Giovedì 26 luglio u.s., la prof. Elisabetta Trenta ha svolto in Senato la sua prima audizione da Ministro della Difesa presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, nella quale ha illustrato le sue “linee programmatiche” . Sul nostro sito, la relazione integrale e il video dell’audizione.
La Ministra è partita delineando gli indirizzi programmatici (tutela del personale civile e militare; protezione del territorio; tutela dell’industria italiana della Difesa; finanziamenti alla ricerca; rivalutazione presenza italiana nelle missioni internazionale e razionalizzazione dell’impiego delle risorse) e indicando le due parole chiave che caratterizzeranno l’azione di governo dei prossimi 5 anni, e che sono “esilienza” (intesa come“la capacità di adattarsi al cambiamento della minaccia, ibrida e dal carattere poliedrico, che il nostro Paese si trova ad affrontare”, e “dual use” “(intesa come “la consapevolezza di dover sostenere, e al contempo ampliare, le opportunità di duplice uso delle capacità della Difesa per scopi non militari e a supporto, appunto, della resilienza stessa”.
A tal riguardo, “sarà promossa la pianificazione e l’implementazione di una vera e propria Strategia Nazionale Sistemica per il potenziamento della Sicurezza Collettiva e della Resilienza Nazionale, da sviluppare attraverso la collaborazione fra Ministeri, ma anche con l’Industria, l’Accademia, la Ricerca e il settore privato”, anche supportando in questo la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In materia di personale, ha Ministra ha segnalato la necessità di tutela (dei rapporti familiari; della condizione generale; della condizione genitoriale; della salute) dei lavoratori sia militari che civili, ma in termini che sono apparsi troppo general generici.
Le promozioni (dei militari, evidentemente) dovranno viaggiare “esclusivamente su criteri meritocratici e con tempistiche coerenti”; sarà realizzato “il continuo aggiornamento del processo di riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare in un contesto di unitarietà del comparto Difesa e Sicurezza”; saranno implementati i programmi occupazionali.
In ordine alla sentenza della C.C n. 120/2018, ha riconosciuto ai militari “il diritto a costituire associazioni professionali a carattere sindacale”.
Temi, questi, tutti cari al personale militare, a fronte del nulla esibito sulle questioni d’interesse dei lavoratori civili.
Sui temi più generali, la Ministra ha riconosciuto il ruolo centrale della NATO e ha detto che “la Difesa, continuerà a promuovere tutte le iniziative per orientare e rafforzare l’Alleanza”; ha sottolineato il ruolo strategico dell’industria italiana della difesa e ricerca (“con questo governo nascerà una Difesa anche delle Imprese, una Difesa della ricerca e dell’innovazione strategica”); sul programma F35 non ha preso impegni, in attesa ”degli esiti di una valutazione approfondita da parte degli uffici tecnici competenti”, come se il problema legato all’acquisto dei 90 caccia fosse solo tecnico e non politico; ha poi mostrato grande attenzione alla cyber defence: “è necessario continuare ad investire, al fine di potenziare ulteriormente le dotazioni strumentali e organizzative di protezione cibernetica e sicurezza informatica, incrementando progressivamente la capacità di contrastare in maniera efficace le minacce”, anche attraverso le attivitàoperative del “neocostituito Comando Interforze Operazioni cibernetiche (CIOC)”.
La Ministra ha poi rivalutato le missioni internazionali (“l’Italia manterrà il proprio ruolo di primo piano e proseguirà il suo sforzo.… i militari italiani continueranno a svolgere – con professionalità, passione e grande senso di responsabilità – quelle missioni che l’attuale governo, con l’ausilio della Difesa riterrà vitali in aderenza all’interesse nazionale”. Un’idea un pò diversa rispetto alle posizioni portate avanti in questi anni dal M5S, o no?
Ultimo tema, la razionalizzazione delle risorse e la lotta agli sprechi (“lavoreremo per la valorizzazione degli immobili anche a supporto e a integrazione delle esigenze locali. Si pensi, per es, alle varie basi navali nelle vicinanze di porti mercantili o turistici che potranno potenziare l’attrazione dei porti civili limitrofi”.
Queste le linee espresse da Ministra. Della discontinuità che Le abbiamo chiesto, ce n’è davvero poca!
Ora la prof.Trenta è alle prese con il problema delle nomine nella Difesa (su questa stessa pagina, in allegato 3, un articolo comparso su La Repubblica)
La sen. Roberta Pinotti, già Sottosegretario nel Governo Letta, è il nuovo Ministro della Difesa. Nella mattinata di sabato 22 u.s., insieme con tutti gli altri membri del nuovo Esecutivo presieduto da Matteo Renzi, ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, in attesa del voto di fiducia delle Camere. Prende il posto del sen. Mario Mauro, che lascia, pare con molta amarezza, il nostro Ministero, e al quale rivolgiamo un cordiale saluto e il ringraziamento per aver riannodato in modo positivo il filo delle relazioni sindacali in ambito Difesa che avevano toccato il minimo storico con gli ultimi due Ministri, l’on La Russa e l’amm. Di Paola.
Roberta Pinotti, nata a Genova il 20 maggio 1961, è laureata in lettere moderne ed ha insegnato italiano nei licei. Esponente del Partito Democratico, già PCI-PDS-DS, è stata assessore alla scuola, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della Provincia di Genova dal 1993 al 1997 e successivamente assessore alle Istituzioni scolastiche di Genova dal 1997 al 1999. Eletta nelle elezioni politiche del 2001 alla Camera dei Deputati, riconfermata nelle elezioni politiche del 2006, è stata nominata Presidente della IV Commissione Difesa, prima donna italiana a ricoprire tale incarico. Alle Elezioni politiche del 2008 è eletta al Senato della Repubblica, ed è stata anche in quella legislatura componente della IV Commissione Difesa. Rieletta sempre in Senato nell’attuale legislatura, ha fatto parte del Governo Letta con l’incarico di Sottosegretario alla Difesa, con delega, tra le altre, alle relazioni sindacali. Dunque, come si può vedere, un politico che si è interessata, in questi anni e in modo continuativo, delle problematiche della Difesa.
Roberta Pinotti è il primo ministro donna nella storia della nostra Amministrazione. Un fatto nuovo e davvero significativo, in un Ministero storicamente e tradizionalmente “maschile” e proprio per questo da sempre appannaggio degli uomini. Salutiamo con grande piacere questa assoluta novità, convinti che la novità di genere possa essere apportatrice di sensibilità e approcci nuovi nella gestione della Difesa.
Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare il seguente telegramma di felicitazioni e di auguri: “Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, prima donna nella storia del Dicastero, Le giungano a nome mio e della O.S. FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro. La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nell’ A.D., e siamo certi che le diverse e tuttora presenti problematiche della categoria troveranno nella S.V. adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali, in continuità con la Sua precedente esperienza di Sottosegretario delegato e con riferimento in particolare alle incombenze legate ai DD. LLgs. attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare. Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”
Il nuovo Ministro troverà sul tavolo una serie di problemi di notevole entità: dall’incredibile e tuttora irrisolta vicenda dei due fucilieri della Marina Militare, detenuti a New Delhi oramai da due anni, al nodo controverso dell’acquisto degli F35, sulla cui affidabilità sono stati sollevati recentemente dei fondati dubbi che parrebbero orientare il maggior partito di maggioranza (PD) a chiederne il dimezzamento negli acquisti (da 90 a 45) e la diversificazione con gli Eurofighter ; dalla nomina dei nuovi vertici dell’AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), il servizio segreto militare, a quelle in Finmeccanica, società partecipata dal Tesoro ma sulla cui governance una parola importante spetta da sempre alla Difesa, al cui vertice sembrerebbe destinato l’amm. Di Paola.; e, infine, la realizzazione del complesso processo di riduzione dello strumento militare di cui ai DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della Legge 244, in cima al quale sta la ripartizione di compiti e funzioni tra aree/ uffici dell’A.D. e di cui al redigendo Regolamento, un impegno questo oltremodo difficile, rispetto al quali appare davvero centrale il rapporto con le Parti Sociali.
(Giancarlo Pittelli)
Il saluto al Ministro nell’Ufficio di GabinettoLe felicitazioni del Vice Capo di Gabinetto al Ministro
Notiziario n. 86 del 9 agosto 2018 – Giovedì 26 luglio u.s., la prof. Elisabetta Trenta ha svolto in Senato la sua prima audizione da Ministro della Difesa presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, nella quale ha illustrato le sue “linee programmatiche” . Sul nostro sito, la relazione integrale e il […]
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