News dell’ 11 febbraio 2014, h. 21.30 –

Nel Supplemento Ordinario n. 12/L della Gazzetta Ufficiale n. 34 dell’11 febbraio 2014 sono stati pubblicati i due decreti attuativi della legge delega 13.12.2012, n. 244 per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale e precisamente:

Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 7 recante: “Disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettere a), b) e d) della legge 31 dicembre 2012, n. 244”

Decreto Legislativo 28 gennaio 2014, n. 8 recante: Disposizioni in materia di personale militare e civile del Ministero della difesa, nonche’ misure per la funzionalita’ della medesima amministrazione, a norma degli articoli 2, comma 1, lettere c) ed e), 3, commi 1 e 2, e 4, comma 1, lettera e), della legge 31 dicembre 2012, n. 244. Entrata in vigore del provvedimento: 26/02/2014

Entrambi i  decreti entreranno in vigore a far data dal 26 febbraio 2014.

Pubblichiamo di seguito il S.O. n. 12/L alla G.U. n. 34  che reca i testi dei due decreti  con le relative note, ai quali dedicheremo nei prossimi giorni uno specifico Notiziario con le nostre valutazioni conclusive sui contenuti definitivi dei due provvedimenti.

                                                                                                 IL COORDINAMENTO NAZIONALE

Allegato: S.O. n. 12 L della G.U. n. 34 dell 11.02.2014

Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014 –

Il Capo di SMM, amm. De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi

Al centro dell’incontro di ieri pomeriggio con il Capo di Stato Maggiore Marina, Amm. Giuseppe De Giorgi,  accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, Amm. P. Ricca, ci sono state le relazioni sindacali in ambito Marina, con particolare riferimento ai provvedimenti di riordino e ai connessi reimpieghi interessanti  i Comandi Marittini (ex Maridipart) e Maristanav (ex Maribase).  E’ avvenuto un po’ quello che noi auspicavamo,  avendolo peraltro  anticipato nella presentazione dell’incontro (vds. Notiziario n. 10).

Come i colleghi ricorderanno,  la FLP DIFESA aveva denunciato con viva preoccupazione lo stato attuale delle relazioni sindacali in ambito Marina. Emanazione di fondamentali direttive di riordino della F.A. senza alcuna informazione preventiva e/o alcun confronto con le OO.SS.  (ultima sorpresa, l’edizione di gennaio 2014 della “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali” che pubblichiamo su questa stessa pagina);  mancanza di qualsiasi confronto ( ad eccezione di La Spezia) in merito alla configurazione dei nuovi Enti (Comandi Marittimi e Maristanav),  alla loro struttura organizzativa, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti ai civili;   semplice “partecipazione” alle OO.SS./RSU  dei connessi piani di reimpiego, definiti dalla F.A. senza alcun confronto preliminare in merito a collocabilità e impieghi professionali; posizioni alquanto preoccupanti in materia di mobilità e reimpieghi; infine, la vicenda legata a Maricapitale/Maridist/Direz. Fari di Roma, con repentino cambio di collocazione che innescherebbe  forti disagi. C’era dunque necessità di un profondo chiarimento per far ripartire i confronti. E così è stato!

Dopo una breve introduzione del Capo di SMM,  che ha ricordato la complessità del processo di riordino delle FF.AA. e le difficoltà del momento  e quella altrettanto breve del Capo del 1° Reparto che ha richiamato le risultanze dell’ultima  riunione nazionale del 22 gennaio,  è partito il giro di tavolo. Nel suo intervento,  la FLP DIFESA ha rappresentato all’Amm. De Giorgi le predette criticità in materia di  relazioni sindacali;  ha denunciato l’assenza di informazioni (su organici; configurazione Enti; incarichi; etc.)  in ordine ai riordini in atto (Cdi Marittimi e Maristanav) a Taranto, Augusta e Roma, e la necessità di avviare in quelle sedi e con urgenza (il 31 marzo è vicino!) il confronto di merito, che invece è già in corso a Spezia, dove il Sindacato ha fatto la sua parte e c’è sul tavolo una proposta unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP  (a tal proposito, abbiamo consegnato al Capo di SMM la documentazione in nostro possesso proveniente dalle sedi locali).   Confronti di merito  in via preliminare, rispetto alla messa a punto dei piani di reimpiego con le procedure del CCNI,  senza i quali la nostra O.S. non potrebbe siglare alcun accordo.  FLP DIFESA ha  poi  osservato come la necessità di riannodare i fili di un positivo e costruttivo rapporto con le OO.SS. emerge anche guardando all’orizzonte nuovo che si è aperto per Arsenali e Centri Tecnici  e che trae origine dal combinato disposto tra legge di stabilità  (contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia, un approdo importante dovuto all’allarme lanciato sulle criticità della nostra flotta e ad un’azione efficace di cui abbiamo dato atto all’amm. De Giorgi)  e le previsioni del decreto legislativo sul personale attuativo ex L.244 (disposizioni innovative  in materia di razionalizzazione delle produzioni e  di reinternalizzazione di servizi e lavori),  che rendono finalmente possibile la riapertura del confronto sui percorsi di  riefficientamento degli Stabilimenti, che partirà da tutte le sedi locali per poi arrivare al tavolo nazionale  secondo gli impegni assunti dal Capo del 1° Reparto nella riunione del 22 u.s..  Confronti tutti nei quali si misurerà sul campo la reale volontà della F.A. di dare ruolo, funzioni e prospettive ai civili.

Il Capo di SMM ha preso atto di quanto rappresentato,  ha espresso significative aperture sul coinvolgimento delle Parti sociali, sia territoriali (avvio dei confronti in tutte le sedi) che nazionali e che si concretizzeranno a breve nella calendarizzazione di briefing per l’esame delle problematiche specifiche.

Per Maricapitale/Maridist/Dirz. Fari Roma, ci sarà una specifica riunione con l’amm. Ricca martedì 11 p.v.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Direttiva SMM settore infrastrutturale -anno 2014

Notiziario n. 10 del 4 febbraio 2014 –

Palazzo Marina, sede dello SMM
Palazzo Marina, sede dello SMM

Lo Stato Maggiore Marina – 1° Reparto ha comunicato alle strutture nazionali  la decisione del Capo di SMM, Amm. G. De Giorgi, di incontrare tutte le OO.SS. giovedì  6 p.v. alle ore 16.00. Accogliamo  positivamente questa convocazione, anche perché pensiamo che la stessa sia maturata anche a seguito della ultima riunione con il  Capo del 1° Reparto (vds. Notiziario n. 6 del 22 gennaio u.s.)  nella quale FLP DIFESA e altre OO.SS.  avevano espresso valutazioni fortemente critiche sul più recente operato dei Vertici della M.M.. Riteniamo che detta convocazione rappresenti  un gesto di sensibilità e di attenzione del Capo di SMM nei confronti delle OO.SS. e confidiamo nella possibilità di un chiarimento che faccia recuperare quei percorsi virtuosi che hanno sempre contraddistinto le relazioni sindacali in ambito M.M.

Da dove originano le nostre valutazioni critiche e le nostre doglianze?  Molto semplicemente, dagli accadimenti di questi ultimi dodici mesi.  Ne abbiamo riferito nel Notiziario sopra richiamato e ne riportiamo di seguito alcuni passaggi:“….. succede purtroppo da qualche tempo che lo SMM emana direttive di riordino della F.A. senza informare preventivamente le OO.SS.  E’ successo con la Direttiva n. 2 (vds. Notiziario n. 4 dell’11.01.2013), con la Direttiva n. 3 del 22.01.2013 (vds. Notiziario n. 16 del 7.02.2013) e più recentemente,  con la “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali”  del dicembre 2013 della quale  siamo venuti a conoscenza per altre vie, cosa che ha indotto la nostra O.S., con nota del 9 u.s.,  a  richiedere un incontro che, esteso ovviamente a tutte le altre sigle, si è tenuto il 22 gennaio u.s.” .

Questa “disattenzione” dello SMM  fa purtroppo il paio con altri recenti  accadimenti in materia di riordini, per esempio quelli pesanti che interessano MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marittimi (ex Maridipart), inizialmente fissati al 31.12.2013 e ora slittati al 31 marzo p.v.,  rispetto ai quali  non sono stati ancora avviati, né sul piano nazionale né  a Taranto e Augusta (fa eccezione La Spezia), i confronti con le Parti sociali in merito alla configurazione dei nuovi Enti, alla loro struttura organizzativa, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti  ai civili, che peraltro, laddove resi noti, evidenziano una preoccupante controtendenza rispetto agli impegni di “civilizzazione” assunti dal Ministro. Ancora: la convocazione delle OO.SS. terr. /RSU per la “presentazione” (e non già per concertazione  o contrattazione, come da CCNI)  delle ipotesi di reimpiego, senza farle precedere o almeno accompagnare da confronti sulla struttura e sulle dotazioni organiche dei nuovi Enti.  Senza parlare poi di alcune del tutto non condivisibijli posizioni di MARISTAT in materia di mobilità e reimpieghi, che ci risultano.  O, infine,  ultimo e più eclatante esempio per il modo in cui è maturato,  la incredibile vicenda della omissione di  ogni comunicazione in merito al trasferimento di MARICAPITALE e MARIDIST Roma con cambio di sedime, forse anche di provvedimento (soppressione MARIDIST?) e anche di procedura di reimpiego, che ha generato l’immediata la protesta di OO.SS./RSU (la nota unitaria è già pubblicata sul nostro sito).

Conosciamo bene la risposta di qualcuno a queste nostre lamentazioni: le norme vigenti legittimano questi comportamenti della M.M., e anche alcune posizioni di Persociv li confortano pienamente.  Il problema però ha per noi una sostanza diversa, questa:  la Marina  desidera confrontarsi con le Parti sociali prima delle scelte che ad Essa competono, come aveva sempre fatto e come continuano a fare le altre FF.AA., oppure, riparandosi dietro le norme brunettiane e le indicazioni della D.G., intende azzerare di fatto il confronto con le OO.SS. e procedere da sola?  Noi siamo convinti che il confronto e la condivisione paghino sempre, l’esempio dei recenti tavoli sui decreti attuativi ne è una riprova: lo pensa anche la M.M.? Se così fosse, e noi lo speriamo, è tempo di riprendere i percorsi virtuosi del passato. Diversamente, ne prenderemo atto. Per noi, questo è il nodo che sarà al centro dell’ incontro con il CaSMM.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Convocazione della riunione con il Capo di SMM.p7m

Notiziario n. 7 del 27 gennaio 2014 –

La manifestazione del 29 novembre 2013
La manifestazione del 29 novembre 2013

Mercoledì 29 p.v., dalle ore 11 alle ore 13.00, in piazza S. Bernardo a Roma e dunque nei pressi di via XX Settembre di fronte ai palazzi in cui operano Gabinetto del Ministro e Stamadifesa, i lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL scenderanno per la seconda volta in piazza per difendere il loro posto di lavoro e per impedire che alle due DD.GG., e per esse all’area tecnico amministrativa al cui vertice sta Segredifesa,  vengano sottratti pezzi rilevantissimi di attività  a favore degli Stati Maggiori.

Un progetto ben preciso, avviato subito dopo l’estate attraverso il lavoro di un apposito “gruppo di progetto”  per lo studio di una diversa ripartizione delle funzioni attinenti alla gestione del personale militare il che, tradotto in soldoni, significherebbe sottrarre a PERSOMIL e PREVIMIL le funzioni di gestione amministrativa, previdenziale ed economica (ivi compreso il contenzioso) degli attuali 183.000  militari ( FF.AA. e Arma CC), facendoli transitare all’area operativa al cui vertice stanno SMD e SS.MM.

Un disegno messo a punto durante il Ministero Di Paola, già recepito nella prima bozza dello schema di decreto attuativo sugli assetti ordinamentali (art. 15 novellato del C.O.M.), e che poi, anche per il dissenso espresso da FLP DIFESA e da altre sigle, ha subito una battuta d’arresto a seguito della scelta del Ministro Mauro di mantenere all’interno del predetto art. 15 solo le attribuzioni complessive del M.D. rinviando ad un successivo Regolamento la ripartizione delle competenze tra SMD e SGD. Un disegno peraltro confermato dallo stesso Capo SMD nel corso della sua ultima audizione (Notiziario n. 126/2013).

Per contrastare questo progetto,  che rappresenta di certo il primo passo per il ridimensionamento di tutta l’area del Segretariato, è in atto da mesi una forte e permanente mobilitazione dei lavoratori delle due DD.GG., che ha alla testa le due RSU.  Assemblee, iniziative varie, azioni in più direzioni, e una prima manifestazione pubblica, molto partecipata, avvenuta il 28 nov. u.s. (vds. Notiziari nn. 118 e 127/2013). Ebbene, questa mobilitazione ha già prodotto un primo, importante risultato: la cancellazione di diversi passaggi,  nel testo del D. Lgs. attuativo  della delega ex L.244/2012,  che avevano un comun denominatore: il depotenziamento del Segretario Generale a favore del Capo di SMD. Un risultato importante, dovuto anche alle decise prese di posizione di entrambe le Commissioni Difesa, opportunamente sensibilizzate.

Resta però un nodo, e non di poco conto: nonostante la Commissione Difesa del Senato abbia rilevato la “inopportunità di demandare a un successivo regolamento”  la ripartizione di compiti e funzioni tra le due aree (T-A e T-O) del nostro Ministero,  il Decreto attuativo della legge delega n. 244/2012 c.d. ordinamentale ne mantiene invece l’espresso rinvio; inoltre, nello stesso decreto non risulta recepita l’indicazione venuta dalla Commissione Difesa della Camera in sede di parere  (“sia inserita una normativa che garantisca il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso Persomil…..”).  Il combinato disposto di queste due circostanze fa pensare che la battaglia per la salvezza delle due DD.GG. sia tutt’altro che vinta. Il tentativo è infatti tutt’ora in piedi, ci risultano vari segnali al riguardo, e il “Regolamento” offre peraltro un’occasione irripetibile. Non va poi dimenticata la  scadenza legata alla imminente riscrittura del decreto recante la struttura di SGD, delle DD.GG. e degli UU.CC. conseguente ai tagli del DL 95/2012. Hanno fatto pertanto bene le due RSU a mantenere lo stato di mobilitazione e a promuovere una nuova manifestazione.

Ancora una volta, a fianco di quei lavoratori ci sarà FLP DIFESA che per prima ha denunciato il tentativo di depotenziamento dell’area del Segretariato e che in questi due mesi è sempre stata in prima linea. Lo abbiamo fatto perché rivendicare e battersi per la “civilizzazione” significa per noi, in primo luogo, contrastare i tentativi di ridimensionamento delle poche realtà civilizzate che operano nel M.D., come le due DD.GG.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La piattaforma della manifestazione

Allegato 2: Lettera del 15.01.2014 al Sottosegretario per avvio confronto Regolamento

 

Notiziario n. 6 del 22 gennaio 2013 –

Marina militareLo Stato Maggiore Marina  ha incontrato nella giornata di oggi la nostra O.S. . La riunione, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. Pietro. L. Ricca,   aveva all’o.d.g. il riordino del settore infrastrutturale della FA e gli altri provvedimenti di riordino previsti per il 2014. Ne diamo una sintesi per argomenti trattati.

Come succede purtroppo da qualche tempo, lo SMM emana direttive di riordino della F.A. senza informare preventivamente le OO.SS. E’ successo con la Direttiva n. 2 (vds. Notiziario n. 4 dell’11.01.2013), con la Direttiva n. 3 del 22.01.2013 (vds. Notiziario n. 16 del 7.02.2013) e più recentemente,  con la “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali”  del dicembre 2013 della quale  siamo venuti a conoscenza per altre vie, cosa che ha indotto la nostra O.S., con nota del 9 u.s. qui pubblicata,  a  richiedere un incontro che, esteso ovviamente a tutte le altre sigle, si è tenuto oggi.

Nel segnalare in apertura di riunione la nostra vivissima preoccupazione per questo recente, ripetuto modo di procedere della Marina, che ovviamente impedisce qualsiasi confronto di merito a monte delle scelte di riordino,  FLP DIFESA ha riproposto la necessità che le Forze Sociali vengano coinvolte sistematicamente e preventivamente prima di ogni decisione di riordino, come peraltro fanno lodevolmente altre FF.AA.,  allo scopo di permetterci  di fornire utili contributi al riguardo. E, questo,  con riferimento sia al piano nazionale che a quello periferico.

In ordine alla “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali”  del dicembre 2013,   con connesso “ordine del giorno  n. 16 del 30.12.2013”  (entrambi i documenti sono pubblicati su questa stessa pagina),  occorre innanzitutto dire che il riassetto organizzativo, in forma sperimentale per un  anno e a decorrenza dal 31 gen. p.v.,  è basato sul principio della “responsabilità per prodotto”  al posto di quello “della responsabilità per competenza territoriale”  fino ad oggi adottato dalla F.A., e dunque rappresenta una svolta notevolissima.  Detto riassetto interessa sia l’organizzazione infrastrutturale che quella demaniale,  e tocca sia il livello centrale sia quello periferico, come si desume dagli allegati 3a e  3b della Direttiva;  in aggiunta, e questo rappresenta per noi ovviamente un problema di non poco conto,  le organizzazioni tipo della “Nuova Sezione”  e del “Nuovo Ufficio”  del Genio (vds. allegati 4a e 4b) mostrano una strutturazione interna molto poco “civilizzata”, alla faccia della indicazione precisa contenuta nel D.Lgs. ordinamentale attuativo L. 244/2012 (attribuzione di compiti e funzioni ai civili).

Nel segnalare al Capo del 1° Reparto il nostro preciso dissenso al riguardo,  abbiamo chiesto che venga dedicato un successivo e apposito incontro sull’argomento, e che in periferia vengano rapidamente fornite alle rappresentanze locali tutte le informazioni di dettaglio relative a ciascun Ente interessato.

La riprova del modo tutto particolare di procedere ultimamente della Marina,  è la vicenda che riguarda MARICAPITALE, ente destinato entro il 31 marzo p.v. – al pari dei MARIDIPART – alla riorganizzazione in Comando Marittimo (nuova denominazione nel Decreto attuativo della delega al posto di quella iniziale di Comando Logistico)  con la già concordata procedura semplificata di reimpiego, stante la prevista permanenza nello stesso sedime. Ebbene, a seguito di una recentissima visita del Capo di SMM, l’orizzonte si è totalmente modificato e in un battibaleno si è venuto a sapere che sia MARIDIST (entro gennaio) che  MARICAPITALE (entro febbraio) dovranno traslocare in altra infrastruttura  con cambio di sedime (e,  per alcuni lavoratori,  anche con cambio di dipendenza)  e naturalmente anche con cambio di procedura di reimpiego.  Immediata la protesta delle OO.SS./RSU (vds. nota unitaria pubblicata su questa stessa pagina), nella quale sono poste precise questioni e viene richiesta   l’immediata sospensione del provvedimento,  alla quale naturalmente  ci associamo pienamente ritendendo peraltro necessario ed urgente  un incontro nazionale, che abbiamo richiesto, per chiarire i termini della vicenda.

Lo SMM ci ha consegnato in riunione il prospetto che alleghiamo al presente Notiziario che reca i provvedimenti di riordino discendenti dalla legge delega e di cui ai decreti attuativi  di prossima  pubblicazione sulla G.U. .  Nel prenderne solo atto,  abbiamo ricordato innanzitutto che la procedura di reimpiego va concordata a livello nazionale e segnalato al Capo del 1° Reparto come, in particolare per i provvedimenti più pesanti fissati al 31 marzo p.v. che interessano MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marittimi (ex Maridipart), con la sola lodevole eccezione di La Spezia,  non si siano ancora avviati i confronti, né locali né nazionali, in merito alla configurazione dei nuovi Enti, alla loro struttura organizzative, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti  ai civili.  Su La Spezia, unica sede finora, il confronto c’è stato  ancorchè non ancora ultimato, ma dalle bozze consegnate dall’Amministrazione è emersa una evidente decivilizzazione degli Uffici a tutto vantaggio dei militari.

Lo SMM ha attribuito il mancato avvio dei tavoli di confronto alla indisponibilità sinora dichiarata da alcune sigle.  E’ dunque esattamente  avvenuto quello che temevamo (si legga il punto 3. del Notiziario n. 109 del 30.10.2013),  con il risultato di aver perso molto tempo che sarà ora molto difficile recuperare.  In ogni caso, abbiamo richiesto il rapido avvio dei tavoli locali, e SMM si è impegnato in tal senso.

In considerazione delle novità introdotte dalla recente legge di stabilità 2014 (Legge 27.12.2013, n. 147, art. 1, commi dal n. 37 al n. 39) che attribuiscono contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia,  e tenuto conto delle previsioni di cui all’art. 12, comma 2259-sexies, del decreto legislativo sul personale attuativo della delega ex L.244 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”) che recano disposizioni innovative  in materia di organici e di razionalizzazione delle produzioni e  prevedono  la  reinternalizzazione di servizi e lavori,  FLP DIFESA ha rappresentato al Capo del 1° Reparto che esistono oggi tutte le condizioni per rilanciare il confronto tra F.A. e OO.SS. sul riefficientamento degli Arsenali e sui Centri Tecnici della M.M.  L’amm. Ricca, nel convenire sul quadro di situazione nuovo che si è venuto a determinare,  ci ha comunicato che, anche in previsione della revisione dei decreti di struttura degli Arsenali, è intenzione dello SMM avviare il confronto con le Parti sociali partendo in primis dal livello locale,  e dunque da Taranto, La Spezia e Augusta, per poi chiudere conclusivamente il confronto sul tavolo nazionale.

A seguito di  nostra specifica richiesta, l’amm. Ricca ci ha comunicato che SMD non ha ancora reso noto la dotazione organica di personale civile per F.A..  e la sua distribuzione in aree e profili.  Nel prenderne atto, (si deve ricordare a tal riguardo che il DPCM con i numeri della Difesa  è del 23 gennaio 2013!), abbiamo osservato che, pur in presenza di dati non ancora certi all’unità, sarebbe comunque utile avviare un confronto preliminare tra F.A e OO.SS. per poter già ragionare  sui criteri ispiratori e sulle linee generali che presiederanno alla rivisitazione delle dotazioni organiche di Ente.   Dobbiamo dire che , a tal riguardo, il Capo del 1° Reparto ha espresso invece un  convincimento diverso, e cioè che sia più utile conoscere prima la reale assegnazione per aree e profili determinata da SMD,  per poter avere un  quadro più preciso sulle effettive disponibilità in capo alla M.M. e su queste orientare e dimensionare le scelte.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.01.2014 – Lettera FLP DIFESA con richiesta incontro

Allegato 2: SMM Direttiva nuova organizzazione attività infrastrutturali

Allegato 3: Ordine del Giorno M.M. n. 116 del 30.12.2013

Allegato 4: Circolare SMM n. 1722 del 13.01.2014 – nuova oragnizzazioneservizi genio

Allegato 5: Documento SMM – Riordini anno 2014

Allegato 6: Nota unitaria OO.SS. terr. e RSU Maricapitale e Maridist

Notiziario n. 134 del 23 dicembre 2013 –

I sen. Mauro e Pinotti in un incontro con le OO.SS. nazionali
I sen. Mauro e Pinotti in un incontro con le OO.SS.

Non si può certo dire che le Commissioni Difesa di Camera e Senato siano state particolarmente tenere con gli schemi di decreti attuativi presentati dal Ministro Mauro e poi adottati in prima lettura dal CdM in data 8 ago. u.s. (Vedi Notiziario n. 92/2013).  Tutt’altro!  Pur con qualche sottolineatura e sfumatura diversa, i pareri delle due Commissioni, e dunque dell’intero Parlamento, appaiono sostanzialmente convergenti ed esprimono posizioni di aperto dissenso nei confronti di alcune scelte tenacemente volute dai Vertici militari, esprimendo osservazioni e raccomandazioni che, proprio perché simili, dovrebbero pesare ai fini delle scelte definitive del Ministro e del Governo sui due  provvedimenti.

Osservazioni e posizioni che, su alcuni aspetti di primaria importanza, FLP DIFESA accoglie con grande soddisfazione, atteso che molte delle questioni oggetto di parere sono state sollevate dalla nostra O.S. nel documento recante “Osservazioni e proposte di FLP DIFESA” (si veda il Notiziario n. 82 del 15.07.2013)  e successivamente proposte all’attenzione delle Commissioni Difesa (audizione parlamentare del 22.10.2013,  vds. Notiziario n. 115 di pari data).

Esaminiamo allora, pur se in modo necessariamente veloce e sintetico, i pareri presentati dai relatori Vattuone (Senato) e Scanu (Camera) sui due provvedimenti, poi approvati a maggioranza dalle due Commissioni,  che pubblichiamo , insieme a quelli presentati dall’opposizione, su questa stessa pagina.

–      il Parlamento “opta per il mantenimento dell’attuale assetto della catena di comando a vertice della Difesa, scongiurando un’eccessiva concentrazione di poteri a favore del Capo di SMD e un conseguente assorbimento del ruolo del Segretario Generale” che era esattamente quanto da noi denunciato da luglio in avanti, in tutte le sedi, sul depotenziamento del ruolo del Segretario Generale  Sarebbe interessante conoscere su questo “parere” l’opinione del Segretario Generale che nella sua audizione ha difeso strenuamente quella previsione e anche quella (di cui diremo dopo) in materia di armamenti, certo paradossale  se si considera il suo ruolo di “capo” dell’area tecnico-amministrativa;

–      contestato il rinvio ad un successivo Regolamento per la ripartizione delle funzioni e dei compiti tra gli Organi tecnici del Ministero, sulla base del principio “delegata potestas non potest delegari”  che il Ministro si era sforzato, evidentemente a vuoto, di contrastare nell’audizione del 12 u.s.; 

–      in materia di armamenti, il Parlamento chiede espressamente, come noi avevamo sollecitato nel documento consegnato alle Commissioni Difesa, l’espunzione della previsione che subordinava le attribuzioni del Segretario Generale “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD, al fine si assicurare l’unitarietà del comando”,  rivendicando peraltro la centralità decisionale (“pareri vincolanti”) in ordine alle “eventuali proposte di rimodulazione del Capo di SMD”;

–      proposta della Commissione Difesa della Camera di “prevedere un ruolo consultivo del Comitato dei Capi di SM, in rapporto diretto con il Ministro”, che ridimensiona un pò il ruolo del Capo di SMD;

–      in materia di funzioni e compiti di personale civile (art. 15 novellato COM, lettera e), le Commissioni chiedono l’espunzione della parola “tendenziale”, come richiesto da tutte le OO.SS. nazionali.

–      clamorosa bocciatura a tutto tondo delle previsioni della norma contenuta nell’art 2209-quinquies relativa all’ “esenzione dal servizio” per il personale militare, meglio conosciuta con il nome coniato dai media (”scivoli d’oro”), che invece il Ministro in sede di audizione aveva difeso in maniera convinta, ma che evidentemente, oltre a noi, non ha convinto neanche i parlamentari;

–      altrettanto clamorosa appare la bocciatura della scelta,  ufficializzata  dal Capo di SMD nella sua audizione parlamentare e da noi resa evidente a tutti con il Notiziario n. 126 del 23 nov. u.s., di sottrarre competenze a PERSOMIL e PREVIMIL per attribuirle direttamente alle FF.AA. Le Commissioni chiedono di “garantire il mantenimento di tutti gli atti amministrativi relativi allo stato giuridico e al trattamento economico e normativo del personale militare presso la Direzione Generale del personale militare”.  Evidentemente, la denuncia della nostra O.S.,  e quella ben più efficace dei lavoratori di PERSOMIL e PREVIMIL e delle loro RSU,  che sono scese in piazza per difendere uno dei pochissimi punti di civilizzazione della Difesa, ha avuto efficacia ed effetto. Peccato solo che in questa battaglia, CGIL-CISL-UIL e altre O.S. abbiano maturato scelte diverse;

–      in materia di riassorbimento delle eccedenze di personale civile (art. 2259-ter del COM), entrambe le Commissioni chiedono di escludere, tra le opzioni,  la mobilità interna su base regionale come FLP DIFESA ha tenacemente (e praticamente da sola) chiesto in tutti questi mesi, alla quale la nostra Amministrazione in sede di confronto aveva sempre risposto picche. La condizione posta dalle Commissioni prevede che “le procedure di mobilità interna limitino il reimpiego del personale civile nel solo ambito comunale e provinciale e a domanda dell’interessato”. Ancor più efficace!

–      sui transiti nei ruoli civili della Difesa dei militari in eccedenza, i pareri li assimilano a quelli verso le altre PP.AA, con i chiarimenti e le precisazioni da noi richiesti e già resi dai Vertici politici.

 Questi, in estrema sintesi, gli aspetti a  nostro giudizio più interessanti recati dai “pareri”  espressi dalle due Commissioni Difesa che, sempre a nostro avviso, smontano alcuni pezzi importanti dei due provvedimenti, forse quelli su quali lo Stato Maggiore Difesa aveva maggiormente investito e sui quali si era più tenacemente impegnato. E la cosa assume un enorme significato politico,  proprio perché viene dalla maggioranza che sostiene questo Governo. Un parere favorevole che nasconde, di fatto, una sostanziale bocciatura delle parti più significative dei provvedimenti. E, in questo nostro Notiziario, non abbiamo neanche accennato alla “questione alloggi”,  perché essa appare di quasi esclusivo interesse del personale militare, su cui però il parere recato è altrettanto “pesante”. Se poi ci aggiungiamo il disimpegno di Forza Italia, che però non ha presentato una propria e autonoma proposta di parere (l’on. Cicu ha espresso contrarietà perché viene “contemplata la soppressione della misura dell’esenzione dal servizio”…….) e le ben più corpose osservazioni in negativo di M5S e SEL, che sono arrivate a proporre per il decreto sul personale addirittura parere contrario,  allora siamo ad una quasi Caporetto.

 Al momento in cui scriviamo questo Notiziario, non  sappiamo ancora, ovviamente, in quale considerazione il nostro Ministro e il Governo, di cui Egli fa parte,  terranno i “pareri” del Parlamento che, non va assolutamente dimenticato, hanno carattere esclusivamente consultivo.  Anche per questo, forse, sarebbe stata necessaria a suo tempo una maggior attenzione in merito ai contenuti della legge delega  sul fronte politico e parlamentare.   Ma anche naturalmente su quello sindacale, atteso che, come la storia dimostra senza tema di smentita,  FLP DIFESA è stata l’unica a scendere in piazza, quando ancora non era legge dello Stato,  contro le scelte contenute nella delega, oggi purtroppo vincolanti.

 Attenderemo ora con ansia di conoscere gli approdi conclusivi dei provvedimenti e i testi definiti che verranno adottati in seconda lettura dal Governo, che sicuramente vedranno la luce entro la fine di quest’ anno per poter entrare in vigore entro i tempi fissati  dalla delega. Ovviamente ne daremo conto ai lavoratori, accompagnandoli con un nostro più esaustivo giudizio, come sempre abbiamo fatto sinora.

 Forse, il 27 p.v., riunione con il Ministro: ma serve proprio, ora, dopo i pareri resi dal Parlamento?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Pareri Commissione Difesa SENATO sui decreti attuativi L. 244

Allegato 2: Pareri Commissione Difesa CAMERA sui decreti attuativi L. 244

Notiziario n. 132 del 16 dicembre 2013 –

Il Ministro della Difesa, sen. Mario Mauro
Il Ministro della Difesa, sen. Mario Mauro

Difesa a tutto campo delle scelte contenute negli schemi di decreti attuativi della legge delega  per la riduzione dello strumento militare, in particolare per quanto attiene la distribuzione di competenze tra Capo di SMD e Segretario Generale;  apertura minima, ma strumentale, sulla vicenda che è esplosa sui media, quelli dei c.d. “scivoli d’oro” dei militari;  infine, alcune precisazioni per quanto attiene il transito dei militari in esubero verso i ruoli civili, questione posta dalla nostra O.S. in modo molto forte. Sono questi i punti di nostro maggior interesse dell’audizione di giovedì 12 u.s.  del Ministro Mauro di fronte alle Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite in seduta congiunta, che è stata presieduta dal Presidente sen. La Torre e il cui video pubblichiamo, completo di tutti gli interventi, su questa stessa pagina.

Il sen. Mauro è partito innanzitutto dalla precisazione che l’operazione che si andrà a fare è solo una riduzione dello strumento militare dettata dagli attuali squilibri di bilancio, ma non rappresenta una riforma del modello Difesa, alla quale Egli, dopo il varo dei decreti attuativi e dopo la pubblicazione del “Libro Bianco”  della Difesa , intenderebbe porre mano subito dopo anche con il concorso del Parlamento. Si è quindi soffermato sulla grave situazione finanziaria della Difesa (nel 2014, -2,6% per la Funzione Difesa), soprattutto sul versante dell’esercizio, evitando però di esprimere la propria valutazione sulla permanente dinamica in crescita delle spese per il personale (al 71%, dato SMD). La grandissima parte delle quali (90%) servono ad alimentare i trattamenti economici del personale militare che, nonostante il blocco pluriennale delle retribuzioni dei lavoratori pubblici, sono comunque cresciuti  in questi anni (DPCM 2010; una tantum; etc.). Con una nuova  spending review  alle porte, quella allo studio del prof. Cottarelli, che l’AD dovrà subire non avendo realizzato l’unica vera ed efficace spending review:  la civilizzazione!

Il Ministro ha poi ricordato come le norme delegate relative alla gestione delle eccedenze di personale siano nate dal concerto con altre AA.PP. e ha detto che la ratio che li ha ispirate non è stata certo quella di assicurare privilegi, ma solo quella “di evitare problemi”.  Ha quindi preso in esame le diverse fattispecie interessanti i militari. In primo luogo, i transiti verso i ruoli civili delle PP.AA., che dovranno avvenire nei limiti delle facoltà assunzionali  delle AA. riceventi, attraverso una apposita tabella di corrispondenza (nessun accenno dal Ministro  ai termini del confronto con le OO.SS. – si veda il Notiziario n. 122 del 12 nov. u.s.), e con il corredo dell’ assegno ad personam che rimarrà a carico dell’AD.. Dette regole dovranno valere anche per i transiti nei ruoli civili della Difesa (precisazioni già venute, su nostra sollecitazione, nel corso della riunione con la sen. Pinotti del 23 ott. u.s., Notiziario n. 116), rispetto ai quali però il Ministro ha chiarito che dovranno avvenire anch’essi su base volontaria. Il Ministro ha quindi affermato che i transiti verso i ruoli civili dell’AD saranno comunque all’interno della dotazione a 20.000 unità entro il 2024, comprensive  delle nuove assunzioni da fare e dunque senza alcun soprannumero, e ha anche ricordato le novità in positivo, frutto del confronto con le OO.SS. di luglio scorso, riferite agli Enti dell’area industriale e alla formazione.  Ebbene, FLP DIFESA esprime piena soddisfazione per queste importanti precisazioni venute dal Ministro in sede istituzionale e di fronte alle Commissioni Difesa,  atteso che da mesi la nostra O.S. pone e ripone questi problemi,  anche perché la modifica condivisa dall’Amministrazione e  recepita  nel testo di decreto attuativo riscritto dopo i confronti di luglio con le OO. SS.,  è stata poi incredibilmente cassata nel testo uscito da Palazzo Chigi.  Una soddisfazione che non nasce certo da posizioni pregiudiziali nei confronti dei militari, che non fanno parte della nostra cultura sindacale,  ma solo dalla necessità di difendere i ruoli civili che non possono diventare sfogatoio di esuberi, e questo a tutela del ruolo e delle funzioni di tutti i civili, vecchi e nuovi.

Il sen. Mauro si è poi soffermato sulle altre due opzioni previste per il personale militare, l’ARQ (solo in via subordinata, in quanto  avviata d’autorità)  e, più in particolare,  sull’ “esenzione dal servizio”, gli “scivoli d’oro” come connotati dai media,  che hanno davvero indignato la pubblica opinione.  Il Ministro ha però difeso questa scelta, arrivando addirittura ad affermare che “si tratta di un meccanismo volto a evitare situazioni tipo esodati”.  Un paragone davvero incredibile!  Il Ministro ne ha proposto una lettura volutamente e decisamente alleggerita: innanzitutto perchè l’85% diventerebbe nei fatti solo il 70%; in secondo luogo perchè, essendo riferita al  solo trattamento stipendiale, il risparmio per le casse statali ci sarebbe comunque; in terzo luogo, perchè le previsioni di SMD fanno riferimento a numeri molto contenuti, solo qualche centinaio; e, infine, chicca conclusiva, perchè trattasi di norma non nuova nelle nostre leggi.  A questo proposito, il Ministro avrebbe però dovuto aggiungere due cose: che la norma precedente (“esonero”)  prevedeva il 50% e non l’85% dello stipendio  e che la stessa è stata cancellata dall’ordinamento da parte del Governo Monti.  E non si tratta certo di dettagli!  Aggiungiamo, infine, che non una sola parola è venuta dal Ministro riguardo alla richiesta avanzata da tutte le OO.SS. della Difesa di estendere la norma anche al personale civile, attraverso apposito veicolo normativo.  Con queste premesse, la disponibilità del Ministro a modificare l’istituto dell’ esenzione appare non poco strumentale.

Altra parte estremamente significativa della relazione del Ministro è stata quella dedicata al problema, da noi posto sin da luglio, circa la riduzione di competenze del Segretariato a favore di SMD. La tesi del Ministro è che le previsioni contenute nello schema di decreto attuativo c.d. “ordinamentale” sono “perfettamente legittime” e in linea con le norme legislative vigenti e l’impianto determinato dalla Legge 25/1997;  inoltre, che la scelta prevista dall’art. 15 novellato del COM di rinviare al “Regolamento” per la distribuzione delle competenze tra Segretariato ed Stamadifesa appaiono coerenti con la previsione dell’art. 2 del D. Lgs. 165/2001. Non una sola parola, invece, non una,  sull’incremento dei costi per unità di prodotto lavorato, che è palesemente connesso con il transito di competenze agli SS.MM.

In merito alla questione relativa ai sistemi d’arma, il sen. Mauro ha ritenuto del tutto legittima la previsione che il Segretario Generale si debba muovere “nell’ambito delle direttive tecnico-operative del Capo di SMD” (art. 41 novellato del COM), precisando che l’integrazione del testo è solo “meramente specificativa e non modificativa nè ampliativa”.   Nessuna parola e nessun giudizio sono venute dal Ministro in merito al tentativo in atto di sottrarre competenze a PREVIMIL E PERSOMIL per attribuirle agli SS.MM.,  rese evidenti dal Capo SMD nel corso dell’ultima audizione parlamentare (vds Notiziario n. 126 del 25 nov. u.s.),  e contro il quale tentativo sono oggi in lotta i lavoratori delle due DD.GG.. Ne prendiamo atto, ci interroghiamo solo su quale sia davvero la spending review che ha in testa il Ministro!

Infine, il sen. Mauro ha fornito alcune risposte in merito alle “preoccupazioni” espresse dalle Parti sociali: ha assicurato che la riduzione dei posti di lavoro non produrrà macelleria sociale e ha confermato la disponibilità a recepire alcune richieste del Sindacato (cancellazione dell’aggettivo “tendenziale” a proposito di attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, art. 15 novellato del COM;  rivisitazione  dell’ordine di priorità delle fattispecie previste ai fini del riassorbimento delle eccedenze, art. 12 decreto attuativo sul personale). Non altre, però, come quella che chiedeva una mobilità interna su base regionale solo subordinata ad una istanza individuale, esattamente come previsto per i militari.  E nulla  il Ministro ha detto sulla riconducibilità alle regole del CCNI Difesa  in materia di reimpieghi (il riferimento, concordato con l’AD nei confronti di luglio, è stato poi cassato nel testo uscito dal CdM).

Gli interventi successivi hanno delineato le diverse posizioni dei partiti: il via libera da parte di SC e di FI (ma non era passata all’opposizione?);  il sì ,  ancorchè un po’ critico, da parte del PD;   il no secco, invece, con richiesta non accolta di differimento della delega, da parte di M5S e SEL.  Dunque, di fatto il via libera ai decreti.

Le Commissioni Difesa sono già convocate per martedì p.v. per il parere di competenza,  che è comunque previsto per giovedì.  Dopo il quale, si va in CdM  per la seconda lettura.  Ci si chiede: e cosa si fa dei tanti problemi che gli stessi partiti hanno evidenziato?  Per questi, ha detto il Ministro, ci saranno i decreti modificativi previsti dalla L. 244 entro i successivi 24 mesi.  Campa cavallo!

(Giancarlo Pittelli)

Guarda il video completo dell’audizione del Ministro

Notiziario n. 91 del 19 agosto 2013 –

Il Ministro Mauro con il Presidente Letta
Il Ministro Mauro con il Presidente Letta

Con Notiziario n. 89 dell’8 agosto u.s., abbiamo dato notizia che, nel corso della riunione avvenuta in quella stessa giornata,  il Consiglio dei Ministri (CdM) aveva dato il via libera ai due decreti legislativi (DD. LLgs.) che recano il riassetto in chiave riduttiva, strutturale e organizzativo, delle FF.AA.  Nell’occasione, abbiamo anche fornito delle  anticipazioni su alcune novità,  di cui eravamo venuti a conoscenza,  intervenute a seguito dell’esame del CdM, che sembrerebbero oggi tutte confermate.

Ebbene, nella mattinata di oggi abbiamo avuto occasione di prendere visione dei testi dei due schemi di decreto, che sono stati pubblicati dal sito forzearmate.orge dallo stesso presentati come quelli approvati dal CdM.  Ovviamente, trattasi di testi ancora ufficiosi, che diventeranno ufficiali solo dopo la loro trasmissione da parte di Palazzo Chigi al ramo del Parlamento da cui prenderà il via l’esame delle Commissioni Difesa, che allo stato ci risulta non ancora avvenuta.  Pur tuttavia, nelle more di una verifica più puntuale e approfondita che sarà possibile solo dopo lettura dei testi ufficiali, alcune prime considerazioni possiamo tentarle in merito alle novità emerse nei testi pubblicati da  “forzearmate.org” , che pubblichiamo su questa pagina come allegati al presente Notiziario.

Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali

  1. Come da noi espressamente richiesto al Ministro (si veda il Notiziario n. 87 del 30.07.2013), la “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi al personale civile, inizialmente prevista solo per uffici di livello dirigenziale generale e non generale, è stata riformulata estendendone  la praticabilità anche a favore del “personale non dirigenziale”, e dunque  a favore in primo luogo dei nostri funzionari.  Consideriamo,  questa,  la novità politicamente più rilevante tra quelle  emerse dopo l’esame di palazzo Chigi, che certo potrebbe segnare un punto di svolta importante nella battaglia che da anni il Sindacato porta avanti per ottenere il pieno riconoscimento del ruolo e delle funzioni del personale civile. E sarà veramente interessante osservare come gli SS.MM. declineranno questa previsione in sede di determinazione della struttura degli Uffici e dell’attribuzione degli incarichi.
  2. Dobbiamo invece registrare in termini fortemente negativi l’espunzione del riferimento alla “contrattazione decentrata di amministrazione” in ordine alle procedure  per il reimpiego del personale civile a seguito di provvedimenti di riordino delle FF.AA., per le quali si dovrà far riferimento solo al “vigente contratto collettivo nazionale del personale del comparto Ministeri”  (quali sarebbero le norme  da applicare?).  Ovviamente, per quanto ci riguarda, riproporremo la questione in occasione del primo incontro con il Sottosegretario Pinotti già in calendario per il 17 settembre, e chiederemo che venga recuperato il testo originario o che si trovi comunque una soluzione alternativa, che faccia però salva l’esperienza pluridecennale della Difesa in materia di reimpieghi, dalla quale non è possibile prescindere sostituendola con un richiamo general-generico alle norme di primo livello.
  3. Trovano invece conferma nel testo uscito dal CdM l’obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs.  e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e l’ “Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino.

Schema D.Lgs. sul personale

  1. Per quanto attiene il transito dei militari in esubero nei ruoli civili della Difesa, manca nel nuovo testo l’espresso riferimento all’ ”ambito delle facoltà assunzionali” della nostra Amministrazione e al limite del 20%, peraltro scomparso anche per il transito dei militari nelle altre AA.PP.. Tenuto conto della pregiudizialità con la quale la nostra O.S. ha sempre posto questa questione e delle ripetute assicurazioni che l’Amministrazione ci aveva fornito al riguardo, riteniamo del tutto inaccettabile questo arretramento, rispetto al quale chiederemo al Sottosegretario spiegazioni e motivazioni. Su questa questione, per noi ripetiamo pregiudiziale, non siamo disposti ad indietreggiare neanche di un centimetro, essendo convinti che i ruoli civili non possono diventare lo sfogatoio degli esuberi militari.
  2. Cancellata anche l’estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (già “esonero” per noi)  con retribuzione stipendiale  dell’85%, che invece viene mantenuta in toto per il personale militare.  Avevamo espresso nelle riunioni tecniche tutte le nostre perplessità su questa opzione, atteso che la legge delega nulla prevede al riguardo e che le norme sull’esonero erano state recentemente cancellate, ma l’Amministrazione si era dimostrata di diversa opinione, ritenendo la cosa praticabile, il che avrebbe certamente ridotto la forbice nei confronti del personale militare in ordine alla quantità di  opzioni  previste per due categorie di personale.  Pare proprio che non sia andata così, e questo riporta l’orologio al punto di partenza, con tutti gli annessi e connessi.  Immaginiamo la difesa d’ufficio dell’Amministrazione: mancava una espressa previsione della delega. Già. E allora il recupero di questa opzione non potrà che passare attraverso una previsione legislativa ad hoc, come chiedevamo
  3. Introdotta invece positivamente una norma in materia di processi di mobilità che prevede che, “a partire dall’anno 2016”,  le altre AA.PP. riservino al personale civile della Difesa in eccedenza “in misura non inferiore al 15%”  delle loro complessive facoltà assunzionali.   
  4. Parrebbero infine confermate nel testo finale uscito dal CdM alcune richieste del Sindacato: la crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili; la destinazione al FUA, ma dal 2020, in quota parte dal 2 al 5%,  dei  risparmi certificati  che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.; la destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei  risparmi certificati per finanziare la formazione;  la previsione di moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;  l’elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del  personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione,  opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135; l’ avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttiva; l’eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad “area” e “profili professionali”;  l’adozione, e non approvazione come prima previsto, previo esame con le OO.SS., da parte del Ministro del piano di assorbimento delle eccedenze;  il rinvio a specifica relazione sindacale  per tutta una serie di passaggi  (della questione reimpieghi abbiamo già detto).
  5. Rimangono inoltre irrisolte altre questioni da noi poste, e dalle quali dovrà ripartire il confronto con l’Amministrazione, tenuto conto delle assicurazioni fornite dal Vertice politico in merito alla emendabilità dei testi usciti dal CdM: la previsione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per i volontari e la mobilità interna su base regionale (vogliamo sia prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo, e dunque ne riparleremo nell’incontro del 17 p.v.).
  6. Infine, resta ancora da definire la struttura della “tabella di equiparazione”,  su cui c’è stata una proposta unitaria del tavolo sindacale che prevede il transito secco di tutti i SU in area 2^  e degli U in area 3^, e rimane ancora senza risposta la nostra proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data)  per l’inserimento nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di  una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012. 

Luci ed ombre, come si vede, rispetto agli approdi conclusivi dei tavoli di confronto di luglio con le OO.SS., forse più ombre che luci.  Attendiamo di conoscere i testi ufficiali approvati dal CdM, che peraltro abbiamo formalmente richiesto all’A.D. a premessa della ripresa del confronto con il Sottosegretario Pinotti  in agenda a settembre, che già si annuncia come un mese particolarmente caldo.

(Giancarlo Pittelli)

I TESTI PUBBLICATI SUL SITO DI FORZEARMATE.ORG 

*   Schema D.Lgs. sul personale adottato dal Consiglio dei Ministri dell’ 8 agosto 2013

*   Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali adottato dal Consiglio dei Ministri dell 8 agosto 2013

 

decreti attuativi delega L.244/2012


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