Fiducia sul maxiemendamento DDL Bilancio 23017: la Camera approva
La Camera ha votato ieri sera la ficucia sul maxi emendamento che contiene il testo emendato del disegno di legge di bilancio 2017 (DDL n. 4127-bis), sul quale si dovrà ora pronunciare il Senato. Tra gli emendamenti approvati, non figurano purtroppo quelli proposti da alcuni membri della Commissione Difesa su precisa sollecitazione di FLP DIFESA (si veda il Notiziario n. 131 del 16.11.2016) che riguardavano: l’istituzione dal 1.1.2017 di un Fondo aggiuntivo per i civili del MD; l’avvio delle progressioni verticali che interessava in primis il personale di area 1^; infine, l’estensione ai civili del c.d. bonus sicurezza (80 € mensili) attribuito l’anno scorso a tutti i militari. Pubblichiamo su questa pagina: in allegato 1, tutti gli emendamenti approvati dalla Camera e in allegato 2 gli emendamenti sollecitati da FLP DIFESA.
La “bocciatura” dei tre nostri emendamenti è dovuta molto semplicemente al combinato disposto tra il parere negativo venuto dal Governo e il mancato sostegno da parte del nostro Vertice politico, che pure su quelle proposte si era impegnato direttamente con le OO.SS., in particolare su Fondo aggiuntivo e progressioni verticali (si vedano rispettivamente il Notiziario n. 117 del 10.10.2016 e il Notiziario n. 122 del 19.10.2016). Un impegno che poi è miseramente naufragato nei fatti, innanzitutto perché quelle norme predisposte dal Gabinetto non hanno trovato posto del DDL adottato dal Consiglio dei Ministri (il che avrebbe assicurato un passaggio morbido in Parlamento, in quanto supportato alla base dal parere positivo di MEF e FP) a dimostrazione questo del basso “potere contrattuale” del nostro Vertice politico in quelle sedi, ma anche perché quando quelle proposte hanno poi trovato posto negli emendamenti da noi sollecitati, l’Amministrazione non li ha per nulla sostenuti. Così ci risulta, e così diciamo ai colleghi.
Di fronte a questi fatti, assolutamente certi e inoppugnabili, una domanda sorge spontanea: perché tutto questo? Perché ci sono state annunciate iniziativa legislative e poi, al dunque, A.D. se ne è lavata le mani? Abbiamo il sospetto di essere stati un po’ presi in giro, e il sospetto ci sta davvero tutto.
Come per gli 85 € improvvisamente comparsi dal cilindro di Renzi e Padoan (ma a babbo morto), non appare del tutto peregrina l’idea che quegli annunci della nostra Amministrazione su fondo aggiuntivo e progressioni verticali tendessero semplicemente ad ammorbidire i lavoratori alla vigilia del referendum, i quali però ora sono più arrabbiati di prima. E ne hanno ben donde, atteso che, dopo l’ annuncio delle scorse settimane, il 1° gennaio è oramai alle porte e del fondo aggiuntivo e di progressioni verticali a partireda quella data non c’è neanche il fumo.
Tra gli emendamenti non passati, c’era quello che interessava direttamente i lavoratori civili di area prima e prevedeva l’indizione, a partire dal 2017, “di una o più procedure interne per il passaggio del personale inquadrato nella prima area funzionale all’area seconda, con profilo professionale di addetto e attribuzione della prima fascia retributiva d’inquadramento”.
Si trattava di una proposta tesa a risolvere lo storico problema dell’area 1^, ma con un limite di cui eravamo ben consapevoli (tempi lunghi per il transito di tutti gli “ausiliari” in area 2^, lo avevamo detto ai colleghi nel Notiziario n. 131 del 16.u.s.), ma che avevamo sposato nella circostanza anche per aprire una strada che avrebbe dovuto trovare concorde la stessa A.D che però poi, al dunque, si è sottratta al dovere di sostenerla in sede parlamentare.
Ai colleghi avevamo però già detto, e in epoca non sospetta (vds Notiziario n. 20 del 18.02.2016), che continuavamo a preferire la soluzione contenuta nella piattaforma FLP per il rinnovo del CCNL (soppressione area 1^), presente anche nella piattaforma FLP per il CCNL 2006-2009, ma che non trovò allora consenso in sede ARAN.
A tal riguardo, c’è oggi una novità importante, che segnaliamo agli interessati: ci risulta che nella bozza di piattaforma per il comparto funzioni centrali, CGIL-CISL-UIL chiedano la cancellazione della 1^ area e il suo accorpamento alla 2^.
Una gran bella notizia, questa volta la battaglia la si può fare davvero, e insieme! Ora speriamo che A.D. si spenda al riguardo, come da noi già richiesto con lettera del 1.08.2016 alla Ministra che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.
L’aula della V^ Commissione Bilancio e Programmazione della Camera dei Deputati
Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre u.s., il “Disegno Di Legge (DDL) di bilancio 2017” (che ripubblichiamo in allegato 1) è approdato alla Camera in data 29 ott. u.s., ed assegnato alla V^ Commissione Bilancio, attualmente impegnata nel vaglio degli emendamenti presentati. Tra i quali, quelli sollecitati da FLP DIFESA (istituzione Fondo Integrativo; estensione ai civili del c.d. “bonus sicurezza” e transito personale ausiliario in area 2^, vds allegato 2 qui pubblicato) e di essi abbiamo già riferito nel precedente Notiziario n. 131. Vediamo dunque le scelte del DDL per il M.D.
Diciamo subito che, in virtù della riforma contabile introdotta dalla Legge n. 163/2016, il DDL accorpa quest’anno disposizioni (1^ Sezione) e previsioni (2^ Sezione) di entrata e di spesa
Con riferimento alla 1^ Sezione, quattro gli articoli d’interesse del MD: il primo, l’art. 52, dispone lo stanziamento complessivo di 1, 92 mld € per il 2017 e di 2,63 mld € per il 2018. Con queste risorse, occorrerà procedere nel 2017: al rinnovo dei contratti di lavoro per il 2016-2018; ad assunzioni a tempo indeterminato (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Agenzie Fiscali, AA.CC., etc.); al riordino dei ruoli delle Forze di PS e delle FF.AA. (c.d.“equiordinazione”, vds. Notiziario n. 126) “ovvero alla proroga per il 2017” del c.d. “bonus sicurezza” di 960 € annue attribuito con la L. 208/2015 a tutto il personale del comparto sicurezza e difesa. Dunque, per il rinnovo CCNL, resteranno meno di 700 MLN € (vds. articolo sul ns. sito).
Il secondo articolod’interesse del MD è il n. 54, che proroga la fino al 31 dicembre 2017, e limitatamente a 7.050 unità, l’operatività del piano di impiego di un contingente di militari delle FF.AA., posto alle dirette dipendenze dei Prefetti, per il controllo del territorio e nelle attività di vigilanza a siti e obiettivi sensibili.
Il terzo articolod’interesse del MD è il n.60 che, reca i tagli di spesa a carico dei Ministeri, e la tabella indica i diversi contributi: quelli della Difesa ammontano a 74,9 mln € per il 2017, a 74,8 mln € per il 2018 e a 71,4 mln € per il 2019. Non poco, dunque: assisteremo allora nei prossimi anni a ulteriori riduzioni della spesa dell’esercizio?
L’ultimo articolod’interesse del MD è il n.80 che istituisce nello stato di previsione del M.D. un fondo con una dotazione di 70 mln € per il 2017 e di 180 milioni annui per gli anni 2018-2030 per l’acquisto e ammodernamento dei mezzi strumentali in uso alle Forze di Polizia (anche Arma dei Carabinieri) e al Corpo dei Vigili del Fuoco.
La sezione seconda del DDL reca lo stato di previsione della spesa del M.D. per il triennio 2017-2019, e presenta molte novità rispetto alla precedente legge di bilancio, per effetto della soppressione del Corpo Forestale dello Stato assorbito nell’Arma CC, di una diversa evidenziazione delle missioni militari internazionali e di altri minori affinamenti. La missione di maggiore d’interesse del M.D. è la n. 5, e ricomprende, differenziandole, le spese per l’”approntamento e l’impiego” delle tre armi e dei Carabinieri. Stanziamenti d’interesse del MD sono però presenti anche negli stati di previsione di altri Ministeri: Ministero dell’Economia e Finanze, per quanto attiene il Fondo per le missioni internazionali; Ministero per lo Sviluppo Economico per quanto riguarda acquisti, es. le FREMM).
Nel complesso, il bilancio 2017 risulta pari a 20.628 MLN € e corrisponde all’1,90 del PIL (nel 2016 ha inciso per l’1.95%). Le disponibilità 2017 sono pari a MLN € 20.281,1, con -29,2 MLN € sul 2016. Annotazione importante: il DDL non reca nulla in merito all’auspicata proroga per il raggiungimento della c.d. ”economica gestione” degli Enti di Agenzia Industrie Difesa.
Come si vede, non c’è nulla per il personale civile, nonostante gli impegni del Vertice. Questo “vuoto” ha innescato la nostra iniziativa in sede parlamentare, che ha poi portato alla presentazione dei tre emendamenti sollecitati da FLP DIFESA. A tal riguardo, precisiamo che, a differenza di quanto si era dedotto leggendo l’elenco degli emendamenti non ammissibili (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) che non lo ricomprendeva, nel corso della seduta del 15 u.s. la V^ Commissione non ha ammesso l’emendamento sugli ausiliari (vds resoconto che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4).
La notizia non è certo delle migliori, nel frattempo però sta emergendo una novità che apre prospettive per una rapida e totale soluzione del problema. Ne riparleremo a breve!
L’on. GP Scanu tra i firmatari degli emendamenti d’interesse dei civili sollecitati da FLP DIFESA
Ce l’abbiamo fatta! Tre emendamenti al Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, messi a punto e sollecitati dalla nostra O.S., sono stati presentati in V^ Commissione della Camera, che li ha già dichiarati ammissibili e pertanto dovranno essere ora discussi e votati (su questa stessa pagina sono pubblicati: in allegato 2 , il testo completo dei tre emendamenti; in allegato 3 il tomo 2° degli emendamenti presentati in Commissione, con indicate le pagine dove si trovano gli emendamenti di nostro interesse). Trattasi di tre emendamenti di straordinario interesse per i lavoratori civili che, se approvati, risolverebbero alcuni problemi storici della categoria.
Il primo (emendamento n. 117 all’art. 74 del DDL) prevede l’istituzione dal 1.1.2017 di un “Fondo integrativo del trattamento economico accessorio del personale civile delle aree funzionali del Ministero della difesa destinato a remunerare tale peculiare situazione di impiego e la complessità e variabilità dei nuovi compiti da assolvere. Detto Fondo è ripartito attraverso la contrattazione collettiva nazionale integrativa”. Trattasi in buona sostanza della norma predisposta dal Gabinetto e illustrata alle OO.SS. dal Sottosegretario Rossi nella riunione del 10 ottobre u.s., che avevamo giudicato in modo positivo e che, per renderla operativa dal 2017, avevamo richiesto fosse inserita nel DDL di Bilancio (si veda il Notiziario n. 117 di pari data). Cosa poi non avvenuta, e da qui la nostra iniziativa per introdurla.
Il secondo (emendamento n. 121 all’art. 74 del DDL) prevede l’indizione, a partire dal 2017, “di una o più procedure interne per il passaggio del personale inquadrato nella prima area funzionale all’area seconda, con profilo professionale di addetto e attribuzione della prima fascia retributiva d’inquadramento”. Trattasi anche qui di una proposta illustrata alle OO.SS. nel corso della riunione al Gabinetto del 19 ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), finalizzata a risolvere lo storico problema del personale di area 1^. Una proposta che certo ha il limite da noi indicato (tempi non brevi per il transito di tutti gli “ausiliari” in area 2^) e per questo continuiamo a preferire la soluzione contenuta nella nostra piattaforma per il rinnovo contrattuale (azzeramento area 1^), ma che abbiamo comunque sposato nella circostanza, anche allo scopo di aprire una strada e avviare un processo che troverebbe peraltro concorde la stessa A.D. Che quella bozza di norma ha costruito, ma che, al pari della precedente sul Fondo Integrativo, non ha trovato posto nel DDL di bilancio 2017, e per questo noi l’abbiamo ripresa.
Il terzo e ultimo (emendamento n. 34 all’art. 52 del DDL bilancio 2017) prevede che il c.d. “bonus sicurezza” di 80 € mensile, attribuito con la legge di stabilità 2016 a tutto il personale del comparto Sicurezza e Difesa (e dunque anche a tutti i militari), venga “esteso per l’anno 2017 al personale civile del Ministero della Difesa in servizio presso enti e reparti dove è corrisposta al personale militare l’indennità di supercampagna”. Questo emendamento nasce da una precisa proposta della nostra O.S. formulata al Sottosegretario nella riunione del 10 ott- (si veda il Notiziario n. 117 di pari data), che l’on. Rossi si era impegnato a valutare, ma che, al pari delle altre due questioni, non ha trovato spazio nel DDL. A dire il vero, la nostra proposta ne prevedeva l’estensione a tutti i civili, ma la mediazione politica ha dato questo risultato, che riteniamo comunque non disprezzabile: sarebbe un primo passo importante.
Tutti e tre gli emendamenti messi punto da FLP DIFESA sono stati condivisi, sottoscritti e presentati dai deputati PD della Commissione Difesa onn. P. Bolognesi, Paola Boldrini, G.L. Fusilli, G.P. Scanu e G. Zanin, che vogliamo qui ringraziare per la loro grande disponibilità. Ora la palla passa alla Camera, ma passa anche al nostro Vertice politico che vedremo come si spenderà al riguardo.
Anche per questo, abbiamo scritto alla Ministra e p.c. ai Vertici la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, nella quale sollecitiamo un forte impegno ai fini dell’ approvazione.
Dopo tante parole, ora è venuto davvero il momento dei fatti.
Allegato 3: ddl-4127bis-emendamenti-tomo 2°-(quelli di cui si parla nel presente Notiziario si trovano:il n. 52.34 a pag. 33,il n. 74.117 a pag. 587 e il n. 74.121 a pag. 588)
Notiziario n. 126 del 7 novembre 2017 –
Come volevasi dimostrare. Il Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, approdato alla Camera in data 29 u.s. e che il cui testo (A.C. 4127-Bis) ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non reca alcuna disposizione a favore del personale civile e men che meno quelle due che ci erano state presentate in bozza, la prima direttamente dal Sottosegretario Rossi e finalizzata alla costituzione dal 1.1.2017 di un Fondo Integrativo aggiuntivo finalizzato ad accrescere le misere retribuzioni civili del M.D. (Notiziario n. 117 del 17.10.2016) e la seconda illustrataci al Gabinetto e finalizzata ad avviare le c.d. “progressioni verticali”, e cioè i passaggi da area ad area, al cui interno si iscrive l’annoso e spinoso problema dell’area 1^ (Notiziario n. 122 del 19.10.2016).
In entrambe le occasioni, FLP DIFESA, nel prendere positivamente atto degli intendimenti dell’A.D., disse con chiarezza che quegli intendimenti avrebbero avuto possibilità di successo solo nel caso in cui si fossero concretizzati in specifiche previsioni inserite dentro il DDL bilancio 2017, in quanto in tal caso avrebbero avuto la piena copertura di MEF e FP. Altrimenti, sarebbero state quasi certamente aria fritta o, forse anche, fuffa elettorale in previsione della nodale (per il Governo) scadenza del 4 dicembre sul Referendum.
Ebbene, dobbiamo purtroppo prender atto che il DDL di bilancio non reca nulla al riguardo, ad ulteriore dimostrazione di quale sia il peso del nostro Vertice politico nei rapporti che contano (MEF e FP), e dunque continuiamo a brancolare nel buio in merito a quelle due proposte. Dunque aria fritta o/e fuffa elettorale.
Ma lo stesso, però, non è avvenuto per l’altra componente di personale del M.D., quella militare, che invece ha visto alcune proprie istanze recepite all’interno del DDL Bilancio 2017. Ci riferiamo, in particolare, alle previsioni contenute nell’art. 52 (Fondo per il P.I.) che, nel contesto degli 1, 92 mld € stanziati per il 2017, prevedono la proroga al 2017 del c.d. “bonus sicurezza” di 960 € annue attribuito dalla L. 208/2015 a tutto il personale del “comparto sicurezza e difesa” (e non anche a noi civili, che certo forniamo un contributo rilevante alla difesa e sicurezza), e inoltre diverse centinaia di mln stanziati per il riordino delle carriere del personale di quel comparto e per la c.d. “equiordinazione”, che porterà più carriera e più soldi per i colleghi militari, allargando così ancor di più la forbice retributiva tra le due categorie di personale del M.D.
A tal proposito, i motori iniziano già a scaldarsi: il 26 u.s., c’è stata una riunione tra SMD e COCER Interforze, argomento proprio il riordino dei ruoli FF.AA., del quale noi avevamo già parlato nel Notiziario n. 98 del 16 e nel Notiziario n. 99 del 22.08.2016 . Siamo in possesso delle slide illustrate da SMD nella riunione del 26 u.s., e le pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per quanti direttamente o indirettamente interessati.
Il riordino delle FF.AA. e il loro allineamento giuridico-economico-funzionale alle Forze di Polizia (”equiordinazione” per le categorie non direttive) dovrà essere recepito in uno schema di decreto entro il corrente mese di novembre. Le risorse necessarie deriverebbero: da un precedente finanziamento (119 mln €) in quota parte per il settore Difesa; dal 50% dei risparmi realizzati con la riduzione dello strumento militare (L.244/2012 e relativi decreti attuativi); infine, da quelle derivanti dal DDL bilancio 2017 (le cifre che girano, oscillano tra i 250 mln di € -come da slide di SMD- e i 350 mln di euro riportate da molti media).
I principi e le modalità del riordino dei ruoli FF.AA., con riferimento a quelli non direttivi, sono indicati nelle slide di SMD (promozioni, anticipi promozioni e nuove qualifiche per i “marescialli”; riduzione del periodo utile alle promozioni e nuove qualifiche per i “sergenti”; rimodulazione carriera, nuove qualifiche e riordino ruoli per i VSP). Per gli Ufficiali, invece, ad oggi, solo una ipotesi di futuro riordino.
Come si vede, differenze abissali tra noi civili e i militari, che godono da sempre del maggior peso specifico dei Vertici militari su Governo, MEF e FP.
Noi avremmo bisogno di una forte azione del nostro Vertice politico, che o non c’è o, se c’è (come anche probabile), non riesce purtroppo mai ad approdare ad un risultato.
Comeè già noto a tutti, in data 15 u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. “Disegno di Legge di Bilancio 2017”), che in passato aveva assunto altre denominazioni (DDL finanziaria; DDL di stabilità).
Ne pubblichiamo su questa pagina il testo ancora in bozza recante la data del 24.10.2016 con le ulteriori modifiche e integrazioni operate nella giornata di ieri 26 ottobre 2016 (allegato 1), e dunque molti giorni dopo dopo la riunione del Consiglio dei Ministri che lo ha approvato, eche però potrebbe però ancora subire alcune modifiche e integrazioni.
Pubblichiamo anche le slide sui contenuti della manovra che hanno accompagnato l’illustrazione del provvedimento da parte del Presidente Renzi nella conferenza stampa del 15 u.s. (allegato 2) e la Nota di aggiornamento del DEF 2016, con la tabella che riguarda specificamente il nostro Ministero (allegato 3)
Si tratta, nel complesso, di una manovra finanziaria di circa 27 miliardi di euro, che presenta aspetti indiscutibilmente positivi (per es., lo stop all’aumento di due punti dell’IVA e delle accise, eredità delle finanziarie precedenti, che avrebbero fatto schizzare in alto i prezzi), altri in chiaroscuro (per es., le misure in materia previdenziale, in primo luogo l’introduzione dell’anticipo pensionistico-APE) ed altri decisamente in negativo (per es., le scelte in materie di pubblico impiego, che assegna somme decisamente insufficienti ai rinnovi contrattuali).
Per quanto attiene la Difesa, da una prima velocissima lettura il testo del DDL non risulta contenere la norma, che ci è stata illustrata dal Sottosegretario Rossi nella riunione del 10 ottobre u.s. (vds. Notiziario n. 116 di pari data), sulla costituzione del Fondo Integrativo aggiuntivo; in compenso, lo stesso DDL stabilizza per il personale del Comparto Sicurezza e Difesa il c.d. “bonus sicurezza” e stanzia altre quasi 340 milioni di € per il riordino delle carriere del personale di quel comparto e per la c.d. equiordinazione. Evitiamo al momento ogni commento, e lo rimandiamo al momento in cui sarà finalmente disponibile il testo definitivo del DDL.
Per facilitare i colleghi interessati nella ricerca delle norme di maggiore interesse, facciamo presente che, all’interno della bozza di DDL che pubblichiamo in allegato 1, le misure in materia di lavoro e previdenza si trovano a pag. 31, quelle che riguardano i rinnovi contrattuali a pag. 64 e quelle infine che attengono alla spesa dei Ministeri a pg. 74.
Nei prossimi giorni, avremo modo di tornare sui contenuti del disegno di legge, sia con riferimento a quelli di carattere generale e di impatto sul pubblico impiego che troveranno spazio nei comunicati della nostra Federazione, sia con riferimento a quelli che toccano più da vicino il Ministero della Difesa e il suo personale, cui dedicheremo specifici Notiziari.
La slide che ha accompagnato le comunicazioni del Presidente Renzi sulle scelte in materia di P.I.
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 redatto dal nostro D.P.E.F. e diffuso in data 20 u.s. che, nel momento in cui tarda ad uscire il DDL di bilancio 2017, reca una disamina interessantissima sulle entrate e sulle spese dello Stato, dal quale si evince che i soldi per i contratti ci sarebbero, eccome!
“All’inizio della settimana è stato annunciato il varo della Legge di stabilità per il 2017, ed è ripartito il balletto sulle somme destinate al rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici. Purtroppo, all’annuncio non sono seguiti testi normativi e così tocca fare stime laddove invece dovrebbero esserci certezze sugli stanziamenti. Alla fine, comunque, non si andrà oltre i 900 milioni per tre anni di cui si parla insistentemente. E il refrain è sempre lo stesso: non ci sono i fondi, ci sono altre priorità.
Una volta preso atto che il Governo Renzi considera maggiormente prioritario il ponte sullo stretto di Messina rispetto al rinnovo contrattuale per lavoratori che aspettano da oltre sette anni, proviamo un po’ a spulciare i conti dello Stato per vedere se davvero il piatto piange così tanto.
Iniziamo dalle spese: dal 2012 al 2015, grazie alle manovre di Quantitative easing (QE) lanciate dalla Banca Centrale Europea gli interessi sul debito pubblico sono passati da 85 a 68 miliardi di euro all’anno, con un risparmio di 17 miliardi di euro, che diventano oltre 20 in base alle stime dell’Ufficio Studi CSE per il 2016, che dovrebbero portare la spesa per interessi sotto i 65 miliardi di euro. Da quando Renzi è al Governo a tutto il 2016, i risparmi per interessi ammonteranno a circa 9 miliardi. Non pochi!
Di segno contrario invece le entrate dello Stato, che sono cresciute dai 771 miliardi del 2012 ai 784 del 2015 e promettono di arrivare a quota 790 miliardi alla fine del 2016. Un altro tesoretto di 19 miliardi di euro, che possiamo limitare a 14 dal 2014, anno in cui si è insediato il Governo Renzi.
Sommando queste due voci (minori spese e maggiori entrate) si arriva a circa 40 miliardi di euro di maggiori disponibilità in quattro anni (23 se ci limitiamo a fare i conteggi a partire dall’insediamento del Governo Renzi).
Nello stesso periodo le spese per il personale della pubblica amministrazione sono diminuite di circa 7 miliardi di euro. Come dire che basterebbe spendere per i dipendenti pubblici quanto si spendeva nel 2012 e il contratto sarebbe bello che rinnovato! E dire che il nostro contratto in effetti non costerebbe 7 miliardi ma quella sarebbe la somma da iscrivere a bilancio; circa un terzo rientrerebbe però per effetto delle maggiori imposte sui redditi che i dipendenti pubblici pagherebbero e per le minori spese relative agli 80 euro di bonus.
Intanto, tornando al tesoretto, che fine hanno fatto questi 40 miliardi? Magari scopriamo che sono stati investiti nella crescita del Paese oppure in istruzione e ricerca. Quello che è certo è che nelle nostre tasche ci è finito poco o niente e che la differenza tra le spese e le entrate, nonostante la situazione favorevole che vi abbiamo descritto, ha generato comunque un disavanzo di circa 50 miliardi di euro.
In ricerca purtroppo non è finito un euro in più: le somme spese tra il 2012 e il 2015 sono le medesime. Normale che il Paese non cresca. E nemmeno nel futuro abbiamo investito a sufficienza, dato che la spesa per l’istruzione dei nostri figli nel quadriennio è addirittura calata di un miliardo di euro.
E allora, i soldi dove sono finiti? Sono finiti in parte a finanziare il bonus di 80 euro ma, la parte più cospicua è finita nelle tasche degli (im)prenditori, sotto forma di riduzione del costo del lavoro.E senza alcuna contropartita, né in termini di crescita di posti di lavoro né di investimenti produttivi da parte di questi ultimi. Solo per restare alle voci principali, sono stati destinati alla deducibilità del costo del lavoro dall’IRAP 4,5 miliardi; per gli sgravi contributivi per i nuovi contratti a tempo fintamente indeterminato sono stati elargiti altri 4.5 miliardi di euro. Da notare che questi sgravi non hanno premiato l’aumento dei posti di lavoro ma genericamente le assunzioni, tanto che nella maggior parte dei casi o si sono verificati licenziamenti e riassunzioni con sgravi oppure le assunzioni hanno riguardato il tempo necessario ad incassare gli sgravi e gli ultimi dati dell’Istat confermano che finiti questi le imprese stanno licenziando. Quasi 10 miliardi sono stati spesi per gli 80 euro, che però non tengono conto del reddito familiare e non aiutano gli incapienti cioè i più poveri in assoluto. Un altro miliardo e duecento milioni sono stati destinati alla riduzione delle assicurazioni per gli infortuni sul lavoro. Per non parlare dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa a prescindere dal reddito, che ci è costata 4 miliardi di euro!
Il guaio è che in tutti questi casi si tratta di mance elettorali che non sono servite a migliorare la nostra competitività. Infatti, continuiamo ad essere uno dei paesi con la più bassa produttività che non vuol dire, come pensa qualcuno, che lavoriamo poco ma semplicemente che il lavoro che si svolge nel nostro Paese è a scarso valore aggiunto cioè produce poca ricchezza o perché fatto in settori a bassa tecnologia e ad alto impiego di mano d’opera poco qualificata o perché i nostri impianti industriali sono obsoleti e avrebbero bisogno di investimenti.
Siamo arrivati al punto che anche la congiuntura economica e il tasso di cambio euro/dollaro, entrambi favorevoli, hanno prodotto un effetto molto limitato in termini di occupazione perché, a forza di non fare investimenti e competere solo abbassando il costo del lavoro, non produciamo più merci appetibili come in passato. Paradossalmente, anche i soldi arrivati nelle tasche con i bonus vari hanno finito per fare aumentare le importazioni di beni anziché migliorare la nostra situazione produttiva.
Insomma, ci comportiamo come un paese del terzo mondo che anziché investire in capitale umano e in tecnologia, preferisce competere abbassando il costo del lavoro e dando soldi cash agli (im)prenditori di casa nostra, gli stessi che non a caso sono schierati come un sol’uomo con il Governo e si dichiarano per il Si al referendum costituzionale, anche per mantenere in sella colui che sin qui si è rivelata la gallina dalle uova d’oro.
Ma tornando ai numeri, visto che i 40 miliardi di euro di tesoretto non sono andati né in riduzione della spesa (gli sprechi sono sempre lì) né in riduzione del debito pubblico (che è salito), ci sarebbero stati tranquillamente sia il rinnovo del nostro contratto che investimenti in tecnologia e formazione per rendere più competitiva anche la pubblica amministrazione.
Per questo, a chi in questi giorni parla genericamente di rilancio della pubblica amministrazione, rispondiamo in modo netto:
Prima i soldi per i rinnovi contrattuali, poi tutto il resto!
È giunto il momento di rivendicare il nostro ruolo nel Paese. I soldi ci sono e vengono regalati a coloro che già ne hanno tanti e sono diventati la vera base sociale di questo Governo! In una nuova lotta – di stampo novecentesco – tra capitale e lavoro, il Governo si è schierato nettamente a favore del capitale e contro i lavoratori. Per questo non siamo disposti a fare sconti e a parlare di aumenti selettivi in base a leggi obsolete. Siamo pronti invece a discutere di miglioramenti della macchina amministrativa e ad individuare misure innovative, ma solo dopo che il Governo avrà messo sul tavolo i soldi che servono per rinnovi contrattuali soddisfacenti, fino all’ultimo euro!
DPPF – Dipartimento politiche economiche e fiscali FLP “
Intanto, del testo del DDL ancora nemmeno la traccia, ma in settimana dovrebbe approdare alla Camera.
Nel frattempo, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 di ieri il Decreto Legge 22 ottobre 2016, n. 193 recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, la c.d. “manovrina” del 2016, che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina, e che, tra l’altro, dispone la soppressione di Equitalia spa e la sua trasformazione in una Agenzia di riscossione collocata all’interno di Agenzia delle Entrate e anche tagli lineari ai Ministeri, e dunque anche alla Difesa, per oltre 410 milioni di €.
In allegato 2, pubblichiamo invece il “Documento programmatico di bilancio relativo all’anno 2017 predisposto dal MEF”
Notiziario n. 138 del 29 novembre 2016 – La Camera ha votato ieri sera la ficucia sul maxi emendamento che contiene il testo emendato del disegno di legge di bilancio 2017 (DDL n. 4127-bis), sul quale si dovrà ora pronunciare il Senato. Tra gli emendamenti approvati, non figurano purtroppo quelli proposti da alcuni membri della […]
Notiziario n. 132 del 21 novembre 2016 – Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre u.s., il “Disegno Di Legge (DDL) di bilancio 2017” (che ripubblichiamo in allegato 1) è approdato alla Camera in data 29 ott. u.s., ed assegnato alla V^ Commissione Bilancio, attualmente impegnata nel vaglio degli emendamenti presentati. Tra […]
Notiziario n. 131 del 16 novembre 2016 – Ce l’abbiamo fatta! Tre emendamenti al Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, messi a punto e sollecitati dalla nostra O.S., sono stati presentati in V^ Commissione della Camera, che li ha già dichiarati ammissibili e pertanto dovranno essere ora discussi e votati (su questa stessa pagina […]
Notiziario n. 126 del 7 novembre 2017 – Come volevasi dimostrare. Il Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, approdato alla Camera in data 29 u.s. e che il cui testo (A.C. 4127-Bis) ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non reca alcuna disposizione a favore del personale civile e men che meno quelle due […]
News del 27 ottobre 2016, h. 8.00 – Come è già noto a tutti, in data 15 u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. “Disegno di Legge di Bilancio 2017”), che in passato aveva assunto altre denominazioni (DDL finanziaria; DDL di stabilità). Ne pubblichiamo […]
Notiziario n. 124 del 25 ottobre 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 29 redatto dal nostro D.P.E.F. e diffuso in data 20 u.s. che, nel momento in cui tarda ad uscire il DDL di bilancio 2017, reca una disamina interessantissima sulle entrate e sulle spese dello Stato, dal quale […]