La sala della Camera riservata alla 5^ Commissione Programmazione e Bilancio
Come noto, la Camera dei Deputati è impegnata in queste ore nell’esame e nel voto del testo del Decreto Legge 19.05.2020, n. 34 ( “decreto rilancio”) che risulta significativamente emendato rispetto al testo originario (vds testo pubblicato sul nostro sito) e sul quale in settimana si pronuncerà l’Aula.
Tra gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio, di particolare rilevanza per il pubblico impiego risultano quelli relativi all’art. 263 (“(Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile) che risulta significativamente modificato/integrato, ancorchè non sempre, a nostro giudizio, in modo positivo.
A tal proposito, la nostra Federazione ha diffuso una nota che riportiamo integralmente di seguito.
“La Commissione Bilancio della Camera in sede referente, nel corso dell’esame della legge di conversione del DL Rilancio, ha apportato rilevanti modifiche alla normativa relativa al lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni, approvando un emendamento, prima firmataria Vittoria Baldino, che fissa un nuovo quadro di riferimento.
Le nuove misure possono esse così sintetizzate:
viene confermato il lavoro agile emergenziale fino al 31 dicembre 2020 e viene fissata una percentuale pari al 50 per cento di personale che le Amministrazioni dovranno mantenere in lavoro agile nelle attività individuate come effettuabili con tale modalità;
alla data del 15 settembre 2020 cessa di avere efficacia il comma 1 lettera a) del DL 18/2020, che come è noto, prevede che le Amministrazioni adottino il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione e limitino la presenza negli uffici al solo personale impegnato nelle attività indifferibili da svolgere di presenza. Dal combinato disposto delle due norme si deduce che fino a tale data (15 settembre 2020) resta l’obbligo dell’individuazione delle attività indifferibili a svolgere in presenza e quindi è escluso un rientro generalizzato e non motivato;
l’emendamento prevede anche una norma a regime. Entro il 31 gennaio di ogni anno le Amministrazioni debbono dotarsi di un Piano Operativo per il Lavoro Agile (POLA);
tale Piano deve permettere che almeno il 60 per cento del personale che svolge attività rientranti in tale modalità lavorativa possano avvalersi dell’istituto, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera;
in mancanza dell’adozione del Piano, almeno il 30 per centodel personale potrà avvalersi comunque dell’istituto del lavoro agile;
è infine prevista la possibilità che con Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione possano essere definiti ulteriori indirizzi operativi con riferimento all’organizzazione del lavoro e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con l’Istituzione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica di un Osservatorio nazionale per il lavoro agile.
Senza dubbio si tratta di un intervento importante che mira a dare continuità all’esperienza di questi mesi, seppure con le necessarie modifiche derivanti dall’esigenza del riavvio di molte attività, portando a regime una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che può essere un importante fattore di innovazione e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni.
Riteniamo però che nell’emendamento approvato permangano alcune criticità che a nostro parere debbono essere necessariamente superate.
La prima è quella che prevede, su molti aspetti relativi alla definizione dei Piani Operativi che intervengono direttamente sul rapporto di lavoro, come ad esempio la formazione o il sistema di misurazione e rilevazione
del lavoro agile, un ruolo residuale e marginale del sindacato, relegato all’istituto del “sentite le Organizzazioni sindacali”.
Non ci siamo.
Quelle sono materie precipuamente contrattuali e debbono far parte, insieme alle altre quali il diritto alla disconnessione, le modalità di corresponsione del salario aziendale, i buoni pasto, etc., di una specifica sessione di contrattazione, anche in sede di rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro scaduti da più di diciotto mesi.
Non sarebbe accettabile, infatti, partire in sede negoziale con paletti previsti unilateralmente per legge, che impedirebbero il pieno dispiegarsi dell’azione contrattuale.
La seconda criticità è quella dell’eccessiva genericità delle attività che a regime possono essere svolte con tale modalità.
Le percentuali individuate per legge infatti, pur estremamente importanti, sono però relative alle attività che le Amministrazioni individueranno e quindi, vista l’esperienza di questi mesi in cui, pur in presenza di una norma cogente e di un gravissimo rischio epidemiologico, troppi burocrati hanno negato il lavoro agile, il rischio di uno svuotamento di fatto dell’istituto è molto forte.
Infine diamo notizia anche dell’approvazione di un ulteriore emendamento all’art. 90 del DL, a firma Noja e Nobili, che prevede per tutta la durata del periodo emergenziale il diritto a permanere in lavoro agile per tutti quei lavoratori con disabilità o con patologie che li espongono più di altri al rischio contagio. La norma è inserita nella parte relativa al lavoro agile nel privato, ma è indubbio che tale norma, in sede interpretativa e applicativa, dovrà indirizzare anche i comportamenti del datore di lavoro pubblico, non essendo possibile su una materia così rilevante una diversa regolamentazione.
Nella giornata di oggi il testo andrà in Aula alla Camera e, visti i tempi ristretti della doppia lettura (deve andare ancora al Senato), è prevedibile che non vi siano spazi per modifiche, che comunque noi auspichiamo vengano fatte nella direzione da noi indicata, e su cui da subito siamo impegnati
La Segreteria Generale FLP”
Questa la valutazione della nostra Federazione sulle novità introdotte nell’art. 263 del DL 34.
C’era, all’interno dello stesso decreto, un altro articolo che interessava da vicino il Ministero Difesa.
Ci riferiamo all’art. 211 (“Misure per la funzionalità del Corpo delle Capitanerie di Porto e per il sostegno di sinergie produttive nei comprensori militari”), comma 2,che disponeva l’affidamento in uso temporaneo di infrastrutture della Difesa e la possibilità di convenzioni con pubblici e privati per l’uso temporaneo di infrastrutture industriali e logistiche della Difesa. Ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 51 del 26.05.2020, segnalando in quella sede le nostre preoccupazioni per il futuro in particolare di Stabilimenti e insediamenti logistici, e da qui la nostra richiesta al Ministro Guerini di un incontro, sin qui purtroppo disatteso.
Ebbene, diamo notizia ai colleghi che, a differenza del 263, la norma di cui trattasi (art. 211, comma 2) non ha subito alcuna modifica in sede di Commissione, e pertanto rimane nella stessa formulazione, anche per quanto riguarda il ruolo di Difesa Servizi SpA.
Stupisce come, su una novità di tale rilievo, il Sindacato non si sia fatto molto sentire, a parte noi e purtroppo con ben magri risultati. Colpisce dunque molto la disattenzione che sta accompagnando il varo di questa norma, e certo il tempo per modifiche o cambiamenti oramai è definitivamente tramontato.
Ne vedremo nei prossimi mesi gli sviluppi di carattere operativo, e speriamo che le nostre preoccupazioni non trovino conferma.
Il Presidente della Commissione Difesa della Camera, on. Gianluca Rizzo
Nel DL 19 maggio 2020, n.34 (c.d. “decreto rilancio”), all’art. 211, è stata prevista la possibilità per il MD di “affidare in uso temporaneo zone, impianti o parti di essi, bacini, strutture, officine, capannoni, costruzioni e magazzini, inclusi nei comprensori militari”, rispetto alla quale abbiamo subito chiesto un incontro al Ministro e l’audizione nelle Commissioni Difesa (Notiziario n. 51 del 26.05.2020).
Ebbene, a seguito di risposta del Presidente Commissione Difesa della Camera (che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina) a fronte della nostra richiesta del 25 maggio u.s. (che pubblichiamo in allegato 2), in data 4 giugno u.s., abbiamo formalizzato le nostre osservazioni e proposte con lettera qui integralmente riportata.
“A seguito della pubblicazione nel S.O. n. 21 alla GU n.128 del 19-5-2020 del DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, la FLP DIFESA prende atto che le richieste avanzate dalla Difesa in ordine a diverse materie (arruolamenti, sanità militare, ferma volontaria, medici e infermieri militari, missioni internazionali, modifiche L. 244/2012, convenzioni o accordi per l’affidamento temporaneo di zone, strutture e impianti presenti nella Difesa e altre) hanno trovato riscontro nel testo finale del D.L. adottato dal Consiglio dei Ministri.
Tra queste, preoccupa in particolare la scrivente O.S. la norma (art.211, comma 2) che prevede “. fatte salve le prioritarie esigenze operative e manutentive delle Forze armate e al fine di favorire la più ampia valorizzazione delle infrastrutture industriali e logistiche militari, il Ministero della difesa, per il tramite di Difesa servizi S.p.A., ai sensi dell’articolo 535 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, può stipulare convenzioni ovvero accordi comunque denominati con soggetti pubblici o privati, volti ad affidare in uso temporaneo zone, impianti o parti di essi, bacini, strutture, officine, capannoni, costruzioni e magazzini, inclusi nei comprensori militari.”.
Tale norma pone pesanti interrogativi in merito al futuro degli Stabilimenti e degli insediamenti logistici del M.D., sta creando molta preoccupazione e disagio tra i lavoratori interessati e nelle Rappresentanze sindacali locali e nazionali, queste ultime escluse dal benché minimo confronto su quella scelta, ancorché siano aperti in Difesa da tempo diversi tavoli, tra i quali quello finalizzato alla valorizzazione del personale civile e alla riduzione del gap sulla retribuzione accessoria che pone questo personale all’ultimo posto nelle retribuzioni accessorie del personale delle AA.CC. e quello sul rilancio delle attività industriali della Difesa che ha, tra le priorità, l’adozione di un piano straordinario di assunzioni e l’emanazione di urgenti bandi di concorso anche al fine di consentire un consistente ricambio generazionale, non più rinviabile anche in ragione dei molti pensionamenti.
Per quanto precede, la FLP DIFESA chiede in prima battuta che la norma di cui trattasi venga stralciata dal DL 34 anche allo scopo di avviare utili approfondimenti e confronti che coinvolgano anche le Parti sociali.
In via subordinata, nel caso che l’art. 211 comma 2 venga mantenuto nell’attuale formulazione, si propone che lo stesso venga arricchito con le seguenti integrazioni:
la stipula di convenzioni od accordi per affidamenti temporanei debba avvenire solo a titolo oneroso;
che detti oneri vengano destinati alle necessità e all’efficientamento produttivo dello Stabilimento/Ente interessato;
che l’ipotesi di convenzioni od accordi sia preceduto dalla informazione e dal confronto con le Rappresentanze sindacali locali (“sentite le OO.SS./RSU”) “
Registriamo con piacere che in sede di presentazione degli emendamenti all’art. 211, che pubblichiamo in allegato sul nostro sito, alcuni parlamentari hanno proposto modifiche ed integrazioni nel segno da noi indicato, che pubblichiamo in allegato 3
Sempre sul nostro sito, pubblichiamo il video con l’audizione in data 3 u.s. sui contenuti DL 34 di esponenti del M.D. (in allegato 4)
Al proposito, ricordiamo che sempre in data 4 giugno u.s., si è tenuta la riunione in videoconferenza con il Comando Logistico della Marina Militare per la presentazione del Piano Industriale Integrato 2020-2025 degli Arsenali e CC.TT., durante la quale la FLP DIFESA ha evidenziato, fra l’altro, come tale norma (art. 2 11 DL 34) risulterebbe, a proprio avviso, pericolosa ed in controtendenza rispetto al Piano Industriale illustrato dall’Amm. Serra(Notiziario n. 55 del 6 giugno 2020), tenuto conto che pone pesanti interrogativi in merito al futuro degli Stabilimenti e degli insediamenti logistici del M.D. e che è stata varata su iniziativa della stessa Difesa, non solo senza il benché minimo confronto con le OO.SS nonostante i tavoli tecnici aperti per la valorizzazione del personale civile e la ricerca di soluzioni ad annose criticità (Notiziario n. 92 del 15 ottobre 2019),. ma anche – in base a quanto dichiarato in riunione dal Comandante del COMLOG MM – senza anche una preventiva consultazione dello SMM – che certamente avrebbe verosimilmente consigliato lo stralcio di quella norma e l’introduzione di altre norme tese ad assicurare agli Enti industriali le risorse di cui abbisognano e le assunzioni straordinarie di cui necessitano come il pane.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Il Premier Conte con il Ministro dell’Economia Gualtieri
Come noto, il Documento di economia e finanza (DEF)costituisce il più importante strumento di programmazione economica e di bilancio, e riporta gli obbiettivi di politica economica del Paese (Programma di stabilità),che si pubblica in allegato 1 su questa pagina, le stime sull’ andamento delle finanze e dell’economia (Sz. analisi e tendenze della finanza pubblica) in allegato 2, e le riforme previste (Programma nazionale di Riforme), quest’ultimo però non presentato e rinviato. Al suo posto, la Relazione predisposta dal MEF sugli scostamenti di bilancio a seguito dell’emergenza Covid per il 2020 e per il 2021(su questa pagina in allegato 3) .
Se ne è occupata l’altra settimana la Commissione Difesa della Camera. Il DEF 2020 appare totalmente influenzato dalla vicenda legata all’emergenza Covid-19 e dalle ricadute che questa vicenda sta avendo sull’economia. Queste le previsioni degli indici macro-economici: il PIL decresce dell’ 8,1 % nel 2020, mentre risalirebbe di un 4,7% nel 2021; previsto per l’anno in corso un maggior indebitamento per 55 mld di € e di 24,6 mld per il 2021. Il rapporto tra deficit e PIL salirà quest’anno al 10,4%, per poi scendere al 5,7% nel 2021, mentre il debito pubblico toccherà quest’anno il 155,7% per poi scendere al 152,7% nel 2021. Previsto fortunatamente anche lo stop agli aumenti di IVA e accise per il 2012 e agli anni seguenti. Come si vede, i dati previsionali sono molto preoccupanti.
Questi i dati di maggior interesse del M.D.: per le missioni internazionali di pace è prevista una spesa pari a 0,85 mld, e previste pure misure per il potenziamento dell’attività delle FF.AA. impegnate nell’emergenza e per questo bisognevoli di più personale, mezzi e più strumenti. Sono in programma per il 2020: innanzitutto lo stanziamento di 34,6 milioni di euro per il potenziamento dei servizi sanitari militari e per l’acquisto di dispositivi medici e presidi sanitari mirati alla gestione dei casi urgenti e di biocontenimento; lo stanziamento di 704mila € per la produzione e la distribuzione, da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze, di disinfettanti e sostanze ad attività germicida o battericida; l’arruolamento, eccezionale e per un anno di 320 unità di personale medico e infermieristico dell’Esercito (120 medici e 200 infermieri militari); il conferimento di incarichi a tempo determinato di durata annuale, non rinnovabili, per max sei unità di personale con p.p. di personale funzionario tecnico per la biologia, la chimica e la fisica; infine, l’incremento del contingente militare che prende parte all’operazione “Strade sicure”. In termini tendenziali per il 2020-2021, il DEF prevede un ulteriore incremento delle spese per il personale militare in ragione del contratto 2019-2021, e, infine, l’ulteriore avanzamento del programma di sviluppo e di acquisizione delle UU.NN. di classe FREMM
Oltre che al DEF 2020, l’attenzione è oggi però rivolta anche su altri fronti. In primo luogo, sui contenuti del c.d. “decreto rilancio”, già “decreto aprile”, tutt’ora in elaborazione, che si intreccia ovviamente con il DEF 2020. Siamo venuti in possesso di un documento, che pubblichiamo in questa pagina in allegato 4, che reca le richieste provenienti dalle diverse AA.CC., e tra queste anche la Difesa (da pagina 130 a pagina 154). Diversi i contenuti che ci riguardano: gli arruolamenti, la sanità militare, la ferma volontaria, medici e infermieri militari, le missioni internazionali, modifiche L. 244/2012 per la certificazione dei risparmi derivanti dalla riduzione di personale, etc. Ma sono due le richieste che ci preoccupano: la prima, che prevede la dismissione di immobili ad uso abitativo della Difesa “senza il riconoscimento del diritto di preferenza per il personale militare e civile del Ministero della difesa”; la seconda, ancor più pesante,che “autorizza il Ministero della Difesa, nel rispetto delle prioritarieesigenze operative, manutentive e di impiego delleForze armate, a stipulare, tramite Difesa ServiziSpa, convenzioni ovvero accordi per l’affidamentoin uso temporaneo a titolo oneroso zone, impianti o parti di essi, bacini, strutture, officine, capannoni costruzioni e magazzini inclusi nei rispettivi, comprensori, sia a soggetti pubblici, sia a partnerqualificati dell’industria civile di settore”. Richieste, queste due, che pongono pesanti interrogativi in merito al futuro degli Stabilimenti e degli insediamenti logistici del M.D., che peraltro verrebbero varati senza il benchè minimo confronto con le OO.SS..
Noi confidiamo in un ripensamento, inogni casoil Ministro ha il dovere di chiarire subito, sia nel merito delle scelte che sul metodo di lavoro con il quale intende procedere nel confronto con le Parti sociali, e dovrà farlo subito, auspicabilmente già in occasione della prevista audizione di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato in agenda per il 13 p.v. alle ore 14.00.
Lo ascolteremo con grande attenzione, ne daremo conto ai lavoratori, e a seguire avvieremo le più idonee iniziative.
Notiziario FLP DIFESA n. 66 del 7 luglio 2020 – Come noto, la Camera dei Deputati è impegnata in queste ore nell’esame e nel voto del testo del Decreto Legge 19.05.2020, n. 34 ( “decreto rilancio”) che risulta significativamente emendato rispetto al testo originario (vds testo pubblicato sul nostro sito) e sul quale in settimana […]
Notiziario FLP DIFESA n. 56 dell’ 8 giugno 2020 – Nel DL 19 maggio 2020, n.34 (c.d. “decreto rilancio”), all’art. 211, è stata prevista la possibilità per il MD di “affidare in uso temporaneo zone, impianti o parti di essi, bacini, strutture, officine, capannoni, costruzioni e magazzini, inclusi nei comprensori militari”, rispetto alla quale abbiamo […]
Notiziario FLP Difesa n. 45 del 11 maggio 2020 – Come noto, il Documento di economia e finanza (DEF) costituisce il più importante strumento di programmazione economica e di bilancio, e riporta gli obbiettivi di politica economica del Paese (Programma di stabilità),che si pubblica in allegato 1 su questa pagina, le stime sull’ andamento delle […]