Le Ministre Pinotti e Madia: parleranno anche del problema dei lavoratori di area 1^?
L’area 1^, dopo anni e anni di disinteresse colpevole e grave anche sul fronte sindacale, torna improvvisamente al centro della discussione, e questo rappresenta una nota indiscutibilmente positiva. Colpisce però il modo, alquanto demagogico, con il quale si tende a rappresentare e approcciare il problema, anche perché dimentico di quanto avvenuto in tutti questi anni. Ci eravamo già espressi al riguardo mesi fa con il Notiziario n. 20 del 18.02.2016, ma proviamo a rivedere il quadro ad oggi.
Il problema tocca tutti i lavoratori di area 1^ (p.p. “ausiliario”, quasi tutti in fascia retributiva F3 a seguito dei passaggi economici 2010, e pertanto esclusi oggi da qualsiasi ulteriore progressione economica, atteso che non esiste in area 1^ una posizione economica F4), rimasti bloccati da decenni in una posizione d’inquadramento che ne ha reso impossibile la progressione verso l’area superiore, impedendone la partecipazione prima ai “corsi-concorsi” e poi alle “riqualificazioni” del 2008, e questo a causa della situazione di incapienza che ha sempre contraddistinto prima la ex posizione economica B1 e sino a poco tempo fa anche la posizione F1 di area 2^. Proprio in ragione di questa condizione ostativa, e della scelta operata in sede di CCNL 2006/2009 (non condivisa allora dalla FLP) di mantenere in vita l’area 1^, la nostra O.S. sollecitò e contribuì alla messa a punto di un Disegno di Legge (DDL) – primo firmatario l’on. Ludovico Vico – che prevedeva il transito di tutto il personale di ex area A nella ex posizione economica B1 (oggi F1 di 2^ area), su cui la nostra O.S. sviluppò allora una forte iniziativa (vds Notiziario n. 13/2010, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, insieme al testo del Disegno di Legge Vico in allegato 3).
Come i lavoratori interessati ricorderanno dai nostri successivi Notiziari, il DDL si arenò a seguito del parere contrario espresso dal MEF, e dunque chi oggi parla di soluzione politica e di norma ad hoc, dovrebbe ricordare questo precedente che fa storia e spiegare come lo si possa superare.
A seguire, poi, i tagli dei DD. LL. 138/2011 e 95/2012 e i pericoli questa volta reali legati alla pericolosa condizione di esubero, quindi il reingresso in organico (vds. Notiziari n. 129/2010 e n. 136/2010) che almeno ha garantito in questi anni il posto di lavoro ma non anche il transito in area 2^ a causa delle eccedenze registrate in quell’area sino a poco tempo fa.
Guardiamo ora alla situazione di oggi: come abbiamo riferito nel Notiziario n. 20 del 18.02.2016, in vigenza del DM 19.11.2014, stante la bassa capienza dell’organico di A2 F1, erano possibili transiti dall’area 1^ alla 2^ solo per poche decine di unità. Sappiamo però che è oggi al vaglio della Corte dei Conti lo schema di decreto modificativo del DM sopra richiamato, che dovrebbe portare al nuovo organico civile del M.D. distribuito solo per aree professionali e non più per fasce.
Ebbene, lo schema di cui sopra prevede, per l’area 2^, un organico di 23.202 posizioni a fronte di un numero di posizioni effettive pari, alla data del 10 luglio u.s., a 22.725. La differenza è dunque di sole n. 470 posizioni e pertanto, in base all’art. 52, comma 1-bis, del D. Lgs. 165/2001, solamente la metà di esse potrebbe essere coperta con transiti dall’area 1^. Dunque, davvero molto poco, atteso che sono 1.862 gli ausiliari presenti alla data 10 luglio u.s.. Pertanto, “l’impegno formale nell’ambito dell’accordo” sollecitato da alcuni appare poco conciliabile con il quadro di situazione di oggi, e anche le “modalità progressive” di cui alla nota Gabinetto n. 47.764 del 14.12.2015 comporterebbero decenni per risolvere il problema, e molti lavoratori con prof. prof. ausiliario arriverebbero ben prima alla pensione.
Ci sarebbe invece una possibilità di soluzione a breve, e anche radicale: la cancellazione dell’area 1^ in sede di revisione dell’ordinamento professionale che verrà certo operata con il prossimo (e vicino) CCNL, con il conseguente nuovo inquadramento di tutto il personale di area 1^ in area 2^.
La nostra O.S. ha già inserito nella propria piattaforma per il rinnovo contrattuale la soppressione dell’area 1^. Chiediamo: le altre sigle sono d’accordo a inserire questa richiesta nelle loro piattaforme per il CCNL? E la Ministra Pinotti, s’impegna a sostenere presso FP e ARAN la predetta soluzione?
Sulla questione, abbiamo voluto interessare direttamente il Vertice politico con la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Con il DM 22 giugno 2016, che pubblichiamo su questa pagina (allegato 2) e che ha visto la luce nella G U. del 21 u.s. (allegato 3), le competenze in materia di procedimenti connessi al riconoscimento della dipendenza di infermità o lesioni da causa di servizio, ai fini della concessione e liquidazione dell’equo indennizzo del personale dell’Arma dei Carabinieri, fino ad ora espletate da PREVIMIL 5^, 6^ e 7^ Divisione, sono state attribuite, in via sperimentale per due anni, al Comandante Generale dell’Arma. Detto conferimento è avvenuto senza aver fornito alcuna preventiva informazione alle OO.SS., nonostante abbia evidenti riflessi sulla ripartizione delle competenze fra le aree (la descritta funzione transita dall’area T/A all’area T/O) che invece, ai sensi dell’articolo 1, c. 1, lett. a) del D.Lgs n. 7/2014, dovrebbe essere attuata tramite apposito regolamento (D.P.R.), sentite, per le materie di competenza, le OO.SS. rappresentative. Inoltre, il DM in questione, modifica l’art. 27 del D.M. 16 gennaio 2013 (Struttura Segretariato Generale e DD.GG.) e pertanto avrebbe dovuto quanto meno essere oggetto d’informazione preventiva alle Parti sociali.
Nelle premesse del predetto DM, alcune delle quali con riferimenti di scarsa attinenza con l’oggetto dello stesso e con evidenti forzature, viene esplicitata la concordanza nel merito del Segretario Generale. Non stupisce purtroppo più il fatto che chi è chiamato a dirigere l’Organo programmatore dell’area T/A da tempo assista inerme, quando non consenziente, al progressivo svuotamento delle competenze del Segretariato e dunque al suo ridimensionamento, tenendo anche in non debita considerazione il parere dei Dirigenti interessati. La sottrazione delle competenze in questione, che rappresentano gran parte delle attività delle tre Divisioni di PREVIMIL interessate, contrariamente a quanto evidenziato nelle premesse del Decreto, rappresenta un considerevole ridimensionamento della Direzione Generale ed è contraria ad ogni logica di razionalizzazione, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, e fa inoltre venir meno i requisiti di terzietà nella trattazione di materie particolarmente delicate. E non è certo cosa di poco conto!
Altro aspetto decisamente incomprensibile e preoccupante è quello relativo alla sottrazione delle sopracitate competenze, chiaramente amministrative a meno che non si voglia negare anche questa evidenza, a chi naturalmente dovrebbe trattarle (e cioè il personale civile dell’area T.A.), che vengono attribuite ad una F.A. che svolge anche compiti di polizia, con evidenti incombenze operative a tutela della sicurezza del cittadino. Con quale logica si continua a sottrarre personale che viene addestrato e formato per compiti legati ad aspetti prettamente operativi, legati in particolare al territorio, per fargli svolgere attività di altra natura, in questo caso amministrative? Sta forse qua la risposta al perché tra PERSOMIL e PREVIMIL siano presenti oggi ca. un centinaio di Carabinieri: forse per acquisire professionalità e competenze da ricondurre, una volta acquisite, in ambito Arma sottraendole a coloro a cui dovrebbero competere?
Denunciamo a chiare lettere come, in seno all’area T/A, si stia determinando una situazione ormai insostenibile per la quale i lavoratori della stessa prestano la loro opera in un clima di costante indeterminatezza dovuto ai continui processi di riorganizzazione e sottrazione di competenze sinora frenate solo grazie alla mobilitazione, quando c’è stata, dei lavoratori delle Direzioni Generali, e senza che su tutto questo si sia mai aperto un concreto confronto con le OO.SS. Questo stato di cose non è più tollerabile, e pertanto appare assolutamente prioritario e indifferibile un confronto con i Vertici politici del MD su queste tematiche. Per questo, abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina.
Ultima riflessione: la proposta di legge (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4) d’iniziativa di un numero rilevante di deputati concernente la sicurezza sul lavoro e la tutela previdenziale nelle FF.AA., che prevede la soppressione di alcuni istituti tra i quali l’equo indennizzo, ha qualcosa a che fare con il DM 22.06.2016?
Se lo chiedono i molti, e tra questi anche noi. Alla prima occasione, lo chiederemo al Sottosegretario Rossi.
Notiziario n. 94 del 1 agosto 2016 – L’area 1^, dopo anni e anni di disinteresse colpevole e grave anche sul fronte sindacale, torna improvvisamente al centro della discussione, e questo rappresenta una nota indiscutibilmente positiva. Colpisce però il modo, alquanto demagogico, con il quale si tende a rappresentare e approcciare il problema, anche perché […]
Notiziario n. 90 del 25 luglio 2016 – Con il DM 22 giugno 2016, che pubblichiamo su questa pagina (allegato 2) e che ha visto la luce nella G U. del 21 u.s. (allegato 3), le competenze in materia di procedimenti connessi al riconoscimento della dipendenza di infermità o lesioni da causa di servizio, ai […]