L’Amm Eduardo Serra, Comandante Logistico della Marina Militare
Incontro davvero interessante, durato quasi tre ore, quello di ieri 25 luglio a palazzo Marina con il Comandante Logistico di Marina Militare, Amm. E. Serra, incontro da noi richiesto con la lettera al Capo di SMM dell’8 u.s. e dallo stesso poi autorizzato, con invito esteso a tutte le altre OO.SS. (in allegato 1 su questa stessa pagina la nostra lettera; in allegato 2 la risposta dell’Amm. Cavo Dragone).
Ma alcune sigle, in maniera alquanto incomprensibile ancorchè del tutto legittimamente sia chiaro, hanno declinato l’invito a partecipare alla riunione, e non si sono pertanto presentate al tavolo, chiedendo invece di incontrare il Capo di SMM, cosa che per la verità avevamo di fatto già richiesto anche noi nella lettera a lui inviata.
I due momenti (incontro con il Cte Logistico e incontro con il Capo di SMM) non apparivano certamente alternativi l’un l’altro, e si poteva (come abbiamo fatto noi, ma come ha fatto anche la Commissione Difesa del Senato che ha audito l’amm. Serra e non certo l’Amm. Cavo Dragone nella sua veste di nuovo Capo di SMM) molto utilmente discutere di Arsenali e Centri Tecnici con l’Autorità di vertice del settore, in attesa dell’incontro, a valenza certo più generale, con il Capo di SMM.
Dispiace veramente che si sia persa, da parte del fronte sindacale globalmente inteso, una utilissima occasione di confronto sul futuro e sulle prospettive di quegli Enti, e proprio all’indomani dell’audizione del 3 luglio u.s. dell’amm. Serra che ha destato parecchio interesse e che, anche per questo, ci ha portato a richiedere l’incontro. Dispiace, certo, ma ognuno sceglie da sé i propri interlocutori e i propri percorsi.
L’incontro di ieri con l’Amm. Serra e i Suoi collaboratori, al quale hanno partecipato per conto dello SMM il Capo del 1° Reparto Amm. Gregori e il Capo del 3° Ufficio Pers. Civ. C.V. Burzi, è servito ad approfondire temi e problemi rappresentati dal Cte Logistico il 3 luglio u.s. in Commissione Difesa del Senato e relativi agli Arsenali M.M. Abbiamo già dato conto ai colleghi di quella audizione (vds. Notiziario n. 60 del 4.07.2019), diamo ora conto degli approfondimenti avvenuti nell’incontro di ieri.
Il punto di partenza sono state ancora una volta le sofferenze e le forti criticità che da tempo si osservano nei tre Arsenali, ai quali è assegnata la missione di assicurare l’efficienza di navi e sommergibili attraverso cicli manutentivi programmati e interventi riparatori non eseguibili a bordo.
Le criticità nascono fondamentalmente da due elementi. Innanzitutto, la ridotta disponibilità nel corso degli anni delle risorse necessarie agli investimenti in materia di impianti e in ammodernamenti infrastrutturali. E, questo, nonostante la Marina abbia varato nel 2007 il “piano Brin”, che prevedeva un finanziamento totale pari a 300 mln di €, di cui ad oggi sono stati impegnati solamente 140 milioni di €, ai quali si aggiungono altri 30 mln per La Spezia e 37 mln per Taranto per effetto del C.I.S. (contratto Istituzionale di Sviluppo).
Il piano Brin prevedeva: interventi manutentivi, che sono stati realizzati seppur parzialmente; percorsi formativi, anch’essi parzialmente realizzati, e il turnover delle maestranze, in particolare quelle tecniche. Su quest’ultimo punto si è verificato l’intoppo maggiore, in quanto il turnover è stato impedito da due concause: da una parte, le misure di blocco varate dai Governi nel corso di questi anni; dall’altra, i vincoli determinati dal processo di riduzione dello strumento militare avviato con la Legge 31.12.2012, n. 244 che, al 31.12.2024, imporrà la riduzione degli organici civili a sole 20.000 unità.
Guardiamo ai numeri: a fronte delle complessive 2.568 unità organicamente previste, l’attuale consistenza effettiva è di n. 1.779, con una carenza pari al 35% su Taranto, 30% su La Spezia e 50% su Augusta. In caso di invarianza della Legge 244 e in base ai requisiti della L. Fornero, al 31.12.2024 si realizzerebbero queste percentuali di forza lavoro civile presente: 59% su Taranto; 51 % su La Spezia e 47% su Augusta, una situazione pesantissima e peraltro al netto degli effetti della c.d. “quota 100”. Da qui il grido di allarme: se non si procede a nuove e adeguate assunzioni, al 31.12.2024 si avrà il collasso del modello organizzativo, atteso che a quella data le carenze riguarderanno anche i ruoli amministrativi.
La discussione è andata così a finire sul personale ex militare transitato, che per grandissima parte proviene dalla M.M., ma che non potrà in ogni caso rappresentare la soluzione dei problemi. Abbiamo rappresentato all’Amm. Serra la necessità di renderne l’impiego più efficace, di una attribuzione di profili più legata al loro vissuto lavorativo e della necessità di percorsi formativi adeguati, al solo scopo di rendere questi colleghi il più possibile utlilizzabili anche negli Stabilimenti industriali.
Ovviamente, in attesa degli interventi che tutti sollecitiamo (modifiche Legge 244 e piano assunzioni, si veda il documento di FLP DIFESA di cui al Notiziario n. 67 del 23.07.2019), occorre, a giudizio della F.A., fare comunque qualcosa, ed è quello su cui la F.A. è oggi concentrata:
ottimizzare le risorse finanziarie disponibili;
re-internalizzare le attività in specifici settori di eccellenza (girobussole, allineamenti batterie; manutenzione periscopi etc.) e quelle a medio contenuto tecnologico, con effetti benefici sia in termini di minori spese che di maggiore produttività interna, che allo stato non risulta ancora molto elevata (nel periodo 2016-2018, le attività eseguite con risorse interne sono state del 15% a Taranto e La Spezia e del 23% a Augusta);
evitare le re-internalizzazioni delle attività a basso contenuto tecnologico, che necessitano di forti investimenti iniziali in attrezzature e macchinari;
utilizzare in modo ottimale la “permuta di beni e servizi”, offrendo al mercato i propri assetti e servizi in cambio di materiali e di manutenzioni, in particolare sul versante infrastrutturale;
infine, procedere a ritocchi ordinamentali che assicurino un migliore efficientamento degli enti, nel quadro però di una piena riaffermazione del ruolo pubblico degli Enti e della validità dell’attuale modello.
A tal riguardo, e non poteva che essere altrimenti, il confronto con COMLOG e 1° Reparto è virato sulle risultanze attuali del processo di riordino di Arsenali e CC.TT ex art. 2259-sexies del COM, la cui l’ultima tappa è stata l’incontro nazionale di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 114 del 17.10.2018.
Il punto attuale di situazione è questo: conferma del DM 31.12.2015 per Augusta, da cui è già scaturita la configurazione degli EdO a valle dei Reparti con OdG n. 214 del 30.04.2019; per Taranto e La Spezia, invece, lo SMM ha inviato al Gabinetto gli schemi con i nuovi decreti di struttura modificativi dei DD.MM. 31.12.2015, dai quali poi scaturiranno gli OdG con le nuove strutturazioni degli EdO a valle dei Reparti.
A tal riguardo, abbiamo chiesto e ottenuto un impegno preciso da parte dello SMM affinchè, a settembre, vengano calendarizzati incontri con le Rappresentanze locali a Taranto e Spezia per discutere: o dei nuovi decreti di struttura, se già emanati, o dei contenuti degli schemi con le informazioni necessarie anche sulla nuova struttura a valle
Il “piano industriale” di F.A. prevede inoltre la valorizzazione delle specificità dei singoli Stabilimenti in relazione alle diverse realtà territoriali, un percorso in via di studio da parte di M.M., ma con alcune esperienze già avviate: quella delle attività su La Spezia a favore delle Marine straniere, per esempio.
La seconda parte del confronto ha riguardato le situazioni specifiche dei tre Stabilimenti, e sono emerse novità importanti.
In primis per Augusta: l’amm. Serra ci ha detto che sono in fase avanzata le trattative per la donazione a M.M. da parte della Regione Sicilia di un bacino galleggiante di 19.000 tonnellate, funzionante e in grado di ospitare anche le nuove unità navali militari, il che darà nuova linfa all’Arsenale e all’intero territorio e risponde alle sollecitazioni delle Rappresentanze locali, tra cui quelle di FLP DIFESA, che ha redatto un documento che abbiamo consegnato all’Amm. Serra.
Per La Spezia: abbiamo rappresentato che il piano Brin è in forte ritardo e che l’unica officina polifunzionale necessita ancora di interventi, e non si sa se ne sia prevista una seconda. Inoltre, l’officina artiglieria che lavora per la Marina francese è situata ancora in una vecchia officina. Infine, si potrebbe sviluppare un progetto museale all’interno dello Stabilimento, collegato al museo navale spezzino e che veda l’utilizzo di unità navali e subacquee riadattate per il turismo militare.
Per il CCSN, trovano conferma gli intendimenti della F.A. di modificarne in un qualche modo la natura, da Centro di sperimentazione autonoma a Ente con funzioni di supporto inserito nell’organizzazione logistica tipo Ufficio studi. Scelta, questa, che non ci pare incontri molto le desiderata locali.
Per Taranto: il piano Brin per le strutture e gli impianti è in fase avanzata, anche grazie alle risorse aggiuntive del CIS; l’Officina polifunzionale 4 è in corso di completamento; il Bacino Ferrati è stato completato in tempi più ridotti ed ha consentito l’ingresso di nave Cavour (lavori ultimati nel 2020), poi si potranno manutenere unità navali di più grandi dimensioni non solo militari ma anche civili; si dovrà continuare ad utilizzare anche l’indotto locale in alcune attività di metalmeccanica; il progetto di musealizzazione di alcune officine è stato di recente finalizzato, valorizzando così il turismo nel territorio.
Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis, una volta autentico vanto dell’A.D. e oggi, a causa delle scelte miopi e suicide operate in passato, in grandissima sofferenza e con crescenti criticità in ragione soprattutto della limitatezza delle risorse e del turnover. Fu anche per questo motivo che, in sede di confronto con A.D. sugli schemi dei decreti attuativi (luglio 2013), le OO.SS. posero in particolare l’accento sul riordino degli Stabilimenti industriali, e non a caso la norma che ne derivò (art. 2259-sexies COM, come introdotta dal D.Lgs n. 8/2014), fortemente voluta dalle Parti sociali, era sostanzialmente incentrata su due operazioni: “internalizzazioni” e “civilizzazione”.
Oggi, a distanza di oltre due anni da quel confronto, possiamo dire che il riordino degli Stabilimenti industriali del MD, sicuramente i più in vista sotto il profilo della presenza civile, sta procedendo in una direzione opposta a quella prevista dal D. Lgs. n. 8: invece di “internalizzazioni” e “civilizzazione”, assistiamo sistematicamente a persistenti e crescenti “esternalizzazioni” e a massicce iniezioni di personale militare collocato in posizioni apicali e al posto dei nostri funzionari. Una situazione davvero inaccettabile, che gli Stati Maggiori hanno giorno dopo giorno costruito ad arte, e alla quale hanno indirettamente contribuito anche CGIL-CISL-UIL che oggi chiedono a gran voce il “Regolamento” sulle funzioni del personale civile (art. 1 D.Lgs n. 7/2014), ma dopo un anno abbondante di colpevole disattenzione e anche di sorrisini ai tavoli ogni qual volta FLP DIFESA ne denunciava la non attuazione. Un obiettivo, quello perseguito dagli SS.MM., che di certo guarda anche alla previsione dell’art. 280 del Libro Bianco , che afferma che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali del MD e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”. E il cerchio così si chiude!
In questo quadro a tinte fosche e con prospettive per noi civili assolutamente allarmanti, posto che la soluzione finale sembra essere proprio la fine degli Stabilimenti industriali per come sinora l’abbiamo conosciuti, onestà intellettuale ci impone comunque di differenziare tra loro l’operato degli SS.MM. Per quanto attiene il riordino degli Stabilimenti industriali dell’Esercito, già avvenuto attraverso i DD.MM. 31.12.2014 registrati alla Corte dei Conti il 24.03.2015, va detto che le non internalizzazioni e la militarizzazione delle posizioni di lavoro, in particolare nel settore delle lavorazioni, ne hanno costituito certamente i connotati essenziali, come sta avvenendo oggi nel riordino degli Arsenali della Marina. E noi questo lo abbiamo detto con forza, basta leggere il nostro documento sul riordino dei Poli che abbiamo consegnato a SME e che riporta il nostro giudizio conclusivo (vds. il Notiziario n. 81 del 27.07.2015). Abbiamo però riconosciuto, all’interno dello stesso documento, che Stato Maggiore Esercito aveva aperto un confronto vero con il Sindacato, sul piano nazionale prima e sul piano locale poi, presentando le proprie proposte di organigrammi e incarichi nei singoli Poli e gli schemi di provvedimento. Dunque, almeno sul piano del metodo, va riconosciuto a SME trasparenza e coinvolgimento pieno delle Parti sociali.
Esattamente l’opposto di quanto sta avvenendo in ambito Marina, dove il tratto essenziale del riordino di Arsenali e Centri tecnici è costituito dalla poca trasparenza delle scelte di riorganizzazione e dalla esclusione di fatto del Sindacato, sul piano nazionale e ancor di più sul piano locale. Scelte tutte di SMM, nel merito peraltro poco condivise dalla stessa Dirigenza degli Stabilimenti, che si è trovata un riordino di fatto imposto, senza alcun legame con le situazioni e con le esigenze reali degli Stabilimenti.
Con queste premesse, e anche alla luce dei più recenti accadimenti, abbiamo scritto l’allegata lettera all’amm. G. De Giorgi, Capo di SMM, nella quale denunciamo i fatti e chiediamo un incontro.
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia
Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, risultano nei decreti definiti solo sino al primo livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.
Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.. Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali. Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).
In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione, l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C: 8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto). Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.
C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM. A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche, e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne gli sviluppi e/o le risultanze (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.
Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.
Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi. Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v., partirà finalmente il confronto con l’A.D. per la definizione dei “criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non dirigente”, secondo la previsione contenuta nel D. Lgs. 28.01.2014, n 7 e con riferimento al “Regolamento” previsto dall’art. 1. Approda dunque ad un primo risultato operativo una questione che tocca profondamente il cuore della tanto invocata, ma mai realizzata, “civilizzazione”, a nostro avviso la “madre” di tutte le questioni che toccano il personale civile della Difesa, atteso che attraverso questa strada sarà possibile definire un quadro di regole che assicurino la differenziazione di impieghi e di responsabilità rispetto alla componente militare. Una questione che la nostra O.S. ha posto da lungo tempo al primo posto della propria piattaforma, inizialmente in totale solitudine, e oggi fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle. Ha anche trovato conferma nel Sottosegretario, a seguito di nostra precisa domanda, che il confronto sul “Regolamento” ricomprenderà anche la riorganizzazione dell’area del Segretariato (SGD; DD.GG.; UU.CC. e UU.TT.TT.) discendente dal DL 6.7.2012, n. 95 che ancora, a differenza di altre Amministrazioni Centrali., non si è ancora concretizzata in un provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Vedremo quali saranno gli sviluppi del confronto e le sue risultanze conclusive, per il momento registriamo in positivo e con molta soddisfazione l’impegno di apertura del tavolo a breve.
La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, come noto, aveva come punto all’o.d.g. la definizione delle procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e la revisione di quelle relative alla mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”) connessa con i provvedimenti di riordino di Enti del M.D.. A tal riguardo, l’Amministrazione ha inviato alle OO.SS. le proprie proposte (schemi di procedura e criteri per la formazione delle graduatorie, che pubblichiamo su questa pagina), che presentano qualche elemento di novità rispetto a quelle oggetto dell’ultimo confronto tecnico del 20.01.2014 (si veda il Notiziario n. 4 di pari data).
Per quanto attiene la mobilità volontaria, la nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario i punti per noi essenziali, già rappresentati nei precedenti confronti tecnici: l’allineamento alle procedure in essere nelle altre Amministrazioni e che prevedono bandi di norma annuali; la inderogabile necessità di eliminare i pareri – oggi praticamente vincolanti – degli OO.PP., affidando alla nostra Direzione Generale il ruolo di pieno gestore della procedura in un quadro di regole ben definite, come avviene peraltro nelle altre AA.CC., e non solo quello di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti da parte degli OO.PP.; infine, la previsione di deroghe/garanzie per situazioni gravi e legge 104.
Le proposte pervenute dall’A.D. presentano significative aperture sui punti da noi ritenuti essenziali, ad esclusione dei “pareri” che vengono ancora riproposti: in modo un po’ più attenuato a livello di Ente (“relazione funzionale del datore di lavoro”), e ancora ben marcato ed evidente a livello di Organo Programm. Trattasi della questione sulla quale si era arenato il precedente confronto, che purtroppo è stata nella sostanza riproposta. Noi non siamo d’accordo, continuiamo a non essere d’accordo. Gli artt. 95 e 106 TUOM, posti a fondamento del “parere”, pongono in capo ai Capi degli OO.PP. “la determinazione…. delle esigenze di personale civile per gli EDR del MD”: ebbene, l’individuazione delle “esigenze funzionali per aree e profili professionale” ai fini dei bandi di mobilità danno attuazione a quella norma del TUOM, e configurano l’espressione di fatto di un “parere” a monte della procedura, senza bisogno di reintrodurlo a valle introducendo elementi discrezionali che oggettivamente confliggono con una ordinato sviluppo della procedura, e rappresentano un unicum rispetto alle altre AA.PP. . Inoltre, il mantenimento del “parere” non assicura la gestione piena della mobilità da parte di PERSOCIV.
Per quanto riguarda la mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”), la questione da noi a suo tempo posta (anche qui praticamente in solitudine) riguardava la necessità di ottimizzare e semplificare la procedura prevista dal CCNI Difesa del 6.7.2000, ma nel quadro di un principio intangibile: la definizione condivisa dei piani di reimpiego. Un principio sin qui perseguito e applicato, e che ha consentito la gestione di migliaia di reimpieghi in modo sostanzialmente indolore, senza operazioni di macelleria sociale. Si tratta di un principio che per noi dovrà essere salvaguardato e continuare ad essere il nerbo della nuova procedura, e su questo abbiamo invocato una chiara risposta da parte dell’A.D., atteso che nella nuova procedura questo principio andrà declinato in modo espresso e chiaro, in particolare per quanto attiene la “partecipazione alle OO.SS. nazionali”, che, messa così, non chiarisce la vera sostanza della relazione.
Per entrambe le due tipologie di mobilità, quella volontaria e quella collettiva, la proposta venuta dell’AD contiene sia la nuova procedura che i criteri per la formazione della graduatoria, che sono già pubblicati sul nostro sito. Al riguardo, avendo già sforato i tempi assegnati al nostro tavolo, non abbiamo potuto completare l’avviata esposizione delle nostre osservazioni tecniche e delle nostre proposte al riguardo, motivo per il quale, su invito dell’on. Rossi, li riverseremo in una nota scritta che invieremo nella prossima settimana al Gabinetto, a premessa del successivo incontro che sarebbe utile avesse carattere tecnico, prima del tavolo politico conclusivo nel quale –se ci troveremo d’accordo – dovrebbe essere siglato uno specifico protocollo, seconda la finalizzazione da noi auspicata e che, a nostra richiesta, ha trovato conferma da parte del Sottosegretario.
In conclusione, giudichiamo in modo positivo questa ripresa del confronto su una materia di grandissimo interesse dei lavoratori, e auspichiamo che questa volta si possa chiudere rapidamente e in modo soddisfacente.
Nel corso della riunione, abbiamo anche rappresentato al Sottosegretario il corposo ritardo che si sta accumulando in materia di distribuzione del FUA 2015, che vede oggi, sul livello nazionale non ancora avviata la trattativa e, sui tavoli locali, tutta una serie di criticità, di cui abbiamo ampiamente riferito nel nostro precedente Notiziario n. 71 del 29 u.s. . Il problema sta nel mancato scioglimento da parte dell’A.D. del nodo relativo al sistema di valutazione delle performance individuale. Atteso che siamo oramai arrivati a luglio, il che rende quantomeno problematico l’avvio della “performance”, al solo fine di sbloccare l’attuale stallo abbiamo chiesto al Sottosegretario che venga valutata la possibilità di una “soluzione ponte” per l’anno in corso, sul tipo di quella adottata in ordine alla distribuzione del FUS 2014, con il conseguente differimento al 2016 del sistema di valutazione della performance individuale, rispetto alla quale abbiamo comunque ribadito le nostre riserve di base e i nostri intendimenti, già da tempo comunicati all’on. Rossi con nostra lettera del 31 gennaio 2015, pubblicata su questo nostro sito in allegato al Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2015.
Infine, in materia di esternalizzazioni, il Sottosegretario ha negato contraddizioni tra Libro Bianco e D. Lgs. n. 8., da noi segnalate. Ne riparleremo nell’apposito riunione prevista nel corrente mese di luglio. Questi, in sintesi, i contenuti e le risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, nella quale, dopo molti mesi di continui rinvii e di non risposte, abbiamo finalmente percepito un nuovo clima di attenzione e di confronto costruttivo e positivo con il Sindacato. Speriamo duri, ce n’è davvero bisogno.
Chiudiamo con un’ultima importante informazione. Di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario, abbiamo trovato in sede un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala, nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali ex art.3 D.Lgs 165/2001” (da far recepire nel DDL delega Madia – attualmente all’esame della 1^ Commissione della Camera – che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri, ipotesi rispetto alla quale ci risulta anche depositato un emendamento da parte di un deputato ex M5S), e anche l’intendimento di reperire “200mil nel bilancio 2015da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare strano che non si sia mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali. A tal proposito, attesa la grande rilevanza politica di entrambe le questioni, abbiamo già inviata alla Ministra Pinotti una richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”.
Notiziario FLP DIFESA n. 69 del 26 luglio 2019 – Incontro davvero interessante, durato quasi tre ore, quello di ieri 25 luglio a palazzo Marina con il Comandante Logistico di Marina Militare, Amm. E. Serra, incontro da noi richiesto con la lettera al Capo di SMM dell’8 u.s. e dallo stesso poi autorizzato, con invito […]
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Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015 – Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi. Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v., partirà finalmente il confronto con l’A.D. per la definizione dei “criteri per l’attribuzione […]