 progressioni rispetto alle 41.000 presenze); Ministero dell’Economia e Finanze con il 67 % (6.390 progressioni rispetto alle 9.500 presenze), e la lista potrebbe continuare, includendo anche AID (vds. Notiziario n. 63 del 18.05.2016). Perché non alzare i numeri, facendo in modo che, oltre ai 7.002, altre migliaia di lavoratori abbiano qualche migliaio di € in più in busta paga sin dal 1.1.2016 e non aspettare gli anni a venire? Ma non abbiamo in Difesa il problema legato al basso trattamento economico dei civili? Ed ora, che si presenta l’occasione, perché ne impediamo la crescita sin da quest’anno per molti più lavoratori, dopo i 6 anni di duro blocco?
Qualcuno dice che i 7002 passaggi sono destinati ai colleghi che nel 2010 sono rimasti fermi al palo. Intento lodevolissimo e condivisibilissimo, lo abbiamo detto in più circostanze. Ci chiediamo però: siamo sicuri che, con i criteri di cui all’allegato 12, l’obiettivo venga centrato in pieno? Noi non ne siamo affatto convinti, e lo abbiamo detto alla dr. Corrado, anzi pensiamo che con quei criteri si possa raggiungere invece un risultato ben diverso: che molti di quelli che sono rimasti al palo nel 2010 lo siano anche nel 2016, e viceversa che molti di quelli che nel 2010 hanno avuto il passaggio di fascia ne ri-beneficino anche nel 2016. Una iattura possibile e indigesta, che potrebbe starci dentro i criteri proposti da PERSOCIV: anzianità nei ruoli civili e di fascia, ancorchè rimodulate e con maggior peso rispetto al 2010, hanno un peso di max 33 punti, mentre il combinato disposto tra titoli, incarichi e idoneità porta a 42 punti, e dunque è possibilissimo che si riproponga la situazione del 2010, quando titoli, incarichi e idoneità hanno fatto la differenza.
Certo, si potrebbe agire alzando di più il peso dell’ anzianità nei ruoli civili e di fascia, soprattutto quest’ultima, come previsto dall’accordo sui passaggi 2016 del MEF che abbiamo segnalato alla dr.ssa Corrado (1,5 punti per ciascun anno di permanenza nella fascia retributiva d’appartenenza), e si potrebbe parimenti ridurre/eliminare il peso di incarichi, titoli (già dimezzato rispetto al 2010) e idoneità (già ridotto rispetto al 2010 essendo riferito solo a idoneità per posizioni di inquadramento superiore, non esistendo tecnicamente l’idoneità per i passaggi interni, infatti nell’accordo MEF si parla di “riqualificazioni”). E si potrebbe azzerare del tutto il peso (max 25 punti) legato alla valutazione della prestazione resa, come noi abbiamo chiesto espressamente, atteso che i criteri selettivi di cui all’art. 18 CCNL 2006/2009 nulla prevedono al riguardo. Ma l’obiettivo di assicurare a tutti i 7.000 non transitati nel 2010 il passaggio di fascia 2016 non sarebbe neanche in tal caso certo, visto anche quanto prevede il comma 7 dell’art. 18 sopra richiamato (“i criteri… sono equamente valutati…. e tra loro combinati e ponderari in modo da evitare la prevalenza dell’uno sull’altro” e più oltre “evitare di considerare la mera anzianità di servizio”, il che potrebbe anche portare alla non certificazione dell’ipotesi di accordo arrivando alla fine fuori tempo massimo per la realizzazione dei passaggi economici 2016.
C’è un modo per evitare questo rischio e assicurare il passaggio ec. 2016 a tutti i 7000 esclusi dalla fascia superiore nel 2010? C’è, a nostro avviso, ed è quello di alzare corposamente il numero dei passaggi 2016, il che, anche in presenza di criteri più o meno vicini a quelli proposti da PERSOCIV (ma qualche correttivo andrebbe comunque introdotto: perché escludere dagli incarichi i contabili agli assegni?) ridurrebbe praticamente allo zero il rischio di una nuova esclusione nel 2016 dei colleghi esclusi del 2010.
Su questa base, abbiamo proposto alla dr.ssa Corrado l’accorpamento del numero di passaggi 2016 (n. 7.002) con quello previsto per il 2017 di cui all’art. 19 della bozza di PERSOCIV (n. 9.972) per un complessivo di n. 16.974 passaggi cui dare a tutti decorrenza 1.1.2016, alzando cosi la percentuale di copertura, che arriverebbe dunque al 63% (63 lavoratori del MD su cento accederebbero alla fascia superiore, e dunque più vicino alle percentuali di altre AA.CC.) e assicurerebbe anche ad altri 9.972 lavoratori un migliaio di euro in più sin dal 1.1.2016. E’ questa, ragionevole e ragionata, la nostra proposta.
REMUNERAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE
Dal 1.01.2016, come noto, è entrato in vigore il “sistema di misurazione e valutazione della performance” di cui alla Direttiva della Ministra del 10.11.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2, rispetto alla quale, com’è altrettanto noto, pende di fronte al TAR Lazio il ricorso promosso da FLP DIFESA, e solo da FLP DIFESA (altre sigle producono dossier, denunciano criticità e chiedono tavoli, ma poi sul concreto accettano il sistema di valutazione voluto da Brunetta, che è a nostro avviso del tutto ingestibile nelle condizioni date del Ministero Difesa). Il primo effetto della performance è che andrà remunerata con risorse del FUA, come prevede il D. Lgs brunettiano n. 150/2009, e pertanto la bozza predisposta da PERSOCIV prevede che le risorse che residuano dagli accantonamenti di cui abbiamo già detto (P.O; passaggi ec.; turni; etc.), per la precisione 24.082.282,30 €, vadano suddivise al 50% tra remunerazione della performance e destinazione al FUS. Con il risultato che la quota pro capite del FUS, già ridotta per effetto del finanziamento dei passaggi, passerà dalle 1079,09 € del 2015 alle 337,68 lordo lav. del 2016 (attenzione: il dato finale riportato nel prospetto allegato 13 della bozza della D.G. si riferisce alla quota pro capite FUS + performance). Ovvia e consequenziale, da parte di chi come noi contesta alla radice il sistema di valutazione, la proposta di ridurre ai minimi termini l’accantonamento per la performance (azzerarlo non si po’, purtroppo, in base alle norme vigenti).
C’è però un altro problema: la predetta direttiva, passata di fatto senza grandi contestazioni sul fronte sindacale a parte FLP DIFESA, prevede (pg 2, primo capoverso) che il sistema di valutazione adottato per la performance individuale sia operante anche per il trattamento “correlato ad eventuali obiettivi aggiuntivi conseguiti mediante specifici progetti”, e dunque per la distribuzione del FUS. Questa indicazione viene tradotta, nella bozza di PERSOCIV, art.14, nella previsione che “il titolare dell’Ente procede alla distribuzione del FUS secondo i punteggi e nelle misure previste dall’art.12”, che è a sua volta figlio di quanto previsto dall’allegato C della Direttiva del 10.11.2015. Dunque, sarà il titolare dell’Ente a distribuire le risorse per i progetti locali (FUS) dopo quelle per la remunerazione della performance. La conseguenza automatica è che verrà di fatto cancellata la contrattazione locale prevista dai nostri contratti, e che fino ad oggi ha governato la distribuzione del FUS: cosa andranno a fare le OO.SS terr e le RSU, se i criteri di distribuzione sono predeterminati a monte e gestiti solamente dal Dirigente? Nel proporre queste considerazioni alla dr.ssa Corrado, che ci ha detto di comprendere il problema ma di essere in un qualche modo vincolata alle previsioni sopra richiamate della Direttiva, abbiamo provocatoriamente detto che, stando così le cose, la cosa più coerente sarebbe quella di dichiarare morta e sepolta la contrattazione locale sul FUS, evitando di perdere tempo e risorse. Lo abbiamo detto ovviamente in forma provocatoria, perché riteniamo che una O.S. seria non possa in alcun modo accettare questo stato di cose che porta dritto all’azzeramento del ruolo del Sindacato in materia di distribuzione del fondo di produttività. Noi siamo convinti che non solo noi di FLP DIFESA, ma anche tutto il resto del tavolo sindacale, non possa certo mettere una firma su un testo di accordo che annienta il ruolo delle Parte sociali a livello locale. Il diritto alla contrattazione è stato affermato dalla Corte Costituzionale e la stessa determina del Sottosegretario Rossi del 4.12.2015 reca il “ricoscimento del valore della contrattazione decentrata di posto di lavoro”. Il problema, lo ripetiamo, sta nella Direttiva sulla performance, che è passata praticamente senza colpo ferire a parte il contrasto posto in essere da FLP Difesa. Occorre dunque una forte iniziativa, primariamente politica ma anche tecnica per trovare una soluzione adeguata, al fine di recupere pienamente ruolo sostanza e dignità dei tavoli locali. Lo faremo!
Per completare il quadro sul FUA 2016, aggiungiamo che abbiamo espresso forte dissenso in merito alla previsione dell’art. 1, comma 1, dell’allegato 11 (“fondo trattamento economico di trasferimento”) che alza da 30 a 50 KM la distanza minima utile a percepire l’indennità di mobilità, in caso di reimpiego post riordini dell’AD. Un dissenso motivato anche dal fatto che non riteniamo la norma sulla mobilità d’ufficio entro i 50 KM introdotta dal DL 90/2014 applicabile a questo nostro istituto, che, non dimentichiamolo, serve a ridurre il disagio del trasferimento e dunque è strategico per i reimpieghi. Prossima riunione il 6 di luglio: considerati i tempi stretti e i problemi, non andiamo un po’ in là?
ACCORDO FUA 2015
Come preannunciato nel nostro Notiziario n. 72 del 14 giugno u.s., abbiamo sottoscritto in data odierna l’accordo definitivo per la distribuzione del FUA 2015 (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3), certificato con rilievi da FP e MEF (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4), che ha portato ad alcune leggere modifiche (espunto il comma 1 dell’art. 13 dell’Ipotesi sottoscritta il 1 marzo u.s., si veda il Notiziario n. 25 di pari data) ma anche alla riduzione imposta dal MEF, peraltro senza fornire alcuna motivazione alla stessa nostra D.G., della dotazione FUA 2015 per un importo pari a € 828.540, che ha conseguentemente ridotto la quota pro capite di FUS (da 1101,20 € a 1079,09 €, lordo lavoratore).
La sottoscrizione dell’accordo 2015, necessaria per poter procedere alla distribuzione delle risorse, è stata accompagnata dalla presentazione di una nota a verbale della nostra O.S. che qui pubblichiamo in allegato 5, nella quale, oltre a riproporre la nostra posizione di dissenso sui passaggi 2016, segnaliamo l’inaccettabilità del taglio del FUA imposto dal MEF, rispetto al quale interverremo presso il nostro Vertice politico.
Gli Organi certificatori (MEF e FP) hanno dato il via libera all’ipotesi di accordo FUA 2015 del personale del Ministero Difesa siglata in data 1 marzo 2016 (si veda il Notiziario n. 25 di pari data, ripubblichiamo comunque l’ipotesi di accordo su questa stessa pagina in allegato 4). Lo hanno fatto, nella circostanza, solo con alcuni piccoli rilievi che daranno luogo corrispondentemente solo ad alcune piccole modifiche del testo, ma anche con una non lieve correzione della dotazione del Fondo complessivo (cancellati circa 800.000 € sulla parte variabile, erroneamente calcolati in origine dal MEF) che darà luogo ad una riduzione di circa 22 € della quota pro capite del FUS 2015. Nei prossimi giorni, verosimilmente, verremo chiamati a sottoscrivere il predetto accordo in via definitiva.
Inoltre, per quanto ci risulta, BILANDIFE ha già adottato i due “decreti di riparto” delle somme FUA appostate sui pertinenti capitoli del bilancio, il primo relativo alle somme FUA 2015 mentre il secondo riferito a PPL/Turni/Reperibilità 2016. A breve, come da News della D.G. che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, BDUS richiederà agli Enti area T/O i dati necessari per il pagamento di queste spettanze, e lo stesso farà la stessa D.G. per gli Enti area T/A..
Ciò premesso, proviamo ora a fare il punto di situazione delle somme FUA/FUS in arrivo negli Enti della Difesa, provando al contempo ad indicare i prevedibili (e dunque non ancora certi) tempi di pagamento.
FUA 2013
Importo pro capite di 7,46 lordo lavoratore derivanti dai risparmi del FUA e destinato al FUS, e che quindi dovrà essere distribuito con i criteri degli accordi FUS 2013 al personale in servizio alla data del 1 gennaio di quell’anno. Il pagamento potrebbe avvenire entro luglio p.v.
FUA 2014
Importo pro capite di 26,45 euro lordo lavoratore discendente dall’accordo sulle “ulteriori somme” del 22.09.2015 (si veda il Notiziario n. 102 di pari data) , anch’esso destinato al FUS, e che quindi dovrà essere distribuito con i criteri degli accordi FUS 2014 al personale in servizio alla data del 1 gen. di quell’anno. Il pagamento potrebbe avvenire anch’esso entro luglio p.v.·
In allegato 2 e 3, le due circolari della D.G. recentemente pubblicate sul sito istituzionale.
FUA 2015
– entro luglio p.v., potrebbero essere pagate i restanti tre/dodicesimi (ultimi tre mesi) di Turni/Reperibilità e PPL (Particolari Posizioni di Lavoro) relativi all’anno 2015;
– entro settembre/ottobre pp.vv., potrebbe essere pagato il FUS 2015 così come sarà rideterminato in sede di accordo definitivo dopo il taglio di 800.000 € circa sulle risorse variabili operato dal MEF in sede di certificazione. Siccome l’importo pro capite lordo lavoratore previsto dall’ipotesi di accordo siglata il 1.03.2016 era pari a € 1.102,20, al netto della riduzione pro-capite conseguente al ricalcolo del MEF (circa 22 €) il nuovo importo pro capite del FUS 2015 dovrebbe aggirarsi intorno a 1.080 euro. In aggiunta al FUS 2015, potrebbero essere pagate entro lo stesso periodo altre spettanze connesse al FUA 2015 (PP.OO. e Indennità di Mobilità).
FUA 2016
Entro luglio potrebbero essere pagate i primi cinque dodicesimi (gennaio/maggio) di Turni/Reperibilità/ PPL 2016, in considerazione dell’ultrattività dell’accordo 2015 riconosciuto per queste fattispecie. In aggiunta, anche il pagamento dei primi 5 mesi dello “straordinario” anno 2016.
A breve (martedì 21 giugno p.v.), partirà a PERSOCIV il confronto negoziale per la distribuzione del FUA 2016, il cui piatto forte sarà certo rappresentato dai passaggi economici con decorrenza 1 gennaio c.a.Ebbene, dopo le novità introdotte in AID (tre volte il numero inizialmente previsto, vds Notiziario n. 63 del 18.05.2016 ) e dopo la decisa reazione negativa dei lavoratori registrata anche nelle numerose assemblee fatte e misurabile anche dal nostro sondaggio sul sito (60 % di non favorevoli), interverrà l’auspicato ravvedimento operoso di A.D. e CGIL-CISL-UIL per alzare il numero dei passaggi oltre i previsti 7.002?
La quinta riunione negoziale non è servita, purtroppo, a chiudere la trattativa FUA 2015. C’erano a nostro avviso le condizioni per farlo, tenuto anche conto che siamo già nel 2016 e che ogni settimana in più di ritardo lo sconteremo in un corrispondente ritardo nell’avvio del confronto sulla partita che più conta, gli sviluppi economici 2016, oltre che in altrettanto ritardo nei pagamenti FUA/FUS 2015. Ma la trattativa non si è chiusa in quanto altre sigle hanno ritenuto di allungare il brodo, non si capisce bene il perché.
Partiamo dalle risultanze della precedente riunione del 12 gennaio u.s. (vds Notiziario n. 5 di pari data). Preso atto della non percorribilità e della non utilità di avviare sviluppi economici con decorrenza 1.1.2015, e individuato il problema nelle forche caudine di cui al DM 14.11.2014 (organici di fascia) che l’AD ha voluto inserire nonostante i ripetuti allarmi da noi lanciati, si era convenuto con la dr.ssa Corrado di concentrarsi sugli “sviluppi 1.1.2016″, a due sole condizioni però: che l’AD si impegnasse a modificare preliminarmente il DM eliminando ogni riferimento all’organico di fascia; che le Parti si impegnassero “ad avviare un numero di passaggi con decorrenza 1.1.2016 congruo alle attese dei colleghi”, come da noi richiesto nel Notiziario del 12 gennaio. Ebbene, dalla relazione introduttiva della dr.ssa Corrado, ci è parso che le due condizioni fossero ambedue soddisfatte. Per quanto attiene alla modifica del DM sugli organici, la dr.ssa Corrado ci ha detto che SMD sta già lavorando in questa direzione, atteso peraltro che il provvedimento andava comunque rivisto nel 2016 in base al D. Lgs. n. 8. Per quanto invece riguarda l’impegno sul numero di “sviluppi 1.1.2016” da avviare, la risposta è contenuta nella formulazione del secondo dei due nuovi articoli dell’ipotesi di accordo, che qui pubblichiamo insieme al nuovo dettaglio delle somme (vds. allegati 1 e 2), che prevede l’avvio nel 2016 di “un congruo numero di passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore all’interno delle aree”. Va anche aggiunto che la dr.ssa Corrado ci ha informato che, in ordine ad ambedue gli impegni, ne è stata positivamente verificata la praticabilità in sede FP e MEF, che sono gli Organi che dovranno poi certificare i relativi accordi.
Dunque, un buon lavoro, non c’è dubbio, quello fatto da PERSOCIV, e peraltro in tempi estremamente ristretti, di cui abbiamo dato atto alla dr.ssa Corrado. Che peraltro si è mossa anche sulla scorta del “mandato” direttamente venuto dalla Ministra per “individuare un percorso per definire le occorrenti soluzioni volte a svolgere, anche in modo graduale, le predette progressioni” (vds nota Gabinetto n. 47764 del 14.12.2015), mandato apprezzato proprio da quelle sigle che ora frenano..…Mah!
Sembrava, quello degli “sviluppi 2016”, l’unico vero nodo, sciolto il quale si sarebbe potuto procedere speditamente a chiudere la trattativa 2015. Anche perché da A.D. sono arrivate le altre risposte attese:
turni reperibilità e PPL: in merito alla crescita considerevole dei finanziamenti 2015, che abbiamo sollevato solo noi nelle prime quattro riunioni (vedere i comunicati), l’A.D. ha ridotto l’accantonamento per la reperibilità di oltre 600mila euro (a fronte di prestazioni già rese nel 2015 già trascorso, diventa difficile immaginare tagli su PPL e soprattutto sui turni: li si dovrebbero pagare con i FUS…). Per le assegnazioni 2015, invece, i dati saranno resi noti dopo che la D.G. sarà in possesso dei quelli relativi all’ultimo trimestre.
transito risorse dal FESI al FUA: correttamente inserita la norma, in ragione dei passaggi ai ruoli civili degli ex militari; ma si tratterà comunque di bruscolini, 4 € circa in più nella quota pro capite del FUS;
confermato l’impegno di A.D. di fornire il prospetto con tutte le voci che concorrono in quota parte a formare il FUA, nostra antica e solitaria richiesta, questa, oggi però condivisa con altre OO.SS.;
confermati gli impegni di A.D. di avviare rapidamente la trattativa FUA 2016 e il tavolo per definire i criteri per gli “sviluppi”, e anche quello per fissare linee guida e paletti per turni e (soprattutto) reperibilità.
C’erano le condizioni per chiudere l’accordo 2015? A nostro avviso, si. Giudichino i lavoratori!
Dopo quelle del 20 luglio (vds. Notiziario n. 84 di pari data) e del 29 settembre (vds. Notiziario n. 105 di pari data), si è tenuta oggi pomeriggio la terza riunione negoziale con l’Amministrazione sulla distribuzione del FUA 2015, la prima presieduta dal nuovo Direttore Generale di PERSOCIV in veste di delegata dalla Ministra Pinotti “a presiedere la delegazione trattante di parte pubblica per la contrattazione integrativa”. In apertura della quale, ci è stata consegnata la nuova bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla DG che pubblichiamo in questa stessa pagina come allegato 1, che ripropone lo stesso impianto di quella precedente, ovviamente attualizzata nei numeri e nella parte relativa alla distribuzione del FUS.
Partiamo innanzitutto dalla nuova dotazione del FUA 2015: le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 58.964.991,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con un incremento di oltre 6 mln di € (per la precisione: 6.104.074 €) rispetto alle somme previste nella bozza precedente (52.860.917 €), come avevamo scritto nel Notiziario n. 84 relativo alla prima riunione del 29 luglio (“la dotazione di partenza del FUA dovrebbe godere di una successiva implementazione che allo stato viene stimata in circa 6 milioni di euro derivanti dall’applicazione della circolare MEF n. 20/2015”, portando di conseguenza la dotazione definitiva del FUA “all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln. di euro”) e ribadito anche nel successivo Notiziario del 29 luglio. Previsioni assolutamente azzeccate entrambe, atteso che l’implementazione è di quell’ordine di grandezza e che la dotazione definitiva del FUA (somme certe e disponibili) si colloca proprio in quella forchetta. Rispetto all’analoga dotazione del FUA 2014, che è stata pari a 55.553.610,00 €, ci sono quest’anno circa 3,5 mln in più.
In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013, la nostra O.S. ha sollecitato la D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il FUA Difesa 2015, che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza. La dr.ssa Corrado ci ha assicurato il proprio interessamento al riguardo, per cui attendiamo fiduciosi: certo è che non è accettabile che si possa discutere di distribuzione del FUA senza che se ne conoscano le somme che contribuiscono a determinarlo.
Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni). Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” di ben oltre il 25% (€ 4.530.497,39 € rispetto ai 3.582.900,00 € del 2014), che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM, e di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD. A tal riguardo, la nostra O.S. ha espresso le proprie riserve, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS. In aggiunta, abbiamo chiesto che ci venga fornito l’elenco dettagliato delle assegnazioni attribuite agli Enti in materia di turni/reperibilità/PPL, atteso che a tutt’oggi le Parti sociali, anche locali, non conoscono gli esiti della ricognizione delle esigenze avviata da PERSOCIV con la circolare n. 21105 del 24.03.2015 e le somme conseguentemente attribuite a ciascun Ente: anche per comprendere meglio le ragioni del sostanzioso incremento di spesa per queste fattispecie lavorative.
Confermata, anche in questa seconda bozza, la previsione di una seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015, per un numero complessivo di 1095 (di cui n. 614 in area 2 e il resto in area 3^; in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo degli oneri datoriali. Un numero complessivo manifestamente sottodimensionato rispetto alle attese dei colleghi, tenuto anche conto che la prima ed unica tornata di passaggi interni (decorrenza 1.1.2010) ha visto la realizzazione di un numero infinitamente superiore (ben 21.826) e che la parte di lavoratori che a suo tempo non ne ha beneficiato ha dovuto poi subire ben 4 anni di blocco (2011-2014).
Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, trae origine dalle attuali disponibilità di fascia derivanti dal rapporto al 1.01.2015 tra organici di cui al DM 19.11.2014 e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. Si dimostra dunque, ancora una volta, quanto fosse giustificato l’allarme a suo tempo lanciato dalla nostra O.S. sul modo con il quale è stato costruito quel decreto, che ha introdotto enormi rigidità nel sistema attraverso le diverse ripartizioni degli organici assegnati dal DPCM 22.01.2013, e tra queste anche la ripartizione per fasce retributive. Sta tutto qua il problema, e siccome detto problema è stato in un qualche modo generato dalle scelte dell’Amministrazione, dovrà essere ora l’Amministrazione a risolverlo, anche se dovesse avvenire attraverso la modifica anticipata del DM. Noi abbiamo fatto questa proposta precisa, peraltro già avanzata sul tavolo politico nella riunione del 14.10.2015 con il Sottosegretario (vds. Notiziario n. 112 di pari data): “attribuire una connotazione meramente ricognitoria ai numeri di fascia contenuti nel DM 19.11.2014” affinché la contrattazione nazionale possa fissare un numero di passaggi superiori con decorrenza 1.1.2015, accantonando le occorrenti relative somme, nel quadro di un processo complessivo che, come abbiamo scritto alla Ministra nella lettera allegata al Notiziario n. 8 del 19.01.2015, assicuri “a partire da quest’anno e per ogni anno a venire”che i passaggi interni vengano effettuati “sistematicamente con cadenza annuale, destinando all’uopo le necessarie risorse FUA, con l’obiettivo di assicurare uno sviluppo economico all’interno dell’area a tutto il personale del MD e di AID in possesso dei requisiti richiesti, nel rispetto dei limiti minimi di permanenza nella fascia fissati dal CCNL 2006/2009.”, e con priorità per i lavoratori non ricompresi tra quelli che ne hanno beneficiato con la prima ed unica tornata 2010. Comprendiamo bene che le risposte a questa proposta dovranno venire dal tavolo politico.
Per quanto attiene al Fondo di Sede (FUS), va immediatamente ricordato che il problema legato alla mancanza del sistema di valutazione ai fini della distribuzione 2015, che abbiamo (praticamente da soli) segnalato da luglio in avanti, sui diversi tavoli e anche con la nota al Sottosegretario allegata al Notiziario n. 119 del 4.11.2015, è stato finalmente risolto. C’è voluta una nostra iniziativa molto forte, l’atto di diffida predisposto dal nostro legale e di cui abbiamo dato notizia con il Notiziario n. 130 del 4 dicembre 2015, e nella stessa data del 4 dicembre il Sottosegretario Rossi ha provveduto a firmare la “determina” (pubblicata su questa stessa pagina come allegato 2) che, con riferimento al comma 1 (si conferma per il 2015 la valutazione con coefficiente compreso tra 1 e 1,5), sblocca finalmente lo stallo che durava da mesi e consente finalmente la chiusura degli accordi nazionale e locali. Con la speranza che la situazione che si è venuta a determinare a causa dell’empasse di questi mesi, non registri code problematiche nella distribuzione del FUS 2015. Gli accordi vanno chiusi e rapidamente, e il Sindacato farà certamente la sua parte. Sperando – lo abbiamo detto alla dr.ssa Corrado – che il 2016 (dove dovremo peraltro fare i conti con la performance..…) veda un percorso molto accelerato di definizione dell’accordo nazionale anche allo scopo di dare un quadro di riferimento ben preciso alla contrattazione locale, che quest’anno appare mortificata: se i progetti locali li determina di fatto il Dirigente, atteso che in molti Enti quest’anno sono stati avviati senza confronto con le OO.SS/RSU, e che lo stesso ne determinerà a conclusione il pagamento con il FUS, appare di tutta evidenza la natura quasi notarile del coinvolgimento delle OO.SS./RSU, e che è l’esatto opposto della modalità di relazione prevista dal CCNL per la distribuzione FUS, che è la contrattazione di sede.
Concludiamo, segnalando che, in virtù dell’incremento degli oltre 6 mln nella dotazione del FUA, la quota pro capite di FUS sarà pari nel 2015 a 1000,44 € netto oneri A.D. (nel 2014, è stata di € 989,45).
Il Sottosegretario Rossi ha firmato finalmente la determina sul FUS 2015
Con Notiziario FLP DIFESA n. 130 del 4.12.2015, inviato da questo Coordinamento Nazionale a tutti i nostri iscritti e dirigenti e reso pubblico attraverso il nostro sito solo mezz’ora dopo e dunque alle h. 8.00 dello stesso giorno, abbiamo dato notizia ai colleghi dell’iniziativa assunta dalla nostra O.S. di notificare un atto di diffida, appositamente predisposto dal nostro legale, alla Ministra Pinotti e al Sottosegretario delegato Rossi “affinché procedano senza ulteriore indugio alla formulazione della direttiva relativa al sistema di valutazione per la distribuzione del FUS, atto preliminare alla definizione dell’accordo nazionale, in conseguenza del quale, da una parte, si potrà dar corso all’avvio delle progressioni economiche interne alle aree di cui all’articolo 10 della bozza di ipotesi di accordo per il 2015 predisposta da PERSOCIV e, dall’altra, procedere alla definizione degli accordi locali per la erogazione della retribuzione incentivante a valere sulle risorse del FUS per il corrente anno 2015, al fine di consentire lo svolgimento della autonomia negoziale e di procedere, di conserva, alla erogazione dei compensi accessori, legati alle progressioni ed alla produttività”. La diffida di FLP DIFESA è pubblicata in allegato 4.
Ebbene, a seguire, nella stessa mattinata del 4 dicembre u.s., ci sono pervenuti i seguenti documenti, che pubblichiamo su questa pagina:
– Nota del Gabinetto prot. n. 46573 del 4.12.2015 avente per oggetto la delega attribuita al nuovo Direttore Generale di Persociv di presiedere la contrattazione integrativa, e dunque anche quella relativa alla distribuzione del FUA(vds allegato 1)
– Lettera di convocazione di PERSOCIV prot. n. 1010/SP del 4.12.2015 per la ripresa negoziale già fissata per il 15 dicembre p.v. sulla distribuzione del FUA 2015 (vds allegato 2);
Nella mattinata di oggi 7 dicembre 2015, infine, è pervenuta la nota Gabinetto prot. n. 46806 del 7.12.2015 con la quale viene comunicato alle OO.SS. che, nella stessa data del 4 dicembre u.s, il Sottosegretario Rossi ha firmato la determina che aspettavamo (vds. allegato 3), che in buona sostanza allarga all’anno 2015 il sistema di valutazione per la distribuzione del FUS in essere nella nostra Amministrazione sino all’anno 2014, prima frutto dell’accordo tra le Parti e poi oggetto di determina del Sottosegretario (13.02.2015) a seguito del rilievo della F.P., colmando così finalmente quel buco che, ad oggi, ha impedito la chiusura dell’ipotesi di accordo nazionale e degli accordi locali, impedendo in aggiunta – e questo ci è sempre apparso l’effetto più grave – l’avvio dei passaggi interni alle aree dopo ben sei anni di blocco delle nostre retribuzioni.
Dunque, parrebbe proprio che il problema da noi invano segnalato da mesi e oggetto infine della nostra diffida, sia ora finalmente avviato a soluzione, anzi a rapida soluzione.
Diamo atto con piacere della rapidità con la quale si è mossa l’Amministrazione a seguito della nostra iniziativa, che ci consente di poter affermare oggi che la situazione di blocco che durava da mesi, e da noi ripetutamente denunciata, sembra ora avviata a rapida soluzione.
La riunione a PERSOCIV già in agenda per il 15 p.v. potrebbe costituire l’occasione per una rapida chiusura dell’accordo nazionale FUA 2015, con conseguenti effetti positivi sia sulla definizione delle trattative locali sia sul finanziamento della nuova fase delle progressioni interne alle aree (c.d. “sviluppi economici”), per le quali si potrà successivamente aprire, e rapidamente noi penseremmo, il confronto tra Amministraziomne e OO.SS. nazionali per la definizione dei criteri di attribuzione.
Facciamo riserva di uno specifico Notiziario al riguardo, che diffonderemo a breve, con alcune riflessioni in merito a tutta questa vicenda.
La telenovela sulla distribuzione del FUA/FUS 2015 non è ancora arrivata alla sua ultima puntata. L’impegno assunto dal Sottosegretario Rossi di approfondire il problema e di dare urgente e risolutiva risposta (si veda il nostro Notiziario n. 112 del 14 ottobre u.s.), impegno successivamente riconfermato dalla Vice Capo di Gabinetto nella seconda riunione tecnica sul Regolamento ex art. 1 del D.Lgs. 7/2014 (si veda il nostro Notiziario n. 114 del 22 u.s.), è stato totalmente disatteso sino a oggi e pertanto, in materia di distribuzione del trattamento di produttività dell’anno in corso, permane una situazione davvero kafkiana, attesa l’incomprensibilità dei comportamenti posti in essere dall’Amministrazione. Comportamenti che, giunti a meno di 60 giorni dalla fine dell’anno, presentano versanti anche potenzialmente pericolosi ai fini della distribuzione del FUA/FUS, di cui, nel caso, dovrà rispondere in prima persona la stessa A.D. Se questa è la tanto affermata attenzione nei confronti del personale civile, campa cavallo che l’erba cresce!
Gli antefatti sono già abbondantemente noti da tempo ai colleghi: sino al 2014, i criteri per la distribuzione del FUA/FUS erano sostanzialmente consolidati, e conseguentemente consolidati erano anche i percorsi locali per la messa a punto dei progetti di produttività, la loro realizzazione e la valutazione dell’’apporto partecipativo del dipendente. Il modello è entrato in crisi a fine 2014 a seguito del rilievo mosso dalla F.P. in sede di certificazione dell’accordo FUA 2014 con la nota n. 50850 del 13.12.2014, con la quale ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA. Eravamo a fine anno, e dunque del tutto giustificata era apparsa la “soluzione ponte”, poi concretizzatasi nella determina del Sottosegretario Rossi datata 13.02.2015, che recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) previsto dagli accordi FUA degli anni precedenti, nelle more dell’ ”aggiornamento in corso del sistema di valutazione della performance individuale”.
Da allora sono passati quasi nove mesi, e nel frattempo l’A.D., da una parte non ha varato il nuovo sistema di valutazione e, dall’altra, non ha prodotto alcuna iniziativa tesa a fissare, anche solo in via provvisoria, il sistema di valutazione per il FUS 2015. Con questo straordinario risultato: che, a meno di 60 giorni dalla fine dell’anno, i Dirigenti degli Enti del MD non conoscono ancora i criteri con i quali dovranno valutare l’apporto del dipendente e i lavoratori non sanno ancora con quali criteri verranno valutati, per il semplice motivo che, allo stato dell’arte, non esiste nel M.D. un sistema di valutazione formalmente adottato. Mirabile esempio di straordinaria trasparenza e certezza delle regole.
Noi pensiamo che su questa vicenda il Vertice politico si sia incartato: inizialmente ha sottovalutato il problema, come spesso gli succede in materia di personale civile, dimenticando che la soluzione ponte 2014 dovesse essere necessariamente seguita nel 2015 da una soluzione rapida e di carattere strutturale; e, quando se ne è reso finalmente conto, è entrato in confusione, anche perché non è facile trovare una soluzione praticabile, sostenibile ed efficace all’undicesimo mese dell’anno e, al punto in cui siamo giunti, forse sta attendendo la fine dell’anno per giustificare (chissà come) una nuova (ma ardua) soluzione ponte.
Sappiamo che il problema è attenzionato da tempo dagli OO.PP. e dalla stessa PERSOCIV, che hanno segnalato a più riprese lo stallo della situazione che impedisce l’avvio e/o la chiusura dei tavoli negoziali, nazionale e locali, ma senza risultati a tutt’oggi. L’unica cosa prodotta, anche a seguito del grido di allarme da noi lanciato, è stata la “news” del 21 u.s. della D.G. che ripubblichiamo su questa pagina, che forse non convince neppure PERSOCIV stessa atteso che, ad oggi, non sono state ancora convocate le Parti per la definizione dei progetti locali per la distribuzione del FUS 2015.
Alla luce di questo quadro di situazione, abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la nota, pubblicata su questa stessa pagina in allegato 1, con la quale segnaliamo formalmente il problema, nelle more di successive iniziative che stiamo attentamente valutando.
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