La dr.ssa Corrado al momento della firma della convenzione con Difesa Servizi SpA (aprile 2015)
Con DPCM 15.10.2015, la dr.ssa Anita Corrado è stata nominata nuovo Direttore Generale di PERSOCIV e prende il posto della dr.ssa E. Preti, che la sostituirà nell’incarico di D.G. di COMMISERVIZI.
La dr.ssa Preti ha diretto per cinque anni la Direzione Generale per il Personale Civile, avendo ottenuto l’incarico nel dicembre 2009, e dunque solo qualche settimana dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27.10.2009, n. 150 – più tristemente conosciuto come Decreto Brunetta – che ha portato notevoli rivolgimenti (quasi tutti in negativo) nella vita delle Pubbliche Amministrazioni, e in particolare nelle relazioni sindacali, profondamente destrutturate rispetto alle regole fissate nei contratti di lavoro, e ancor più destrutturate nel nostro Ministero in conseguenza dalla miope scelta di separare i tavoli sindacali. Nello stesso periodo, molti cambiamenti sono avvenuti anche sotto il profilo organizzativo a causa della riorganizzazione in chiave riduttiva che l’area T/A (e dunque anche le DD.GG.) ha subito a seguito dei diversi tagli operati negli organici, l’ultimo dei quali recepito con DM 16.01.2013, tuttora vigente in attesa di quello discendente dal DL 95/2012 (spending review) non ancora attuato sino ad oggi in ambito M.D.. Ebbene, in questo quadro di situazione non facile, sono state fatte in questi cinque anni cose importanti (il CCNI 3.11.2010 sul Nuovo Sistema di Classificazione e la positiva gestione degli sviluppi economici 2010, per es.); altre su cui il nostro giudizio è stato diverso; altre, infine, che abbiamo non solo non compreso, ma anche apertamente osteggiato. Come delegata del Ministro alla contrattazione integrativa, la dr.ssa Preti è stata per noi un interlocutore serio e corretto, aperto al confronto, anche ostico in alcuni momenti, ma sempre attenta alle nostre ragioni e proposte, e sempre rispettosa del ruolo delle controparti, e di tutte le controparti. Non è merito di poco. Alla dr.ssa Enrica Preti, gli auguri di buon lavoro nel nuovo e importante incarico al quale è stata chiamata.
Da oggi, nuovo Direttore Generale di PERSOCIV è la dr.ssa Anita Corrado, che in questi ultimi cinque anni ha diretto COMMISERVIZI. Dalle note biografiche tratte direttamente dal sito del Ministero, leggiamo che è torinese di nascita ed è in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito presso l’Università degli Studi di Roma il 19/07/79. In servizio presso il Ministero della Difesa dal 20/6/82, ha lavorato dal 1982 al 1987 presso CONTENDIFE, quindi presso la Segreteria del Sottosegretario di Stato della Difesa on. Gaetano Gorgoni svolgendo mansioni dirigenziali, e poi presso GENIODIFE dal 1989 al 1995 acquisendo una notevole esperienza in materia contrattuale. Nominata Dirigente con D.M. 31 gennaio 1995, ha prestato servizio presso MARIPERS come Direttore della 10^Divisione Bilancio e Affari amministrativi dal 1° luglio 1995 al 15 giugno 1998; quindi, dal 1998 al 2002, ha prestato servizio presso la VI^ Divisione di COMMISERVIZI. Dal 2002 al 2007 è stata Capo del 4° Reparto di ARMAEREO, che si occupava degli aspetti giuridico-amministrativi relativi ai contratti nazionali ed internazionali. In quel periodo, ha frequentato diversi corsi di approfondimento e aggiornamento sulle normative e sulle tecniche contrattuali della P.A., svolti presso la Scuola Superiore della P.A. e presso CIVILSCUOLADIFE, oggi purtroppo soppressa, nonché corsi privati presso il CEIDA. Dal 20 febbraio 2007 al 13 ottobre 2009 è stata Vice Direttore Generale di GENIODIFE, ed ha presieduto il Gruppo di lavoro per la redazione del Regolamento per i lavori nell’ambito degli appalti nel settore della Difesa. Infine, il 14 ottobre 2009 è stata nominata Direttore Generale di COMMISERVIZI, incarico che ha svolto ininterrottamente sino al 12 u.s..
Alla dr.ssa Corrado, le più vive felicitazioni di FLP DIFESA per l’importante incarico al quale è stata chiamata, e gli auguri più sinceri di buon lavoro, anche nel rapporto con le OO.SS. nazionali. Distribuzione FUA 2015 e criteri di attribuzione sviluppi economici dal 1.01.2015, i primi e più importanti impegni dopo aver ricevuto la delega alla contrattazione da parte della Ministra Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 –
Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti. Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s., era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme. Nella riunione di oggi si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010, che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015: le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014. Rispetto a questa dotazione del FUA 2015, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.). La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso. Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque, in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.
Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.
In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno), la nostra O.S. ha sollecitato la D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il FUA Difesa 2015, che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza. La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA, ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati. Riproporremo il problema sul tavolo politico, atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..
Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori. Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità. Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €, la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €, ma su di essa pesa oggi, in ogni caso, la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015, già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. 3305), che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015, che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00. Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA. La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS. sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio. Però! Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v., e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.
Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni). Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 € rispetto ai 3.582.900,00 € del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM), di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD. A tal riguardo, la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.
La novità positiva del FUA 2015, invece, come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015, per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale: n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali. Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. L’A.D. ha dunque fatta propria la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni, e di questo diamo ampiamente atto alla dr.ssa Preti per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).
Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.
La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015, è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché), non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS. Per il FUS 2014, la determina in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione. Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina), anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86), nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario. Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni, e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina. Ma impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali), e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno. Invitiamo pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati. Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.
Proseguiamo questo Notiziario con un rapido aggiornamento sui tempi di corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre. Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015, verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava), e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata). Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015), se ne parlerà sicuramente nel 2016.
Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali, che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda, può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti, termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si è riservato un approfondimento al riguardo, e una risposta a breve.
Molti colleghi sono alle prese in questi giorni con le domande di ammissione alla procedura di mobilità esterna volontaria promossa dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, con l’“avviso” ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs 165/2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 del 20.01.2015, IV serie speciale concorsi ed esami. Trattasi di un bando relativo a complessivi 1031 posti a tempo indeterminato e pieno, riferiti a diversi profili dell’ordinamento professionale di quel Ministero, di cui ben 835 di area III e solo n. 196 di area II, e per le sedi di cui all’allegato A dell’avviso ( pubblichiamo tutti i documenti dell‘avviso su questa stessa pagina).
I problemi nascono tutti dalla documentazione che l’art. 4 dell’avviso di mobilità chiede di allegare alla domanda da inoltrare al Ministero della Giustizia. Due, in particolare, i documenti richiesti:
“espressa dichiarazione che l’Amministrazione è soggetta a regime di limitazione delle assunzioni e non può sostituire il personale ceduto per mobilità con nuove unità di personale”;
“copia della richiesta all’Amministrazione di appartenenza di nulla osta non condizionato al trasferimento ovvero, laddove già in possesso, copia dell’assenso in data non anteriore a 6 (sei) mesi dalla data di scadenza del presente avviso di mobilità”.
A tal riguardo, si pongono alcuni problemi che brevemente vogliamo qui richiamare.
Con riferimento all’ “espressa dichiarazione” sul regime di limitazione delle assunzioni in atto nell’Amministrazione di appartenenza e sulla non sostituibilità del personale ceduto, in considerazione degli aspetti tecnici e normativi sottesi a questo documento, è comprensibile come il lavoratore interessato si rivolga al proprio Ente per ottenere chiarimenti e attestazioni che ovviamente non arrivano, stante la mancanza di indicazioni dai livelli centrali o da quelli gerarchicamente superiori.
Con riferimento alla richiesta di nulla osta, invece, il problema che si pone nasce dal fatto che non esistono allo stato nell’AD criteri concordati che regolano la mobilità esterna volontaria, atteso che tutte le richieste del Sindacato per ridefinire le regole per la gestione dell’istituto in argomento (ma anche di altri istituti, in primis la mobilità interna volontaria), pur approdati a specifici tavoli di confronto con l’AD, sono miseramente naufragati sulla spinosa questione relativa ai “pareri” – che si vogliono vincolanti – degli Organi Programmatori, che l’Amministrazione ha posto praticamente in forma pregiudiziale facendo di fatto fallire ogni tentativo di pervenire ad un accordo. Con il risultato che, allo stato, non esistono criteri e regole codificate per la gestione della mobilità volontaria. Appare allora evidente come, in questo contesto, il lavoratore chieda di conoscere i criteri attraverso i quali l’AD perverrà ai suoi “si” o ai suoi “no”, affinchè sia eliminata o ridotta al minimo ogni possibile discrezionalità da parte dell’AD, ancorando così il rilascio dei nulla osta a elementi certi assicurando anche la massima trasparenza a tutta l’operazione.
Infine, si pongono alcuni interrogativi in relazione alle istruzioni recentemente emanate sulla ricollocazione del personale delle Province, oggetto proprio oggi di risposte del Governo (si veda l’allegato 5 su questa stessa pagina).
Se questi sono i problemi che fanno da sfondo all’avviso di mobilità del Ministero della Giustizia, non comprendiamo come mai la nostra Amministrazione centrale non abbia dato segni di vita in una circostanza che sta suscitando grande attenzione ed interesse da parte di moltissimi lavoratori. Per la verità, siamo a conoscenza che alcuni Organi Programmatori hanno sollecitato PERSOCIV a fornire indicazioni al riguardo, però senza alcun risultato, come emerge chiaramente dal messaggio di SME DIPE che pubblichiamo su questa stessa pagina.
Per questo motivo, siamo intervenuti direttamente presso il Sottosegretario on. Rossi con la nota qui pubblicata, in merito agli sviluppi della quale facciamo riserva di ulteriori informazioni ai colleghi.
E ti pareva! Nonostante che l’ipotesi di accordo 2014 (qui ripubblicata) sulla distribuzione del FUA 2014 fosse di fatto copia conforme dell’accordo 2013 che era stato a suo tempo certificato dagli Organi di controllo, la Funzione Pubblica e il MEF- Ragioneria Generale sono riusciti ancora una volta (oramai è un classico) a formulare dei rilievi sull’ipotesi sottoscritta in data 13 giugno 2014 (vds. Notiziario n. 66 del 17.06.2014).
Come noto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 40-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 introdotto dal D.Lgs 150/2009 (c.d. legge Brunetta), F.P. e MEF debbono accertare e certificare la compatibilità economico finanziaria (il MEF) e la rispondenza ai vincoli e ai limiti imposti dal CCNL e dalle norme di legge (la FP) dell’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA. Ebbene, a fronte di una ipotesi di distribuzione del FUA 2014 che – ribadiamo – riproduce pari pari l’accordo 2013, con la nota del 13.11.2014 della FP che pubblichiamo su questa stessa pagina vengono formulati in buona sostanza quattro rilievi:
per quanto attiene alla disciplina delle assenze per le PPL (particolari posizioni di lavoro), si ribadisce il rilievo del 2012 sulla necessità che l’equiparazione delle assenze alle presenze avvenga in ragione di specifiche normative. Se il riferimento è all’indennità per centralinisti non vedenti, potremmo rispondere: già fatto, come si evince dal contenuto dell’ allegato 6, co. 2, dell’ipotesi 2014;
per quanto attiene alle eventuali particolari posizioni di lavoro locali (art 11, co 1, let.a)), il richiamo alla necessità che attengano ad “attività disagiate, pericolose o dannose per la salute” (art. 45, comma 3, let. c) del D. Lgs. 165/2001) appare francamente scontato, o no?
per quanto attiene all’indennità per reperibilità, viene ribadito, come nel 2013 e già allora recepito nell’’accordo, il carattere omnicomprensivo di quella destinata al personale di diretta collaborazione;
infine, per quanto attiene ai progetti locali di produttività, si formula “l’invito ad applicare il sistema di valutazione adottato dall’AD” (quello voluto da Brunetta) e si afferma la sua “incontrattabilità”.
Appare evidente come i primi tre rilievi non creino di fatto alcun problema, nel senso che basterà integrare l’accordo definitivo; per quanto invece riguarda l’ultimo rilievo, quello relativo al sistema di valutazione, il problema è davvero grande come una casa. E spieghiamo subito il perché.
L’ “invito” della FP, che ai fini della certificazione tale non è essendo nei fatti un obbligo, ad “applicare il sistema di valutazione” e l’affermata sua “incontrattabilità”, significano di fatto che nell’accordo definitivo non dovrà più essere presente il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, che reca il sistema di valutazione contrattato dalle Parti firmatarie dell’ipotesi di accordo.
Una condizione assolutamente nuova, quella dettata da FP e MEF, e finanche incomprensibile, atteso che il predetto comma 1 ripropone alla lettera, nell’ipotesi FUA 2014, il testo integrale già presente nell’accordo FUA 2013, che non aveva dato luogo ad alcun rilievo o condizione da parte degli Organi certificatori. E allora come mai, ci si chiede, a fronte di un immutato quadro normativo, FP e MEF pretendono oggi una modifica non richiesta negli anni precedenti? Occorrerà approfondire la cosa…
Di fronte al “diktat” della FP, la prima risposta dovrebbe essere quella di mostrare la schiena dritta, una risposta che però l’Amministrazione temiamo escluda in partenza, come dimostra ampiamente l’esperienza degli anni precedenti quando gli accordi definitivi sono stati tutti sottoscritti recependo in toto le raccomandazioni/indicazioni degli Organi certificatori. E anche in questa circostanza, il copione si è ripetuto: l’Amministrazione ci ha proposto di integrare/modificare l’ipotesi di accordo 13.06.2014.
No problem ovviamente per le integrazioni sui primi tre rilievi; sul quarto, quello indiscutibilmente più pesante, la proposta è stata quella di stralciare il comma 1 dell’art. 12 sostituendolo con la previsione che “la remunerazione della produttività progettuale (dunque dei progetti già fatti) è operata sulla base delle risultanze del sistema di valutazione dell’Amministrazione”.
La soluzione, sul piano strettamente tecnico, ci è apparsa abbastanza ragionevole, tenuto conto:
che garantirebbe “l’ulteriore corso del contratto” e, conseguentemente, lo sblocco delle risorse economiche afferenti al FUA, altrimenti bloccate in virtù delle norme vigenti in mancanza di accordo certificato o rivisitato alla luce delle condizioni e raccomandazioni venute dagli Organi certificatori.
che il riferimento, per la remunerazione dei progetti di produttività, al “sistema di valutazione dell’Amministrazione” sarebbe compatibile con gli approdi dei tavoli locali, tenuto conto che il citato sistema di valutazione dell’Amministrazione non può che essere quello adottato a livello locale a seguito degli accordi FUS sottoscritti dalle Parti, atteso che attualmente non opera all’interno della Difesa alcun sistema di valutazione della performance che, come noto, è stato sospeso con lettera n. 500565 del 16.02.2012 a firma dell’allora Sottosegretario dr. G. Magri.
Da qui, la nostra disponibilità ad accogliere la proposta dell’Amministrazione, tenuto conto che consentirebbe di sottoscrivere l’accordo definitivo, condizione questa ineludibile perché PERSOCIV possa procedere alla richiesta al MEF di accreditamento delle risorse FUA 2014 c.d. “fisse”, mentre per le c.d. “variabili” occorrerà quest’anno sottoscrivere una nuova e specifica ipotesi accordo. Sul piano strettamente tecnico, perché questo è il tavolo di PERSOCIV, la soluzione appare ragionevole e avrebbe il merito di chiudere la trattativa FUA 2014 per sbloccarne le risorse.
Ovviamente non ci sfuggono i possibili riflessi negativi sugli gestione del FUS 2014: ci potrebbero essere Dirigenti che, sulla base dello stralcio del comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi di accordo, potrebbero essere indotti a rimettere in discussione le modalità di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del dipendente sinora ricompreso nel range tra 1 e 1,5. E questo ovviamente creerebbe un enorme problema, tenuto conto del fatto che siamo praticamente ad anno concluso, a progetti già quasi tutti completati, e, in moltissimi casi, a valutazioni e misurazioni già operate.
E’ il motivo per il quale siamo già intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la lettera che alleghiamo al presente Notiziario: prima di chiudere l’accordo definitivo, serve l’assoluta garanzia – tutta e solo politica, con il seguito delle più adeguate iniziative di carattere operativo – che le modifiche ipotizzate in sede di accordo definitivo FUA 2014 non comportino la rimessa in discussione degli accordi locali sul FUS 2014 e la modifica delle modalità di misurazione e valutazione della produttività individuale rispetto a quelli adottate negli Enti, e peraltro a fronte di una norma, il comma 1 dell’art. 12 dell’ipotesi FUA 2014, presente negli accordi FUA degli anni precedenti e mai contestata da FP e MEF. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al Sottosegretario Rossi: se questa assoluta garanzia ci sarà, bene; altrimenti, occorrerà trovare un’altra soluzione e occorrerà trovarla in ogni caso, atteso che le risorse FUA andranno ovviamente sbloccate e distribuite ai lavoratori, che i loro progetti li hanno già fatti.
In attesa degli sviluppi di questa intricata vicenda, proponiamo ai colleghi un paio di riflessioni conclusive. La prima: alla luce dei recenti accadimenti, ultima quella di oggi, tra i quali in primis quelli conseguenti ai rilievi operati su accordi locali da ispettori, appare evidente la necessità di ripensare l’impianto storico dell’accordo nazionale e le scelte di distribuzione delle risorse. Su questo, abbiamo ampiamente discusso nel nostro recente Congresso nazionale e avvieremo a breve alcune iniziative.
La seconda riflessione è invece la seguente: alla luce dei rilievi MEF/FP, crediamo che siamo oramai prossimi alla riproposizione per il 2015 di un “sistema di valutazione della performance” nel Ministero Difesa, ancorchè rivisto e corretto rispetto a quello, indirigeribile e da noi contrastato con il ricorso al Giudice, adottato con le Direttive del 23.12.2010 e poi sospeso dal Sottosegretario Magri. Ove così fosse, è chiaro che nei prossimi giorni, anche prima della fine dell’anno, verremo a conoscenza delle scelte che l’A.D. intende operare sul nuovo sistema di valutazione, attesa la sua “incontrattabilità”.
Attendiamo di sapere. La nostra opinione al riguardo è chiara da molto tempo, e l’abbiamo anche riproposta nella riunione di oggi: per le condizioni date del MD e per quelle di prospettiva fino al 2018, appare improponibile un sistema di valutazione del personale civile. Ne riparleremo, e molto, nel caso.
Ha suscitato molto interesse tra i colleghi (al momento in cui scriviamo, oltre 1.350 contatti sul sito in pochissimi giorni) l’interrogazione parlamentare (n. 3-01219) avanzata da un gruppo di senatori del M5S sulla gestione della mobilità del personale civile, di cui abbiamo riferito nel recente Notiziario n. 108 del 13 ottobre u.s..
I “cittadini” interroganti, presso atto dei ripetuti “no” alla istanze di mobilità di lavoratori civili che vengono dalla nostra Amministrazione e che stanno generando diversi contenziosi, hanno chiesto di sapere “quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contraddittori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”.
A rispondere alla predetta interrogazione, mercoledì 22 u.s., in Commissione Difesa del Senato, è stato sorprendentemente il Sottosegretario G. Alfano, il quale notoriamente non si occupa di questioni relative ai civili. Sorprendono però ancor di più i contenuti della risposta, alquanto generici ed evasivi (vds. allegato pubblicato in questa stessa pagina).
Nella sua risposta, l’on. Alfano parte innanzitutto dal processo di riduzione dello strumento militare (Legge 244/2012 e Decreti attuativi nn. 7 e 8/2014) che, come noto, prevede un consistente taglio di posizioni civili (-7.500 circa, da qui al 2024) con rideterminazione triennale degli organici e gestione delle eccedenze con le procedure di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8/2014. Trattasi però di un “contesto” ben di là da venire, atteso che all’attuazione di quelle procedure si darà corso solo a partire dal 2016. E allora, cosa c’azzecca questo “contesto” con i problemi di oggi in materia di gestione della mobilità dei civili?
Ma c’è, all’interno di questa risposta francamente sfuggente, un passaggio invece facilmente comprensibile ed illuminante, ed è quello nel quale l’on. Alfano afferma che “la competente Direzione Generale per il personale civile…deve pertanto necessariamente tenere conto dei pareri espressi dai competenti organi programmatori, istituzionalmente deputati a valutare le esigenze funzionali organizzative della Difesa”. Già, i famosi pareri degli Organi Programmatori (OO.PP.: SS.MM.; Cdo Gen. CC; SGD; etc), che sono stati il pomo della discordia e il punto irrisolto nel confronto con l’AD sulla mobilità, poi arenatosi.
Come è ampiamente noto a tutti, in materia di mobilità, la nostra è una D.G. a “libertà vigilata” che, a differenza delle altre DD.GG. di Ministero, non gestisce in proprio l’impiego e la mobilità del personale, rivestendo nei fatti un ruolo sostanzialmente notarile. A decidere in materia di mobilità sono gli Organi Programmatori, che lo fanno appunto fanno attraverso i predetti “pareri”, che vincolano la nostra D.G.: se il loro parere è positivo, Persociv dispone il trasferimento, se invece il parere è negativo, la D.G. dispone il rigetto dell’istanza. E’ ben vero che, alla luce del CCNI Difesa 06.07.2000 (disapplicato anche qui?), esisterebbe uno spazio di autonomia del D.G. in presenza di “casi gravi” o “legge 104”, ma ultimamente, anche su queste fattispecie, Persociv chiede il c.d. “utile impiego” agli OO.PP., che configura un ulteriore “parere” , di fatto anch’esso vincolante ai fini del trasferimento. Non va poi dimenticato che i “pareri” sono resi dagli OO.PP. sulla base degli organici vigenti negli Enti interessati, che l’esperienza di questi anni ci racconta in continuo e non sempre conosciuto divenire, in quanto gestiti in proprio dagli OO.PP., al punto che la D.G. chiede pareri e utili impieghi proprio perché non è a conoscenza degli organici degli Enti del MD.
E, allora, il problema sta a nostro avviso proprio nei “pareri”, e nella “sottoposizione” della D.G. agli OO.PP. E’ un problema che poniamo da tempo immemore, rispetto al quale il vicino confronto sul Regolamento ex art.1 D.Lgs n. 7/2014, che recherà anche la riorganizzazione delle DD.GG., potrebbe offrire materia di attenta riflessione. Noi vorremmo una D.G. con funzioni piene, pari a quelle delle DD.GG. di altri Ministeri, e procedure chiare di mobilità con bandi e interpelli. Sarà interessante comprendere, al riguardo, la posizione del nostro Direttore Generale.
Il D.G. E. Preti in una manifestazione all’IGM tra Ufficiali
Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante:
” Premesso che:
le disposizioni recate dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono il riferimento legislativo “per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere trasferito presso altra sede o altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
l’art. 42-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”, prevede che il dipendente pubblico, a domanda, possa essere assegnato temporaneamente presso altra amministrazione, anche di diverso comparto, previo assenso del Ministero di appartenenza;
risulta agli interroganti che il Capo di SMD avrebbe inviato una e-mail in data 7.04. 2014 nelle caselle di posta elettronica di tutto il personale del M.D. civile e militare, in cui dichiara di voler agevolare le famiglie e applicare le leggi citate per la tutela degli invalidi e dei figli minori fino a 3 anni;
……….
considerato che, risulta agli interroganti:
……….
presso il Ministero della difesa la mobilità temporanea (comandi) è disciplinata da una circolare interna di SEGREDIFESA datata 28.03.2011, prot. M_D GSGDNA 0518641, recepita e diramata il 26 maggio 2011, protocollo 0036713, dalla Direzione generale per il personale civile che ne favorisce l’adozione;
………….;
considerato inoltre che:
le richieste provenienti dal personale civile, riferito al personale ex militare che mantiene la sede dell’ultimo impiego in servizio, soprattutto quello assegnato agli enti tecnici, vengono spesso respinte dalla Direzione generale per il personale civile, non di meno quelle provenienti dagli arsenali militari marittimi, cagionando gravi ripercussioni familiari, in palese contraddizione con le indicazioni del Ministro della difesa e le indicazioni del capo di Stato maggiore della difesa;
l’aumentare del contezioso giudiziario, derivante dal mancato accoglimento delle richieste, genera una microconflittualità pregiudizievole per la funzionalità delle strutture e produce un aumento dell’intasamento dei tribunali già oberati di procedimenti del giudice del lavoro,
si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare in futuro analoghi provvedimenti contradditori da parte delle strutture del Ministero deputate alla gestione del personale civile, onde garantire il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione”
Attendiamo ora di conoscere la risposta della Ministra, che renderemo nota ai colleghi aggiungendovi anche alcune nostre considerazioni al riguardo della gestione complessiva della mobilità del personale civile.
Notiziario n. 113 del 13 ottobre 2015 – Con DPCM 15.10.2015, la dr.ssa Anita Corrado è stata nominata nuovo Direttore Generale di PERSOCIV e prende il posto della dr.ssa E. Preti, che la sostituirà nell’incarico di D.G. di COMMISERVIZI. La dr.ssa Preti ha diretto per cinque anni la Direzione Generale per il Personale Civile, avendo […]
Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 – Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi […]
Notiziario n. 18 dell’ 11 febbraio 2015 – Molti colleghi sono alle prese in questi giorni con le domande di ammissione alla procedura di mobilità esterna volontaria promossa dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, con l’“avviso” ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs 165/2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. […]
Notiziario n. 131 del 16 dicembre 2014 – E ti pareva! Nonostante che l’ipotesi di accordo 2014 (qui ripubblicata) sulla distribuzione del FUA 2014 fosse di fatto copia conforme dell’accordo 2013 che era stato a suo tempo certificato dagli Organi di controllo, la Funzione Pubblica e il MEF- Ragioneria Generale sono riusciti ancora una volta […]
Notiziario n. 114 del 3 novembre 2014 – Ha suscitato molto interesse tra i colleghi (al momento in cui scriviamo, oltre 1.350 contatti sul sito in pochissimi giorni) l’interrogazione parlamentare (n. 3-01219) avanzata da un gruppo di senatori del M5S sulla gestione della mobilità del personale civile, di cui abbiamo riferito nel recente Notiziario n. 108 […]
Notiziario n. 109 del 16 ottobre 2014 – Un gruppo di senatori del M5S ha presentato una interrogazione al Ministro (la n. 1219, pubblicata in data 17 settembre u.s.) per avere risposte in merito ad alcune problematiche relative alla gestione della mobilità dei lavoratori civili della Difesa. Ne riportiamo di seguito uno stralcio abbondante: ” […]