Ultimamente, il nostro Ministero compare sempre più spesso nelle cronache dei media, alcune volte per motivi meritori (per es., il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Arma e dello stesso Ministero nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che si sta celebrando presso la Corte d’Assise di Roma e che sta turbando molte coscienze), altre volte, invece, per fatti anche meno apprezzabili. Ne raccontiamo un paio.
Il primo fatto riguarda il presunto “scippo” (così è stato definito dai media) di due caccia F-35 a decollo verticale che sarebbe stato operato, a danno della Marina e a favore della sua F.A. (l’Aeronautica), da parte del nuovo Capo di SMD, gen, Enzo Veciarelli, il che avrebbe mandato su tutte le furie l’attuale Capo di SMM, l’amm. Valter Girardelli, e avrebbe reso necessario il diretto intervento della nostra Ministra .
L’ha rivelato l’Agenzia ADN Kronos, che così ha raccontato la incredibile vicenda tra i due Capi di SM: “Nei corridoi si racconta di liti senza precedenti e telefonate roventi. C’è chi addirittura sostiene che nella disputa sia entrata la ministra Elisabetta Trenta, protagonista di una scenata a Vecciarelli che avrebbe lasciato il segno. Ma dal Ministero frenano, assicurano che Trenta è intervenuta sì, ma solo per mediare. Con una lettera, dai toni cordiali, in cui invita il Capo di Stato maggiore della Difesa ad attenersi alle linee programmatiche definite dal ministero. Nella commessa di F35 – ad opera del precedente governo e che tanto ha fatto discutere in passato – ci sarebbero infatti aerei tradizionali ed altri, appunto, a decollo verticale. Questi ultimi, proprio per la loro particolare caratteristica, si prestano a spiccare il volo e ad atterrare anche in spazi limitati, come i ponti delle portaerei: per questo, la Marina militare era stata scelta per le prime consegne di F35 a decollo verticale. Prima che Vecciarelli decidesse diversamente».
E la decisione del Capo SMD avrebbe destinato i due F-35B a decollo verticale alla base di Amendola, per costituire un secondo gruppo di volo, là dove ne esiste comunque già uno con gli stessi F35.
Il secondo fatto, certo meno eclatante ma al tempo stesso non meno importante, riguarda la messa in disponibilità, ai fini della loro collocazione sul mercato, di immobili della Difesa ritenuti non più utili alla nostra Amministrazione. Il problema non è certamente nuovo, da anni si guarda a quelle infrastrutture come a gioielli di famiglia potenzialmente buoni a produrre risorse per lo Stato in un momento di crisi economica, ma tutti i tentativi fatti nel passato non pare abbiano prodotto risultati significativi in termini di cassa.
Ora la questione è stata rilanciata con forza, anche alla luce, evidentemente, dei dati di finanza pubblica che, ben lungi dalle previsioni ottimistiche di inizio anno di alcuni esponenti di governo (il premier Conte aveva parlato del 2019 come di “un anno bellissimo”..), disegnano invece un quadro a tinte alquanto fosche, e il DEF varato nell’ultimo Consiglio dei Ministri, pur non noto ancora nei dettagli, ne certifica comunque l’esistenza.
I particolari sul fronte degli immobili sono stati resi noti da un articolo de IL SOLE 24 ORE del 9 u.s., nel quale di afferma che, nelle prossime ore, “la Ministra manderà al Demanio la proposta di una prima lista di 41 caserme e altre strutture militari”, dai quali il Governo si attenderebbe ricavi “per 950 mln complessivi”. Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL SOLE 24 ORE, dal quale traiamo comunque un’altra importante notizia: che è in arrivo, dopo l’estate, da parte di una “task force” appositamente costituita e coordinata dal generale dell’Aeronautica Giancarlo Gambardella, la bozza di “un master plan di rivisitazione generale dei beni delle tre FF.AA.”, che individuerà verosimilmente altri immobili da collocare sul mercato.
Dunque, sembra propria che la prof. Trenta voglia fare stavolta davvero sul serio, anche per diventare protagonista in positivo, proprio lei che in questi mesi ha avuto non grande visibilità ed è stata messa in discussione anche all’interno dello stesso M5S.
Ne vedremo verosimilmente gli effetti a breve, forse già dopo la consultazione europea del 26 maggio, posto che i commentatori politici prevedono, per il dopo elezioni, un rimpasto della compagine di governo, dove la casella di Ministro della Difesa pare essere quella a maggior rischio di ricambio.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di ieri a palazzo Esercito con SME–RGF e DIPE.
“La sessione informativa con RGF (Reparto Generale Finanziario) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) ha riguardato i provvedimenti di riordino contenuti nella scheda tecnica predisposta dall’ufficio Organizzazione delle Forze, qui allegata e alla quale naturalmente rinviamo.
Con riferimento ai diversi argomenti, queste le posizioni da noi unitariamente rappresentate:
Implementazione della Direttiva SMD sui criteri d’impiego del personale civile: la proposta elaborata da RGF è all’attenzione del Capo di SME. A tal proposito, abbiamo chiesto e ottenuto che, dopo il via libera del gen. Errico, si apra il confronto con le OO.SS. nazionali prima di rendere operativa detta implementazione, e che la stessa sia intrecciata con la ridefinizione degli organici degli Enti in ragione della dotazione di F.A. attribuita dal DM 29.06.2016.
Riordino dei Servizi Amministrativi: abbiamo fortemente lamentato come la riconfigurazione degli Uffici Amministrazione in Direzioni di Intendenza e, a cascata gli altri provvedimenti, non prevedano al loro interno delle professionalità civili, anche con incarichi di responsabilità. Un ulteriore segnale che pare confermare, a nostro giudizio, una policy di F.A. che, anche nel settore storicamente di elezione dell’impiego civile, quello amministrativo, non operi un reale cambio di passo in linea con gli stessi impegni della Ministra. Ne riparleremo a breve, quando discuteremo con la F.A. dei criteri d’impiego del personale civile, e in quella sede verificheremo i reali intendimenti.
Ufficio Matricola CUSE: abbiamo chiesto di aumentare le posizioni civili all’interno del costituendo Ufficio Matricola del CUSE nel quadro del progetto di centralizzazione delle attività matricolari in approvazione da parte di SMD. In aggiunta, con riferimento alle competenze in materia di trattamento economico, abbiamo segnalato la necessità di estendere al trattamento economico del personale civile la possibilità di ottenere i flussi di ritorno da parte di NoiPA prima di rendere operative le variazioni stipendiali, allo scopo di evitare gli errori e i ritardi sin qui registrati.
Costituzione Centro Veterani Difesa: abbiamo chiesto di verificare la possibilità di prevedere l’impiego di professionalità civili, allo stato non previste.
Scuola di Lingue Estere di Perugia: pur apprezzando l’incremento dei funzionari linguistici da 8 a 33, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni in ordine al decentramento dei corsi e alla perdita dell’autonomia amministrativa.
Deposito Munizioni ed Esplosivi di Malcontenta (VE): su nostra richiesta, DIPE ha confermato l’avvio tra pochi giorni della procedura di reimpiego che, come già precedentemente concordato, sarà di tipo ordinario.
A conclusione della riunione, RGF ci ha consegnato il prospetto relativo ai protocolli d’intesa/accordi sottoscritti dalla Forza Armata nelle diverse sedi, che evidenziano i principali immobili in dismissione, e che qui si allega.
In allegato 1, la scheda tecnica predisposta da SME RGF; in allegato 2, il comunicato unitario da affiggere in bacheca; infine, in allegato 3, il prospetto con i protocolli d’intesa/accordi sottoscritti dalla F.A. in merito ai beni immobiliari dismissibili.
In allegato 4, pubblichiamo il comunicato unitario che dà conto della discussione con SME DIPE avvenuta all’interno della stessa riunione in merito alla vicenda “soppressione buoni pasto” che ha interessato COMFOP SUD e CERIMANT NAPOLI, e di cui alle diverse note unitarie indirizzate nel corso di questi mesi alle Autorità Centrali.
E’ forse passato un po’ sotto silenzio, complice anche il periodo natalizio, la firma di un importante protocollo sottoscritto a Piacenza, nella sala degli affreschi di Palazzo Farnese, il 9 dicembre u.s. per la valorizzazione di alcuni beni immobili di proprietà del Ministero della Difesa ubicati nelle città di Piacenza, Torino, Trieste e Padova.
L’iniziativa di cui sopra si iscrive all’interno di un processo già avviato da tempo e che ha visto in precedenza la sottoscrizione di analoghi protocolli. Primo fra tutti quello che ha interessato le città di Roma, Milano e Torino, siglato dalla Ministra Pinotti e dai Sindaci delle tre città in data 7 agosto u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 88 del 19.08.2014), e che ha riguardato la messa in disponibilità di 13 complessi immobiliari di proprietà della Difesa per un milione di metri quadrati complessivi.
L’accordo di Piacenza ha riguardato importanti beni del patrimonio immobiliare della Difesa che la nostra Amministrazione ritiene non più utili alle proprie necessità. Riguardano le seguenti città e immobili:
TORINO: le caserme Saluzzo, La Marmora, De Sonnaz ed il Magazzino Artiglieria;
PIACENZA: le caserme Bixio, Lusignani e Nicolai, l’ex-Arsenale militare, l’ex-Ospedale militare e l’ex-Pertite, ma anche Palazzo Madama e Palazzo Landi (già sedi del Tribunale Militare);
PADOVA: le caserme Romagnoli (già sede del Centro Amministrativo), Barzon (già sede del Comando Servizi Sanitari Nord), e Palazzo Rinaldi (già sede di Tribunale e Procura Militari);
TRIESTE: le caserme Vittorio Emanuele III, Monte Cimone, più due caserme dei Carabinieri ed una della Guardia di Finanza ed altri edifici storici.
Il protocollo è stato sottoscritto per il Ministero della Difesa dal Sottosegretario Alfano, per l’Agenzia del Demanio dal Direttore Roberto Reggi, già sindaco di Piacenza, e per le quattro città: da Paolo Dosi, sindaco di Piacenza; da Massimo Bitonci, sindaco di Padova; da Andrea Dapretto, Assessore Lavori pubblici del Comune di Trieste e da Gianguido Passoni, assessore comunale al Bilancio del Comune di Torino.
Nel suo intervento, il Sottosegretario alla Difesa Alfano ha sottolineato come “la scommessa aperta e che stiamo vincendo è quella di restituire alle città le aree militari non più utilizzate, una partita nella quale crediamo”. Si deve ricordare, a tal riguardo, che la nostra Amministrazione ha costituito un’apposita task force sulle dismissioni presieduta dal Generale di Divisione Antonio Caporotundo.
La FLP DIFESA condivide e apprezza lo sforzo che il MD sta facendo, forse per la prima volta in modo serio, in materia di dismissioni dell’ingente patrimonio immobiliare ritenuto non più utile alla Difesa. Ci sembra però che di risultati concreti se ne siano visti ancora pochi. Che fine ha fatto l’impegno assunto nella “lettera d’intenti” firmata con l’ANCI che prevedeva “la stesura, entro il 15 settembre, di una norma di semplificazione in materia urbanistica che faccia perno su concetti di premialità e tempi certi ”? Sono state create nelle città interessate “gruppi di lavoro per definire le destinazioni degli strumenti urbanistici” ? Sono arrivate le tanto attese risorse pubbliche e private? Sono state costruite partnership? Non vorremmo che questi protocolli costituissero solo una straordinaria vetrina per politici in cerca di facili consensi, e che il terreno sul quale si fondano continui ad essere insicuro e franoso, come sin qui avvenuto.
Peraltro va ricordato che , in materia di dismissione di immobili, la legge di stabilità 2015 approvata in via definitiva dalla Camera prima di Natale, prevede la realizzazione, attraverso le dismissioni, di introiti di importo non inferiore a 220 milioni di euro nel 2015 e a 100 milioni di euro in ciascuno degli anni 2016 e 2017, pena la riduzione di pari importo delle risorse assegnate al nostro Dicastero. Dunque, le dismissioni questa volta vanno fatte davvero e introitate le relative risorse, altrimenti i danni saranno maggiori!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 43 del 26 aprile 2014 –
Un F-35 ripreso in volo
Le Commissioni Difesa di Camera e Senato, la prima in data 15 aprile u.s. e la seconda il giorno successivo, hanno esaminato, ovviamente per la parte d’interesse del M.D., il Documento di Economia e Finanze (DEF) adottato dal CdM, e in data 17 il Parlamento ha approvato le risoluzioni di maggioranza che ne davano il via libera, autorizzando anche lo slittamento al 2016 del pareggio strutturale di bilancio.
Il DEF (il testo è pubblicato su questa pagina) costituisce il principale strumento di programmazione economica e finanziaria e, dopo l’approvazione delle Camere, dovrà essere inviato al Consiglio Europeo. Quello di quest’anno, è finalizzato “alla crescita dell’economia e dell’occupazione”, reca il PNR (Programma Nazionale di Riforma) e ha orientato le scelte del Governo in materia di spending review che dovrebbero assicurare fino a 6 miliardi per il 2014, e rispettivamente 17 e 32 miliardi nel 2015 e 2016.
Per quanto attiene al Ministero della Difesa, le misure di contenimento della spesa riguardano il personale, le infrastrutture e la spesa per armamenti. Per quanto attiene a personale e infrastrutture, vanno ricordati i provvedimenti recati dal DL 95/2012 e quelli attuativi della delega ex L.244/2012. In ordine al patrimonio immobiliare della Difesa, il DEF prevede la sdemanializzazione di quello non più usato per finalità istituzionali dal M.D. attraverso l’utilizzazione di strumenti giuridici che assicurino tempi certi e rapidi per la valorizzazione urbanistica degli immobili. Va detto che, anche alla luce di quanto previsto dalla legge di stabilità 2014 (programma straordinario di dismissioni degli immobili pubblici), l’A.D. sta procedendo velocemente su quella strada (pubblichiamo su questa stessa pagina il protocollo 17.04.2014 relativo alla città di Firenze). Più recentemente, è stata costituita la “task force” voluta dalla Ministra Pinotti, che è formata da esperti del Ministero e del Demanio ed è guidata dal gen. Antonio Caporotundo, Vice Ispettore Infrastrutture dell’Esercito. Detta “task force” dovrà operare alle dirette dipendenze della Ministra e, in coordinamento con Difesa Servizi S.p.A. e Agenzia del Demanio, costituirà un punto di riferimento certo e immediato per Enti e Istituzioni interessati al patrimonio immobiliare della Difesa. Per quanto riguarda invece le spese per i sistemi d’arma, è previsto che esse “dovranno essere riviste anche all’esito della predisposizione di un apposito libro bianco” e“tenendo conto che l’ampio debito pubblico consente all’Italia investimenti più limitati anche in questo settori”. A proposito dell’eventuale revisione della spesa per armamenti, dobbiamo ricordare che la nostra Ministra ha usato in più sedi tre verbi con la “r”: ripensare, rivedere e ridurre, anche i grandi programmi.
Connesso al DEF, ha intanto già visto la luce il Decreto Legge 24.04.2014, n. 66 (il testo integrale è pubblicato su questa pagina) che reca, tra le altre cose, il bonus in busta paga di 80 €. Detto D.L. prevede per il M.D. un taglio di 400 mln €, somma che include lo spostamento del programma di spesa per gli F35 che garantirà 135 milioni di euro. Ma, a leggere “La Repubblica” del 22 u.s. (articolo su questa pagina), il “piano segreto” sarebbe ben più impegnativo, e prevederebbe il dimezzamento (da 90 a 45 pezzi) degli F-35. Su questa stessa pagina, anche la risposta del Sottosegretario Alfano a una interrogazione sul tema.
Lo stesso D.L. 66 prevede per la Difesa, al pari delle altre Amministrazioni centrali, la riduzione degli stipendi dei propri dirigenti, il taglio delle auto blu (max cinque anche per noi?), la riduzione dei centri di costo e degli spazi di lavoro per i dipendenti. Invece, non si prevede ancora una volta nessun taglio per la famosa “ausiliaria”, che, come ha ricordato l’on. Artini nel suo intervento sul DEF, “da sola consentirebbe nel 2015 un risparmio di circa 420 milioni di euro, pari all’impegno finanziario previsto per gli F35”. Rifletta bene il Presidente Renzi!
Notiziario FLP DIFESA n. 35 dell’11 aprile 2019 – Ultimamente, il nostro Ministero compare sempre più spesso nelle cronache dei media, alcune volte per motivi meritori (per es., il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Arma e dello stesso Ministero nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che si sta celebrando presso […]
Notiziario n. 112 dell’ 8 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di ieri a palazzo Esercito con SME–RGF e DIPE. “La sessione informativa con RGF (Reparto Generale Finanziario) e DIPE […]
Notiziario n. 137 del 30 dicembre 2014 – E’ forse passato un po’ sotto silenzio, complice anche il periodo natalizio, la firma di un importante protocollo sottoscritto a Piacenza, nella sala degli affreschi di Palazzo Farnese, il 9 dicembre u.s. per la valorizzazione di alcuni beni immobili di proprietà del Ministero della Difesa ubicati nelle […]
Notiziario n. 43 del 26 aprile 2014 – Le Commissioni Difesa di Camera e Senato, la prima in data 15 aprile u.s. e la seconda il giorno successivo, hanno esaminato, ovviamente per la parte d’interesse del M.D., il Documento di Economia e Finanze (DEF) adottato dal CdM, e in data 17 il Parlamento ha approvato […]