Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di confronto tra OO.SS Nazionali e SMM da un lato e Comandi degli Enti interessati e OO.SS. Territoriali/RSU. dall’altro, tale riorganizzazione e il futuro dei suddetti Enti non ha mai cessato di destare profonda apprensione nella FLP DIFESA. Senza volersi soffermare sulla questione della mancata estensione alle OO.SS. Territoriali/RSU delle Tabelle Organiche (TT.OO.) contenenti incarichi e profili del Personale civile dell’Arsenale di Taranto, seppur FLP DIFESA stigmatizza un comportamento che riteniamo immotivato e illegittimo, registriamo un pericoloso irrigidimento delle relazioni sindacali che consideriamo estremamente grave in un periodo così delicato e importante, in cui si determina il futuro degli Arsenali e dell’Area tecnico-logistica della Marina. Come da tempo rappresentato con preoccupazione da FLP DIFESA, in questa partita si gioca il ruolo stesso dell’Area Industriale della F.A., per la quale noi continuiamo a rivendicare un ruolo pubblico. La nostra O.S. ritiene debbano essere mantenute e reinternalizzate le attività ad alta qualificazione professionale, attraverso un piano di assunzioni di Personale civile che garantisca continuità e il mantenimento di un altissimo livello professionale nelle attività manutentive più sensibili che non possono e non devono essere privatizzate, pena il decadimento delle stesse capacità operative della nostra Marina Militare. La fotografia che già oggi possiamo scattare è quella di una presenza insufficiente di Personale civile rispetto a quella prevista tabellarmente e necessaria a garantire la corretta funzionalità degli Enti. Funzionalità che non può essere garantita senza assunzioni urgenti di personale con qualifiche “ad hoc” ma che, nonostante i ripetuti impegni assunti del Vertice politico del Dicastero, tardano ad arrivare; sia quelle poche già autorizzate con provvedimenti legislativi sia quelle nuove promesse dal Governo.In tale quadro, ci chiediamo quali politiche intenda adottare il Vertice della Marina per risolvere questa gravissima situazione, ormai prossima al punto di non ritorno e soprattutto come pensi di gestire questa fase sempre più emergenziale. Abbiamo avuto modo di leggere le linee guida del CaSMM per il 2020 in cui si fa riferimento, tra l’altro, allo studio di un nuovo piano industriale integrato 2020-2025 per gli Arsenali e CC.TT. Ebbene, sarebbe interessante conoscere su cosa è incentrato questo studio, quali sono i Reparti coinvolti e, in special modo, in che direzione va il “piano industriale” che per la FLP DIFESA non può prevedere esternalizzazioni e privatizzazioni di pezzi dell’Area Tecnico-Industriale. In questa situazione di sofferenza, legata principalmente alla carenza di personale civile, si trovano anche altri Enti della MM – come, a titolo di esempio, le Maristanav – dove l’assenza di assunzioni da un lato – determinata in larga misura dalla L.244/12 – e pensionamenti dall’altro, ne sta mettendo in seria crisi la piena funzionalità. Si pensi anche ai recenti riordini delle Marigenimil e delle Direzioni di Intendenza che, a fronte di un ampliamento dei compiti loro assegnati, hanno mantenuto invariate le posizioni organiche del Personale civile, peraltro ottenute fotografando la situazione attuale. I Vertici della Marina hanno ripetutamente chiesto, anche nel corso di audizioni parlamentari, più Personale civile, consapevoli della garanzia di continuità che questo rappresenta ma poi, sul fronte della valorizzazione delle competenze e delle funzioni dei Lavoratori civili all’interno dell’organizzazione del lavoro, si fa ancora troppo poco. Si assiste, non di rado, a personale militare con doppi e tripli incarichi a discapito dell’impiego di Personale Civile, in special modo dei funzionari, che vedono così frustrate funzioni e competenze. In tale contesto, reclamiamo azioni decise da parte dello SMM affinché il proprio Personale civile sia motivato e valorizzato. Non secondario, in questo quadro di situazione, risulta essere il problema del transito del Personale militare all’impiego civile. Se pur positivo in quanto ha consentito di tamponare l’emorragia di personale dai ruoli civili della Difesa, il fenomeno dei transiti ha portato con sé, al contempo, molti problemi tutt’ora irrisolti: profili professionali di destinazione slegati dalle competenze possedute e spesso incompatibili con le condizioni di salute del transitato, mancanza di formazione per i nuovi compiti che si è chiamati a svolgere e non da ultimo, assegnazione a destinazioni distanti dalla propria famiglia – per effetto della normativa sull’assegnazione nell’ultima Regione di impiego al momento del transito – e con l’impossibilità di usufruire di soluzioni alloggiative a cui poco prima, quale personale militare, si aveva diritto. Per quanto precede, la FLP DIFESA ha richiesto al 1° Reparto di SMM, con lettera allegata sul nostro sito, un incontro urgente per fare un punto di situazione e acquisire nuovi ed ulteriori elementi conoscitivi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE (Federico Cesaretti – Vincenza Teofili)
Si è svolta lo scorso 13 gennaio, in sessione plenaria, la prima riunione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Difesa – nella sua composizione rinnovata con Decreto di SEGREDIFESA del 29/11/2019 (in allegato). Vi hanno partecipato, per conto di FLP Difesa, le colleghe Albertina Pettenella, titolare e Ilaria Gualtieri, supplente, che hanno redatto per noi la nota di seguito riportata:
Dopo il saluto di benvenuto ai partecipanti della riunione plenaria da parte della riconfermata Presidente, Dott.ssa D’Agostino, si è proceduto all’insediamento del nuovo Comitato come risultante dal Decreto di costituzione di Segredifesa del 29 novembre 2019. E’ seguita una breve presentazione di ciascun componente, posto che accanto a diversi componenti storici vi sono molti membri nuovi. Da subito sono state rappresentate le criticità connesse con la scarsa visibilità del CUG all’esterno e in merito la Presidente ha chiesto ai membri di della componente sindacale di sollecitare le proprie OO.SS affinché contribuiscano a dare maggior visibilità alle attività del CUG. Invito non certo rivolto a FLPDifesa che non solo ha sempre fornito il proprio appassionato, fattivo e costruttivo contributo alle attività del CUG ma ne ha, altresì, dato ampio risalto attraverso i propri Notiziari.
E’ stata inoltre rilevata la mancata convocazione, da parte di Persociv, di un rappresentante del CUG alle riunioni negoziali per la sottoscrizione del nuovo CCNI – parte giuridica – della Difesa, come invece espressamente previsto da contratto; in tale sede, la presenza di un delegato CUG in qualità di osservatore è fondamentale per monitorare il rispetto delle pari opportunità e per riferire al CUG sull’eventuale necessità di attivare tutte le iniziative utili a rimuovere condizioni che possano determinare qualsivoglia forma di discriminazione. In merito. il Comitato ha concordato di designare a tale incarico un suo membro a rotazione, su base delle disponibilità manifestate.
Particolare rilevanza, nel corso della riunione, ha assuntoil tema dell’aggiornamento del Piano triennale delle Azioni Positive (PAP), in scadenza in questo mese: tale documento, infatti, è parte della documentazione oggetto di valutazione da parte dell’Organo di Vigilanza Indipendente (OVI) in materia di Performance Organizzativa del Ministero della Difesa. Si è proceduto poi ad un riepilogo, ad opera dei rispettivi referenti, delle attività dei gruppi di lavoro (GdL) attivati dal precedente CUG e che continuano la loro attività:
GdL “Ex Militari Transitati”: è in fase di stesura finale un documento, da presentare al CUG, nella quale saranno esposte le criticità rilevate, in particolare quelle derivanti dalla normativa di settore e per le quali FLP Difesa ha fornito un prezioso contributo sia dal punto di vista statistico che dell’analisi dei dati;
GdL “Monitoraggio dello Smart Working”: sono state esposte le risultanze dell’analisi del progetto sperimentale avviato nella Difesa, evidenziandone i limiti derivanti dalla sperimentazione nelle sole aree centrali.Le altre criticità evidenziate sono state: la mancanza di adeguata formazione, la scarsa diffusione di informazioni in merito alle potenzialità di applicazione della norma, la scarsa pubblicizzazione sia nei confronti delle diverse articolazioni della Amministrazione che dei potenziali fruitori (ddegno di nota il fatto che su 83 posizioni disponibili solo 63 sono state effettivamente coperte); in merito è stata rappresentata una criticità emersa in particolare presso uno degli Enti in sperimentazione, dove è stata adottata una proroga del progetto pilota alla quale non risulta sia stata data adeguata pubblicità e che risulta non aver consentito l’accesso ai posti vacanti. Si auspica ora che gli esiti della sperimentazione consentano, sia pur in ritardo rispetto a quanto previsto dalla norma, una più ampia diffusione nella nostra Amministrazione di questo innovativo metodo di lavoro;
“GdL Area 1^”: è stata preannunciata la predisposizione di una proposta da sottoporre al Comitato, utile a suggerire possibili risposte alle criticità di questa Area, nelle more di una soluzione da adottare nell’ambito di un nuovo sistema di classificazione;
GdL “Tabella di equiparazione”: sono emerse profonde criticità legate sia alla equiparazione del grado di maresciallo senza laurea a profili di area III e fascia economica 3^, sia alla equiparazione del grado di Maggiore ai ruoli dirigenziali del personale civile.
La riunione è stata quindi aggiornata alla seconda metà di febbraio, nella quale verranno sviluppati ulteriormente i temi trattati e si procederà ad un aggiornamento della composizione dei GdL in funzione dell’ingresso di nuovi membri nel Comitato.
Il Coordinamento Nazionale (Federico Cesaretti – Maria Pia Bisogni)
Lasciataci alle spalle l’Epifania e con essa il 2019 e le Festività di fine anno, ci apprestiamo ad iniziare il 2020 con la nostra Organizzazione Sindacale pronta a riprendere il confronto con il Vertice politico e con l’intera Amministrazione per affrontare le tante questioni di interesse del Personale civile della Difesa ancora aperte. Già il prossimo 14 gennaio incontreremo il SSS TOFALO per proseguire il confronto sul tema che più sta a cuore al Personale civile della Difesa e che deve trovare finalmente soluzione: il recupero delle differenze retributive tra il nostro salario e quello del Personale delle altre Amministrazioni del Comparto Funzioni Centrali. Sarà il primo vero banco di prova per misurare se dalle parole si passerà ai fatti, a partire dalle risorse che il Vertice politico metterà a disposizione per colmare questa insopportabile ingiustizia. La nostra proposta di un riconoscimento per via normativa della nostra peculiarità che ci permetta di trovare una soluzione percorribile nell’ambito del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) è nota; ora attendiamo di conoscere, finalmente, qual’è la posizione dell’Amministrazione e quali soluzioni intende adottare concretamente per raggiungere il risultato che tutti sostengono voler ottenere. Altrettanto importante, nel confronto con il Vertice politico, sarà poi l’annoso problema delle assunzioni alla Difesa. Ormai prossimi al punto di non ritorno, per unanime riconoscimento sia di parte sindacale ma anche dell’Amministrazione, siamo ancora in attesa che vengano banditi i concorsi per le assunzioni già approvate. Non sarebbero certo la soluzione del problema ma almeno costituirebbero un primo, positivo, segnale. Sempre a gennaio ci attendono gli incontri con Persociv per definire il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) della Difesa. Anche in questo caso si tratta di una questione fondamentale per il Personale civile poiché il CCNI andrà a disciplinare in dettaglio aspetti fondamentali della nostra vita lavorativa quotidiana come i permessi, le assenze per malattia, la pausa psicofisica, PPL, turni, reperibilità ecc, mettendo mano al precedente CCNI che, a 20 anni anni dalla sua sottoscrizione e con il susseguirsi dei CCNL, dimostra ormai tutta la sua inadeguatezza. FLP DIFESA ha presentato da tempo la propria piattaforma e sarà impegnata con tutte le proprie energie a sostenere i diritti dei Lavoratori della Difesa, anche se dobbiamo registrare, purtroppo, che questa fondamentale partita sarà giocata dalla controparte sindacale ancora una volta a Tavoli separati. Siamo certi che questo presentarsi disuniti non gioverà agli interessi dei Lavoratori; ci auguriamo, perciò, che questo nuovo anno porti consiglio a quelle OO.SS. che ancora non ne sembrano consapevoli. Non meno meritevoli di essere ricordate – ma soprattutto affrontate e risolte – per l’impatto che hanno sull’intero Dicastero sono poi le questioni relative all’Area Industriale della Difesa – che necessita rapidamente di essere rilanciata in termini di risorse umane, finanziarie e progettuali – alle Progressioni Verticali fra le Aree e Orizzontali economiche, alla Mobilità interna volontaria, ai transiti del personale ex militare, allo Smart-Working che non riesce a decollare nel nostro Ministero. Su tutte queste problematiche la FLP DIFESA ha espresso ed esprimerà il massimo impegno per mantenere vivo il confronto con l’Amministrazione, consapevole – grazie al proprio forte radicamento nei territori e fra i Lavoratori – che su queste tematiche le aspettative del Personale civile sono altissime e si attendono risultati concreti.
In ultimo, segnaliamo che sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30/12/2019 è stata pubblicata la L. 160/19 ovvero la Legge di Bilancio 2020 (in allegato 1). Rinviando al comunicato stampa della nostra Federazione FLP per un giudizio più generale sulla manovra, evidenziamo come all’art. 134 della stessa Legge di Bilancio sia previsto il prolungamento sino al solo 2021 dello stanziamento di 21 Mln di Euro per il Fondo Produttività del Personale civile della Difesa, per la quale FLP DIFESA aveva invece richiesto la stabilizzazione in bilancio. Un’amara sorpresa, considerato che avevamo ricevuto assicurazione, anche in occasione dell’incontro con il SSS Tofalo dello scorso 11 dicembre, che lo stanziamento di 21 Mln avrebbe riguardato, perlomeno, il biennio 2021-2022 e non un solo anno. Sempre in Legge di Bilancio, questa volte all’art. 143, segnaliamo la previsione di uno stanziamento, a partire dal 2021, di un fondo di 80 Mln di Euro per l’armonizzazione dei trattamenti economici del personale dei Ministeri. Non possiamo certamente dichiararci pienamente soddisfatti, poiché non si tratta sicuramente di somme capaci di colmare il divario esistente fra le retribuzione dei vari Ministeri (gli 80 Mln riguardano tutti i Ministeri “svantaggiati” e non solo la Difesa), ma rileviamo che qualche piccolo passo nella giusta direzione è stato compiuto.
Vogliamo concludere questo primo Notiziario del 2020 rinnovando l’impegno di FLP DIFESA a fianco delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Difesa per la tutela dei loro diritti e per il riconoscimento della loro professionalità e della dignità di Lavoratori pubblici, come ricordato dal Segretario Generale della FLP Marco Carlomagno nella nota che pubblichiamo qui di seguito in allegato 2.
Ha fatto parecchio rumore, e destato parecchia preoccupazione tra gli ex militari transitati nei ruoli civili del M.D., un articolo (che pubblichiamo sul nostro sito) datato 15 dicembre e diffuso on line con il corredo di una foto molto esplicativa , a firma di Luca Marco Comellini, ex maresciallo in pensione, oggi Segretario del “Partito per la tutela dei diritti dei Militari e Forze di Polizia”. In detto articolo, l’autore paventava addirittura la cancellazione dell’ assegno ad personam previsto dal Decreto I.M. 18.04.2002 per il personale ex militare transitato nei ruoli civili a seguito di giudizio di non idoneità al servizio militare per patologia, e allo stesso attribuito in misura pari “alla differenza fra il trattamento economico goduto ed il nuovo, fino al riassorbimento con i successivi aumenti di trattamento economico…” (art.2, co. 8). Il predetto Segretario Comellini aveva lanciato l’allarme (“ecco il bel regalo che gli ex militari e poliziotti troveranno sotto l’albero” titolava l’articolo a sua firma) sulla base di una circolare del Ministero degli Interni, e paventato che “nei prossimi mesi migliaia di dipendenti pubblici, ex militari, poliziotti e carabinieri, dovranno restituire le somme fino ad oggi percepite a titolo di assegno ad personam”, addirittura con il corredo di un esempio riguardante “il maresciallo delle FF.AA. Tizio” il quale, percettore di una assegno ad personam di € 350 circa, “a dicembre dovrà restituire 3.850 €”. Le cose, sembrerebbero non stare proprio cosi, e vogliamo con il presente Notiziario spiegare il perché.
Tutto origina da una norma della legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013, n. 147), che all’art.1 comma 458, dispone che “ai pubblici dipendenti che abbiano ricoperto ruoli o incarichi, dopo che siano cessati dal ruolo o dall’incarico, é sempre corrisposto un trattamento pari a quello attribuito al collega di pari anzianita’”, con obbligo di adeguamento sin dalla prima mensilità dell’anno 2014 (comma 459 successivo). Una norma, questa, che sin da subito la nostra Amministrazione ritenne non applicabile al personale ex militare transitato ex Decreto IM 18.04.2002 nei ruoli civili del MD, tenuto anche conto del fatto che il l’art. 2209-quinquies del Codice dell’Ordinamento militare , D.lgs. 66/2010, così come integrato/modificato dal D. Lgs. 28.01.2014, n. 8 (peraltro successivo alla L. 147/2013 ), ne dispone addirittura l’estensione ai transiti ordinari nei ruoli civili, sulla base della redigenda tabella di equiparazione. E così in effetti è stato.
Ora, è vero che il Ministero dell’Interno ha emanato una apposita circolare, la n. 333-G del 27.11.2014 che pubblichiamo sul sito, avente per oggetto l’applicazione dei due commi sopracitati della L. 147/2013; è però altrettanto vero che la stessa circolare precisa che “le menzionate disposizioni normative sono da riferirsi ai soli casi di dipendenti provenienti da altre Amministrazioni nelle quali godevano di un trattamento stipendiale più elevato e ai quali veniva attribuito un assegno ad personam…..”. Come , sulla base di questa precisazione del Ministero dell’Interno, si sia potuto paventare per gli ex militari transitati nei ruoli civili della Difesa il pericolo di una restituzione forzosa dell’assegno ad personam percepito nel 2014, è cosa che francamente non capiamo, e con essa l’allarme e la preoccupazione che si sono lanciati.
Peccato davvero che, sulla base di quell’articolo dell’ex mar. Comellini, molti colleghi ex militari non abbiano trascorso forse un bel Natale, pensando di avere sul groppone un debito di migliaia di euro da dover restituire. Anche per questo ci sono arrivate dai colleghi interessati moltissime richieste di informazioni e di precisazioni, alle quali abbiamo già dato risposte rassicuranti, ma che vogliamo ora estendere con questo Notiziario ai tantissimi lavoratori ex militari transitati nei ruoli civili. Lo ripetiamo: alla luce di quanto sopra riferito, e fatte anche le dovute verifiche presso i competenti Uffici centrali della nostra Amministrazione, è da escludere, allo stato, ogni ipotesi di restituzione dell’assegno ad personam 2014.
Si è tenuta nel pomeriggio di ieri a palazzo Caprara la riunione tecnica disposta dal Sottosegretario Rossi a seguito dell’ultimo incontro del 31 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data) e che era finalizzato, con riferimento allo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione in ambito Difesa delle dotazioni conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n.95 (spending review) e di cui al DPCM 22.01.2013, “ad approfondire l’evoluzione e lo sviluppo degli organici del personale civile della Difesa” (fg. Gabinetto Ministro n. 31249 del 5 ago u.s.).
In apertura della riunione, che si è tenuta a tavoli uniti, è stata presieduta dal Capo del 1° Rep. di SMD gen. Franco Marsiglia e ha visto la presenza di tutti gli SS.MM. di F.A. e del Cdo Gen. dell’Arma, sono state illustrate alle OO.SS. , per il tramite di slide che pubblicheremo su questa stessa pagina non appena ci saranno pervenute da SMD, il quadro normativo, le premesse, i criteri e le linee ispiratrici dello schema di DM, che possiamo così sintetizzare:
trattasi di provvedimento con orizzonte temporale al 31.12.2015, meramente transitorio, che poi lascerà il posto ai DPCM triennali di rideterminazione degli organici per raggiungere le 20.000 unità al 2024 (L.244);
è orientato alla riorganizzazione/efficientamento/modernizzazione delle strutture della Difesa, al mantenimento delle professionalità specifiche, alla reinternalizzazione di lavori e servizi e all’offerta degli stessi servizi sul mercato, al rilancio della formazione e allo sblocco del turnover;
i profili prof. da incrementare sono quelli di area tecnica (funzionari/assistenti vari: meccanici; elettronici, edili; grafici; etc.), ma anche di area amministrativa (funzionari/assistenti con competenze contabili);
gli obiettivi sono: il potenziamento dell’area logistica (Poli EI, Arsenali MM e Reparti man. AM) cui si associa la riduzione delle funzioni territoriali; il mantenimento delle aree “centrale” e della “formazione”.
Estremamente interessante la relazione del Capo del 1° Reparto, totalmente condivisibile sul piano delle finalità, ma che però non ci pare abbia dato risposta al problema che noi avevamo posto con la nota al Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 72 del 7.07.2014). In quella nota, avevamo infatti segnalato che “la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” e abbiamo conseguentemente proposto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Le nostre preoccupazioni sulla “rigidità” del sistema sono state peraltro riconosciute, in sede di riunione con FLP DIFESA del 31 lug., dallo stesso on. Rossi, che ha ipotizzato l’inserimento nel primo decreto correttivo di una norma in deroga ai criteri del DPCM 22.01.2013. Ci si chiede allora perché questa norma non sia stata inserita nel D.Lgs. n. 8, risolvendo dunque il problema alla radice. Ma nessuna risposta è arrivata al riguardo.
Sul problema eccedenze in rapporto ai nuovi organici, FLP DIFESA ha ribadito la necessità di una riunione urgente per conoscerne i dati emersi dall’indagine disposta dal Gabinetto (vds. Notiziario n. 96); ha chiesto inoltre di conoscere i numeri relativi ai colleghi ex militari transitati con DM 18.04.2002, suddivisi nei due periodi (2002-2012 e 2012-2014), e il loro computo agli effetti della determinazione delle stesse eccedenze, dati che ci dovrebbero essere forniti nel corso della prossima riunione fissata per l’8 ottobre p.v. .
A margine della riunione, il Cdo Generale CC ha illustrato il provvedimento di razionalizzazione dei Comandi Legione CC Basilicata e Molise (interessata una sola professionalità civile) e di cui alla nota che pubblichiamo sul nostro sito web, mentre la F.A. Aeronautica ha dato informazioni sulla riorganizzazione (dal 1 dic. p.v.) della Sz. RSSTA di Capo Frasca in Poligono, con mantenimento delle attuali articolazioni.
Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 – Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 05 del 20 gennaio 2020 – Si è svolta lo scorso 13 gennaio, in sessione plenaria, la prima riunione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Difesa – nella sua composizione rinnovata con Decreto di SEGREDIFESA del 29/11/2019 (in allegato). Vi hanno partecipato, per conto di FLP Difesa, […]
Notiziario FLP DIFESA n. 1 del 7 gennaio 2020 – Lasciataci alle spalle l’Epifania e con essa il 2019 e le Festività di fine anno, ci apprestiamo ad iniziare il 2020 con la nostra Organizzazione Sindacale pronta a riprendere il confronto con il Vertice politico e con l’intera Amministrazione per affrontare le tante questioni di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 1 del 2 gennaio 2015 – Ha fatto parecchio rumore, e destato parecchia preoccupazione tra gli ex militari transitati nei ruoli civili del M.D., un articolo (che pubblichiamo sul nostro sito) datato 15 dicembre e diffuso on line con il corredo di una foto molto esplicativa , a firma di Luca […]
Notiziario n. 104 del 30 settembre 2014 – Si è tenuta nel pomeriggio di ieri a palazzo Caprara la riunione tecnica disposta dal Sottosegretario Rossi a seguito dell’ultimo incontro del 31 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data) e che era finalizzato, con riferimento allo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione in ambito Difesa […]