Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015. E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la terza dall’inizio del mandato, sono emerse la capacità di ascolto e l’attenzione del Generale nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo segni un ulteriore scatto nelle relazioni sindacali nazionali.
L’incontro è stato aperto da una brevissima introduzione del Vice Capo RPGF, gen. Ignazio Gamba, e subito dopo la parola è passata alle OO.SS., che hanno affrontato le diverse problematiche in campo.
Nel suo intervento, FLP DIFESA è partita dalla precedente riunione del 29 luglio (si veda il Notiziario n. 83 di pari data) nella quale le OO.SS. nazionali rappresentarono al Capo di SME tutta una serie di criticità presenti nelle relazioni sindacali di livello locale. Per quanto ci riguarda, segnalammo alla Sua attenzione le problematiche relative a CME Basilicata POTENZA, CERIMANT MILANO e 1° Reggimento Corazzato di TEULADA (CA) e la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli “orari delle riunioni sindacali”, oggetto qualche giorno prima di apposita nota del DIPE (prot. 32462 del 23.07.2015, qui pubblicata in allegato 2). Abbiamo dato pienamente atto, e ringraziato, il gen. Errico per avere dato seguito agli impegni assunti per comporre le vertenze in atto: innanzitutto la nota prot. n. 6861 del 10.09.2015 inviata ai Vertici di settore (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) con la quale ha chiesto Loro di sensibilizzare i Comandanti degli Enti perché “instaurino con la compagine sindacale relazioni improntate alla reciproca fiducia e collaborazione, in linea con l’approccio adottato a livello centrale”, cui ha poi fatto seguito più recentemente una seconda nota, datata 22.12.2015, nella quale, dopo aver precisato che eventuali studi di riorganizzazione degli Enti debbono essere autorizzati da SME ed essere in linea con il riassetto ordinamentale previsto dal D.Lgs. n. 7/2014, ha ribadito i concetti di cui sopra in merito alle relazioni sindacali locali. A ciò si aggiungano le iniziative poste in essere dal DIPE, che ha richiesto agli Enti oggetto delle segnalazioni delle OO.SS. un “sintetico punto di situazione sull’attuale stato delle relazioni sindacali” (che pubblichiamo in allegato 4 su questa pagina) e ha svolto pure videoconferenze. Va dato atto a SME di aver colto le criticità segnalate e di averne dato seguito con le iniziative richiamate.
Ciò premesso, abbiamo però fatto presente che le positive iniziative avviate dal Centro non hanno purtroppo registrato sinora effetti risolutivi in ordine a quelle criticità, che permangono quasi tutte e in alcuni casi (CapoTeulada, per esempio) si sono intensificate. Addirittura incredibile appare quanto avvenuto a Milano dove, nonostante il lodevolissimo e diretto intervento del gen. Puri che aveva portato al ritiro dell’auto sospensione della RSU, il Cte del CERIMANT ha di fatto riaperto il fronte con una non opportuna nota di precisazione recante passaggi ancora una volta virulenti nei confronti di rappresentanti sindacali. Sembrerebbe proprio che, in alcuni Dirigenti locali, le raccomandazioni/indicazioni che vengono dal Capo della F.A. e dai Suoi Uffici non trovino adeguata attenzione e corrispondente riscontro, e la circostanza non può non preoccupare. O come nel caso del Cdo RMN TORINO dove, a fronte delle precise indicazioni del DIPE, le riunioni sindacali continuano ad essere convocate in orario di lavoro, perché (pare sia questa l’opinione del Cte) la nota DIPE si presterebbe ad altre e diverse letture. L’italiano è ostico si sa, ma in questo caso proprio no! Il gen. Errico ha comunque prestato molto ascolto alle cose dette e anche alle carte da noi esibite (alcune anche consegnate), e ha promesso che, dopo i necessari approfondimenti, agirà rapidamente e in profondità.
Queste criticità nelle relazioni sindacali locali stanno diventando purtroppo un gran problema, che appesantisce enormemente il quadro di situazione in un momento di profonda trasformazione della F.A. che reca in sè naturali elementi di tensione, che occorrerebbe limitare al massimo e non invece appesantire. Come è avvenuto al CEDOC di Lecce, con iniziative in materia di controlli del personale che ledono la privacy e il diritto all’informazione preventiva, fatti che, in assenza delle risposte che pur avevamo sollecitato alla F.A., abbiamo già portato all’attenzione del Garante per i provvedimenti del caso. O come è avvenuto nel caso del Comando Logistico EI, con atteggiamenti fortemente penalizzanti il lavoro civile. O come ancora nel caso dell’ Istituto Geografico Militare (IGM), dove il Cte aveva avviato in autonomia uno studio per una nuova riorganizzazione, poi stoppato, dopo l’intervento sindacale, dalla nota del Capo SME del 22.12.2015. O come infine sta avvenendo a CEPOLISPE di Montelibretti, dove RSU e OO.SS. UIL, CGIL ed FLP hanno messo a punto una nota di forte denuncia che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, e che abbiamo già consegnato a SME. Dunque, come si vede, le vertenze locali non solo non vengono superate, ma tendono addirittura a crescere.
Venendo al piano più generale e nazionale, la nostra O.S. ha messo in luce alcuni recenti accadimenti in ambito F.A. che sembrerebbero divergere dal modello nazionale sinora positivamente sperimentato. Ci riferiamo alla già avvenuta soppressione di SAF e NAF e, ancor di più, al “riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito”, operazioni ambedue avviate senza la benchè minima informazione alle OO.SS. nazionali.
In merito alla soppressione di SAF e NAF, il Capo di SME ha risposto alla nostra nota del 28.10.2015, giustificandone la chiusura con la scarsa domanda (solo il 36% del personale del MD ne ha utilizzato i servizi). Si pone ora il problema del “reimpiego” del personale , su cui per il momento tutto tace.
Ancor più clamorosa appare la vicenda che riguarda il riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito che, dopo due anni di studio, è approdato a un modello, del tutto ancora sconosciuto alle OO.SS., che è comunque già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova; Brigata Aosta Messina e Brigata Julia Udine). Da quanto ne sappiamo, e ne abbiamo riferito in riunione, il modello prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente ancora non definito) di “Direzioni di Intendenza (DI)” che accentrerebbe le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti, e di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)” a livello di Rgt (CME; Enti anche importanti come IGM e Accademia M.; etc.) che non saranno più in possesso di fondi e materiali propri e non svolgeranno più la gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI. I Reparti Infrastrutture sarebbero fuori da questo riordino. Incredibile a dirsi, parrebbe che le dotazioni organiche dei DI non prevedano personale civile…. Già operativo, invece, dal 1 gennaio u.s., il cambio di supporto amministrativo per le Basi logistiche. Nel quadro del riordino dei servizi Amministrativi, infine, è anche previsto che il CUSE accentrerà a Roma le funzioni del trattamento economico e la matricola di tutti gli Organismi dell’Esercito, che pertanto non saranno più di competenza dei Servizi amministrativi. Una rivoluzione, non c’è dubbio, che sconvolgerebbe l’attuale assetto di tanti Enti facendo saltare di fatto gli Uffici Amministrativi, e cioè quelli del settore di maggior impiego del personale civile. Incredibile a dirsi, detto progetto di riordino è già operativo in via sperimentale, senza che alle OO.SS. sia mai stata resa alcuna informazione al riguardo. Motivo per il quale abbiamo chiesto al gen. Errico che RPGF convochi rapidissimamente una specifica riunione sull’argomento.
A conclusione degli interventi delle OO.SS., ha preso la parola il Capo di SME. Che, in merito alle criticità locali, ha posto domande, chiesto chiarimenti, e ha assicurato monitoraggio e anche azioni concrete e risolutive. Sulla vicenda SAF/NAF abbiamo già detto. In merito invece al pesantissimo riordino dei Servizi amministrativi, il gen. Errico ne ha confermato l’avvio in forma per ora sperimentale, un riordino che muoverebbe dalla contrazione dei numeri della FA in ragione del riassetto in chiave riduttiva ex L. 244/2014 e sarebbe giustificato da necessità di accentramento/razionalizzazione. Il Capo SME ha però accolto la nostra richiesta di fissare a breve una specifica riunione per l’illustrazione alle OO.SS. del riordino in argomento.
Ci sono stati altri passaggi estremamente interessanti nell’intervento conclusivo del gen. Errico. Il primo, è che i numeri di personale civile della FA sono in equilibrio con le previsione del D.Lgs. n. 8/2014. Il secondo, molto più interessante, è che, in ragione della scarsità di risorse e del turnover, le manutenzioni degli Stabilimenti saranno affidate all’industria privata con contratti decennali. In alternativa, o magari anche solo come tappa intermedia, il gen. Errico ha prospettato la possibilità di un transito dei Poli dentro Agenzia Industrie Difesa, ipotesi su cui sarebbero in corso i primi approfondimenti con il D.G. di AID, ing. Anselmino. Al quale FLP DIFESA non a caso ha già chiesto un incontro (vds Notiziario n. 3 del 9 u.s.).
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, accompagnato nella circostanza dal Sottocapo gen. G.B. Borrini e da alcuni Capi Reparto, ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. nazionali; all’odg, le problematiche generali relative ai provvedimenti di riordino discendenti dalla Legge 244.
Nel suo intervento introduttivo, il gen. Graziano ha fatto una breve panoramica generale sui processi di riordino della F.A., sottolineando l’importanza strategica della riorganizzazione degli Enti dipendenti dal Comando Logistico, Poli in primis, che sarà finalizzata a ridare ad essi efficienza, operatività e produttività. A tal proposito, ha comunicato alle OO.SS. che, tenuto conto del fatto che i DD. LLgs. attuativi della L. 244 sono entrati in vigore solo dal 26 feb. u.s., la F.A. ha chiesto uno slittamento della data di avvio dei provvedimenti fissati al 31 marzo dal D. Lgs. n. 7/2014 (POLMANTEO Roma e PMAL Terni slitterebbero al 30 giugno, dovendo peraltro “abbassare il loro livello ordinativo” – pg. 38 relazione illustrativa D. Lgs. n. 7-, mentre il CEPOLISPE al 31 dicembre, allineandosi cosi ai riordini dei due Poli di mantenimento di Piacenza e Nola previsti appunto per fine anno). Ha infine richiamato l’importanza del confronto con le Forze Sociali, sollecitando le OO.SS. a fornire contributi e proposte. Subito dopo, è iniziato il consueto giro di tavolo.
FLP DIFESA ha ricordato innanzitutto la complessità e la profondità del processo di riordino, dell’Esercito, che si svilupperà da qui al 2019, per il quale la F.A. paga indiscutibilmente il maggior tributo alla riorganizzazione in chiave riduttiva delle FF.AA.. Anche sulla scorta dell’esperienza di questi vent’anni di ristrutturazione della Difesa, abbiamo detto che c’è, a nostro giudizio, un solo modo per affrontare questa difficile fase: un rapporto costruttivo e positivo con le OO.SS., in cui informazione preventiva e confronto siano le architravi su cui poggia il sistema delle relazioni sindacali ai diversi livelli. Ebbene, questa condizione esiste da tempo sul livello nazionale, dove mensilmente O.F. e DIPE incontrano le OO.SS. nazionali facendo il punto di situazione sui riordini, illustrando gli organigrammi dei nuovi Enti, indicando le problematiche connesse con gli eventuali reimpieghi del personale civile, manifestando sempre apertura e disponibilità a raccogliere eventuali contributi delle OO.SS. . Lo stesso purtroppo, ha proseguito la nostra O.S., non può dirsi in via generale per quanto attiene le relazioni sindacali di livello locale, dove in alcuni casi assistiamo a prese di posizioni inaccettabili da parte di Dirigenti: quali esempi, FLP DIFESA ha segnalato il no da parte del Direttore del CEPOLISPE Montelibretti (Roma) alla richiesta unitaria delle OO.SS. territoriali di Roma di discutere e confrontarsi sulla proposta di riorganizzazione dell’Ente messa a punto dal Direttore su sollecitazione del IV Reparto di SME, o quanto sta avvenendo per la riorganizzazione dell’IGM dove non ci è dato sapere che fine hanno fatto le proposte, anch’esse unitarie formulate dalle OO.SS. di Firenze, di modifica degli organici dell’Ente proposti da SME. In sede di replica, preso atto della nostra lamentazione, il Capo di SME ha detto che avrebbe approfondito queste criticità e che avrebbe anche cercato di avviare iniziative tendenti al miglioramento delle relazioni sindacali locali in tutte le sedi.
In merito al riordino degli Enti c.d. industriali dipendenti dal Comando Logistico, la nostra O.S. ha espresso piena condivisione rispetto allo slittamento dei tempi di avvio dei riordini, che ci assicura più tempo per discutere delle riorganizzazioni di questi Enti, anche da noi, e da sempre, considerati “strategici”. FLP DIFESA ha quindi richiamato le importantissime novità recate a tal proposito dall’art. 12 del D. Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies), tutte originate da precise richieste del Sindacato nel corso dei confronti di luglio u.s.: individuazione dei settori di spesa improduttiva e riqualificazione della spesa; ricognizione dei servizi e lavori esternalizzati e operazioni crescenti di reinternalizzazione; risparmi destinati al sostegno della produzione e all’ efficientamento degli Enti). Trattasi di impegni precisi fissati dalla legge, rispetto ai quali la nostra O.S. ha chiesto alla F.A. di indicare le linee generali ispiratrici dell’operazione di riordino. A tal riguardo, il gen. Ruggero, Capo del IV Reparto dello SME presente all’incontro, ha precisato che la scelta della F.A. è quella di efficientare gli Enti industriali, senza comunque depotenziare contestualmente altri Enti dell’area Logistica (Cerimant, Serimant, etc.). Detti Enti di 1° livello dovranno operare gli interventi più complessi, lasciando quelli minori al livello di aderenza: anche per questo la riduzione quantitativa del personale, che comunque ci sarà, dovrà necessariamente essere compensata da una crescita di qualità professionali, possibile solo attraverso processi formativi all’altezza. Inoltre, la F.A. investirà su piattaforme e sistemi per colmare i gap esistenti tra l’offerta dell’industria privata e le necessità della F.A. Sul punto, sono in atto degli approfondimenti, a seguito dei quali verrà convocato un tavolo tecnico nazionale per discutere dei criteri generali; seguiranno tavoli tecnici specifici dedicati a ciascun Ente, che verosimilmente partiranno da quelli su POLMANTEO e PMAL le cui date di riordino sono le più ravvicinate. E’ proprio quello che FLP DIFESA aveva chiesto nella riunione del 18 dic. u.s. (vds. Notiziario n. 133/2013), e quindi ci dichiariamo molto soddisfatti e, in quelle sedi, offriremo certamente il nostro contributo.
In merito agli altri riordini che l’art. 5 del D.Lgs n. 7 fissa al 31.03.2014 (soppressioni alcuni CEDOC; riconfigurazioni del Comando logistico, di alcuni CME, etc. ), è probabile che il provvedimento di slittamento richiesto alla Ministra Pinotti li ricomprenda, facendo slittare anche per essi la data del riordino. La nostra O.S. ha infine richiamato le criticità in cui versano questi Enti in considerazione del mancato turnover di personale , e ha riproposto la inderogabile necessità che vengano assunti i vincitori di concorso e che si avvii un piano straordinario di assunzioni per le esigenze dell’area industriale della Difesa. Considerazioni sulle quali il capo di SME ha espresso piena condivisione, richiamando alcune criticità esistenti (carenza di assistenti tecnici, per es.), segnalando di avere già sensibilizzato al riguardo i Vertici politici e impegnandosi a risollevare il problema presso la Ministra Pinotti, che dovrà poi necessariamente agire sulla F.P.
FLP DIFESA ha infine affrontato le problematiche connesse con l’imminente rideterminazione degli organici civili di F.A., proponendo gli stessi ragionamenti espressi nell’ultima riunione con SMA-1° Reparto. Dopo la fissazione dei nuovi organici civili per area in attuazione della L. 135/2012, che è avvenuta con il DPCM 22.01.2013, siamo ora alla vigilia della tappa successiva: la ripartizione tra i diversi Organi Programmatori (SGD; SS.MM. di F.A.; Cdo Gen. CC; etc. ) delle diverse professionalità, su base regionale e naturalmente per profilo. A tal riguardo, dovrà essere emanato apposito D.M., il cui schema dovrà essere oggetto di informazione preventiva e di confronto con le OO.SS., che pensiamo venga calendarizzato a breve. Dunque, l’Esercito avrà la sua nuova dotazione organica civile che, in base agli elementi a nostra conoscenza, dovrebbe complessivamente aggirarsi intorno alle 9.500 unità complessive (così articolate all’incirca: n. 550 di area 1^; n. 8.170 di area 2^ e n. 770 di area 3^), con una significativa riduzione rispetto all’attuale organico. Ora, e’ di tutta evidenza che questi numeri complessivi per area rappresentano la somma degli organici di Enti e delle professionalità civili ivi previste. Ma non conosciamo ancora il dettaglio Ente per Ente, se non per alcuni, e non è certamente un dettaglio di poco conto, atteso che sulla base di quei numeri verranno poi attribuiti gli incarichi e gestiti i processi di mobilità/reimpiego e altro. E’ necessario allora conoscere e confrontarsi sui criteri adottati dalla F.A. nella rideterminazione degli organici di Ente e, proprio per questo, abbiamo chiesto al Capo di SME che, non appena adottato il D.M. con la ripartizione per Organo Programmatore e per Regione delle dotazioni organiche ex DPCM 22.01.2013, sia fissata con la maggiore sollecitudine possibile una apposita riunione con le OO.SS. nazionali per conoscere e confrontarsi in merito ai nuovi organici degli Enti/Distaccamenti/Reparti della F.A. A tal riguardo, il Capo di SME ha espresso la piena disponibilità della F.A. a discutere dell’argomento, come di altri d’interesse delle OO.SS. .
In conclusione, un incontro positivo e fruttuoso quello avvenuto oggi con il Capo di SME.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 15 del 18 febbraio 2014 –
Nel S.O. n. 12/L della G.U. n. 34 dell’11.02.2014, sono statipubblicati i decreti di cui sotto, attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, già pubblicati sul nostro sito web e che entreranno in vigore a far data dal 26. 02.2014:
– D.Lgs. 28.01.2014, n. 7 recante disposizioni per la riduzione degli assetti ordinamentali delle FF.AA.
– D.Lgs. 28.01.2014, n.8 recante disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa.
Si chiude così, almeno per il momento, una vicenda lunga e complessa durata oltre due anni, partita nel lontano 2011 quando, nel suo primo incontro con le OO.SS. nazionali, il neo Ministro Di Paola espresse il preciso intendimento di procedere ad un profondo riordino in chiave riduttiva dello strumento militare, reso necessario dalle sofferenze e dai disequilibri del bilancio. Nell’aprile dell’anno successivo, il Consiglio dei Ministri approvò in prima lettura il disegno di legge delega che FLP DIFESA, praticamente da sola, contestò radicalmente in quanto mancante di tagli veri a sprechi e privilegi, ispirato da logiche penalizzanti nei confronti dei civili e fortemente sperequato sul piano delle opzioni per la gestione degli esuberi. Partimmo allora con una serie di iniziative di contrasto (in primis, la manifestazione nazionale del 6 luglio 2012) ma anche con proposte concrete, che raggiunsero però solo in minima parte i loro obiettivi anche per una certa sottovalutazione che venne allora da altre OO.SS..
Quello fu il momento cruciale: avremmo dovuto lottare, tutte insieme le OO.SS., e con i denti, per far scrivere ben altre cose nella delega e per raggiungere i nostri obiettivi. Anche per impedire, come poi è fatalmente avvenuto, che l’A.D. si trincerasse dietro il paravento della delega per dire no alle nostre richieste (“non si può fare, non sta scritto nella delega”, ci è stato detto più volte). Non andò così, purtroppo: solo FLP DIFESA scese allora in campo e, anche per questa solitudine, vennero sconfitte quasi tutte le nostre proposte di modifica, e la legge, votata da Camere in smobilitazione (era il novembre 2012) e sotto forte pressione dei Vertici militari e dei poteri forti, è quella che conosciamo
Una legge che, in previsione della scrittura dei decreti attuativi, determinava un contesto di partenza per tutti noi assolutamente poco agevole e rendeva il percorso oltremodo difficile e irto di ostacoli.
Dobbiamo però dire che il risultato finale, quello recato dai Decreti Legislativi di cui sopra, risulta di certo meno sconfortante rispetto a quello che era ragionevolmente immaginabile. A questo importante risultato, hanno concorso due ordini di motivi: in primo luogo, la significativa apertura del nuovo Ministro Mauro dopo le chiusure dei precedenti Ministri La Russa e Di Paola, ai quali veniva l’orticaria al sol sentir parlare di Sindacati, una apertura che si è poi concretizzata nei tavoli tecnici e politici che hanno avuto esiti complessivamente soddisfacenti a giudizio di tutte le Parti; in secondo luogo, ha decisamente pesato in positivo anche la compattezza e l’unitarietà del tavolo sindacale che, nei diversi confronti con l’A.D., ha parlato sostanzialmente la stessa lingua lasciando fuori ogni divisione. E il risultato c’è stato, e con esso anche la prova provata che l’azione unitaria premia sempre e comunque.
A questo positivo risultato, la nostra O.S. ha dato, noi pensiamo, un contributo importante. In primo luogo, sul piano delle proposte concrete e sostenibili a fronte di quella delega (ripubblichiamo sul sito il documento fatto pervenire dalla nostra O.S. al Sottosegretario in data 15 luglio, subito dopo la consegna alle OO.SS. della prima bozza dei decreti attuativi e dunque prima dei tavoli di confronto). Come è facile dimostrare, nei decreti legislativi c’è davvero parte significativa delle nostre proposte. In secondo luogo, sul piano della qualità dell’interlocuzione, che ci è stata riconosciuta da molte parti
Rispetto agli ultimi testi noti, i Decreti presentano novità in negativo ma anche positive conferme.
Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 7(assetti ordinamentali)
1. Va innanzitutto rilevato come, contro le stesse indicazioni della Commissione Difesa della Camera fortemente sollecitate da FLP DIFESA, è stata confermata, in materia di riordini e reimpieghi, la cancellazione di ogni riferimento alla contrattazione decentrata, curiosamente mantenuta in altra parte (art.12, D.Lgs. 8). Un segnale negativo, che fa molto riflettere e che ci pone in forte allarme.
2. Cancellate anche le originarie previsioni che subordinavano il Segretario Gen. al Capo di SMD, in particolare in materia di nuovi armamenti, posti ora sotto il controllo del Parlamento (D.Lgs. n. 8, art.14). E’ questa la parte politicamente più significativa, in quanto è stato al momento fermato il tentativo di depotenziamento del Segretariato a favore di SMD. La nostra denuncia (Notiziario n. 82/2013), le iniziative di lotta poste in essere dai lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL (al cui fianco FLP DIFESA è sempre stata) e le continue sollecitazioni rivolte alle Commissioni Difesa che sono andate a buon segno, hanno evidentemente avuto un peso decisivo. Rimane però un problema: contro l’indicazione data dalle stesse Commissioni Difesa, e la cosa appare rilevante, l’art. 15 novellato del COM rinvia ad un successivo Regolamento per la ripartizione di compiti e funzioni. Potrebbe ancora passare da qui il tentativo di alleggerire le due DD.GG. che rappresentano, insieme a SGD e alle altre DD.GG., uno dei luoghi di più marcata civilizzazione e per questo vanno difese.
3. All’interno dello stesso art. 15, comma 2-bis, let. e, è prevista l’attribuzione di compiti tecnico-amministrativi al personale civile. Un importante e significativo riconoscimento, che occorrerà rendere compiutamente esigibile in sede di ridefinizione di organici e organigrammi degli Enti, e per questo non potremo tollerare i tentativi in atto di segno diverso. Altrimenti sarà solo aria fritta!
4. Confermati tutti i provvedimenti di riordino, con il rinvio al 31.03.2014 di quelli già previsti al 31.12.2013, e il monitoraggio da noi richiesto ancorché con cadenza annuale (art.2188-quinquies)
Decreto Legislativo 28.01.2014, n.8 (personale militare e civile).
Trova conferma l’espunzione dell’art. 2209-sexies relativo all’esenzione del servizio del personale militare, reso obbligato dal clamore suscitato dai media. Niente più “scivoli d’oro”, dunque, per i nostri colleghi con le stellette, compensati però da una riserva del 5% di mobilità verso le altre AA.PP., con possibilità di attingere anche alla quota non utilizzata riservata ai civili (15%).
Nella parte che più interessa il personale civile (art. 12), segnaliamo ai colleghi:
– la conferma della cancellazione della mobilità in ambito regionale ai fini dell’assorbimento delle eccedenze, richiesta sulla quale, come noto, la nostra O.S. si è ripetutamente spesa in questi mesi e pure qui praticamente da sola, anche con ripetute sollecitazioni in sede politica che hanno prodotto un decisivo parere di entrambe le Commissioni Difesa, che ha poi dato il là alla modifica;
– eliminato l’ordine di priorità nelle opzioni previste per l’assorbimento eccedenze (art. 2259-ter), ma senza l’inversione richiesta degli ultimi due punti (mobilita verso altre PP.AA. e part-time);
– permane la norma che prevede il passaggio del FESI al FUA, ma solo della sua parte strutturale e non anche di quella variabile, che era stata invece richiesta da tutto il tavolo sindacale;
– confermati in toto l’art. 2259-quater relativo a formazione e finanziamenti aggiuntivi e l’art. 2250-sexies relativo agli Enti della c.d. area industriale, rimodulato a seguito dei confronti di luglio, che prevede l’avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti dei settori logistici di F.A. (Arsenali e Poli in primis), i cui risparmi saranno destinati all’efficientamento, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
– non vanno poi dimenticate alcune importanti assicurazioni venute, sempre su nostra sollecitazione, sia sui tavoli nazionali che dal Ministro in sede di audizione, sui transiti dei militari nei ruoli civili, previsti solo a domanda e sottoposti, al pari di quelli verso altre PP.AA., ai vincoli assunzionali;
– rimane invece ancora aperta la questione relativa alla tabella di equiparazione (art.2209-quinquies) rispetto alla quale l’A.D. ha inviato alla F.P. una proposta che reca una secca indicazione (SU in area 2^ e U. in area 3), come FLP DIFESA chiedeva da anni, e dunque al netto delle favorevoli opzioni inizialmente previste e relative alle posizioni apicali (Primo Maresciallo e Luogotenente).
Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 – Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015. E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la […]
Notiziario n. 26 del 18 marzo 2014 – Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, accompagnato nella circostanza dal Sottocapo gen. G.B. Borrini e da alcuni Capi Reparto, ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. nazionali; all’odg, le problematiche generali relative ai provvedimenti di riordino discendenti dalla Legge 244. Nel suo intervento […]
Notiziario n. 15 del 18 febbraio 2014 – Nel S.O. n. 12/L della G.U. n. 34 dell’11.02.2014, sono stati pubblicati i decreti di cui sotto, attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, già pubblicati sul nostro sito web e che entreranno in vigore a far […]