Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa” adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013.
Come si ricorderà, il predetto DPCM recepiva i nuovi organici di alcune AA.CC., tra le quali anche il M.D., in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 95/2012 (“spending review” di Monti), che aveva disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” del personale non dirigente. Rispetto ai precedenti organici discendenti dal D.L. 138/2011, il DPCM 22.01.2013 ha così fissato i nuovi organici civili del M.D.: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori. Invece, la nuova dotazione organica dei dirigenti è pari a n. 117 (erano n. 133 dopo il D.L. 138).
Così determinata la dotazione organica complessiva del MD, la tappa successiva al DPCM 22.01.2013 consisteva nella distribuzione tra i diversi profili professionali del N.S.C. (Nuovo Sistema di Classificazione) delle dotazioni di area in esso indicate, e nella contestuale ripartizione tra i diversi “pezzi” che compongono il M.D. (SMD; SGD; SS.MM. di F.A., etc.) e dunque per Organo Programmatore (O.P.). Una operazione, quest’ultima, che ha richiesto molto più tempo di quello che in partenza era lecito immaginare, atteso che ci sono voluti più di due anni perché il D.M. vedesse la luce. Quando, dopo quasi un anno e mezzo, lo schema di DM è stato presentato alle OO.SS. nazionali (riunione del 24.06.2014, vds. Notiziario n. 69 di pari data), la nostra O.S. assunse una posizione molto critica nei confronti delle scelte operate dall’Amministrazione, e con la nota del 3.07.2014 (che ripubblichiamo su questa stessa pagina) espresse il proprio convincimento sul fatto che “.. in ragione della situazione in essere, la ripartizione per Regioni e per OO.PP. fissata in un D.M. determinerebbe una condizione di evidente rigidità al sistema, con pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT”, e propose pertanto “che il DM in questione riporti esclusivamente la ripartizione per profilo professionale, evidenziandone solo la dotazione nazionale, lasciando poi ad atti interni dell’A.D. la ripartizione tra OO.PP. e Regioni, come peraltro da sempre avviene per le dotazioni organiche di Ente”. Una posizione successivamente condivisa da tutto il tavolo sindacale, che però non ha sortito alcun “ravvedimento operoso” da parte di SMD – gestore tecnico dell’operazione organici – che, per come si evince dalla ripartizione operata dal DM, ha mantenuto lo stesso impianto, nonostante l’avviso diverso che ci risulta sia stato espresso anche da alcuni OO.PP. . L’unica concessione – a conclusione dei due incontri tecnici con SMD del 29.09.2014 e dell’8.10.2014 (si vedano rispettivamente i Notiziari n. 104 e 107/2014) – è stata l’incremento delle dotazioni organiche di F.A. e di Regione relativamente ad alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto, 5 a La Spezia, 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri. Poca cosa, ovviamente!
Siamo orain presenza dei nuovi organici in capo ai diversi OO.PP. e per le diverse Regioni; a seguire, gli OO.PP. stessi dovranno ridefinire gli organici dei propri Enti. A tal proposito, è utile ricordare come nella riunione del 13 ott. u.s. (Notiziario n. 108) la nostra O.S. ha chiesto al Sottosegretario che, non appena adottato il DM con la nuova ripartizione degli organici, gli OO.PP. fissino con sollecitudine apposite riunioni con le OO.SS. nazionali per un confronto sui criteri che presiederanno alla ridefinizione degli organici dei propri Enti e all’attribuzione degli incarichi, passaggio questo decisivo nella prospettiva della civilizzazione. E’ in quella sede che misureremo la reale volontà di dare attuazione all’art.1, c. 2-bis, let. e) D. Lgs.7/2014.
Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, in sintesi, l’esito della seconda e conclusiva riunione tecnica di ieri pomeriggio sullo schema di D.M. di ripartizione degli organici fissati con DPCM 22.01.2013 e conseguenti ai tagli del DL 6.07.2012, n. 95, che è stata ancora una volta presieduta dal Capo del 1° Rep. SMD con la presenza al tavolo di tutti gli OO.PP.
La piccola apertura consiste in questo: le dotazioni organiche di F.A. e di Regione saranno implementate di alcune posizioni destinate agli Enti c.d. “industriali” della Difesa (Poli, Arsenali e Reparti Manutenzione AM), e più precisamente: 25 a Taranto; 5 a La Spezia; 20 a Piacenza, 15 a Terni e 10 a Cameri (RMV), e di cui però non ci sono ancora noti i profili professionali prescelti. Una piccola apertura, dunque, da parte di SMD, “un piccolo passo in avanti” nel giudizio unanime del tavolo sindacale, che però da una parte conferma indirettamente la fondatetezza delle nostre osservazioni sulla rigidità del provvedimento e dall’altra porta a quegli Enti un po’ di ossigeno (poco, in relazione alle criticità segnalate dagli SS.MM.). Ovviamente non cambia, allo stato, il nostro giudizio sui rischi legati alla ripartizione su base regionale, tenuto conto che i paletti così rigidamente fissati potrebbero indurre ”pericolose ricadute in materia di mobilità interna ed esterna, di reimpiego, etc. e anche sotto il profilo delle nuove assunzioni, vitali per Poli, Arsenali e CC.TT” , come da noi segnalato al Sottosegretario nella nota del 3 luglio u.s. (Notiziario n. 72). Continuiamo ad essere convinti che, in relazione alle previsioni del DPCM ritenute vincolanti da SMD, in funzione delle necessità legate al riassetto L.244, fosse possibile operare un correttivo attraverso il D. Lgs. n. 8/2014 (che, è bene ricordarlo, ha visto la luce quasi un anno dopo l’entrata in vigore del DPCM 22.01.’13). Lunedì 13 p.v., l’argomento sarà oggetto del tavolo politico con il Sottosegretario Rossi, tappa conclusiva del percorso di confronto con le OO.SS, dopodichè lo schema di DM finirà sul tavolo della Ministra Pinotti.
Nel corso della riunione, sono stati fornite da SMD anche le seguenti risposte.
Transito ex militari nei ruoli civili: i numeri richiesti da FLP DIFESA nel corso della riunione precedente (vds. Notiziario n. 104) sono stati forniti solo con riferimento al periodo successivo al novembre 2012: da allora ad oggi, sono transitati all’impiego civile n. 324 unità in area 2^ e n. 34 in area 3^. Per quanto invece riguarda il periodo 2002–2012, non sono stati forniti dati precisi, quindi dobbiamo far riferimento ai numeri dei transitati a suo tempo forniti dall’A.D., che dovrebbero aggirarsi intorno alle 1400 unità. Per quanto abbiamo appreso da SMD nel corso della riunione precedente, l’A.D. ha provveduto a regolarizzare gli ingressi fino al 2012 immettendoli formalmente nei ruoli civili, e quindi azzerando l’inquadramento in soprannumero. Un’operazione, però, non solo fatta al netto di ogni informazione alle OO.SS., doverosa e dovuta, ma a fronte di un punto del DIM 18.04.2002 che prevede la riassorbibilità solo attraverso la “cessazione dal servizio per qualsiasi causa del personale stesso” : ma a novembre 2012, non erano state rilevate dall’ A.D., a fronte dei nuovi organici post DL 95, quasi 1500 eccedenze civili? La regolarizzazione ha di fatto prodotto eccedenze, dunque è stata utile in quel momento? Servirà approfondire il problema.
Regolamento ex D.Lgs.7:SMD ha concluso i lavori preparatori, lo schema è all’attenzione del Gabinetto.
Eccedenze: l’indagine disposta dal Gabinetto, evidenzierebbe eccedenze in area 2^(riassorbibili attraverso le norme Fornero) e in area 1^ (riassorbibili, invece, anche con il ricorso ai pensionamenti ex DL 95). A tal riguardo, attendiamo i numeri e il confronto già richiesto da FLP con la nota del 5.08.2014 (vedi sul sito).
Abbiamo ricevuto dal collega Federico Cesaretti, funzionario civile in servizio presso l’Ufficio Tecnico Territoriale di Torino e dirigente sindacale della nostra O.S., la seguente “lettera aperta”, da lui indirizzata a tutti i colleghi nella quale si parla delle difficili condizioni attuali e delle prospettive future del personale civile di area 3^ del nostro Ministero, che pubblichiamo di seguito.
Cara Collega, caro collega
il 2014 costituirà per il Personale Civile della Difesa un anno cruciale. Nel febbraio di quest’anno, infatti, sono stati pubblicati il D. Lgs. n. 7 del 28.01.2014, recante disposizioni per la riduzione degli assetti ordinamentali delle FF.AA. e il D. Lgs. n. 8 del 28.01.2014, recante disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa, entrambi attuativi della legge delega n. 244 del 31.12.2012 per il riordino dello strumento militare nazionale. Una delle novità più importanti in essi contenuta è la previsione della “attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile”, la cui compiuta applicazione rappresenterà, in sede di ridefinizione di organici e organigrammi degli Enti, una delle maggiori sfide che il Personale Civile – e segnatamente i Funzionari- sarà chiamato a raccogliere per ottenere il pieno riconoscimento del suo ruolo all’interno dell’Amministrazione della Difesa.
Come Funzionario e come Dirigente di FLP DIFESA guardo al momento attuale con estremo interesse, sia per le opportunità che esso offre a chi intende operare, con serietà e concretezza, per il superamento di quegli “steccati” fra ruoli civili e militari cui il Ministro Pinotti ha fatto esplicito riferimento, sia per la “consapevolezza di sé” che in quest’ultimo periodo i colleghi Funzionari sembrano aver riscoperto. Si assiste, finalmente, al risveglio da un torpore che per lungo, troppo tempo, aveva fatto subire passivamente lo svuotamento di ruolo e funzioni – ma non delle pesanti responsabilità personali associate agli incarichi – per un malinteso senso di appartenenza ad una Amministrazione in cui altri, invece, non hanno mancato di far valere legittimamente i loro interessi di categoria.
Questo secondo aspetto, in particolare, mi sembra interessante. Quale coordinatore di un gruppo di lavoro composto da Funzionari di diversa estrazione, creato da FLP DIFESA con lo scopo di elaborare una serie di proposte specifiche per la III Area da inserire nella piattaforma contrattuale, ritengo si siano create le condizioni affinché tali proposte, alcune delle quali sono già state oggetto di confronto con l’Amministrazione, confluiscano in un “corpus” organico da presentare ai tavoli di trattativa con l’A.D.
La comparsa di un rinnovato interesse per il proprio ruolo all’interno della Difesa –coagulatosi intorno ad un comune sentire tanto faticosamente riemerso dopo decenni di silenzio – ci impone, però, di lavorare con impegno e responsabilità a questo progetto, al fine di evitare il pericolo di vanificare una delle opportunità più interessanti degli ultimi anni. Le rivendicazioni, ancorché sacrosante, debbono essere trasformate in proposte serie e rigorose. Solo in questo modo potranno essere presentate ai tavoli di trattativa con ragionevoli possibilità di essere accettate. Il reperimento delle risorse finanziarie, la compatibilità o la necessità di modifica del quadro normativo e regolamentare, l’inclusione di tutte le anime del composito panorama dell’Area III, devono essere i punti cardine su cui imperniare una piattaforma programmatica realmente spendibile negli accordi FUA ed in occasione del rinnovo contrattuale, ovvero gli strumenti concreti attraverso i quali attuare quanto rivendicato.
Il rischio che si corre, altrimenti, è che tutto si risolva in un’occasione mancata e nella dispersione di quel patrimonio costituito dalla ritrovata comunione di interessi, specie in un momento in cui la possibilità di incidere positivamente sulle scelte del futuro assetto dell’Amministrazione è concreta ed attuale!
Dopo le incoraggianti dichiarazioni del Ministro Pinotti, il Regolamento previsto dal D. Lgs. n. 7 attuativo della L. 244/12 sarà il banco di prova su cui misurare l’effettiva applicazione della previsione di “attribuzione alla componente civile deicompiti amministrativi, tecnici e logistici”. Per far ciò sarà necessario avere idee chiare e presentare soluzioni serie e concretamente percorribili, giuridicamente attuabili e finanziariamente sostenibili, che siano condivise e godano del massimo sostegno della categoria.
Il gruppo di lavoro per l’Area III creato da FLP DIFESA ha individuato una serie di aree di intervento, per i quali ha già elaborato alcune idee, che vogliamo sottoporre ora all’attenzione dei Colleghi sollecitandone contributi, suggerimenti e proposte. Con un unico obiettivo: costruire tutti insieme una piattaforma completa, che partendo dalle specificità dei singoli ambiti di lavoro e dalle diverse esperienze maturate sul campo, possa alla fine traguardare punti di sintesi condivisi, mettendo insieme le diverse esperienze in un’Amministrazione grande e complessa come la nostra dove accanto a grandi realtà lavorative (Arsenali, Poli, Enti centrali, etc.), esistono – e in numero consistente – realtà più piccole e con problematiche di altro segno, ma non per questo meno importanti. Non vi chiediamo una firma, dunque, ma contributi e idee per una iniziativa comune.
Ecco, quindi, alcuni punti da cui desidereremmo iniziasse la nostra comune riflessione:
individuazione di ruoli e funzioni tecniche ed amministrative, tipiche dei Funzionari, che il Regolamento di attuazione dei decreti delegati dovrebbero assegnare ad appannaggio della componente civile. Si potrebbero citare, a titolo di esempio non esaustivo, gli incarichi di Capo Servizio amministrativo, RSPP, Ufficiale rogante, Ispettore UTOV/dei servizi di vigilanza antinfortunistica e Funzionario GQAR, Capo gestione finanziaria e Capo gestione patrimoniale, Direttore dei lavori, Consulente giuridico, Capo di unità tecniche/logistiche/amministrative complesse ecc;
progressioni economiche che tengano conto, in maniera oggettiva e ponderata, di elementi valutabili quali la formazione (accademica, ma anche on-job) e la propensione all’aggiornamento continuo, l’esperienza professionale specifica maturata in contesti complessi che comportino la gestione di personale dipendente e/o il possesso di elevate competenze multidisciplinari, gli incarichi ricoperti e le relative responsabilità di natura penale, tecnica, amministrativa o contabile associate, con contestuale revisione delle caratteristiche, della remunerazione e delle modalità di assegnazione delle posizioni organizzative. Quest’ultimo aspetto non potrebbe essere disgiunto, per il reperimento delle risorse adeguate, da un profondo ripensamento di taluni istituti previsti nel FUA, oggi piuttosto “opachi”;
nuovo modello integrato di formazione: introduzione di nuovo e più efficace modello di formazione di tipo “continuo”, sulla falsariga di quanto avviene per tutte le categorie ad alto contenuto professionale. La formazione verrebbe erogata in due fasi: la prima, obbligatoria, da effettuarsi in un arco temporale predeterminato, attraverso il conseguimento di un numero stabilito di crediti formativi; la seconda, previo concorso per l’accesso agli istituti di alta formazione, necessaria per poter ricoprire incarichi di particolare rilevanza e responsabilità;
progressioni di carriera attraverso la creazione di un’area “Quadri”, realizzabile attraverso lo strumento del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che consenta il superamento della Vice-Dirigenza abolita da Monti. Tale proposta, attraverso specifici percorsi contrattuali che mantengano inalterata la struttura a tre Aree (abolizione della I Area e transito a costo zero del personale A1F3 in seconda Area, omogeneizzazione della II Area sul solo profilo di Assistente), non confligge con la normativa vigente sul Pubblico Impiego e consentirebbe concretamente di superare il mancato riconoscimento di quelle funzioni di supporto alla Dirigenza spesso svolte dai Funzionari;
previsione di una copertura assicurativa per responsabilità civile, a carico dell’A.D., a favore dei Funzionari che svolgono funzioni ad alto rischio.
Queste proposte, integrate in un progetto più ampio di civilizzazione della Difesa che deve vedere coinvolta tutta la componente civile – pena il suo ennesimo fallimento – rappresentano non solo la via per vedere riconosciuto ruolo e specificità dei Funzionari e più in generale del personale Civile del Dicastero, ma anche e soprattutto la vera “spending review”: non tagli indiscriminati che non toccano i privilegi di casta e non incidono efficacemente sul versante dell’efficientamento dello strumento militare, ma maggior valorizzazione nei ruoli non strettamente operativi del personale civile, le cui competenze professionali presentano un costo, per unità lavorata, pari alla metà del corrispettivo militare!
Proponiamo, a tal riguardo, un’ulteriore sfida: una specifica area di confronto sul sito web www.flpdifesa.org, aperta a tutti e in cui scambiare liberamente idee ed opinioni, riversare proposte, segnalare criticità e problematiche che affliggono la categoria; insomma, un vero e proprio laboratorio in cui sviluppare, migliorandole, le iniziative di FLP DIFESA a favore dei Colleghi di Area III. Siamo convinti, infatti, che grazie al contributo di chi vive quotidianamente la realtà della Difesa si possano sviluppare soluzioni in grado di cambiare, in positivo, il nostro futuro.
Non sarà difficile, poi, riconoscere chi realmente si farà carico di tradurre tutto ciò in una serie di proposte concrete, sfidanti ma realizzabili, con gli strumenti politico-giuridici a disposizione e avrà il coraggio di portarle al Gabinetto del Ministro, ai tavoli di contrattazione nazionale del FUA e a quelli dei rinnovi contrattuali di comparto.
Sono molto fiducioso. Ho visto dopo molti anni la voglia di contare di nuovo e di più, di riprendersi ruoli e funzioni che sono nostri, la consapevolezza che ci sono comuni e legittimi interessi da far valere, tutti insieme.
Colleghi, mettiamoci al lavoro come sappiamo fare e diamo forza e gambe a chi avrà il coraggio e la volontà di rappresentarci davvero.
Federico CESARETTI (*)
(*) Funzionario in servizio c/o UTT Terrarm di Torino
La “lettera aperta” di Federico tocca uno dei nervi scoperti della nostra categoria e affronta una questione, quella del ruolo, dei compiti e delle attribuzioni dei funzionari di area 3^ e del rapporto con il personale militare, che si intreccia con il grande e più generale tema, a noi molto caro, della “civilizzazione”. Un tema che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni novanta e che oggi, anche per la positiva battaglia fatta dal Sindacato nei tavoli di confronto sui decreti attuativi di luglio u.s., è stata recentemente rilanciata dalla previsione di cui dell’art. 1, comma 2.bis, let. e), del D. Lgs. n. 7/2014, che come noto prevede l’attribuzione di compiti e funzioni ai civili.
Oltre al merito, va anche molto apprezzato il metodo proposto, quello di chiamare i colleghi a costruire insieme, attraverso la discussione e il confronto partendo dalle proprie esperienze concrete, l’insieme delle proposte da portare poi all’attenzione del Vertice politico e farne oggetto di iniziative specifiche.
Nel rendere disponibile il nostro sito a questa importante iniziativa, invitiamo i colleghi interessati a intervenire sul blog, a esprimere la loro opinione e a fare le loro proposte, e tutto in rete. Sarà lo stesso Federico a far da moderatore, a gestire il rapporto con i colleghi che vi interverranno, e poi, alla fine, a cucire il tutto in un documento conclusivo che naturalmente pubblicheremo sul nostro sito.
Invitiamo i colleghi interessati ad esprimere le loro opinioni sul nostro sito web www.flpdifesa.org, nell’apposito spazio posto qui sotto. Tutti i commenti verranno pubblicati a cadenza giornaliera.
Infine, invitiamo tutte le nostre strutture a dare la massima pubblicità all’iniziativa.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 27 del 19 marzo 2014 –
L’amm. G. De Giorgi, Capo di SMM
Nel pomeriggio di ieri 18 marzo, il Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe De Giorgi, accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Ricca, ha incontrato le OO.SS. nazionali. All’o.d.g. della riunione, la revisione organizzativa della Marina Militare, a suo tempo disposta con le Direttive n. 2 del 31.12.2012 e n. 3 del 22.01.2013 entrambe a firma dell’allora Capo di SMM amm. Binelli Mantelli, che ripubblichiamo su questa pagina e di cui abbiamo riferito con i Notiziari n. 4 e n. 16/2013.
In avvio di riunione, il Capo di SMM ha illustrato le linee portanti, i contenuti e le finalità di detta revisione, con l’ausilio delle slide che pubblichiamo su questa stessa pagina, coprendo in tal modo il deficit informativo che a suo tempo avevamo lamentato. L’amm. De Giorgi è partito innanzitutto dalla evoluzione degli organici della Difesa che hanno subito una contrazione generale a seguito del tagli operati dalla legge 135/2012 e che, sulla base dei numeri fissati per le diverse aree dal DPCM 22.01.2013, in base agli elementi a nostra conoscenza, nell’emanando DM di ripartizione tra gli OO.PP. per la Marina dovrebbero ora attestarsi complessivamente sulle 9.685 unità, così articolate all’incirca: n. 740 di area 1^; n. 8.335 di area 2^ e n. 610 di area 3^. A tal proposito, e a similitudine di quanto già fatto nelle ultime riunione con SMA e SME, abbiamo chiesto al Capo di SMM che, subito dopo la emanazione del D.M. relativo, venga fissata apposita riunione con le OO.SS. nazionali per comunicare e confrontarsi in merito ai nuovi organici degli Enti della F.A. non ancora noti e ai criteri che ne hanno orientato le scelte della F.A.. L’Ammiraglio ha poi chiarito che la revisione organizzativa della MM è basata su un approccio diverso dalla vecchia organizzazione che ha generato numerose criticità, passando dalla responsabilità per funzioni alla responsabilità per prodotto, e assicurerà al Dirigente preposto tutte le leve per assolvere alla mission a lui affidata. E’ seguita quindi l’illustrazione di dettaglio dei provvedimenti principali previsti per le due aree (CINCNAV e COMLOG), e dunque quelli relativi alla costituzione delle MARISTANAV (per riconfigurazione dei MARIBASE, con funzioni di supporto diretto alle Unità navali e agli equipaggi ) e dei COMANDI MARITTIMI (per riconfigurazione dei Dipartimenti, con funzioni territoriali e di supporto).
Ai provvedimenti di cui sopra sono connesse due importanti operazioni: la configurazione dei nuovi Enti e la definizione dei piani di reimpiego, che naturalmente sono tra di loro intrecciate, come è sempre successo in tutti questi anni. E qui purtroppo si è verificato l’intoppo: i confronti non sono decollati in alcune sedi, verosimilmente anche a causa delle posizioni assunte da alcune sigle, che si sono rese indisponibili a sedersi intorno ai tavoli nell’attesa dei decreti attuativi della delega, che comunque nulla avrebbero potuto aggiungere a provvedimenti già decisi dalla F.A. e già in itinere come da Direttive, e che erano stati inseriti nei decreti solo ai fini del raggiungimento del 30% minimo di tagli fissato dalla delega. Il problema è esploso all’atto della presentazione alle Rappresentanze locali delle ipotesi di reimpiego, che non sono state né precedute nè accompagnate dalla presentazione degli organici dei nuovi Enti, con relative collocazioni e incarichi. Una situazione inaccettabile, mai ancora vista nella Difesa per Enti di quella portata, che FLP DIFESA ha denunciato al Capo di SMM nel corso del primo incontro di febbraio (si veda il Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014). Dobbiamo allora dare atto all’amm. De Giorgi di aver contribuito in modo determinante allo sblocco di questa situazione, reso evidente dal fatto che nei giorni successivi i tavoli sui sono finalmente aperti e la documentazione richiesta è stata fornita alle Rappresentanze locali.
E così, in particolare in alcune sedi, si sono rese evidenti alcune scelte non condivisibili della F.A., che ha costruito i nuovi organici con poca attenzione alle disposizioni innovative contenute nel D. Lgs. n. 7 (art 1, c. 2-bis, let e: “attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile”), ancor più rafforzate dalla Ministra Pinotti nel corso della sua recente audizione in Parlamento. Queste disposizioni impongono non il mantenimento dello statu quo, ma una civilizzazione più marcata, che noi ora esigiamo. E invece quanti Marescialli Capo Sezione (la tabella di corrispondenza concordata con il Vertice politico prevede il transito in area 2^), pur in presenza di funzionar, ma privi di specifiche responsabilità! Su questa base, si sono creati forti criticità in alcune sedi. Come evidenziato nella slide n. 22, dette criticità riguardano Taranto (MARISTANAV e Cdo Marina Sud), La Spezia (Marina Nord) e Brindisi (MARISTANAV), rispetto ai quali i confronti non si sono chiusi anche perché i Dirigenti locali hanno rigettato le proposte delle Rappresentanze locali. Tavoli chiusi, con accordi sottoscritti o in via di sottoscrizione, invece per: MARISTANAV La Spezia; MARICAPITALE Roma (pur permanendo le valutazioni negative delle OO.SS. e delle RSU interessate per il cambio in corso d’opera della collocazione dell’Ente, per il disagio arrecato al personale e per l’antieconomicità dell’operazione, come rappresentato in una nota unitaria delle OO.SS. di Roma); infine, MARISTANAV e Cdo Marina Augusta.
Va dato atto al Capo di SMM della disponibilità che, in sede di riunione, ha offerto alle OO.SS. per risolvere le criticità di cui sopra, proponendo per tutti gli Enti in argomento implementazioni di incarichi per il personale civile di area 3^, alcuni anche significativi. Ma è evidente che non atteneva certo al tavolo nazionale una funzione di questo tipo, motivo per il quale FLP DIFESA ha preso atto delle novità annunciate negli organici, che però, a nostro giudizio, non soddisfano completamente le nostre aspettative in ragione delle novità normative e delle posizioni espresse in Parlamento dalla Ministra Pinotti. Abbiamo perciò chiesto all’ amm. De Giorgi, unitamente a tutte le altre OO.SS. presenti, che con queste proposte si torni sui tavoli locali, al fine di completare i confronti e sottoscrivere gli accordi. Condividiamo a tal proposito l’opinione, espressa in sede di riunione dalla F.A., che le problematiche MARISTANAV siano più aggredibili e risolvibili, e auspichiamo dunque che a breve si possano chiudere gli accordi per quegli Enti. L’operazione è certo più complessa per i Comandi Marina, per i quali FLP DIFESA ha chiesto all’amm. De Giorgi di valutare la praticabilità di un rinvio, attraverso apposito DM e al pari di quanto farà l’Esercito, dei termini fissati dal D. Lgs. n. 7. In ogni caso, lo SMM ha assicurato che le operazioni di reimpiego saranno attuate in tutte le Sedi nel pieno rispetto delle norme contrattuali e delle procedure vigenti.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate altre due questioni importanti: il riordino già avvenuto del settore infrastrutturale della M.M., oggetto di Direttiva a firma del Capo di SMM (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.1014) che ripubblichiamo in questa pagina, e il decisivo riordino degli Arsenali Militari che si dovrà completare entro il 2015.
Per quanto attiene il riordino del settore infrastrutturale, il Capo di SMM ha indicato alle OO.SS. le innovazioni apportate nel settore infrastrutturale, che sono quelle illustrate nelle slide dalla n. 12 alla n. alla n. 19. A tal proposito, FLP DIFESA ha chiesto che negli Enti interessati al riordino si aprano subito tavoli di confronto con le rappresentanze locali in ordine soprattutto agli Organigrammi dell’Alto Comando e all’ organizzazione della nuova Sezione e del nuovo Ufficio del Genio (allegati 4a e 4b della Direttiva), che a nostro avviso dovranno marcare maggiormente funzioni e compiti attribuiti al personale civile.
Per quanto riguarda invece il riordino degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, i colleghi ricorderanno quanto FLP DIFESA ebbe a rappresentare nel corso della riunione con SMM-1° Reparto avvenuta in data 6 gen u.s. (si veda il Notiziario n. 6 di pari data). In quella circostanza, tenuto conto delle norme di cui all’art. 12, comma 2259-sexies, del D.Lgs.n. 8/2014 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”) che recano disposizioni innovative in materia di organici e di razionalizzazione delle produzioni e prevedono la reinternalizzazione di servizi e lavori, FLP DIFESA aveva chiesto il riavvio delconfronto tra F.A. e OO.SS. sul riefficientamento di quegli Enti. Ebbene, l’amm. De Giorgi, dopo aver illustrato le criticità, le priorità di intervento e l’aperura all’esterno dei servizi di quegli Enti (vds slide dalla n. 9 alla n. 11), ha assicurato che a breve verrà inviata alle OO.SS. la tabella di marcia per l’apertura dei confronti, che partiranno da un incontro nazionale previsto entro aprile in cui si parlerà dei criteri generali del riordino, proseguiranno poi con i tavoli locali, Ente per Ente, e si concluderanno infine con un secondo incontro nazionale, in cui si tireranno le fila e si definiranno le scelte conclusive. Ovviamente non possiamo che esprimere soddisfazione per questa importante decisione del Capo di SMM.
In conclusione, un incontro significativo che apre prospettive nuove nelle relazioni sindacali in MM.
Notiziario n. 22 del 25 febbraio 2015 – Nella G.U. n. 36 del 13.02.2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 19.11.2014, disponibile su questa stessa pagina, che reca la “ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero Difesa” adottato in attuazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) datato 22.01.2013. Come […]
Notiziario n. 107 del 9 ottobre 2014 – Piccola apertura di SMD sul fronte della nuove dotazioni organiche, che però non cambia in alcun modo la struttura del provvedimento (distribuzione per O.P. e Regione) e mantiene pertanto irrisolto il problema da noi segnalato all’indomani della consegna alle OO.SS. nazionali dello schema di DM. E’ questo, […]
Notiziario n. 57 del 29 maggio 2014 – Abbiamo ricevuto dal collega Federico Cesaretti, funzionario civile in servizio presso l’Ufficio Tecnico Territoriale di Torino e dirigente sindacale della nostra O.S., la seguente “lettera aperta”, da lui indirizzata a tutti i colleghi nella quale si parla delle difficili condizioni attuali e delle prospettive future del personale civile di […]
Notiziario n. 27 del 19 marzo 2014 – Nel pomeriggio di ieri 18 marzo, il Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe De Giorgi, accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Ricca, ha incontrato le OO.SS. nazionali. All’o.d.g. della riunione, la revisione organizzativa della Marina Militare, a suo tempo disposta con le […]