Notiziario FLP Difesa n. 45 del 13 luglio 2022 –

COVID19

Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 21 del 13 luglio 2022, che riferisce le valutazioni di FLP in merito alla recrudescenza della pandemia da COVID19 e alle sue ricadute sulla popolazione e sui lavoratori, a seguito dell’abbassamento delle misure di prevenzione:

Gli ultimi avvenimenti testimoniano come avessimo visto giusto quando nei mesi scorsi come FLP lanciammo l’allarme legato all’abbassamento delle misure di prevenzione sanitaria legata alle nuove varianti Omicron, al depotenziamento del lavoro agile, e da ultimo alla mancata esplicita tutela dei lavoratori fragili, lasciati alla discrezionalità e alla responsabilità dei medici competenti delle singole Amministrazioni, misure che comunque, a prescindere dalle loro variegate decisioni, a invarianza normativa, scadono il 31 luglio 2022.

Nei mesi scorsi inoltre, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, che ha comportato un forte innalzamento dei prezzi legati ai combustili, e dell’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature che ancora si registrano e che probabilmente ci accompagneranno per i prossimi mesi, abbiamo scritto a Draghi e ai Ministri Brunetta e Franco, chiedendo di utilizzare e incentivare il lavoro agile semplificato in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte in lavoro agile e da remoto.

Misure necessarie sia per contrastare la ripresa dei contagi e tutelare la salute, che per andare incontro alle spese sostenute per raggiungere gli uffici dai lavoratori e dall’utenza (uffici spesso non a norma). Per non parlare del contributo ad alleggerire il traffico nelle ore di punta, diminuire le emissioni di ossido di carbonio, conciliare i tempi di vita e di lavoro in periodi di chiusura delle scuole e la mancanza di servizi alternativi.

In queste ore circolano anticipazioni di stampa che, a fronte del possibile e paventato imminente blocco della fornitura del gas dalla Russia, descrivono le iniziative che il Governo intenderebbe mettere in campo per contrastare il deficit energetico, che tra le altre prevederebbero la chiusura degli Uffici pubblici alle 17,30, interventi sulle temperature massime da rispettare negli Uffici (19 gradi in inverno e 27 in estate), riduzione dell’illuminazione pubblica del 40 per cento e altro. Misure che non contrastano il caro energia, ma che aggiungono all’aggravio economico che c’è e ci sarà anche notevoli criticità connesse alla sicurezza e alla vivibilità dei posti di lavoro. Nessun accenno invece al lavoro agile e al lavoro da remoto.

In questi mesi le nostre richieste sono purtroppo rimaste inascoltate da un Governo che su queste vicende ha assunto colpevolmente un atteggiamento tutto mirato a un “libera tutti” che, ben lungi dall’aumentare l’efficienza e la qualità dei servizi resi a cittadini e imprese (che nei mesi di pandemia e di lockdown hanno funzionato sempre e nella stragrande maggioranza molto bene), ha assecondato le spinte di chi reclamava il ritorno di tutti e per tutti i giorni negli uffici. Questo per dare, a loro dire, ossigeno alle attività commerciali site nelle vicinanze dei grandi plessi, dimenticando che il nostro tessuto produttivo è fatto di centinaia di migliaia di attività che non sorgono necessariamente nelle vicinanze dei grandi Uffici pubblici, essendo questo Governo permeato da una visione di Pubblica amministrazione in gran parte influenzata dal ritorno di Brunetta e dalla tecnocrazia ora al vertice di Palazzo Chigi e del MEF, che ha costruito le sue fortune negli ambiti più burocratici e ostili al cambiamento nel nostro Paese: quelli della Ragioneria Generale dello Stato.

Atteggiamento reiterato anche sulle misure per contrastare il caro energia limitate per il lavoro pubblico unicamente come dicevamo sopra, a proposte di chiusura anticipata degli Uffici o alla riduzione dei consumi per il condizionamento e il riscaldamento.

Ma la gravità della situazione su tutti gli ambiti da noi denunciati è tale che non può rimanere inascoltata.

Ribadiamo la richiesta di implementare il lavoro agile mediante il superamento dell’inaccettabile previsione, inserita da Brunetta prima nel DM di Ottobre 2021 e poi surrettiziamente nel DM sui PIAO, della prevalenza del lavoro in presenza rispetto a quello in modalità agile pur in presenza di attività “smartabili”, il pieno rispetto del CCNL delle Funzioni Centrali 2019/2021 e dell’autonomia delle singole Amministrazioni. Chiediamo che il lavoro agile venga utilizzato al massimo come strumento di contenimento delle emergenze sanitarie ed energetiche. Prevedendo che i costi, o i minori introiti, derivanti dalla modalità lavorativa e dall’utilizzo di dotazioni e utenze dei singoli lavoratori, vengano remunerati dando piena applicazione alla norma che abbiamo voluto con forza all’interno del nuovo CCNL, utilizzando quote aggiuntive da inserire nei FRD derivanti da quota parte dei risparmi contabilizzati dalle singole Amministrazioni.

Appare infatti del tutto contradditorio che il Governo faccia ripartire di fatto una campagna di nuove vaccinazioni sempre più generalizzata e poi chiuda gli occhi di fronte ai milioni di contagi che in questo mese si stanno registrando e che stanno portando di nuovo a situazioni di estrema criticità nell’assistenza sanitaria, negli ospedali, nei mezzi di trasporto e nella funzionalità dei servizi. Così come mette in campo piani straordinari di Austerity e poi dimentica il lavoro agile e quello da remoto.

Sulle tutele per i fragili abbiamo sollecitato oltre che il Governo anche i gruppi parlamentari affinché venga prevista, nel primo provvedimento utile, la proroga del lavoro agile full time per detto personale. Gli emendamenti da noi sollecitati al “DL Aiuti” non sono passati per l’ostracismo della summenzionata “Ragioneria” che ha osservato la mancata copertura finanziaria nella parte in cui si disponeva che in mancanza di attività che potevano essere svolte da remoto, vi sarebbe stata l’equiparazione ai fini retributivi al ricovero ospedaliero. E’ stato approvato un OdG che impegna comunque il Governo a inserire tale proroga in un prossimo provvedimento, e su questo, e per questo, siamo impegnati.

Ci aspettano giorni difficili per l’aumento incontrollato dell’inflazione, delle materie prime, della mancata tenuta degli stipendi e dei salari, rinnovati con cifre esigue sulla base di algoritmi del decennio scorso, o non ancora rinnovati, che impoveriscono sempre di più larghe fasce di popolazione. Inflazione che colpisce anche pensionati e soprattutto le giovani generazioni che pur in una fase di ripresa della richiesta, si vedono offrire solo contratti a termine sottopagati, o lavoro in nero. Argomenti che necessitano di soluzioni e su cui un Sindacato come il nostro e la nostra Confederazione, non mancheranno di attivare tutte le proposte e le iniziative necessarie.

In tale scenario le proposte sul lavoro agile trovano piena cittadinanza e centralità: perché batterci per non abbandonare e anzi implementare tale modalità lavorativa, significa battersi per la tutela della salute, della sicurezza sui posti di lavoro, della vivibilità delle nostre città e dei posti di lavoro, per una migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro, per la modernizzazione delle nostre Pubbliche Amministrazioni, dei modelli organizzativi e dei processi lavorativi, per la maggiore fruibilità dei servizi per cittadini e imprese, per la valorizzazione del personale in servizio e di quello che dovrà essere reclutato all’interno di un Piano di assunzioni generalizzato, non più rinviabile, e soprattutto non basato su contratti a termine o ad personam.

                                                                                                               La Segreteria Generale FLP

            Sottoscriviamo appieno il documento della nostra Federazione, e assicuriamo tutto il nostro impegno affinchè il lavoro agile trovi pieno dispiego per tutte le attività smartabili, intanto come strumento di contrasto alla diffusione delle nuove varianti del COVID, ma anche come strumento di contrasto all’emergenza climatica, oltrechè come modalità lavorativa cui in altri paesi è già pienamente riconosciuta efficacia ed efficienza, perché non vogliamo che la PA resti ancora una volta condizionata dalle retrograde posizioni del ministro Brunetta.

Cordialissimi saluti a tutti i colleghi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 48 del 18 maggio 2020 –

Il Ministro Lorenzo Guerini in audizione

E’ stata tenuta il 14 maggio scorso, di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, l’audizione in videoconferenza del Ministro Guerini sulle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19 nella Difesa.

Il ministro ha innanzitutto ringraziato tutto il personale militare e civile della Difesa nelle diverse articolazioni (EI, MM, AM,  CC e AID) per essere stato in prima linea in un momento così difficile e doloroso della vita del Paese, in una crisi senza precedenti, dimostrando fin dall’inizio professionalità, determinazione e competenza, e attivando a tal fine i propri settori della Sanità, Logistica e Sicurezza e proponendo un modello apprezzato e valorizzato in Italia e anche all’estero.

Questi gli interventi in Sanità ricordati dal Ministro: sono stati messi a disposizione per il territorio nazionale e in particolare per le zone rosse nel complesso 470 sanitari fra militari e civili, in coordinamento con la Protezione civile; e inoltre ospedali da campo a Piacenza, Crema, Rieti; nelle navi Cavour e Etna sono stati messi a disposizione 40 posti letto tra terapia intensiva e subintensiva. E dal 29 aprile sono disponibili al Celio 250 posti letto per terapia intensiva e subintensiva. Sono stati eseguiti molti screening preventivi. E sono stati fatti numerosi interventi di sanificazione delle RSA. Tutte queste attività sono state finanziate con il decreto Cura Italia con 34,6 milioni, di cui 700.000 € per il Farmaceutico di Firenze. E’ in previsione per il futuro, nel quadro di un potenziamento complessivo della Sanità militare, l’aumento di personale medico e paramedico, l’assunzione di nuovi chimici e biologi e l’incremento delle attività di prelievo e analisi dei tamponi, di diagnosi e di sanificazione.  Per spese sanitarie e DPI il Governo ha stanziato risorse per 3,8 milioni alle FF.AA. e cc per spese sanitarie e DPI, anche tenuto conto che è stata assicurata la continuità del servizio.

L’on Guerini ha poi ricordato il notevole contributo fornito nell’emergenza da Agenzia Industrie Difesa con la collaborazione con il Privato per la produzione di respiratori e ventilatori per terapie intensive, con la produzione di 3000 l. al giorno di disinfettante anche per l’estero (Farmaceutico Firenze) e la produzione a Torre Annunziata di mascherine.

Infine, il Ministro ha ricordato l’impegno del settore Logistico, che ha fornito 20 siti in posizione strategica per lo stoccaggio dei DPI, e aerei e trasporti da terra per la distribuzione e il trasporto dei DPI, dei pazienti e delle vittime, con il coordinamento in apposita sala operativa. E, con “Strade sicure” sono state rese disponibili 253 unità per i controlli.

Queste i contenuti più significativi della relazione del Ministro, alla quale sono poi seguiti prima gli interventi dei parlamentari e poi la replica conclusiva del Ministro nella quale ha ripreso e ribadito i punti più importanti della sua relazione.

Il quadro che ne è emerso, e con il quale concordiamo,  è quello di un Dicastero che, nell’emergenza Covid-19, ha fornito una grande prova, con i suoi uomini e con le sue strutture, che hanno dimostrato una ottima capacità di resilienza.

Ciò detto, però, non possiamo fare a meno di notare come alcune criticità e sofferenze che si sono appalesate in questa emergenza, e che hanno toccato più da vicino il personale civile, non abbiano trovato posto nell’intervento del Ministro. Ci riferiamo in particolare all’ incredibile deficit di informazione nei confronti delle OO.SS. osservato in questi mesi sia sul livello politico che su quello più strettamente tecnico (Organi programmatori), che è plasticamente rappresentato dalla totale mancanza di ogni confronto tra OO.SS. e AD per tutto marzo e aprile, mentre nelle altre PP.AA. si susseguivano ripetuti incontri tra le Parti, fino all’avvio del confronto ai primi di maggio che ha portato alla sottoscrizione del “protocollo nazionale” sulla fase 2. Ci riferiamo alle criticità emerse sul piano locale, con tante, troppe applicazioni differenziate dell’art. 87 del DL 18/2020 in materia di lavoro agile, con molti Comandanti/Dirigenti che hanno negato lo S-W come modalità ordinaria di lavoro. E ci riferiamo soprattutto alle notizie apparse sui media, e da noi denunciate nel Notiziario n. 45 dell’11 maggio u.s. , circa il fatto che nello schema del “decreto di aprilepoi ribattezzato “decreto rilancio”, era previsto che il Ministero della difesa, per il tramite di Difesa servizi S.p.A., ai sensi dell’articolo 535 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, potesse “stipulare convenzioni ovvero accordi comunque denominati con soggetti pubblici o privati, volti ad affidare in uso temporaneo zone, impianti o parti di essi, bacini, strutture, officine, capannoni, costruzioni e magazzini, inclusi nei comprensori militari”, il che ci  appare come una possibile liquidazione del nostro patrimonio logistico-industriale e fa intravvedere nubi oscure all’orizzonte.

Avevamo sperato e sollecitato una marcia indietro al riguardo, o quantomeno che il Ministro ne parlasse spiegandone ragioni e motivazioni nel corso dell’audizione parlamentare. Non ne ha per nulla accennato, e per la verità neanche uno solo dei parlamentari presenti all’audizione ne ha chiesto conto all’on. Guerini. Ne prendiamo atto, attenderemo la pubblicazione in G.U. del DL, e poi avvieremo una nostra iniziativa finalizzata a fare luce sui reali intendimenti al riguardo da parte della Difesa

Sul questa pagina rendiamo disponibile il link con la registrazione audio video dell’audizione.

Cordiali saluti.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari

Allegato: il video integrale dell’audizione parlamentare del Ministro Guerini

 

 

Emergenza


FLP scrive a Draghi, Brunetta e Franco e chiede di utilizzare e incentivare il lavoro agile semplificato in tutti i casi e per tutte le attività telelavorabili per affrontare la recrudescenza della emergenza energetica, sanitaria e climatica conseguente alla diffusione delle nuove varianti del COVID, all’abbassamento delle misure di prevenzione sanitaria, al depotenziamento del lavoro agile, alla mancata esplicita tutela per i lavoratori fragili, lasciati alla discrezionalità e alla responsabilità dei medici competenti delle Pubbliche Amministrazioni

13 Lug 2022 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 45 del 13 luglio 2022 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 21 del 13 luglio 2022, che riferisce le valutazioni di FLP in merito alla recrudescenza della pandemia da COVID19 e alle sue ricadute sulla popolazione e sui lavoratori, a seguito dell’abbassamento delle misure di prevenzione: Gli ultimi avvenimenti […]


L’audizione in Parlamento del Ministro Guerini. Plauso generale alla performance della Difesa nell’emergenza Covid-19. Ma neppure un accenno al deficit di informazione e confronto con le OO.SS. in marzo e di aprile, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni su diverse questioni, dalla disomogenea applicazione del lavoro agile allo schema del DL rilancio, che autorizzerebbe convenzioni e accordi con privati per l’uso di beni della Difesa, che alimenta dubbi sulla possibilità di liquidazione del nostro patrimonio logistico-industriale. Il video integrale dell’audizione

18 Mag 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 48 del 18 maggio 2020 – E’ stata tenuta il 14 maggio scorso, di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, l’audizione in videoconferenza del Ministro Guerini sulle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19 nella Difesa. Il ministro ha innanzitutto ringraziato tutto il personale militare e civile […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: