Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, in sintesi, l’esito della seconda e conclusiva riunione tecnica di ieri pomeriggio sullo schema di D.M. di ripartizione degli organici fissati con DPCM 22.01.2013 e conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n. 95, che è stata ancora una volta presieduta dal Capo del 1° Rep. SMD con la presenza al tavolo di tutti gli OO.PP.
La piccola apertura consiste in questo: le dotazioni organiche di F.A. e di Regione saranno implementate di alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto; 5 a La Spezia; 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri (RMV), e di cui però non ci sono ancora noti i profili professionali prescelti. Una piccola apertura, dunque, da parte di SMD, “un piccolo passo in avanti” nel giudizio unanime del tavolo sindacale, che però da una parte conferma indirettamente la fondatetezza delle nostre osservazioni sulla rigidità del provvedimento e dall’altra porta a quegli Enti un po’ di ossigeno (poco, in relazione alle criticità segnalate dagli SS.MM.). Ovviamente non cambia, allo stato, il nostro giudizio sui rischi legati alla ripartizione su base regionale, tenuto conto che i paletti così rigidamente fissati potrebbero indurre ”pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego, etc. e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” , come da noi segnalato al Sottosegretario nella nota del 3 luglio u.s. (Notiziario n. 72). Continuiamo ad essere convinti che, in relazione alle previsioni del DPCM ritenute vincolanti da SMD, in funzione delle necessità legate al riassetto L.244, fosse possibile operare un correttivo attraverso il D. Lgs. n. 8/2014 (che, è bene ricordarlo, ha visto la luce quasi un anno dopo l’entrata in vigore del DPCM 22.01.’13). Lunedì 13 p.v., l’argomento sarà oggetto del tavolo politico con il Sottosegretario Rossi, tappa conclusiva del percorso di confronto con le OO.SS, dopodichè lo schema di DM finirà sul tavolo della Ministra Pinotti.
Nel corso della riunione, sono stati fornite da SMD anche le seguenti risposte.
Transito ex militari nei ruoli civili: i numeri richiesti da FLP DIFESA nel corso della riunione precedente (vds. Notiziario n. 104) sono stati forniti solo con riferimento al periodo successivo al novembre 2012: da allora ad oggi, sono transitati all’impiego civile n. 324 unità in area 2^ e n. 34 in area 3^. Per quanto invece riguarda il periodo 2002–2012, non sono stati forniti dati precisi, quindi dobbiamo far riferimento ai numeri dei transitati a suo tempo forniti dall’A.D., che dovrebbero aggirarsi intorno alle 1400 unità. Per quanto abbiamo appreso da SMD nel corso della riunione precedente, l’A.D. ha provveduto a regolarizzare gli ingressi fino al 2012 immettendoli formalmente nei ruoli civili, e quindi azzerando l’inquadramento in soprannumero. Un’operazione, però, non solo fatta al netto di ogni informazione alle OO.SS., doverosa e dovuta, ma a fronte di un punto del DIM 18.04.2002 che prevede la riassorbibilità solo attraverso la “cessazione dal servizio per qualsiasi causa del personale stesso” : ma a novembre 2012, non erano state rilevate dall’ A.D., a fronte dei nuovi organici post DL 95, quasi 1500 eccedenze civili? La regolarizzazione ha di fatto prodotto eccedenze, dunque è stata utile in quel momento? Servirà approfondire il problema.
Regolamento ex D.Lgs.7:SMD ha concluso i lavori preparatori, lo schema è all’attenzione del Gabinetto.
Eccedenze: l’indagine disposta dal Gabinetto, evidenzierebbe eccedenze in area 2^(riassorbibili attraverso le norme Fornero) e in area 1^ (riassorbibili, invece, anche con il ricorso ai pensionamenti ex DL 95). A tal riguardo, attendiamo i numeri e il confronto già richiesto da FLP con la nota del 5.08.2014 (vedi sul sito).
Si è tenuta nel pomeriggio di ieri a palazzo Caprara la riunione tecnica disposta dal Sottosegretario Rossi a seguito dell’ultimo incontro del 31 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data) e che era finalizzato, con riferimento allo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione in ambito Difesa delle dotazioni conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n.95 (spending review) e di cui al DPCM 22.01.2013, “ad approfondire l’evoluzione e lo sviluppo degli organici del personale civile della Difesa” (fg. Gabinetto Ministro n. 31249 del 5 ago u.s.).
In apertura della riunione, che si è tenuta a tavoli uniti, è stata presieduta dal Capo del 1° Rep. di SMD gen. Franco Marsiglia e ha visto la presenza di tutti gli SS.MM. di F.A. e del Cdo Gen. dell’Arma, sono state illustrate alle OO.SS. , per il tramite di slide che pubblicheremo su questa stessa pagina non appena ci saranno pervenute da SMD, il quadro normativo, le premesse, i criteri e le linee ispiratrici dello schema di DM, che possiamo così sintetizzare:
trattasi di provvedimento con orizzonte temporale al 31.12.2015, meramente transitorio, che poi lascerà il posto ai DPCM triennali di rideterminazione degli organici per raggiungere le 20.000 unità al 2024 (L.244);
è orientato alla riorganizzazione/efficientamento/modernizzazione delle strutture della Difesa, al mantenimento delle professionalità specifiche, alla reinternalizzazione di lavori e servizi e all’offerta degli stessi servizi sul mercato, al rilancio della formazione e allo sblocco del turnover;
i profili prof. da incrementare sono quelli di area tecnica (funzionari/assistenti vari: meccanici; elettronici, edili; grafici; etc.), ma anche di area amministrativa (funzionari/assistenti con competenze contabili);
gli obiettivi sono: il potenziamento dell’area logistica (Poli EI, Arsenali MM e Reparti man. AM) cui si associa la riduzione delle funzioni territoriali; il mantenimento delle aree “centrale” e della “formazione”.
Estremamente interessante la relazione del Capo del 1° Reparto, totalmente condivisibile sul piano delle finalità, ma che però non ci pare abbia dato risposta al problema che noi avevamo posto con la nota al Sottosegretario (si veda il Notiziario n. 72 del 7.07.2014). In quella nota, avevamo infatti segnalato che “la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un decreto ministeriale determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” e abbiamo conseguentemente proposto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Le nostre preoccupazioni sulla “rigidità” del sistema sono state peraltro riconosciute, in sede di riunione con FLP DIFESA del 31 lug., dallo stesso on. Rossi, che ha ipotizzato l’inserimento nel primo decreto correttivo di una norma in deroga ai criteri del DPCM 22.01.2013. Ci si chiede allora perché questa norma non sia stata inserita nel D.Lgs. n. 8, risolvendo dunque il problema alla radice. Ma nessuna risposta è arrivata al riguardo.
Sul problema eccedenze in rapporto ai nuovi organici, FLP DIFESA ha ribadito la necessità di una riunione urgente per conoscerne i dati emersi dall’indagine disposta dal Gabinetto (vds. Notiziario n. 96); ha chiesto inoltre di conoscere i numeri relativi ai colleghi ex militari transitati con DM 18.04.2002, suddivisi nei due periodi (2002-2012 e 2012-2014), e il loro computo agli effetti della determinazione delle stesse eccedenze, dati che ci dovrebbero essere forniti nel corso della prossima riunione fissata per l’8 ottobre p.v. .
A margine della riunione, il Cdo Generale CC ha illustrato il provvedimento di razionalizzazione dei Comandi Legione CC Basilicata e Molise (interessata una sola professionalità civile) e di cui alla nota che pubblichiamo sul nostro sito web, mentre la F.A. Aeronautica ha dato informazioni sulla riorganizzazione (dal 1 dic. p.v.) della Sz. RSSTA di Capo Frasca in Poligono, con mantenimento delle attuali articolazioni.
Nella G.U. n. 94 del 23 aprile u.s., è stato pubblicato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 13.01.2014, visionabile anche su questa pagina, che reca la rideterminazione delle dotazioni organiche dell’Agenzia Industrie Difesa (AID) in attuazione di quanto disposto dal Decreto Legge n. 95/2012 (spending review, art. 2, taglio della spesa del personale), e dunque rappresenta il provvedimento parallelo al DPCM 22.01.2013 che ha rideterminato i nuovi organici civili della Difesa.
Le nuove dotazioni organiche ufficiali dell’Agenzia Industrie Difesa recano gli stessi numeri di quelli contenuti nella nota della Funzione Pubblica n. 58989 del 19.12.2013 inviata per debito d’informazione a tutte le Confederazioni Sindacali rappresentative, e dunque anche alla nostra CSE, ed evidenziava numeri addirittura in aumento rispetto a quelli contenuti nella proposta avanzata da AID e illustrata alle OO.SS. in data 01.08. 2012 (si veda il nostro Notiziario n. 109 di pari data). Le nuove dotazioni organiche previste dal DPCM 13.01.2014 per Agenzia Industrie Difesa sono dunque le seguenti: n. 19 dirigenti di II fascia e n. 917 unità di personale non dirigente, di cui n. 32 di area 1^, n. 798 di area 2^ e n. 87 di area 3^.
Come per l’A.D., il rapporto tra le nuove dotazioni organiche e le presenze effettive di personale potrebbe evidenziare per AID delle carenze in area 3^e delle eccedenze, invece, in area 1 e 2^. A tal riguardo, si deve ricordare che alla data del 31.10.2012, AID registrava carenze per n. 49 unita in area 3^ ed eccedenze nelle altre due aree ( n. 6 unità in area 1^ e n. 39 unità in area 2^). E’ però lecito immaginare che oggi, a distanza di oltre un anno e mezzo, le eccedenze in 1^ e 2^ area potrebbero essersi azzerate o quantomeno sensibilmente ridotte a causa delle intervenute cessazioni a vario titolo, in primis per pensionamenti, e che dunque, sul piano generale, la situazione dovrebbe non destare alcuna preoccupazione, atteso anche il possibile ricorso ai c.d. pensionamenti in soprannumero ex DL 95/2012.
A tal proposito, occorre però ricordare (vds. nostro Notiziario n. 131 dell’11.12.2013) l’intendimento manifestato dal Direttore Generale AID di voler determinare sul piano locale, e cioè per singola Unità Produttiva, le eventuali eccedenze, circostanza questa che potrebbe produrre esuberi in alcune U.P. (forse a Messina, Torre e Castellammare) non compensabili sul piano generale, intendimento su cui FLP DIFESA ha già espresso un forte dissenso anche a causa del possibile traino di questa scelta in ambito Difesa. Vedremo se l’ing. Airaghi manterrà questo orientamento e ci sarà modo di verificarlo molto presto.
A seguito della pubblicazione del DPCM 13.01.2014, la D.G. AID dovrà ora provvedere a distribuire, per singola U.P. e per i singoli profili, le dotazioni organiche afferenti a ciascuna area, operazione questa che verrà poi formalmente recepita attraverso un Decreto Ministeriale. Dunque, lo stesso percorso dell’Amministrazione Difesa, che, però, a distanza di un oltre un anno dalla pubblicazione del DPCM 22.01.2013, ancora non vi ha provveduto. E’ di tutta evidenza che la rideterminazione degli organici delle singole Unità Produttive dovrà essere oggetto di informazione alle OO.SS. (DL 95/2012, art.2, c. 18), sia sul piano locale che inizialmente e conclusivamente anche sul piano nazionale, e diventare materia di confronto con le parti sociali anche per i riflessi sui piani industriali e sull’organizzazione del lavoro.
Proprio per questo, abbiamo inviato al Direttore Generale AID, ing. Marco Airaghi, la lettera che pubblichiamo in questa stessa pagina, nella quale chiediamo l’apertura del confronto sui nuovi organici degli Enti AID e contestualmente l’approfondimento delle problematiche relative ai singoli Stabilimenti, e questo anche con riferimento alla importante scadenza fissata dall’art. 5 del decreto legge 29.11.2011, n. 215 che, nel disporre il rifinanziamento di AID per gli anni 2012, 2013 e 2014, ha fissato al 31 dicembre 2014 il termine ultimo per raggiungere “la capacità di operare secondo criteri di economica gestione” (DPR 15.11.2000, n. 424).
Nel pomeriggio di ieri 18 marzo, il Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe De Giorgi, accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Ricca, ha incontrato le OO.SS. nazionali. All’o.d.g. della riunione, la revisione organizzativa della Marina Militare, a suo tempo disposta con le Direttive n. 2 del 31.12.2012 e n. 3 del 22.01.2013 entrambe a firma dell’allora Capo di SMM amm. Binelli Mantelli, che ripubblichiamo su questa pagina e di cui abbiamo riferito con i Notiziari n. 4 e n. 16/2013.
In avvio di riunione, il Capo di SMM ha illustrato le linee portanti, i contenuti e le finalità di detta revisione, con l’ausilio delle slide che pubblichiamo su questa stessa pagina, coprendo in tal modo il deficit informativo che a suo tempo avevamo lamentato. L’amm. De Giorgi è partito innanzitutto dalla evoluzione degli organici della Difesa che hanno subito una contrazione generale a seguito del tagli operati dalla legge 135/2012 e che, sulla base dei numeri fissati per le diverse aree dal DPCM 22.01.2013, in base agli elementi a nostra conoscenza, nell’emanando DM di ripartizione tra gli OO.PP. per la Marina dovrebbero ora attestarsi complessivamente sulle 9.685 unità, così articolate all’incirca: n. 740 di area 1^; n. 8.335 di area 2^ e n. 610 di area 3^. A tal proposito, e a similitudine di quanto già fatto nelle ultime riunione con SMA e SME, abbiamo chiesto al Capo di SMM che, subito dopo la emanazione del D.M. relativo, venga fissata apposita riunione con le OO.SS. nazionali per comunicare e confrontarsi in merito ai nuovi organici degli Enti della F.A. non ancora noti e ai criteri che ne hanno orientato le scelte della F.A.. L’Ammiraglio ha poi chiarito che la revisione organizzativa della MM è basata su un approccio diverso dalla vecchia organizzazione che ha generato numerose criticità, passando dalla responsabilità per funzioni alla responsabilità per prodotto, e assicurerà al Dirigente preposto tutte le leve per assolvere alla mission a lui affidata. E’ seguita quindi l’illustrazione di dettaglio dei provvedimenti principali previsti per le due aree (CINCNAV e COMLOG), e dunque quelli relativi alla costituzione delle MARISTANAV (per riconfigurazione dei MARIBASE, con funzioni di supporto diretto alle Unità navali e agli equipaggi ) e dei COMANDI MARITTIMI (per riconfigurazione dei Dipartimenti, con funzioni territoriali e di supporto).
Ai provvedimenti di cui sopra sono connesse due importanti operazioni: la configurazione dei nuovi Enti e la definizione dei piani di reimpiego, che naturalmente sono tra di loro intrecciate, come è sempre successo in tutti questi anni. E qui purtroppo si è verificato l’intoppo: i confronti non sono decollati in alcune sedi, verosimilmente anche a causa delle posizioni assunte da alcune sigle, che si sono rese indisponibili a sedersi intorno ai tavoli nell’attesa dei decreti attuativi della delega, che comunque nulla avrebbero potuto aggiungere a provvedimenti già decisi dalla F.A. e già in itinere come da Direttive, e che erano stati inseriti nei decreti solo ai fini del raggiungimento del 30% minimo di tagli fissato dalla delega. Il problema è esploso all’atto della presentazione alle Rappresentanze locali delle ipotesi di reimpiego, che non sono state né precedute nè accompagnate dalla presentazione degli organici dei nuovi Enti, con relative collocazioni e incarichi. Una situazione inaccettabile, mai ancora vista nella Difesa per Enti di quella portata, che FLP DIFESA ha denunciato al Capo di SMM nel corso del primo incontro di febbraio (si veda il Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014). Dobbiamo allora dare atto all’amm. De Giorgi di aver contribuito in modo determinante allo sblocco di questa situazione, reso evidente dal fatto che nei giorni successivi i tavoli sui sono finalmente aperti e la documentazione richiesta è stata fornita alle Rappresentanze locali.
E così, in particolare in alcune sedi, si sono rese evidenti alcune scelte non condivisibili della F.A., che ha costruito i nuovi organici con poca attenzione alle disposizioni innovative contenute nel D. Lgs. n. 7 (art 1, c. 2-bis, let e: “attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile”), ancor più rafforzate dalla Ministra Pinotti nel corso della sua recente audizione in Parlamento. Queste disposizioni impongono non il mantenimento dello statu quo, ma una civilizzazione più marcata, che noi ora esigiamo. E invece quanti Marescialli Capo Sezione (la tabella di corrispondenza concordata con il Vertice politico prevede il transito in area 2^), pur in presenza di funzionar, ma privi di specifiche responsabilità! Su questa base, si sono creati forti criticità in alcune sedi. Come evidenziato nella slide n. 22, dette criticità riguardano Taranto (MARISTANAV e Cdo Marina Sud), La Spezia (Marina Nord) e Brindisi (MARISTANAV), rispetto ai quali i confronti non si sono chiusi anche perché i Dirigenti locali hanno rigettato le proposte delle Rappresentanze locali. Tavoli chiusi, con accordi sottoscritti o in via di sottoscrizione, invece per: MARISTANAV La Spezia; MARICAPITALE Roma (pur permanendo le valutazioni negative delle OO.SS. e delle RSU interessate per il cambio in corso d’opera della collocazione dell’Ente, per il disagio arrecato al personale e per l’antieconomicità dell’operazione, come rappresentato in una nota unitaria delle OO.SS. di Roma); infine, MARISTANAV e Cdo Marina Augusta.
Va dato atto al Capo di SMM della disponibilità che, in sede di riunione, ha offerto alle OO.SS. per risolvere le criticità di cui sopra, proponendo per tutti gli Enti in argomento implementazioni di incarichi per il personale civile di area 3^, alcuni anche significativi. Ma è evidente che non atteneva certo al tavolo nazionale una funzione di questo tipo, motivo per il quale FLP DIFESA ha preso atto delle novità annunciate negli organici, che però, a nostro giudizio, non soddisfano completamente le nostre aspettative in ragione delle novità normative e delle posizioni espresse in Parlamento dalla Ministra Pinotti. Abbiamo perciò chiesto all’ amm. De Giorgi, unitamente a tutte le altre OO.SS. presenti, che con queste proposte si torni sui tavoli locali, al fine di completare i confronti e sottoscrivere gli accordi. Condividiamo a tal proposito l’opinione, espressa in sede di riunione dalla F.A., che le problematiche MARISTANAV siano più aggredibili e risolvibili, e auspichiamo dunque che a breve si possano chiudere gli accordi per quegli Enti. L’operazione è certo più complessa per i Comandi Marina, per i quali FLP DIFESA ha chiesto all’amm. De Giorgi di valutare la praticabilità di un rinvio, attraverso apposito DM e al pari di quanto farà l’Esercito, dei termini fissati dal D. Lgs. n. 7. In ogni caso, lo SMM ha assicurato che le operazioni di reimpiego saranno attuate in tutte le Sedi nel pieno rispetto delle norme contrattuali e delle procedure vigenti.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate altre due questioni importanti: il riordino già avvenuto del settore infrastrutturale della M.M., oggetto di Direttiva a firma del Capo di SMM (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.1014) che ripubblichiamo in questa pagina, e il decisivo riordino degli Arsenali Militari che si dovrà completare entro il 2015.
Per quanto attiene il riordino del settore infrastrutturale, il Capo di SMM ha indicato alle OO.SS. le innovazioni apportate nel settore infrastrutturale, che sono quelle illustrate nelle slide dalla n. 12 alla n. alla n. 19. A tal proposito, FLP DIFESA ha chiesto che negli Enti interessati al riordino si aprano subito tavoli di confronto con le rappresentanze locali in ordine soprattutto agli Organigrammi dell’Alto Comando e all’ organizzazione della nuova Sezione e del nuovo Ufficio del Genio (allegati 4a e 4b della Direttiva), che a nostro avviso dovranno marcare maggiormente funzioni e compiti attribuiti al personale civile.
Per quanto riguarda invece il riordino degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, i colleghi ricorderanno quanto FLP DIFESA ebbe a rappresentare nel corso della riunione con SMM-1° Reparto avvenuta in data 6 gen u.s. (si veda il Notiziario n. 6 di pari data). In quella circostanza, tenuto conto delle norme di cui all’art. 12, comma 2259-sexies, del D.Lgs.n. 8/2014 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”) che recano disposizioni innovative in materia di organici e di razionalizzazione delle produzioni e prevedono la reinternalizzazione di servizi e lavori, FLP DIFESA aveva chiesto il riavvio delconfronto tra F.A. e OO.SS. sul riefficientamento di quegli Enti. Ebbene, l’amm. De Giorgi, dopo aver illustrato le criticità, le priorità di intervento e l’aperura all’esterno dei servizi di quegli Enti (vds slide dalla n. 9 alla n. 11), ha assicurato che a breve verrà inviata alle OO.SS. la tabella di marcia per l’apertura dei confronti, che partiranno da un incontro nazionale previsto entro aprile in cui si parlerà dei criteri generali del riordino, proseguiranno poi con i tavoli locali, Ente per Ente, e si concluderanno infine con un secondo incontro nazionale, in cui si tireranno le fila e si definiranno le scelte conclusive. Ovviamente non possiamo che esprimere soddisfazione per questa importante decisione del Capo di SMM.
In conclusione, un incontro significativo che apre prospettive nuove nelle relazioni sindacali in MM.
Nel corso della riunione pomeridiana a palazzo Aeronautica, presieduta dal Capo del 1° Reparto gen. U. Baldi, lo Stato Maggiore Aeronautica ha illustrato alcuni provvedimenti di riordino discendenti dal D.Lgs. 28.01.2014, n. 7 attuativo della Legge delega n. 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare. Detti provvedimenti di riorganizzazione, che dovrebbero diventare esecutivi a far data dall’11 aprile p.v., interessano alcuni Enti di Roma e il Distaccamento di Terminillo, e precisamente:
Comando AM Roma (COMAER), che vedrà il proprio Vertice (Comandante,Uf Comando; Uf. Presidio e Cerimoniale; Uf. Amministrazione) trasferirsi a Roma Centocelle, mentre i restanti elementi di organizzazione (tra i quali il Vice Comandante e l’ Uf. Personale) rimarranno invece a palazzo Aeronautica (PALAM), riconfigurandosi in “Comando Supporti Enti di Vertice PALAM”;
Comando Aeroporto di Centocelle/QG che cambia denominazione (da QG CSA-Comando Squadra- a QG COMAER) e dipendenza gerarchica (dal CSA-Comando squadra Aerea- al COMAER), mentre analogo transito di dipendenza è previsto per il Servizio Amministrativo di Centocelle che dal QG del CSA transiterà alle dipendenze di COMAER Centocelle;
Sezione Distaccata Personale in Congedo Regione Lazio, sino ad oggi articolazione della 3^ R.A. (Regione Aerea) di Bari, che transiterà alle dipendenze di COMAER Centocelle.
Distaccamento Aeronautico Terminillo che cambierà dipendenza dal Comando Scuola della 3^ R.A. al COMAR Centocelle, pur permanendo nella stessa sede.
Trattandosi in tutti i casi di provvedimenti consistenti in meri cambi di dipendenza senza alcuna variazione di sede di lavoro, abbiamo concordato con SMA che la procedura di reimpiego debba essere quella c.d. “semplificata”: il dettaglio per i diversi Enti è illustrato nelle slide dalla n. 13 alla n. 31 del file predisposto dal 1° Reparto e che pubblichiamo di seguito come allegato in questa stessa pagina.
In merito agli impieghi del personale, preso atto del mantenimento delle professionalità e della riconferma delle posizioni organizzative oggi previste, il tavolo sindacale a fattor comune ha chiesto alla F.A. di dare concretezza e piena attuazione alla previsione contenuta nell’art.1, comma 2, let. e), del D. Lgs. n. 7/2014 che dispone “l’attribuzione di funzione compiti tecnico-amministrativi al personale civile”.
Per quanto attiene invece ai provvedimenti di riorganizzazione previsti dall’art. 7 del D.Lgs 28.01.2014, n. 7 e fissati al 31.03.2014 (Comando Logistico; Ispettorato sicurezza del volo; 41° Stormo Sigonella; Distaccamenti Aeroportuali di Pantelleria e Brindisi), lo SMA ha confermato la data di decorrenza dei provvedimenti che, nella parte che riguarda il personale civile, sono già stati oggetto di precedenti confronti con le OO.SS., in particolare per quanto attiene le procedure di reimpiego.
Segnaliamo infine ai colleghi il prospetto di cui alla slide n. 32 che fa il punto di situazione sui reimpieghi del personale civile degli Enti AM in riordino negli anni 2014 e 2015.
Nella seconda parte della riunione, lo SMA ha reso noto i progetti formativi per l’anno in corso, come da specifica richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 19.11.2013 (vds. Notiziario n. 125). In quella circostanza, SMA aveva resocontato sulle attività formative 2012/2013, indicandone i criteri ispiratori (congruenza tra tipologia del corso e esigenza funzionale/crescita professionale/mansioni del lavoratore), le richieste soddisfatte (n. 763 nel 2012 e n. 755 nel 2013) e infine la ripartizione delle risorse disponibili nel 2013 (€ 95.564) tra alta formazione, corsi cefodife (77%), la parte più rilevante dei quali fatta in sede locale, e corsi extracefodife (16%).
Ebbene, l’intendimento della F.A. per il 2014 è quello di riproporre in buona sostanza lo stesso modello: nel file predisposto da SMA-1° Reparto e pubblicato sul nostro sito web, le slide dal n. 33 al n. 40, indicano per le diverse tipologie (Corsi linguistici; di informatica; giuridico-amministrativi e tecnici) l’oggetto del corso e la sede di svolgimento. Come si può vedere, i corsi decentrati risultano nettamente prevalenti, e questo anche allo scopo di coinvolgere quei lavoratori (diversamente abili, con figli piccoli, in assistenza ex L.104, etc.) che sarebbero in gran parte esclusi da iniziative formative centralizzate.
A tal proposito, FLP DIFESA ha dato atto alla F.A. dell’equilibrio con il quale sono stati sin qui gestiti i processi formativi, come peraltro evidenziato dal documento predisposto da SEGREDIFESA e consegnato alle OO.SS. (vds. documento pubblicato sul nostro sito in allegato al Notiziario n. 111 del 9.10.2013), che evidenziava la virtuosità della F.A. nella ripartizione dei corsi tra militari e civili e in quella tra la materia antinfortunistica e di carattere giuridico/linguistico/informatico. Nota dolente, che purtroppo permane anche per il 2014, l’esiguità delle risorse disponibili destinate alla formazione (circa 97.000 € quest’anno), che ripropone l’urgenza, ribadita anche nella circostanza dalla nostra O.S., di reperire ulteriori risorse da investire in formazione, abbinata alla necessità di fare formazione per tutti i lavoratori, senza esclusioni totali o parziali (semplici uditori) di professionalità.
FLP DIFESA ha poi posto alcune questioni legate alla imminente rideterminazione delle dotazioni organiche civili di F.A. discendenti dai tagli imposti dal D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (c.d. spending review). A tal riguardo, è utile preliminarmente fare il punto di situazione generale.
Con il DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) 22 gennaio 2013, sono state fissate le nuove dotazioni organiche civili della Difesa che, per il personale non dirigente, prevedono n. 1.824 in area 1 (erano n. 63 a seguito del DL 138/2011); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e, infine, n. 26 tra professori etc.. La tappa successiva, che sembrerebbe oramai prossima ancorchè a distanza di più di 13 mesi dal DPCM, consisterà nella ripartizione tra i diversi Organi Programmatori (SGD; SS.MM. di F.A.; Cdo Gen. CC; etc. ) delle diverse professionalità, su base regionale e naturalmente per profilo, che dovrà poi essere recepita in apposito D.M. il cui schema dovrà essere oggetto di informazione preventiva e di confronto con le OO.SS., che pensiamo avverrà a breve.
Dunque, l’A.M. avrà la sua nuova dotazione organica civile: quella post DL 138/2011, era fissata in n. 4.485 unità complessive a fronte di un numero pressoché analogo di personale effettivo (n. 4.359 al 1 novembre 2013). La dotazione post DPCM 22.01.2013, in base agli elementi a nostra conoscenza, dovrebbe aggirarsi invece intorno alle 4.200 unità (così articolate all’incirca: n. 340 di area 1^; n. 3.650 di area 2^ e n. 210 di area 3^), con una riduzione di quasi 300 posizioni rispetto all’attuale dotazione.
E’ di tutta evidenza che questi numeri complessivi per area rappresentano la somma degli organici di Enti e delle professionalità civili ivi previste. Ma non conosciamo ancora il dettaglio Ente per Ente. Conosciamo certamente i criteri di scelta della F.A., che li ha illustrati alle OO.SS. nella già richiamata riunione del 19 novembre u.s.: in primo luogo, allineare quanto più possibile l’organico di Ente alle presenze effettive di personale, prevedendo come soprannumeri le sole posizioni riassorbibili ex DL 95 (ad oggi, sarebbero circa un 150/200); in secondo luogo, operare la revisione delle attuali dotazioni tenendo conto delle posizioni sotto l’aspetto della funzionalità rispetto al disegno ordinativo futuro. L’idea sarebbe quella di prevedere alcune posizioni quadro, oggi non necessarie, ma forse utilizzabili in futuro nel ridisegno di F.A. Questi i criteri che dovrebbero aver orientato le scelte della F.A. per la rideterminazione degli organici degli Enti, il cui dettaglio, però, lo ripetiamo, non ci è ancora noto, e non è certamente un dettaglio di poco conto, atteso che sulla base di quei numeri verranno poi gestiti i processi di mobilità, di reimpiego e altro. Proprio per questo, abbiamo chiesto allo SMA che, non appena adottato il Decreto Ministeriale con la ripartizione per Organo Programmatore e per Regione delle dotazioni organiche ex DPCM 22.01.2014, sia fissata con la maggiore sollecitudine possibile una apposita riunione con le OO.SS. nazionali per conoscere e confrontarsi in merito alle dotazioni organiche dell’Ente. La nostra richiesta, condivisa da tutto il tavolo sindacale, è stata accolta dal gen. Baldi.
Le questioni afferenti ai contenuti dei decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare sono state al centro del confronto di oggi pomeriggio con il Sottosegretario delegato sen. Pinotti, che ha fatto registrare alcune importanti aperture dell’Amministrazione su tutta una serie di problemi evidenziati dal Sindacato, anche se non possiamo nascondere che alcuni nodi permangono irrisolti e su di essi dovremo concentrare la nostra attenzione. E’, questo, in estrema sintesi, il succo del confronto di oggi pomeriggio con la sen. Pinotti, che FLP DIFESA aveva formalmente richiesto con propria nota del 14 u.s. (allegato al Notiziario n. 112 del 15 u.s.).
In apertura di riunione, il Sottosegretario ha dato risposta alle questioni ancora aperte legate ai decreti attuativi, da noi e da altre sigle poste nelle riunione del 17 set. e richiamate nel documento presentato alle Commissioni Difesa. Vediamone i contenuti e le osservazioni proposte dalla nostra O.S.
ATTRIBUZIONI DEL PERSONALE CIVILE: l’ art. 15 del C.O.M., novellato dal decreto attuativo c.d. ordinamentale, sarà riformulato, al comma 2-bis let. e), attraverso l’espunzione della parola “tendenziale”. Dunque, la nuova norma contiene una previsione netta (“funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile, dirigente e non”), che evidentemente non consente varianti al riguardo e muove certamente nella direzione da noi auspicata, quella della c.d. “civilizzazione”. Fatta la norma, dovremo ora vigilare come OO.SS., e certo lo faremo, affinchè gli OO.PP. disegnino le strutture organizzative e prevedano impieghi e incarichi in funzione di questa novità positiva.
FESI (Fondo Efficienza Servizi Istituzionali): all’art. 6 del D. Lgs. ordinamentale, l’art. 1805-bis verrà riformulato, come noi chiedevamo, prevedendo che il transito di personale militare nei ruoli civili venga accompagnato dal versamento al FUA della quota media pro-capite delle risorse strutturali insieme a quota aggiuntiva derivante dalle risorse variabili, sulla base di approfondimenti da operare.
AREA INDUSTRIALE E ASSUNZIONI: in merito a questo problema, da noi ripetutamente sollevato e rappresentato in tutte le sedi, il Sottosegretario Pinotti, che si è detta particolarmente attenta alle problematiche di quell’area, ha preannunciato che l’A.D. si adopererà in tutti i modi perché venga inserita nella legge di stabilità 2014 una deroga che consenta di procedere alle assunzioni di vincitori di concorsi, operazione questa necessaria per dare un qualche respiro agli Enti e Stabilimenti che vivono una situazione di estrema sofferenza a causa del mancato turnover di questi anni. Una buona notizia, che va nel segno da noi auspicato; ne prendiamo atto con piacere e ne attendiamo la concretizzazione, rimanendo comunque convinti, oggi più che mai alla luce dei prossimi pensionamenti in soprannumero ex L.135, che sia necessario un piano straordinario di assunzioni civili, attingendo per questo alle graduatorie di concorsi già espletati per la Difesa negli anni passati e tuttora valide.
RISERVA CONCORSI CIVILI: SMD, presente in riunione, ha affermato che la previsione, contenuta nel decreto attuativo sul personale, di riserva a favore dei volontari del 50% dei posti nei concorsi civili, che FLP DIFESA ha chiesto di cancellare, non è attuabile in quanto la norma è già prevista dal comma 2 dell’art. 1014. Peccato che in materia non siano state a suo tempo sentite le OO.SS.
COMPETENZE SEGRETARIO GENERALE: nessuna risposta è venuta sulla nostra richiesta di espungere l’integrazione contenuta nell’art. 15 novellato che di fatto riduce le competenze del Segretario generale in materia di armamenti, ritenute di sua “pertinenza e responsabilità” anche dalla relazione alla Commissione Difesa della Camera degli onn. Scanu e Cicu (si veda l’allegato).
MOBILITA’ E REIMPIEGHI: il Sottosegretario ha accolto la richiesta sindacale di avviare un tavolo tecnico-politico sulle materie, e dunque se ne riparlerà in una prossima, apposita riunione. Ne prendiamo atto, anche se non possiamo nascondere la nostra viva preoccupazione per alcuni elementi emersi nel corso della riunione. In primo luogo, che l’Amministrazione non intenderebbe recedere sul punto dei “pareri” sostanzialmente vincolanti degli OO.PP., che di fatto renderebbero i nostri percorsi di mobilità interni poco assimilabili a quelli in essere presso altre AA.PP., che prevedono procedure con criteri, punteggi e graduatorie e senza alcun parere; in secondo luogo, il mantenimento nel decreto attuativo sul personale (art. 2259-ter), tra le possibilità previste ai fini della predisposizione del piano di riassorbimento delle eccedenze civili, della opzione “mobilità in ambito regionale“; infine, del no venuto dalla Funzione Pubblica al riferimento alla contrattazione decentrata per la definizione dei piani di reimpiego del personale a seguito di soppressioni/riorganizzazioni di Enti della Difesa. E’ di tutta evidenza che non si può affrontare la massa di provvedimenti in arrivo senza le garanzie offerte da precisi riferimenti a regole condivise e sottoscritte, fidando solo sulla disponibilità dell’Amministrazione, che oggi c’è, come confermato dalla sen. Pinotti in sede di riunione, ma domani chissà, magari in presenza di un Vertice politico diverso. Riproporremo le questioni nel tavolo che dovrebbe essere convocato a scadenza ravvicinata.
TRANSITI DI PERSONALE MILITARE NEI RUOLI CIVILI: è stato affermato in riunione, anche con il supporto del parere espresso dalla Funzione Pubblica, che le modalità di transito del personale militare in eccedenza saranno le stesse, sia per il passaggio nei ruoli civili che per quello in ambito altre AA.PP. Dunque, anche i transiti nei ruoli civili della Difesa dovranno avvenire “a domanda”, in base alla capienza organica, e nel rispetto dei vincoli assunzionali fissati dalla legge. Anche di questo prendiamo atto con piacere, anche perché si eviterà l’ingolfamento dei ruoli civili; al tempo stesso osserviamo che, stando così le cose, alla luce delle limitate capienze oggi esistenti nelle diverse aree, di transiti di militari eccedenti nei nostri ruoli ne dovremmo vedere davvero ben pochi. Bene, vedremo se i fatti confermeranno queste rassicurazioni e queste previsioni. Ne riparleremo.
ESENZIONE: anche in questo caso la Funzione Pubblica avrebbe detto no all’estensione ai civili della norma (art.2209-sexies in decreto attuativo sul personale), immaginiamo perché la cosa configurerebbe un eccesso di delega (la nostra richiesta ai tempi del d.d.l. non è stata recepita). Bene, anzi male; pur tuttavia, registriamo le considerazioni al riguardo venute dagli onn. Scanu e Cicu nelle relazione prima richiamata ( “con riferimento al nuovo istituto dell’esonero del servizio, rileva come debba essere attentamente valutata la proponibilità di un istituto così impegnativo e la sua compatibilità con il quadro generale che regola la materia previdenziale”). Riflettiamoci tutti!
TABELLA DI EQUIPARAZIONE MIL/CIV: a breve (11-14 nov) riprenderà il confronto tra le Parti. La nostra posizione al riguardo è ben nota: i Sottufficiali tutti in area 2^ e gli Ufficiali in area 3^.
Nel corso della riunione, sono state affrontate anche altre questioni, altrettanto importanti:
1. PENSIONAMENTI IN SOPRANNUMERO: la dr.ssa Pretiha fornitoi numeri aggiornati in merito alla indagine esperita con circolare n. 55028 del 6.09.2013, dalla quale emergerebbero, alla data odierna, n. 899 eccedenze totali (169 di area 1^ e 730 di area ^) a fronte di un bacino complessivo di pensionabili con i requisiti pre-Fornero pari a n. 2529 (180 diarea 1^ e 2349 di area 2^). Ne riferiremo dettagliatamente a breve, con un successivo e specifico Notiziario.
2. DOTAZIONI ORGANICHE: gli Organi di Vertice stanno provvedendo a distribuire le nuove dotazioni ex DPCM 22.01.2013 tra gli OO.PP. e ad articolarle nei diversi profili professionali.
3. STRUTTURA DEL SEGRETARIATO,DD.GG. E UU.CC: l’A.D. sta mettendo a punto il provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Ci risulta anche che sia stato costituito apposito “Gruppo di progetto” per lo studio della ripartizione delle funzioni relative alla gestione del personale, verosimilmente propedeutico alle scelte su struttura e competenze delle future DD.GG..
Su tutte e tre queste questioni, attesa la loro enorme rilevanza, abbiamo chiesto di poterne discutere a breve, ricordando l’impegno del Ministro a coinvolgere le OO.SS. a monte delle scelte di riorganizzazione.
Stretta di mano tra Letta e Alfano dopo il voto di fiducia
Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei Deputati.
Il voto di fiducia assicura continuità all’attuale esecutivo, e dunque anche al Vertice politico della Difesa, la cui azione potrà ora riprendere secondo le direttrici politiche tracciate dal Ministro nel corso della sua prima audizione parlamentare (vedasi Notiziario n. 58 del 20 maggio u.s.) e, per quanto attiene le questioni che afferiscono alle relazioni sindacali, nel solco degli impegni assunti con le OO.SS.
Proviamo a metter in fila le questioni sulle quali dovrà svilupparsi prioritariamente il confronto con l’Amministrazione.
Al primo posto, ci sono naturalmente i Decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare (Legge 31.12.2012, n. 244). Come i colleghi ricorderanno, l’8 agosto u.s. il Consiglio dei Ministri ha adottato i due schemi di decreto legislativo, che dovranno ora passare all’esame delle Commissioni Difesa che dovranno esprimere il “parere” entro 60 giorni dall’assegnazione. Nella parte d’interesse del personale civile, quei provvedimenti recano punti concordati con i Sindacati e anche novità in positivo, ma fanno anche registrare, purtroppo, punti di arretramento rispetto alle cose convenute negli incontri di luglio con le Parti sociali, e punti irrisolti e rinviati a successivi confronti. Ebbene, tenuto conto dei ristretti limiti di tempo per il varo dei decreti attuativi, è urgente, a nostro avviso, riprendere il confronto tra le Parti: c’è ancora troppa distanza tra lavoratori civili e militari nelle opzioni offerte al personale eccedentario, e questa forbice deve essere riavvicinata in un qualche modo.
Nel stesso contesto delle problematiche comunque afferenti ai decreti attuativi, si iscrivono altre questioni per noi di prioritaria importanza, che qui brevemente proviamo a richiamare per punti:
– Mobilità e reimpieghi: c’è nel testo dello schema di decreto sul personale la previsione di mobilità interna non a domanda su base regionale, ed è un nodo che va affrontato, altrimenti nel 2016 potremmo trovarcelo sul groppone; e c’è poi la necessità, alla vigilia di una nuova e corposa fase di riordino, di rivisitare la procedura contrattuale di reimpiego fissandone meglio i tempi, i percorsi e le modalità.
– Tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili: è uno dei nodi gordiani, da affrontare rapidamente; la nostra proposta è quella emersa unitariamente nei confronti di luglio, è che si traduce molto semplicemente in questa semplicissima equazione: Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^.
– Funzione e compiti del personale civile: abbiamo apprezzato l’apertura contenuta nello schema di decreto “ordinamentale” (“tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi…..”), ora però occorrerà declinarla puntualmente e fissarla nel redigendo “Regolamento” e anche all’interno del d.d.l. di riforma dei ruoli e delle carriere di cui al comunicato del C. dei Ministri dell’8 agosto u.s.
– Area industriale: lo schema di decreto attuativo reca alcune importanti e significative novità richieste dal Sindacato, ma che non sono sufficienti evidentemente a rilanciare un’area ritenuta strategica dalla stessa A.D.. Occorre far ripartire il confronto su un progetto di riefficientamento di Poli e Arsenali.
– Ridefinizione organici: a distanza di oltre nove mesi dall’entrata in vigore del DPCM 23.01.2013, è il caso di avviare rapidamente il confronto sulla loro articolazione in profili e sulla distribuzione tra gli OO.PP.
Infine, c’è la questione dei pensionamenti in soprannumero che reca dietro di sé le problematiche innescate dal D.L. 101 con riferimento all’ assunzione dei vincitori di concorso, che appare essenziale per la stessa area industriale.
Tanta carne al fuoco, dunque, e per questo è bene riprendere prestissimo il confronto tra A.D. e OO.SS. su tutte le materie di cui sopra.
Attendiamo pertanto di essere convocati a breve.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 106 del 24 settembre 2013 –
I generali Borrini (SCapo di SME) Bernardini (Cte del FOT) e Stano (Cte del COFODIN Di padova)
Nel primo pomeriggio di oggi, si è tenuta a palazzo Esercito una sessione informativa, su tavoli separati, presieduta dal Capo Ufficio OO.FF. (Organizzazione delle Forze) di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) col. Antonello Vespaziani, e relativa ad alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n. 244/2012, con le accelerazioni impresse dalla L. 135/2012 (spending review).
Di seguito, una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area di vertice – Due i provvedimenti previsti: la Sezione Prevenzione e Protezione di SME transita alle dipendenze del Sottocapo SME (l’incarico è stato da poco assunto dal gen. G.B. Borrini, già Cte del 1° FOD, a sua volta sostituito dall’ex capo del DIPE e dal 3 p.v. Cte del COFODIN di Padova, gen. B. Stano); ridenominazione di quattro Uffici dell’area C4. Entrambi senza effetti sulle posizioni civili.
* Area della Formazione – Sono previsti: il cambio di dipendenza dal 1 ott. p.v. delle Scuole di Fanteria e di Cavalleria dal CESIVA (Centro Sistemi Validazione) al Cte per la Specializzazione del COMFORDOT; il potenziamento della presenza civile a Capo Teulada con l’inserimento di 30 posizioni presso il costituendo Centro di Addestramento tattico nel quadro del “progetto SIAM” legato al mantenimento dei 3 poligoni della F.A e al maggior utilizzo di simulatori per l’addestramento; la soppressione dell’Infermeria Unificata del Rgt. Cecchignola di Roma, rispetto al quale provvedimento la nostra O.S. ha chiesto e ottenuto assicurazioni da parte di SME in merito al reimpiego dei tre civili.
* Area Territoriale – A parziale variante di quanto a suo tempo illustrato (si veda il Notiziario n. 49 del 19.04.2011), in conseguenza di intervenute esigenze di carattere tecnico e normativo, la F.A. costituirà nel 2014 un Centro Gestioni Archivi (CGA) presso la sede dell’ex CERICO di Candiolo-Torino (il provvedimento in questione è inserito tra i provvedimenti dell’Esercito contenuti nello schema di Decreto attuativo c.d. “ordinamentale” della delega ex L.244/2012). Il CGA dovrà stoccare e gestire, nell’immediato, la documentazione attualmente giacente presso le sedi di Bologna, Bari, S. Maria Capua Vetere (CE) e Genova, e probabilmente provvedere anche alla sua digitalizzazione. A tal riguardo, è già stato costituito presso Candiolo, con soli militari, il “Nucleo Iniziale di Formazione” (NIF), che la F.A. potenzierà con 15 civili del settore amministrativo (1 Funzionario e 14 tra Assistenti/Addetti). A seguito di precisa richiesta della nostra O.S., RPGF E DIPE hanno assicurato che l’alimentazione di personale del costituendo CGA sarà effettuata attraverso la ricognizione di disponibilità di lavoratori interessati della sede di Torino, con priorità per quelli già reimpiegati dell’ex CERICO di Candiolo.
* Area Logistica – Nel contesto della riorganizzazione dell’area, è prevista la costituzione (nel 2013) dei Comandi di settore (Cdi Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nascono per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti (si veda, a tal proposito, il Notiziario n. 10 del 24.01.2013). A seguito della troppo accelerata soppressione dei Comandi Sanità Nord e Sud intervenuta nel contesto del riordino della Sanità militare voluta fortemente dall’ex Ministro Di Paola, si pone oggi la necessità di accelerare la costituzione del Comando Sanità e Veterinaria , che impiegherà 12 civili tutti di 2^ area, 4 provenienti dall’ex Dipartimento Veterinaria e n. 8 dall’ex Dipartimento Sanità.
Questi gli argomenti all’o.d.g. trattati in riunione, segnalando ai colleghi interessati che sul questa stessa pagina sono pubblicate le slides predisposte da SME e utilizzate per l’illustrazione dei provvedimenti.
Come ultimo punto, su nostra formale richiesta, abbiamo ridiscusso con SME-RPGF delle dotazioni organiche civili del costituendo Comando Forze Difesa Interregionale Nord (COFODIN) di Padova, che nasce per riconfigurazione del CME Veneto e acquisizione delle funzioni del sopprimendo CEDOC, e nel quale andrà a confluire nel 2014 il personale del sopprimendo Comando Logistico Nord di Padova. Come si ricorderà (si veda il Notiziario n. 80 dell’11 luglio 2013), SME-RPGF ha illustrato in data 10 luglio alle OO.SS. nazionali la struttura organizzativa e le dotazioni organiche del costituendo (dal 3 ottobre p.v.) COFODIN di Padova. In quella sede, FLP DIFESA fece presente che “sotto il profilo delle quantità, la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (157 unità previste a fronte delle 167 oggi complessivamente effettive nei tre Enti”, ma anche che “per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere, oltre alla struttura organizzativa dell’Ente, anche l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno con i relativi incarichi”, e chiese pertanto di conoscere questi elementi mancanti, che solo successivamente furono comunicati alle OO.SS. territoriali e alle RSU. Si rese allora evidente che, a fronte delle attuali nove posizioni organiche previste nei tre Enti originari (CME Veneto, CEDOC e COMLOG Padova), la struttura del COFODIN ne prevedeva la cancellazione di ben sette. Una scelta che abbiamo ritenuto fortemente inadeguata, sia per la rilevanza del nuovo Ente sia soprattutto in considerazione degli impegni assunti dal Ministro Mauro nei confronti delle OO.SS. nazionali a seguito del confronto sui decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, che si erano tradotti nella previsione della “tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale” che ha trovato posto nel novellato art. 15 C.O.M., inserito dello schema di decreto attuativo “ordinamentale”. Da qui la nostra richiesta di incontro inviata a SME il 9 u.s., che è pubblicata come allegato su questa stessa pagina.
A seguito della nostra iniziativa, nel corso della riunione odierna, SME-RPGF ha espresso la propria disponibilità a integrare i due già previsti incarichi di Capo Sezione attribuiti a funzionari civili (“Sz. Matricola dell’Uf. Amministrazione” e “Sez. Documentazione dell’Uf. Documentale”) con altri tre nuovi incarichi di Capo Sezione da attribuire a funzionari civili presso le Sezioni “Personale civile dell’Ufficio Personale” (il col. Vespaziani ha precisato comunque che la iniziale non previsione di detto incarico era solo frutto di un refuso), e “Provvedimenti medico-legali” e “Matricola, Disciplina e Anagrafica e Gestione Archivi dell’Ufficio Documentale” del costituendo COFODIN di Padova. La riconnotazione di queste tre posizioni organiche sarà sottoposta a breve alla decisione del Capo di SME-RPGF.
Nel prendere positivamente atto di questa disponibilità di SME-RPGF, abbiamo anche segnalato che il nascente COFODIN non prevede al suo interno il “Centro di Sicurezza Antinfortunistico, Medicina e Igiene del lavoro” con competenza interregionale, al cui interno opera peraltro anche il RSPP, attualmente previsto dalla struttura del COMLOG Nord, che nel 2014 confluirà nel COFODIN. Una assenza a nostro avviso preoccupante, che avevamo inizialmente legato alla disposizione emanata dalla F.A. sulla destinazione dell’incarico di RSPP solo a personale militare, poi opportunamente modificata agli inizi del corrente mese. FLP DIFESA ha pertanto chiesto di inserire il predetto “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del nuovo Ente, prevedendo posizione e incarico di RSPP a un funzionario civile.
Il col. Vespaziani ha preso atto della nostra richiesta, che ha ritenuto peraltro corretta, e ha rinviato ogni decisione formale al momento della futura soppressione del COMLOG Nord, a seguito del quale sarà preso in esame l’inserimento del “Centro A.I.” nella struttura organizzativa del COFODIN.
I colleghi perdoneranno la lunghezza del presente Notiziario e comprenderanno anche il molto spazio dedicato alle problematiche del CEFODIN; ma, tenuto conto che l’Ente in questione è il primo dei nuovi Alti Comandi di F.A. a partire, dopo le aperture sul fronte della c.d. “civilizzazione” venute dal Ministro Mauro, è di tutta evidenza che la sua configurazione organizzativa, le nuove dotazioni organiche e soprattutto gli incarichi attribuiti ai civili rappresentavano il primo banco di prova per saggiare sul campo le reali intenzioni delle FF.AA. rispetto agli impegni assunti dal Ministro sul terreno della “civilizzazione”. Una verifica che riteniamo allo stato confortante, e che ci fa ben sperare anche in merito alla entrata in attività dei nuovi Alti Comandi di F.A. di prossima costituzione (COFODIS Napoli, 2014); CMA Sicilia (2014), CMI Nord-Ovest Torino (2016) e degli Enti nascenti o riorganizzati a seguito dei riordini.
Il Ministro Patroni Griffi con il Capo Dip. Naddeo
Il Ministro della F.P. Patroni Griffi, per conto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e il Ministro dell’Economia e Finanze Grilli, hanno finalmente firmato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che reca la data del 22.01.2013 e recepisce i nuovi organici di alcune AAAmministrazioni Centrali, tra le quali anche la Difesa, in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 6.07.2012, n. 95 (“spending review”).
Come si ricorderà, la norma sopra richiamata ha disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non) e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” con riferimento al personale non dirigente. Rispetto alla dotazione organica discendente dal D.L. 138/2011 unità, il DPCM fissa così le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. Invece, la nuova dotazione organica del personale dirigente è pari a n. 117 (erano n. 133 dopo il D.L. 138).
IL DPCM recepisce in toto la proposta messa a punto dalla Difesa anche attraverso il positivo confronto con il Sindacato (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012) e reca una novità grande e positiva: il rientro in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005 tutti in eccedenza, e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero” al 1.07.2013 e di collocamento in disponibilità (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi, e poi il licenziamento). Era stata, come si ricorderà, la prima richiesta di FLP DIFESA, che era stata giudicata in un primo momento poco praticabile dallo stesso Ministro, e poi invece resa possibile dalle indicazioni venute dalla Direttiva FP n. 10/2012 che, in relazione alla c.d. “compensazione interna”, aveva previsto che “….il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”. Opportunità colta al volo dall’A.D., alla quale va dato atto del positivo lavoro fatto.
Ora dovrebbe partire la seconda fase di attuazione della “spending”. Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 (si veda la tabella da noi messa a punto e allegata al Notiziario n. 136) erano le seguenti: n. 2.046 in area 1^; n. 24.586 in area 2^ e n. 2.506 in area 3^. Rispetto alle nuove dotazioni organiche recepite nel DPCM, emergerebbero dunque eccedenze in area 1^ per n. 222 unita e in area 2^ per n. 1.340, e invece carenze per n. 175 unità in area 3^. Nel complesso, la “eccedenza assoluta”, come la definisce la F.P., , è pari a n. 1.562 unità, a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014 sarebbe però di molto superiore (dai nostri calcoli, n. 232 in area 1^ e n. 2.560 in area 2^, per un totale di n. 2.792 posizioni soprannumerarie riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1, let. a) del DL 95, poi convertito nella Legge 135. Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 lug.2013, e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma allegato alla richiamata Direttiva FP n. 10, si dovrà tradurre ora, tra le altre cose, nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”; nella individuazione nominativa “del personale in possesso dei requisiti” per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”; e, infine, nellaindividuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”. Come si può capire, la strada da fare è ancora abbastanza lunga e complessa.
In attesa della pubblicazionedel provvedimento in Gazzetta Ufficiale, pubblichiamo di seguito il testo integrale del DPCM 22.01.2013 e le tabelle che interessano il Ministero della Difesa.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 266 del 14 u.s., è stato pubblicato il DPR 26.09.2012, n. 191 che recepisce il “Regolamento recante ulteriori modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, concernente il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, per la riorganizzazione del Ministero della difesa, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e degli enti vigilati” , che entrerà in vigore in data 29 novembre p.v. Trattasi del provvedimento attuativo dell’art.1, commi 3-5, della Legge 16.09.2011, n. 148 (conversione del D.L. 13.08.2011, n.138 – c.d. “manovra di ferragosto”), che disponeva la “riduzione degli Uffici dirigenziali di livello non generale e relative dotazioni organiche in misura non inferiore al 10% di quelli risultanti a seguito dell’applicazione del D.L.194/2009” e “la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale… apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva risultante dalla applicazione del D.L 194/2009”.
Detto provvedimento modifica il testo unico regolamentare in materia di ordinamento militare, di organizzazione del Ministero della difesa, degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro e degli Enti pubblici vigilati. Leggiamo dal comunicato stampa emesso il 3.08.2012 subito dopo l’adozione del Consiglio dei Ministri, le principali novità contenute nel DPR 191 rispetto al precedente Regolamento DPR 270/2010:
1.”la soppressione della Direzione generale dei lavori e del demanio e l’attribuzione delle sue funzioni ad una nuova struttura di livello dirigenziale generale, denominata Geniodife, incardinata all’interno del Segretariato generale;
2. l’istituzione, ad invarianza di spesa, presso il Segretariato generale di un VI Reparto, di livello dirigenziale generale, che curerà le attività legale e consultiva e di gestione del contenzioso in precedenza svolte in proprio da ciascuna struttura di livello generale, eccezion fatta per le questioni attinenti al personale e alla previdenza che restano ancora affidate alle direzioni generali competenti;
3. la riduzione del 10% dell’organico dei dirigenti di livello non generale (15 civili e 14 militari), che porterà le attuali complessive 286 unità a 257, con una connessa riduzione di spesa annua a regime di 1,86 mln di euro.
4. riduzione del 10% dell’organico del personale civile di livello non dirigenziale, che porterà le attuali 33.402 unità a 30.381, con una connessa riduzione di spesa annua a regime di circa 116 mln di euro;
5. la riduzione di 8 unità (6 militari e 2 civili) del contingente di personale non dirigenziale assegnato agli uffici di diretta collaborazione del Ministro, che porterà le attuali 153 a 145 unità.
Con riferimento ai punti 3 e 4, è di tutta evidenza che le riduzioni degli organici indicate sono già ampiamente superate dai numeri contenuti nell’emanando DPCM sulle nuove dotazioni organiche conseguenti al nuovo taglio (il quarto!) disposto in attuazione dell’art. 2 Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”), e del quale abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 152 del 13.11.2012. Ricordiamo le nuove dotazioni del personale civile non dirigente: dotazione complessiva di n. 27.777 unità, così distribuite: n. 1.824 in area 1 (nel DPR 191 sono pari a n. 63); n. 23.246 in area 2^ (nel DPR 191 sono pari a n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (nel DPR 191 sono pari a n. 3.630) e n. 26 professori.
E’ di tutta evidenza che, una volta pubblicato il DPCM sui nuovi organici conseguenti alla Legge 135, si dovrà procedere alla riscrittura del nuovo Regolamento di organizzazione modificativo del DPR 191, per il quale la stessa Legge 135 dispone un tempo massimo di sei mesi dopo la pubblicazione del DPCM”.
Notiziario n. 107 del 9 ottobre 2014 – Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, […]
Notiziario n. 104 del 30 settembre 2014 – Si è tenuta nel pomeriggio di ieri a palazzo Caprara la riunione tecnica disposta dal Sottosegretario Rossi a seguito dell’ultimo incontro del 31 luglio (vds. Notiziario n. 83 di pari data) e che era finalizzato, con riferimento allo schema di Decreto Ministeriale di ripartizione in ambito Difesa […]
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Notiziario n. 23 dell’ 11 marzo 2014 – Nel corso della riunione pomeridiana a palazzo Aeronautica, presieduta dal Capo del 1° Reparto gen. U. Baldi, lo Stato Maggiore Aeronautica ha illustrato alcuni provvedimenti di riordino discendenti dal D.Lgs. 28.01.2014, n. 7 attuativo della Legge delega n. 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento […]
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