Nella Gazzetta Ufficiale –IV serie speciale, concorsi ed esami – n. 16 del 27 febbraio u.s. è stato pubblicato un secondo avviso di mobilità del D.O.G. del Ministero della Giustizia avente per oggetto “l’integrazione al bando di mobilità del 25 novembre 2014 per al copertura di complessivi 1031 posti a tempo pieno e indeterminato – vari profili professionali – e riapertura termini”, pubblicato su questa stessa pagina, che differisce al 30 marzo 2015 i termini per la presentazione delle domande di mobilità.
Come si ricorderà, il primo ”avviso” in merito alla procedura di mobilità esterna volontaria promossa dal Ministero della Giustizia era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, n. 5 del 20.01.2015, ed era relativo a complessivi 1031 posti a tempo indeterminato e pieno riferiti a diversi profili dell’ordinamento professionale di quel Ministero, di cui ben 835 di area III e solo 196 di area II, e per le sedi di cui all’ allegato A dell’avviso (che ripubblichiamo su questa stessa pagina, vds allegato 1). Quell’avviso suscitò l’interesse di molti colleghi, che però si trovarono di fronte a grandi difficoltà nella predisposizione della documentazione da allegare, che –lo ricordiamo- prevedeva: la “espressa dichiarazione che l’Amministrazione è soggetta a regime di limitazione delle assunzioni e non può sostituire il personale ceduto per mobilità con nuove unità di personale”; la “copia della richiesta all’Amm. di appartenenza di nulla osta non condizionato al trasferimento ovvero, laddove già in possesso, copia dell’assenso in data non anteriore a 6 (sei) mesi dalla data di scadenza del presente avviso di mobilità”. Preso atto di queste difficoltà, e anche sulla base delle sollecitazioni pervenute dai colleghi, FLP DIFESA inviò in data 11 febbraio u.s. al Sottosegretario on. Rossi la nota che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa pagina, nella quale chiedevamo che l’AD fornisse “precise indicazioni al riguardo ai propri Enti in ordine alla dichiarazione richiesta circa la limitazione delle assunzioni, che non appare di agevole e univoca lettura” e che venissero resi noti gli intendimenti dell’A.D. “relativamente ai criteri che presiederanno alla concessione dei <<nulla osta>>, sia con riferimento alle diverse aree professionali che in ordine alle diverse aree/settori in cui è articolato il M.D…..”. Queste le nostre richieste all’on. Rossi, che ringraziamo comunque dell’attenzione.
Venendo a oggi, possiamo dire che, a seguito della ripubblicazione dell’avviso di mobilità della Giustizia, si è mossa finalmente anche la nostra Amministrazione nella direzione da noi sollecitata. Infatti, in data 9 u.s. è stata pubblicata sul sito di PERSOCIV una “NEWS”, che alleghiamo al presente Notiziario, che informa gli interessati che la DG “sta provvedendo al rilascio della dichiarazione prevista dal n. 3 del suddetto art. 4 a tutti i dipendenti che ne fanno richiesta” e li invita “a richiedere la stessa nel più breve tempo possibile e comunque entro il 25 marzo 2015 in modo da consentire a questa Amministrazione l’emissione in tempo utile”. Dunque, la prima delle questioni posta da FLP DIFESA ha trovato risposta. Per quanto riguarda invece la seconda questione, quella di rendere chiari e trasparenti gli intendimenti dell’Amministrazione sui “nulla osta”, non ci risultano allo stato, come O.S. nazionale, posizioni formalmente espresse o documenti ufficiali dell’AD. Pur tuttavia, parrebbe che l’orientamento maturato dai Vertici sia comunque quello di aprire alla mobilità del personale di area 2^, trattandosi di professionalità non tecniche, mentre per l’uscita del personale di area 3^ verrebbe espresso di norma una posizione ostativa. Quanto sopra, visto anche l’“Atto di programmazione triennale 2014-2016 del fabbisogno di personale” firmato il 4 feb. dalla Ministra, sui cui contenuti avremo comunque modo di ritornare a breve.
Ultima annotazione: i colleghi interessati tengano comunque conto di quanto fissato nella circolare FP n. 1/2015 (pg. 17,“Mobilita’ prioritaria verso gli Uffici Giudiziari”): il bando della Giustizia è destinato prioritariamente al riassorbimento del personale delle Province e “solo in via residuale” alla mobilità da altre AA.PP.
Molti colleghi sono alle prese in questi giorni con le domande di ammissione alla procedura di mobilità esterna volontaria promossa dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, con l’“avviso” ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs 165/2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 del 20.01.2015, IV serie speciale concorsi ed esami. Trattasi di un bando relativo a complessivi 1031 posti a tempo indeterminato e pieno, riferiti a diversi profili dell’ordinamento professionale di quel Ministero, di cui ben 835 di area III e solo n. 196 di area II, e per le sedi di cui all’allegato A dell’avviso ( pubblichiamo tutti i documenti dell‘avviso su questa stessa pagina).
I problemi nascono tutti dalla documentazione che l’art. 4 dell’avviso di mobilità chiede di allegare alla domanda da inoltrare al Ministero della Giustizia. Due, in particolare, i documenti richiesti:
“espressa dichiarazione che l’Amministrazione è soggetta a regime di limitazione delle assunzioni e non può sostituire il personale ceduto per mobilità con nuove unità di personale”;
“copia della richiesta all’Amministrazione di appartenenza di nulla osta non condizionato al trasferimento ovvero, laddove già in possesso, copia dell’assenso in data non anteriore a 6 (sei) mesi dalla data di scadenza del presente avviso di mobilità”.
A tal riguardo, si pongono alcuni problemi che brevemente vogliamo qui richiamare.
Con riferimento all’ “espressa dichiarazione” sul regime di limitazione delle assunzioni in atto nell’Amministrazione di appartenenza e sulla non sostituibilità del personale ceduto, in considerazione degli aspetti tecnici e normativi sottesi a questo documento, è comprensibile come il lavoratore interessato si rivolga al proprio Ente per ottenere chiarimenti e attestazioni che ovviamente non arrivano, stante la mancanza di indicazioni dai livelli centrali o da quelli gerarchicamente superiori.
Con riferimento alla richiesta di nulla osta, invece, il problema che si pone nasce dal fatto che non esistono allo stato nell’AD criteri concordati che regolano la mobilità esterna volontaria, atteso che tutte le richieste del Sindacato per ridefinire le regole per la gestione dell’istituto in argomento (ma anche di altri istituti, in primis la mobilità interna volontaria), pur approdati a specifici tavoli di confronto con l’AD, sono miseramente naufragati sulla spinosa questione relativa ai “pareri” – che si vogliono vincolanti – degli Organi Programmatori, che l’Amministrazione ha posto praticamente in forma pregiudiziale facendo di fatto fallire ogni tentativo di pervenire ad un accordo. Con il risultato che, allo stato, non esistono criteri e regole codificate per la gestione della mobilità volontaria. Appare allora evidente come, in questo contesto, il lavoratore chieda di conoscere i criteri attraverso i quali l’AD perverrà ai suoi “si” o ai suoi “no”, affinchè sia eliminata o ridotta al minimo ogni possibile discrezionalità da parte dell’AD, ancorando così il rilascio dei nulla osta a elementi certi assicurando anche la massima trasparenza a tutta l’operazione.
Infine, si pongono alcuni interrogativi in relazione alle istruzioni recentemente emanate sulla ricollocazione del personale delle Province, oggetto proprio oggi di risposte del Governo (si veda l’allegato 5 su questa stessa pagina).
Se questi sono i problemi che fanno da sfondo all’avviso di mobilità del Ministero della Giustizia, non comprendiamo come mai la nostra Amministrazione centrale non abbia dato segni di vita in una circostanza che sta suscitando grande attenzione ed interesse da parte di moltissimi lavoratori. Per la verità, siamo a conoscenza che alcuni Organi Programmatori hanno sollecitato PERSOCIV a fornire indicazioni al riguardo, però senza alcun risultato, come emerge chiaramente dal messaggio di SME DIPE che pubblichiamo su questa stessa pagina.
Per questo motivo, siamo intervenuti direttamente presso il Sottosegretario on. Rossi con la nota qui pubblicata, in merito agli sviluppi della quale facciamo riserva di ulteriori informazioni ai colleghi.
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