Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 16 settembre 2019 –
Gli onn. G. Calvisi (sopra nella foto) e A. Toffalo, nominati dal CdM Sottosegretari di Stato alla Difesa
Il Consiglio dei Ministri (CdM), nella riunione del 13 settembre u.s., ha nominato quarantadue Sottosegretari, dieci dei quali assumeranno le funzioni di Vice Ministro, che vanno così a completare la squadra di governo. Su questa stessa pagina, in allegato, il comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi con tutte le nomine.
Per la Difesa, una conferma e una novità. La conferma è quella dell’on. Angelo Toffalo, già Sottosegretario alla Difesa nel precedente Governo; la novità invece è quella data dalla nomina del dell’on. Giulio Calvisi, poco noto al grande pubblico e dunque anche a gran parte dei lavoratori civili.
Questi comunque i loro profili personali e alcune note biografiche rintracciate sul web.
ANGELO TOFALO: è nato a Salerno il 20 aprile del 1981. Ingegnere civile, è stato eletto nel 2013 alla Camera dei Deputati nelle file del M5S. Dal 5 giugno 2013 è entrato a far parte del COPASIR e dal novembre di quell’anno è entrato nella Commissione Difesa della Camera. Rieletto nelle politiche del 2018, è stato Sottosegretario nel Governo Conte 1, diventando famoso per alcune foto che hanno fatto il giro del web e poi per un video postato su FB che ha a suo tempo innescato una polemica con i COCER, che avevano addirittura chiesto alla Ministra il ritiro della delega.
GIULIO CALVISI: 53 anni, originario di Olbia, è laureato in giurisprudenza. Già Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile, ha ricoperto l’incarico di responsabile immigrazione dei DS nel 1998, collaborando sul tema anche con l’allora Ministro dell’Interno. Esperto di immigrazione, ha curato la pubblicazione de “Il libro Bianco sulla Bossi-Fini: rapporto sulla politica delle destre in materia di immigrazione”. Deputato dal 2008 al 2013 eletto nelle fila del Partito Democratico, nel corso della XVI legislatura stato componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.
Attendiamo ora di conoscere le materie delegate che verranno assegnate ai due Sottosegretari dal Ministro Guerini, ed in particolare quella relativa alle relazioni sindacali, che è quella ovviamente che ci interessa più da vicino, che la Ministra Trenta aveva deciso a suo tempo di tenere per sé, peraltro con risultati a nostro giudizio di molto inferiori alle attese, ma che il nuovo Ministro potrebbe anche delegare ad uno dei due Sottosegretari, come peraltro era sempre era avvenuto sino al 2018.
Nell’attesa che il nodo si sciolga, abbiamo inviato ai due Sottosegretari un telegramma di felicitazioni e di auguri di buon lavoro.
Le nomina del CdM ha portato all’esclusione dal Governo della ex Ministra Elisabetta Trenta.
Leggendo le cronache di questi giorni, abbiamo capito che la professoressa è rimasta un po’ male per non essere stata confermata nell’incarico di Ministro, al quale, da capitano della riserva dell’Esercito, ci teneva particolarmente, e che forse pensava avesse meritato anche per le posizioni decisamente diverse da quelle dell’on. Salvini sul tema dei porti chiusi. Così però non è stato.
Sempre leggendo le cronache di questi giorni, abbiamo appreso della possibilità della nomina della Trenta a Vice Ministro dell’Interno, ma anche questa ipotesi è poi naufragata, in quanto in quell’incarico è stato riconfermato dal M5S l’on. Sibilia. Comprensibile la sua delusione, ma la nostra ex Ministra non si tira certo indietro. “Finalmente la squadra di governo è completata e può iniziare ad operare per il bene del Paese. In questi giorni si sono rincorse tante voci circa una mia eventuale nomina come sottosegretario. È stata una possibilità che non si è concretizzata, ma questo non significa che la mia attività politica si esaurisca qui”, ha postato giorni fa sul proprio profilo Facebook, come riportato da “Il Giornale”.
Alla nostra ex Ministra, rinnoviamo da parte nostra l’augurio di un positivo futuro politico.
Notiziario FLP DIFESA n. 78 del 5 settembre 2019 –
L’on. Lorenzo Guerini, nuovo Ministro della Difesa nel governo Conti 2
L’on. Lorenzo Guerini, attuale Presidente del COPASIR, è il nuovo Ministro della Difesa. L’annuncio è venuto direttamente ieri pomeriggio dal Presidente incaricato G. Conte che, a scioglimento della riserva, ha portato al Capo dello Stato la lista dei Ministri del nascente Governo.
Il nuovo Ministro giurerà nella mattinata di oggi al Quirinale nelle mani del Presidente della Repubblica, e da quel momento assumerà formalmente l’incarico al vertice del nostro Dicastero.
Giunge così a conclusione l’esperienza della Ministra E. Trenta, che ha esercitato l’incarico dal 1 giugno 2018 sino ad oggi. Un’esperienza sicuramente breve rispetto a quella di tanti suoi predecessori a partire dall’on. Pinotti (oltre quattro anni), ma che comunque, analizzata sotto il profilo delle questioni d’interesse del personale civile, pensiamo non lascerà grande traccia di sè.
Eppure, il suo arrivo aveva generato enormi speranze per la carica di novità di cui appariva portatrice all’interno di un esecutivo annunciato come il “governo del cambiamento”. E ulteriori grandi speranze erano state innescate dalla sua scelta, da noi molto apprezzata, di tenere per sé, e dunque non delegare, le questioni relative al personale civile, una scelta questa che noi pensavamo potesse aprire una fase nuova nelle relazioni sindacali.
Purtroppo, così non è andata e oggi, in sede di consuntivo, possiamo dire che le problematiche del personale civile sono rimaste sostanzialmente irrisolte, a partire innanzitutto dal gap retributivo che costituisce la madre di tutti nostri problemi.
L’unico fatto in positivo è maturato in sede di legge di bilancio 2019, con il via libera alle 294 assunzioni tecniche in tre anni per l’area industriale, ma che appaiono comunque poca cosa rispetto alle esigenze attuali della Difesa.
E, ad un certo punto, è venuto meno anche il suo impegno di incontrare le OO.SS. una volta al mese (i famosi “martedì della Trenta”, l’ultima riunione è del 15 maggio u.s…….) con l’effetto di cancellare di fatto il confronto tra le Parti.
Alla prof.ssa Trenta, comunque il nostro grazie per il lavoro svolto e gli auguri per il suo futuro politico e professionale.
Al suo posto arriva l’on. Lorenzo Guerini, deputato eletto nelle liste del PD nel corso delle ultime elezioni del marzo 2018.
Nato a Lodi il 21.11.1966, è stato presidente della Provincia di Lodi dal 1995 al 2004 e Sindaco di Lodi dal 2005 al 2012, in entrambi i casi alla guida di ampie coalizioni di centro-sinistra. E stato inoltre Presidente della sezione lombarda dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) fra il 2005 e il 2010.
E’ entrato per la prima volta in Parlamento nel febbraio 2013, assumendo l’anno successivo anche l’incarico di Vice Segretario del PD. Rieletto alla Camera nel 2018, il 18 luglio di quell’anno venne eletto Presidente del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) che controlla l’operato dei servizi segreti italiani.
Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare un telegramma di felicitazioni e di auguri, di cui riportiamo il testo integrale:
“Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, Le giungano da parte mia e da parte di FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri più sinceri di buon lavoro. I lavoratori civili svolgono da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nel nostro Dicastero, e vogliamo sperare che le diverse e corpose problematiche purtroppo tuttora presenti – eredità tutte di scelte politiche sbagliate e di una storica indifferenza nei confronti della nostra componente – trovino nella S.V. una giusta ed adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Rappresentanze Sindacali. L’auspicio che formuliamo è che anche sul fronte dell’impiego del personale civile del Ministero della Difesa, si realizzi quella “svolta” che viene annunciata come tratto costitutivo e impegno politico prioritario del nuovo Governo. Giancarlo Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario FLP DIFESA n. 41 del 3 maggio 2019 –
I Ministri della Difesa Elisabetta Trenta e dell’Interno Matteo Salvini
Oramai, i “botta e risposta” si susseguono quasi quotidianamente. Ci riferiamo alle ripetute (e non molto rituali) prese di posizione del Ministro Salvini e di altri uomini di governo su questioni che interessano da vicino il Ministero della Difesa. Una “invadenza di campo” certamente non nuova, si dirà, già avvertita e osservata in passato, che però quasi sempre era stata lasciata correre senza risposte.
Il fatto nuovo di oggi sta nella evidenza che, rispetto alle supposte invadenze, la Ministra Trenta (finalmente) scende direttamente in campo per rintuzzare e rispondere, e anche per contrattaccare. Resipiscenza improvvisa e provvidenziale, o solo il fiato sul collo dovuto alla orami vicina scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo e ai prevedibili effetti del dopo voto?
L’ultima puntata, in ordine di tempo, è venuta da alcune prese di posizione e da alcune considerazioni presenti in una intervista che la prof. Trenta ha concesso al Corriere della Sera, e che è stata pubblicata nell’edizione del 30 aprile u.s., e che rendiamo disponibile su questa stessa pagina come allegato.
Ma, a dire il vero, le punture vanno avanti da giorni.
Diverse le ragioni del contendere. In primis, il tema, posto da Salvini già da qualche tempo, del recupero della leva obbligatoria, sospesa dall’anno 2004 a seguito del combinato disposto della legge 23.08.2004, n. 226 e del DM 20.09.2004. La Ministra Trenta ha ultimamente preso posizione al riguardo, liquidando la richiesta del Ministro dell’Interno come una semplice “idea romantica”, attesa la sua evidente impraticabilità alla luce delle scelte operate a suo tempo in materia di professionalizzazione delle FF.AA. e del quadro geopolitico e militare che si è sviluppato in questi anni.
Altra questione, gli investimenti nella Difesa. Salvini ha segnalato in più sedi la necessità di incrementare gli investimenti per il settore Difesa, che negli ultimi anni hanno subito tagli importanti di cui si sono spesso lamentati i Vertici militari. La cosa non può che rallegrare chi lavora in Difesa, pur tuttavia non si può non rilevare che, ad accrescere le disponibilità finanziarie della Difesa, avrebbe dovuto provvedere la legge di bilancio 2019, che invece non lo ha fatto. E siccome quella legge l’ha votata l’intera maggioranza, immaginiamo che anche Salvini ne fosse convinto e consapevole. Dirlo oggi, e peraltro senza entrare nel dettaglio, appare una operazione alquanto demagogica e propagandistica, se solo pensiamo che, a tutt’oggi, manca ancora il decreto di rifinanziamento delle missioni all’estero.
Ancora: la vicenda porti chiusi con l’ultima circolare sulla nave Mare Ionio, e i famosi “corridoi umanitari”. Nell’intervista del 30 u.s. al Corriere della Sera, la Ministra, dopo aver ricordato che chi fugge da una guerra ha diritto d’asilo, denuncia la mutata opinione del Ministro Salvini che, dopo mesi di netta chiusura, si è ora “ricreduto e ha cambiato idea accogliendo 147 migranti dalla Libia”. Però!
Ma la nostra Ministra non si difende solo. Fa anche dell’altro, e lo fa alzando lei stessa, come pure il Ministro Di Maio già da qualche settimana e altri autorevoli esponenti del Movimento, il livello di scontro con Salvini e la Lega, aprendo altri fronti ancor più politicamente connotati. Per esempio, nell’intervista al Corriere, la posizione sulle violenze sulle donne; il giudizio inappellabile su Casa Pound, che la prof. Trenta ritiene una “forza politica fuori dal mondo” con tanto di “picchiatori in giro”; o, ancora, il giudizio “sull’opportunità politica” delle dimissioni del Sottosegretario A. Siri, oggetto di una indagine in atto da parte della Magistratura, che sta in queste ore inasprendo sempre più il conflitto politico tra Lega e M5S, rendendo così più difficile e a rischio la scelta del Premier Conte.
Posizioni nette, a ben vedere, che scopriamo oggi in una Ministra che spesso e volentieri nei mesi passati ha recitato un ruolo politico alquanto sbiadito, e che oggi pare più consapevole del suo ruolo e più coraggiosa nelle posizioni.
La vorremmo così anche sulle tematiche del personale civile, a partire dal prossimo incontro del 15 p.v.… sogniamo?
L’ex Ministra R. Pinotti e la nuova Ministra della Difesa E. Trenta
Dopo la riunione del 15 gennaio u.s. (si veda il Notiziario n. 4 di pari data) e la conferma in quella sede della disponibilità della Ministra Trenta a incontri mensili con le OO.SS. sulle tematiche relative al personale civile (rispetto alle quali abbiamo fornito al Gabinetto la lista delle nostre priorità – si veda il Notiziario n. 11 del 31 u.s.), in data odierna si è svolto al Gabinetto il primo incontro a tema, alla presenza della stessa Ministra. All’o.d.g., tre argomenti pesanti (gap retributivo, assunzioni e progressioni verticali) ai quali si sono aggiunti altri due (decurtazioni cedolino e bando mobilità) da noi segnalati all’Amministrazione.
Nel suo breve intervento introduttivo, la Ministra ha parlato innanzitutto del gap retributivo che oggi esiste tra i dipendenti civili della Difesa e quelli di altre AA.CC.; ha fatto riferimento alle risultanze dello studio condotto dal Gruppo di lavoro nominato con DM 16.06.2015 che quel gap ha certificato (ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 47 del 20.04.2016), ha affermato che le scelta allora fatta (“fondo”) non ha raggiunto i risultati sperati e si è detta disponibile a “ripartire” dalle quattro soluzioni emerse dallo studio del Gruppo di lavoro (che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina) e a “rivalutarle” attraverso il confronto con le OO.SS.
Sul secondo tema all’o.d.g. (le assunzioni), ha ricordato le 294 assunzioni autorizzate dalla Legge 145/2018 per il triennio 2019-21 e ha affermato che A.D. sta lavorando per accrescere le assunzioni; infine, sul terzo tema posto all’o.d.g. (le progressioni tra area e area), ha comunicato alle OOSS. che l’Amministrazione è alla ricerca del primo utile veicolo normativo per riproporre l’emendamento messo a punto dal Gabinetto nel 2017 e non recepito nelle leggi di bilancio 2018 e 2019, che prevede di alzare, per la Difesa, la soglia riservata alle progressioni interne dall’attuale 20% al 50%, il che dovrebbe assicurare lo svuotamento di tutta l’area 1^ che da qui al 2024 e il transito in area 2^ di tutti i colleghi con profilo di “ausiliario”.
E poi iniziato il rituale giro di tavolo, ed FLP DIFESA ha espresso le seguenti osservazioni/richieste.
GAP RETRIBUTIVO
Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità e interesse a riprendere il tema ripartendo dalle quattro soluzioni prospettate dal Gruppo di lavoro, ricordando però al contempo che la soluzione prescelta (il “fondo speciale” sul tipo di quello in essere nel Ministero della Salute) era frutto di una precisa indicazione operativa dello stesso Gruppo di lavoro. Quella scelta è stata poi il primo risultato dell’accordo con CGIL-UIL FLP DIFESA del 5 aprile 2017, si è concretizzata con la legge di bilancio 2018, e porterà nelle tasche dei lavoratori 63 milioni di € in tre anni. Un risultato di tutto rispetto, l’unico nei fatti nell’ultimo quindicennio, che non può essere dimenticato né sottovalutato.
I soldi sono però arrivati con destinazione FUA (ora FRD), e non come “fondo speciale”. Ma era proprio su questo, che A.D. da una parte e OO.SS. dall’altro, avrebbero dovuto avviare nuove iniziative, per riconfigurare i 21 milioni del 2020 e 2021 e anche per ottenere nuove risorse dal bilancio del M.D.. Purtroppo, lo ha fatto solo la nostra O.S., ponendolo la questione al primo punto del programma elettorale RSU e avviando iniziative al riguardo, la più importante delle quali è stata la messa a punto, dietro nostra precisa sollecitazione, di emendamenti alla legge di bilancio 2019 (vds Notiziario n. 126 del 29.11.2018), poi neanche esaminati in Commissione per le note vicende.
FLP DIFESA continua a ritenere che quella della riconfigurazione del “fondo” e la sua implementazione (il bilancio Difesa viaggia quest’anno interno ai 21 mld €) possa essere una strada da perseguire, e questo anche in considerazione del nuovo quadro politico.
Nulla contro però, da parte nostra, a valutare altre strade se l’obiettivo è quello dell’allineamento retributivo alle altre AA.PP., e tra queste anche quella del transito del personale civile negli ordinamenti speciali ex art. 3 D.lgs. 165, verso la quale, come abbiamo chiarito in diversi Notiziari del 2015, non abbiamo alcuna pregiudiziale di partenza. Il punto è però un altro, anche in considerazione degli effetti che quella scelta produrrebbe nei fatti: l’A.D. ci deve dire prima quanti soldi, in quali tempi e con quali modalità rende disponibili per questa operazione, e un minuto dopo ci siederemo intorno ad un tavolo per ragionare.
Sulla opzione transito ex art. 3, due cose vanno dette: la prima, è che la stragrande maggioranza delle OO.SS. presenti ha espresso le stesse nostre considerazioni: “ci si dica quanti soldi ci sono, e poi si discuterà”; la seconda è che la Ministra, in sede di replica prima di lasciare il tavolo dopo circa un’ora, non ha espresso alcun valutazione e neanche esplicitato intendimenti al riguardo, e neanche la delegazione di parte pubblica è ritornata sull’argomento. Sul punto, vedremo, se ci saranno, le future evoluzioni.
ASSUNZIONI.
La nostra O.S. ha ribadito il proprio giudizio sulle 294 assunzioni tecniche prevista dalla Legge di bilancio: un risultato certamente importante che dà un po’ di ossigeno agli Enti industriali, ma ovviamente insufficiente a risolvere i loro grandi problemi, che peraltro sono presenti anche in altre aree (Area T/A, per esempio). Occorre dunque una forte iniziativa politica su FP E MEF per varare quel “piano straordinario di assunzioni” da anni da noi sollecitato e finalmente proposto da PERSOCIV in risposte alle aperture della Ministra per la P.A. a settembre u.s. (200 funzionari, di cui 120 tecnici; 1227 assistenti, di cui 1027 tecnici). Infine, dietro nostra richiesta, il Vice Capo di Gabinetto ha smentito che sono garantite alla Difesa n. 1147 assunzioni tecniche per il prossimo triennio, come riportato da Il Giornale del 15 u.s. che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina.
PROGRESSIONI TRA LE AREE.
FLP DIFESA ha preso positivamente atto dell’intenzione dell’Amministrazione di ripresentare l’emendamento messo a punto dal Gabinetto a seguito dell’accordo del 5 aprile 2017 sulle progressioni tra le aree (deroga alla Difesa a riservare alle progressioni verticali il 50% dei posizioni da coprire, al posto del 20% fissato dal D. Lgs 75/2017).
Sul punto abbiamo ribadito due concetti con riferimento alle progressioni tra 1^ e 2^ area: la prima, è che lo svuotamento dell’area 1^ avrebbe comunque tempi lunghi, e che l’unica azione risolutiva sarebbe la cancellazione della 1^ area in sede di riordinamento professionale, che il CCNL ha purtroppo rinviato alle calende greche; la seconda, è che, per il 2019, occorrerebbe rimodulare il PTFP (Piano Triennale Fabbisogno Personale) che prevede solo 50 (diconsi cinquanta!) progressioni da area 1^ ad area 2^ che suonerebbero come una presa in giro.
In sede di riunione, abbiamo rappresentato inoltre altre due questioni emerse di recente.
DECURTAZIONI CEDOLINO FEBBRAIO.
Come noto, siamo intervenuti presso il Gabinetto con lettera in data 1 febbraio u.s., che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, segnalando le gravosissime decurtazioni operate da NoiPA nei cedolini di febbraio e chiedendo un intervento di carattere politico su MEF e la stessa NoiPA per la rateizzazione delle somme.
Ebbene, dalle risposte tecniche venute dal Cons. P. Izzo e dal gen. S. Vergari Capo del CUSI (Centro Unico Stipendiale Interforze), abbiamo verificato la giustezza della nostra impostazione, sia per quanto riguarda l’origine del problema (perdita del bonus Renzi per superamento delle soglie) sia in merito alla non diretta responsabilità del M.D. (chi ha operato i tagli è stato NoipA, che ha agito con la consueta rigidità in virtù di una norma che obbliga alla restituzione immediata delle somme, che lo stesso NoiPA nella circostanza avrebbe temperato prevedendo due rate di rimborso – febbraio e marzo – ma solo per conguagli superiori ai 300 €.).
Il Cons. Izzo ha precisato che, su imput della Ministra, è in atto un’azione di A.D. che va nella direzione da noi sollecitata, quella di rateizzare le somme a debito. Che potrebbe anche concretizzarsi, ma solo per la rata in cedolino di marzo, in quanto non ci sono più i tempi per agire sul rimborso previsto con il cedolino di febbraio.
A tal riguardo, come FLP DIFESA abbiamo espresso l’idea che, siccome siamo ancora al 5 del mese, sia ancora possibile la modifica del cedolino e la rateizzazione del rimborso previsto per febbraio, e abbiamo fortemente sollecitato AD ad agire in questo senso.
BANDO DI MOBILITA’
Sono ben noti a tutti i problemi innescati dal bando di mobilità interna, avviato dopo due anni di blocco, in data 26 u.s., e che ci hanno portato a scrivere in data 25 u.s. la nota al Gabinetto con richiesta di incontro urgente, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Abbiamo riproposto il problema in riunione, ma incredibilmente abbiamo dovuto registrare la mancanza di una benchè minima osservazione al riguardo da parte di tutte le altre sigle presenti al tavolo.
Questo silenzio è perlomeno sospetto, e verosimilmente rimanda alle risultanze dei tavoli tecnici sui gradi di scopertura, ai quali noi non abbiamo potuto partecipare per la nota nostra esclusione in ragione della non firma del CCNL.
Il silenzio è ovviamente venuto anche dalla Delegazione pubblica, che, però, dietro nostra sollecitazione, si è impegnata a metter in o.d.g l’argomento per la prossima riunione del 5 marzo, ovviamente troppo in là per produrre effetti sull’attuale bando, insieme al punto di situazione sul transito ex militari nei ruoli civili, da noi risollecitato.
Ovviamente non ci arrendiamo, e proveremo a far anticipare la trattazione dell’argomento prima del 5 marzo.
La Ministra della Difesa E. Trenta e il Presidente del Consiglio G. Conte
La prof. Elisabetta Trenta è la nuova Ministro della Difesa. Nel pomeriggio di oggi 1 giugno u.s., insieme con tutti gli altri membri del nuovo Esecutivo, sostenuto da M5S e Lega e presieduto dal prof. Giuseppe Conte (quanti professori!), ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, in attesa del voto di fiducia delle Camere. Prenderà il posto della sen. Roberta Pinotti, già Sottosegretario e poi Ministra per 4 anni, con risultati che per noi civili sono stati alquanto deludenti dopo le attese suscitate in avvio di mandato (ne abbiamo parlato nel Notiziario n. 54 del 25 maggio u.s.), alla quale rivolgiamo in ogni caso un cordiale saluto e gli auguri di buon lavoro nello scranno senatoriale che, pur battuta nel collegio uninominale di Genova, è riuscita a ottenere attraverso il ripescaggio in quanto capolista nel collegio plurinominale n. 2 del Piemonte.
La nuova Ministra è nata a Velletri il 4 giugno 1967 (il fratello Paolo è candidato sindaco per il M5S nelle elezioni amministrative del 10 giugno p.v.), e dunque a giorni compirà il suo 51° compleanno: auguri!
Nel 1994 si è laureata a Roma in scienze politiche, ed è capitana della Riserva dell’Esercito. Ha operato in Iraq, Libano e Libia in ambito sicurezza militare internazionale, ed è stato consigliere politico del Ministro degli Esteri. Candidata al Senato, ma non eletta, nelle ultime elezioni politiche, milita nel M5S dal 2013 ed era Ministro Difesa nella annunciata squadra di Governo del M5S in caso di vittoria alle elezioni. Il suo impegno: “portare nella scena politica i valori della competenza, il senso del dovere, l’attenzione ai temi della sicurezza e del territorio, e della valorizzazione del ruolo internazionale dell’Italia”.
Quando ad horas la nuova Ministra varcherà il portone di palazzo Baracchini ed entrerà nel suo Ufficio, troverà sul tavolo un po’ di pratiche arretrate sulle quali dopo aver ben studiato le carte, dovrà dire come la pensa e come intenda procedere. In primo luogo, il Libro Bianco: ispirato dal gen. Mosca Moschini, ha trovato nella ex Ministra Pinotti e nell’attuale Capo di SMD i più convinti sostenitori, ma ora la prima non c’è più e il secondo a novembre andrà via. Il M5S non ha mai amato il Libro Bianco e ne ha avversato nella precedente legislatura il DDL attuativo. Quali indicazioni darà ora la Ministra al riguardo, a fronte di un contratto di governo tra M5S e Lega che nella parte dedicata alla Difesa è davvero ben poca cosa?
Ma ci sono altre partite sulle quali si attendono segnali dalla nuova Ministra: Difesa comune europea (ci costerà 13 mld sino al 2027), l’orizzonte sarà ancora quello tracciato dalla Pinotti? NATO: cambierà qualcosa rispetto all’impegno assunto dall’Italia a destinare il 2% del PIL alla Difesa entro il 2024? Missioni internazionali: confermate tutte? Programmi pluriennali di investimento: su quale strada si procederà? Programma F35: cambierà qualcosa? Registriamo anche le perplessità avanzate da molti media in merito alla sua pregressa attività di presidente di SUDGESTAID, una società che si occupa di reclutare mercenari che operano in Medio Oriente, o il presunto conflitto di interessi in quanto il marito è ufficiale dell’Esercito che si occupa di acquisto di armamenti (vds. in allegato 1, 2 e 3 su questa stessa pagina, tre articoli comparsi sui giornali di questi giorni).
Ovviamente, non parliamo al momento delle problematiche del pers. civile. Ci sarà tempo e modo per farlo.
Al nuovo Ministro, abbiamo provveduto ad inviare il seguente telegramma di felicitazioni e di auguri:
“Nel momento in cui assume l’alto incarico di Ministro della Difesa, Le giungano da parte mia e da parte di FLP DIFESA le felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro. La componente civile svolge da sempre un ruolo fondamentale ed insostituibile nella nostra Amministrazione, e siamo certi che le diverse e corpose problematiche tuttora presenti – eredità tutte di scelte politiche sbagliate e di storica indifferenza nei confronti della componente civile – troveranno nella S.V. giusta ed adeguata attenzione e piena disponibilità al confronto con le Forze Sociali. L’auspicio che formuliamo è che anche sul fronte dello impiego civile nella Difesa, si realizzi quella voglia di cambiamento che si annuncia come tratto costitutivo e impegno politico prioritario del nuovo Governo. G. Pittelli – Coordinatore Generale FLP DIFESA”
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