L’aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell’audizione delle OO.SS.
LE OO.SS. CGIL, CISL, UIL ed FLP DIFESA sono state audite oggi pomeriggio in Senato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato in merito allo schema di decreto correttivo dei due DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della L. 244/2012 per il riassetto delle FF.AA. Audizione, quella delle OO.SS., preceduta da quella del COCER interforze (in allegato 2 su questa stessa pagina, le convocazioni del Senato) e a cui seguiranno le audizioni dei Vertici delle FF.AA. (non prevista al momento, pur richiesta, l’audizione della Ministra).
Dopo un brevissimo intervento introduttivo del Presidente sen. La Torre, è seguito prima l’intervento di CGIL-CISL-UIL e poi quello di FLP DIFESA, che è servito a illustrare il documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, poi consegnato alla Presidenza, che reca le nostre considerazioni, osservazioni e proposte.
Le nostre considerazioni partono innanzitutto dal giudizio critico a suo tempo dato sul disegno di legge delega presentato nel 2012 dal Ministro Di Paola che, a nostro avviso, ha sprecato un’occasione per ripensare il ruolo del personale civile, riconoscerne la peculiarità d’impiego come già fatto per i militari, ma anche per operare una efficace spending review (il lavoro civile costa metà di quello militare).
Pur a fronte dei limiti oggettivi della delega, abbiamo ricordato le positive aperture venute dall’Amministrazione Difesa in occasione del confronto con le OO.SS. sugli schemi dei provvedimenti, profondamente modificati rispetto a quelli iniziali, e le novità positive registrate su più fronti (il previsto “Regolamento” per l’attribuzione di funzioni e compiti ai civili; le norme sulle reinternalizzazioni degli Enti industriali; il finanziamento di FUA e formazione con i risparmi derivanti dai riordini; la gestione morbida e garantita delle eccedenze civili al 2024; il deciso stop al tentativo di depotenziare l’area T/A (SGD) a favore dell’area T/O (SMD).
Abbiamo poi espresso le nostre osservazioni sullo schema di decreto correttivo (punto 3 del nostro documento) che, per la parte inerente al D.Lgs. n. 7(Capo I) propone interventi marginali (a parte la costituzione dei Cdi IR multifunzione Esercito), e per quella inerente al D.Lgs. n. 8 (Capo II), riguarda quasi in toto i militari. In particolare: abbiamo proposto l’estensione al personale civile dell’utilizzazione degli alloggi APP oggi negata; abbiamo espresso condivisione rispetto all’anticipo al 2017 di destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini, che peraltro nasce da una nostra precisa proposta presentata nella riunione con il Sottosegretario on. Rossi del 12.11.2015, ma anche non condivisione sul dimensionamento percentuale del tutto identico a quello destinato al FESI dei militari (dal 2-5% al 4-10%), già beneficiati quest’anno dagli 80 € previsti in Legge di stabilità e dalla prevista equiordinazione con le Forze di Polizia di cui alla delega inserita dalla L. 22.01.2016, n. 9, che accentueranno la forbice retributiva tra civili e militari, e per questo la destinazione al FUA dei risparmi dovrebbe essere percentualmente superiore a quella al FESI; infine ci siamo espressi negativamente rispetto al potenziamento/estensione degli istituti dell’ausiliaria e dell’ARQ, che rappresentano misure ulteriori recanti benefici previdenziali a chi già ne ha tanti (unica categoria ad avere ancora il sistema retributivo!), e che vanno contro il sentire dei cittadini.
L’ultima parte del nostro intervento è stato invece dedicata alla rappresentazione delle problematiche non risolte o emerse ultimamente ex novo, e comunque legate ai decreti attuativi della delega ex L.244: dal Libro Bianco, alcune scelte del quale appaiono in forte contraddizione con gli attuali assetti delle FF.AA., non modificate dal correttivo; dagli squilibri di bilancio che si aggravano; dalla totale inadempienza delle FF.AA. su reinternalizzazioni e civilizzazione; dalla nuova tabella di equiparazione che non vede la luce; dal “Regolamento” su funzioni e compiti dei civili, oramai morto e sepolto anche grazie a CGIL-CISL-UIL.
In ultimo, abbiamo chiesto una sessione dei lavori delle Commissioni Difesa specificamente dedicata alle problematiche generali del personale civile, che ha trovato condivisione anche in alcuni suoi membri. Ne vedremo gli sviluppi!
Pubblichiamo altresì in allegato 4 il dossier predisposto dalla Camera sullo schema di decreto correttivo, e in allegato 5 la registrazione audio dell’audizione da parte di Radio Radicale
Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis, una volta autentico vanto dell’A.D. e oggi, a causa delle scelte miopi e suicide operate in passato, in grandissima sofferenza e con crescenti criticità in ragione soprattutto della limitatezza delle risorse e del turnover. Fu anche per questo motivo che, in sede di confronto con A.D. sugli schemi dei decreti attuativi (luglio 2013), le OO.SS. posero in particolare l’accento sul riordino degli Stabilimenti industriali, e non a caso la norma che ne derivò (art. 2259-sexies COM, come introdotta dal D.Lgs n. 8/2014), fortemente voluta dalle Parti sociali, era sostanzialmente incentrata su due operazioni: “internalizzazioni” e “civilizzazione”.
Oggi, a distanza di oltre due anni da quel confronto, possiamo dire che il riordino degli Stabilimenti industriali del MD, sicuramente i più in vista sotto il profilo della presenza civile, sta procedendo in una direzione opposta a quella prevista dal D. Lgs. n. 8: invece di “internalizzazioni” e “civilizzazione”, assistiamo sistematicamente a persistenti e crescenti “esternalizzazioni” e a massicce iniezioni di personale militare collocato in posizioni apicali e al posto dei nostri funzionari. Una situazione davvero inaccettabile, che gli Stati Maggiori hanno giorno dopo giorno costruito ad arte, e alla quale hanno indirettamente contribuito anche CGIL-CISL-UIL che oggi chiedono a gran voce il “Regolamento” sulle funzioni del personale civile (art. 1 D.Lgs n. 7/2014), ma dopo un anno abbondante di colpevole disattenzione e anche di sorrisini ai tavoli ogni qual volta FLP DIFESA ne denunciava la non attuazione. Un obiettivo, quello perseguito dagli SS.MM., che di certo guarda anche alla previsione dell’art. 280 del Libro Bianco , che afferma che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali del MD e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”. E il cerchio così si chiude!
In questo quadro a tinte fosche e con prospettive per noi civili assolutamente allarmanti, posto che la soluzione finale sembra essere proprio la fine degli Stabilimenti industriali per come sinora l’abbiamo conosciuti, onestà intellettuale ci impone comunque di differenziare tra loro l’operato degli SS.MM. Per quanto attiene il riordino degli Stabilimenti industriali dell’Esercito, già avvenuto attraverso i DD.MM. 31.12.2014 registrati alla Corte dei Conti il 24.03.2015, va detto che le non internalizzazioni e la militarizzazione delle posizioni di lavoro, in particolare nel settore delle lavorazioni, ne hanno costituito certamente i connotati essenziali, come sta avvenendo oggi nel riordino degli Arsenali della Marina. E noi questo lo abbiamo detto con forza, basta leggere il nostro documento sul riordino dei Poli che abbiamo consegnato a SME e che riporta il nostro giudizio conclusivo (vds. il Notiziario n. 81 del 27.07.2015). Abbiamo però riconosciuto, all’interno dello stesso documento, che Stato Maggiore Esercito aveva aperto un confronto vero con il Sindacato, sul piano nazionale prima e sul piano locale poi, presentando le proprie proposte di organigrammi e incarichi nei singoli Poli e gli schemi di provvedimento. Dunque, almeno sul piano del metodo, va riconosciuto a SME trasparenza e coinvolgimento pieno delle Parti sociali.
Esattamente l’opposto di quanto sta avvenendo in ambito Marina, dove il tratto essenziale del riordino di Arsenali e Centri tecnici è costituito dalla poca trasparenza delle scelte di riorganizzazione e dalla esclusione di fatto del Sindacato, sul piano nazionale e ancor di più sul piano locale. Scelte tutte di SMM, nel merito peraltro poco condivise dalla stessa Dirigenza degli Stabilimenti, che si è trovata un riordino di fatto imposto, senza alcun legame con le situazioni e con le esigenze reali degli Stabilimenti.
Con queste premesse, e anche alla luce dei più recenti accadimenti, abbiamo scritto l’allegata lettera all’amm. G. De Giorgi, Capo di SMM, nella quale denunciamo i fatti e chiediamo un incontro.
Notiziario n. 37 del 31 marzo 2016 – LE OO.SS. CGIL, CISL, UIL ed FLP DIFESA sono state audite oggi pomeriggio in Senato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato in merito allo schema di decreto correttivo dei due DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della L. 244/2012 per il riassetto delle FF.AA. Audizione, […]
Notiziario n. 131 del 9.12.2015 – Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis, una volta autentico […]