Notiziario FLP Difesa n. 69 del 13 novembre 2023 –

DDL di Bilancio
DDL di Bilancio

Come preannunciato nel Notdif 68 del 10.11.2023, che recava le valutazioni di FLP in merito ai contenuti del Disegno di Legge  (DDL) sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il triennio 2024-2026 (Atto Senato n. 926), con particolare riguardo alle misure adottate sul Pubblico Impiego, vediamo ora più specificamente le misure adottate per il Settore della Difesa.

La manovra da 24 miliardi di euro è sostenuta per un terzo da una nuova spending review sulle Amministrazioni Centrali, e attinge ancora una volta a man bassa dalla Difesa.

Per tutti è confermato il taglio del cuneo contributivo già in essere dal 1 luglio 2023, e sono ridotte a 3 le aliquote IRPEF, finanziate fino a tutto il 2024.

Accantonati per i rinnovi contrattuali di tutto il personale pubblico 7,5 miliardi di euro (comprensivi degli anticipi previsti dal DL 18.10.2023, n. 145): una cifra lontanissima dai 31 miliardi valutati dagli vertici della P.A. come utili ad un rinnovo adeguato.

Le disposizioni relative al Ministero della Difesa, come vedremo, si collocano nel solco della riforma Di Paola del 2012 con una nuova spending review, esasperandone ulteriormente gli effetti su un Ministero, già stremato dalla massiccia ristrutturazione in atto dal 2012 non ancora conclusa. Vediamo le voci di interesse, in ordine di articolo:

 Variazioni compensative fra i capitoli di spesa (art. 101) Il Ministro della difesa è autorizzato, per l’anno finanziario 2024, ad apportare variazioni compensative tra i capitoli di spesa relativi ai fondi scorta.

 Questi i punti di sostanziale interesse della Difesa, e come si può vedere, neanche un pensiero è rivolto alla drammatica situazione complessiva in cui versa il personale civile della Difesa, né tanto meno è stata inserita una norma che attui gli impegni assunti dall’attuale Ministro della difesa e finalizzi la riassegnazione e la stabilizzazione dei 21 milioni di euro che dal 2018 avevano sostenuto la performance organizzativa. Ne’ vi è menzione della quota annuale dei risparmi derivanti dalla ristrutturazione disposta dalla riforma Di Paola, da destinare al personale civile. NIENTE DI NIENTE!

E dopo i provvedimenti di separazione tra Segredifesa e Direzione Nazionale degli Armamenti promossi dal ministro Crosetto, che hanno portato alla previsione della eventualità di un Direttore Generale degli Armamenti estraneo all’A.D. ed alle sue dirette dipendenze, nessun altro segnale della sbandierata “valorizzazione del personale civile”. Solo spending review e fare cassa sono gli obbiettivi evidenti delle intenzioni di questo Governo, che ricadono sui colleghi indiscriminatamente alla fine di un percorso che ha visto sorgere nuove problematiche sul riconoscimento dei pagamenti dei corsi allievi operai, l’appesantimento massiccio del sistema di calcolo dei riscatti ai fini pensionistici, la eliminazione di fatto delle maggiorazioni per i lavori insalubri e per gli addetti ai polverifici, l’eliminazione pressoché definitiva della tassazione separata. È ancora peggio di quello che abbiamo vissuto col Governo tecnico di Monti, con la riforma Di Paola e la riforma Fornero, che nelle dichiarazioni di intento dovevano essere completamente rivisitate, e invece oggi vengono peggiorate proprio dalle forze politiche che le hanno più fortemente contestate.

Per ora è tutto. Fraterni saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

 

ALLEGATO

 

Notiziario FLP Difesa n, 68 del 10 novembre 2023 –

DDL di Bilancio
DDL di Bilancio

Riportiamo di seguito le valutazioni della nostra Federazione, contenuti nel notflp n. 26 del 06.11.2023, in merito ai contenuti del DDL di Bilancio per il 2024 relativi alla Pubblica Amministrazione.

Il DDL sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il triennio 2024-2626 sono approdati al Senato lunedì 30 ottobre u.s. e sono stati assegnati alla Commissione Bilancio (A.S. n. 926), che già da questa settimana avvierà le consuete audizioni e, a breve, fisserà il termine per la presentazione degli emendamenti.

Trattasi di una manovra finanziaria complessivamente pari a 24 miliardi di euro, dei quali i due terzi (e dunque 16) sono finanziati in deficit (accrescendo il nostro già corposo debito pubblico), e per il restante terzo (8) è finanziata da nuove entrate o risparmi di spesa, di cui la parte più cospicua è affidata a una spending review delle Amministrazioni Centrali.

Premesso che il DDL dispone la destinazione dei 24 miliardi disponibili per la manovra 2024 e opera le relative scelte, con uno specifico notiziario, il nostro Sindacato dei Pensionati ha illustrato già gli interventi e le misure per il 2024 in materia pensionistica, evidenziando come le scelte governative riducano ulteriormente le già ridotte possibilità di uscita anticipata dal lavoro e pesino per svariati miliardi, caricando così il sistema pensionistico, chiamato a far cassa, di un onere pesantissimo.

Con il presente Notiziario, rivolgiamo ora la nostra attenzione agli interventi e alle misure più importanti che interessano da vicino il lavoro dipendente, in particolare quello pubblico.

 CONFERMA TAGLIO CUNEO CONTRIBUTIVO

Il DDL conferma l’esonero parziale contributivo per il lavoro dipendente e prevede 7 punti in meno per i redditi fino a 25mila euro e 6 punti in meno per i redditi fino a 35mila, con un di più medio in busta paga di circa 100 euro mensili lorde. La misura è già in essere da luglio scorso ma era stata finanziata solo per il 2023, e allora il DDL ne prolunga opportunamente la vita, limitandola però solo al 2024, il che significa che per gli anni a venire bisognerà reperire le risorse necessarie per tenerla in vita.

Una scelta in favore dei redditi medio-bassi, che apprezziamo molto, e che costa circa 10 dei 24 miliardi disponibili, ma che non farà crescere di un euro le retribuzioni 2024 dei 14 milioni di lavoratori interessati.

 ACCORPAMENTO ALIQUOTE IRPEF

IL DDL prevede l’accorpamento delle prime due aliquote IRPEF al 23% per tutti i redditi fino a 28mila euro (attualmente, dai 15mila ai 28mila pari al 25%), e dunque per questa via molti lavoratori avranno qualche euro in più in busta paga (circa 100 lordi all’anno per un reddito di 20mila euro annui). Non molto, meglio di niente, anche se non possiamo far a meno di ricordare ben altre scelte in materia fiscale che favoriscono il lavoro autonomo (flat tax per gli autonomi e professionisti al 15% fino a 85mila euro). La misura costerà tra i 3 e i 4 miliardi, ma anche questa è finanziata solo per il 2024, dunque per gli anni a venire occorrerà reperire le risorse utili a rifinanziarla ulteriormente.

 RINNOVI CONTRATTUALI PUBBLICO IMPIEGO

I contratti del pubblico impiego sono scaduti il 31 dicembre 2021, e dunque le retribuzioni dei lavoratori sono ancora quelle fissate a suo tempo. In questi due anni di mancato rinnovo dei contratti, gli incrementi stipendiali sono venuti dall’Indennità di Vacanza Contrattuale – IVC (0,50%, dunque pochi spiccioli) e poi anche dal “bonus” varato con la Legge di bilancio 2023 (1,5%, qualche spicciolo in più, ma sempre pochi), a fronte comunque di una inflazione a due cifre per diverso tempo che ha ridotto pesantemente il già magro potere di acquisto dei lavoratori pubblici.

Apprezzabile dunque, per noi, la scelta, già operata dall’Esecutivo, di attribuire ai dipendenti delle Amministrazioni statali, un “anticipo”, a valere sul 2024, di un importo pari a 6,7 volte l’IVC (dunque 0,5 x 6,7 = 3,35%). Lo dispone l’art.3 del DL 18.10.2023, n. 145, costa 2 miliardi, e verrà erogato in busta paga a dicembre p.v., il che offrirà un piccolo beneficio rispetto alle magre retribuzioni dei lavoratori, coprendo solo in parte la perdita di potere d’acquisto di questi anni. Dette somme, però, costituiscono solo un “anticipo”, che verrà riassorbito con i futuri aumenti

Per i lavoratori pubblici non statali, saranno le rispettive AA.PP. a decidere utilizzando fondi propri.

La seconda scelta dell’Esecutivo in materia di rinnovi contrattuali, operata all’interno del DDL (Capo II, art. 10), è quella di destinarvi 3 miliardi per il 2024 e di ulteriori 5 dal 2025 (vds. Comma 1), risorse che dovrebbero consentire, a giudizio del Ministro, l’avvio della trattativa in sede ARAN a seguire rispetto alla direttiva madre e agli atti di indirizzo che dovrebbero arrivare a partire da gennaio, con priorità per i rinnovi del personale del comparto sicurezza e di quello della Sanità.

Il nostro Segretario Generale, Marco Carlomagno, ha espresso già l’avviso della nostra O.S. rispetto alle scelte del Governo (vds. Il Sole 24 ore del 20 ottobre u.s.): giudichiamo positivamente l’anticipo di dicembre, ma al contempo “del tutto insufficienti” le risorse sinora stanziate per i rinnovi contrattuali, atteso (lo ha detto lo stesso Ministro!) che per garantire un adeguato rinnovo contrattuale, a fronte di un IPCA (indice per i rinnovi) che sfiora il 18% nel triennio, servirebbero non meno di 31 miliardi di euro, mentre le risorse sin qui stanziate ne coprono solo il 6% (un terzo)!

Sempre con riferimento al pubblico impiego, non possiamo non esprimere una valutazione decisamente negativa rispetto alla scelta di cui all’art. 3 del DDL di continuare a limitare solo al lavoro privato la detassazione dei premi di produttività, che nel 2024 sarà ridotta al 5% (era il 10%). 

 SANITA’

IL DDL vi destina 3 miliardi di euro (Il Ministro Schillaci ne aveva richiesti minimo 4), che per gran parte (2,4 mld) è destinato al rinnovo contrattuale 2022-2024 del personale del comparto, mentre i restanti 600 milioni andranno a finanziare il “Fondo Sanitario”, con un obiettivo preciso: ridurre le liste di attese, da una parte attraverso il ricorso a lavoro straordinario e a maggiori turni del personale impiegato e, dall’altro, dando risorse maggiori al privato convenzionato. Non è previsto invece un piano straordinario di nuove assunzioni (mancano oltre 15.000 medici, e con la modifica di calcolo della quota retributiva della pensione disposta dal DDL per il personale con meno di 15 anni di contribuzione al 1.1.1995, si prevede un forte esodo per fine anno), il che potrebbe offrire un contributo decisivo a far uscire dalle secche la sanità pubblica, che, dopo il Covid, presenta crescenti criticità (nel 2024, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL si ridurrà al 6,4%, con un -1,5% rispetto al 2023, dunque molto al di sotto della media europea (in Germania e Francia siamo al 10%). 

Da segnalare anche che il DDL riduce pure gli incentivi ai farmacisti sulla vendita di farmaci generici. Dunque, una manovra che, sul fronte della sanità pubblica, presenta parecchie ombre.

SPENDING REVIEW AMMINISTRAZIONI CENTRALI

Come già detto, una buona parte delle risorse non in deficit destinate alla copertura della manovra

di bilancio 2024 provengono da una nuova spending review in capo alle Amministrazioni Centrali (vds. Art. 88 del DDL) al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica previsti dalla NADEF, con l’obiettivo di risparmiare 10 miliardi di euro nel triennio (1,9 miliardi invece per il solo 2024). Il DDL reca (vds allegato VII) per ciascuna Amministrazione Centrale, le riduzioni di spesa previste, che, in caso non fossero traguardate, darebbero luogo a un taglio lineare del 5%.

Il DDL prevede altresì norme specifiche d’interesse di alcune Amministrazioni: misure in materia di beni culturali (art. 64); misure in materia di personale del comparto sicurezza e difesa (art. 65); misure in materia di magistratura ordinaria (art. 67).

 MISURE PER LA FAMIGLIA E IL SOCIALE

All’interno del DDL trovano spazio anche misure che riguardano la famiglia, in particolare quelle con due o più figli (nulla invece per i single), e il sociale. Proviamo a indicarne le più significative:

Questi i contenuti per noi più importanti del DDL Bilancio 2024 approdato al Senato, che evidenziano alcune luci ma anche diverse ombre, che però non sarà facile rimuovere a causa della scelta operata dalle forze di Governo di non presentare emendamenti, bocciando quelli delle altre. 

Pur tuttavia, cercheremo di avviare comunque alcune iniziative sul fronte parlamentare, in primis per aumentare le risorse per i rinnovi contrattuali e per dare attuazione alla sentenza della C.C. sul TFS, e ne daremo come al solito puntuale conto ai colleghi.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP

Si rinvia ad altro apposito notiziario le valutazioni della nostra O.S. per quanto attiene il settore della Difesa. E’ tutto, cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

ddl bilancio 2024


Continuiamo le nostre valutazioni sulle misure contenute nel DDL di Bilancio 2024 focalizzando quelle inerenti la Difesa e il suo personale civile: praticamente niente di niente, nessuna traccia del promesso recupero dei 21 milioni e dei risparmi da ristrutturazione da riversare nel FRD. Ancora un giro di spending review ad aggravare la situazione, già compromessa dalla riforma Di Paola. Finanziate le seguenti voci: potenziamento di “Strade Sicure” integrato da “Stazioni sicure”; la guerra in Ucraina; l’organismo internazionale di pace; la presenza militare nelle procedure elettorali; le posizioni ausiliarie dei militari.

14 Nov 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 69 del 13 novembre 2023 – Come preannunciato nel Notdif 68 del 10.11.2023, che recava le valutazioni di FLP in merito ai contenuti del Disegno di Legge  (DDL) sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il triennio 2024-2026 (Atto Senato n. 926), con particolare riguardo alle […]


L’analisi di FLP Pensionati sul testo del DDL di Bilancio per il 2023, con le considerazioni relative al Pubblico Impiego: confermato il cuneo retributivo, accorpate le prime due aliquote IRPEF; per il Pubblico Impiego, un anticipo di 6,7 volte l’Indennità di Vacanza Contrattuale a dicembre, e solo 3 miliardi per i rinnovi contrattuali nel 2024 a fronte dei 31 quantificati dallo stesso ministro a fronte di un IPCA del 18% nel triennio (e intanto, un altro giro di spending review); niente assunzioni per la Sanità, che viene incentivata su straordinario, turni e convenzioni col privato.

13 Nov 2023 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n, 68 del 10 novembre 2023 – Riportiamo di seguito le valutazioni della nostra Federazione, contenuti nel notflp n. 26 del 06.11.2023, in merito ai contenuti del DDL di Bilancio per il 2024 relativi alla Pubblica Amministrazione. Il DDL sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il […]


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